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Centri di Competenza Regionali A.M.R.A STRATEGIE DI SVILUPPO Dott. Igino della Volpe.

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1 Centri di Competenza Regionali A.M.R.A STRATEGIE DI SVILUPPO Dott. Igino della Volpe

2 1. CARATTERISTICHE GENERALI 1.1. DEFINIZIONE 1.2 FONTI NORMATIVE 1.3. AREE DI INTERVENTO DEI CRDC 1.3. AREE DI INTERVENTO DEI CRDC 1.4 RISORSE FINANZIARIE ASSEGNATE 1.5. MISSION

3 1. 1. DEFINIZIONE I CRDC : aggregano centri di ricerca, risorse intellettuali e scientificheaggregano centri di ricerca, risorse intellettuali e scientifiche coordinano le loro attività in funzione del Piano di sviluppo regionale dellinnovazionecoordinano le loro attività in funzione del Piano di sviluppo regionale dellinnovazione favoriscono il trasferimento tecnologico e lo sviluppo localefavoriscono il trasferimento tecnologico e lo sviluppo locale danno vita ad un ente giuridico autonomo in grado di autosostenersi economicamente e finanziariamentedanno vita ad un ente giuridico autonomo in grado di autosostenersi economicamente e finanziariamente

4 1.2 FONTI NORMATIVE POR Campania : Mis Integrazione e rafforzamento offerta di innovazione a scala regionale secondo modello a rete Sviluppo azioni di trasferimento a sistemi locali di imprese e a filiere regionali Complemento di programmazione Campania 2000/2006:Mis. 3.16, az. b) Sviluppo rete regionale dei centri di ricerca orientati al trasferimento tecnologico in favore di sistemi locali di sviluppo e di specializzazioni produttive locali Protocollo di Intesa tra MIUR e Regioni dellobiettivo 1 ( ) Individuazione necessità di costituzione rete di centri regionali per trasferimento tecnologico in sette aree di intervento Piano di sviluppo regionale dellinnovazione ( ) Costituzione dei CRDC quali modelli di interfaccia e di attivazione di processi di crescita innovativa finalizzati a realizzare nella specifica area di intervento un coordinamento dei diversi progetti per mettere al servizio del sistema economico regionale un giacimento di conoscenze poco coordinato e poco connesso con il sistema produttivo e sociale.

5 1.3. AREE DI INTERVENTO DEI CRDC 1.Analisi e monitoraggio del rischio ambientale 2.Biologia avanzata e sue applicazioni 3.Conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e ambientali 4.Produzioni agro-alimentari 5.Nuove tecnologie per le attività produttive 6.Tecnologie dellinformazione e della comunicazione (ICT) 7.Trasporti (aerei, marittimi e terrestri, pianificazione)

6 RISORSE FINANZIARIE ASSEGNATE Beni Culturali Trasferimento Tecnologico Industriale della Gnomica Strutturale e Funzionale di Organismi Superiori Nuove Tecnologie per le attività produttive Trasporti Produzioni agro-alimentari Analisi e monitoraggio del rischio ambientale Tecnologie dellInformazione e della Comunicazione

7 1.5. MISSION Costruzione della rete delle competenze scientifiche esistenti Sostegno alla domanda imprenditoriale di consulenza tecnologica Svolgimento di attività di ricerca pre-competitiva e di ricerca brevettabile Trasferimento di competenze relative a specifici domini tecnologici al sistema economico ed imprenditoriale Alimentazione di programmi di spin-off Promozione di programmi di formazione specializzata

8 2. ISTITUZIONE DEI CRDC REQUISITI PER LA COSTITUZIONE DI UN CRDC 2.2. ATTIVITA SVOLTE DAL CRDC

9 REQUISITI PER LA COSTITUZIONE DI UN CRDC Rilevanza dei proponenti scientifici e imprenditoriali Multidisciplinarietà delle tematiche di ricerca e approccio interdisciplinare a problemi o progetti dattività Gestione manageriale della struttura Integrazione attività di ricerca di base con quelle pre-competitive e quelle basate su partnership ricerca- impresa

10 2.2. ATTIVITA SVOLTE DAL CRDC 1.Ricerca di base 2.Ricerca industriale 3.Ricerca pre-competitiva 4.Trasferimento tecnologico 5.Servizi 6.Formazione 7.Spin-off

11 2.2. ATTIVITA (segue) Ricerca di base Attività che mira allampliamento delle conoscenze scientifiche e tecniche non connesse ad obiettivi industriali o commerciali Ricerca industriale Ricerca pianificata mirante ad acquisire nuove conoscenze, utili per la realizzazione di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o per il loro miglioramento Ricerca precompetitiva Concretizzazione dei risultati della ricerca industriale in piani, progetti, processi produttivi, modificati o migliorati e destinati alla utilizzazione Trasferimento tecnologico Passaggio dei diritti di proprietà industriale dalluniversità allindustria

