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STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA Procedure di rateizzazione debito contributivo Compensazione con crediti certificati verso P.A.

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Presentazione sul tema: "STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA Procedure di rateizzazione debito contributivo Compensazione con crediti certificati verso P.A."— Transcript della presentazione:

1 STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA Procedure di rateizzazione debito contributivo Compensazione con crediti certificati verso P.A. Intervento sostitutivo della P.A. debitrice Azione diretta contro imprese corresponsabili Cessione volontaria di crediti DURC per imprese in concordato preventivo in continuità

2 Rilascio DURC per compensazione con crediti certificati vantati verso la PA Art. 13 bis,comma 5°, DL 52/2012 ( modificato dallart. 31, DL Fare 69/13) «Il DURC è rilasciato anche in presenza di una certificazione, rilasciata ex art. 9, comma 3-bis, del DL 185/2008 convertito, con modificazioni, dalla L. 2/ 2009 che attesti la sussistenza e l'importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto»

3 …SEGUE: Il DURC in questione - con la specifica indicazione che il rilascio è avvenuto ai sensi del comma 5 dellart. 13-bis del DL 52/2012 precisando limporto del relativo debito contributivo e gli estremi della certificazione esibita per il rilascio del DURC medesimo – potrà essere utilizzato per tutte le finalità attualmente previste fino alla stipula contratto, anche per verifica autodichiarazione, ma non per il pagamento dei SAL o delle prestazioni relative a servizi e forniture poiché, in tali casi, si applica esclusivamente la procedura di intervento sostitutivo di cui allart. 4, c. 2°, DPR n.207/10 (art. 3 DM Lav ) come precisato nella circolare Min. Lavoro 40 del «data la sostanziale permanenza della situazione debitoria nei confronti degli Istituti e/o delle Casse edili, gli stessi Enti conservano tutte le facoltà inerenti il potere sanzionatorio e di riscossione coattiva previste in caso di inadempimento dei versamenti contributivi». ( PER APPROFONDIMENTI OPERATIVI, CFR. DM L AVORO E C IRC. M IN. L AVORO 40/13)

4 Intervento sostitutivo della Pubblica Amministrazione Cfr. art. 4, comma 2°, DPR n.207/10 - Reg. attuazione Codice Contr. Pubbl. Cfr. art. 31 comma 3°, DL 69/2013 – cd. Decreto del fare NOTA BENE A norma dellart. 3, comma 3°, DM Lavoro , l'intervento sostitutivo si applica alle erogazioni, a carico delle P.A. a qualsiasi titolo spettanti al soggetto in capo al quale va rilasciato il DURC. Con tale disposizione la legge fissa il principio per il quale la PA, ove tenuta ad effettuare un qualsiasi pagamento a favore di un terzo, è obbligata previamente a garantire la copertura del debito evidenziato nel DURC. In tal modo, dunque, loperatività dell'istituto cessa di essere limitata alle somme dovute come corrispettivo di lavori e prestazioni nell'ambito della contrattualistica pubblica (conferma definitiva di questo principio nellart. 3, comma 8bis, DL fare 69/13)

5 Inadempienza contributiva di appaltatore/subappaltatore? azione giudiziale diretta contro imprese corresponsabili per il recupero di insolvenze contributive di altri soggetti - Art cod. civ. prevede unazione giudiziale diretta contro il (sub)committente per recupero irregolarità contributive del (sub)appaltatore, fino alla concorrenza del debito residuo verso il (sub)appaltatore al momento della domanda - Art. 118 c. 6° Cod. Contr. Pubblici prevede che laffidatario di appalto pubblico sia corresponsabile in solido dell'osservanza degli obblighi contrattuali da parte dei subappaltatori nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nel subappalto, e quindi possa essere citato in giudizio anche per contributi insoluti dal subappaltatore (nessun limite quantitativo – termine di prescrizione ordinario) - art. 29 c. 2° Legge Biagi (D.Lgs. 273/2006) prevede che il committente imprenditore / appaltatore / subappaltatore siano coobbligati in solido – e quindi possano essere citati in giudizio - al versamento dei contributi previdenziali maturati nellappalto entro il limite di due anni dalla cessazione dellappalto stesso

