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Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischioing. Domenico Mannelli wwww wwww wwww.... mmmm aaaa nnnn nnnn eeee llll llll iiii....

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1 Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischioing. Domenico Mannelli wwww wwww wwww.... mmmm aaaa nnnn nnnn eeee llll llll iiii.... iiii nnnn ffff oooo

2 2009 2/69 INTERVENTI CONSEGUENTI ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO PREVENZIONE PROTEZIONE

3 2009 3/69 INTERVENTI TECNICI DI PREVENZIONE SEPARAZIONE DELLE PARTI PERICOLOSE (rumore, agenti chimici, radiazioni ionizzanti e non, agenti biologici, macchine, attrezzature) SEPARAZIONE DELLAREA (rumore, agenti chimici, radiazioni ionizzanti e non, agenti biologici, incendio) LAVORAZIONI A CICLO CHIUSO (agenti chimici, agenti biologici, agenti cancerogeni) LIMITAZIONI DUSO (rumore, agenti chimici, radiazioni ionizzanti e non, agenti biologici) MODIFICA MACCHINE/ IMPIANTI (protezione delle parti pericolose, rumore, agenti chimici, rad. ionizzanti e non, agenti biologici) CATTURA DI INQUINANTI (agenti chimici, agenti biologici) RILEVATORI/ SEGNALATORI (agenti chimici, radiazioni ionizzanti e non, incendio) DI CONTENIMENTO

4 2009 4/69 INTERVENTI TECNICI DI PREVENZIONE NUOVE LAVORAZIONI obblighi dei progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori RIPROGETTAZIONE IMPIANTI RIPROGETTAZIONE STRUTTURE SCELTA NUOVE ATTREZZATURE SCELTA NUOVE MACCHINE SCELTA NUOVE SOSTANZE SOSTITUZIONE DI MATERIALI RIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO AUTOMAZIONE LAVORAZIONI ESISTENTI INTERVENTI DI MODIFICA DELLE VARIABILI DEL SISTEMA

5 2009 5/69 INTERVENTI DI PROTEZIONE IMPIANTI ANTINCENDIO ATTREZZATURE DI EMERGENEZA PROGETTAZIONE STRUTTURE IMPIANTI ESTRAZIONE SISTEMI DI ESPULSIONE DI INQUINANTI SEPARAZIONE/COMPARTIMENTAZIONE DI AREE PERICOLOSE SEGNALETICA DI SICUREZZA PROCEDURE DI EMERGENZA COLLETTIVA

6 2009 6/69 INTERVENTI DI PROTEZIONE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PERSONALE MISURE SANITARIE PERIODICHE MISURE SANITARIE DI EMERGENZA PERSONALE

7 2009 7/69 INTERVENTI INFORMATIVI DI PREVENZIONE PROCEDURE DI LAVORO INFORMAZIONE/ FORMAZIONE ETICHETTATURA SCHEDE DI SICUREZZA SEGNALETICA

8 2009 8/69 Che cosa è una procedura? E una formalizzazione scritta del normale operare Come deve essere stilata? Non esiste un modello standard Quando deve essere redatta? Quando la valutazone del rischio ne indica la necessità

9 2009 9/69 Procedure utili 1)gestionali o generali: regolamentazione degli accessi in azienda in funzione della sicurezza; formazione – informazione alle ditte appaltatrici sui rischi presenti in ditta; verifica delle materie prime acquistate; gestione emergenze, incidenti e infortuni; verifica della qualità dei fornitori; ecc.

10 /69 2) operative specifiche: si riferiscono ad attività specifiche sono strettamente connesse con gli interventi di Formazione scaturiscono dal modo di operare nella singola mansione o lavorazione. Procedure utili

11 /69 PRINCIPI GENERALI - Evitare di fare procedure per tutto e per tutti - Non esistono una procedura di sicurezza ed una procedura operativa, bensì esistono solo procedure sicure (che contemplano quindi entrambi gli aspetti). Ovvero: la sicurezza non deve essere considerata come un corpo estraneo disgiunto dalla produzione!

