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Historia Politikes Cosè la Politica La prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa città,

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2 Historia Politikes

3 Cosè la Politica La prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa città, la comunità dei cittadini. Secondo il filosofo, "politica" significa amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell'uso della forza; per Easton essa è lallocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell'ambito di una comunità; per Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguarda "tutti" i soggetti facenti parte di una società. Per una disamina più approfondita di quella che è stata la politica in età classica e delle forme di governo che le sono susseguite è possibile consultare le seguenti sezioni:

4 Storia Età classica In Grecia erano note tre forme di governo (la suddivisione appartiene ad Aristotele): Politeia - simile alla democrazia del linguaggio attuale : il governo in cui a comandare è la massa. Aristocrazia - dal greco Aristoi (i migliori): il governo dei più adatti a governare. Monarchia (o Tirannide) - da Monos (solo): il governo di un sol uomo. Il termine Tiranno indicava colui che si impossessava illegalmente del potere. Età moderna Nel 1500 il termine politica viene rivisto anche da Machiavelli che con il suo trattato Il principe, la analizza e ne identifica una nuova formulazione, distinguendo da un'etica civile un'etica statuale, in quanto tale più alta e differente, un'etica del governo di un'entità territoriale e di una comunità umana, quale superiore attore distinto dalle esigenze di ogni singolo uomo o gruppo di uomini della comunità stessa. Egli inventa così il termine "Ragion di stato", che però manterrà sempre ben separato dal termine politica, la cui accezione per Machiavelli rimarrà in totale positiva. Machiavelli intendeva dare alla politica un'autonomia che il Clero dell'epoca non era disposto a concedere. Verrà censurato dai suoi contemporanei e criticato in tutta Europa per le sue dichiarazioni.

5 Storia Stessa sorte toccherà un secolo dopo a Thomas Hobbes che pur avendo riconosciuto la migliore forma di governo nel Sovrano assoluto, considerava la sua funzione derivante non dalla volontà divina (come stabiliva la tradizione) ma da un patto originario tra uomini liberi. Al contrario di Hobbes, John Locke non solo non vedeva nell'attribuzione al sovrano di tutti i poteri la soluzione alla conflittualità della società, ma anzi formulò l'idea che il sovrano doveva rispettare i diritti fondamentali come la proprietà privata. Fondamentale è nella storia del pensiero politico l'opera di Montesquieu "L'ésprit des lois" (Lo spirito delle leggi) dove viene formulata la distinzione dei poteri come principio base per evitare la tirannide. Anche Montesquieu esamina i vari tipi di governo, per concludere che la monarchia costituzionale resta la forma migliore, perché la classe nobiliare in generale è meno corruttibile, in quanto vincolata al principio dell'onore. Età contemporanea Nell'Ottocento Karl Marx formulò la critica scientifica al sistema capitalista borghese e la filosofia del materialismo storico, e poi dialettico: la storia dei sistemi sociali e istituzionali è determinata da una struttura che deriva la sua "sostanza" dai rapporti economici in essere. L'economia rappresenta la base fondamentale ed essenziale della società, che viene ad essere modellata e influenzata dai rapporti economici.

6 Storia La stessa economia, proprio perché alla base dell'organizzazione sociale, concorre in maniera basilare a determinarne i vari assetti sociali, culturali ed ideologici del sistema capitalista borghese (sovrastruttura) o "forma". Nel Novecento si sono sviluppati una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica. Accanto alle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi e i primi esperimenti di applicazione pratica del socialismo, la maggior parte dei quali sfociati in sistemi oppressivi. Nella prima metà del secolo a queste forme si affiancarono i totalitarismi ed autoritarismi di destra, derivanti dalla crisi delle fragili democrazie. Negli ultimi anni la politica è andata via via trasformandosi, includendo come soggetto la cosiddetta società civile, fatta di movimenti di opinione che cercano di sottrarla all'astrazione in cui è stata sempre confinata: la politica si fa globale e nella coscienza di molti si delinea come stato in costante divenire delle relazioni sociali ed economiche. Per una disamina più approfondita di quelli che sono stati gli albori della politica nelle due società più rappresentative è possibile consultare le seguenti sezioni:

7 Il Comizio Romano Il Comizio (in latino Comitium) era il centro politico di Roma, situato nel Foro Romano. Qui si svolgevano le più antiche assemblee dei cittadini (comizi curiati). Anticamente occupava l'angolo nord-orientale del Foro, tra la basilica Emilia, l'Arco di Settimio Severo e il Foro di Cesare. Storia Si racconta che al termine dell'episodio del ratto delle Sabine, Romani e Sabini dopo una dura battaglia decisero di collaborare, stipulando un trattato di pace, varando l'unione tra i due popoli, associando i due regni (quello di Romolo e Tito Tazio), lasciando che la città dove ora era trasferito tutto il potere decisionale continuasse a chiamarsi Roma, anche se tutti i Romani furono chiamati Curiti (in ricordo della patria natia di Tito Tazio, che era Cures) per venire incontro ai Sabini. Il luogo in cui si conclusero gli accordi tra le due popolazioni, fu chiamato appunto Comitium, che deriva da comite per esprimere l'azione di incontrarsi. Nel Comizio avevano luogo tutte le funzioni politiche della costituzione romana, anzi le sue tre parti, composte in un insieme unico e funzionale, rispecchiavano proprio i tre elementi della repubblica: L'assemblea popolare, che si svolgeva nella piazza circolare coi gradini, attrezzati per le riunioni Il Senato, che si ritrovava nell'attigua Curia Hostilia e nell'area del Senaculum I magistrati, che avevano la propria tribuna nei Rostra.

8 Il Comizio Romano Fu la zona di maggiore importanza politica del Foro e di Roma stessa dalla fine dell'età regia fino alla tarda età repubblicana, quando gran parte delle le funzioni del Comizio passarono alla più ampia piazza del Foro e ad altri edifici che vi si affacciavano. L'assemblea più antica che vi si teneva era quella dei comizi curiati, cioè dei patrizi romani, che vennero presto svuotati di ogni significato politico. Restarono qui però i comizi tributi, detentori del potere legislativo. Descrizione La piazza del Comitium comprendeva la Curia Hostilia a nord; poco più a ovest si trovava la basilica Porcia, al di là della quale era collocato il Carcere Mamertino e poco più a sud la Colonna Menia. Il Senaculum, altro luogo di riunione dei senatori, doveva trovarsi sul lato ovest del comizio, mentre la parte sud era chiusa dalla Grecostasi, una piattaforma sopraelevata dove gli ambasciatori stranieri potevano assistere alle riunioni del Senato (il nome deriva probabilmente dai Greci, più importante gruppo etnico straniero a Roma). Accanto, in direzione sud-est, si trovavano i Rostra, la tribuna degli oratori che si chiamava così dal 338 a.C. quando vi furono affissi i rostri staccati dalle navi catturate nella battaglia di Anzio.

