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A) approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management.

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Presentazione sul tema: "A) approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management."— Transcript della presentazione:

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2 A) approccio ad alcuni concetti micro-economici funzionali alle tematiche del marketing management

3 A2) teoria del consumatore e della domanda

4 approccio storico alla teoria del consumatore e della domanda

5 Richard Cantillon

6 il MOTORE DELLECONOMIA: non è il proprietario-capitalistanon è il proprietario-capitalista non è il lavoratorenon è il lavoratore è limprenditore: la circolazione e lo scambio delle mercanzie e la loro produzione, avvengono ad opera degli imprenditori e a loro rischioè limprenditore: la circolazione e lo scambio delle mercanzie e la loro produzione, avvengono ad opera degli imprenditori e a loro rischio limprenditore è colui che:limprenditore è colui che: > intuisce la combinazione produttiva> intuisce la combinazione produttiva > la prepara> la prepara > la realizza> la realizza > ne assume il rischio in vista del profitto> ne assume il rischio in vista del profitto

7 sul concetto di VARIAZIONE DEL PREZZO AL VARIARE DELLA DOMANDA e sullINCERTEZZA dellimprenditore il fittavolo impiega una parte della terra (presa in fitto dal proprietario) per nutrire greggi, per produrre grano, vino, foraggio…secondo il proprio giudizio, senza poter prevedere quale di questi generi di derrate procurerà il prezzo migliore. Questo prezzo delle derrate dipenderà in parte dalle stagioni e in parte dal consumo; se vi sarà abbondanza di grano in proporzione al consumo, esso avrà un prezzo basso, se ve ne sarà scarsità, il prezzo sarà alto. Chi può prevedere il numero delle nascite e dei decessi in uno Stato nel corso dun anno ? Chi può prevedere laumento o la diminuzione delle spese che può verificarsi nelle famiglie ? E tuttavia il prezzo delle derrate del fittavolo dipende naturalmente da simili avvenimenti che egli non può prevedere, e di conseguenza egli conduce il suo podere nellincertezza.

8 Scuola CLASSICA da metà 700 a metà 800

9 Adam Smith ( ) OPERA: La ricchezza delle Nazioni 1776

10 Smith individuò le cause dello sviluppo economico: 1) laccumulazione dei beni capitali (che entrano nel processo produttivo)1) laccumulazione dei beni capitali (che entrano nel processo produttivo) 2) la divisione del lavoro2) la divisione del lavoro 3) lincremento demografico3) lincremento demografico

11 David Ricardo ( ) OPERA: Principi di Economia Politica 1817

12 VALORE e UTILITA: Ricardo distinse, senza ambiguità, i due concetti, affermando che non esiste rapporto tra lutilità totale ed il valore: se lutilità è necessaria perché una merce abbia un valore di scambio, la stessa utilità, però, non misura il valore. Vi sono, infatti, dei beni molto utili (grano) che valgono poco; dei beni poco utili (brillanti) che valgono molto; dei beni indispensabili (aria) che non valgon nulla.Ricardo distinse, senza ambiguità, i due concetti, affermando che non esiste rapporto tra lutilità totale ed il valore: se lutilità è necessaria perché una merce abbia un valore di scambio, la stessa utilità, però, non misura il valore. Vi sono, infatti, dei beni molto utili (grano) che valgono poco; dei beni poco utili (brillanti) che valgono molto; dei beni indispensabili (aria) che non valgon nulla. intorno al concetto di valore si espresse in modo laconico: il valore è il rapporto nel quale si scambiano le merci fra loro.intorno al concetto di valore si espresse in modo laconico: il valore è il rapporto nel quale si scambiano le merci fra loro.

13 teoria del VALORE-LAVORO la teoria del valore-lavoro è la prima teoria del valore proposta da un economista. Con essa si considerò preminente laspetto della produzione (quale generatore del valore)la teoria del valore-lavoro è la prima teoria del valore proposta da un economista. Con essa si considerò preminente laspetto della produzione (quale generatore del valore)

14 William Nassau Senior ( ) OPERA: An Outline of Political Economy 1836

15 il concetto di RARITA: corresse la teoria ricardiana del valore, affermando che esso non deriva esclusivamente dal lavoro, ma anche dalla rarità del benecorresse la teoria ricardiana del valore, affermando che esso non deriva esclusivamente dal lavoro, ma anche dalla rarità del bene definì, perciò, la ricchezza come tutto ciò che può essere scambiato e che possiede valore essendo trasferibile, utile e scarsodefinì, perciò, la ricchezza come tutto ciò che può essere scambiato e che possiede valore essendo trasferibile, utile e scarso

16 il concetto di UTILITA DECRESCENTE: non solo vi sono limiti al piacere che certi beni procurano, ma il piacere stesso diminuisce sempre più rapidamente e molto prima che questi limiti siano raggiunti. Raramente due beni dello stesso genere offriranno doppio piacere di quello offerto da uno di essi. Di conseguenza, quanto più un bene è abbondante, tanto più è probabile che sia grande il numero di quelli che ne sono provvisti e che non desiderano aumentare la loro scorta; cosicchè, per costoro, unofferta addizionale perde tutta, o quasi tutta, la sua utilità.

17 i 2 elementi che determinano il VALORE: la DOMANDA e lOFFERTA sono i due elementi essenziali per determinare il valore di un bene P Q O D Punto di equilibrio q p

18 John Stuart Mill ( ) OPERA: Principles of Political Economy 1848

19 Mill individua 3 tipologie (classi) del VALORE: 1) Valore temporaneo (o corrente) che dipende dalla DOMANDA e dallOFFERTA1) Valore temporaneo (o corrente) che dipende dalla DOMANDA e dallOFFERTA 2) Valore permanente (o naturale) al quale il valore temporaneo tende ad avvicinarsi e che concerne i beni risultanti da un lavoro, i quali possono essere aumentati in modo indefinibile senza particolari difficoltà (beni di consumo)2) Valore permanente (o naturale) al quale il valore temporaneo tende ad avvicinarsi e che concerne i beni risultanti da un lavoro, i quali possono essere aumentati in modo indefinibile senza particolari difficoltà (beni di consumo) 3) Valore di rarità è il valore permanente di alcuni beni non aumentabili e, comunque, non sufficienti a soddisfare la totalità della DOMANDA (beni economici)3) Valore di rarità è il valore permanente di alcuni beni non aumentabili e, comunque, non sufficienti a soddisfare la totalità della DOMANDA (beni economici)