6 … segue: In particolare, la recente modifica dellart. 29 c. 2° D.Lgs. 273/06 ha stabilito una disciplina particolareggiata dellazione giudiziaria contro limpresa corresponsabile: Escluso qualsiasi obbligo dellimpresa corresponsabile per le sanzioni civili di cui risponde solo il diretto responsabile dell'inadempimento Il committente imprenditore devessere convenuto in giudizio per il pagamento dei contributi insieme ad appaltatore ed eventuali subappaltatori. Il committente imprenditore può far valere, nella prima difesa, il cd. «beneficio della preventiva escussione» del patrimonio di appaltatore o subappaltatore. In tal caso il giudice accerta la corresponsabilità solidale di tutte le imprese, ma lazione esecutiva (cioè il pignoramento) può essere promossa nei confronti del committente solo dopo aver inutilmente tentato il pignoramento (cd. «infruttuosa escussione») del patrimonio dellappaltatore o subappaltatore Il committente che ha pagato può esercitare la cd. azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali (cfr. art cod. civ.)

7 … segue: N O T A B E N E Questo tipo di azione giudiziaria dellEnte previdenziale contro limpresa corresponsabile può consentire la copertura dellinsolvenza contributiva dellimpresa debitrice principale che sia priva della liquidità necessaria alla sua regolarizzazione, la quale potrebbe così ottenere DURC regolare e «rimettersi sul mercato» delledilizia per acquisire regolarmente commesse e riscuotere pagamenti Anche se nelle norme sulla corresponsabilità contributiva non è espressamente prevista la possibilità per il committente/subcommittente di sospendere i pagamenti allimpresa che non dimostri la regolarità contributiva verso i suoi dipendenti (a differenza di quanto accade per le corresponsabilità fiscali ai sensi del novellato art. 35 D.L. 223/06), il committente imprenditore può minimizzare il rischio di «rimetterci di tasca propria» prevedendo nel contratto la produzione di DURC regolare quale condizione per il pagamento del corrispettivo, e comunque trattenendo dal corrispettivo dovuto – fino alla produzione di regolare DURC dellappaltatore - importi almeno commisurabili ai contributi dei quali il committente è corresponsabile in solido, e quantificabili in base al tasso dincidenza del costo di manodopera sul corrispettivo complessivo dellappalto

8 … segue: Leventuale azione giudiziaria per il recupero dei contributi insoluti sulla impresa solidalmente coobbligata presenta lo svantaggio aggiuntivo per limpresa corresponsabile di patire ulteriori danni per spese legali da rifondere allEnte ricorrente, lo svantaggio per limpresa inadempiente di dover attendere i tempi giudiziari prima di veder coperto il proprio debito e poter riottenere DURC regolare e lo svantaggio per tutto il sistema delle imprese coinvolte nellappalto di rischiare il blocco di tutta la «filiera dei pagamenti» fino alla risoluzione dellimpasse provocato dallinadempienza contributiva di un impresa Soluzione più economica, rapida e funzionale agli interessi di tutte le imprese coinvolte nellappalto sarebbe il contatto diretto tra lEnte creditore e limpresa committente che - prima di versare il corrispettivo, ma senza attendere lazione giudiziale di corresponsabilità - provvedesse quale coobbligata alla copertura degli importi contributivi certi ed insoluti dal suo appaltatore, stornando il relativo importo dal corrispettivo dovuto e versando a tempo debito la differenza allappaltatore

9 cessione volontaria di crediti verso altre imprese da parte dellimpresa inadempiente allEnte previdenziale SITUAZIONE TIPICA Unimpresa ha svolto lavori su uno o più cantieri maturando il diritto ai relativi corrispettivi verso le imprese committenti, ma è rimasta inadempiente rispetto al pagamento dei dovuti contributi sulla manodopera impiegata Ne consegue DURC irregolare e blocco dei pagamenti da parte di diversi committenti timorosi di unazione giudiziale di corresponsabilità Limpresa inadempiente vorrebbe sanare linadempienza contributiva così da ottenere DURC regolare e sbloccare la propria posizione, ma – pur vantando diversi crediti - è priva della liquidità necessaria per i versamenti contributivi atti a regolarizzare la sua posizione