12 3. FASI DI REALIZZAZIONE 3.1. ITER PROCEDURALE 3.2. VALUTAZIONE EX ANTE (COMMISSIONE DI ESPERTI INTERNAZIONALE E NUCLEO DI VALUTAZIONE DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI) 3.3. CONVENZIONE TRA REGIONE E SOGGETTI CAPOFILA 3.4. CONVENZIONE TRA SOGGETTO CAPOFILA E ENTI ATTUATORI

13 ITER PROCEDURALE Avviso pubblico per manifestazione di interesse (Università, Enti pubblici di Ricerca, PST, Società Consortili pubbliche) Realizzazione analisi di settore connesse al Piano di sviluppo dellInnovazione regionale Istituzione Tavoli di progettazione per Area di intervento Stipula Protocollo di intesa tra Regione e Soggetto capofila del Tavolo di progettazione Redazione Progetto di CRDC comprensivo del Progetto dimostratore Valutazione e approvazione Progetto di CRDC da Commissione di esperti internazionale e da Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici Approvazione da Giunta Regionale della Campania Stipula Convenzione tra Regione e Soggetto capofila per realizzazione CRDC Stipula Convenzione tra Soggetto Capofila ed Enti attuatori

14 3.1. (segue) 3.1. ITER PROCEDURALE (segue) PROGETTO DIMOSTRATORE E un progetto dimostrativo di RSTI e rappresenta lo strumento attraverso il quale ciascun CRDC dovrà dimostrare la propria funzionalitàE un progetto dimostrativo di RSTI e rappresenta lo strumento attraverso il quale ciascun CRDC dovrà dimostrare la propria funzionalità E realizzato sulla base delle specializzazioni produttive locali, sulle filiere e sui distretti produttivi e sulle tematiche di sviluppo sostenibile degli ambiti regionali in connessione con gli interventi dei MIURE realizzato sulla base delle specializzazioni produttive locali, sulle filiere e sui distretti produttivi e sulle tematiche di sviluppo sostenibile degli ambiti regionali in connessione con gli interventi dei MIUR Si configura come intervento di sistema a livello regionaleSi configura come intervento di sistema a livello regionale Deve caratterizzarsi per la replicabilità dei risultati ottenutiDeve caratterizzarsi per la replicabilità dei risultati ottenuti Si compone di molteplici work-packagesSi compone di molteplici work-packages

15 3.2. VALUTAZIONE EX ANTE Commissione di valutazione esperti internazionali Verifica qualità scientifica partecipanti e soggetti attuatori, modello organizzativo, capitolato tecnico del progetto Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici Sostenibilità economica-finanziaria (analisi domanda e offerta, analisi finanziaria, analisi soci-economica, analisi del rischio, impatti socio-economici attesi, risultati di business, piano economico di autosostenibiltà) Sostenibilità organizzativa e gestionale (competenze scientifiche, competenze per trasferimento tecnologico, competenze manageriali, procedure di sorveglianza e monitoraggio)

16 3.3. CONVENZIONE TRA REGIONE E SOGGETTO CAPOFILA Soggetti attuatori di ciascun Progetto Impegno Regione a erogare a Soggetto capofila finanziamenti richiesti in Progetto Ruoli e responsabilità Soggetto capofila per utilizzazione finanziamenti Tipologia delle spese ammissibili Documenti per rendicontazione spese da Soggetto capofila Obbligo Regione a monitoraggio Progetti attraverso verifiche intermedie subordinando erogazioni dei finanziamenti a loro esito Possibilità di modifiche o integrazioni Progetto in corso dopera previa approvazione Giunta Regionale

17 3.4. CONVENZIONE TRA SOGGETTO CAPOFILA E ENTI ATTUATORI Previsione ruoli e responsabilità per la costituzione del CRDC Modalità distribuzione finanziamento regionale tra capofila e enti attuatori Impegno a costituire il CRDC secondo i contenuti del Capitolato Tecnico Previsione istituzione Comitato Tecnico Amministrativo del Progetto per la realizzazione di tutti i procedimenti amministrativi Previsione istituzione Coordinatore scientifico Impegno enti attuatori a istituire inventario separato dei beni acquistati Impegno di ciascun ente partecipante alla rendicontazione nel rispetto della disciplina comunitaria e secondo la tempistica indicata dal soggetto capofila

18 4. ATTUAZIONE DEL PROGETTO 4.1. ORGANIGRAMMA CRDC 4.2. AVVIO DEL PROGETTO 4.3. VERIFICA INTERMEDIA 4.4. CONCLUSIONE PROGETTO DIMOSTRATORE - 36° MESE