12 /69 ELEMENTI FONDAMENTALI DI UNA PROCEDURA DI SICUREZZA identifica: - area di lavoro ed operazione da svolgere (modalità e sequenze operative) - strumenti di lavoro con cui operare - principali rischi connessi dellattività da effettuare - misure tecniche, organizzative e procedurali da adottare - DPI da usare

13 /69 Esempi di PROCEDURE DA CONSIDERARSI IMPORTANTI - EMERGENZA (lunica obbligatoria per legge) - APPALTI (comprese per manutenzioni) - ACQUISTI (macchine, impianti, materie prime) - ANALISI INFORTUNI/INCIDENTI/M.P. - FORMAZIONE NUOVI ADDETTI - MANUTENZIONE ordinaria e straordinaria

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15 /69 Il primo soccorso è laiuto dato al soggetto infortunato o malato, da personale non sanitario, in attesa dellintervento specializzato Primo soccorso o pronto soccorso?

16 /69 Articolo 45 - Primo soccorso 1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dellazienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati

17 /69 Obiettivi: attivare in modo corretto il 118 protezione della persona coinvolta controllo dellincidente evitare o contenere i danni ambientali realizzazione di un primo soccorso in attesa dellarrivo di personale qualificato Lorganizzazione del primo soccorso

18 / Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 27 MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 15 luglio 2003, n. 388 Regolamento recante disposizioni al pronto soccorso aziendale, in attuazione dellarticolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. Classificazione delle aziende 1.Le aziende sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero di lavoratori e dei fattori di rischio, in tre gruppi. Gruppo A: I) Aziende soggette a normative specifiche: aziende a rischio di incidente rilevante (D.Lgs. 334/99), centrali termoelettriche, laboratori e impianti nucleari (D.Lgs. 230/95), aziende estrattive/minerarie (D.Lgs. 623/96), lavori in sotterraneo (D.Lgs. 320/56), aziende per fabbricazione esplosivi, polveri e munizioni. II)Aziende con più di 5 addetti, con gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4 (desumibile dalle statistiche INAIL aggiornate al di ogni anno). III)Aziende del comparto agricoltura, che occupano più di 5 addetti a tempo indeterminato. Gruppo B: Aziende con 3 o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Gruppo C: Aziende con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

19 /69 I successivi obblighi dipendono dal gruppo in cui si colloca lAzienda: GRUPPO AGRUPPO BGRUPPO C Presidi di Primo Soccorso Cassetta di Primo Soccorso Pacchetto di medicazione Durata del corso di formazione per Addetti al Primo Soccorso 16 ore12 ore I contenuti della cassetta di primo soccorso e del pacchetto di medicazione, nonché dei corsi di formazione da effettuare, sono dettagliati allinterno dello stesso Decreto. I corsi di formazione devono essere tenuti da personale medico in collaborazione, ove possibile, con il Servizio di Emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. I corsi andranno infine ripetuti con cadenza almeno triennale, almeno per quanto attiene le capacità di intervento pratico. Le aziende che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati (diversi dalla sede), hanno lobbligo di fornire il pacchetto di medicazione e un mezzo di comunicazione che permetta di contattare lazienda per attivare il Sistema Sanitario Nazionale in caso demergenza. Rimane lobbligo, per tutte le Aziende, di definire gli adempimenti derivanti dal nuovo Decreto in collaborazione con il Medico Competente.

