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Esperienza relativa al progetto SPRAR

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Presentazione sul tema: "Esperienza relativa al progetto SPRAR"— Transcript della presentazione:

1 Esperienza relativa al progetto SPRAR
I rifugiati politici Esperienza relativa al progetto SPRAR

2 Il rifugiato politico Rifugiato politico è un termine giuridico che indica chi è fuggito o è stato espulso, a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali, dal proprio Paese e trova ospitalità in uno Stato straniero.

3 Profughi e rifugiati A differenza del concetto di profugo, espressione usata per definire genericamente chi si allontana dal Paese di origine per sfuggire a una guerra, ciò che caratterizza il rifugiato è l'aver ricevuto, in base alla legge dello Stato che lo ospita o alle convenzioni internazionali, un particolare status giuridico e la relativa protezione.

4 Lo Status di rifugiato Il rifugiato è colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra" [Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati].

5 La Convenzione ONU relativa allo Status dei rifugiati
La Convenzione ONU per i rifugiati fu approvata a Ginevra il 28 luglio Essa garantisce il diritto all’asilo, all’assistenza, all’istruzione, alla professione di fede e, in generale, al trattamento più favorevole concesso, nelle stesse circostanze, ai cittadini di un paese estero. La Convenzione prevede anche obblighi per il rifugiato e definisce le categorie di persone, ad esempio i criminali di guerra, che non possono accedere allo status di rifugiati.

6 La richiesta di asilo Il richiedente asilo in Italia deve compilare una scheda che sarà esaminata da un’apposita commissione e sostenere un colloquio presso la commissione stessa; essa può riconoscere lo Status di rifugiato e rilasciare un permesso di soggiorno, oppure constatare che non ci sono le condizioni, perché, per esempio, il richiedente asilo si è trasferito on Italia soltanto per cercare un lavoro.

7 Permesso per asilo politico
Il 'permesso di soggiorno per asilo politico’: ha una durata di 5 anni; è rinnovabile; consente l’accesso allo studio; consente lo svolgimento di un’attività lavorativa (subordinata o autonoma), incluso l’accesso al pubblico impiego, con le modalità e le limitazioni previste per i cittadini comunitari; permette l’iscrizione agli albi professionali; consente l’accesso al servizio sanitario; dà diritto alle prestazioni assistenziali dell’Inps ('assegno sociale’ e 'pensione agli invalidi civili’) e all’assegno di maternità concesso dai Comuni e all’assegno per il nucleo familiare con tre figli minori, concesso dai Comuni (Circolare Inps n. 9 del ). I cittadini stranieri 'rifugiati’ vengono equiparati ai cittadini italiani in materia di assistenza sociale, sanitaria e di normativa sul lavoro.

8 La protezione sussidiaria
Se non ci sono i presupposti per la concessione dello Status di rifugiato, la commissione territoriale può attribuire lo status di beneficiario di protezione sussidiaria, prevista per il “cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese” (art. 2, D.Lgs. n. 251/07).

9 Permesso di soggiorno per protezione sussidiaria
La protezione sussidiaria comporta il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria con validità triennale e rinnovabile e del titolo di viaggio, quando sussistano fondate ragioni che impediscono di chiedere il rilascio del passaporto alle autorità diplomatiche del paese di cittadinanza. Il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, in presenza dei requisiti necessari, può essere convertito in un permesso per motivi di lavoro.

10 La cittadinanza italiana
Dopo 5 anni di permanenza in Italia, il rifugiato politico può chiedere la cittadinanza.

11 Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che collaborano con il Ministero dell’Interno e accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. A livello territoriale gli enti locali si avvalgono del supporto delle realtà del terzo settore e garantiscono interventi di "accoglienza integrata“ fornendo vitto,alloggio, informazione,accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

12 I progetti SPRAR In Italia si realizzano progetti SPRAR di dimensioni medio-piccole, che coinvolgono enti locali come i Comuni e organizzazioni di assistenza come le cooperative sociali, per diffondere una cultura dell'accoglienza presso le comunità cittadine e favorire la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari.