9 La Polis Greca La polis fu un modello di struttura tipicamente e solamente greca che prevedeva l'attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. La peculiarità della polis era l'isonomia: il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacessero alle stesse norme di diritto, secondo una concezione che identificava l'ordine naturale dell'universo con le leggi della città. Queste erano concepite come un riflesso della Legge universale preposta a governo del mondo. L'armonia esistente fra la polis e gli individui che la componevano era assimilata così a quella esistente in natura fra il tutto e le sue singole parti. In virtù di una tale corrispondenza l'uomo greco era portato a sentirsi organicamente inserito nella sua comunità. Ognuno trovava la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune. Nascita e struttura urbana della polis Nel 1050 a.C. in Grecia si conobbe un aumento delluso del ferro, da cui nacque un miglioramento della sua lavorazione e che permise, grazie ad una efficace coltivazione della terra, un aumento demografico. Quindi i popoli non potevano più vivere in villaggi di difficile accesso, sperduti e in mezzo alle montagne, ma dovevano organizzarsi per difendersi dagli attacchi esterni e bisognava accumulare provviste per le carestie. Così avvenne un cambiamento della struttura urbana.

10 La Polis Greca La polis comprendeva sia il centro urbano, cinto da mura e costituito dall'acropoli e dalle abitazioni, sia il territorio circostante: la regione. La parte bassa della città era chiamata asty ed era la parte delle abitazioni più povere, dove vivevano contadini ed artigiani che però a volte diventavano ricchi grazie al commercio. L'acropoli, la parte alta della città, era il fulcro della vita religiosa mentre l'agorà, cioè la piazza, di solito si trovava più in basso e rivolta verso l'esterno, i porti erano una parte molto importante della città. I centri politici, economici e sociali erano svolti in edifici situati nell'agorà: erano edifici con funzioni politiche, ma anche strutture dedicate allo svolgimento delle attività commerciali e finanziarie (botteghe e cambiavalute). Oltre all'unità territoriale, però, le poleis erano caratterizzate da un'unità sociale ed una strettamente politica: si trattava di un gruppo di cittadini che si dotava di leggi che si impegnava a rispettare. I cittadini non erano più sudditi, come nelle società precedenti, ma esercitavano il proprio potere eleggendo i rappresentanti (magistrature) ed intervenendo durante le assemblee. Riforma politica Il nucleo dell'esercito fu costituito non più dalla cavalleria ma da fanti armati pesantemente (opliti). Venne meno così il carattere aristocratico dell'esercito, che si ampliava ai membri della classe media e ai piccoli proprietari contadini.

11 La Polis Greca Aumentò il senso di appartenenza ad una comunità (la polis), in cui le prerogative politiche erano attribuite in base alla funzione militare. La caratteristica nuova era data dal fatto che nella falange oplitica il soldato combatteva a ranghi serrati, difendendo se stesso e il proprio vicino: ciò implicava il superamento dell'individualismo e una profonda integrazione del singolo nel gruppo. La virtù eroica del guerriero aristocratico venne superata e si affermarono nuovi valori come l'autocontrollo, la moderazione e il senso della solidarietà e della parità fra uguali. Dall'oplitismo nacquero comunità di cittadini più ampie che, sul piano costituzionale, si diedero governi timocratici, cioè basati sul censo, potenzialmente più aperti e caratterizzati da una maggiore mobilità sociale rispetto alle comunità precedenti. Centro urbano Nel centro urbano risiedevano le principali strutture necessarie alla vita comunitaria in ambito politico (agorà, pritaneo sede del consiglio e dell'assemblea) e culturale (templi, focolare pubblico, tomba del fondatore), a cui vanno aggiunti gli edifici di abitazione, i servizi educativi e di intrattenimento. Il ruolo del cittadino nella Polis Nella polis i diritti e i doveri del cittadino comprendevano l'attività politica, il servizio militare e la partecipazione alla vita religiosa della comunità. Il godimento dei pieni diritti politici spettava solo ai figli maschi adulti di status libero che erano considerati politai, ossia in possesso del diritto di cittadinanza in base a diversi criteri.

12 La Polis Greca Dal godimento dei pieni diritti erano escluse le donne, gli stranieri residenti liberi e gli schiavi. Sul piano politico i diritti fondamentali consistevano nell'esercitare la sovranità e le magistrature, praticare l'attività giudiziaria, partecipare alle assemblee. Le donne La polis escludeva le donne da ogni forma di partecipazione politica; la donna libera e cittadina era definita dal matrimonio, dalla procreazione e dal lavoro domestico. Le sue relazioni sociali dipendono dal marito o dal padre e la sua totale sottomissione è espressa dal bisogno di un tutore. Gli stranieri Il mondo greco distingueva fra lo straniero di stirpe greca (xenos) e il meticcio o barbaro. Nel caso dello xenos, ossia colui che apparteneva ad una comunità politica diversa dalla propria, l'estraneità investiva esclusivamente l'aspetto politico; mentre il meticcio era straniero sia sul piano etnico- culturale, sia su quello politico, insomma come se fosse straniere due volte. L'invenzione della politica Le città greche sono le prime di cui abbiamo notizia ad aver concentrato l'attenzione sul processo decisionale, invece che sui requisiti di un governo efficiente e sulle modalità di attuazione delle delibere.

13 La Polis Greca Essi crearono e perfezionarono le tecniche per l'esercizio del potere deliberativo in ambito pubblico, il cui principale strumento era la persuasione ottenuta con argomentazioni razionali. I Greci svilupparono anche quel particolare metodo di affrontare i problemi e le procedure politiche per cui, partendo dalla situazione particolare, si arriva ai principi generali: in questo senso possiamo dire che i Greci inventarono la politica e il pensiero politico. Il loro primato nella storia del pensiero politico e sociale occidentale si evince dal fatto che tutte le parole e i concetti più importanti della teoria politica derivano dal linguaggio greco. Lo scopo ultimo della politica era di conseguire "il bel vivere", che aveva a che fare con il riposo o l'attività. È proprio questo il salto di qualità che è attribuibile tutt'oggi ai Greci: sperimentarono di rado quel conflitto fra società ed individuo che è causato dalla distanza fra chi governa e chi è governato, ed era evidente che l'interessi dell'individuo fossero quelli della comunità.

14 Forme di Governo Per forma di governo si intende il modello organizzativo che uno Stato assume per esercitare il potere sovrano. Più in generale può intendersi come la modalità con cui viene allocato il potere tra gli organi portanti dello Stato: Parlamento, Governo e Capo di Stato; la forma di governo quindi attiene ai rapporti che si vengono a instaurare fra di essi e alle modalità con cui vengono ripartite e condivise le rispettive competenze. La prima, e universalmente nota, suddivisione all'interno delle forme di governo, è quella risalente all'Antichità ed elaborata da Aristotele nella sua Politica. Egli elaborò tre modelli: monarchia, cioè il governo di uno solo; aristocrazia, cioè il governo dei nobili (letteralmente "dei migliori"); democrazia, cioè il governo del popolo. Queste tre forme sono passibili di degenerazione e, rispettivamente, in: tirannide oligarchia oclocrazia Nella tradizione latina e medievale poi, tale tripartizione fu ridotta ad una bipartizione fra Regno e Repubblica, a seconda della durata vitalizia o meno della carica del capo dello Stato. Storicamente possiamo infatti trovare sia oligarchie repubblicane, come la Serenissima, sia oligarchie monarchiche, come la Gran Bretagna liberale del Settecento e Ottocento.

