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Michele Vacchiano High Quality & Large Format Photography Courses – Workshops – Photographic Tours Presenta…

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Presentazione sul tema: "Michele Vacchiano High Quality & Large Format Photography Courses – Workshops – Photographic Tours Presenta…"— Transcript della presentazione:

1 Michele Vacchiano High Quality & Large Format Photography Courses – Workshops – Photographic Tours Presenta…

2 LA FOTOGRAFIA IN GRANDE FORMATO Ovvero: come complicarsi la vita ma fotografare… alla grande.

3 Roba da dinosauri? Che cosè il grande formato?

4 Un modo alieno di fotografare? Che cosè il grande formato?

5 Una faccenda per addetti ai lavori? Che cosè il grande formato?

6 Niente di tutto questo!

7 Il sistema fotografico che consente la più ampia creatività…Il sistema fotografico che consente la più ampia creatività… Il controllo completo dellimmagine…Il controllo completo dellimmagine… Un negativo di grandi dimensioni e di conseguenza ingrandimenti spettacolari…Un negativo di grandi dimensioni e di conseguenza ingrandimenti spettacolari… Una versatilità operativa totale.Una versatilità operativa totale. Il grande formato è…

8 Le macchine

9 Le macchine di grande formato sono molto diverse da quelle a cui il fotoamatore è abituato, e anche dalle reflex di medio formato usate dai professionisti.

10 Le macchine Le fotocamere di grande formato si dividono in due categorie:

11 Le macchine Le fotocamere di grande formato si dividono in due categorie: 1. Apparecchi da studio a banco ottico…

12 Le macchine Le fotocamere di grande formato si dividono in due categorie: 2. Apparecchi portatili, detti anche folding (pieghevoli). In inglese, field cameras o flatbed cameras. Sono realizzati in legno o in metallo.

13 Le macchine I primi devono il loro nome alla rotaia, o banco, lungo la quale scorrono le due standarte: quella anteriore alla quale si applica lobiettivo e quella posteriore dove si applica il dorso portapellicola.

14 Le macchine I secondi si presentano come una valigetta che - una volta aperta - assume laspetto di un banco ottico in miniatura. Le due standarte scorrono lungo rotaie ricavate nel frontalino apribile (flatbed).

15 Le macchine In entrambi i tipi di apparecchio fin qui descritti la visione dellimmagine avviene direttamente sul vetro smerigliato, grande quanto il negativo stesso. Per questo essi vengono anche definiti a visione diretta (view cameras).

16 Le macchine Ma ciò che davvero distingue gli apparecchi di grande formato dalle fotocamere tradizionali è la possibilità di muovere in tutte le direzioni la piastra portaottica e il dorso portapellicola. Per questo gli apparecchi di grande formato sono anche detti a corpi mobili.

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18 I movimenti

19 I movimenti dei corpi rendono possibile il totale controllo della prospettiva, della nitidezza, delle proporzioni dellimmagine, della forma e della disposizione degli oggetti nello spazio.

20 Si osservi limmagine qui sotto: fotografando una facciata con una macchina a corpi fissi e inclinando lapparecchio verso lalto, si otterrebbe una stampa come quella raffigurata a destra.

21 Con una macchina a corpi mobili, invece, il fenomeno delle verticali convergenti può essere evitato utilizzando il decentramento verticale del corpo anteriore. Come si vede, le due standarte vengono posizionate in modo da risultare parallele alla facciata, poi, mentre la standarta posteriore rimane ferma, quella anteriore viene decentrata verso lalto.

22 Non si tratta di una correzione a posteriori, come avverrebbe con i software di postproduzione, che correggono la convergenza delle verticali introducendo però deformazioni prospettiche e deterioramento dei pixel… Luso del decentramento non corregge le verticali convergenti: semplicemente impedisce che si formino!

23 Analogamente, il basculaggio in avanti del corpo anteriore (eventualmente unito al basculaggio allindietro del corpo posteriore) contribuisce ad incrementare la nitidezza del campo inquadrato, dal primo piano allo sfondo, grazie allapplicazione della regola di Scheimpflug.

24 La regola di Scheimpflug recita che quando il piano del soggetto, il piano dellottica e il piano focale (quello su cui giace la pellicola) si incontrano generando ununica retta, tutto il campo inquadrato risulta a fuoco, indipendentemente dal diaframma utilizzato.

25 La retta generata dallincontro dei tre piani è chiamata retta di Scheimpflug (in questo disegno raffigurata in sezione, e quindi come un punto).