20 /69 Codici di Tariffa INAIL Inabilità permanente 1100 lavorazioni meccanico-agricole 10, mattazione e macellaz. / pesca 6, produzione di alimenti 3, chimica, plastica e gomma 2, carta e poligrafia 2, pelli e cuoi 2, costruzioni edili 8, costruzioni idrauliche 9, strade e ferrovie 7, linee e condotte urbane 9, fondazioni speciali 12, impianti 5, energia elettrica 2, comunicazioni 2, gasdotti e oleodotti 2, impianti acqua e vapore 4, prima lavorazione legname 7, falegnameria e restauro 7, materiali affini al legno 5, metallurgia 5,74 Codici di Tariffa INAIL Inabilità permanente 6200 metalmeccanica4, macchine3, mezzi di trasporto3, strumenti e apparecchi1, geologia e mineraria8, lavorazione delle rocce6, lavorazione del vetro4, lavorazioni tessili2, confezioni1, trasporti4, facchinaggio15, magazzini3, attività commerciali2, turismo e ristorazione2, sanità e servizi sociali1, pulizie e nettezza urbana5, cinema e spettacoli2, istruzione e ricerca1, uffici e altre attività0,72 (*) per mille addetti – media ultimotriennio disp. TAB I - Indici di frequenza dinfortunio in Italia per gruppo di tariffa INAIL(*). Tipo di conseguenza: inabilità permanente

21 /69 NOTIFICA GRUPPO A Il datore di lavoro, sentito il medico competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda od unita' produttiva e, solo nel caso appartenga al gruppo A, la comunica all'Azienda Unita' Sanitaria Locale competente sul territorio in cui si svolge l'attività lavorativa, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso.

22 /69 Scopo della SORVEGLIANZA SANITARIA Gli insegnamenti essenziali restano quelli che nella seconda metà del 1700 ha trasmesso agli odierni "medici del lavoro" quel grande studioso e maestro delle "malattie dei lavoratori" che fu il filosofo e medico Bernardino Ramazzini Attualmente,la prevenzione si basa sulla triplice osservazione che la distribuzione delle malattie è ineguale e che tale ineguaglianza non è casuale,essendoci differenti fattori di rischio e diversi gruppi di soggetti a rischio. In generale si possono individuare tre forme di prevenzione: -la prevenzione primaria che si basa sulla lotta alle cause del danno,ovvero scoprire un rischio ed eliminarlo prima che si trasformi in danno; -la prevenzione secondaria la quale mette in atto le misure che,attraverso una diagnosi precoce e una opportuna terapia,limitino al massimo il danno,ovvero il rischio si è già trasformato in danno e quindi si tratta di scoprire una malattia in fase iniziale e curarla in tempo; -la prevenzione terziaria che tende ad impedire i decorsi più sfavorevoli,le complicanze e i postumi permanenti.

23 /69 PREVENZIONE PRIMARIA Insieme di azioni-interventi per la riduzione dei rischi negli ambienti di lavoro INTERVENTI ALLA SORGENTE INTERVENTI SULLA PROPAGAZIONE INTERVENTI SULLUOMO ELIMINAZIONE SOSTANZA NOCIVA MODIFICA PROCESSO PRODUTTIVO MODIFICA IMPIANTO MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO MANUTENZIONE PULIZIA CONTROLLO RITMI PRODUTTIVI ASPIRAZIONE LOCALIZZATA VENTILAZIONE GENERALE MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVID. ASPIRAZIONE LOCALIZZATA MODIFICA ORGANIZZ. LAVORO SPAZIO LAY-OUT RIDUZIONE TEMPO ESPOSIZIONE INFORMAZIONE

24 /69 PREVENZIONE SECONDARIA Ricerca di alterazioni precoci negli organi, prima che si manifesti la malattia SORVEGLIANZA SANITARIA Per gli esposti a fattori di rischio professionali -Accertamenti Sanitari Preventivi: prima dell assunzione per il rilascio dell idoneità -Accertamenti Sanitari Periodici: per la verifica e il controllo dello stato di salute

25 /69 SORVEGLIANZA SANITARIA E obbligatoria quando il lavoratore è esposto a particolari rischi, o addetto a determinate mansioni, per cui la legge prevede espressamente tale obbligo. Situazioni più comuni: 1)Attività che espongono a polveri silicee 2)Attività che espongono ad amianto 3)Attività che espongono a rumore 4)Attività che espongono a rischi biologici, sostanze chimiche, sostanze cancerogene, movimentazione manuale di carichi o lavori al videoterminale 5)Attività che espongono a radiazioni ionizzanti 6)Attività che espongono a vibrazioni.