19 4.1. ORGANIGRAMMA CRDC

20 Coordinatore scientifico: responsabile progetto, coordina e supervisiona lattività scientifica delle varie sezioniCoordinatore scientifico: responsabile progetto, coordina e supervisiona lattività scientifica delle varie sezioni Project manager: responsabile coordinamento amministrativo CRDC, coordina azioni per trasferimento tecnologico verso impreseProject manager: responsabile coordinamento amministrativo CRDC, coordina azioni per trasferimento tecnologico verso imprese Vice-coordinatori: coadiuvano il cooordinatore nella definizione degli indirizzi tecnico-scientifici del CRDCVice-coordinatori: coadiuvano il cooordinatore nella definizione degli indirizzi tecnico-scientifici del CRDC Giunta esecutiva: è composta dal coordinatore, vice-coordinatori, project manager, un responsabile di sezione; cura la gestione operativa del CRDCGiunta esecutiva: è composta dal coordinatore, vice-coordinatori, project manager, un responsabile di sezione; cura la gestione operativa del CRDC Consiglio Scientifico: presieduto dal coordinatore ; composto dai vice-coordinatori e dai responsabili delle sezioni tematiche; redige e aggiorna il programma annuale di attività e sviluppoConsiglio Scientifico: presieduto dal coordinatore ; composto dai vice-coordinatori e dai responsabili delle sezioni tematiche; redige e aggiorna il programma annuale di attività e sviluppo Consiglio Tecnico Amministrativo: formato da coordinatore scientifico, vice-coordinatori, project manager, e rappresentanti di enti rappresentanti; supervisiona gestione amministrativa CRDCConsiglio Tecnico Amministrativo: formato da coordinatore scientifico, vice-coordinatori, project manager, e rappresentanti di enti rappresentanti; supervisiona gestione amministrativa CRDC Nucleo Valutazione: formato da 3 esperti, nominato da Comitato di Gestione; monitoraggio scientifico ProgettoNucleo Valutazione: formato da 3 esperti, nominato da Comitato di Gestione; monitoraggio scientifico Progetto Industrial Board: formato da coordinatore scientifico, project manager, 3 rappresentanti mondo industriale; supporta attività del trasferimento tecnologico e dei rapporti con impreseIndustrial Board: formato da coordinatore scientifico, project manager, 3 rappresentanti mondo industriale; supporta attività del trasferimento tecnologico e dei rapporti con imprese

21 4.2. AVVIO DEL PROGETTO Acquisto delle apparecchiatureAcquisto delle apparecchiature Avvio dei work packagesAvvio dei work packages Fissazione riunioni di verifica intermediaFissazione riunioni di verifica intermedia

22 4.3. VERIFICA INTERMEDIA STAZIONE DI CONTROLLO 3° MESE 1. Presentazione Project Manager da Capofila del Progetto 2. Presentazione Referente Progetto Procedure controllo, processi integrazione tra ricercatori, procedure Procedure controllo, processi integrazione tra ricercatori, procedure amministrative amministrative Avanzamento procedure acquisizione apparecchiature principali Avanzamento procedure acquisizione apparecchiature principali Presentazione work-packages (obiettivi, problematiche start-up, piano Presentazione work-packages (obiettivi, problematiche start-up, piano operativo 1° anno, obiettivi intermedi per monitoraggio 10° mese) operativo 1° anno, obiettivi intermedi per monitoraggio 10° mese) 3. Valutazioni Commissione Adeguatezza professionale Project Manager Adeguatezza professionale Project Manager Adeguatezza procedure controllo Adeguatezza procedure controllo Livello collaborazione tra Soggetti Attuatori Livello collaborazione tra Soggetti Attuatori Procedure utilizzate per acquisizione apparecchiature principali Procedure utilizzate per acquisizione apparecchiature principali Effettivo inizio work-packages Effettivo inizio work-packages

23 4.3. VERIFICA INTERMEDIA STAZIONE DI CONTROLLO 10° MESE 1. Introduzione da Capofila Progetto 2. Presentazione Project Manager Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto attrezzature Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto attrezzature Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Rassegna dei work-packages Rassegna dei work-packages Obiettivi intermedi per monitoraggio 18° mese Obiettivi intermedi per monitoraggio 18° mese 3. Presentazione Responsabili work-packages 4. Valutazioni Commissione Procedura acquisto apparecchiature industriali Procedura acquisto apparecchiature industriali Adeguatezza contatti con partner industriali Adeguatezza contatti con partner industriali Raggiungimento obiettivi 10° mese Raggiungimento obiettivi 10° mese Appropiatezza obiettivi intermedi 18° mese Appropiatezza obiettivi intermedi 18° mese

24 4.3. VERIFICA INTERMEDIA STAZIONE DI CONTROLLO 18° MESE Check point Progetto 1. Introduzione da Capofila Progetto 2. Presentazione Project Manager Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Livello collaborazione tra ricercatori dei Soggetti Attuatori Livello collaborazione tra ricercatori dei Soggetti Attuatori Stato di definizione Business Plan per operazioni CRCD post 3 anni Stato di definizione Business Plan per operazioni CRCD post 3 anni Avanzamento strategia per autosostenibilità CRDC Avanzamento strategia per autosostenibilità CRDC Programma promozione attività CRDC Programma promozione attività CRDC Avanzamento work-packages Avanzamento work-packages Obiettivi intermedi per monitoraggio 24° mese Obiettivi intermedi per monitoraggio 24° mese Aggiornamento budget per periodo 19°-36° mese Aggiornamento budget per periodo 19°-36° mese 3. Presentazione Responsabili work-packages 4. Valutazioni Commissione Attività del Project Manager Attività del Project Manager Utilizzo apparecchiature in Progetto Dimostratore Utilizzo apparecchiature in Progetto Dimostratore Raggiungimento obiettivi intermedi Raggiungimento obiettivi intermedi Raccomandazioni del budget per prossimi 18 mesi Raccomandazioni del budget per prossimi 18 mesi

