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Sostenibilità e Futuro

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Presentazione sul tema: "Sostenibilità e Futuro"— Transcript della presentazione:

1 Sostenibilità e Futuro
È possibile conciliare sostenibilità e sviluppo? Occorre ridurre il benessere per non danneggiare l’ambiente? Ambiente, etica e profitto possono coesistere? Daniele Bordoni

2 Sostenibilità e Futuro
Il Pacific Trash Vortex - Il continente della spazzutura più grande dello Stato del Texas (circa Kmq) o, se preferite, 2 volte e mezza l’Italia

3 Sostenibilità e Futuro
Questo “continente” è composto soprattutto di plastica, più specificatamente di sacchetti di plastica. Un problema a cui è possibile non aggiungere ulteriori aggravi

4 Sostenibilità e Futuro
Cosa si può fare per rimediare? Cominciare ad utilizzare le borse della spesa in cotone o altri materiali meno inquinanti. Comprare meno cibi confezionati, prediligendo quelli sfusi Evitare gli sprechi di cibi (e di confezioni gettandoli via insieme senza averli mai usati) Utilizzare sacchetti biodegradabili esclusivamente per raccogliere la spazzatura Cercare di riutilizzare le confezioni (come si faceva per i sacchetti di carta, per le latte di biscotti ecc.) Ecc. ecc.

5 Sostenibilità e Futuro
Cosa non si deve fare? Non fare bene la cosa sbagliata I sacchetti biodegradabili per fare la spesa (comporta l’utilizzo di amido di mais, grano e patata, quindi spostare l’utilizzo delle coltivazioni dal nutrimento alla fabbricazione di oggetti, con gravi conseguenze non solo per i popoli più poveri, ma anche qui da noi, alzando i prezzi per i terreni coltivabili e rendendo quindi problematico agli agricoltori riuscire ad avere un entrata in grado di coprire gli affitti e generare un reddito). Il Bioetanolo (etanolo derivante dalla fermentazione di prodotti a base zuccherina, come barbabietole, canne da zucchero – La stessa problematica precedente, inoltre se importiamo le canne da zucchero per produrre bioetanolo da noi, spendiamo di più e inquiniamo per il trasporto. Inoltre a parte questo la produzione il bioetanolo verrebbe comunque a costare di più ) È un’idea da scartare? Non necessariamente. È solo questione di misura e di scelta di direzione. Ad esempio l’uso del Mater-Bi in particolare per la raccolta dell’umido è auspicabile e l’etanolo ricavato dagli scarti di lavorazione agricola è possibile Andare in Bus quando si può andare a piedi (salute e denaro). Andare in auto quando si può usar un mezzo pubblico (risparmio economico e preservazione ambientale) Car Sharing >>>>> link Car Polling >>>>>> link Regione Piemonte Piccoli gesti grandi risultati

6 Sostenibilità e Futuro
Quando e dove comprare Si parla oggi di seguire la stagione e comprare i prodotti agricoli che sono sempre disponibili in un determinato periodo. Ragioni di ciclo biologico umano e ragioni economiche. Si parla anche di Chilometro Zero, intendendo che la distanza percorsa dai prodotti nel trasporto finalizzato alla vendita, non solo incide sui prezzi, ma anche sull’inquinamento (Gas serra, polveri sottili) Genuinità, oltre a distanza e stagione è l’altro punto fondamentale. Sta crescendo la consapevolezza che quello che mangiamo influenza in modo decisivo la nostra salute. Ciò che coltiviamo da soli è sicuramente più genuino di ciò che si compra e, alla fine, forse meno costoso.

7 Sostenibilità e Futuro
Quando e dove comprare I G.A.S. i Gruppi di Acquisto Solidale - I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un'economia che metta al centro le persone e le relazioni. Ci sono anche i G.A.C. (gruppo d’acquisto collettivo) e i G.A.P. (gruppi d’acquisto popolare) strutture simili. Al di fuori dell’alimentare, devo proprio cambiare l’auto o il PC ogni due o tre anni? Le auto possono benissimo durare più di dieci anni e altrettanto il PC (oggi con i dischi fissi virtuali e i programmi online, la webmail, si può utilizzare il PC come un terminale. Serve solo un collegamento internet veloce che tende a costare sempre meno per l’alta concorrenza. Occorre passare concettualmente dal bene di consumo al bene d’uso. L’orologio usa e getta è una delle moderne assurdità. Oltretutto la batteria è inquinante.

