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1 2 unità n° 1 Dinamiche emotivo-affettive nella relazione educativa scolastica Linconscio a scuola.

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Presentazione sul tema: "1 2 unità n° 1 Dinamiche emotivo-affettive nella relazione educativa scolastica Linconscio a scuola."— Transcript della presentazione:

1 1 2 unità n° 1 Dinamiche emotivo-affettive nella relazione educativa scolastica Linconscio a scuola

2 Il primato del mondo emotivo le funzioni cognitive sono strettamente connesse alle funzioni emotive, che larea del razionale risente dellarea dellirrazionale, che il conscio dipende dallinconscio il rapporto tra insegnante-educatore e allievo, prima ancora che intellettivo, è emotivo, per cui, affinché linsegnamento e lapprendimento siano efficaci e costruttivi, occorre che linsegnante- educatore tenga presente ciò che si agita sia nella propria mente che nella mente dellallievo e nella mente-gruppale della classe le funzioni cognitive sono strettamente connesse alle funzioni emotive, che larea del razionale risente dellarea dellirrazionale, che il conscio dipende dallinconscio il rapporto tra insegnante-educatore e allievo, prima ancora che intellettivo, è emotivo, per cui, affinché linsegnamento e lapprendimento siano efficaci e costruttivi, occorre che linsegnante- educatore tenga presente ciò che si agita sia nella propria mente che nella mente dellallievo e nella mente-gruppale della classe

3 Linconscio a scuola Molti hanno paura della dimensione inconscia: ma questo significa dichiarare la sconfitta dellindividuo, la rinuncia alla sua autodeterminazione e alla riappropriazione soggettiva della propria esistenza: dal momento che ciò che rimane inespresso può costituire vincolo alla crescita. Il non tenere conto dei processi e contenuti inconsci disturba sempre la relazione, non solo quella terapeutica, ma anche altri tipi di relazioni e particolarmente quella educativa.

4 Il transfert nellattualità di una qualsiasi relazione, nel nostro caso tra insegnante e allievo, ognuno vive laltro attribuendogli il significato di una qualche oggetto appartenente al passato, identificandolo con un proprio vissuto Il bagaglio delle esperienze emotive vissute nella prima infanzia segna, successivamente, labituale modo di percepire la realtà e di rapportarsi ad essa.

5 Il transfert la domanda centrale attorno alla quale fare ruotare le altre riflessioni riguarda le fantasie inconsce (desideri, ansie, aspettative affettive, paure, aggressività, ecc.) con cui insegnante e allievo si rapportano tra loro; in altri termini: cosa cerca realmente linsegnante nellallievo e in che modo lallievo assume su di sé tali fantasie, elaborandole nei suoi rapporti affettivi con gli insegnanti e nelle sue identificazioni

6 La memoria implicita Le prime relazioni con lambiente, anche se non sono ricordabili a livello conscio, non sono dunque perdute. Anzi, sono per sempre parti attive della psiche. «La memoria, osserva Siegel (1999, pp ), non è solo ciò che siamo in grado di ricordare coscientemente del passato; secondo una definizione molto più ampia, è linsieme dei processi in base ai quali gli eventi del passato influenzano le risposte future; la mente interagisce con il mondo e registra le diverse esperienze, attraverso meccanismi che modificano le sue successive modalità di reazione

7 La memoria implicita nella relazione educativa scolastica e nei relativi processi di insegnamento e apprendimento vi inter-feriscono contenuti mentali, modelli operativi interni, modi di percepire, reagire, essere nelle relazioni, in gran parte non presenti alla coscienza, frutto di esperienze e apprendimenti passati

8 Il transfert dellinsegnante gli allievi non sono solo realtà concrete con cui ci si relaziona, ma anche strumenti atti a gratificare alcuni bisogni dellinsegnante, in tal senso lallievo è esposto alla pressione dei conflitti affettivi dellinsegnante, con il rischio di essere risucchiato in dinamiche che in teoria dovrebbero resagli estranee gli allievi non sono solo realtà concrete con cui ci si relaziona, ma anche strumenti atti a gratificare alcuni bisogni dellinsegnante, in tal senso lallievo è esposto alla pressione dei conflitti affettivi dellinsegnante, con il rischio di essere risucchiato in dinamiche che in teoria dovrebbero resagli estranee

9 Il transfert dellinsegnante linsegnante tende ad attribuire, inconsciamente, allallievo il significato di sostituto di unaltra persona o di una aspetto del proprio sé; linsegnante può cercare nellallievo in primo luogo la sua immagine, il suo riflesso, ossia ciò che lui stesso è già stato; in secondo luogo laspetto positivo, il Sé ideale, ciò che lui stesso vorrebbe essere

10 Il transfert dellinsegnante Linsegnante può attribuire anche laspetto negativo del proprio Sé, ciò che non si deve essere. In questultima eventualità, per esemplificare ulteriormente, più lo insegnante non si piace ed è insoddisfatto di se stesso, più può pretendere dallallievo un ruolo risolutore delle situazioni (lalunno modello) oppure, al contrario, quello di capro espiatoriosu cui focalizzare il propri sensi di colpa per liberarsene.