20 Autori PRE-NEOCLASSICI prima metà 800

21 Jeremy Bentham

22 il concetto di PIACERE ed il principio dellUTILE (utilitarismo): il piacere è lunico scopo dellesistenza umana, che può esprimersi in forma di utilitàil piacere è lunico scopo dellesistenza umana, che può esprimersi in forma di utilità ovvero: ogni azione (e, perciò, anche quella economica) è utile se porta ad un incremento di piacereovvero: ogni azione (e, perciò, anche quella economica) è utile se porta ad un incremento di piacere il dovere non proviene né da Dio, né dalla Legge, ma dalla tendenza, innata nelluomo, a procurare a sé ed agli altri una maggiore somma di felicitàil dovere non proviene né da Dio, né dalla Legge, ma dalla tendenza, innata nelluomo, a procurare a sé ed agli altri una maggiore somma di felicità il principio dellutile può, dunque, riassumersi nella formula: la più grande felicità del maggior numero di personeil principio dellutile può, dunque, riassumersi nella formula: la più grande felicità del maggior numero di persone

23 Jean Baptiste Say

24 la genesi del VALORE il valore delle merci non dipende, unicamente, dalla quantità di lavoro occorrente per produrli e neppure dallinsieme dei costi di produzioneil valore delle merci non dipende, unicamente, dalla quantità di lavoro occorrente per produrli e neppure dallinsieme dei costi di produzione il valore di ogni cosa è il risultato della valutazione contraddittoria tra colui che ne ha bisogno e colui che lha prodotta e la offreil valore di ogni cosa è il risultato della valutazione contraddittoria tra colui che ne ha bisogno e colui che lha prodotta e la offre i fondamenti del valore sono:i fondamenti del valore sono: > 1) lutilità, che provoca la DOMANDA> 1) lutilità, che provoca la DOMANDA > 2) i costi di produzione, che limitano lestensione della domanda, poiché ciò che costa troppo cessa di essere domandato> 2) i costi di produzione, che limitano lestensione della domanda, poiché ciò che costa troppo cessa di essere domandato il prezzo, dunque, non è determinato dalla domanda e dallofferta, ma agisce su di esseil prezzo, dunque, non è determinato dalla domanda e dallofferta, ma agisce su di esse

25 Federico Bastiat

26 dalla teoria del valore-lavoro alla teoria del VALORE-SERVIZIO: il valore è il rapporto di due servizi scambiati ed eseguire un servizio per qualcuno è risparmiargli una pena il valore è il rapporto di due servizi scambiati ed eseguire un servizio per qualcuno è risparmiargli una pena > in questa teoria Bastiat presenta il punto di vista del consumatore> in questa teoria Bastiat presenta il punto di vista del consumatore

27 Hermann Heinrich Gossen

28 riprese il concetto di utilità decrescente già evidenziato da Nassau Senior, giungendo alla determinazione del VALORE di un bene: un affamato è disposto a pagare una prima forma di pane molto più di quel che realmente costa; una seconda pagnotta (dopo aver mangiato la prima) gli procura una soddisfazione minore e, perciò, ha per lui un valore minore; lindividuo, infine, continuerà a comprare pane sino a giungere ad un punto in cui il sacrificio del denaro (che deve dare in cambio) sarà superiore al piacere di disporre del pane; lultima forma di pane (quantità marginale) determina lestensione della sua domanda: il prezzo della pagnotta marginale, allora, determina il valore al quale viene venduto tutto il lotto di pane.

29 visualizziamo il concetto di UTILITA MARGINALE DECRESCENTE: mentre lutilità totale aumenta sempre, lutilità marginale decresce con lincremento delle dosi possedute di un bene U dosi ………n U.T. U.M.

30 le LEGGI di Gossen: > 1) legge della decrescenza dei godimenti protratti: il godimento, se protratto, diminuisce a gradi dintensità così da offrire risultati edonistici (piacere, profitto...) sempre inferiori, finchè si arriva ad un momento di saturazione, quando si estingue la soddisfazione > 2) legge del massimo edonistico (massimo profitto): attesa la possibilità di scelta fra i vari piaceri, si ottiene il massimo edonistico col godere ogni piacere in misura tale che lintensità di ogni singolo piacere sia uguale a quella di ogni altro e cioè in modo che i gradi finali di intensità dei piaceri siano tutti uguali. In una economia monetaria, ogni individuo deve ripartire le sue disponibilità monetarie tra le varie soddisfazioni che vuole procurarsi (distribuzione del reddito), in modo che la soddisfazione ottenuta da ciascuna unità di reddito speso sia uguale. Solo a questa condizione si ha il massimo teorico di soddisfazione.

31 Scuola NEOCLASSICA seconda metà prima metà 900 (ma ancora oggi alcuni economisti si basano sullapporto teorico del pensiero neoclassico)

32 esponenti della Scuola Neoclassica: SCUOLA INGLESE: > William Stanley Jevons ( ) SCUOLA VIENNESE (Scuola psicologica): > Karl Menger ( ) > Eugen Von Böhm Bawerk ( ) SCUOLA AMERICANA (Scuola sociologica): > John Bates Clark ( )

33 un confronto fra Scuola Classica e Scuola Neoclassica la Scuola Classica, in particolare con Ricardo, diede allEconomia uno spiccato senso oggettivo in Ricardo fu assente lo studio psicologico, mancava, cioè, la ricerca dei motivi che determinano le azioni economiche come sottolinea Gustavo Del Vecchio: oggetto delleconomia ricardiana non sono gli uomini, ma le cose…Non cera altro modo, per uscire dal sistema ricardiano, che quello di spostare il punto di attacco allo studio dei fenomeni economici. Bisognava passare dallaspetto oggettivo allaspetto soggettivo, cioè dallo studio delle merci e delle ricchezze, allo studio degli uomini che queste ricchezze producono, desiderano, scambiano…Bisognava spostare linizio dello studio dellEconomia, dallo studio del valore (come faceva Ricardo) a quello dellutilità…Bisognava, perché il concetto di utilità potesse divenire base del sistema economico, applicare alla utilità il concetto di margine (già applicato da Ricardo nella teoria della rendita).