8 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Tanti sono i piccoli risparmi operabili nella vita di tutti i giorni. Molti sono ormai noti, come l’utilizzo di lampade a basso consumo, rompi-getto per rubinetti, un limitato utilizzo dei led luminosi per apparecchiature elettriche, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (con alto investimento iniziale, poi addirittura in grado non solo di permettere un utilizzo a minor prezzo, ma persino un saldo positivo) L’utilizzo della geotermia come fonte di riscaldamento domestico (una delle maggiori fonti di inquinamento) – utilizzo del fotovoltaico e dell’eolico, con incentivi “seri” da considerare investimenti per il risparmio sulla bolletta energetica nazionale, quindi visti alla stregua di investimenti per opere pubbliche. I trasporti: Minor utilizzo del mezzo privato a patto che il mezzo pubblico acquisti un’efficienza che per ora non ha ovunque. Per le auto oltre a privilegiare le alimentazioni a GPL e Metano, muoversi anche in direzione delle alimentazioni miste, carburante-elettricità, con possibilità di ricaricare le batterie mentre si usa l’alimentazione a carburante o si percorrono strade in discesa. Utilizzo di alimentazione ad ossigeno, con emissione di solo vapore acqueo. Possibilità innumerevoli con sempre nuove idee : sapevate che esistono apparecchi per ricaricare le batterie NON ricaricabili (con riutilizzo possibile tra le 50 e 100 ricariche)? Sapevate che esistono cellulari in materiale riciclato, che si possono ricaricare anche con un mini-pannello solare? Il carica batterie a manovella? Il pannello solare esterno per ricaricare batterie di PC portatile? E le Eco-Balls in luogo del detersivo, il non-detersivo, che permette il risparmio di ciclo di risciacquo, di ammorbidente, non danneggia i tessuti e si possono mettere capi di più colori? Lettore MP3 e MP4, torce elettriche con ricarica a manovella?

9 L’agricoltura biodinamica
Sostenibilità e Futuro L’agricoltura biodinamica Un accenno meritato ad una delle pratiche più significative della sostenibilità: l’Agricoltura Biodinamica. L'agricoltura biodinamica è un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo e esoterista Rudolf Steiner e che comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l'ecosistema terrestre includendo l'idea di agricoltura biologica e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso Contrariamente a quanto potrebbe sembrare dal termine usato è una pratica semplice ed esistente da lungo tempo nel passato e nella tradizione contadina più antica. Ecco alcuni esempi di pratiche biodinamiche: Rotazione delle colture Preparati biodinamici (prodotti a partire da sostanze naturali quali letame, corna bovine, quarzo, fiori di Tarassaco, Achillea, Camomilla, Valeriana, piante quali Ortica e parti di piante quali la corteccia di Quercia) utilizzo del compostaggio Il calendario lunare e planetario per le semine e per le operazioni colturali Alcuni siti web per approfondimento:

10 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo domestico e facile Riflettendo, anche senza essere degli esperti è facile trovare applicazioni e riutilizzi di materiali di uso quotidiano, altrimenti destinati ad aumentare l’entità dello smaltimento dei rifiuti. A livello domestico, i contenitori di latta, molto comuni un tempo, come le scatole di biscotti, o comuni anche oggi, come i barattoli di pelati, possono essere riutilizzati senza neppure alcuna operazione di restyling Portapenne (da barattoli di pomodoro) Portapiante (da barattoli di mais)

11 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Qui le iniziative si moltiplicano, ma alcune hanno risvolti interessanti in quanto presentano anche dei vantaggi economici, sia per chi le intraprende come attività, sia per chi le accoglie come prodotti. Prendiamo il caso dell’iniziativa di Mr Pet (inserimento di raccoglitori per bottiglie di plastica per farne oggetti, ma premiando con buoni punti o buoni acquisto chi deposita le bottiglie) Gli oggetti ricavati possono essere molti, dai carrelli della spesa (ricavati da 250 bottiglie). Cestino (23), contenitore di cestini (75), bicicletta (800) ecc.

12 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Mr Pet

13 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Le sedie del “Torchio” – ricavate dalle doghe delle botti “EcoBalls” – per lavare economicamente e senza rilascio di schiume inquinanti

14 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale

15 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale

16 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Rigeneratore di batterie alcaline: Cellulare con ricarica solare:

17 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Stampante che riutilizza cancellando e riscrivendo i fogli stampati, fino a volte. “Prepeat” Articolo e video

18 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Tenere conto del LCA (Life Cycle Assessment) il ciclo di vita dei prodotti e quindi progettarli anche in funzione del loro destino una volta esaurita la loro utilità Tracciabilità degli scarti e dei rifiuti per conoscere valutare e correggerne il destino e, ad esempio non contribuire alla crescita del “continente della spazzatura”

