><<<">

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Opere provvisionali Realizzato da: Cav. Rag. MARCELLO SANTOPIETRO Funzionario Vigilanza Ispettiva I.N.A.I.L. – Caserta D. Lgs. n. 626/1994 D.P.R. n. 164/1956.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Opere provvisionali Realizzato da: Cav. Rag. MARCELLO SANTOPIETRO Funzionario Vigilanza Ispettiva I.N.A.I.L. – Caserta D. Lgs. n. 626/1994 D.P.R. n. 164/1956."— Transcript della presentazione:

1 Opere provvisionali Realizzato da: Cav. Rag. MARCELLO SANTOPIETRO Funzionario Vigilanza Ispettiva I.N.A.I.L. – Caserta D. Lgs. n. 626/1994 D.P.R. n. 164/1956 D.P.R. n. 547/1955 D. Lgs. n. 235/2003 D. Lgs. n. 494/1996 Pi.M.U.S.

2 D. Lgs. n. 494 del 14 agosto 1996 Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili. D. Lgs. N. 528 del 19 novembre Modifiche ed integrazioni al D.Lgs. N. 494/96, recante attuazione della direttiva 92/57/CEE in materia di prescrizioni minime di sicurezza e di salute da osservare nei cantieri temporanei o mobili. I DD. Lgs e 494/96, superando la logica della frammentarietà degli interventi a favore della prevenzione, hanno posto al centro del sistema prevenzionale il principio della partecipazione e collaborazione Lavoratore tra il Datore Lavoro Soggetti protagonisti della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Linformazione del rischio da lavoro, le cause e modalità di accadimento degli infortuni e delle malattie professionali rilevate statisticamente, costituisce la base di preparazione della cultura della prevenzione. >><<<<<

3 La Direttiva cantieri La "Direttiva Cantieri" - 92/57/CEE - è la normativa europea che riguarda la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei "Cantieri temporanei e mobili" ed è stata recepita dallo Stato italiano con il D.Lgs. 494/96 e modificata successivamente con il D.Lgs. 528/99 entrato in vigore il 18 aprile E' una norma che ha lobiettivo di organizzare le attività del cantiere, per ridurre i rischi di infortuni sul lavoro, considerando che la sicurezza si possa progettare a monte, prevedendo i rischi presenti e le relative misure di prevenzione da applicarsi in quel determinato cantiere. La direttiva si applica a tutti quei lavori edili e di genio civile che comportino un "cantiere temporaneo e mobile". <<>><<<

4 Cantiere temporaneo o mobile Art. 2 - Cantiere temporaneo o mobile è qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di genio civile: Sono inoltre lavori edili o di genio civile gli scavi, il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati, la ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento, la riparazione, lo smantellamento, il consolidamento, il ripristino e il montaggio di impianti di cui al D.Lgs. 626/94 I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche e gli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. >><<<<<

5 … cantiere temporaneo o mobile Per cantiere temporaneo o mobile si intende qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di genio civile e/o i lavori che comportano " rischi rilevanti ". Si definiscono lavori edili i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche e gli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Si definiscono lavori di genio civile gli scavi, il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati, la strutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento, la riparazione lo smantellamento, il consolidamento, il ripristino, il montaggio e smontaggio di impianti. Si definiscono lavori comportanti "rischi rilevanti" le attività in cui ci sia una grave possibilità di seppellimento (scavi), caduta dallalto (lavori eseguiti in elevazione), esposizione a sostanze chimiche o biologiche, lavori in prossimità di linee elettriche in tensione, lavori in cassoni ad aria compressa ecc. >><<<<<

6 Lavoratore autonomo Responsabile dei lavori Committente Il Datore di lavoro Accanto alle nuove figure introdotte dal D. Lgs , rimangono presenti le altre già riconosciute dal precedente ordinamento quale il Datore di Lavoro delle Imprese appaltanti, cui competono responsabilità civili e penali in materia di sicurezza, infatti dal momento in cui svolge unattività produttiva deve porsi il problema delle misure necessarie per garantire la sicurezza nellazienda, creando le strutture a tal fine necessarie (art c.c. e d.lgs , art. 3 - misure generali per la protezione della salute e per la sicurezza dei lavoratori). Coordinatore per la progettazione Coordinatore per lesecuzione dei lavori Figure coinvolte >><<<<<