26 /69 Sorveglianza sanitaria La l. 25/55: lassunzione dellapprendista deve essere preceduta da visita sanitaria per accertare che le sue condizioni fisiche ne consentano loccupazione nel lavoro per il quale deve essere assunto L.977/67 – Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti – visite mediche preventive e periodiche fino a 18 anni da parte del medico competente (se è stato nominato) ovvero da parte dellASL DPR n. 479/75: lavori in risaia, diserbo canali, maturazione artificiale di frutta e ortaggi, preparazione e manipolazione pesticidi

27 /69 Sorveglianza sanitaria a giudizio del MC Anche in caso di rischi per i quali non ricorre uno stretto obbligo di sorveglianza sanitaria, ove esistano condizioni di rischio residuo evidenti, attestate nel documento di valutazione dei rischi, e confortate dal giudizio del medico competente nello stesso documento, può attivare la sorveglianza sanitaria quale misura generale di prevenzione prevista dallart.15.

28 /69 Sorveglianza sanitaria Art.3 - DM 8/6/1938 : LOrgano di vigilanza può prescrivere al datore di lavoro, lobbligo di sottoporre a visita medica, ad intervalli non inferiori a 6 mesi, le donne minorenni e i fanciulli adibiti al trasporto di pesi, i limiti dei quali, in caso di sollevamento e trasporto sono fissati dallart.11 della legge 26/4/1934 n modificati dalla legge 977/634 nei seguenti termini: a) per i fanciulli minori di 15 anni : 10 Kg per i maschi e 5 per le femmine (ma con lestensione dellobbligo scolastico non si dovrebbe più porre il problema) b) per gli adolescenti (minori di 18 anni): 20 kg per i maschi e 15 Kg per le femmine C)o addetti a lavori che importino prolungate ed incomode posizioni od intenso sforzo muscolare, quando ritenga che queste occupazioni possano esser pregiudizievoli allo sviluppo fisico dei suindicati lavoratori

29 /69 Lavoratrici madri.Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 Durante la gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto sono vietati i lavori e le mansioni di cui allallegato I della legge 977/67 indipendentemente dallentità del rischio ed integrato con le attività che espongono ad agenti chimici pericolosi ai sensi dellart.72-ter 626/94, nonché quelli che espongono alle malattie prof.li tabellate

30 /69 Fattori di rischio individuati dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 Allegato A:elenco dei lavori faticosi, pericolosi e insalubri vietati Esempi Trasporto e sollevamento pesi Lavori vietati ai minori di 18 anni Lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dellorario o che obbligano ad una posizione particolarmente affaticante Lavori a bordo di ogni mezzo di comunicazione in moto

31 /69 Allegato B (lavori vietati, indipendentemente dallesposizione) Agenti fisici Agenti biologici Agenti chimici

32 /69 Lavori Vietati Per i Minori Ai Sensi Del D.Lgs 345/99 (Modificato Dal D.Lgs 262/00 ) I. Mansioni che espongono ai seguenti agenti: 1. Agenti fisici 2. Agenti biologici: 3. Agenti chimici: II. Processi e lavori tabellati Es: 7) Lavori comportanti rischi di crolli e allestimento e smontaggio delle armature esterne alle costruzioni 37) Lavori nelle macellerie che comportano l'uso di utensili taglienti, seghe e macchine per tritare

33 /69 Tutela invalidi il datore di lavoro, cui sia stato obbligatoriamente avviato al lavoro un invalido, ha «lobbligo di assegnare al lavoratore mansioni compatibili con linvalidità e, nel contempo, ha lobbligo di garantire lintegrità fisica dellinvalido stesso e lincolumità degli altri lavoratori».