19 Sostenibilità e Futuro
La politica del “buon senso” e “buone pratiche” Nel libro “Conversazioni con Dio” di Neale Donald Walsch, l’intervistatore chiede a Dio, perché, dal momento che è onnipotente non fa cessare le guerre, le ingiustizie, le disuguaglianze, le violenze e non rende più pulito l’ambiente e lui risponde che noi potremmo farlo da soli, anche domani se lo volessimo veramente, dipende solo da noi. Senza andare troppo in là. Qualche volta basta un po’ di buon senso per cominciare. Piccoli passi, come ad esempio conservare e riutilizzare invece di gettare via, come per le borse della spesa, le scatole, le confezioni - Evitare gli sprechi, spegnere le luci quando non servono, non buttare via l’acqua inutilmente, utilizzare prodotti per quanto più possibile eco-compatibili. Qualche anno fa non si trovavano vernici all’acqua, oggi sono imposte da direttive europee. Quindi anche le leggi possono avere “buon senso”. La lista è lunga, ma il senso è lo stesso. Oggi nessuno di noi può dire di “non sapere” che quello che fa è sbagliato. Le informazioni cominciano ad essere ovunque. Allora perché il cambiamento è così lento?

20 Sostenibilità e Futuro
La politica del “buon senso” Le buste della spesa in plastica (usa e getta) sono già fuorilegge in Europa e lo diventeranno anche in Italia dal 2011 Le iniziative per un avvicinamento alla natura sono molte, conosciamo quella di “Slow Food”, col nome “Orto in Condotta”, per avvicinare i ragazzi delle scuole all’agricoltura e alla terra. Per approfondimenti vedi il sito di Slowfood Va ricordato che il FAI, già da molti anni opera con le scuole per sensibilizzare le coscienze circa il rispetto della natura, del paesaggio, dei beni culturali e della nostra tradizione. Per i dettagli visitare il sito di FAI Fondo Ambiente Italiano, sezione FAISCUOLA La nuova medicina la “nutriceutica” che torna alla cura col cibo e con le piante officinali, mentre la farmaceutica non ha elaborato già da diversi anni innovazioni sostanziali, ma solo rielaborazioni di farmaci già esistenti. Sito per approfondimenti su Nutriceutica Articolo su La Stampa

21 I nuovi orientamenti Dopo “Slowfood”, “Slowmoney”
Sostenibilità e Futuro I nuovi orientamenti Dopo “Slowfood”, “Slowmoney”

22 Sostenibilità e Futuro
Lampadine da 100 Watt Fuorilegge, già nel 2009 Dal 2010 quelle da 75 Watt Dal 2011 quelle da 60 Watt Dal 2012 anche quelle da 40 e 25 Watt

23 Sostenibilità e Futuro
Il Futuro e le utopie Già in passato il futuro veniva immaginato come una realtà completamente diversa, ma non di rado abbastanza inquietante. La realtà ha riorientato molte prospettive ed oggi le visioni del futuro hanno cambiato decisamente registro. Ecco alcune utopie futuribili, con i loro pro e contro, ma sicuramente con lo spirito di immaginare un mondo diverso più vivibile.

24 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Ecco alcune delle filosofie sul futuro e quello che propongono: Decrescita Felice: (dal libro di Maurizio Pallante, Decrescita Felice “la qualità della vita non dipende dal PIL”) si propone di favorire l’apprezzamento e l’uso al consumo, la qualità alla quantità, rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato ecc. Link esterno >>>> The Venus Project: Un’economia, se così si può dire, basata su risorse abbondanti e non sul sistema monetario, a cui viene attribuita la maggior parte dei problemi e dei conflitti umani. Prefigura un mondo in cui tutti hanno più di ciò che serve senza conflitti, pari dignità per tutti, cibo, abiti, ambiente favorevoli, sfruttando le risorse e non appropriandosene. Illustra le tecnologie che renderebbero possibile questo mondo, tecnologie che già esistono. Link esterno >>>>

25 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. LA DECRESCITA FELICE forse non andrebbe chiamata “decrescita ” usando il termine negativo, ma crescita della qualità della vita. Occorrerebbe agire anche nelle parole sulla terminologia positiva. In parte già si realizza, con un crescente numero di persone che apprezza l’inversione dei valori di una vita moderna, privilegiando qualità a quantità, uso al consumo, collaborazione alla competizione, dimensione spirituale e affettiva alla materialità. Qualcuno dei miei vecchi docenti di sociologia disse un giorno, parafrasando la celebre frase attribuita a Macchiavelli: “il fine È NEI MEZZI” (e non “il fine giustifica i mezzi”). Quindi se l’obiettivo del benessere è raggiunto senza la conservazione di valori, con conflitto e competizione, sarà inevitabilmente effimero e sarà necessario il conflitto per conservarlo. La felicità sta in un percorso positivo per raggiungere gli obiettivi ed è comunque una crescita della persona (e non delle cose).