25 4.3. VERIFICA INTERMEDIA STAZIONE DI CONTROLLO 24° MESE 1. Introduzione da Capofila Progetto 2. Presentazione Project Manager Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Livello coinvolgimento parner industriali e contatti partner potenziali Rassegna attività di tutti work-packages Rassegna attività di tutti work-packages Obiettivi intermedi per monitoraggio 30° mese Obiettivi intermedi per monitoraggio 30° mese Fattibilità trasferimento tecnologia allindustria per ogni work-packages Fattibilità trasferimento tecnologia allindustria per ogni work-packages Avanzamento programma promozione attività CRDC in Regione e fuori Avanzamento programma promozione attività CRDC in Regione e fuori 3. Presentazione Responsabili work-packages 4. Valutazioni Commissione Completamento in tempi previsti (36 mesi) di apparecchiature e attrezzature Completamento in tempi previsti (36 mesi) di apparecchiature e attrezzature Sviluppo Business Plan secondo raccomandazioni da controllo 24° mese Sviluppo Business Plan secondo raccomandazioni da controllo 24° mese Adeguatezza e serietà dei contatti industriali Adeguatezza e serietà dei contatti industriali Raggiungimento obiettivi 24° mese e adeguatezza obiettivi per 36° mese Raggiungimento obiettivi 24° mese e adeguatezza obiettivi per 36° mese Possibilità di technology trasfer dai progetti ai settori industriali Possibilità di technology trasfer dai progetti ai settori industriali

26 4.3. VERIFICA INTERMEDIA STAZIONE DI CONTROLLO 30° MESE 1. Introduzione da Capofila Progetto 2. Presentazione Project Manager Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Rapporto gestionale e aggiornamento acquisto apparecchiature Valutazione livello partecipazione dellindustria nei work –packages Valutazione livello partecipazione dellindustria nei work –packages Aggiornamento su strategie sviluppate per vendita servizi da offrire a settori Aggiornamento su strategie sviluppate per vendita servizi da offrire a settori industriali dentro e fuori il territorio regionale industriali dentro e fuori il territorio regionale Valutazione supporto futuro atteso da fonti private e pubbliche rispetto a Valutazione supporto futuro atteso da fonti private e pubbliche rispetto a budget annuo per costi operativi del CRDC nel 3° e 4° anno budget annuo per costi operativi del CRDC nel 3° e 4° anno Verifica esistenza gruppo ricercatori qualificati per futuro CRDC e loro remunerazione Verifica esistenza gruppo ricercatori qualificati per futuro CRDC e loro remunerazione Rassegna attività work-packages e obiettivi intermedi raggiunti Rassegna attività work-packages e obiettivi intermedi raggiunti Fattibilità trasferimento tecnologia allindustria al 36° mese x ogni work-packages Fattibilità trasferimento tecnologia allindustria al 36° mese x ogni work-packages 3. Presentazione tecnica tutti i Responsabili work-packages Contenuti tecnici e programma di trasferimento della tecnologia sviluppata Contenuti tecnici e programma di trasferimento della tecnologia sviluppata 4. Valutazioni Commissione Problemi relativi a chiusura libri contabili del Progetto Dimostratore al 36° mese Problemi relativi a chiusura libri contabili del Progetto Dimostratore al 36° mese Adeguatezza del Business Plan proposto Adeguatezza del Business Plan proposto Adeguatezza strategia di marketing Adeguatezza strategia di marketing Adeguatezza domanda dellindustria a garantire autosostenibilità del CRDC Adeguatezza domanda dellindustria a garantire autosostenibilità del CRDC Competenze staff tecnico per garantire formazione di un CRDC Competenze staff tecnico per garantire formazione di un CRDC

27 4.4. CONCLUSIONE PROGETTO DIMOSTRATORE Completamento dei work-packages e del Progetto Dimostratore Completamento dei work-packages e del Progetto Dimostratore entro il 36° mese compresi test e attività di integrazione sul entro il 36° mese compresi test e attività di integrazione sul campo delle apparecchiature già esistenti campo delle apparecchiature già esistenti

28 5. PROFILO DI AMRA 5.1. DIVISIONI TEMATICHE 5.1. DIVISIONI TEMATICHE 5.2. ENTI PARTECIPANTI 5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI AMRA 5.4. CARATTERISTICHE DEL MODELLO DI AMRA 5.5. STRATEGIE DI AMRA 5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO: LIMPRESA ESTESA 5.7. ORGANIGRAMMA 5.8. MODELLO GIURIDICO 5.9. IDENTIFICAZIONE DELLA DOMANDA IDENTIFICAZIONE DELLOFFERTA MODALITA OPERATIVE PIANO DI MARKETING I DATI ECONOMICO- PATRIMONIALI PREVISIONALI DI A.M.R.A.

