La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Disturbi Specifici di Apprendimento PROF.SSA MARIA LETIZIA CAPPARUCCI 24 GENNAIO 2013 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "Francesco Filelfo" TOLENTINO.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Disturbi Specifici di Apprendimento PROF.SSA MARIA LETIZIA CAPPARUCCI 24 GENNAIO 2013 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "Francesco Filelfo" TOLENTINO."— Transcript della presentazione:

1 Disturbi Specifici di Apprendimento PROF.SSA MARIA LETIZIA CAPPARUCCI 24 GENNAIO 2013 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "Francesco Filelfo" TOLENTINO

2 Prof.ssa M. Letizia Capparucci, Pedagogista Clinico Docente di Pedagogia Generale e Speciale, Università Europea di Roma. Docente presso il Liceo delle Scienze Umane a Recanati Responsabile del settore servizi educativi del Centro per leducazione e la psicoterapia Marche: Vice Presidente Associazione Praxis di Macerata Supervisore del tirocinio Univ Macerata fino al 2012.

3 Incidenza percentuale dei tipi fondamentali di difficoltà di apprendimento scolastico – in C.Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento,Il Mulino. Tipo di difficoltàmaschifemmine Basso rendimento scolastico137 Disturbi specifici di apprendimento4,53,5 Disturbi del linguaggio1,51 Disturbi dellattenzione51,25 Ritardo mentale11 Disturbi della personalità11 Disabilità plurime0,15 Sordità e ipoacusia0,1 3

4 IV° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DISTURBO/DISABILITA PRIMARIO – SPECIFICO SECONDARIO – DERIVATO NON SPECIFICATO

5 V° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DISTURBO A - QUANTITATIVO =DEFICIT B -QUALITATIVO =DISORDINE I DISTURBI QUALITATIVI NON SONO MISURABILI SONO APPREZZABILI SONO DESCRIVIBILI SONO NARRABILI

6 D.S.A.: disturbo funzionale Disabilità di origine congenita e di natura neurobiologica IMPEDISCE a soggetti intellettivamente normodotati di AUTOMATIZZARE LETTURA, SCRITTURA E CALCOLO E QUINDI DI RENDERLI SCIOLTI,SCORREVOLI, EFFICACI DAL PUNTO DI VISTA PRESTAZIONALE

7 NOI AGIAMO ASSOLVENDO: COMPITI COGNITIVI ASSOCIATIVI: è possibile svolgerne più duno contemporaneamente (es. guidare e parlare, leggere e ascoltare musica, ecc.) perché in automatismo. RICHIEDONO: successione, automatismo, fluidità (vettori abilitativi). Lettura, scrittura e calcolo PER I soggetti DSA sono UN COMPITO COGNITIVO.

8 DISLESSIA-DISGRAFIA QUADRO SINDROMICO · SINTOMI PRIMARI DISLESSIA · SINTOMI PRIMARI DISGRAFIA · SINTOMI PRIMARI DISORTOGRAFIA · SINTOMI SECONDARI DEI DSA · SINTOMI DERIVATI · SITUAZIONI CRITICHE

9 I sintomi primari Lettura lenta, esitante. Interruzioni, inciampi, discontinuità. Progressiva perdita della fluidità. Prolungata sillabazione (frammentazione sillabica). Sostituzione di fonemi simmetrici. p-b, p-d, p-q, b-d, b-q, d-q Sostituzione di fonemi opposti. p-b, t-d, f-v, m-n, s- z, l-r, b-v Sostituzione di grafemi simili. m-n, a-o, e-c, u-v, t-d Soppressione di lettere. cielo-cilo, Roberto-Robeto Soppressione di sillabe.matita-mata Errori nei gruppi (di-trigrammi). br, gn, str, gl, fra, psi

10 I sintomi primari Aggiunta di fonemi. manchina, sedila Aggiunta di sillabe. stufa-stufato, catenina Inversione di lettere. il-li, al-la, pre-per, tra- tar Inversione di sillabe. pala-lapa, mela-lame Associazione di sillabe. correvave-loce Associazione di parole. lamela Soppressione di parole. Sostituzione di parole simili. susseguire-suggerire Invenzione di parole. Smarrimento nel cambio di riga (a-capo).