26 La regola di Scheimpflug trova la sua più interessante applicazione nella tabletop photography e nello still-life…

27 ...ma anche nel paesaggio, quando si vogliano mantenere nitidi tutti i piani dellimmagine.

28 Ciò che una fotocamera a corpi fissi non riuscirebbe a riprendere senza creare una vasta area di sfocatura, a causa della breve distanza di ripresa…

29 …diventa nitido grazie al grande formato!

30 Decentramenti e basculaggi consentono al fotografo di intervenire sui principali parametri dellimmagine, avendo come unici limiti la propria creatività e fantasia.

31 Che cosa cè dentro?

32 Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto ottocentesco, dai legni pregiati, dagli ottoni luccicanti, dai pellami raffinati che lo fanno assomigliare ad un costoso soprammobile.

33 Che cosa cè dentro? Dentro un moderno apparecchio di grande formato cè un impressionante livello di tecnologia. E una tecnologia poco appariscente, fatta di accuratezza meccanica, precisione micrometrica, cura nella scelta dei materiali…

34 Che cosa cè dentro? …dove la fisica ottica e lingegneria meccanica concorrono alla realizzazione di un sofisticato e versatile strumento di precisione…

35 Che cosa cè dentro? …dove lutilizzo di leghe aerospaziali riduce i pesi e rende più fluidi e sicuri i movimenti…

36 Che cosa cè dentro? …dove limpiego di dorsi digitali dedicati consente una qualità di acquisizione difficile da immaginare per lutilizzatore non professionista…

37 Che cosa cè dentro? …e dove, infine, ogni particolare è studiato per durare a lungo e per funzionare ininterrottamente, secondo una filosofia di affidabilità e robustezza costruttiva sconosciuta al mondo delle fotocamere amatoriali.

38 Che cosa cè dentro? Su un manuale duso delle fotocamere Sinar si legge: Il punto forte del nostro servizio riparazioni è che non sono necessarie riparazioni. Non so se mi spiego…

39 Gli obiettivi

40 Cè qualcosa di magico nellimmagine formata da un obiettivo. Qualunque fotografo serio ha soggezione di questo evento miracoloso, che si avvicina alla perfezione. (Ansel Adams) Gli obiettivi

41 Ogni obiettivo per il grande formato è montato su un otturatore che contiene in sé tutte le funzioni necessarie al suo utilizzo: oltre allotturatore propriamente detto vi troviamo il diaframma, il pulsante di scatto, il sincro-flash, talvolta lautoscatto.

42 Lintercambiabilità e la compatibilità tra marche e modelli diversi sono totali: ogni obiettivo può essere montato su qualunque macchina semplicemente assicurandolo alla piastra portaottica. Gli obiettivi

43 Ovviamente i movimenti non sarebbero possibili se lobiettivo coprisse unarea di poco superiore allarea del fotogramma, come avviene nelle macchine a corpi fissi di piccolo e medio formato (A). Gli obiettivi

44 Per questo gli obiettivi di grande formato sono caratterizzati da un cerchio di copertura il cui diametro eccede, talvolta di molto, la diagonale del negativo (B). Gli obiettivi

45 Il costo di un obiettivo di grande formato non è determinato tanto dalla qualità ottica - che rimane in ogni caso elevatissima - quanto dallampiezza del cerchio di copertura. Gli obiettivi

46 Quanto più questo è ampio, tanto maggiore sarà la possibilità di movimenti. Gli obiettivi

47 Il disegno raffigura lo spostamento dellarea del negativo allinterno del cerchio di copertura in caso di decentramento verso lalto (A) e verso il basso (B). Gli obiettivi

48 Le pellicole

49 Gli apparecchi a corpi mobili accettano pellicole piane, o lastre, di diversi formati, dal 9x12 cm al 20x25 cm o superiori. Il formato 4x5 pollici (10x12 cm circa) si rivela ideale per la fotografia sul campo. Le pellicole piane vengono inserite in châssis rigidi come quello raffigurato qui a fianco. Le pellicole

50 Gli châssis devono essere caricati e scaricati in camera oscura, oppure - quando si lavora allaperto - utilizzando una camera oscura portatile (changing bag). Le pellicole

51 I dorsi a caricamento rapido permettono di utilizzare pellicole piane precaricate in buste di cartoncino ed evitano i rischi derivanti dalla manipolazione delle lastre (soprattutto polvere e peluzzi). Purtroppo la scelta è limitata a pochi tipi di emulsione. Le pellicole

52 Ogni apparecchio progettato per un determinato formato accetta anche tutti i formati inferiori, compresi i caricatori per pellicola in rullo tipo 120 che consentono la realizzazione di fotogrammi di medio formato (dal 4,5x6 al 6x12 cm). Le pellicole

53 Lesposizione

54 Lesposizione Le macchine di grande formato non dispongono di esposimetro TTL come le reflex 35 mm. Per determinare lesposizione ci si serve di un esposimetro separato.