29 5.1. DIVISIONI TEMATICHE Le divisioni tematiche rischio antropico rischio antropico rischio sismico rischio sismico rischio vulcanico rischio vulcanico rischio idrogeologico rischio idrogeologico vulnerabilità del sistema marino costiero vulnerabilità del sistema marino costiero politiche territoriali e trasferimento tecnologico politiche territoriali e trasferimento tecnologico modellistica modellistica sviluppo sensori sviluppo sensori telerilevamento telerilevamento

30 5.2. ENTI PARTECIPANTI A AMRA SOGGETTO CAPOFILA Università Federico II ENTI ATTUATORI Seconda Università di Napoli Università di Napoli Parthenope Università di Salerno Università del Sannio INFM Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia Istituto Nazionale ottica applicata CNR ENEA Parco Scientifico e tecnologica di Salerno e aree interne della Campania Stazione Zoologica Anton Dohrn Consorzio Technapoli Parco Scientifico e Tecnologico dellArea Metropolitana di Napoli e Caserta

31 5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI AMRA WP1- Rischio Antropico: tecnologie innovative per il monitoraggio e la gestione di rischi ambientali derivanti da attività antropicheWP1- Rischio Antropico: tecnologie innovative per il monitoraggio e la gestione di rischi ambientali derivanti da attività antropiche WP2 - Rischio sismico: effetti sismici sulle infrastrutture ubicate nellAppennino campano-lucanoWP2 - Rischio sismico: effetti sismici sulle infrastrutture ubicate nellAppennino campano-lucano WP3 - Rischio vulcanico: tecnologie innovative per il monitoraggio del rischio vulcanicoWP3 - Rischio vulcanico: tecnologie innovative per il monitoraggio del rischio vulcanico WP4 - Rischio Idreologico: indagini e studi finalizzati alla mitigazione del rischio idreologico in aree significative della CampaniaWP4 - Rischio Idreologico: indagini e studi finalizzati alla mitigazione del rischio idreologico in aree significative della Campania WR5 - Vulnerabilità del sistema marino costiero: indirizzi per interventi in aree marine costiere con elevato impatto antropico: aree critiche del Golfo di NapoliWR5 - Vulnerabilità del sistema marino costiero: indirizzi per interventi in aree marine costiere con elevato impatto antropico: aree critiche del Golfo di Napoli

32 5.3. PROGETTO DIMOSTRATORE DI AMRA (segue) WP6 -Politiche territoriali e trasferimento tecnologico: incubazione, comunicazione e analisi delle trasformazioni territoriali, con particolare riferimento allarea orientale di NapoliWP6 -Politiche territoriali e trasferimento tecnologico: incubazione, comunicazione e analisi delle trasformazioni territoriali, con particolare riferimento allarea orientale di Napoli WP7 - Modellistica: Complessità e dinamica in problemi rilevanti per il rischio ambientaleWP7 - Modellistica: Complessità e dinamica in problemi rilevanti per il rischio ambientale WP8 - Sviluppo Sensori: nuovi sensori per la caratterizzazione di parametri ambientaliWP8 - Sviluppo Sensori: nuovi sensori per la caratterizzazione di parametri ambientali WP9 – Telerilevamento: nuove tecnologie di telerilevamento aereo e satellitare per applicazioni di monitoraggio del rischio ambientaleWP9 – Telerilevamento: nuove tecnologie di telerilevamento aereo e satellitare per applicazioni di monitoraggio del rischio ambientale

33 5.4. CARATTERISTICHE DEL MODELLO DI AMRA NO: network tra centri di ricerca partners NO: network tra centri di ricerca partners NO: agenzia di intermediazione NO: agenzia di intermediazione SI: iniziativa imprenditoriale che tende ad ottimizzare potenzialità SI: iniziativa imprenditoriale che tende ad ottimizzare potenzialità dei singoli centri di ricerca dei singoli centri di ricerca SI: iniziativa organizzata in forma di Impresa estesa SI: iniziativa organizzata in forma di Impresa estesa