11 I sintomi primari Insufficiente comprensione del testo. Dimenticanza del testo. Stancabilità.

12 I sintomi primari 1.Tratto grafico irregolare continuità, fluenza, dimensione, spessore, ritmo, chiusura, spazio 2. Elisione grafemi finali 3- Grafemi slegati (interruzioni)s c, b r, tend a, ca vall o 4- Grafemi speculari. p, b, d, q 5. Grafemi dal basso in altol, i, s 6. Grafia discontinuariprese grafiche, ritocchi 7. Mancata chiusura di formea, o, d

13 I sintomi primari 8. Sostituzione di grafemi similia-o, a-e, e-c, m-n, t-d, s-z 9. Incompletezzem-n 10. Omissione di grafemi volpe-vope, Roberto-Robeto 11. Semplificazione di grafiestra-sta, pre-pe 12. Inversione di grafemiil-li, pra-par, psi-pis 13. Errori nei gruppi (di-trigrammi)br, gn, str, gl, fra, psi 14. Unione di parolesetivedo 15. Smarrimento nel cambio di riga (lascia spazio a sinistra) 16. Dimenticanza del testo scritto

14 I sintomi primari 17. Smarrimento nel dettato 18. Disordine sintattico 19. Stancabilità.

15 SINTOMI PRIMARI DELLA DISORTOGRAFIA 1.SOSTITUZIONE DI GRAFEMI -insonorizzazione consonanti sonore: b/p, d/t. g/c. v/f. s sonora/ sorda -sostituzione di grafemi simili: m/n, u/n, a/o, e/c -inversione coppie fonemi opposti: p/b, t/d. f/v, m/n. slz, I/r, c/k 1.SEMPLIFICAZIONE DI GRAFIE star/sa. sta. ta 1.CADUTA DI CONSONANTE Robeno/Robeto, volpe/vope 1.OMISSIONE DI LETTERE 1.INVERSIONE ORDINE GRAFEMI par/pra, con/nco, psi/pis 1.MANCATO RADDOPPIO CONSONANTI 1. MANCATA ACCENTAZIONE MANCATO APOSTROFO MANCATA ACCA 1.ALTRI ERRORI cia/ca, ci/chi, sci/ci, clq

16 DISCALCULIA: LE SPECIFICITÀ GRUPPO ETEROGENEO DI DISORDINI CHE SI MANIFESTANO COME DIFFICOLTÀ NELLESERCIZIO DI ALCUNE FUNZIONI CONNESSE AL PENSIERO MATEMATICO, QUALI: AZIONI PRE-NUMERICHE SCRITTURA DI NUMERI; INCOLONNAMENTO DI OPERAZIONI; CALCOLO ORALE; COMPRENSIONE DI TESTI DI PROBLEMI; DISTURBI GEOMETRICI; DISTURBI COMBINATI ESCLUSIONI DEFICIT LOGICI MANCATA COMPRENSIONE DEL VALORE DI POSIZIONE DELLE CIFRE MANCATA SIMBOLIZZAZIONE DEI NUMERI ECC.

17 I sintomi primari AREA PRE-NUMERICA Incertezze nella percezione della quantità al colpo docchio. Disorganizzazione spaziale (forme, posizioni, dimensioni). Lentezza negli ordinamenti seriali. Incertezze nelle corrispondenze quantitative. Incertezze nelle partizioni.

18 I sintomi primari AREA NUMERICA Errori nella scrittura di numeri (specularità, verso). Errori nella posizionatura dei numeri nella linea. Errori nella lettura/scrittura di numeri composti (inversioni) Errori nella lettura/scrittura di numeri composti e con uno o più zeri. Errori nella scrittura in cifre di numeri verbali composti (numerali) Errori nella traduzione in cifre di quantità verbali (un paio, due coppie, mezza dozzina). Errori nella comprensione dello zero nei numeri composti. Incertezze nella scrittura di numeri romani (inversioni). Incertezza nella scrittura di numeri decimali.