26 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. LA DECRESCITA FELICE si pone degli obiettivi raggiungibili e non impossibili, ma purtroppo non risolve i problemi delle ineguaglianze, della conflittualità, della sostenibilità, che sono tutti in qualche modo legati al raggiungimento dell’obiettivo di una migliore qualità di vita. Il motivo non è nelle intenzioni, ma nelle persone. Non c’è sufficiente consapevolezza per cambiare lo stato di cose, occorre una “massa critica” di individui per cambiare radicalmente. Inoltre, l’impressione che si trae dalle indicazioni e dai propositi è quella di una contrapposizione giusto sbagliato. Le categorie non sono sempre così nette. Non tutto il prodotto del mondo moderno è sbagliato, ma è certo che vanno orientate meglio la rotta e le priorità. Infine, non è negando qualcosa che non va, ma affermando cosa fare e quali siano i valori di riferimento, che si ottengono i migliori riscontri. Altrimenti rischia di passare solo il messaggio della “rinuncia” a qualcosa, che è molto più difficile da accettare, piuttosto che quello dell’acquisizione di qualcos’altro.

27 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. THE VENUS PROJECT Propone un mondo che sembra piuttosto inquietante. Dov’è finita tutta la nostra storia, il paesaggio, la cultura? Tutto sembra spazzato via!! Altra domanda: chi realizzerà tutto questo, dal momento che si afferma che gli esseri umani saranno sollevati dall’impegno del lavoro ripetitivo, ma sarà loro offerta un’attività intellettuale più appagante. Come verrà organizzato tutto questo? Chi prenderà le decisioni? Vi sono troppe domande che richiederebbero tutte risposte molto complesse.

28 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. THE VENUS PROJECT inoltre dice come sarà il mondo, ma omette di dire come arrivarci e, soprattutto, chi cambierà un numero sufficiente di persone per renderlo possibile, senza che altri nel frattempo non si approfittino del campo libero a loro lasciato. Il limite delle utopie è quello dell’immaginazione, del sogno, qualche volta con qualche incubo, è quello di offrire obiettivi condivisibili: chi non vorrebbe un mondo senza conflitti, sereno, senza fame, guerre, carestie, giusto, equo e solidale, dove tutti hanno tutto senza dover soffrire od opprimere qualcun altro? Il punto è che senza sogni non si può realizzare nulla. Occorre immaginare le cose per riuscire a realizzarle.

29 Sostenibilità e Futuro
Conclusioni “Progettare il futuro” La vera sfida non è nel prefiggersi questo o quel obiettivo più o meno ambizioso, ma nel pensare che tanto l’obiettivo che i mezzi per realizzarlo sono altrettanto importanti. Occorre comunque riuscire ad immaginarsi un futuro per poterlo realizzare. La domanda di cambio di rotta e di filosofia è crescente. Se anche gli USA patria del consumo, vedono nel passaggio dal “consumo alla conservazione”, dal profitto in ogni caso e veloce, al guadagno stabile e senza correre, forse sta davvero cambiando qualcosa. Si comincia a comprendere che lo sviluppo non può avvenire a scapito dell’etica, o peggio con la doppia etica (irreprensibile in patria e sfruttatrice di risorse umane sino alle soglie della schiavitù e del lavoro dei bambini fuori dal territorio nazionale). Uno dei nuovi imprenditori presidente della “Compagnia di Finanza Etica”( non casualmente), mi ha riferito che il loro motto è “Pecunia Olet”, anche se poi da imprenditore ha aggiunto “make money and save the planet”

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Conclusioni “Progettare il futuro” Agricoltura biologica e biodinamica, riappropriarsi del rapporto con la terra (slowfood), curarsi con le piante officinali e con la nutrizione (nutriceutica), ridurre i ritmi del lavoro in una prospettiva nuova (slowmoney). Abbracciare l’etica degli affari, sono tutti punti di un futuro già presente. Il tema con cui Milano ha vinto la concorrenza degli altri Paesi è stato “Feeding the Planet, Energy for Life” e questi saranno i temi trattati dall’EXPO 2015. Infine sostenibilità non è solo ambiente, ma rapporti umani, comunicazione, etica dei rapporti umani, in una parola migliore qualità di vita. Finora tutto ciò che l’umanità ha realizzato ha sempre superato ciò che si era in precedenza immaginato, nel bene e nel male. Oggi sembra di poter dire, con tutte le riserve del caso, che la direzione giusta si sta delineando e sta cominciando ad entrare nel quotidiano.

31 Grazie per l’attenzione
Sostenibilità e Futuro Grazie per l’attenzione

32 Sostenibilità e Futuro

33 Sostenibilità e Futuro
È possibile conciliare sostenibilità e sviluppo? Occorre ridurre il benessere per non danneggiare l’ambiente? Ambiente, etica e profitto possono coesistere? Daniele Bordoni

34 Sostenibilità e Futuro
Il Pacific Trash Vortex - Il continente della spazzutura più grande dello Stato del Texas (circa Kmq) o, se preferite, 2 volte e mezza l’Italia

35 Sostenibilità e Futuro
Questo “continente” è composto soprattutto di plastica, più specificatamente di sacchetti di plastica. Un problema a cui è possibile non aggiungere ulteriori aggravi

36 Sostenibilità e Futuro
Cosa si può fare per rimediare? Cominciare ad utilizzare le borse della spesa in cotone o altri materiali meno inquinanti. Comprare meno cibi confezionati, prediligendo quelli sfusi Evitare gli sprechi di cibi (e di confezioni gettandoli via insieme senza averli mai usati) Utilizzare sacchetti biodegradabili esclusivamente per raccogliere la spazzatura Cercare di riutilizzare le confezioni (come si faceva per i sacchetti di carta, per le latte di biscotti ecc.) Ecc. ecc.