34 /69 SENTENZA N DELLA CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZIONE LAVORO …. laccertamento previsto dallart.16 lettera b del D.Lgs 626/94, disposto dal datore di lavoro a mezzo di un medico dipendente della stessa azienda (e diretto a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore invalido è destinato, ai fini della valutazione della sua idoneità ad una mansione specifica) può essere effettuato anche prima dellassunzione del lavoratore stesso; ed il datore, nel comunicare al lavoratore la predisposizione dellaccertamento, non ha lobbligo di comunicargli contestualmente la mansione specifica in relazione alla quale la sua idoneità è da valutare. Dalle precedenti osservazioni discende che il rifiuto, da parte del lavoratore, di sottoporsi alla visita in tal senso predisposta dal datore, è illegittimo"

35 /69 Giudizio di idoneità Il giudizio di idoneità alla mansione specifica deve concludere sempre una visita medica lavorativa, preventiva o periodica. Il lavoratore può essere giudicato: - IDONEO - IDONEO CON PRESCRIZIONI - TEMPORANEAMENTE NON IDONEO - NON IDONEO In caso di giudizio di inidoneità parziale o temporanea o totale si può presentare ricorso, entro 30 gg., allo AUSL territorialmente competente sul luogo di lavoro (art. 17 D.Lgs. 626/94), che deciderà in merito alla conferma, alla revoca o alla modifica del giudizio del Medico Competente.

36 /69 Accertamenti sanitari illegittimi lart. 5 l. 20 maggio 1970, n. 300 (accertamenti sanitari), tutela la libertà e la dignità del lavoratore, evitando che gli imprenditori possano ricorrere ad accertamenti sanitari diretti, per mezzo di medici di loro fiducia, per soddisfare interessi estranei alla verifica dello stato di salute o di idoneità fisica dei lavoratori, con conseguente offesa alla dignità di costoro e talvolta lesione della certezza del rapporto di lavoro

37 /69 52 Dispositivi di Protezione Individuale: definizione Si intende per dispositivo di protezione individualequalsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo Si intende per dispositivo di protezione individualequalsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo Articolo 74 - Definizioni

38 /69 54 I dispositivi di protezione individuale vengono forniti dal datore di lavoro che addestrerà alluso degli stessi i propri dipendenti. Gli occhiali a tenuta per agenti chimici. I guanti per proteggere la pelle.

39 /69 CARATTERISTICHE DEGLI INDUMENTI E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Alcuni dispositivi di protezione potendo diventare veicoli di contagio, debbono essere strettamente personali e non possono essere scambiati, prestati o riciclati tra gli operatori che li utilizzano

40 /69 SCELTA DPI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Eliminare quando possibile il Rischio alla fonte Requisiti: Applicazione del D.Lgs. 475/92 D.M Adeguati ai rischi specifici ed alle condizioni di lavoro Tener conto dell'ergonomia e della salute Aggiornati, ben tenuti, sempre disponibili PROTEZIONE DI: ED ANCHE IN CASO DI: TESTA UDITO OCCHI E VISO MANI, BRACCIA E TRONCO PIEDI E GAMBE EPIDERMIDE VIE RESPIRATORIE INTEMPERIE SCARSA VISIBILITA'

41 /69 DLgs 475/92 Dispositivi di Protezione Individuale Devono essere marcati CE Devono rispondere ai requisiti essenziali di sicurezza (All. II) Suddivisione in tre categorie Stabilisce le procedure per la marcatura (attestato di certificazione, dichiarazione di conformità) Obbligo della nota informativa