34 5.5. STRATEGIE DI AMRA Definire modello organizzativo indipendente dagli azionisti Definire modello organizzativo indipendente dagli azionisti Fare impresa cioè predisporre un sistema organizzato di Fare impresa cioè predisporre un sistema organizzato di produzione con procedure e criteri predefiniti di funzionamento produzione con procedure e criteri predefiniti di funzionamento Trovare la partecipazione convinta dei centri di ricerca aderenti, che Trovare la partecipazione convinta dei centri di ricerca aderenti, che hanno un ruolo plurimo (ogni azionista partecipando ad un CRDC hanno un ruolo plurimo (ogni azionista partecipando ad un CRDC assume una nuova identità, ulteriore e non meno importante assume una nuova identità, ulteriore e non meno importante di quella ordinaria di struttura di ricerca indipendente) di quella ordinaria di struttura di ricerca indipendente) Tradurre i bisogni in domanda di ricerca, servizi e tecnologia Tradurre i bisogni in domanda di ricerca, servizi e tecnologia Adottare prassi e metodologie comuni finalizzate ad un sistema Adottare prassi e metodologie comuni finalizzate ad un sistema organizzato di produzione organizzato di produzione Progettare un portale Progettare un portale Promuovere innovazione di prodotto e di processo Promuovere innovazione di prodotto e di processo Svolgere formazione a distanza Svolgere formazione a distanza

35 La struttura strategica comprende : Unità Centrale Unità Centrale Strutture operative locali (business unit) Strutture operative locali (business unit) Portale del CRDC Portale del CRDC Business Area Companies (B.A.C.) Business Area Companies (B.A.C.) AMRA. Studi professionali Business Area Companies. Studio Virtuale 5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO IMPRESA ESTESA

36 LUnità centrale svolge il ruolo di:LUnità centrale svolge il ruolo di: artefice della strategia artefice della strategia regolatore dellimpiego dei segni distintivi regolatore dellimpiego dei segni distintivi centro di ricerca e sviluppo centro di ricerca e sviluppo promotore commerciale promotore commerciale coordinatore e controllore delle esecuzione delle commesse acquisite coordinatore e controllore delle esecuzione delle commesse acquisite LUnità locale (business unit) è costituita dal centro di ricerca aderente al Progetto, che deve :LUnità locale (business unit) è costituita dal centro di ricerca aderente al Progetto, che deve : ottimizzare le proprie competenze nellinteresse delle finalità societarie ottimizzare le proprie competenze nellinteresse delle finalità societarie programmare le disponibilità delle proprie risorse programmare le disponibilità delle proprie risorse utilizzare le attrezzature esclusivamente in base alle direttive del CRDC utilizzare le attrezzature esclusivamente in base alle direttive del CRDC dotarsi dei necessari supporti informatici dotarsi dei necessari supporti informatici dotarsi di adeguata copertura assicurativa dotarsi di adeguata copertura assicurativa 5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO (segue)

37 Il Portale è uno strumento di: Il Portale è uno strumento di: comunicazione al mercato comunicazione al mercato formazione a distanza formazione a distanza programmazione quotidiana degli incarichi programmazione quotidiana degli incarichi banca dati banca dati rete Intranet rete Intranet Le B.A.C sono realtà societarie o consortili di scopo nelle quali Le B.A.C sono realtà societarie o consortili di scopo nelle quali il CRDC potrà acquisire: il CRDC potrà acquisire: partecipazioni di controllo partecipazioni di controllo partecipazioni strategiche partecipazioni strategiche 5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO (segue)

38 si tratta di unimpostazione: si tratta di unimpostazione:funzionale innovativa per la particolare rilevanza delle funzioni commerciali e produttiva innovativa per la particolare rilevanza delle funzioni commerciali e produttiva compatibile nel lungo periodo, con limpostazione divisionale dei singoli business compatibile nel lungo periodo, con limpostazione divisionale dei singoli business 5.6. MODELLO ORGANIZZATIVO (segue)

39 5.7. ORGANIGRAMMA

40 Società consortile per AzioniSocietà consortile per Azioni in quanto ente di diritto privato avente: Finalità non lucrative Finalità non lucrative Autonomia patrimoniale Autonomia patrimoniale Personalità e soggettività giuridica Personalità e soggettività giuridica 5.8. MODELLO GIURIDICO

41 Percorso attuativo tempificato : Entro 21° mese definizione statuto società e atto convenzionale con enti partners definizione statuto società e atto convenzionale con enti partners Entro 24° mese approvazione statuto e atto convenzionale approvazione statuto e atto convenzionale avvio di procedure selezione risorse umane avvio di procedure selezione risorse umane avvio attività allestimento strutture centrali avvio attività allestimento strutture centrali individuazione del team che redige le procedure operative ed amministrative individuazione del team che redige le procedure operative ed amministrative Entro 26° mese Verifica di conformità giuridica da parte della Regione Verifica di conformità giuridica da parte della Regione atto convenzionale ente capofila/società per utilizzo attrezzature atto convenzionale ente capofila/società per utilizzo attrezzature selezione del personale da assumere selezione del personale da assumere individuazione organo amministrativo della società individuazione organo amministrativo della società progettazione portale progettazione portale Entro 27° mese Costituzione società ed avvio operativo delliniziativa Costituzione società ed avvio operativo delliniziativa