19 I sintomi primari AREA DEL CALCOLO CALCOLO ORALE Incertezze nellincipit del calcolo. Incertezze nel contare in ordine decrescente. Incertezze nel movimento nella linea dei numeri. Incertezze nellindividuazione delluno-di-più e uno-di-meno. Smarrimento nelle numerazioni. Incertezza nel cambio della decina (19-20, 29/30, 39/40…) Incertezze nello scorrimento dei numeri razionali (positivo- negativo). Privilegio del contare intuitivo. Errori nel contare. Errori negli schieramenti. Incertezze nel maneggio del denaro.

20 I sintomi primari AREA DEL CALCOLO CALCOLO SCRITTO Errori spaziali nellincolonnamento di operazioni. Errori nella direzione spaziale del calcolo (orizzontale-verticale). Errori nel verso spaziale del calcolo (destra-sinistra, alto-basso). Errori nella posizionatura dei riporti. Errori nella posizionatura dei prestiti. Difficoltà nel calcolo rapido in riga. Smarrimento nella tavola delle moltiplicazioni. Errori nel calcolo di addizioni e sottrazioni. Errori nella sottrazione di numeri dallo zero. Errori nella progressione del prestito con zero al minuendo.

21 I sintomi primari AREA DEL CALCOLO CALCOLO SCRITTO Mancata automatizzazione della tavola delle moltiplicazioni. Smarrimento spaziale nella esecuzione di espressioni aritmetiche. Smarrimento nella esecuzione di equivalenze. Smarrimento nella esecuzione di equazioni. Smarrimento nella gestione delle trasformazioni semiotiche (di trattamento e di conversione)

22 I sintomi primari AREA DEI PROBLEMI MATEMATICI COMPRENSIONE DEI PROBLEMI Smarrimento nel testo di problemi. Errori nella traduzione rapida di dati verbali in dati numerici (paio, coppia, dozzina, terna). Scarso isolamento dei dati inessenziali. Smarrimento nelle domande sequenziali. SOLUZIONE DEI PROBLEMI Insufficiente pianificazione del processo di risoluzione. Smarrimento esecuzione delle azioni ed operazioni. In fase procedurale smarrimento: nellapplicazione delle strategie apprese (risolvere, congetturare,…), nelle capacità espositivo-comunicative (argomentare, dimostrare,…),

23 I sintomi primari AREA DELLA RAPPRESENTAZIONE GEOMETRICA Lentezza/precipitazione nel disegno di figure geometriche. Lentezza/errori nelle composizioni di figure geometriche. Difficoltà nella rappresentazione di simmetrie. Difficoltà nelle trasformazioni geometriche. Difficoltà nella rappresentazione di rotazioni di figure.

24 I sintomi secondari (Indicatori e descrittori) DISTURBI A CARICO DI Disordini dellorganizzazione spaziale. Orientamento nello spazio, composizione di figure, allineamento (difficoltà o ricerca eccessiva), ritrovamento, allocazioni, disordine/ordine eccessivo, smarrimento o allertamento negli spazi grandi e negli ambienti nuovi, smarrimento spaziale o eccessiva puntualità organizzativa, disordini nelle sequenze spaziali. Disordini dellorganizzazione temporale. Orientamento nel tempo, rispetto degli orari e delle scadenze, percezione di ritmi e velocità, alternanza di ritmi, percezione degli intervalli e della durata, discriminazione di prima-dopo, prima di-dopo di, ieri-oggi- domani, giorni della settimana, smarrimento temporale o eccessiva puntualità organizzativa, disordini nelle sequenze temporali, ecc.

25 I sintomi secondari (Indicatori e descrittori) DISTURBI A CARICO DI Disordini del coordinamento motorio. Scoordinamento generale, esitazioni nellincipit motorio, lentezza motoria alternata a precipitazione, incerto frenaggio, disordini nella discesa delle scale e/o nellattraversamento della strada (lentezza o precipitazione), disordini nei movimenti rapidi con particolare riferimento alle situazioni prestazionali che insistono sul rapido coordinamento di dimensione, direzione e distanza, disordini nei giochi con la palla, disordini nei giochi motori di gruppo, incertezze nelle sinestesie verbo- motorie, oculo-motorie, ideo-motorie, disordini nelle sequenze motorie, nelle rotazioni motorie rapide, ecc.