42 /69 DLgs 475/92 Dispositivi di Protezione Individuale PRIMA CATEGORIA DPI di semplice progettazione a salvaguardia di rischi di lieve entità (azioni lesive superficiali, contatti a T< 50°C, fenomeni atmosferici, raggi solari) TERZA CATEGORIA DPI di progettazione complessa a salvaguardia da rischi di morte o lesioni permanenti (DPI protezione contro aerosol e gas, DPI isolanti, T< - 50°C, DPI per tensioni elettriche, DPI contro le cadute, etc) SECONDA CATEGORIA Gli altri DPI che non rientrano nella 1a o 3a categoria

43 /69 Contratto dappalto (art cod. Civ.) Vediamo come può essere schematizzato il contratto dappalto: Contratto dappalto Contratto dappalto Imprenditore Appaltatore Imprenditore Appaltatore Committente appaltante Committente appaltante Corrispettivo pattuito Corrispettivo pattuito Opera Servizio Opera Servizio Mezzi Organizzazione Rischio: - economico - penale

44 /69 Contratto dopera (art cod. Civ.) Vediamo come può essere schematizzato il contratto dopera: Contratto dopera Contratto dopera Lavoratore Autonomo Lavoratore Autonomo Committente Corrispettivo pattuito Corrispettivo pattuito Opera Servizio Opera Servizio Lavoro autonomo senza vincolo di subordinazione

45 /69 APPALTO PROMISCUO Nellappalto promiscuo i dipendenti della ditta appaltatrice per poter eseguire la propria prestazione lavorativa devono lavorare in un contesto di unita spazio- temporale con l'attività lavorativa svolta dai dipendenti del committente, insistendo negli stessi luoghi ed ambienti ed avendo o potendo condividere spazi, accesso alle fonti di energia ed agli impianti tecnologici presenti nellambiente. Si definisce Appalto promiscuo lappalto di opere o servizi che saranno effettuati allinterno di una struttura del committente, caratterizzata dalla simultanea attività lavorativa di: Dipendenti del datore di lavoro committente; Dipendenti della ditta appaltatrice. CONTRATTO DI APPALTO O CONTRATTO DOPERA-3 (ART.7)

46 /69 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione IL DATORE DI LAVORO FORNISCE ALLE IMPRESE APPALTATRICI O LAV. AUTONOMI INFORMAZIONI SUI RISCHI SPECIFICI E SULLE MISURE DI PREVENZIONE ADOTTATE IN CASO DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI A IMPRESE APPALTATRICI O A LAVORATORI AUTONOMI a) Verifica lidoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto dopera o di somministrazione attraverso le seguenti modalità: 1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione dellautocertificazione dellimpresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale

47 /69 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione I DATORI DI LAVORO Coordinano interventi di Prevenzione informandosi reciprocamente IN CASO DI AFFIDAMENTO DEI LAVORI A più IMPRESE APPALTATRICI O A LAVORATORI AUTONOMI Cooperano tra loro nellattuazione delle misure di Prevenzione (ART.7 Comma III) Il coordinamento promosso dal datore di lavoro committente non si estende ai rischi specifici delle Imprese appaltatrici

48 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, limprenditore committente risponde in solido con lappaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dallappaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dellIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dellIstituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dellattività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici /69

49 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione 5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dellarticolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto /69

50 Articolo 26 - Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o di somministrazione 6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale /69

51 /69 Giurisprudenza Obbligo di NON ingerenza del Committente … ferma la responsabilità dellappaltatore, è ravvisabile la responsabilità concorrente del Committente che si sia ingerito concretamente nellesecuzione dei lavori, riducendo, in tal modo, lautonomia dellappaltatore Cassazione Penale (sez. IV, n. 9322) Costituiscono indici di ingerenza nellattività dellappaltatore: * Emanare direttamente ordini ed istruzioni circa lesecuzione dellopera o del servizio al personale dellappaltatore; * fissare tempi e modi della prestazione lavorativa dei dipendenti nello stesso; * imporre allappaltatore modalità di esecuzione dellopera o del servizio che dovrebbero essere da questultimo autonomamente stabilite in ragione della sua attività professionale; * concedere in uso allappaltatore impianti e mezzi per lesecuzione dellopera o del servizio.