34 il concetto di MARGINE: fino a quando - prosegue Gustavo Del Vecchio - consideriamo lutilità senza riferimenti quantitativi, sul concetto di utilità non si può creare una teoria economica…Invece parlando di utilità delle cose in genere, parleremo dellutilità che hanno le singole quantità componenti la massa duna merce. Fin quando si parla dellutilità del panno non si conclude nulla, ma quando noi identifichiamo lutilità duna pezza di quel panno, tenuto conto delle altre pezze esistenti sul mercato, allora il problema diventa risolvibile.fino a quando - prosegue Gustavo Del Vecchio - consideriamo lutilità senza riferimenti quantitativi, sul concetto di utilità non si può creare una teoria economica…Invece parlando di utilità delle cose in genere, parleremo dellutilità che hanno le singole quantità componenti la massa duna merce. Fin quando si parla dellutilità del panno non si conclude nulla, ma quando noi identifichiamo lutilità duna pezza di quel panno, tenuto conto delle altre pezze esistenti sul mercato, allora il problema diventa risolvibile.

35 William Stanley Jevons ( ) OPERA: Theory of Political Economy 1871

36 lutilità dipende dalla quantità disponibile e distinse fra: utilità totale: lutilità che un bene, complessivamente preso, ha per un individuoutilità totale: lutilità che un bene, complessivamente preso, ha per un individuo grado finale di utilità: lutilità che per un individuo hanno le singole dosi di un bene, e, soprattutto, lultima dose conseguita, attesa o speratagrado finale di utilità: lutilità che per un individuo hanno le singole dosi di un bene, e, soprattutto, lultima dose conseguita, attesa o sperata

37 Jevons criticò la teoria del valore-lavoro di Ricardo: il paradosso dei pescatori di perle: se un pescatore invece di portare in superficie delle perle, porta solo sassi, il suo lavoro non conferisce ai sassi un valore, anzi il lavoro stesso perde ogni valore. Quindi il valore non deriva dal lavoro e neppure dal costo di produzione; deriva solo dallutilità delle merci, combinata con la rarità.il paradosso dei pescatori di perle: se un pescatore invece di portare in superficie delle perle, porta solo sassi, il suo lavoro non conferisce ai sassi un valore, anzi il lavoro stesso perde ogni valore. Quindi il valore non deriva dal lavoro e neppure dal costo di produzione; deriva solo dallutilità delle merci, combinata con la rarità.

38 intorno al concetto di UTILITA : lutilità è lattitudine di un bene a procurare piacere o ad evitare una pena (purchè la volontà o linclinazione della persona interessata sia assunta come il solo criterio, in quel momento, di ciò che è o non è utile)lutilità è lattitudine di un bene a procurare piacere o ad evitare una pena (purchè la volontà o linclinazione della persona interessata sia assunta come il solo criterio, in quel momento, di ciò che è o non è utile) lutilità non è una qualità intrinseca del bene, ma è lespressione di un rapporto fra un oggetto e un soggetto, fra il bene e luomolutilità non è una qualità intrinseca del bene, ma è lespressione di un rapporto fra un oggetto e un soggetto, fra il bene e luomo

39 gli effetti indiretti del COSTO DI PRODUZIONE sul VALORE: > il costo di produzione determina: > lofferta (quantità prodotta) determina: > il grado finale di utilità determina: lofferta il grado finale di utilità il VALORE valore di scambio (prezzo del bene)

40 una critica alla teoria del valore di Jevons: Jevons derivò il valore di scambio (prezzo) di un bene direttamente dal grado finale di utilità, senza alcun riferimento al VALORE DUSO ed è sulla questione del valore duso che la Scuola Austriaca amplierà, in modo più completo, la teoria del valore

41 Karl Menger ( ) OPERA: Principi di Economia Politica 1871

42 il VALORE concepito nel suo significato subbiettivo, cioè come UTILITA che il soggetto economico attribuisce a un bene atto a soddisfare un suo bisogno, fu già concepito dai classici e fu indicato dal Say quale supporto del COSTO, a causa dellinfluenza dellutilità sulla DOMANDA e di conseguenza sullOFFERTA e sui COSTI DI PRODUZIONE: il concetto di VALORE DUSO fu messo in evidenza anche dai nostri economisti:il concetto di VALORE DUSO fu messo in evidenza anche dai nostri economisti: > Davanzati ( )> Davanzati ( ) > Montanari ( )> Montanari ( ) > Galiani ( )> Galiani ( ) > Genovesi ( )> Genovesi ( ) > Beccaria ( )> Beccaria ( )

43 il concetto di VALORE DUSO presenta un significato assai vasto: A) può essere inteso come utilità astratta (Nützlichkeit), generalmente riferito a tutti i beni utili, senza che nessuno faccia sforzi per procurarseli (acqua, aria…)A) può essere inteso come utilità astratta (Nützlichkeit), generalmente riferito a tutti i beni utili, senza che nessuno faccia sforzi per procurarseli (acqua, aria…) B) può essere inteso come utilità concreta (Nutzen), ovvero utilità di beni esistenti in quantità limitata, perciò desiderati e richiedente uno sforzo per procurarseli; tali beni hanno un COSTOB) può essere inteso come utilità concreta (Nutzen), ovvero utilità di beni esistenti in quantità limitata, perciò desiderati e richiedente uno sforzo per procurarseli; tali beni hanno un COSTO

44 dunque nel concetto di UTILITA è incluso anche il concetto di COSTO e, altresì, i concetti di SCARSITA e di BISOGNO: da questi concetti basilari Menger trasse le sue teorie fondamentali:da questi concetti basilari Menger trasse le sue teorie fondamentali: > la TEORIA DEI BENI> la TEORIA DEI BENI > la TEORIA DEL VALORE> la TEORIA DEL VALORE

45 TEORIA DEI BENI: def. di bene: ogni cosa atta a soddisfare un bisogno umano, che sia disponibile per tale scopodef. di bene: ogni cosa atta a soddisfare un bisogno umano, che sia disponibile per tale scopo beni di 1° grado: beni diretti (che soddisfano direttamente i bisogni umani)beni di 1° grado: beni diretti (che soddisfano direttamente i bisogni umani) beni di grado superiore: beni indiretti (che servono a produrre beni di 1° grado)beni di grado superiore: beni indiretti (che servono a produrre beni di 1° grado) def. di bene economico: un bene può dirsi economico quando è disponibile in quantità limitata ed insufficiente rispetto alla massa dei bisogni. Solo i beni economici sono acquistabili, solo essi hanno un valoredef. di bene economico: un bene può dirsi economico quando è disponibile in quantità limitata ed insufficiente rispetto alla massa dei bisogni. Solo i beni economici sono acquistabili, solo essi hanno un valore