37 Sostenibilità e Futuro
Cosa non si deve fare? Non fare bene la cosa sbagliata I sacchetti biodegradabili per fare la spesa (comporta l’utilizzo di amido di mais, grano e patata, quindi spostare l’utilizzo delle coltivazioni dal nutrimento alla fabbricazione di oggetti, con gravi conseguenze non solo per i popoli più poveri, ma anche qui da noi, alzando i prezzi per i terreni coltivabili e rendendo quindi problematico agli agricoltori riuscire ad avere un entrata in grado di coprire gli affitti e generare un reddito). Il Bioetanolo (etanolo derivante dalla fermentazione di prodotti a base zuccherina, come barbabietole, canne da zucchero – La stessa problematica precedente, inoltre se importiamo le canne da zucchero per produrre bioetanolo da noi, spendiamo di più e inquiniamo per il trasporto. Inoltre a parte questo la produzione il bioetanolo verrebbe comunque a costare di più ) È un’idea da scartare? Non necessariamente. È solo questione di misura e di scelta di direzione. Ad esempio l’uso del Mater-Bi in particolare per la raccolta dell’umido è auspicabile e l’etanolo ricavato dagli scarti di lavorazione agricola è possibile Andare in Bus quando si può andare a piedi (salute e denaro). Andare in auto quando si può usar un mezzo pubblico (risparmio economico e preservazione ambientale)

38 Sostenibilità e Futuro
Quando e dove comprare Si parla oggi di seguire la stagione e comprare i prodotti agricoli che sono sempre disponibili in un determinato periodo. Ragioni di ciclo biologico umano e ragioni economiche. Si parla anche di Chilometro Zero, intendendo che la distanza percorsa dai prodotti nel trasporto finalizzato alla vendita, non solo incide sui prezzi, ma anche sull’inquinamento (Gas serra, polveri sottili) Genuinità, oltre a distanza e stagione è l’altro punto fondamentale. Sta crescendo la consapevolezza che quello che mangiamo influenza in modo decisivo la nostra salute. Ciò che coltiviamo da soli è sicuramente più genuino di ciò che si compra e, alla fine, forse meno costoso.

39 Sostenibilità e Futuro
Quando e dove comprare I G.A.S. i Gruppi di Acquisto Solidale - I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un'economia che metta al centro le persone e le relazioni. Al di fuori dell’alimentare, devo proprio cambiare l’auto o il PC ogni due o tre anni? Le auto possono benissimo durare più di dieci anni e altrettanto il PC (oggi con i dischi fissi virtuali e i programmi online, la webmail, si può utilizzare il PC come un terminale. Serve solo un collegamento internet veloce che tende a costare sempre meno per l’alta concorrenza. Occorre passare concettualmente dal bene di consumo al bene d’uso. L’orologio usa e getta è una delle moderne assurdità. Oltretutto la batteria è inquinante. Perché non utilizzare un orologio automatico che si ricarica col movimento, se si vuole la comodità di non ricaricarlo a mano?

40 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Tanti sono i piccoli risparmi operabili nella vita di tutti i giorni. Molti sono ormai noti, come l’utilizzo di lampade a basso consumo, rompi-getto per rubinetti, un limitato utilizzo dei led luminosi per apparecchiature elettriche, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (con alto investimento iniziale, poi addirittura in grado non solo di permettere un utilizzo a minor prezzo, ma persino un saldo positivo) L’utilizzo della geotermia come fonte di riscaldamento domestico (una delle maggiori fonti di inquinamento) – utilizzo del fotovoltaico e dell’eolico, con incentivi “seri” da considerare investimenti per il risparmio sulla bolletta energetica nazionale, quindi visti alla stregua di investimenti per opere pubbliche. I trasporti: Minor utilizzo del mezzo privato a patto che il mezzo pubblico acquisti un’efficienza che per ora non ha ovunque. Per le auto oltre a privilegiare le alimentazioni a GPL e Metano, muoversi anche in direzione delle alimentazioni miste, carburante-elettricità, con possibilità di ricaricare le batterie mentre si usa l’alimentazione a carburante o si percorrono strade in discesa. Utilizzo di alimentazione ad ossigeno, con emissione di solo vapore acqueo. Possibilità innumerevoli con sempre nuove idee : sapevate che esistono apparecchi per ricaricare le batterie NON ricaricabili (con riutilizzo possibile tra le 50 e 100 ricariche)? Sapevate che esistono cellulari in materiale riciclato, che si possono ricaricare anche con un mini-pannello solare? Il carica batterie a manovella? Il pannello solare esterno per ricaricare batterie di PC portatile? E le Eco-Balls in luogo del detersivo, il non-detersivo, che permette il risparmio di ciclo di risciacquo, di ammorbidente, non danneggia i tessuti e si possono mettere capi di più colori? Lettore MP3 e MP4, torce elettriche con ricarica a manovella?