42 Gli elementi di traino della domanda Gli elementi di traino della domanda Consapevolezza dellaumento di vulnerabilità della Campania per indiscriminata urbanizzazione del territorioConsapevolezza dellaumento di vulnerabilità della Campania per indiscriminata urbanizzazione del territorio Recenti terremoti nel bacino del MediterraneoRecenti terremoti nel bacino del Mediterraneo Normative per ladeguamento sismicoNormative per ladeguamento sismico Adempimenti delle industrie in materia di rischio ambientaleAdempimenti delle industrie in materia di rischio ambientale Aggiornamento del Piano di emergenza delle aree vulcaniche napoletaneAggiornamento del Piano di emergenza delle aree vulcaniche napoletane Cambiamento internazionale della strategia delle protezioni civili in corso post eventi terroristici dell11 settembreCambiamento internazionale della strategia delle protezioni civili in corso post eventi terroristici dell11 settembre Apertura di un mercato relativo a problemi di inquinamento dellariaApertura di un mercato relativo a problemi di inquinamento dellaria 5.9. IDENTIFICAZIONE DELLA DOMANDA

43 I Settori di monopolio e/o di limitata concorrenza : I Settori di monopolio e/o di limitata concorrenza : Sperimentazione dinamica di strutture soggette ad azioni asincrone Sperimentazione dinamica di strutture soggette ad azioni asincrone Sistemi di early warning per strutture strategiche o sensibili Sistemi di early warning per strutture strategiche o sensibili Gestione integrata dei rischi ambientali in una logica multihazard Gestione integrata dei rischi ambientali in una logica multihazard Inquinamento legato al dragaggio porti ed aree inquinate Inquinamento legato al dragaggio porti ed aree inquinate Rischio ambientale connesso alla attività industriale Rischio ambientale connesso alla attività industriale Approcci sperimentali e quantitativi nellanalisi del rischio idrogeologico Approcci sperimentali e quantitativi nellanalisi del rischio idrogeologico IDENTIFICAZIONE DELLOFFERTA

44 Modalità per operare sul mercato Modalità per operare sul mercato Espletamento di singole commesse ad alto valore unitario, ottenibili per incarico specifico o per mezzo di procedura di gara Espletamento di singole commesse ad alto valore unitario, ottenibili per incarico specifico o per mezzo di procedura di gara Erogazione di interventi altamente specializzati per grandi committentiErogazione di interventi altamente specializzati per grandi committenti Proprietà intellettualeProprietà intellettuale MODALITA OPERATIVE

45 Lattivazione di una produzione allinterno di AMRA implica: unattività iniziale di rilevazione dei fabbisogni e formazione dellofferta unattività iniziale di rilevazione dei fabbisogni e formazione dellofferta unattività di sviluppo ed ingegnerizzazione dei prototipi unattività di sviluppo ed ingegnerizzazione dei prototipi unattività continuativa di alta formazione, aggiornamento, miglioramento, diffusione e creazione del know-how unattività continuativa di alta formazione, aggiornamento, miglioramento, diffusione e creazione del know-how MODALITA OPERATIVE (segue)

46 A regime, AMRA svolgerà: attività produttiva diretta: attività produttiva diretta: incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte dalle strutture decentrate incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte dalle strutture decentrate attività produttiva indiretta: attività produttiva indiretta: incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte da una BAC operativa incarichi e commesse assunte dalla struttura centrale e svolte da una BAC operativa attività di sfruttamento della proprietà intellettuale: attività di sfruttamento della proprietà intellettuale: royalties su brevetti royalties su brevetti MODALITA OPERATIVE (segue)

47 Progettazione identità visiva Progettazione identità visiva Piano di comunicazionePiano di comunicazione Piano pubblicitarioPiano pubblicitario PIANO DI MARKETING

48 5.12. I DATI ECONOMICO- PATRIMONIALI PREVISIONALI DI AMRA

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54 6. OPERAZIONI DI SPIN-OFF 6.1. SPIN-OFF QUALE PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE 6.2. ELEMENTI DISTINTIVI 6.3. OBIETTIVI 6.4. SOGGETTI INTERESSATI A FAVORIRE LO SPIN-OFF 6.5 PROSPETTIVE DI SPIN-OFF DA AMRA

55 6.1 SPIN-OFF QUALE PROGETTO DI SVILUPPO LOCALE Creazione di unimpresa da parte di un soggetto proveniente da un centro di ricerca o da un laboratorio universitarioCreazione di unimpresa da parte di un soggetto proveniente da un centro di ricerca o da un laboratorio universitario Creazione di imprese a mezzo di imprese: fenomeno per il quale soggetti che escono da unimpresa ne creano unaltraCreazione di imprese a mezzo di imprese: fenomeno per il quale soggetti che escono da unimpresa ne creano unaltra

56 6.2. ELEMENTI DISTINTIVI Presenza di un processo di accompagnamento volontario, pianificato e non casuale.Presenza di un processo di accompagnamento volontario, pianificato e non casuale. Presenza di misure di sostegno attivo da parte dellente promotorePresenza di misure di sostegno attivo da parte dellente promotore