46 TEORIA DEL VALORE: > il valore è lutilità che il soggetto economico attribuisce ad un bene ritenuto adatto a soddisfare un bisogno (quando scompare il bisogno, scompare, per quel soggetto economico, il valore del bene !)> il valore è lutilità che il soggetto economico attribuisce ad un bene ritenuto adatto a soddisfare un bisogno (quando scompare il bisogno, scompare, per quel soggetto economico, il valore del bene !) > il valore si palesa anche al di fuori dello scambio. Lindividuo può classificare i beni di cui dispone in funzione della loro utilità (si instaura, così, un rapporto fra i vari beni posseduti dallindividuo)> il valore si palesa anche al di fuori dello scambio. Lindividuo può classificare i beni di cui dispone in funzione della loro utilità (si instaura, così, un rapporto fra i vari beni posseduti dallindividuo) 2 sono i valori:2 sono i valori: > valore duso (che dipende dallutilità)> valore duso (che dipende dallutilità) > valore di scambio> valore di scambio

47 come può stabilirsi il VALORE DUSO ? Menger prese lavvio dalle Leggi di Gossen:Menger prese lavvio dalle Leggi di Gossen: > 1) in ogni individuo i beni hanno differenti livelli di importanza:il cibo ha più importanza dellabbigliamento, labbigliamento è più importante dellesigenza di istruzione…> 1) in ogni individuo i beni hanno differenti livelli di importanza:il cibo ha più importanza dellabbigliamento, labbigliamento è più importante dellesigenza di istruzione… > 2) ogni bisogno ha unintensità inversamente proporzionale al proprio grado di soddisfazione> 2) ogni bisogno ha unintensità inversamente proporzionale al proprio grado di soddisfazione

48 tavola mengeriana: gruppi di bisogni (e dei V VV VALORI DUSO) gradi di soddisfazione e scala di importanza (UTILITA) IIIIIIIVVVIVIIVIIIIXX II 8 III >la tavola mengeriana rappresenta un meccanismo di tipo decisionale (dove lUTILITAMARGINALE indirizza la scelta) > e, altresì, permette di quantificare lUTILITA e il VALORE DUSO dei beni >la tavola mengeriana rappresenta un meccanismo di tipo decisionale (dove lUTILITAMARGINALE indirizza la scelta) > e, altresì, permette di quantificare lUTILITA e il VALORE DUSO dei beni

49 attraverso la sua tavola Menger spiegò: il meccanismo psicologico della VALUTAZIONE ovvero: come un individuo attua un GIUDIZIO DI VALORE che anticipa la SCELTA (la scelta di distribuire il proprio REDDITO fra più beni per soddisfare i propri bisogni) il valore (sia esso VALORE DUSO o VALORE DI SCAMBIO) è sempre condizionato da valutazioni soggettive

50 Eugen Von B hm-Bawerk

51 intorno al concetto di VALORE COMPLEMENTARE: > 1° caso) quando 1 elemento del gruppo non può aver altro uso al di fuori del gruppo stesso: il singolo elemento acquista il valore totale del gruppo, ma isolato dal gruppo non possiede alcun valore> 1° caso) quando 1 elemento del gruppo non può aver altro uso al di fuori del gruppo stesso: il singolo elemento acquista il valore totale del gruppo, ma isolato dal gruppo non possiede alcun valore > 2° caso) quando i singoli elementi del gruppo possono essere utilizzati individualmente: il valore del singolo elemento oscillerà fra la grandezza dellutilità marginale che esso è capace di generare (valore min) e la grandezza del valore marginale comune alla combinazione, meno il valore marginale degli altri elementi (valore max)> 2° caso) quando i singoli elementi del gruppo possono essere utilizzati individualmente: il valore del singolo elemento oscillerà fra la grandezza dellutilità marginale che esso è capace di generare (valore min) e la grandezza del valore marginale comune alla combinazione, meno il valore marginale degli altri elementi (valore max)

52 esemplificazione della determinazione del VALORE COMPLEMENTARE: beni A B C VALORI MARGINALI dei singoli elementi valori marginali: V ABC = 70 Valore marginale comune: V {ABC} = 100 se togliamo A dal gruppo >>> quanto varrà A ? valore MIN 10 valore MAX V {ABC} - V BC = = 40

53 BENI PRESENTI e BENI FUTURI: > i beni presenti sono, di norma, preferiti a quelli futuri; per 3 ragioni:> i beni presenti sono, di norma, preferiti a quelli futuri; per 3 ragioni: 1) PSICOLOGICA: la differenza di valutazione sta nella differenza dei rapporti fra il bisogno e la sua soddisfazione nei diversi periodi di tempo; si corre meno rischio e si apprezza di più la soddisfazione immediata1) PSICOLOGICA: la differenza di valutazione sta nella differenza dei rapporti fra il bisogno e la sua soddisfazione nei diversi periodi di tempo; si corre meno rischio e si apprezza di più la soddisfazione immediata 2) ECONOMICA: si sottovalutano i bisogni ed i mezzi futuri2) ECONOMICA: si sottovalutano i bisogni ed i mezzi futuri 3) TECNICA: i beni presenti, essendo preferiti per ragioni tecniche per la soddisfazione dei bisogni, possiedono una utilità marginale superiore3) TECNICA: i beni presenti, essendo preferiti per ragioni tecniche per la soddisfazione dei bisogni, possiedono una utilità marginale superiore

54 John Bates Clark

55 intorno al concetto di VALORE SOCIALE: sebbene lUTILITA appaia come fenomeno individuale e soggettivo, la valutazione dellutilità che sul mercato costituisce il VALORE, è data dalla società > Clark intraprese la strada dellinterpretazione sociologica dei fenomeni economici e, soprattutto, avviò una lettura del VALORE come manifestazione sociale

56 Alfred Marshall ( ) OPERA: Principles of Economics 1890

57 operò un tentativo di mediazione fra la teoria del Valore oggettivo, di Ricardo, e quella subbiettiva, o dellutilità soggettiva, di Jevons il Valore è, nella teoria marshalliana, un punto di equilibrio fra UTILITA (aspetto soggettivo) e COSTI (aspetto oggettivo)il Valore è, nella teoria marshalliana, un punto di equilibrio fra UTILITA (aspetto soggettivo) e COSTI (aspetto oggettivo) cioè: >>> fra le forze che spiegano la DOMANDA (UTILITA) e quelle che determinano lOFFERTA (COSTI)cioè: >>> fra le forze che spiegano la DOMANDA (UTILITA) e quelle che determinano lOFFERTA (COSTI) in questa logica, lo SCAMBIO avverrà quando: sarà vantaggioso (almeno soggettivamente) per le due parti, quando, cioè, assicura ai contraenti un BENEFICIOin questa logica, lo SCAMBIO avverrà quando: sarà vantaggioso (almeno soggettivamente) per le due parti, quando, cioè, assicura ai contraenti un BENEFICIO