7 Soggetti incaricati della sicurezza cantiere Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di genio civile Committente Responsabile lavori Soggetto per conto del quale lintera opera viene realizzata indipendentemente da eventuali frazionamento nella sua realizzazioni Soggetto incaricato dal Committente per la PROGETTAZIONE o lESECUZIONE o il CONTROLLO Dellesecuzione dellopera Coordinatore Designato dal Committente o dal Responsabile dei lavori Soggetto incaricato dal Committente per la PROGETTAZIONE o lESECUZIONE o il CONTROLLO dellesecuzione dellopera Lavoratore autonomo - Persona fisica la cui attività professionale concorre alla realizzazione dellopera senza vincolo della subordinazione PROGETTAZIONE di ESECUZIONE di Piano di sicurezza/coordinamento Piano generale sicurezza Fascicolo Applicazione piano Adeguamento piano/fascicolo Coordinamento/cooperazione Informazione Consultazione/partecipazione RSL Sospensione lavori per inadempienza, per pericolo grave ed imminente >><<<<<

8 Committente Il committente è il soggetto per conto del quale vengono realizzati lavori edili o di ingegneria civile: si tratta in generale di lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, il rinnovamento di opere fisse, permanenti o temporanee. Per interventi privati in genere il Committente è lo stesso proprietario, in caso invece di lavori condominiali in genere è l'amministratore di condominio, in caso di aziende invece sarà il titolare della azienda o il legale rappresentante. In caso il Committente volesse delegare altra persona agli obblighi e responsabilità di legge, potrà farlo avvalendosi di una delega ad un Responsabile dei Lavori. >><<<<<

9 … committente Il D. lgs, n°494/96 e 528/99 di modifica ed integrazione al medesimo, hanno posto particolare attenzione al momento precedente della realizzazione dell'opera, quello della progettazione, attribuendo la responsabilità all'autore dell'opera ed affidandone con la pianificazione dei lavori anche quella delle misure di prevenzione. La responsabilità è diventata quindi campo obbligato, non solo per i datori di lavoro delle imprese, ma anche per i committenti ed i loro mandatari: responsabili dei lavori, coordinatori... Così come già nell'art. 7 del D. Lgs. 626 che delinea i compiti del datore di lavoro committente e dei datori di lavoro delle ditte appaltatrici, o a lavoratori autonomi incaricati dei lavori, il D.L. 528/99 obbliga il Committente dell'opera edilizia a: Verifica dei requisiti tecnico-professionali Informazioni da fornire alla ditta appaltatrice Cooperazione fra datori di lavoro, appaltatori e committenti. >><<<<<

10 … committente Inoltre gli articoli 3, 6, 9 del D. Lgsl. 528/99 definiscono i compiti del committente già dalla fase di progettazione, che deve fornire gli strumenti necessari per la pianificazione dell'opera in sicurezza e le forme di coordinamento: Nomina il coordinatore per la progettazione dell'opera e per l'esecuzione dell'opera Verifica degli adempimenti dei coordinatori (POS e PSC) Notifica preliminare Trasmissione del piano di sicurezza e di coordinamento alle imprese Provvedimenti per situazioni a rischio Verifica dei requisiti tecnico-professionali Il committente può esimersi da questi compiti se nomina il Responsabile dei lavori, figura incaricata per la progettazione, esecuzione e controllo dell'esecuzione della opera, quindi nomina i coordinatori: il Coordinatore in fase di progettazione che predispone il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e il Coordinatore in fase di esecuzione che ne garantisce l'applicazione e l'adeguamento. >><<<<<

11 Responsabile dei lavori Art. 2 - c Persona incaricata dal Committente che assume la gestione di tutti gli aspetti tecnico-amministrativi in tema di sicurezza (progettazione o esecuzione o controllo dellesecuzione dellopera), con relative obbligazioni e responsabilità. Non si tratta di una delega da parte del Committente, al quale fanno capo responsabilità per culpa in eligendo (art ), ma di una scelta di figura professionalmente più competente che lo sostituisca nelladempimento degli obblighi. Negli appalti pubblici la predetta figura innovativa richiama quella del direttore dei lavori, addetto al controllo tecnico-amministrativo e la verifica dellopera secondo capitolato e progetto, denominato ai sensi dellart. 7 della legge n. 109 dell responsabile unico del procedimento. >><<<<<