10 In tale più complessa situazione, in cui lazione dellEnte previdenziale volta al recupero stragiudiziale o giudiziale sulle singole imprese corresponsabili risulterebbe lunga e complessa, ostacolando la possibilità di rapida regolarizzazione dellimpresa inadempiente, è possibile utilizzare a copertura dei contributi insoluti lo strumento della cessione volontaria dei crediti verso altre imprese da parte della cedente impresa irregolare al cessionario Ente previdenziale

11 … segue: struttura dellatto di cessione del credito a copertura contributi (cfr. art sgg. codice civile) Per una valida cessione è sufficiente un atto scritto negoziale privato, senza necessità di atto pubblico o scrittura privata autenticata come invece previsto per la cessione dei crediti vantati verso la P.A. La cessione non viene stipulata mai «pro soluto», bensì come atto di cessione del credito « pro solvendo », con garanzia da parte della cedente della «solvenza», cioè delleffettivo pagamento a copertura contributiva, del debitore ceduto Per quanto la cessione possa esser validamente stipulata tra impresa cedente ed Ente cessionario e successivamente soltanto notificata allimpresa ceduta ex art cod. civ., si preferisce utilizzare la struttura dellatto plurilaterale con accettazione espressa e scritta da parte dellimpresa ceduta (a maggior garanzia dellaccordo di tutte le parti coinvolte e quindi della speditezza della sua esecuzione ai fini di regolarizzazione dellimpresa cedente, e anche per superare eventuali clausole contrattuali di divieti di cessione credito )

12 … segue: due precisazioni a proposito di cessione Poiché la cessione volontaria di credito riguarda frequentemente corrispettivi il cui pagamento viene sospeso allimpresa appaltatrice in quanto è sfornita di DURC e così espone la committente alleventuale azione di corresponsabilità solidale, nellatto di cessione è possibile inserire una clausola liberatoria da parte della Cassa cessionaria secondo cui «a seguito delleffettivo pagamento, la Cassa non avrà nullaltro a pretendere a titolo di contributi maturati su quel cantiere xy» – poi, se limpresa risulterà in regola con gli altri Enti INPS/INAIL e gli incassi contributivi conseguenti alle varie cessioni saranno sufficienti a sanare lintegrale debito contributivo dellimpresa appaltatrice, ad essa verrà rilasciato DURC regolare poiché il DL Sviluppo 83/12 prevede che il (sub)committente sospenda il pagamento fino alla verifica tramite idonea documentazione dellavvenuto versamento delle ritenute fiscali per lavoratori da parte del (sub)appaltatore, la regolarità fiscale relativa ai rapporti riferibili al credito oggetto della cessione va attestata dallimpresa cedente al momento della notifica della cessione (circolare Ag. Entrate n. 2/E del 2013) o contestualmente allatto di cessione accettato dal debitore ceduto

13 Sul rilascio del DURC allimpresa debitrice nelle procedure di «concordato preventivo» Art. 182 ter – Legge Fallimentare R.D. 267/1942 Ipotesi di «TRANSAZIONE FISCALE» (prevista dal D.Lgs. 5/06, estesa anche ai crediti contributivi con D.L. 185/08,) Con il piano per concordato preventivo di cui all'art. 160 L. Fall. limpresa debitrice può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi …nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori. Secondo lart. 3 D.M. Lavoro , concernente le modalità di applicazione di tali accordi sui crediti contributivi, la proposta di pagamento non può essere inferiore al 100% per i crediti privilegiati di grado maggiore ed al 30% per i crediti chirografari; la dilazione di pagamento non può essere superiore alle sessanta rate mensili. Secondo lart. 4 DM Lavoro , nel valutare la possibile accettazione della proposta, lEnte previdenziale deve tener conto, oltre che del rispetto dei limiti previsti dall art. 3 e di altre condizioni, anche della correntezza nel pagamento dei contributi dovuti per i periodi successivi alla presentazione della proposta di accordo e della sua essenzialità ai fini della continuità dell'attività dell'impresa

