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APPROCCIO DIETETICO NELLE MALATTIE METABOLICHE.

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Presentazione sul tema: "APPROCCIO DIETETICO NELLE MALATTIE METABOLICHE."— Transcript della presentazione:

1 APPROCCIO DIETETICO NELLE MALATTIE METABOLICHE

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3 Malattie metaboliche sindrome metabolica Nel 2001, il National Cholesterol Educational Program (NCEP ) Adult Treatment Panel III ( ATP III ) ha proposto una semplice serie di criteri diagnostici basati su comuni misure cliniche comprendenti: 1.circonferenza del giro vita 2.trigliceridi 3.colesterolo HDL 4.pressione sanguigna 5.glicemia a digiuno. La presenza di alterazioni in 3 di queste 5 misure costituisce una diagnosi di sindrome metabolica.

4 Criteri NCEP-ATP III ( ) Criteri diagnostici NCEP-ATP III per sindrome metabolica -elevata circonferenza del giro vita ≥ a 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne; - elevati livelli di trigliceridi: ≥ a 150mg/dl ( 1.7mmol/l ); - ridotti livelli di colesterolo HDL: < di 40mg/dl ( 1.03mmol/l ) negli uomini e di 50mg/dl ( 1.3mmol/ ) nelle donne; - elevata pressione sanguigna: ≥ a 130mmHg per la pressione sistolica ed 85mmHg per la pressione diastolica; -elevata glicemia a digiuno: ≥ a 100mg/dl.

5 International Diabetes Federation ( IDF ) L’International Diabetes Federation ( IDF ) ha proposto una serie di criteri clinici che sono simili ai criteri ATP III aggiornati. Infatti, i valori soglia sono identici per quanto riguarda i trigliceridi, il colesterolo HDL, la pressione sanguigna e la glicemia. La principale differenza è rappresentata dalla circonferenza del giro vita < 94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne Secondo i criteri IDF, l’obesità addominale incorpora sia il concetto di obesità sia di resistenza all’insulina.

6 Obesità

7 Obesità androide ed obesità ginoide OBESITÀ ANDROIDE (viscerale, tronculare o "a mela"): tipicamente maschile, si associa ad una maggiore distribuzione di tessuto adiposo nella regione addominale, toracica, dorsale e cerviconucale. L'obesità androide si associa inoltre ad un'elevata deposizione di adipe in sede intraviscerale (addominale o interna). OBESITÀ GINOIDE (detta anche periferica, sottocutanea o "a pera"): tipicamente femminile, si caratterizza per una distribuzione delle masse adipose nella metà inferiore dell'addome, nelle regioni glutee ed in quelle femorali. Nell'obesità ginoide il grasso è presente soprattutto nel compartimento sottocutaneo, con conseguente elevato rapporto tra grasso superficiale e profondo.

8 Obesità Obesità androide ed obesità ginoide l'obesità più pericolosa, per quanto riguarda le complicanze cardiovascolari e metaboliche, è quella androide, sia che si instauri nell'uomo sia che compaia nella donna.

9 Obesità Scopo Raggiungere e mantenere peso corporeo ideale o almeno ridurre il peso corporeo del 10% Intervenire sui comuni fattori di rischio Mantenere un idoneo stato nutrizionale Correggere abitudini alimentari La schema dietetico si deve adattare al paziente (stile di vita gusti alimentari etc.)

10 Obesità Prima di impostare lo schema bisogna eseguire delle indagini preliminari 1.Indagine alimentare 2.Valutazione antropometrica 3.Valutazione del tipo di attività fisica A questo punto si imposta lo schema dietetico

11 Obesità: schema dietetico Riduzione Fabbisogno energetico per obesità lieve 1.Per la perdita di 1 kg a settimana ridurre di 1000 kcal l’apporto calorico riducendo l’introito di ca 800 kcal; incrementando il dispendio con una camminata di buon passo per ca 1h 2.Consigliato un apporto di ca kcal in donne e per gli uomini

12 Obesità: schema dietetico Riduzione Fabbisogno energetico per obesità grave 1.Riduzione drastica dell’introito giornaliero fino al semidigiuno da eseguire rigorosamente in ambiente ospedaliero

13 Obesità: schema dietetico Apporto proteico le diete ipocaloriche tendono ad essere iperproteiche 1.1-1,2 g/kg peso corporeo/ giorno Apporto lipidico 30% del totale saturi < 10% (preferire olio di oliva) Colesterolo < 300mg Apporto di carboidrati (indice glicemico) Complessi 50% del totale Semplici 10% Fibra 20 gr/ 1000 calorie/ giorno saturi < 10% (preferire olio di oliva) Vitamine sali minerali Integrare il Calcio

14 Obesità: schema dietetico Schema generale che permette di scegliere tra alimenti equivalenti Schema rigido Schema espresso in porzioni equivalenti Schema senza grammature Uomo 45 anni 175 cm 85 kg impiegato

15 Diabete di tipo 1 e 2 Scopo Assicurare un buon controllo glicemico Raggiungere e/o mantenere peso ideale Mantenere un idoneo stato nutrizionale Incidere sui fattori di rischio per prevenire o ritardare le complicanze, micro e macro angiopatie La schema dietetico si deve adattare al paziente (stile di vita gusti alimentari etc.)