15 Forme di Governo Monarchia L'accentramento monarchico nelle grandi monarchie nazionali portò alla formazione della monarchia assoluta (totale accentramento del potere sovrano nelle mani del Re). L'avvento dello stato liberale comportò la stabile apertura di parlamenti nazionali con cui il Re doveva condividere la gestione del paese. Nasce la monarchia costituzionale in cui il Re è ancora il titolare del potere esecutivo, ma perde temporaneamente e non del tutto il potere legislativo affidato al Parlamento, ed il potere giudiziario esercitato da una magistratura indipendente ma comunque controllata dal Re stesso, dando l'illusione di una democrazia. La possibilità di condizionare il governo da parte di un monarca ereditario, seppur limitata da una Costituzione per altro modificabile o non attuabile dal re, è comunque incompatibile con le nuove istanze democratiche affermatesi all'inizio del Novecento e oltre. Il Re cominciò dunque a perdere de facto ogni voce in capitolo nominalmente ma non di fatto nella scelta del Primo ministro e nella determinazione dell'agenda del governo, che veniva ora affidata al giudizio insindacabile, salvo quella del re, delle forze politiche presenti in Parlamento ed elette dal popolo con suffragio limitato alle sole persone appartenenti al ceto buono. Nacque così la monarchia parlamentare, una vera e propria forma di governo che non è repubblicana ma camuffata grazie alla persistenza di un monarca, il quale viene ridotto ad una pura figura cerimoniale rappresentante dell'unità nazionale ma di fatto può riavere tutti i poteri quando vuole.

16 Forme di Governo Repubblica Nella maggioranza degli Stati gli eventi storici portarono all'abrogazione dell'istituto monarchico e alla proclamazione della repubblica. Attualmente nel mondo sono individuabili tre tipi principali di forma di governo repubblicana: nella repubblica parlamentare il governo necessita del sostegno costante di una maggioranza parlamentare che approvi le linee della politica del Governo; nella repubblica semipresidenziale, il governo dipende dalla fiducia della maggioranza parlamentare e contemporaneamente anche dalla volontà politica del Presidente della Repubblica. Si tratta di una forma di governo dualistica. la repubblica presidenziale nasce dalla creazione ex novo di un neocostituito ordinamento giuridico, che prevede due distinte consultazioni elettorali per l'elezione del capo dello Stato e per il Parlamento. Si tratta di una elaborazione dei rivoluzionari americani. un caso particolare è infine quello della repubblica direttoriale. Affine al sistema presidenzialista per quanto riguarda la divisione dei poteri, se ne discosta per il semplice fatto che non esiste un capo dello stato monocratico, ma le sue funzioni vengono svolte collegialmente da un collegio ristretto, il Direttorio.

17 LUnione Europea L'Unione europea (UE) è un partenariato economico e politico, unico nel suo genere, tra 27 paesi che coprono buona parte del continente. La costruzione europea è nata sulle rovine della II Guerra mondiale con l'obiettivo di promuovere innanzitutto la cooperazione economica tra i paesi, partendo dal principio che il commercio produce un'interdipendenza che riduce i rischi di conflitti. Da allora l'UE si è trasformata in un grande mercato unico con una moneta comune, l'euro. Quella che era nata come un'unione puramente economica è diventata col tempo un'organizzazione attiva in tutti i settori, dagli aiuti allo sviluppo alla politica ambientale. Fattore di pace, stabilità e prosperità da mezzo secolo, l'UE ha contribuito ad innalzare il tenore di vita e introdotto una moneta unica europea. L'Unione europea si fonda sul principio dello stato di diritto. Questo significa che tutti i suoi poteri riposano sui trattati europei, sottoscritti volontariamente e democraticamente dai paesi membri. Questi accordi vincolanti fissano anche gli obiettivi dell'UE nei suoi numerosi settori di attività. Nelle sezioni seguenti viene analizzata a situazione politica dellUnione Europea alla sua formazione e nel contesto attuale.

18 Nascita dellUnione Europea Monetaria Nel giugno 1988 il Consiglio europeo confermò il proprio sostegno alla progressiva realizzazione dell'Unione economica e monetaria e assegnò ad un comitato, guidato da Jacques Delors, Presidente della Commissione europea, il mandato di elaborare un progetto concreto per la realizzazione di tale obiettivo. Il Comitato era composto dai governatori delle Banche Centrali nazionali della Comunità europea, da Alexandre Lamfalussy, allora Direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), e da Niels Thygesen e Miguel Boyer, in quegli anni rispettivamente Professore di economia all'Università di Copenaghen e Presidente del Banco Exterior de España. Il "Rapporto Delors", redatto a conclusione dei lavori, proponeva di articolare la realizzazione dell'Unione economica e monetaria in tre fasi distinte. Si può definire l'UEM come una "Cooperazione rafforzata" all'interno dell'Unione europea.

19 Il Contesto Storico Gli anni antecedenti la costituzione dellUnione Europea non furono affatto semplici per le politiche nazionali che dovettero affrontare nel post seconda guerra mondiale le riforme strutturali necessarie alla ripartenza delleconomia. Andiamo di seguito ad analizzare il contesto storico in cui vertevano alcuni degli stati fondatori dellUE: Spagna Il contesto storico-politico spagnolo antecedente lUnione Europea non fu dei più floridi: dopo la seconda guerra mondiale, la Spagna era politicamente ed economicamente marginale ed era fuori dalle Nazioni Unite. La situazione cambiò nel 1955, durante il periodo della guerra fredda, quando divenne strategicamente importante per gli Stati Uniti stabilire una presenza militare nella penisola iberica, come contenimento per un eventuale mossa dellURSS nel bacino del Mediterraneo. Nel 1960, la Spagna registrò un tasso di crescita economica che divenne noto come miracolo Spagnolo, che portò la nazione verso uneconomia moderna. Con la morte di Franco, avvenuta nel novembre 1975, Juan Carlos è salito alla carica di Re di Spagna e capo di Stato, in conformità con la legge. Con lapprovazione della nuova Costituzione spagnola del 1978 e larrivo della democrazia, lo Stato ha devoluto alcune autorità alle regioni creando una organizzazione interna basata sulle comunità autonome.