11 Il transfert dellallievo lallievo porta dentro (trasferisce) nella relazione con linsegnante modalità di relazioni, conflitti, ansie, desideri come riedizione di quanto vissuto con le figure genitoriali, così come la stessa modalità di apprendimento, di assimilazione dei contenuti trasmessi, saranno riedizione della modalità e di quanto emotivamente e inconsciamente vissuto dallinizio della vita

12 Il controtransfert La risposta al transfert, latteggiamento emotivo con cui linsegnante e alallievo reagiscono lun laltro, linsieme delle rispettive reazioni inconsce, la replica ad aspetti particolari dei reciproci comportamenti, costituiscono il controtransfert

13 Il controtransfert Spesso la comunicazione verbale dellallievo risulta carente, inesatta, riduttiva rispetto a dei contenuti poco differenziati, inesprimibili con le parole; tale processo è denominabile controtransfert che diviene così veicolo insostituibile per rendere possibile e completo uno scambio altrimenti limitato o falsato attraverso un uso ristretto del linguaggio solo sul piano razionale-cognitivo

14 Transfert e controtransfert la relazione educativa scolastica si configura come una particolare forma di comunicazione tra due partners, cioè di coppia, quella composta da insegnante-allievo, piuttosto che come un rapporto asimmetrico tra due persone, in cui cè un osservante e un osservato

15 Transfert e controtransfert Attraverso il gruppo Balint, è possibile un percorso analitico in assetto gruppale, per cui linsegnante possa rendersi conto degli stati mentali che si producono in ciascuno dei due partners della relazione attraverso il processo per cui entrambi spostano luno sullaltro affetti, emozioni, pensieri, come espressione di un immaginario che deriva da figure precedenti della propria storia

16 Il Gruppo Balint linsegnante racconta il caso di un allievo ritenuto per vari motivi problematico, specificando anche le emozioni e i pensieri suscitati nellinsegnante stesso dallimpatto con lallievo o con la situazione problematica da cui risalta lutilità nella lettura e comprensione delle situazioni, per la densità dei significati che spesso così si accompagnano al racconto, permettendo di generare anche associazioni che riportano linsegnante stesso ad aspetti della propria vita passata e della propria personalità, si evidenzierà perciò il transfert dellinsegnante

17 Il Gruppo Balint possono venire alla luce anche gli aspetti trasferali dellallievo: la risonanza emotiva prodotta nellinsegnante dalla voce dellallievo diviene il filo conduttore attraverso cui linsegnante può sperimentare e riconoscere direttamente dentro di sé lagire di parti della personalità dellaltro: in tal senso viene favorita la comprensione empatica

18 Il Gruppo Balint Il lavoro con i gruppi Balint è focalizzato sullanalisi del transfert e del controtransfert della coppia insegnante- allievo e anche in rapporto con listituzione scolastica e il gruppo-classe: ciò permette di trovare, tramite insight, soluzioni alle problematiche riportate – siano esse inerenti allapprendimento e/o al comportamento dellalunno, come al burn-out o altre problematiche del docente - in modo molto più efficace dei tanti possibili ragionamenti. In tal senso il controtransfert può divenire un aspetto importante del processo didattico ed un prezioso strumento di conoscenza per linsegnante.

19 Il Gruppo Balint Ciò che si può ottenere attraverso la metodologia dei Gruppi Balint applicati al lavoro di sostegno e formazione degli insegnanti, non è di riuscire ad abolire i messaggi inconsci, cosa impossibile, ma superare quella condizione psichica che ci fa ignorare linconsapevolezza nostra e altrui e di riuscire a farli essere da rumori disturbanti e luci accecanti in modo sovrastante e bloccante a qualcosa di sottostante, di metabolizzato sufficientemente affinché viviamo relazioni libere e non frutto di riedizioni su altri scenari, di stessi copioni.

20 Metodologia del G.B. Il Gruppo Balint non è un gruppo di terapia; è un gruppo che promuove e/o predispone, piuttosto, loperatore a non agire senza ascoltare e senza riflettere sulla relazione e sulle emozioni che prova nel momento in cui il paziente chiede aiuto. In estrema sintesi il Gruppo Balint è centrato: - sullindagine della relazione (di cura, educativa o daiuto) tra operatori e destinatari; - sullazione del gruppo come strumento facilitatore del pensiero; - su un apprendimento basato sull'esperienza e non solo sulla conoscenza intellettuale. Il Gruppo Balint non è un gruppo di terapia; è un gruppo che promuove e/o predispone, piuttosto, loperatore a non agire senza ascoltare e senza riflettere sulla relazione e sulle emozioni che prova nel momento in cui il paziente chiede aiuto. In estrema sintesi il Gruppo Balint è centrato: - sullindagine della relazione (di cura, educativa o daiuto) tra operatori e destinatari; - sullazione del gruppo come strumento facilitatore del pensiero; - su un apprendimento basato sull'esperienza e non solo sulla conoscenza intellettuale.

21 Linconscio per la scuola Il lavoro del Gruppo Balint consiste nello studio del controtransfert manifesto delloperatore, del modo cioè, in cui egli utilizza la sua personalità, la sua cultura, le sue convinzioni scientifiche, i suoi moduli di reazioni automatica (Balint, 1961). I problemi psicodinamicamente rilevanti di un allievo, nel nostro caso, diventano protagonisti attraverso lanalisi controtransferale manifesta di colui che ne racconta il caso

22 Linconscio per la scuola Per tras-mettere dei segni (insegnare) occorre anche saper decifrare il fiume di messaggi inconsapevoli che scorre sotto la relazione educativa scolastica: contenuti e processi mentali, sia da parte dellallievo come dellinsegnante, che, se ben canalizzati, riconosciuti e gestiti possono divenire la maggior risorsa prospettica per un fecondo e creativo processo di insegnamento e apprendimento

23 Gruppo Balint a scuola Si tratta di una situazione di formazione basata sullesperienza professionale guidata, che comporta un grado di coinvolgimento pari a quello che ogni partecipante si sente di intraprendere e che ha come oggetto, attraverso lesposizione del caso, la relazione tra allievo e insegnante. Ove lacquisizione dellattitudine psicoterapeutica non consiste solo nellimparare qualcosa di nuovo, ma implica inevitabilmente una modificazione notevole seppur parziale della personalità del professionista, nel nostro caso dellinsegnante.

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