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Lezioni di Selvicoltura Naturalistica Prof. Luigi Marini ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE SIENA PROJET LEONARDO 2007-2008 « ECOTOURISME, AGROTOURISME ET.

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1 Lezioni di Selvicoltura Naturalistica Prof. Luigi Marini ISTITUTO TECNICO AGRARIO STATALE SIENA PROJET LEONARDO « ECOTOURISME, AGROTOURISME ET BIODIVERSITE » 5° parte: Interventi di ripristino e di restauro forestale

2 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 2 Introduzione Fare selvicoltura naturalistica significa aiutare il bosco a raggiungere il più possibile un equilibrio naturale, tale da permettergli di rinnovarsi naturalmente e di fornire lhabitat più accogliente per le altre specie vegetali ed animali che lo popolano. Molti boschi oggigiorno, dopo secoli di sfruttamento, sono abbandonati a sé stessi ed hanno bisogno di interventi strutturali di restauro forestale. Altri boschi hanno subito danni e necessitano interventi di ripristino. In questa lezione verranno esaminati in sintesi alcuni di questi casi.

3 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 3 Rimboschimenti in terreni marginali I terreni marginali sono quei terreni sottratti al bosco per essere coltivati ed oggi abbandonati perché non più produttivi o adatti per unagricoltura moderna. La loro vocazione è quella di ritornare superfici boscate. Si presentano come terreni invasi da arbusti (ginestre, rovi, robinia, ecc). Il loro ripristino richiede interventi per accelerare il decorso della natura: Rimboschimenti artificiali con specie pioniere locali (cipresso comune, pini, querce, latifoglie pregiate (ciliegio, acero, frassino, ecc) Utilizzo di seme certificato, piantine o selvaggioni. Il terreno deve essere recintato e le piante devono essere protette dal morso degli animali erbivori (Shelter). Devono essere assicurate le successive cure per garantire il successo delloperazione. Il rimboschimento, una volta adulto, avrà lo scopo di favorire il successivo insediamento della biocenosi originaria.

4 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 4 Rimboschimenti in zone bruciate Ogni anno sono migliaia gli ettari di bosco che vanno a fuoco. Il ripristino di tali superfici deve tenere conto di alcuni criteri. - Non sempre è possibile o consigliabile effettuare il rimboschimento - Spesso le piante bruciate danno vita a dei ricacci - Molti semi con il calore del fuoco si aprono più facilmente e germinano. - Le ceneri delle piante bruciate aumentano i sali minerali nel terreno. - Al contrario, lacqua utilizzata per lo spegnimento è spesso mista a sostante ritardanti, oppure e salmastra. - Il rimboschimento può essere effettuato a gruppi e non in maniera uniforme.

5 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 5 Rimboschimenti in terreni dissestati I terreni dissestati sono quei terreni sottoposti a dissesto idrogeologico: terreni agricoli o forestali soggetti a frane, a ristagni di acqua, a opere delluomo errate, geologicamente instabili, ecc. Gli interventi non sono solo di tipo selvicolturale, ma richiedono spesso interventi preliminari di ingegneria naturalistica (opere trasversali e di consolidamento nei torrenti e nei fossi, inerbimenti con sostanze particolari, opere di difesa in legno, ecc. ) Fra le specie più indicate per tali rimboschimenti sono presenti le leguminose (ginestre e robinie). Esse spesso, con il loro apparato radicale profondo, sono le uniche a poter attecchire e a consolidare il terreno, in modo da permettere il successivo impianto di specie forestali definitive.

6 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 6 Recupero di cave e discariche abbandonate Il recupero ambientale delle cave deve essere valutato caso per caso perché spesso esse rappresentano dei siti di interesse antropologico e non è il caso di cercare di nasconderle. Il recupero delle discariche può essere effettuato solo dopo avere bonificato larea (ciò non è necessario di norma nelle discariche controllate). A seconda della forma della discarica potranno essere ricreate condizioni di bosco, o parco, o bacino di acqua.

7 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 7 Conversione di cedui in altofusto Si tratta di interventi di restauro che consistono nel modificare il tipo di rinnovazione del bosco: il ceduo si rinnova solo con il taglio dei polloni e ha solo valore produttivo, laltofusto si rinnova con il seme e dà luogo a boschi più stabili ecologicamente e di elevato valore estetico. La conversione richiede molto tempo, perché spesso è necessario lasciare invecchiare i polloni in modo da portarli a produrre seme. - Successivamente dovranno essere effettuati tagli mirati di quei polloni vecchi ai cui piedi si è già affermata la rinnovazione fino a che tutto il vecchio soprasuolo non viene sostituito dalle nuove piante nate da seme. - Per accelerare i tempi è possibile contemporaneamente piantare o seminare altre piante in modo da aumentare la densità del nuovo soprasuolo o di variarne la diversità (bosco misto).