20 Il Contesto Storico Nei Paesi Baschi, il nazionalismo moderato basco ha convissuto con un movimento radicale nazionalista guidato dallorganizzazione armata ETA. Il gruppo si è formato nel 1959 durante il regime di Franco, ma ha continuato a condurre la sua campagna violenta anche dopo il ripristino della democrazia. Il 23 febbraio 1981, elementi ribelli tra le forze di sicurezza hanno tentato un colpo di stato nel tentativo di imporre un governo militare. Re Juan Carlos ha preso personalmente il comando delle forze armate e con successo ha portato i golpisti alla resa. Il 30 maggio 1982, a seguito di un referendum, la Spagna ha aderito alla NATO e nello stesso il partito PSOE è salito al potere. Nel 1986 la Spagna ha aderito alla Comunità europea. Germania Non di certo migliore fu il contesto storico- politico che visse la Germania compreso tra il post guerra e lavvicendarsi dellUE. La guerra causò la morte di quasi dieci milioni di soldati e civili tedeschi, grandi perdite territoriali, l'espulsione di circa 15 milioni di tedeschi dagli ex territori orientali e dagli altri paesi e la distruzione delle più grandi città. Il territorio rimasto venne spartito tra gli alleati in quattro zone di occupazione militare; il territorio di Berlino in quattro settori. La parte orientale aveva come capitale Berlino Est, mentre la Germania Ovest scelse Bonn come capitale provvisoria. La Germania Ovest divenne un'economia di mercato con una stretta alleanza con Stati Uniti e paesi dell'Europa occidentale.

21 Il Contesto Storico La Germania Ovest aderì alla NATO nel 1955 e fu membro fondatore della Comunità economica europea nel La Germania Est rientrò nel blocco orientale sotto il controllo politico e militare dell'URSS, e facente parte del trattato di Varsavia. Nonostante si fregiasse del termine di democrazia, il potere politico fu in mano esclusivamente dei principali membri del partito comunista. Il loro potere era assicurato dalla Stasi, un servizio segreto di immense dimensioni, e una serie di suborganizzazioni in grado di controllare ogni aspetto della società. A loro volta le esigenze fondamentali della popolazione erano soddisfatte a basso costo da parte dello Stato. Mentre la propaganda si basava sui va presunta costante possibilità di uninvasione, vantaggi dei programmi sociali e la molti dei suoi cittadini guardavano verso l'Occidente per le libertà politiche e la prosperità economica. Il muro di Berlino, costruito nel 1961 per fermare la fuga dei tedeschi dell'est verso la Germania Ovest, divenne un simbolo della Guerra Fredda. L'apertura delle frontiere alla successiva caduta del muro nel 1989 portò ad un'accelerazione del processo di riforma nella Germania Est, e poi al crollo del regime comunista, che si concluse con la riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990, quando i territori della Germania Est vennero annessi come nuovi Stati della Repubblica Federale. Berlino venne scelta per essere la capitale dello Stato unificato, mentre Bonn conservò alcuni ministeri federali.

22 Il Contesto Storico Dopo la riunificazione, la Germania assunse un ruolo attivo nell'Unione Europea e nella NATO. La Germania inviò una forza di pace per garantire la stabilità nei Balcani e truppe in Afghanistan. Francia Più agevole fu il cammino della Francia, che alla fine della seconda guerra mondiale, fu inclusa a pieno titolo tra le potenze vincitrici, in virtù del costante sforzo diplomatico e militare antitedesco sostenuto, soprattutto dopo il 1942, sia nelle colonie che in patria dalla resistenza e dalle forze francesi libere. Nella Conferenza di Potsdam furono infatti riconosciuti a Parigi una zona d'occupazione in Germania e un settore di Berlino (ambedue ritagliati dalla zona britannica). La Quarta Quarta Repubblica fu promulgata il 27 ottobre 1946, ma dovette affrontare gravi difficoltà nell'impero coloniale, prima in Indocina e poi in Algeria, oltre alla decolonizzazione attraverso negoziati. Nonostante l'instabilità politica il Paese partecipò attivamente alla creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, e alla firma del Trattato di Roma del 1957 come membro fondatore del mercato comune. Inoltre, la politica di sviluppo del nucleare, sia civile che militare, contribuì a una politica indipendente negli anni sessanta. La Costituzione della Quinta Repubblica, venne adottata il 4 ottobre 1958 rendendo la Repubblica più resistente alle instabilità. Dal 1973 l'economia francese ha conosciuto un susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al potere.

23 Il Contesto Storico Dagli anni cinquanta, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione europea, in particolare con la Comunità economica europea. È diventata uno dei principali paesi dell'Unione europea, a favore di un'Europa politica forte. Italia A guerra finita l'Italia è in condizioni critiche: i combattimenti ed i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte. Il numero di italiani morti è stimato tra ( militari e civili) e unità. Sul piano geopolitico l'Italia perde tutte le colonie africane, cede il Dodecaneso alla Grecia e l'Istria alla Iugoslavia, mentre l'Albania entra nell'area d'influenza dell'URSS. Gli italiani residenti nei territori della Venezia Giulia subiscono i massacri delle foibe e vengono costretti all'esodo. Il 2 giugno 1946 un referendum sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Il 1º luglio Enrico De Nicola viene nominato primo presidente della Repubblica Italiana, Alcide De Gasperi è il primo presidente del Consiglio e il 1º gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana. Sono gli anni del miracolo economico, favoriti da un'elevata disponibilità di manodopera, dovuta a un forte flusso migratorio dalle campagne alle città e dal sud verso il nord.

24 Il Contesto Storico La crescita media del PIL del 6,3% tra il 1958 ed il 1963 consente la riduzione del divario storico con paesi quali Regno Unito, Germania e Francia. Negli anni settanta e ottanta attività di gruppi terroristici, sia di estrema destra che di estrema sinistra, portano prima alla strategia della tensione, segnata da numerosi attentati come la strage di piazza Fontana, la strage di piazza della Loggia e la strage di Bologna, e poi agli anni di piombo, connotati da attentati ad esponenti del mondo istituzionale, sociale, e imprenditoriale. Negli anni novanta i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime essi stessi per la causa, aiutati da valenti uomini della polizia, riescono a fare arrestare i maggiori membri di Cosa nostra. Nel 1992 le indagini di mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgono esponenti politici, principalmente del pentapartito, determinando la fine della prima Repubblica.

25 Il Trattato di Maastricht Il Trattato sull'Unione Europea (TUE) segna una nuova tappa nell'integrazione europea poiché consente di avviare l'integrazione politica. L'Unione europea da esso creata comporta tre pilastri: le Comunità europee, la Politica estera e di sicurezza comune, nonché la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale. Il trattato istituisce una cittadinanza europea, rafforza i poteri del Parlamento europeo e vara l'unione economica e monetaria (UEM). Inoltre, la CEE diventa Comunità Europea (CE). Nascita Il Trattato sull'Unione Europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, è entrato in vigore il 1º novembre Fattori esterni e interni hanno contribuito alla sua nascita. Sotto il profilo esterno, il crollo del comunismo nell'Europa dell'Est e la prospettiva dell'unificazione tedesca hanno determinato l'impegno a rafforzare la posizione internazionale della Comunità. Sul piano interno, gli Stati membri intendevano estendere con altre riforme i progressi realizzati dall'Atto unico europeo. Tali elementi hanno indotto a convocare due conferenze intergovernative, una per l'UEM e l'altra per l'unione politica. Il Consiglio europeo di Hannover dei giorni 27 e 28 giugno 1988 ha affidato a un gruppo di esperti, presieduto da Jacques Delors, il compito di preparare una relazione che proponesse le tappe concrete verso l'unione economica.