58 le Leggi che regolano la FORMAZIONE DEI PREZZI: sono diverse a seconda del periodo di tempo preso in esame:sono diverse a seconda del periodo di tempo preso in esame: > il breve periodo: ovvero nel tempo in cui lazienda mantiene inalterata la consistenza dei propri impianti e varia, solo, il volume di produzione nei limiti della propria capacità produttiva> il breve periodo: ovvero nel tempo in cui lazienda mantiene inalterata la consistenza dei propri impianti e varia, solo, il volume di produzione nei limiti della propria capacità produttiva > il lungo periodo: ovvero nel tempo in cui si suppone che mutino sia la consistenza degli impianti, che il numero delle aziende> il lungo periodo: ovvero nel tempo in cui si suppone che mutino sia la consistenza degli impianti, che il numero delle aziende

59 nei 2 periodi si può osservare: nel breve periodo: lOFFERTA è considerata immutabile e non può influenzare il prezzo, né adattarsi alla DOMANDAnel breve periodo: lOFFERTA è considerata immutabile e non può influenzare il prezzo, né adattarsi alla DOMANDA nel breve periodo: si può accettare la teoria marginalista del PREZZO determinato dallUTILITAnel breve periodo: si può accettare la teoria marginalista del PREZZO determinato dallUTILITA nel lungo periodo: linfluenza del COSTO appare decisivanel lungo periodo: linfluenza del COSTO appare decisiva Marshall annotò: più sarà breve il periodo preso in esame, più si dovrà tener conto dellinfluenza che la DOMANDA esercita sul VALORE; al contrario, più tale periodo sarà lungo e più importante sarà linfluenza esercitata dal COSTO DI PRODUZIONE sul VALOREMarshall annotò: più sarà breve il periodo preso in esame, più si dovrà tener conto dellinfluenza che la DOMANDA esercita sul VALORE; al contrario, più tale periodo sarà lungo e più importante sarà linfluenza esercitata dal COSTO DI PRODUZIONE sul VALORE

60 Arthur Cecil Pigou ( ) OPERA: The Economics of Welfare 1920

61 come può attuarsi larmonia fra INTERESSI PRIVATI e INTERESSI SOCIALI ? attraverso il libero gioco delle forze economiche e degli egoismi individualiattraverso il libero gioco delle forze economiche e degli egoismi individuali ma aggiunse che, in taluni casi, loptimum può raggiungersi solo con lintervento dello Statoma aggiunse che, in taluni casi, loptimum può raggiungersi solo con lintervento dello Stato lo Stato, comunque, dovrà agire ragionevolmente, per poter raggiungere il massimo della soddisfazione collettiva: dovrà applicare una politica economica che tenda alla migliore distribuzione della ricchezzalo Stato, comunque, dovrà agire ragionevolmente, per poter raggiungere il massimo della soddisfazione collettiva: dovrà applicare una politica economica che tenda alla migliore distribuzione della ricchezza per Pigou lEconomia deve occuparsi, particolarmente, di welfare, di benessere e tale benessere è tanto maggiore quanto meglio si assicura la costanza del dividendo (ricchezza) e leguaglianza nella distribuzione (di costi e benefici sociali)per Pigou lEconomia deve occuparsi, particolarmente, di welfare, di benessere e tale benessere è tanto maggiore quanto meglio si assicura la costanza del dividendo (ricchezza) e leguaglianza nella distribuzione (di costi e benefici sociali)

62 Lèon Walras ( ) OPERA: léments déconomie politique pure 1874

63 uninterpretazione marginalista dellidea di VALORE-RARITA: ogni uomo raggiunge la sua massima soddisfazione individuale, o il suo equilibrio individuale, quando lUTILITA FINALE (denominata RARITA) di ogni bene di consumo, divisa per il prezzo del rispettivo bene, e la DISUTILITA FINALE di ogni SERVIZIO PRODUTTIVO COSTOSO (fertilità della terra, produttività del capitale, forza del lavoro), divisa per il prezzo del rispettivo servizio, diano lo stesso quoziente (risultato), che rappresenta anche lUTILITA FINALE del REDDITO NETTO PERPETUO moltiplicato per il SAGGIO DI INTERESSE.

64 lEQUILIBRIO ECONOMICO è basato sulla solidarietà di 2 mercati: mercato del CONSUMO (beni/prodotti) mercato del CONSUMO (beni/prodotti) mercato dei SERVIZI PRODUTTIVI (terra, capitale, lavoro) mercato dei SERVIZI PRODUTTIVI (terra, capitale, lavoro) SCAMBIO BENI SERVIZI £ £ £ SI ACQUISTANO in un sistema perfetto di LIBERA CONCORRENZA il Valore dei beni eguaglia il Valore dei servizi Vb = Vs in un sistema perfetto di LIBERA CONCORRENZA il Valore dei beni eguaglia il Valore dei servizi Vb = Vs

65 il problema della CAPITALIZZAZIONE: Walras presume un 3° mercato: il mercato delRISPARMIO RISPARMIO i lavoratori risparmiano una parte del Valore dei SERVIZI PRODUTTIVI venduti i lavoratori risparmiano una parte del Valore dei SERVIZI PRODUTTIVI venduti i capitalisti risparmiano una parte del Valore dei BENI venduti i capitalisti risparmiano una parte del Valore dei BENI venduti successivamente trasformano il risparmio in NUOVI CAPITALI (macchine…) trasformano il risparmio in NUOVI CAPITALI (macchine…) la qn dei NUOVI CAPITALI deve essere uguale alla qn del RISPARMIO se: qnNC > qnR il tasso di interesse si abbassa e diminuisce R la qn dei NUOVI CAPITALI deve essere uguale alla qn del RISPARMIO se: qnNC > qnR il tasso di interesse si abbassa e diminuisce R

66 EQUILIBRIO PARZIALE ed EQUILIBRIO GENERALE nella Teoria dello scambio di Walras: in un sistema perfetto di libera concorrenza lo scambio dipende da 2 fattori: 1) la possibilità di ottenere, per ogni scambista, la max utilità 2) luguaglianza fra la qn domandata e la qn offerta di ogni merce per tutti gli scambisti P Q O D Punto di equilibrio q p gli EQUILIBRI PARZIALI si compongono nellEQUILIBRIO GENERALE gli EQUILIBRI PARZIALI si compongono nellEQUILIBRIO GENERALE