41 L’agricoltura biodinamica
Sostenibilità e Futuro L’agricoltura biodinamica Un accenno meritato ad una delle pratiche più significative della sostenibilità: l’Agricoltura Biodinamica. L'agricoltura biodinamica è un metodo di coltura fondato sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal filosofo e esoterista Rudolf Steiner e che comprende sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare di cibo, che rispettino l'ecosistema terrestre includendo l'idea di agricoltura biologica e invitando a considerare come un unico sistema il suolo e la vita che si sviluppa su di esso Contrariamente a quanto potrebbe sembrare dal termine usato è una pratica semplice ed esistente da lungo tempo nel passato e nella tradizione contadina più antica. Ecco alcuni esempi di pratiche biodinamiche: Rotazione delle colture Preparati biodinamici (prodotti a partire da sostanze naturali quali letame, corna bovine, quarzo, fiori di Tarassaco, Achillea, Camomilla, Valeriana, piante quali Ortica e parti di piante quali la corteccia di Quercia) utilizzo del compostaggio Il calendario lunare e planetario per le semine e per le operazioni colturali Alcuni siti web per approfondimento:

42 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Riflettendo, anche senza essere degli esperti è facile trovare applicazioni e riutilizzi di materiali di uso quotidiano, altrimenti destinati ad aumentare l’entità dello smaltimento dei rifiuti. A livello domestico, i contenitori di latta, molto comuni un tempo, come le scatole di biscotti, o comuni anche oggi, come i barattoli di pelati, possono essere riutilizzati senza neppure alcuna operazione di restyling Portapenne (da barattoli di pomodoro) Portapiante (da barattoli di mais)

43 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Qui le iniziative si moltiplicano, ma alcune hanno risvolti interessanti in quanto presentano anche dei vantaggi economici, sia per chi le intraprende come attività, sia per chi le accoglie come prodotti. Prendiamo il caso dell’iniziativa di Mr Pet (inserimento di raccoglitori per bottiglie di plastica per farne oggetti, ma premiando con buoni punti o buoni acquisto chi deposita le bottiglie) Gli oggetti ricavati possono essere molti, dai carrelli della spesa (ricavati da 250 bottiglie). Cestino (23), contenitore di cestini (75), bicicletta (800) ecc.

44 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Mr Pet

45 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale Le sedie del “Torchio” – ricavate dalle doghe delle botti “EcoBalls” – per lavare economicamente e senza rilascio di schiume inquinanti

46 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale

47 Sostenibilità e Futuro
Il Riutilizzo Artigianale e industriale

48 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Rigeneratore di batterie alcaline: Cellulare con ricarica solare:

49 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Stampante che riutilizza cancellando e riscrivendo i fogli stampati, fino a volte. “Prepeat” Articolo e video

50 Sostenibilità e Futuro
Dove si può avere comportamento ecologicamente virtuoso ed economicamente conveniente? Tenere conto del LCA (Life Cycle Assessment) il ciclo di vita dei prodotti e quindi progettarli anche in funzione del loro destino una volta esaurita la loro utilità Tracciabilità degli scarti e dei rifiuti per conoscere valutare e correggerne il destino e, ad esempio non contribuire alla crescita del “continente della spazzatura”

51 Sostenibilità e Futuro
La politica del “buon senso” Nel libro “Conversazioni con Dio” di Neale Donald Walsch, l’intervistatore chiede a Dio, perché, dal momento che è onnipotente non fa cessare le guerre, le ingiustizie, le disuguaglianze, le violenze e non rende più pulito l’ambiente e lui risponde che noi potremmo farlo da soli, anche domani se lo volessimo veramente, dipende solo da noi. Senza andare troppo in là. Qualche volta basta un po’ di buon senso per cominciare. Piccoli passi, come ad esempio conservare e riutilizzare invece di gettare via, come per le borse della spesa, le scatole, le confezioni - Evitare gli sprechi, spegnere le luci quando non servono, non buttare via l’acqua inutilmente, utilizzare prodotti per quanto più possibile eco-compatibili. Qualche anno fa non si trovavano vernici all’acqua, oggi sono imposte da direttive europee. Quindi anche le leggi possono avere “buon senso”. La lista è lunga, ma il senso è lo stesso. Oggi nessuno di noi può dire di “non sapere” che quello che fa è sbagliato. Le informazioni cominciano ad essere ovunque. Allora perché il cambiamento è così lento?