16 Diabete Prima di impostare lo schema bisogna eseguire delle indagini preliminari 1.Indagine alimentare 2.Valutazione antropometrica 3.Valutazione del tipo di attività fisica A questo punto si imposta lo schema dietetico

17 EASD - European Association for the Study of Diabetes. Proteine (%/Kcal totali)10-20 Lipidi (%/Kcal totali)30-40 Saturi + trans (%/Kcal totali) < 10 o < 8 se LDL o colesterolo sono elevati Monoinsaturi (%/Kcal totali)10-20 Poliinsaturi n-32-3 porzioni di pesce a settimana Colesterolo (mg/giorno)< 300 mg Carboidrati (%/Kcal totali)45-60 Saccarosio (g/giorno)< 50 g/die Fibre (g/1000 Kcal/giorno)20g/1000cal Alcool (g/giorno)< 10 g/die donne; <20g/die uomo Sale (g/giorno)<6

18 Diabete: schema dietetico Fabbisogno energetico 1.Paziente diabetico sovrappeso (considerato come paziente obeso) 2. Paziente normopeso (consigliati kcal/peso corporeo)

19 Diabete: schema dietetico Apporto proteico Ridurre quanto più possibile in quanto c’è una tendenza alla nefropatia In presenza di microalbuminuria 0,6-0,8 g/kg peso corporeo) Apporto lipidico si può arrivare anche a 35% aumentando gli insaturi e riducendo alimenti ricchi in colesterolo (uova, frattaglie formaggio)

20 Diabete: schema dietetico Apporto di carboidrati Indice glicemico L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui sale la glicemia in seguito all’assunzione di un quantitativo di un alimento contenente 50g di carboidrati. Viene ottenuto misurando l'andamento della curva a campana dal momento dell'ingestione a due ore dopo. Questo parametro è espresso in percentuale, e si rapporta comunemente alla velocità di aumento della glicemia con la stessa quantità di glucosio o di pane bianco.

21 GLYCEMIC RESPONSE AFTER A WHITE BREAD OR A SPAGHETTI MEAL Ludwig, J Am Med Assoc, White BreadSpaghetti Time, minutes ∆ Glic., mg/dL

22 Diabete: schema dietetico Apporto di carboidrati Indice glicemico All'alimento di riferimento, se il glucosio o il pane bianco, viene loro assegnato il valore di 100. Per convertire l'indice glicemico dal glucosio al pane bianco basta moltiplicare per 1,37, mentre viceversa basta dividere per la stessa cifra dal pane bianco al glucosio.

23 Scala di valori dell’indice glicemico Fino a 40 l'indice glicemico è considerato MOLTO BASSO. Da 41 a 55 l'indice glicemico è considerato BASSO. Da 56 a 69 l'indice glicemico è considerato MODERATO. Da 70 in su l'indice glicemico è considerato ALTO.

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25 Diabete: schema dietetico Carico glicemico Il solo controllo dell'indice glicemico degli alimenti tuttavia non permette di capire che quantità di un alimento può essere consumata per raggiungere una soglia che causi iperglicemia, poiché l'indice glicemico è un fattore che considera solo la velocità di assorbimento dei cibi glucidici, e quindi il relativo senso di sazietà, ma non la quantità. Carico glicemico (CG) IG x quantità di carboidrati/100

26 Scala di valori del carico glicemico Fino a 10 il carico glicemico è considerato BASSO. Da 11 a 19 il carico glicemico è considerato MODERATO. Da 20 in su il carico glicemico è considerato ALTO.

27 Diabete: schema dietetico Apporto di carboidrati effetti benefici fibre Effetto prebiotico Produzione di acidi grassi a catena corta acetico e propionico modulano gluconeogenesi e sintesi di lipidi; butirrico previene carcinogenesi Bassa risposta glicemica Alimenti consigliati legumi frutta verdura

28 Diabete: schema dietetico Alcool consentito in normopeso Sodio come per la popolazione generale

29 Diabete: schema dietetico Frazionamento in 2 pasti principali 4 spuntini (colazione, metà mattina, metà pomeriggio, prima di coricarsi)


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