13 Incontro con richiedenti asilo
A conclusione del nostro percorso sulla cittadinanza iniziato l' anno scorso, abbiamo incontrato le operatrici dello “Sportello stranieri” del comune di Cento, due ragazzi nigeriani richiedenti asilo, che non chiameremo con il loro vero nome, per motivi di privacy, e due persone che lavorano per la cooperativa sociale Camelot, impegnate nel progetto SPRAR di accoglienza dei rifugiati attraverso l’offerta a queste persone di un' integrazione e un’indipendenza (con soldi, buoni spesa per cibo, un lavoro, COSTRUIRE UNA VITA...)

14 La cooperativa sociale Camelot
Camelot è una cooperativa sociale che si occupa principalmente di inserimenti nel mondo del lavoro, di anziani, di attività educative, di intercultura e di politiche per l’integrazione. Camelot collabora con lo “Sportello stranieri” del comune di Cento, prestando assistenza ai rifugiati.

15 L’asilo politico Iacopo, un operatore che lavora nella provincia di Ferrara per dare una mano ai rifugiati che arrivano in Italia, ci ha spiegato che l’asilo politico può essere concesso a chi lascia il suo paese a causa di guerre, persecuzioni politiche, religiose o riguardanti la nazionalità e il gruppo sociale di appartenenza, che il rifugiato può rimanere in Italia per cinque anni, che è previsto un sussidio per la durata di tre anni. Federica, un'altra operatrice che lavora per aiutare i ragazzi stranieri che vivono a Cento a imparare la lingua italiana, ha spiegato che non è facile per queste persone integrarsi presto e facilmente in un nuovo Paese.

16 La vita in Nigeria Uno dei ragazzi nigeriani ha 23 anni, parla poco la nostra lingua, e ci ha spiegato, un po’ in italiano, un po’ in inglese, come sia difficile la vita in Nigeria, paese diviso in due parti a causa di conflitti religiosi, in cui regnano corruzione e povertà. Il secondo ragazzo ci ha raccontato che da piccolino ha frequentato le scuole in Nigeria, arrivando fino a un passo dalla laurea in medicina, ma non ha potuto prenderla perché la sua famiglia non era in grado di pagare le mazzette ai professori.

17 La storia di Alì Alì ci ha detto che per lasciare il suo paese, ha dovuto salire clandestinamente su un furgone, poi corrompere la polizia alla dogana per arrivare in Libia, dove ha passato 2  mesi prima di partire con una barca in direzione dell’Italia; ha vissuto 2 mesi a Foggia, prima di trasferirsi a Cento. Alì ci ha anche detto che ha visitato Torino e Milano, che in Nigeria ci sono molti tipi di musica e che la scuola nigeriana è molto dura, perché ancora si usa picchiare gli studenti che commettono irregolarità, che lui parla diverse lingue, principalmente l’inglese, infatti in Nigeria, oltre a diversi dialetti, si parla un tipo di inglese chiamato “broken english”.

18 La storia di Dustin Uno dei ragazzi ci ha raccontato che ha studiato in una scuola che assomiglia ad un liceo e che ha smesso di frequentare all' età di 19 anni, ora ne ha 22, è qui da dicembre, parla inglese e la lingua ISHAN diffusa in una parte della Nigeria (ci sono varie lingue in Nigeria, ma quella più parlata è il brundu...), è scappato dalla Nigeria per motivi che ha comunicato alla commissione per i rifugiati politici e sta aspettando una risposta per sapere se può rimanere o meno in Italia.

19 Il progetto SPRAR Ora che sono giunti qui in Italia i ragazzi che abbiamo incontrato sono più tranquilli, si trovano molto bene grazie a Camelot e stanno imparando l’italiano.

20 Essere multietnici Riteniamo molto positivo che si facciano queste iniziative in Italia, un paese che, a parere nostro, non è multietnico. Essere multietnici vuol dire conoscere più etnie, cioè conoscere più cose (cibo, modi di vivere, ecc.) di diverse nazioni. Questo potrebbe diventare un vantaggio anche per il turismo, perché verrebbero più persone a visitare il nostro Paese.

21 Percorso seguito nella classe II H Sono riportati, in particolare, i contributi degli alunni Gioacchino Biasi, Samuele Buonamici, Mach Michael, Farina Simone, Christian Piva, Daniele Setti, Zambonelli Niccolò.


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