26 Il Trattato di Maastricht Sulla base di un promemoria belga sul rilancio istituzionale e di un'iniziativa franco-tedesca che invitava gli Stati membri a prendere in esame la possibilità di accelerare la costruzione politica dell'Europa, il Consiglio europeo di Dublino del 28 aprile 1990 ha deciso di valutare la necessità di modificare il trattato CE per avanzare verso l'integrazione europea. È stato infine il Consiglio europeo di Roma dei giorni 14 e 15 dicembre 1990 ad aprire le due conferenze intergovernative, i cui lavori sono culminati un anno dopo nel vertice di Maastricht dei giorni 9 e 10 dicembre Obiettivi Con il trattato di Maastricht, risulta chiaramente sorpassato l'obiettivo economico originale della Comunità - ossia la realizzazione di un mercato comune - e si afferma la vocazione politica. In tale ambito, il trattato di Maastricht consegue cinque obiettivi essenziali: rafforzare la legittimità democratica delle istituzioni; rendere più efficaci le istituzioni; instaurare un'unione economica e monetaria; sviluppare la dimensione sociale della Comunità; istituire una politica estera e di sicurezza comune.

27 Il Trattato di Maastricht Unione Europea Il trattato di Maastricht crea l'Unione Europea, costituita da tre pilastri: le Comunità europee, la politica estera e di sicurezza comune, nonché la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale. Istituzioni Sulla scia dell'Atto unico europeo, il ruolo del Parlamento europeo viene ulteriormente potenziato dal trattato di Maastricht. Il campo d'applicazione della procedura di cooperazione e della procedura di parere conforme viene esteso a nuovi settori. Inoltre, il trattato crea una nuova procedura di codecisione, che consente al Parlamento europeo di adottare atti insieme al Consiglio. Politiche Il trattato instaura politiche comunitarie in sei nuovi settori: reti transeuropee; politica industriale; tutela dei consumatori; istruzione e formazione professionale; gioventù; cultura. Unione Economica e Monetaria Il mercato unico viene completato dall'instaurazione dell'UEM. La politica economica comporta tre elementi.

28 Il Trattato di Maastricht Gli Stati membri devono garantire il coordinamento delle loro politiche economiche ed istituire una sorveglianza multilaterale di tale coordinamento, e sono soggetti a norme di disciplina finanziaria e di bilancio. La politica monetaria mira ad istituire una moneta unica e a garantirne la stabilità grazie alla stabilità dei prezzi e al rispetto dell'economia di mercato. Il trattato prevede l'instaurazione di una moneta unica in tre fasi successive: la prima fase, che liberalizza la circolazione dei capitali, inizia il 1º luglio 1990; la seconda fase, che incomincia il 1º gennaio 1994, permette la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri; la terza fase deve iniziare entro il 1º gennaio 1999 con la creazione di una moneta unica e la costituzione di una Banca centrale europea (BCE). La politica monetaria poggia sul Sistema europeo delle banche centrali (SEBC), costituito dalla BCE e dalle banche centrali nazionali. Tali istituzioni sono indipendenti dalle autorità politiche nazionali e comunitarie. Esistono disposizioni particolari per due Stati membri. Il Regno Unito non si è impegnato a passare alla terza fase dell'UEM. La Danimarca ha ottenuto un protocollo che subordina il suo impegno nei confronti della terza fase all'esito di un referendum specifico.

29 Il Trattato di Maastricht Protocollo sulla Politica Sociale Con il protocollo sulla politica sociale allegato al trattato, le competenze comunitarie vengono estese al settore sociale. Il Regno Unito non aderisce al protocollo, che si prefigge gli obiettivi seguenti: promuovere l'occupazione; migliorare le condizioni di vita e di lavoro; garantire un'adeguata protezione sociale; promuovere il dialogo sociale; sviluppare le risorse umane per garantire un livello elevato e sostenibile d'occupazione; integrare le persone escluse dal mercato del lavoro. Cittadinanza Tra le grandi innovazioni del trattato figura l'istituzione di una cittadinanza europea, che si aggiunge a quella nazionale. Chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro è anche cittadino dell'Unione. Tale cittadinanza conferisce nuovi diritti degli europei, ossia: il diritto di circolare e risiedere liberamente nella Comunità; il diritto di votare e di essere eletti alle elezioni europee e comunali nello Stato di residenza; il diritto alla tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di uno Stato membro diverso da quello d'origine nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato.

30 20 anni dopo lUnione Europea Monetaria A circa 20 anni dalla nascita dellUnione Europea monetaria, leconomia mondiale risentì pienamente degli effetti della crisi finanziaria originatasi negli Stati Uniti. In Europa la recessione determinò effetti profondamente negativi con forti riduzioni di Pil in Irlanda, Regno Unito, Germania, Olanda, Spagna, Francia e Italia. Le difficoltà della ripresa furono determinate anche da una troppo fragile condizione del sistema creditizio, appesantito dalle conseguenze della crisi di fiducia dei mesi precedenti. L'export delle economie meno sviluppate, risultato della riduzione del prodotto e dei consumi nei paesi più avanzati, segnò una brusca frenata. Nella prima parte del 2009 la Banca Centrale Europea proseguì la fase di ribassi dei tassi di interesse ufficiali che aveva iniziato nellottobre dellanno precedente. L'istituto centrale continuò inoltre ad attuare interventi "non convenzionali", introdotti nellottobre del 2008, finalizzati a favorire il funzionamento del mercato interbancario, a sostenere i bilanci delle banche e ad allentare le condizioni di finanziamento al settore privato e promuovere lulteriore riduzione degli spread nel mercato monetario e ad incoraggiare lattività di prestito delle banche alle imprese ed alle famiglie. A fine anno, nella riunione del 3 dicembre 2009, il consiglio direttivo della BCE decise, in seguito ai miglioramenti delle condizioni reali e finanziarie, di avviare sin dallinizio del 2010 un graduale rientro dalle misure non convenzionali.

31 20 anni dopo lUnione Europea Monetaria Landamento dei mercati azionari e obbligazionari manifestò un miglioramento delle prospettive economiche a partire dal secondo trimestre del Nel primo trimestre dellanno era proseguita la discesa delle quotazioni azionarie che aveva avuto inizio alla fine del A partire dal secondo trimestre del 2009, invece, le condizioni dei mercati finanziari subirono un significativo miglioramento, stabilizzandosi negli ultimi tre mesi dellanno.