67 Vilfredo Pareto ( ) OPERA: Manuale di Economia Politica 1906

68 il concetto di UTILITA e il concetto di OFELIMITA: il concetto di utilità non possiede un identico significato nel linguaggio comune e in quello economicoil concetto di utilità non possiede un identico significato nel linguaggio comune e in quello economico def. OFELIMITA: lattitudine di un bene a soddisfare un bisogno (tale soddisfazione deve essere percepita dalluomo, che ne trae un piacere)def. OFELIMITA: lattitudine di un bene a soddisfare un bisogno (tale soddisfazione deve essere percepita dalluomo, che ne trae un piacere) una medicina non desiderata da un bambino non ha per lui alcuna ofelimità, ma certamente è utileuna medicina non desiderata da un bambino non ha per lui alcuna ofelimità, ma certamente è utile ofelimità è, dunque, una qualità soggettiva: non è sufficiente che vi siano dei beni, occorre che tali beni siano desiderati dalluomoofelimità è, dunque, una qualità soggettiva: non è sufficiente che vi siano dei beni, occorre che tali beni siano desiderati dalluomo

69 il concetto di OFELIMITA ELEMENTARE: Pareto, riferendosi a Edgeworth, ritenne che lofelimità elementare (il piacere ricavato da un piccolo incremento del bene, quando un individuo ne ha già consumato una certa quantità) è funzione della quantità consumata di tutti i beniPareto, riferendosi a Edgeworth, ritenne che lofelimità elementare (il piacere ricavato da un piccolo incremento del bene, quando un individuo ne ha già consumato una certa quantità) è funzione della quantità consumata di tutti i beni Oe = f ( QC b )

70 la spiegazione dellEQUILIBRIO col riferimento ai GUSTI e agli OSTACOLI: lindividuo stila una graduatoria dei vari beni di consumo (ovvero: ordina tutte le possibili combinazioni di preferenza)lindividuo stila una graduatoria dei vari beni di consumo (ovvero: ordina tutte le possibili combinazioni di preferenza) lequilibrio economico risulta dallopposizione fra i gusti degli uomini e gli ostacoli che si frappongono alla soddisfazione dei gustilequilibrio economico risulta dallopposizione fra i gusti degli uomini e gli ostacoli che si frappongono alla soddisfazione dei gusti per spiegare il meccanismo dei gusti e degli ostacoli e determinare la quantità e i prezzi dei beni, Pareto ricorse alle combinazioni di indifferenza:per spiegare il meccanismo dei gusti e degli ostacoli e determinare la quantità e i prezzi dei beni, Pareto ricorse alle combinazioni di indifferenza: > se un individuo esita fra 2 combinazioni possibili per la soddisfazione dei suoi gusti, allora tali combinazioni hanno per lui la medesima importanza (ovvero non ha preferenze)> se un individuo esita fra 2 combinazioni possibili per la soddisfazione dei suoi gusti, allora tali combinazioni hanno per lui la medesima importanza (ovvero non ha preferenze)

71 le COMBINAZIONI INDIFFERENTI: esempio:esempio: > un individuo ha: 10 Kg bene A - 10 litri bene B> un individuo ha: 10 Kg bene A - 10 litri bene B egli può consumare differenti quantità dei 2 beni, con soddisfazioni identiche:egli può consumare differenti quantità dei 2 beni, con soddisfazioni identiche: A B 1,6 0,7 0,6 1,1 S1 gradodisoddi=sfazione questaseriepuòprolungarsiquestaseriepuòprolungarsi si chiama seriediindifferenza seriediindifferenza

72 curve di indifferenza: la salita verso la max soddisfazione A B S1 S2 S3 S4 obiettivo max soddisfazione puntoditermine

73 per Pareto vi sono 2 generi di ostacoli: 1) i gusti degli altri consumatori1) i gusti degli altri consumatori 2) la limitazione della quantità di merci, la non disponibilità di esse nel tempo e nello spazio2) la limitazione della quantità di merci, la non disponibilità di esse nel tempo e nello spazio > questi ostacoli limitano la variabilità del prezzo durante o prima dello scambio> questi ostacoli limitano la variabilità del prezzo durante o prima dello scambio

74 se gli ostacoli sono i GUSTI dei consumatori: ci troviamo di fronte ad una situazione che coinvolge i produttorici troviamo di fronte ad una situazione che coinvolge i produttori la collina dei gusti si trasforma in collina dei profittila collina dei gusti si trasforma in collina dei profitti > il produttore, nella sua ricerca del max profitto, tenderà a salire il più possibile sulla collina, fino a raggiungere la situazione più favorevole: il prezzo di monopolio> il produttore, nella sua ricerca del max profitto, tenderà a salire il più possibile sulla collina, fino a raggiungere la situazione più favorevole: il prezzo di monopolio

75 alla ricerca dellEQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE: per raggiungere lo stato di equilibrio economico generale si devono trovare i punti (sulle curve di indifferenza) che corrispondono, allo stesso tempo, allequilibrio dei gusti (per il consumatore) e allequilibrio degli ostacoli (per il produttore), nelle varie ipotesi dello scambio:per raggiungere lo stato di equilibrio economico generale si devono trovare i punti (sulle curve di indifferenza) che corrispondono, allo stesso tempo, allequilibrio dei gusti (per il consumatore) e allequilibrio degli ostacoli (per il produttore), nelle varie ipotesi dello scambio: in condizioni di LIBERA CONCORRENZA in condizioni di LIBERA CONCORRENZA e in condizioni di MONOPOLIO MONOPOLIO

76 riassumendo: CANTILLON imprenditore imprenditore >>> motore delleconomia abbondanza di beni abbondanza di beni >>> prezzo basso scarsità di beni scarsità di beni >>> prezzo alto abbondanza di beni abbondanza di beni >>> prezzo basso scarsità di beni scarsità di beni >>> prezzo alto RICARDO valore valore >>> rapporto nel quale si scambiano le merci fra loro valore valore >>> rapporto nel quale si scambiano le merci fra loro valore valore >>> dipende dalla qn di lavoro NASSAU S. valore valore >>> dipende dal lavoro e dalla rarità, ma anche dalla Domanda e Offerta valore valore >>> dipende dal lavoro e dalla rarità, ma anche dalla Domanda e Offerta utilità decrescente BENTHAM piacere piacere >>> unico scopo dellesistenza umana che si esprime in forma di utilità piacere piacere >>> unico scopo dellesistenza umana che si esprime in forma di utilità