55 Lesposizione Alla lettura in luce riflessa di tipo spot (necessaria per misurare separatamente le diverse zone dellinquadratura) si affianca - quando possibile - una misurazione della luce incidente. Determinare lesposizione corretta ai fini dellapplicazione del sistema zonale richiede tempo, ma anche conoscenze che non possono essere improvvisate.

56 X IX V II III IV I VII VI © Michele Vacchiano

57 Lesposizione Nessun esposimetro, per quanto sofisticato, potrà mai sostituire la sensibilità e lesperienza del fotografo, e non soltanto nelle situazioni di luce difficili che spesso rendono inaffidabili le reflex superautomatiche.

58 Lesposizione Gli obiettivi hanno una luminosità che può apparire limitata al principiante: lapertura relativa massima si aggira, nella maggior parte dei casi, tra f/5,6 e f/8.

59 Lesposizione Per contro possono chiudersi a valori molto ridotti: lapertura di lavoro si aggira intorno a f/22, ma si può arrivare normalmente a f/64 e talvolta a f/90, soprattutto quando la profondità di campo diventa un parametro critico.

60 Lesposizione Lavorando con diaframmi così chiusi, è facile capire come lesposizione possa durare parecchi secondi, ulteriormente aumentati dalla necessità di compensare il difetto di reciprocità.

61 Lesposizione Questo rende indispensabili: Lo scatto flessibile; Lo scatto flessibile; Il cavalletto o treppiede Il cavalletto o treppiede

62 Lesposizione Quanto detto fin qui evidenzia il limite fondamentale della fotografia in grande formato: limpossibilità di fotografare soggetti in rapido movimento, a meno che non si trovino tanto vicini da poter essere illuminati con il flash…

63 Lesposizione …ma il grande formato non è nato per questo!

64 Lesposizione I suoi principali campi di applicazione sono infatti larchitettura, il paesaggio, la fotografia pubblicitaria, lo still-life… Insomma tutti quei generi fotografici che possono avvantaggiarsi delle possibilità creative che solo un apparecchio a corpi mobili consente.

65 Sul campo

66 Che cosa serve davvero per fotografare allaperto col grande formato?

67 Sul campo Innanzitutto la macchina. La scelta migliore è una folding in legno 4x5 pollici, piccola e leggera ma solida.

68 Sul campo E ovviamente possibile adoperare anche allaperto un apparecchio a banco ottico, ma è bene farlo soltanto quando non si debbano percorrere lunghi tratti a piedi e si possa restare nei pressi dellauto.

69 Sul campo Gli obiettivi andranno scelti in base alle proprie esigenze di ripresa. Un buon corredo dovrebbe comprendere almeno una focale grandangolare, un obiettivo standard tra i 150 e i 210 mm e un obiettivo fra i 300 e i 400 mm, eventualmente a schema tele.

70 Sul campo Lo schema a teleobiettivo - caratterizzato da un tiraggio complessivo inferiore alla lunghezza focale nominale - consente luso di lunghe focali anche con macchine portatili caratterizzate da una ridotta capacità di allungamento del soffietto.

71 Sul campo Lo scatto flessibile è indispensabile per evitare di imprimere vibrazioni allobiettivo durante lesposizione, che può durare parecchi secondi.

72 Sul campo Dovremo inoltre procurarci: Un esposimetro esterno…

73 Sul campo Dovremo inoltre procurarci: Un panno nero per osservare il vetro smerigliato quando la luce ambientale è forte…

74 Sul campo …e poi un contenitore per trasportare il tutto. In commercio si trovano zaini che possono contenere con facilità una attrezzatura di grande formato.

75 Sul campo Senza dimenticare infine gli châssis già caricati a casa, oppure - se si vuole lavorare più comodi - un dorso per pellicola in rullo 6x9…

76 Sul campo …che garantisce una qualità non troppo diversa dal classico 4x5 a fronte di una maggiore rapidità operativa e - non ultimo - di un costo significativamente inferiore.