26 I sintomi secondari (Indicatori e descrittori) DISTURBI A CARICO DI Disordini delle sintesi percettive. Incertezze o disordini nei coordinamenti visivo-uditivi, nella sintesi di più stimoli visivi o uditivi, nella gestione sequenziale di più stimoli visivi o uditivi, ecc., difficoltà nella percezione di ambienti affollati e dinamici (traffico, mercato, ecc.). Disordini visuo-motori (inseguimento percettivo). Incertezze nellinseguimento visivo di oggetti che si muovono o di oggetti fermi mentre si muove losservatore, disordini nella percezione in movimento da sinistra a destra, dallalto in basso, disordini nellorientamento rapido sul foglio, su mappe, su elenchi, dizionari, ecc. Disordini grafo-motori. Scoordinamento generale, esitazioni nellincipit, lentezza motoria alternata a precipitazione, incerto frenaggio, mancate chiusure, discontinuità/interruzioni, irregolarità generale, disordini nelle stringhe grafiche crociate (cambio riga, incolonnamento, ecc.).

27 I sintomi secondari (Indicatori e descrittori) DISTURBI A CARICO DI Disordini della memoria sequenziale (memoria di lavoro, memoria dordine). Disordini nellordinare in sequenza, nel tempo e nello spazio, il materiale mestico. Disordini del lavoro sinistra-destra e delle rotazioni. Incertezze o errori nel verso motorio, grafico, visivo da sinistra a destra, nella chiusura di cerchi, nella rotazione di figure, nellinversione di enunciati o frasi, nel rovesciamento dellordine sequenziale di numeri o delle lettere in parole (pane-enap), ecc. Disordini verbali. Disturbi della componente motoria del linguaggio verbale, come: esitazioni nellincipit, lentezza alternata a precipitazione, inversioni nelle parole lunghe (dialogo-diagolo), smarrimento nella ricezione di messaggi verbali lunghi, talvolta anche nella produzione, struttura frasale breve, selezione lessicale lenta, lentezza locutoria generale alternata a forme di precipitazione, incerto frenaggio.

28 I sintomi secondari (Indicatori e descrittori) DISTURBI A CARICO DI Forme di dislateralità. Condizione di dominanza laterale non ben stabilizzata: dominanza incerta, dominanza (destra o sinistra) non primaria/pura, mancinismo contrariato (o autocontrariato), dominanza con interferenze ed orientamento rovesciato, dominanza fisiologicamente in ritardo. Sofferenza alla confusione ed allaffollamento. Condizione di stanchezza, insofferenza, o nervosismo negli ambienti affollati o in presenza di confusione, talvolta con reazione di eccitazione, ipercinesia, incontrolalbilit o di tendenza a sottrarsi/defilarsi mensa scolastica, feste di compleanno, locali affollati). Sofferenza alla pressione o al rallentamento. Condizione di difficoltà ed insofferenza alle situazioni in cui è alterata la velocità esecutiva o in presenza di interazione con molte persone o molte azioni (pressione alla velocità o induzione al rallentamento). Molti indicatori sono presenti nella forme diadica.

29 SINTOMI DERIVATI DALLA DISLESSIA-DISGRAFIA- DISCALCULIA STANCABILITA - INSOFFERENZA LABILITA ATTENTIVA DISCOMPRENSIONE DEL TESTO TENDENZA ALLA PREDIZIONE/INVENZIONE FUGA DAL COMPITO RABBIA, IRRITABILITA, DEPRESSIONE DISISTIMA SENSIBILITA EMOZIONALE TACITO LOCUS OF CONTROL

30 SITUAZIONI CRITICHE LETTURA AD ALTA VOCE COPIATURA ALLA LAVAGNA SCRITTURA DA DETTATURA RICHIESTA DI ESATTEZZA FORMALE TRADUZIONI CALCOLO ORALE TABELLINE

31 Loperatore osserva i processi COSA OSSERVARE?

32 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola dellinfanzia DIFFICOLTA MOTORIE (schemi crociati) INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA DIFFICOLTÀ NEL LINGUAGGIO INADEGUATEZZA NEI GIOCHI FONOLOGICI DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE FILASTROCCHE DIFFICOLTÀ NELLA MANUALITÀ FINE GOFFAGGINE NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE SCARPE,….