77 riassumendo: BASTIAT valore valore >>> rapporto fra 2 servizi scambiati, ed eseguire un servizio per qualcuno è risparmiargli una pena (punto di vista del consumatore) valore valore >>> rapporto fra 2 servizi scambiati, ed eseguire un servizio per qualcuno è risparmiargli una pena (punto di vista del consumatore) GOSSEN utilità marginale decrescente 2 leggi 2 leggi >>> decrescenza del godimento massimo edonistico 2 leggi 2 leggi >>> decrescenza del godimento massimo edonistico JEVONS utilità utilità >>> attitudine di un bene a procurare piacere o ad evitare una pena utilità utilità >>> attitudine di un bene a procurare piacere o ad evitare una pena utilità utilità >>> non è intrinseca al bene, è lespressione di un rapporto: bene/uomo utilità utilità >>> non è intrinseca al bene, è lespressione di un rapporto: bene/uomo MENGER tavola mengeriana tavola mengeriana >>> meccanismo di tipo decisionale tavola mengeriana tavola mengeriana >>> meccanismo di tipo decisionale

78 riassumendo: BÖHM-BAWERK beni presentibeni futuri beni presenti preferiti ai beni futuri CLARK valore valore >>> come manifestazione sociale MARSHALL formazione dei prezzi formazione dei prezzi >> breve periodo lungo periodo formazione dei prezzi formazione dei prezzi >> breve periodo lungo periodo WALRAS punto di equilibrio > Domanda/Offerta

79 teoria del consumatore e della domanda

80 così come per lImprenditore, anche per il consumatore esiste un comportamento ottimizzante rivolto al raggiungimento di una posizione di equilibrio, ove egli appare soddisfatto delle scelte effettuate e non desidera mutarle, a meno che si verifichino mutamenti nelle condizioni che lhanno condotto a farle variazioni nelREDDITO del consumatore variazioni nelREDDITO del consumatore variazioni nelPREZZO dei beni variazioni nelPREZZO dei beni

81 il comportamento ottimizzante del consumatore: ovvero: il consumatore ricerca la massima soddisfazione 2 variabili tenendo conto di 2 variabili: il suoREDDITO REDDITO PREZZO il PREZZO dei beni PREZZO il PREZZO dei beni GOSSEN - legge del massimo edonistico (max profitto - max soddisfazione): attesa la possibilità di scelta fra i vari piaceri, si ottiene il massimo edonistico col godere ogni piacere in misura tale che lintensità di ogni singolo piacere sia uguale a quella di ogni altro e cioè in modo che i gradi finali di intensità dei piaceri siano tutti uguali. In una economia monetaria, ogni individuo deve ripartire le sue disponibilità monetarie tra le varie soddisfazioni che vuole procurarsi (distribuzione del reddito), in modo che la soddisfazione ottenuta da ciascuna unità di reddito speso sia uguale. Solo a questa condizione si ha il massimo teorico di soddisfazione. GOSSEN - legge del massimo edonistico (max profitto - max soddisfazione): attesa la possibilità di scelta fra i vari piaceri, si ottiene il massimo edonistico col godere ogni piacere in misura tale che lintensità di ogni singolo piacere sia uguale a quella di ogni altro e cioè in modo che i gradi finali di intensità dei piaceri siano tutti uguali. In una economia monetaria, ogni individuo deve ripartire le sue disponibilità monetarie tra le varie soddisfazioni che vuole procurarsi (distribuzione del reddito), in modo che la soddisfazione ottenuta da ciascuna unità di reddito speso sia uguale. Solo a questa condizione si ha il massimo teorico di soddisfazione.

82 la triade COMSUMATORE - BISOGNI - BENI (o SERVIZI) CONSUMATORECONSUMATOREBISOGNIBISOGNI BENIBENI caratteristica dei beni è capacità di procurare la loro capacità di procurare soddisfazioneaccrescere soddisfazione e accrescere lutilità totale lutilità totale del consumatore caratteristica dei beni è capacità di procurare la loro capacità di procurare soddisfazioneaccrescere soddisfazione e accrescere lutilità totale lutilità totale del consumatore BENI ECONOMICI utiliutiliscarsiscarsi il consumatore, nel procurarsi i beni, segue un comportamento ottimizzante: ricerca della max soddisfazione (in funzione del suo reddito e del prezzo) il consumatore, nel procurarsi i beni, segue un comportamento ottimizzante: ricerca della max soddisfazione (in funzione del suo reddito e del prezzo)

83 il comportamento ottimizzante del consumatore: UmB1 prezzo B1 UmB2 prezzo B2 …. UmBn prezzo Bn lequilibrio del consumatore (max soddisfazione) lequilibrio del consumatore (max soddisfazione) si raggiunge lutilità marginale dellultima dose di B1 (diviso il quando: lutilità marginale dellultima dose di B1 (diviso il suo prezzo), eguaglia lutilità marginale dellultima dose di B2 (diviso il suo prezzo), ……ecc

84 mutamento delle condizioni che hanno condotto alla scelta ottimizzante dei consumatori: variazioni nelprezzo dei beni variazioni nelprezzo dei beni variazioni nelreddito dei consumatori variazioni nelreddito dei consumatori beni concorrenti: effetto di sostituzione beni indipendenti:effetto di sostituzione beni indipendenti: effetto di sostituzione limitato (dipende dal peso che tali beni hanno nel paniere del consumatore) beni indipendenti:effetto di sostituzione beni indipendenti: effetto di sostituzione limitato (dipende dal peso che tali beni hanno nel paniere del consumatore) si potrà registrare un aumento o una diminuzione generalizzati nel consumo di tutti i beni, ma non nelle stesse proporzioni per beni di consumo, per beni voluttuari e per beni economici si potrà registrare un aumento o una diminuzione generalizzati nel consumo di tutti i beni, ma non nelle stesse proporzioni per beni di consumo, per beni voluttuari e per beni economici

85 il concetto di CURVA DI DOMANDA: cosè lacurvadi domanda domanda ? cosè lacurvadi domanda domanda ? a cosa serve lacurvadi domanda domanda ? a cosa serve lacurvadi domanda domanda ? è quella funzione che indica come varia la quantità domandata di un bene al variare del prezzo del bene in questione è quella funzione che indica come varia la quantità domandata di un bene al variare del prezzo del bene in questione PP qnqn P1 qn1 P2 qn2 breve periodo nel breve periodo la CdD indica allImprenditore qualè la variazione della qn di bene al variare del prezzo breve periodo nel breve periodo la CdD indica allImprenditore qualè la variazione della qn di bene al variare del prezzo per certi beni questa astrazione non è valida ! ad Es.: per oro, gioielli, abbigliamento di decremento del prezzo qualità…il decremento del prezzo fa diminuire la domanda per certi beni questa astrazione non è valida ! ad Es.: per oro, gioielli, abbigliamento di decremento del prezzo qualità…il decremento del prezzo fa diminuire la domanda la CdD viene costruita con riferimento alla collettività dei consumatori (media ponderata del comportamento di tutti i consumatori, costruita attraverso le indagini di mercato) la CdD viene costruita con riferimento alla collettività dei consumatori (media ponderata del comportamento di tutti i consumatori, costruita attraverso le indagini di mercato)