12 Committente (o Responsabile dei lavori) : obblighi principali Prevedere sempre la durata dei lavori, cosa che può risolversi nel determinare l'impresa che eseguirà i lavori o il tecnico incaricato della progettazione. Inviare la notifica preliminare quando l'entità dei lavori supera i 200 uomini-giorno Inviare la notifica preliminare e nominare anche i coordinatori per la sicurezza, quando inizialmente o per varianti intervenute in corso d'opera si prevede la presenza anche non contemporanea di più imprese e si verifica una delle seguenti condizioni: l'entità dei lavori supera i 200 uomini-giorno Non si applica invece se l'impresa che opera nel cantiere è una sola, in questo caso sarà l'impresa, purché sia adeguatamente applicato quanto previsto all'art. 7 D.Lgs.626/94 e successive modifiche, ad avere la responsabilità diretta della sicurezza del cantiere, e non per indicazione normativa del 494/96, ma del 626/94, in quanto gli operai che lavorano nello specifico cantiere hanno un solo datore di lavoro; di conseguenza la sicurezza degli stessi deve essere rintracciata nel Documento di Valutazione di Rischi (DVR), che potrà avere un'appendice particolare per il cantiere in cui si interviene, cioè un Piano Operativo di Sicurezza (POS) allegato. >><<<<<

13 Durata dei lavori e Uomini – giorno Per uomini/giorno si intende il numero medio dei lavoratori che quotidianamente è impiegato nel cantiere, per tutta la durata dei lavori e indipendentemente dalla continuità temporale con cui questi si svolgono. Si assume come unità di misura il numero medio di uomini impiegati per giorno lavorativo(u/g). 10 uomini x 10 giorni = 100 U/G; 5 uomini x 20 giorni = 100 U/G; (1 uomo x 90 giorni) + (10 uomini x 1 giorno) = 100 U/G. Per poter parlare di cantiere temporaneo e mobile, oltre alle tipologie di lavoro elencate, occorre che siano soddisfatte alcune condizioni riguardanti limpiego di mano dopera per un determinato periodo. >><<<<<

14 Obblighi del committente responsabile lavori Committente Responsabile lavori Nomina coordinatori Obbligo notifica Requisiti articolo 10 Progettazione esecutiva Esecuzione lavori Coordinatore IncaricocontestualeIncaricocontestuale CANTIERE soglie obbligo Presenza contemporanea Entità presunta Rischi particolari Piano generale Più imprese anche non contemporanee 100 u/g 500 u/g 30 gg 20 u 300 u/g Allegato II h>2 m h>1,5 m u/g >><<<<<

15 Coordinatore per la progettazione Art. 2 - e Il Coordinatore per la Progettazione è designato dal committente o dal responsabile dei lavori contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione esecutiva dell'opera, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea: Con entità presunta di almeno 200 uomini-giorno I cui lavori comportano i rischi particolari elencati nell'Allegato II del D.L. 528/99. Il Coordinatore per la Progettazione durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte. redige il piano di sicurezza e di coordinamento predispone il fascicolo tecnico dell'opera Anche il committente o il responsabile dei lavori, se in possesso dei requisiti necessari, possono svolgere le funzioni di coordinatore per la progettazione e sostituirlo in ogni momento. >><<<<<

16 Coordinatore per lesecuzione dei lavori Art. 2 - f Con entità presunta di almeno 200 uomini-giorno i cui lavori comportano i rischi particolari elencati nell'Allegato II del D.L. 528/99. E designato dal committente o dal responsabile dei lavori prima dell'affidamento dei lavori, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea: provvede a: verificare l'applicazione del piano di sicurezza e di coordinamento da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi verificare il Piano Operativo di Sicurezza (POS) complementare del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) con eventuali proposte di modifica da parte delle imprese appaltatrici segue >><<<<<

17 Coordinatore per lesecuzione dei lavori Art. 2 - f provvede a: organizzare la cooperazione, il coordinamento e l'informazione reciproca tra datori di lavoro e lavoratori autonomi segnalare al committente o al responsabile dei lavori le inosservanze alle disposizioni di sicurezza, proponendo la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto eventuale comunicazione dell'inadempienza ad ASL e Direzione Provinciale del Lavoro in caso di mancato intervento di committente/responsabile dei lavori sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente, fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti >><<<<<