14 …segue: Art. 182 quinquies comma 4°– Legge Fallimentare (introdotto dal cd. DL Sviluppo n. 83/2012) Il debitore che presenta domanda di ammissione al concordato preventivo con continuità aziendale può chiedere al Tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, se un professionista indipendente in possesso di determinati requisiti attesta che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione della attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori Tra i crediti cd. strategici che il Tribunale può autorizzare a pagare senza alcun rinvio sono certamente ricompresi i contributi previdenziali scaduti (simili pronunzie sono già state rese dal Tribunale fall. BG) al fine di consentire allimpresa ammessa a concordato in continuità di munirsi del DURC necessario ad appalti e pagamenti - Il pagamento può avvenire anche tramite cessione di crediti -

15 …segue: Art. 186 bis comma 2° lett c) – Legge Fallimentare Concordato con continuità aziendale (introdotto dal cd. DL Sviluppo n. 83/2012) Lart. 186 bis L. Fall. stabilisce che, quando il piano di concordato preventivo prevede la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore, …il piano può prevedere una moratoria fino a un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, tra i quali sono da ricomprendersi anche i contributi previdenziali Linterpello Min. Lav. n. 41/12 ( e il msg. INPS 4925 del ) hanno precisato che: -lammissione e lomologazione di una tal procedura di concordato comporta la sospensione ex lege delle situazioni debitorie sorte prima del deposito della domanda ; -poiché lart. 5 DM 24/10/2007 prevede che la regolarità contributiva sussiste anche «in caso di sospensione di pagamento a seguito di disposizioni legislative», gli Enti previdenziali potranno rilasciare il DURC già da quando venga omologato dal Tribunale un piano di risanamento che preveda lintegrale assolvimento – al massimo entro un anno dallomologa - dei contributi maturati prima dellattivazione della procedura

16 …segue: N O T A B E N E Limpresa potrà ottenere il rilascio del DURC, pur in presenza di debiti contributivi, solo se lo specifico piano di risanamento preveda la moratoria indicata dallart. 186 bis L. Fall. per un periodo non superiore ad un anno dalla data di omologazione, cioè contempli lintegrale pagamento dei contributi al massimo entro un anno dallomologa Pur in presenza di un tale piano a fondamento di «concordato preventivo in continuità», il DURC non può esser rilasciato fino alleffettiva omologa del concordato (cfr. Nota Ministero Lavoro 4323 del in cui si esclude gli Enti previdenziali possano attestare la regolarità contributiva emettendo il DURC nellintervallo di tempo tra la pubblicazione del ricorso presso il Registro delle Imprese e lemissione del decreto di omologazione del concordato preventivo in continuità) Secondo la CNCE (comunicazione 508 del ) in tutto il periodo antecedente allomologa del concordato, la competente Cassa potrebbe valutare esclusivamente la concessione di una rateazione del debito contributivo per tutto il periodo necessario ad ottenere il decreto di omologazione del piano di ristrutturazione

17 …segue: Questa particolare procedura di rilascio DURC può riguardare solo debiti contributivi contratti prima dellattivazione della procedura concorsuale, e non si applica ai debiti contributivi successivi in mancanza di regolare versamento di tali contribuiti maturati successivamente alla data di attivazione della procedura di concordato preventivo, lImpresa viene comunque attestata come IRREGOLARE Trascorso il periodo della concessa moratoria (max un anno dalla data dellomologa), tutti i contributi dovranno risultare versati in quanto la sospensione del pagamento cessa di avere effetto anche in questo caso, in mancanza della promessa integrale soddisfazione di tutti i debiti contributivi pregressi, lImpresa torna a dover essere certificata come IRREGOLARE


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