52 Sostenibilità e Futuro
La politica del “buon senso” Le buste della spesa in plastica (usa e getta) sono già fuorilegge in Europa e lo diventeranno anche in Italia dal 2011 Le iniziative per un avvicinamento alla natura sono molte, conosciamo quella di “Slow Food”, col nome “Orto in Condotta”, per avvicinare i ragazzi delle scuole all’agricoltura e alla terra. Per approfondimenti vedi il sito di Slowfood Va ricordato che il FAI, già da molti anni opera con le scuole per sensibilizzare le coscienze circa il rispetto della natura, del paesaggio, dei beni culturali e della nostra tradizione. Per i dettagli visitare il sito di FAI Fondo Ambiente Italiano, sezione FAISCUOLA La nuova medicina la “nutriceutica” che torna alla cura col cibo e con le piante officinali, mentre la farmaceutica non ha elaborato già da diversi anni innovazioni sostanziali, ma solo rielaborazioni di farmaci già esistenti. Sito per approfondimenti su Nutriceutica Articolo su La Stampa

53 I nuovi orientamenti Dopo “Slowfood”, “Slowmoney”
Sostenibilità e Futuro I nuovi orientamenti Dopo “Slowfood”, “Slowmoney”

54 Sostenibilità e Futuro
Lampadine da 100 Watt Fuorilegge, già nel 2009 Dal 2010 quelle da 75 Watt Dal 2011 quelle da 60 Watt Dal 2012 anche quelle da 40 e 25 Watt

55 Sostenibilità e Futuro
Il Futuro e le utopie Già in passato il futuro veniva immaginato come una realtà completamente diversa, ma non di rado abbastanza inquietante. La realtà ha riorientato molte prospettive ed oggi le visioni del futuro hanno cambiato decisamente registro. Ecco alcune utopie futuribili, con i loro pro e contro, ma sicuramente con lo spirito di immaginare un mondo diverso più vivibile.

56 Sostenibilità e Futuro
Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Ecco alcune delle filosofie sul futuro e quello che propongono: Decrescita Felice: (dal libro di Maurizio Pallante, Decrescita Felice “la qualità della vita non dipende dal PIL”) si propone di favorire l’apprezzamento e l’uso al consumo, la qualità alla quantità, rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato ecc. Link esterno >>>> The Venus Project: Un’economia, se così si può dire, basata su risorse abbondanti e non sul sistema monetario, a cui viene attribuita la maggior parte dei problemi e dei conflitti umani. Prefigura un mondo in cui tutti hanno più di ciò che serve senza conflitti, pari dignità per tutti, cibo, abiti, ambiente favorevoli, sfruttando le risorse e non appropriandosene. Illustra le tecnologie che renderebbero possibile questo mondo, tecnologie che già esistono. Link esterno >>>>

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Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. LA DECRESCITA FELICE forse non andrebbe chiamata “decrescita ” usando il termine negativo, ma crescita della qualità della vita. Occorrerebbe agire anche nelle parole sulla terminologia positiva. In parte già si realizza, con un crescente numero di persone che apprezza l’inversione dei valori di una vita moderna, privilegiando qualità a quantità, uso al consumo, collaborazione alla competizione, dimensione spirituale e affettiva alla materialità. Qualcuno dei miei vecchi docenti di sociologia disse un giorno, parafrasando la celebre frase attribuita a Macchiavelli: “il fine È NEI MEZZI” (e non “il fine giustifica i mezzi”). Quindi se l’obiettivo del benessere è raggiunto senza la conservazione di valori, con conflitto e competizione, sarà inevitabilmente effimero e sarà necessario il conflitto per conservarlo. La felicità sta in un percorso positivo per raggiungere gli obiettivi ed è comunque una crescita della persona (e non delle cose).

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Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. LA DECRESCITA FELICE si pone degli obiettivi raggiungibili e non impossibili, ma purtroppo non risolve i problemi delle ineguaglianze, della conflittualità, della sostenibilità, che sono tutti in qualche modo legati al raggiungimento dell’obiettivo di una migliore qualità di vita. Il motivo non è nelle intenzioni, ma nelle persone. Non c’è sufficiente consapevolezza per cambiare lo stato di cose, occorre una “massa critica” di individui per cambiare radicalmente. Inoltre, l’impressione che si trae dalle indicazioni e dai propositi è quella di una contrapposizione giusto sbagliato. Le categorie non sono sempre così nette. Non tutto il prodotto del mondo moderno è sbagliato, ma è certo che vanno orientate meglio la rotta e le priorità. Infine, non è negando qualcosa che non va, ma affermando cosa fare e quali siano i valori di riferimento, che si ottengono i migliori riscontri. Altrimenti rischia di passare solo il messaggio della “rinuncia” a qualcosa, che è molto più difficile da accettare, piuttosto che quello dell’acquisizione di qualcos’altro.