32 Il Contesto Storico Andiamo adesso ad analizzare il contesto storico-politico in cui vertono i principali attori della scena internazionale Europea al momento della crisi del Germania La Germania è una delle nazioni economicamente più sviluppate del mondo. Terza per volume di scambi in dollari e prodotto interno lordo, è la quinta per potere d'acquisto e la prima d'Europa. Dal 1999 la Germania adotta come propria moneta l'euro e ha delegato le decisioni di politica monetaria alla Banca centrale europea. Recentemente, anche la Germania ha risentito negativamente della crisi economica mondiale registrando nel 2009 una contrazione del Prodotto interno lordo pari al 4,97%. Attualmente l'economia tedesca è tuttavia alle prese con una forte riorganizzazione strutturale. Sono state già avviate riforme sul piano fiscale e su quello delle pensioni, e le esportazioni stanno riprendendo ad aumentare. Rimangono però forti differenze di sviluppo, tra le regioni depresse della Germania Est postcomunista e quelle ricche occidentali. La modernizzazione e l'integrazione della parte orientale continua ad essere un processo a lungo termine, con trasferimenti annuali da ovest a est, pari a circa 80 miliardi di $. Il tasso di disoccupazione è costantemente diminuito dal 2005 e ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 15 anni nel giugno 2008 con il 7,5%. La Germania è storicamente, dal dopoguerra, una delle Nazioni europee con la dinamica dell'inflazione più contenuta. In particolare, negli ultimi quindici anni il tasso annuo mediodi inflazione è stato dell'1,6%.

33 Il Contesto Storico A fronte di una popolazione attiva di oltre 42 milioni di persone (su 82 milioni di abitanti), gli occupati erano nel 2009 quasi 39 milioni con un tasso di occupazione del 70,9%, sensibilmente in aumento rispetto al 63,9% del 2008 e di gran lunga superiore alla media europea (64,6%). A partire dal 2000, quando era al 7,5%, ben al di sotto della media europea, la disoccupazione in Germania è cresciuta rapidamente toccando quasi l'11% nel 2005, per poi calare costantemente negli anni successivi ed attestarsi nuovamente al 7,5% nel 2009, nonostante la crisi economica e nel mese di settembre 2010 scendere al 6,7%. Da notare come la disoccupazione giovanile, che ha seguito all'incirca lo stesso andamento, sia quasi la metà della media europea (il 10,7% contro il 19,6%). Inoltre, la disoccupazione femminile, al contrario che negli altri grandi Paesi europei (Francia, Italia e Regno Unito), è minore di quella maschile. Francia La Francia è la sesta potenza economica mondiale, dopo gli Stati uniti, il Giappone, la Germania, la Cina e il Regno Unito con un PIL di 2118 miliardi di dollari (valore 2005 a tariffe e tassi di cambio correnti). Tuttavia, in Europa il suo PIL per abitante non è che al 9º posto su 25 secondo l'Eurostat (17° nella classifica mondiale). Il deficit commerciale nell'aprile 2005 è stato di 3,2 miliardi di euro. Tra l'aprile 2004 e l'aprile 2005, è stato di 17,4 miliardi di euro.

34 Il Contesto Storico Il deficit di budget francese si infossa nell'aprile 2005: le spese sono aumentate e si sono stabilite a 108,08 miliardi di euro; le entrate sono diminuite a 77,520 miliardi di euro. Secondo il ministero delle finanze, il deficit si attesta sui 42,350 miliardi di euro nell'aprile Il debito delle amministrazioni pubbliche (budget generale dello Stato, delle collettività territoriali e della Sicurezza sociale) ammonta a 1151,8 miliardi di euro il 30 settembre 2006, il 66,6 % del PIL (i criteri di Maastricht limitano la percentuale al 60 %). Il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,4 % nell'agosto 2006 per stabilirsi ufficialmente a 2,445 milioni di richiedenti di impiego (il 9 % della popolazione attiva). La disoccupazione interessa particolarmente le donne, gli ultra cinquantenni e i giovani. Secondo l'Insee, nel 2004 la Francia contava 6,86 milioni di poveri, ovvero coloro che vivono con meno di 788 euro al mese. Il 20 % dei più ricchi possiede l'80 % del totale del patrimonio. Spagna In Spagna, durante i primi mesi del 2008, il boom economico che aveva caratterizzato gli anni precedenti ha segnato una forte battuta d'arresto, conseguentemente alla crisi di alcuni settori industriali e in primo luogo di quelli legati all'edilizia, trainanti per la crescita economica del Paese, diminuita in un anno di quasi di 2 punti percentuali. La tendenza si è confermata nel 2009, durante il quale il PIL è diminuito del 3,6%.

35 Il Contesto Storico L'11 luglio 2012, per fronteggiare la crisi, il governo Rajoy vara nuove imponenti misure di austerità: soppressione già a partire dal 2012 delle tredicesime agli statali, che avranno anche meno giorni di ferie e meno permessi sindacali, riduzione del sussidio di disoccupazione al 50% della retribuzione, tagli al sistema pensionistico e ai ministeri, aumento del 3% dell'Iva dal 18 al 21% e quella ridotta dall'8% al 10%. Il 20 luglio 2012 un'ondata di vendite ha investito i Bonos spagnoli e il differenziale con i bund tedeschi ha sfondato la soglia psicologica dei 600 arrivando a 613 punti (con rendimenti al 7,28%), per poi chiudere a un nuovo massimo storico a 600 punti, con i rendimenti lievitati al 7,15%. A far scappare gli investitori verso lidi più sicuri si era infatti aggiunta la richiesta di salvataggio della Comunità Valenciana allo Stato centrale, richiesta che di fatto ha neutralizzato l'effetto positivo del via libero definitivo dell'Eurogruppo ai di euro per le banche iberiche in difficoltà. Italia La crisi del debito italiano fu scatenata da tre ragioni combinate: l'enorme stock di debito, soprattutto se rapportato al Pil (che subì una forte crescita a partire dal 2008, in coincidenza con la crisi); la scarsa o assente crescita economica, con il prodotto interno lordo aumentato in termini reali solo del 4% nel decennio ; la scarsa credibilità dei governi e del sistema politico, spesso apparso privo di decisione o tardivo agli occhi degli osservatori internazionali e degli investitori.

36 Il Contesto Storico A partire dal 2008 il differenziale tra buoni del tesoro poliennali e Bund inizia ad ampliarsi. Esso appariva quasi del tutto irrilevante nel 2006, quando il tasso di rendimento dei titoli italiani rispecchiava un'affidabilità superiore ai Treasuries americani e ai Gilts britannici. Nel 2008 tuttavia lo spread raggiunse la soglia vicina ai 100 punti base, salendo l'anno successivo di ulteriori 50 punti e raggiungendo in dicembre i 176 punti base. La crisi del debito sovrano italiano raggiunse la sua fase più acuta a partire dall'estate del 2011, dopo che già Grecia, Irlanda e Portogallo avevano, a vario titolo, riscontrato difficoltà nel collocamento dei titoli di debito pubblico sul mercato finanziario (con tassi di rendimento ormai attestati su soglie proibitive), giungendo nella condizione di non potersi rifinanziare. Prima che esplodesse la crisi della Grecia, nella primavera 2010 il Tesoro italiano rifinanziava il debito pubblico collocando titoli di stato in asta con costi medi all'emissione scesi a livelli record del 2,1 per cento. In un'asta tenutasi a metà luglio, però, i titoli a 15 anni vennero venduti al 5,90%, il massimo della storia della moneta unica, mentre quelli a 5 anni al 4,93%. L'ampliamento dello spread, contribuì a innescare una crisi di fiducia sulla redimibilità dell'Italia, provocando il ribasso dei mercati azionari europei e in particolare della Borsa di Milano. In una progressività crescente, il differenziale si attestò a 200 punti a fine giugno, a 350 a inizio luglio, a 400 a inizio agosto, per poi scendere lungo il mese di agosto, in coincidenza con l'intervento della BCE, e arrivare a 500 ai primi di novembre.