33 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola primaria DIFFICOLTA MOTORIE (schemi crociati) INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE ( MESI, GIORNI, ORDINE ALFABETICO,…) DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA LENTEZZA NELLACQUISIZIONE DEL CODICE ALFABETICO E DELLA CORRISPONDENZA GRAFEMA/FONEMA SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI ERRORI FONOLOGICI NELLA FASE ALFABETICA DELLA SCRITTURA (INVERSIONI, SOSTITUZIONI, OMISSIONI, INTRUSIONI) DIFFICOLTÀ CON I DIGRAMMI E TRIGRAMMI SCARSA COMPETENZA METAFONOLOGICA DIFFICOLTÀ GRAFO-MOTORIE

34 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola primaria Lettura lenta con errori (salti di riga, ripetizione di riga, confusione tra grafemi p/b/d; a/e/o; u/n; m/n) Difficoltà di calcolo a mente entro il 10 Lentezza ed errori nella enumerazione allindietro da 20 a 0 Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche Difficoltà di attenzione

35 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola secondaria di I e II grado DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE (FATTI STORICI, SEQUENZE NARRATIVE, VERBI, DATI NEI PROBLEMI…) DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA LENTEZZA NELLA COSTRUZIONE DELLA FRASE, DEL PERIODO, DELLA SEQUENZA…ORALE E SCRITTA CONFUSIONE NELLORGANIZZAZIONE DELLA FRASE, DEL PERIODO, DELLA SEQUENZA…ORALE E SCRITTA SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI ERRORI FONOLOGICI DELLA SCRITTURA (INVERSIONI, SOSTITUZIONI, OMISSIONI, INTRUSIONI) DIFFICOLTÀ CON I DIGRAMMI E TRIGRAMMI SCARSA COMPETENZA METAFONOLOGICA

36 Dallidentificazione alla diagnosi diagnosi SPECIALISTA SCUOLA formazione FAMIGLIA osservazione sistematica monitoraggio processo apprendimento screening

37 Chi fa che cosa

38 CHI FA CHE COSA dalle Linee guida

39 CHI FA CHE COSA Gli Uffici Scolastici Regionali AZIONI PER LA MESSA A SISTEMA….

40 CHI FA CHE COSA Gli Uffici Scolastici Regionali AZIONI PER LA MESSA A SISTEMA ….

41 CHI FA CHE COSA Il Dirigente Scolastico è … 1. Garantisce il raccordo di tutti i soggetti che operano nella scuola con le realtà territoriali. 2.Stimola e promuove ogni utile iniziativa finalizzata a rendere operative le indicazioni condivise con organi collegiali e famiglie. Per prima cosa: attiva interventi preventivi

42 CHI FA CHE COSA Il Dirigente Scolastico …

43 CHI FA CHE COSA Il Referente di Istituto…

44 CHI FA CHE COSA Il Referente di Istituto inoltre… … promuove lo sviluppo delle competenze dei docenti … è attento ad evitare forme di delega e deresponsabilizzazione … sostiene la presa in carico del caso da parte del consiglio di classe La nomina non è obbligo formale ma può essere formalizzata al pari delle funzioni strumentali

45 CHI FA CHE COSA Ciascun Docente … … non deve adagiarsi sul fatto che è presente il referente DSA dIstituto ma partecipare attivamente alle scelte di mediazione didattica … è tenuto a possedere strumenti di conoscenza e competenza necessari per lintervento sui DSA.