77 Sul campo Ovviamente non bisogna dimenticare il cavalletto, senza il quale la fotografia in grande formato non si può fare.

78 Il grande formato e il digitale Luso di dorsi digitali sulle fotocamere di grande formato ha preceduto di molto le compatte e le reflex digitali usate ormai dalla maggioranza dei dilettanti. Ai dorsi a scansione, straordinariamente performanti ma lenti, adatti quindi a riprendere soggetti immobili in studio (food, still-life, pubblicità)…

79 Il grande formato e il digitale …si sono da non molti anni affiancati i dorsi ad acquisizione, in pratica gli stessi che si usano sulle reflex di medio formato. Ovviamente le piccole dimensioni del sensore (molto inferiori a quelle di una pellicola piana) pongono qualche problema allutilizzo su macchine tradizionali.

80 Il grande formato e il digitale Innanzitutto gli obiettivi devono avere una lunghezza focale adeguata al formato: un 150mm, normale sul 4x5, si comporterebbe come un medio tele sul formato digitale. Quindi sono necessarie focali proporzionalmente più corte…

81 Il grande formato e il digitale …che rendono di fatto inutili le dimensioni degli apparecchi tradizionali: non sono più necessari soffietti molto lunghi né movimenti molto ampi. Le ridotte dimensioni dellarea sensibile richiedono che tutto lapparecchio si riduca in proporzione. Per questo i costruttori propongono banchi ottici in miniatura adatti alluso con i dorsi e gli obiettivi digitali.

82 Il grande formato e il digitale Gli obiettivi, dal canto loro, devono garantire un potere risolvente più elevato, dal momento che il file digitale dovrà essere sottoposto a un fattore di ingrandimento superiore a quello di una lastra per ottenere le stesse dimensioni di stampa.

83 Il grande formato e il digitale In conclusione, possiamo dire che - pur essendo teoricamente possibile applicare un dorso digitale di medio formato a un apparecchio a banco ottico tradizionale - questa operazione può rivelarsi scomoda (di fatto lapparecchio sarebbe sovradimensionato rispetto alla superficie di acquisizione) e limitante dal punto di vista operativo (impossibilità di usare grandangoli).

84 Il grande formato e il digitale Questo non vuol dire che il grande formato su pellicola abbia concluso il suo ciclo vitale! La pellicola vivrà ancora a lungo e per determinate applicazioni rimane insuperata. Il digitale e lanalogico sono due sistemi diversi e complementari, non necessariamente alternativi, e i loro campi di applicazione si sovrappongono solo in parte (come del resto avviene per il cinema e la televisione).

85 Il grande formato e il digitale Dato lo scarso numero di scatti che normalmente si eseguono in grande formato durante una giornata di lavoro, lavorare su pellicola e poi digitalizzare le immagini mediante uno scanner di buona qualità non si rivela più lungo o faticoso che elaborare i file RAW generati da un dorso o da una reflex digitali. Con una qualità - tra laltro - decisamente elevata.

86 E adesso...

87 Siamo pronti! Adesso bisogna dimenticare tutto ciò che si credeva di avere appreso sulla fotografia, per entrare in un nuovo e strano mondo…

88 Siamo pronti! …il mondo di Ansel Adams e degli altri grandi maestri: Edward Weston, Tina Modotti, Vittorio Sella, Weegee, Dorothea Lange…

89 Siamo pronti! Un mondo dove la percentuale di errori possibili è di gran lunga più elevata di quanto un fotoamatore possa immaginare…

90 Siamo pronti! …dove la sequenza delle operazioni da svolgere richiede attenzione ed esperienza (il tempo minimo per scattare una fotografia non è mai inferiore ai dieci minuti)…

91 Siamo pronti! …dove losservazione di unimmagine capovolta e con i lati invertiti consente un livello di concentrazione mai conosciuto prima, un approccio alla fotografia che io non esito a definire meditativo…

92 Siamo pronti! …che ci regala la possibilità di lavorare con geometrica precisione su un insieme quasi astratto di linee e toni, senza lasciarci distrarre da quelle suggestioni extrafotografiche che spingono il dilettante a scattare una fotografia che al momento dellinquadratura può magari apparire interessante, ma che una volta stampata su carta si rivelerà impietosamente banale.

93 Siamo pronti! Adesso siamo pronti a sperimentare una nuova dimensione, dove la totale ed incondizionata libertà creativa ci consentirà di strutturare unimmagine che potremo considerare nella sua più genuina accezione di opera darte.

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103 Benvenuti nel regno dellavventura!


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