37 Il Contesto Storico Nella notte del 20 settembre 2011 l'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's annunciò, a sorpresa, la decisione di tagliare il voto di affidabilità sul debito pubblico italiano, con prospettive future negative, a motivo della "limitata capacità di risposta dello stato" rispetto alla crisi corrente. A fine novembre lo spread continuò a crescere, giungendo alla soglia dei 495 punti, con il titolo triennale che sfiorò l'8% tornando a livelli sfiorati solo nel Sotto le pressioni di Piazza Affari in caduta e dei rendimenti dei titoli italiani in costante ascesa, il premier Silvio Berlusconi, nella serata del 12 novembre, raggiunto un accordo col capo dello stato Giorgio Napolitano, rassegnò le proprie dimissioni dall'esecutivo. Alcuni giorni prima il presidente della Repubblica aveva nominato senatore a vita Mario Monti, decisione ritenuta un atto di investitura ufficiale per il conferimento dell'incarico per un nuovo governo. Il neo senatore infatti scioglierà la riserva il giorno dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi, accettando l'incarico di formare un nuovo governo, composto esclusivamente di tecnici. In conseguenza della nomina a senatore a vita e della formazione del governo il differenziale btp-bund si ridusse sensibilmente, per poi tornare a salire a fine anno toccando nuovamente i 500 punti base. Il 13 gennaio 2012 Standard's & Poor's declassò ulteriormente il rating italiano portandolo da A a BBB+, collocandolo nella posizione medio-bassa della scala di giudizio relativa alla solvibilità. L'agenzia emise la decisione motivandola con la condizione di persistente instabilità nella zona euro.

38 Il Contesto Storico All'inizio del 2012, dopo la manovra di 20 miliardi di euro attuata dal governo Monti allo scopo di consolidare le finanze dello stato, nonostante il giudizio negativo deciso dalle agenzie S&P e Fitch, si assisteva a un miglioramento dellopinione dei mercati, che vide calare in modo consistente i costi dellindebitamento italiano in una serie di aste del debito sovrano con buone sottoscrizioni. Lo spread, risalito tra dicembre e gennaio, andò incontro a una progressiva riduzione fino al mese di marzo, contestualmente all'attenuarsi del timore su un possibile default greco. La riduzione dei rendimenti fu dovuta in particolare alloperazione di liquidità di tre anni della Bce, il Long term refinancing operation (LTRO), che alcune banche italiane utilizzarono per acquistare debito sovrano. Grecia A cavallo tra il 2008 e il 2009 l'effetto della crisi globale si ripercuote fortemente sull'economia greca, palesandone una fragilità dovuta alla mala gestione delle finanze pubbliche soprattutto in termini di stipendi statali e pensioni, corruzione ed evasione fiscale. Per la prima volta dal 1993 l'economia greca registra un caso di recessione: sul finire del 2009 la disoccupazione è al 9,6% e il debito pubblico al 113,4% ma con una stima 2010 del 120,8%, che la porterebbe a primeggiare in Europa in quanto a debito pubblico, superando l'Italia.

39 Il Contesto Storico Lo stesso primo ministro Papandreou a fine 2009 dichiara il rischio di bancarotta, e per evitare ciò il governo è costretto a varare, all'inizio del marzo 2010, una serie di misure volte a sanare i conti pubblici. Nonostante ciò il governo riesce ad attrarre, nell'ottobre 2010, investimenti da parte di Cina e Qatar per diversi miliardi di dollari. La situazione non sembra migliorare nel 2011, in quanto la Moody's taglia ulteriormente il rating della Grecia portandolo alla valutazione Caa1, cosa che costringe il governo ad effettuare nuovi tagli per 6,5 miliardi di euro e nuove privatizzazioni al fine di ottenere nuovi prestiti da parte dell'UE e del Fondo Monetario Internazionale. La finanziaria sull'immobile non basta e il giorno 21 dello stesso mese il governo ellenico si vede costretto a formulare una drammatica manovra che prevede un ulteriore taglio alle pensioni, la messa in mobilità di dipendenti statali già dal 2011 e il prolungamento della precedente tassa sugli immobili fino al A questo punto viene istituita una troika formata da FMI, BCE ed UE e grazie al suo verdetto sulla situazione della Grecia riesce a convincere la Germania ad attivare il fondo salva-stati, che garantisce alla Grecia ulteriore ossigeno economico. Il governo Papandreou tenta di sottoporre a referendum il piano di salvataggio ma la minaccia da parte dell'Europa di sospendere gli aiuti economici gli impone il dietrofront, e a quel punto il premier ellenico annuncia le sue dimissioni ed il passaggio ad un governo di unità nazionale guidato da Lucas Papademos, con le elezioni politiche pianificate per aprile 2012.

40 Glossario A Accordo di legislatura: accordo di collaborazione tra due o più partiti per tutto il periodo in cui restano in carica le due Camere; Ala: indica, in senso politico, un gruppo, una corrente, una tendenza all'interno di un partito Antifascismo: atteggiamento politico e morale di repulsa e di rifiuto del fascismo; B Bilancio: conto consuntivo e preventivo delle spese e delle entrate dello Stato, che ogni anno il Governo sottopone all'approvazione del Parlamento; C Camera dei deputati: la Camera dei deputati (a volte chiamata semplicemente Camera) è uno dei due rami che costituiscono il Parlamento della Repubblica Italiana. È composta, come richiesto dalla Costituzione, da 630 membri, che vengono detti deputati e assumono il titolo di "onorevole" (abbreviazione: "on."); la carica di deputato è, a differenza di quella di senatore, sempre elettiva e ha durata quinquennale, salvo il caso di scioglimento anticipato delle camere; Cassa per il mezzogiorno: organismo del Governo italiano di intervento aggiuntivo nelle aree depresse (Meridione ed isole); A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z DEFILMNOPQRSUV

41 Censura: impedimento a individui, associazioni, partiti e mezzi di informazione di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie alle opinioni del potere esecutivo; Ceto medio: letteralmente la categoria di persone che non appartiene né alla fascia dei poveri né di quella dei ricchi; Colpo di stato: sistema per impadronirsi del potere al di fuori dei mezzi democratici e legali; Costituzione: documento che definisce la forma di uno Stato, struttura, attività, carattere e regole fondamentali; D Destra: indica, nello schieramento politico, i gruppi legati a concezioni conservatrici, e spesso reazionarie, in campo sociale; Disoccupazione: condizione di mancanza di un lavoro per una persona disposta a lavorare. È la condizione opposta all'occupazione; Dittatura: è il termine con cui si indica una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo; E Elezione: procedimento decisionale per cui un gruppo di persone sceglie delle persone per un incarico politico; Elezioni politiche: elezioni per rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano - Camera dei deputati e Senato della Repubblica; Elezioni amministrative: elezioni per il rinnovo di Giunte comunali e elezioni del Sindaco, presidenti di Province e Regioni e le relativa giunte; Glossario AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZB FILMNOPQRSUV