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Le utopie “Decrescita felice” e “Venus Project” Il problema dell’utopia non è nell’obiettivo, ma nei mezzi per raggiungerlo e nelle persone per realizzarlo. THE VENUS PROJECT inoltre dice come sarà il mondo, ma omette di dire come arrivarci e, soprattutto, chi cambierà un numero sufficiente di persone per renderlo possibile, senza che altri nel frattempo non si approfittino del campo libero a loro lasciato. Il limite delle utopie è quello dell’immaginazione, del sogno, qualche volta con qualche incubo, è quello di offrire obiettivi condivisibili: chi non vorrebbe un mondo senza conflitti, sereno, senza fame, guerre, carestie, giusto, equo e solidale, dove tutti hanno tutto senza dover soffrire od opprimere qualcun altro? Il punto è che senza sogni non si può realizzare nulla. Occorre immaginare le cose per riuscire a realizzarle.

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Conclusioni “Progettare il futuro” La vera sfida non è nel prefiggersi questo o quel obiettivo più o meno ambizioso, ma nel pensare che tanto l’obiettivo che i mezzi per realizzarlo sono altrettanto importanti. Occorre comunque riuscire ad immaginarsi un futuro per poterlo realizzare. La domanda di cambio di rotta e di filosofia è crescente. Se anche gli USA patria del consumo, vedono nel passaggio dal “consumo alla conservazione”, dal profitto in ogni caso e veloce, al guadagno stabile e senza correre, forse sta davvero cambiando qualcosa. Si comincia a comprendere che lo sviluppo non può avvenire a scapito dell’etica, o peggio con la doppia etica (irreprensibile in patria e sfruttatrice di risorse umane sino alle soglie della schiavitù e del lavoro dei bambini fuori dal territorio nazionale). Uno dei nuovi imprenditori presidente della “Compagnia di Finanza Etica”( non casualmente), mi ha riferito che il loro motto è “Pecunia Olet”, anche se poi da imprenditore ha aggiunto “make money and save the planet”

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Conclusioni “Progettare il futuro” Agricoltura biologica e biodinamica, riappropriarsi del rapporto con la terra (slowfood), curarsi con le piante officinali e con la nutrizione (nutriceutica), ridurre i ritmi del lavoro in una prospettiva nuova (slowmoney). Abbracciare l’etica degli affari, sono tutti punti di un futuro già presente. Il tema con cui Milano ha vinto la concorrenza degli altri Paesi è stato “Feeding the Planet, Energy for Life” e questi saranno i temi trattati dall’EXPO 2015. Infine sostenibilità non è solo ambiente, ma rapporti umani, comunicazione, etica dei rapporti umani, in una parola migliore qualità di vita. Finora tutto ciò che l’umanità ha realizzato ha sempre superato ciò che si era in precedenza immaginato, nel bene e nel male. Oggi sembra di poter dire, con tutte le riserve del caso, che la direzione giusta si sta delineando e sta cominciando ad entrare nel quotidiano.

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Sostenibilità e Futuro Grazie per l’attenzione

63 Il relatore Daniele Bordoni, 60 anni di Milano, esperto di “Green Economy” e Sostenibilità Ambientale. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, all’Istituto Universitario di Lingue Moderne di Milano, nel 1980, con il massimo dei voti e lode, con tesi specialistica incentrata sulla letteratura inglese del ‘600 e su un’analisi testuale dell’opera di Sir Thomas Browne, di cui è uno dei maggiori conoscitori. Ha preso successivamente la sua seconda Laurea in Promozione e Gestione del Turismo, presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara, sempre col massimo dei voti e con lode. Ha acquisito una grande esperienza di viaggiatore, con lunghi soggiorni nei Paesi anglosassoni, conseguenza del suo impegno pluriennale nella finanza internazionale, che lo ha portato a viaggiare e visitare moltissimi angoli del mondo, in una sorta di Grand Tour moderno. Da molti anni studioso di Economia del Turismo e del Costume con particolare riferimento alle aree del turismo naturale sostenibile nelle zone montane. Da circa 40 anni è assiduo frequentatore dell’Ossola, dove soggiorna per lunghi periodi. I suoi articoli e i suoi interventi suscitano attenzione e dibattiti. Collabora da molti anni con il Magazine online “Teatro Naturale” (www.teatronaturale.it ) e per il mensile online “Teatro Naturale International” edito in Inglese (www.teatronaturale.com). È stato relatore di tematiche ambientali in diversi convegni sia nazionali che internazionali. È autore di un blog che riprende questi argomenti


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