46 Cosa può fare loperatore accogliere realmente la diversità, studiarla, comunicare serenamente con il bambino e dimostrargli comprensione parlare al gruppo e non nascondere il problema (un modo suggerito può essere quello di chiedere ad ogni bambino del gruppo di esporre ai compagni una loro difficoltà) spiegare al gruppo il perché del diverso trattamento che viene riservato in varie occasioni ai dislessici utilizzare le risorse dei compagni del gruppo assegnando ad esempio un Tutor al bambino dislessico

47 Cosa può fare loperatore mettere in evidenza le altre capacità che possiede concedergli molta attenzione e infondergli fiducia non metterlo in imbarazzo davanti al gruppo non confrontare i suoi risultati con quelli dei compagni se necessari usare sussidi e supporti didattici come cassette video audio, cd rom, computer collaborare attivamente con i colleghi comunicare sistematicamente con i genitori

48 Cosa può fare loperatore comunicare e interagire con i servizi asl o in generale con gli specialisti (tramite genitori) riguardo la scuola dellinfanzia, del primo anno e del primo biennio di scuola primaria: conoscere le tappe di acquisizioni della scrittura e della lettura e sapere condurre il lavoro abilitativo riguardo la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado: riconoscere le tipologie degli errori ortografici, saper fare un bilancio della lettura nella propria classe, fare un lavoro metacognitivo sulla lettura, lavorare sulle abilità di studio. valutare tenendo conto dei punti di partenza. Conoscere IL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP)

49 IL PDP 1. È uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese 2. RACCOGLIE la documentazione dei percorsi didattici previsti per il soggetto DSA 3.DEVE CONTENERE: - le attività di recupero individualizzato, - le modalità didattiche personalizzate, - gli strumenti compensativi - le misure dispensative - le modalità delle prove e delle verifiche in corso danno o a fine Ciclo esplicitate e formalizzate, dalle istituzioni scolastiche.

50 IL PDP 4. VA ARTICOLATO secondo le seguenti VOCI: - dati anagrafici dellalunno; - tipologia di disturbo; - attività didattiche individualizzate; - attività didattiche personalizzate; - strumenti compensativi utilizzati; - misure dispensative adottate; - forme di verifica e valutazione personalizzate; - Tipo di impegno della famiglia per lo studio assistito 4. VA COMPILATO ENTRO il primo trimestre scolastico.

51 NEL RAGAZZO FATTORI RINFORZANTI _ visione di se come risorsa _ ridotta compromissione degli apprendimenti _ interessi extra-scolastici _ riconoscimento da parte dei compagni FATTORI INDEBOLENTI _ svalorizzazione di se _ mancanza di autostima _ sentimento di estraneita al gruppo _ svalutazione dei consigli

52 NELLA FAMIGLIA FATTORI RINFORZANTI _ condivisione delle difficolta e aiuto _ comprensione della natura complessa dei bisogni _ consapevolezza delle proprie proiezioni FATTORI INDEBOLENTI _ eccessivo investimento sul ragazzo _ elevata intrusivita e iperprotettivita _ mancata percezione del peso scolastico e sociale del disturbo

53 NELLA SCUOLA FATTORI RINFORZANTI _ programmazione e interventi condivisi dal c.d.c. _ rapporti di collaborazione con i servizi sanitari e con la Famiglia _ riconoscimento degli aspetti emotivi del disturbo

54 NELLA SCUOLA FATTORI INDEBOLENTI _ non conoscenza del dsa da parte di alcuni docenti _ enfatizzazione dellapprendimento _ non attribuzione delle difficolta al disturbo _ obiettivi troppo elevati _ sottovalutazione degli aspetti emotivi _ mancato passaggio di informazioni continuativo nel c.d.c.

55 NEI SERVIZI FATTORI RINFORZANTI _ ascolto del disagio _ collaborazione con la famiglia e con la scuola _ ricognizione delle risorse presenti e utilizzabili

56 GRAZIE PER LA VOSTRA PARTECIPAZIONE !


Scaricare ppt "Disturbi Specifici di Apprendimento PROF.SSA MARIA LETIZIA CAPPARUCCI 24 GENNAIO 2013 ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE "Francesco Filelfo" TOLENTINO."

Presentazioni simili


Annunci Google