42 Emigrazione: fenomeno sociale che porta una porzione di una popolazione a spostarsi dal proprio luogo originario; Ente locale: Comune e Provincia; Equilibrio di forze: situazione nessuno dei contendenti prevale sugli altri. Su questo principio si è basata la politica della NATO nel confronto con il Patto di Varsavia; F Finanza locale: complesso sistema di finanziamento degli Enti locali: Comuni e Province; Fisco: complesso dei rapporti patrimoniali dello Stato; I Immigrazione: ingresso in un paese in maniera permanente o semipermanente di gruppi di persone provenienti da un altro paese; Imposta: prelievo coattivo di ricchezza non connesso ad una specifica prestazione da parte dello stato o degli altri enti pubblici; Imposta cedolare: anticipo sulle tasse dovute sui dividendi dei possessori di azioni di società; Inflazione: incremento generalizzato e continuativo dei prezzi nel tempo; L Libertà: condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. In senso più ampio è anche la facoltà Glossario AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDMNOPQRSUV

43 Glossario delluomo di agire e di pensare in piena autonomia, condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge; Libertà di iniziativa economica: possibilità che ogni cittadino possa comprare e vendere beni capitali (compresi la terra e il lavoro); Libertà di movimento: possibilità di un cittadino di circolare senza discriminazioni; Libertà di parola: concetto basilare nelle moderne democrazie, dove la censura non trova l'appoggio morale per operare; Libertà di religione: possibilità di ogni cittadino di poter professare, cambiare o abbandonare una determinata religione; Libertà di stampa: garanzia che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni. Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico; M Maggioranza: nei paesi democratici, dove il popolo esercita la sovranità principalmente sulla base della rappresentanza parlamentare, vige il principio per cui alla maggioranza o alle AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDEFINOPQRSUV

44 Glossario coalizioni di maggioranza spetta la direzione della cosa pubblica, tenendo fermi i diritti della minoranza al controllo e alla critica; Magistratura: ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. I magistrati ordinari sono titolari della funzione giurisdizionale, che amministrano in nome del popolo; Ministro: colui che ha il mandato di eserictare un determinato ufficio civile, essendo preposto ad un Dicastero o Ministero; Minoranza: gruppo sociale subordinato che non costituisce una realtà politicamente dominante in una data società; Monarchia: è un sistema politico, in cui il capo è il re o la famiglia reale; Monarchia costituzionale: stato in cui il sistema politico è monarchico, ma è presente una costituzione che limita i poteri al re o alla famiglia reale; Monarchia assoluta: monarchia in cui il re o la famiglia reale hanno un potere assoluto, dove non c'è una costituzione; N NATO: organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa, creata nel 1949 in supporto al Patto Atlantico che venne firmato a Washington D.C. il 4 aprile 1949; O Opposizione: forze politiche che non esercitano il potere esecutivo, ma alle decisioni di questo generalmente si oppongono; AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDEFIL PQRSUV

45 Glossario Ordine pubblico: insieme di norme fondamentali dell'ordinamento giuridico riguardante i principi etici e politici la cui osservanza ed attuazione è ritenuta indispensabile per l'esistenza di tale ordinamento. Può essere anche inteso come garanzia di pace, di tranquillità e sicurezza collettiva. In tal senso assume un valore di ordine sociale in quanto con esso si difende lo svolgimento dei rapporti della vita sociale; ONU: è la più estesa organizzazione internazionale, ha come membri quasi tutti gli stati della Terra; P Paese: area geografica. Il termine può essere usato come sinonimo di Stato; Paesi sviluppati: paesi con alto tasso di sviluppo e di industrializzazione. Le condizioni di vita della maggior parte dei cittadini sono buone; Paesi in via di sviluppo: stati il cui sviluppo industriale e le condizioni di vita dei cittadini miglioreranno negli anni e la cui industrializzazione è scarsa ma non nulla; Paesi sottosviluppati: stato molto poveri e i cui abitanti vivono per la maggior parte in stato di povertà; Paesi non allineati: stati che si considerano non allineati con o contro le principali potenze mondiali. L'organizzazione che comprende i paesi non- allineati vanta più di 100 stati membri. Il termine nacque durante la Guerra Fredda per identificare gli stati che non erano schierati né con il blocco comunista, né con quello occidentale; AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDEFILMNQRSUV

46 Glossario Parlamento: assemblea dello Stato che ha potere legislativo; Partecipazioni statali: investimenti o contributi dello Stato in aziende private; Partigiano: colui che fa parte di movimenti di resistenza e non fa parte di un esercito regolare; Partito politico: associazione che si adopera nell'ambito politico, che hanno una stessa ideologia e sulla visione della gestione dello Stato; Pensione: forma di retribuzione post lavorativa; Petizione: richiesta proveniente da più persone e diretta spesso ad autorità governative; Polizia segreta: tipo di polizia che agisce segretamente per mantenere l'ordine pubblico. È spesso usata dai totalitarismi; Prefetto: colui che rappresenta il governo nelle province; Previdenza: insieme di norme per aiutare lavoratori anziani o invalidi; Programmazione economica: norme per regolare l'economia del Paese; Proliferazione delle armi nucleari: sviluppo da parte di diversi Stati di armamenti nucleari e quindi, armi di distruzione di massa; Proprietà privata: diritto di possedere direttamente le cose di cui ciascuno ha bisogno; Provincia: entità governativa subnazionale; Q Quadripartito: coalizione di quattro partiti; Questione meridionale: termine che indiche le questioni legate al divario economico tra Italia settentrionale e Italia meridionale; AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDEFILMNORSUV

47 Glossario R Razionamento: limitazione dei consumi; Razzismo: è lo sdegno ed odio per una persona con religione, colore della pelle o razza diversa; S Sindacato: organizzazione che difende i diritti dei lavoratori; Suffragio universale: sistema in cui il voto è aperto a tutti; U Unione Europea: è un'organizzazione europea, comprende 27 stati, di cui 13 stati utilizzano l'Euro; V Voto: è la scelta espressa durante un'elezione. AA B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y ZBCDEFILMNOPQ

48 Mappa

49 Crediti Per la realizzazione di questo progetto si ringraziano: Fonti: Wikipedia, lenciclopedia libera EUROPA – il sito ufficiale dellUnione Europea Team di Sviluppo Carmine Feleppa – content searcher Francesco Petrella – content searcher, tecnical writer, reviser Marialaura Iurilli – content searcher Nicola Anaclerio – content inserter, graphic designer, reviser


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