52 /69 CONTRATTO DI APPALTO Si considera adeguata linformazione sui rischi se sono state fornite informazioni in ordine a tutti gli 8 punti qui di seguito indicati: attività lavorative che si svolgono nella zona o reparto o area oggetto dellintervento della Ditta appaltatrice; segnalazione di eventuali impianti pericolosi che devono essere assolutamente eserciti durante i lavori; segnalazione del rischio di esplosione o incendio, se presente (descrivendo i mezzi di estinzione e la loro posizione, allegando la planimetria delle zone a rischio, le vie di esodo, etc.); eventuali zone, materiali o impianti per i quali devono essere adottati sistemi e misure di protezione particolari; eventuali zone ad accesso controllato, per accedere alle quali è necessaria una formale autorizzazione da parte del Committente;

53 INDIVIDUAZIONE RISCHI INTERFERENTI Raccolta dati Identificazione sovrapposizioni temporali delle attività negli ambienti di lavoro Identificazione rischi potenzialmente interferenti derivanti dal COMMITTENTE Identificazione rischi potenzialmente interferenti causati dagli APPALTATORI Cè compresenza ? Rischio interferente Rischio NON interferente Rischio permane in assenza di chi lo determina ed il luogo è accessibile ad altre aziende? SI NO 53/

54 Da ricordare………. Lobbligo del DUVRI è delegabile (art. 18 comma 1 1. il datore di lavoro.. e i dirigenti… devono elaborare documento cui allart. 26,comma 3) Il DUVRI deve essere allegato anche ai contratti di appalto o dopera stipulati prima del 25 agosto 2007 e in corso al 31 dicembre 2008 Lobbligo di redigere il DUVRI non sostituisce lobbligo di redigere il DVR Allegato al contratto: allegazione a qualsiasi documento riconducibile al contratto (ordine; prezziari, etc.) 54/

55 In caso di appalti successivi …………….. Con il contratto allappaltatore C il DL committente consegna il DUVRI ediz. 2 ad A-B- C o solo a C ? 55/69 Ambiente di lavoro COMMITTENTE Rischi per i dipendenti Rischi appaltatore A Rischi appaltatore C Rischi appaltatore B 2009

56 Determinazione dellAutorità di vigilanza sui contratti pubblici Sono esclusi dal DUVRI: Le mere forniture senza posa in opera, installazione e montaggio, salvo i casi in cui siano necessarie procedure che interferiscono con la fornitura. I servizi per cui non cè esecuzione in luoghi nella giuridica disponibilità del datore di lavoro committente. I servizi di natura intellettuale, per esempio progettazione, direzione lavori, collaudi ecc., anche effettuati presso la stazione appaltante (es. progettazione, installazione e collaudo software) /69

57 /69 ATTIVITÀ DI FORMAZIONE ATTIVITA' DI FORMAZIONE FORMAZIONE dei Rappresentanti per la sicurezza FORMAZIONE dei lavoratori dispositivi di protezione individuale uso delle attrezzature di lavoro protezione da agenti patogeni movimentazione manuale dei carichi protezione da agenti cancerogeni uso dei videoterminali FORMAZIONE del SPP FORMAZIONE Degli addetti alle emergenze

58 /69 INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI IL DDL DEVE INFORMARE CIASCUN LAVORATORE SU: IL DDL, IL DIRIGENTE E I PREPOSTI DEVONO FORMARE CIASCUN LAVORATORE: RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE CONNESSI CON LATTIVITA MISURE E ATTIVITA DI PROTEZIONE E PREVENZIONE RISCHI SPECIFICI, NORME E DISPOSIZIONI AZIENDALI RESPONSABILE SPP E MEDICO COMPETENTE SOSTANZE PERICOLOSE ANTINCENDIO, EVACUAZIONE, PRONTO SOCCORSO LAVORATORI INCARICATI DELLE PROCEDURE DI EMERGENZA DURANTE ORARIO DI LAVOROIN MODO PERIODICO -Allassunzione -Cambio mansione -Cambio attrezz., tecnol., sostanze IN MODO PARTICOLARE PER IL RAPPR. PER LA SICUR. IN MODO MIRATO GLI ADDETTI ALLANTINCENDIO, ECC.