86 la CdD ha natura istantanea, col passare del tempo la sua forma e la sua posizione possono mutare: PP qnqn D D D D incremento di reddito del consumatore pubblicità altre promozioni effetto della pubblicità e altre promozioni andamento del prezzo di altri beni altri fattori che influiscono sui gusti e sul comportamento del consumatore altri fattori che influiscono sui gusti e sul comportamento del consumatore P1P1 qn1

87 la RENDITA DEL CONSUMATORE: PP qnqn D D punto di equilibrio P1 qn1 tutti i consumatori disposti ad acquistare a < P1 un prezzo < P1 NON ACQUISTERANNO tutti i consumatori disposti ad acquistare a < P1 un prezzo < P1 NON ACQUISTERANNO tutti i consumatori disposti ad acquistare > P1 a un prezzo > P1 AVRANNO UN VANTAGGIO tutti i consumatori disposti ad acquistare > P1 a un prezzo > P1 AVRANNO UN VANTAGGIO RENDITA DEL CONSUMATORE tale area misura il vantaggio (rendita) conseguito da un consumatore per il fatto che opera non isolato bensì come componente di una comunità tale area misura il vantaggio (rendita) conseguito da un consumatore per il fatto che opera non isolato bensì come componente di una comunità

88 relazione fra QUANTITA DOMANDATA e PREZZO da quanto esposto sappiamo che.. quando il prezzo diminuisce la qn domandata aumenta (e viceversa) quando il prezzo diminuisce la qn domandata aumenta (e viceversa) ma può essere necessario conoscere quale è la dimensione dellincremento di domanda provocato da una certa diminuzione di prezzo ma può essere necessario conoscere quale è la dimensione dellincremento di domanda provocato da una certa diminuzione di prezzo variazione % del prezzo e della qn domandata (elasticità della domanda rispetto al prezzo) variazione % del prezzo e della qn domandata (elasticità della domanda rispetto al prezzo)

89 variazione % del prezzo e della qn domandata (elasticità della domanda rispetto al prezzo) variazione % del prezzo e della qn domandata (elasticità della domanda rispetto al prezzo) = - {[ q : (q. 100)] : [ p : (p. 100)]} = = - {[ q : (q. 100)] : [ p : (p. 100)]} = = - [( q : q ) : ( p : p )] = = - [( q : p ). (p : q)] = - {[ q : (q. 100)] : [ p : (p. 100)]} = = - {[ q : (q. 100)] : [ p : (p. 100)]} = = - [( q : q ) : ( p : p )] = = - [( q : p ). (p : q)] il concetto di elasticità può essere applicato anche allo studio: della elasticità della qn domandata rispetto al redditodella elasticità della qn domandata rispetto al reddito della elasticità della qn domandata rispetto al prezzo di altri benidella elasticità della qn domandata rispetto al prezzo di altri beni ….ecc.….ecc.

90 3 casi di elasticità della domanda rispetto al prezzo costante: PP qnqn q1 le variazioni di prezzo non influenzano la D le variazioni di prezzo non influenzano la D PP qnqn P1 D potenzialmente infinita per P1, ogni variazione del prezzo ha effetti notevoli sulla qn domandata D potenzialmente infinita per P1, ogni variazione del prezzo ha effetti notevoli sulla qn domandata PP qnqn iperbole equilatera (p. q = a)(p = a/q)(a = costante) iperbole equilatera (p. q = a) cioè (p = a/q) dove (a = costante) il prodotto p. q è sempre costante il prodotto p. q è sempre costante la variazione % della qn è uguale (anche se di segno contrario) alla variazione % del prezzo la variazione % della qn è uguale (anche se di segno contrario) alla variazione % del prezzo

91 curva della D inelastica - curva della D elastica : PP qnqn aumento % del prezzo un aumento % del prezzo provoca una diminuzione % minore qn domandata della qn domandata aumento % del prezzo un aumento % del prezzo provoca una diminuzione % minore qn domandata della qn domandata aumento della ciò provoca un aumento della spesa del consumatore spesa del consumatore e del ricavo totale dellImprenditore (e viceversa nel caso di una diminuzione del prezzo) è questo il caso dei beni di prima necessità PP qnqn aumento % del prezzo un aumento % del prezzo provoca una diminuzione % maggiore qn domandata della qn domandata aumento % del prezzo un aumento % del prezzo provoca una diminuzione % maggiore qn domandata della qn domandata la spesa del consumatore e il ricavo dellImprenditore tenderanno a diminuire (e viceversa per diminuzioni di prezzo) è questo il caso dei beni di lusso (o voluttuari) lo studio dellelasticità della domanda è fondamentale, poiché il modo con cui varia percentualmente la qn domandata alla variazione percentuale dei prezzi indica allImprenditore la strategia da perseguire per attuare una politica dei prezzi efficace ed efficiente, dato che la spesa del consumatore (cioè, p. q) equivale al ricavo totale che lImprenditore ottiene lo studio dellelasticità della domanda è fondamentale, poiché il modo con cui varia percentualmente la qn domandata alla variazione percentuale dei prezzi indica allImprenditore la strategia da perseguire per attuare una politica dei prezzi efficace ed efficiente, dato che la spesa del consumatore (cioè, p. q) equivale al ricavo totale che lImprenditore ottiene

92 relazioni tra SPESA e REDDITO (Legge di Engel): allaumentare del reddito allaumentare del reddito del consumatore, alcuni beni tendono ad proporzionalmente maggiore essere consumati in misura proporzionalmente maggiore, e altri proporzionalmente minore in misura proporzionalmente minore spesa per tipo reddito R min R1R1R1R1 R1R1R1R1 R2R2R2R2 R2R2R2R2 alimentari casa vestiario beni voluttuari R min R1R1R1R1 R1R1R1R1 R2R2R2R2 R2R2R2R2 oltre un certo livello parte del reddito vienerisparmiata oinvestita oltre un certo livello parte del reddito vienerisparmiata oinvestita

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