57 6.3. OBIETTIVI DELLO SPIN-OFF Sviluppare di processi di innovazione: nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi processi, nuovi mercati, nuove imprese, per rigenerare il tessuto imprenditoriale locale creando nuove opportunità di crescitaSviluppare di processi di innovazione: nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi processi, nuovi mercati, nuove imprese, per rigenerare il tessuto imprenditoriale locale creando nuove opportunità di crescita Nuova occupazione e salvaguardia occupazione esistenteNuova occupazione e salvaguardia occupazione esistente

58 6.4. SOGGETTI INTERESSATI A FAVORIRE LO SPIN-OFF 6.4. SOGGETTI INTERESSATI A FAVORIRE LO SPIN-OFF Operatore pubblico:Operatore pubblico: nascita di nuovi soggetti imprenditoriali forti per favorire effetti occupazionali positivi nascita di nuovi soggetti imprenditoriali forti per favorire effetti occupazionali positivi Imprese:Imprese: generazione di nuove iniziative collegate o controllate generazione di nuove iniziative collegate o controllate trasferimento o successione di rami di attività trasferimento o successione di rami di attività gestione di esodi controllati del personale gestione di esodi controllati del personale

59 6.5. PROSPETTIVE DI SPIN-OFF DA AMRA Strategia operativaStrategia operativa Brevettazione intensivaBrevettazione intensiva Partnership con operatori finanziariPartnership con operatori finanziari Attivazione rapporti con sistema impresaAttivazione rapporti con sistema impresa

60 7. CASI DI ECCELLENZA DEI CRDC 7.1. STATI UNITI - TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIA AL CALIFORNIA INSTITUTE OF TECHNOLOGY (CALTECH) 7.2. MILANO - CONSORZIO POLITECNICO INNOVAZIONE

61 7.1 STATI UNITI - TRASFERIMENTO DI TECNOLOGIA AL CALIFORNIA INSTITUTE OF TECHNOLOGY CALTECH Dal 1980 sono state fondate 3000 nuove aziende sulla base di una licenza di brevetto da parte di istituzioni accademiche Operazioni di spin-off favorite rispetto alla concessione di licenze a società esterne alla struttura universitariaOperazioni di spin-off favorite rispetto alla concessione di licenze a società esterne alla struttura universitaria Attività di brevettazione intensiva (possibilità di depositare una domanda di brevetto provvisorio a basso costo che può essere trasformata entro un anno dal deposito in una domanda di brevetto vera e propria)Attività di brevettazione intensiva (possibilità di depositare una domanda di brevetto provvisorio a basso costo che può essere trasformata entro un anno dal deposito in una domanda di brevetto vera e propria)

62 7.2. MILANO - CONSORZIO POLITECNICO INNOVAZIONE Enti Aderenti Politecnico di Milano Politecnico di Milano ApimilanoApimilano AssolombardaAssolombarda CCIA ComoCCIA Como CCIA LeccoCCIA Lecco CCIA MilanoCCIA Milano CNA MilanoCNA Milano FinlombardaFinlombarda Istituto di Ricerca di BredaIstituto di Ricerca di Breda Polo Scientifico Tecnologico Lombardo SpaPolo Scientifico Tecnologico Lombardo Spa Unione Industriali di LeccoUnione Industriali di Lecco Unione Industriale di ComoUnione Industriale di Como

63 7.2. MILANO - CONSORZIO POLITECNICO INNOVAZIONE Mission Mettere a disposizione e trasferire alle PMI lombarde il patrimonio delMettere a disposizione e trasferire alle PMI lombarde il patrimonio del Politecnico di Milano (laboratori, dipartimenti e centri di ricerca) in termini di competenze tecnico-scientifiche, di conoscenze e di risultati innovativi, di capacità di ricerca, di apparecchiature di prova e sperimentazione affinché le aziende li incorporino nei propri processi di innovazione industriale Politecnico di Milano (laboratori, dipartimenti e centri di ricerca) in termini di competenze tecnico-scientifiche, di conoscenze e di risultati innovativi, di capacità di ricerca, di apparecchiature di prova e sperimentazione affinché le aziende li incorporino nei propri processi di innovazione industriale Creare nuove imprese sulla base di nuove tecnologie di prodotto e di processoCreare nuove imprese sulla base di nuove tecnologie di prodotto e di processo Integrare i contributi tecnico-scientifici con lapporto di know how in campo economico, commerciale e gestionale fornito dal Dipartimento di Economia e Produzione, da singoli esperti e da strutture operanti nel settore del terziario avanzatoIntegrare i contributi tecnico-scientifici con lapporto di know how in campo economico, commerciale e gestionale fornito dal Dipartimento di Economia e Produzione, da singoli esperti e da strutture operanti nel settore del terziario avanzato Determinare le reali necessità di intervento del mondo imprenditorialeDeterminare le reali necessità di intervento del mondo imprenditoriale


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