59 /69 22 INFORMAZIONE DEI LAVORATORI. Per informazione si intende lattività di trasferimento a tutti i soggetti interessati di dati e notizie di carattere normativo, procedurale e tecnico, utili al compimento dellintero processo di prevenzione previsto dal decreto n. 626/94. I mezzi di informazione sono molteplici, ad esempio: 1)avvisi in bacheca; 2)opuscoli informativi di agevole consultazione da parte dei lavoratori; 3)proiezione di videocassette; 4)riunioni illustrative.

60 /69 FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO. ART Il datore di lavoro si assicura che: a)i lavoratori incaricati di usare le attrezzature di lavoro ricevono una formazione adeguata sulluso delle attrezzature di lavoro; b)i lavoratori incaricati delluso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui allart. 35, comma 5, ricevono un addestramento adeguato e specifico che li metta in grado di usare tali attrezzature in modo idoneo e sicuro anche in relazione ai rischi causati ad altre persone.(comma 5 Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro si assicura che: a)luso dellattrezzatura di lavoro è riservato a lavoratori alluopo incaricati; b)in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, il lavoratore interessato è qualificato in maniera specifica per svolgere tali compiti.)

61 /69 28 FORMAZIONE DEI LAVORATORI. I lavoratori incaricati dellattività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque di gestione dellemergenza devono essere adeguatamente formati. La formazione deve essere sufficiente (=completa), adeguata, documentata e deve essere effettivamente recepita (Corte di Cassazione , che sottolinea lesigenza della verifica dellapprendimento).

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63 /69 44 OGNI QUANTO TEMPO GLI ADDETTI ALLANTINCENDIO DEVONO PARTECIPARE AL CORSO DI AGGIORNAMENTO ? Il D.M (che ha fissato i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro) non prevede per gli addetti antincendio uneffettuazione periodica del corso di formazione. È solo stabilito s che la formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione allevoluzione dei rischi ovvero allinsorgenza di nuovi rischi.

64 Formazione preposti 7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, unadeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono: a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; b) definizione e individuazione dei fattori di rischio; c) valutazione dei rischi; d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione /69

65 /69 Formazione SPP Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Atto n. 2407). G.U. del 14/2/2006 n.37

66 /69 Le Regioni e Province Autonome convengono quanto segue Per gli RSPP appartenenti al raggruppamento dei macrosettori ATECO e 7 laggiornamento quinquennale è da intendersi pari a 60 ore complessive, anche qualora lincarico sia riferito a più di uno di tali macrosettori. Il monte ore complessivo di aggiornamento può essere distribuito nel quinquennio Per RSPP appartenenti al raggruppamento dei macrosettori ATECO e 9 laggiornamento quinquennale è da intendersi pari a 40 ore complessive, anche qualora lincarico sia riferito a più di uno di tali macrosettori. Il monte ore complessivo di aggiornamento può essere distribuito nel quinquennio Nel caso di esercizio della funzione di RSPP in macrosettori appartenenti a ciascuno dei due raggruppamenti di macrosettori su indicati, laggiornamento è da intendersi pari a 100 ore complessive.

67 /69 FORMAZIONE DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA I contenuti della formazione devono essere commisurati alle risultanze della valutazione dei rischi. La durata dei corsi per i rappresentanti dei lavoratori è di almeno trentadue ore, fatte salve diverse determinazioni della contrattazione collettiva. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dellobbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.

68 /69 ATTESTAZIONE DELL'AVVENUTA FORMAZIONE L'attestazione dell'avvenuta formazione deve essere conservata in azienda a cura del datore di lavoro.

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