8 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 8 Trasformazione di boschi coetanei in disetanei Si tratta di interventi di restauro che consistono nel modificare strutturalmente la composizione del bosco che, formato da piante della stessa età, deve progressivamente divenire disetaneo. I motivi di tali interventi sono giustificati nel più elevato valore ecologico del soprasuolo disetaneo che risulta più stabile, più resistente alle avversità, più ospitale per le altre popolazioni vegetali ed animali. Di solito si parte già da boschi in cui il soprasuolo si è già in parte disetaneizzato (per cause naturali o per conseguenze a tagli successivi non effettuati a regola darte). In questo caso si deve favorire il processo già iniziato, tagliando poche piante ogni 5- 7 anni. Dopo alcuni decenni, il bosco, anche se non perfettamente disetaneo (curva normale della mortalità), presenterà però una struttura sempre più simile a questultima. Quindi si potrebbe affermare che si tratta in definitiva di applicare il taglio saltuario ad una fustaia coetanea e …di aspettare! La trasformazione richiede molto tempo ed interventi multipli e mirati.

9 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 9 Selvicoltura dei boschi a prevalente funzione protettiva Questo tipo di bosco si riconosce perché si trova in zone sottoposte a potenziale dissesto idrogeologico: pendici molto acclivi, crinali, zone difficili per la vegetazione (alta montagna, dune sabbiose, zone palustri, ecc.) In questi boschi qualsiasi intervento deve essere preventivamente autorizzato e successivamente collaudato dal Corpo Forestale. Ciò è giustificato dal fatto che tale funzione è di pubblica utilità e che lequilibrio del bosco è molto precario: una volta rotto spesso il processo è irreversibile. Ciò non preclude tuttavia la fruizione turistica quando questa è possibile.

10 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 10 Selvicoltura dei boschi a prevalente funzione produttiva Questo tipo di bosco si riconosce perché si trova in zone non sottoposte a potenziale dissesto idrogeologico: pendici non scoscese, zone pianeggianti o fondovalle, zone più fertili. Anche in questi boschi qualsiasi intervento deve essere preventivamente autorizzato e successivamente collaudato dal Corpo Forestale, ma è possibile utilizzare il bosco economicamente secondo tagli programmati (quando il valore del legname ricavabile è massimo). Spesso anche questi boschi sono particolarmente adatti per una fruizione turistica (zone facili da percorrere, con molti sentieri o piste, poco sottobosco, ecc.).

11 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 11 Selvicoltura dei boschi a prevalente funzione turistica Questo tipo di bosco si riconosce perché si trova in zone di rilevante importanza turistica o alla periferia delle grandi città (esempio del Monte Morello a Firenze). Per rendere massima la fruibilità da parte del turista, il bosco dovrebbe, oltre che essere facile da percorrere, essere dotato di strutture come posteggi, barbecue, posti per pic-nic, segnaletica idonea, guide turistiche per escursioni guidate, rifugi, ecc.

12 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di ripristino e di restauro forestale 12 Selvicoltura dei boschi a prevalente funzione naturalistica I boschi con questa funzione sono quelli che hanno un elevato pregio naturalistico, il cui equilibrio però è messo in pericolo dalla presenza antropica. In questi boschi spesso alcune associazioni vegetali o popolazioni animali sono addirittura in pericolo di estinzione. Tutte queste zone sono delle Aree Protette che possono differenziarsi in vari tipi: Riserve naturali, Parchi Regionali o Nazionali, Oasi, ecc.. Le aree più a rischio sono catalogate come Riserve Naturali Integrali ed in esse non è permesso laccesso alle persone se non dietro particolari permessi (per scopi di ricerca scientifica ad es.). In tutte queste aree gli interventi selvicolturali sono assai misurati, spesso nulli, per consentire alla natura di evolversi secondo le proprie leggi.

13 Lezioni di Selvicoltura naturalistica 5° parte: interventi di rispristino e di restauro forestale 13 Fine 5° parte: Interventi di ripristino e di restauro forestale


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