18 La notifica preliminare E' un documento che il committente deve trasmettere ad ASL competente e a Direzione Provinciale del lavoro prima dell'inizio dei lavori per consentire all'organo di vigilanza di pianificare le proprie attività di controllo. Il documento contiene tutti i dati relativi all'identificazione del cantiere e delle figure a tutela dei lavoratori. L'adempimento è obbligatorio nei casi seguenti: entità non inferiore a 200 uomini-giorno anche se in presenza di un'impresa cantiere con rischi particolari e vi operano più imprese anche se non contemporaneamente I contenuti sono definiti nell'Allegato III del D. Lgs. 494/96 >><<<<<

19 … Notifica preliminare >><<<<<

20 Lavoratore autonomo Art. 7 E' il soggetto che concorre con la propria attività professionale alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione. E' obbligato ad utilizzare le attrezzature di lavoro secondo le disposizioni sulla sicurezza, ad usare i dispositivi di protezione individuale e ad adeguarsi alle indicazioni fornite in tema di sicurezza dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori e/o dal responsabile dell'impresa appaltatrice, qualora lavori in subappalto. I lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri e sono in condizioni di rischio sono tenuti ai seguenti obblighi: si devono adeguare alle disposizioni di sicurezza fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori sono soggetti come i lavoratori subordinati, alle disposizioni relative all'uso delle attrezzature di lavoro ed all'uso dei dispositivi di protezione individuale. Il committente o il responsabile dei lavori deve verificare l'idoneità tecnico-professionale dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l'iscrizione alla CCIAA >><<<<<

21 Valutazione dei rischi raffronto dati di probabilità evento lesivo per la scelta di adeguate misure di sicurezza preventiva. Il punto di partenza per la valutazione è rivolto al rispetto delle misure generali di tutela dettati dallart. 3 del D.Lgs. n. 626/94 che si concretizza nel cercare soluzioni sempre migliorative nel campo prevenzionale: nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o preparati impiegati, sistemazione dei posti di lavoro, organizzazione. Nel redigere il piano di sicurezza si dovrà fare riferimento alle seguenti definizioni: pericolo insieme di probabilità e di gravità di possibili eventi che possono causare danni lesivi; situazione pericolosa valutazione globale dei rischi circostanze in cui il lavoratore viene esposto ad un pericolo; >><<<<<

22 Rischi particolari allegato II 1.Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m. 1,5 o di caduta dallalto da altezza superiore a m. 2,0, se particolarmente aggravati dalla natura dellattività o dai procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dellopera; 2.Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano unesigenza legale di sorveglianza sanitaria; 3.Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti; 4. Lavori in prossimità di linee elettriche aeree e conduttori nudi di tensione; 5. Lavori che espongono ad un rischio di annegamento; 6. Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie; 7. Lavori subacquei con respiratori; 8. Lavori in cassoni ad aria compressa; 9. Lavori comportanti limpiego di esplosivi; 10. Lavori di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati pesanti. >><<<<<

23 Piano di sicurezza e coordinamento - PSC La Direttiva Cantieri ha introdotto, nei processi edilizi che rientrano nella medesima, due importanti strumenti operativi di pianificazione della sicurezza che il Committente già in fase di progettazione dell'opera ed in ogni caso prima delle richieste di offerte deve far redigere dal Coordinatore alla Progettazione : Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) Il Fascicolo tecnico dell'opera Art. 12 >><<<<<

24 … Piano di sicurezza e coordinamento Art. 12 Il Piano va redatto per i cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese se: L'entità presunta del cantiere è pari o superiore a 200 uomini-giorno I lavori comportano rischi particolari rientranti nell'Allegato II del D.L. 528/99 segue rapporto uomini giorni Pari o superiore a 200 >><<<<<

25 Piano di sicurezza e coordinamento Art. 12 è lo strumento operativo sul quale viene impostata la cooperazione ed il coordinamento, con la sequenza temporale delle fasi di lavoro, l'utilizzazione degli impianti comuni, mezzi logistici, e di protezione collettiva. Il committente trasmette il PSC alle imprese invitate a presentare le offerte e l'impresa aggiudicataria lo deve trasmettere alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi. Il coordinatore per l'esecuzione ha il compito di verificarne l'applicazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, di mettere in atto opportune azioni di coordinamento. A loro volta ciascuna impresa esecutrice deve trasmettere il proprio POS al coordinatore che ne valuta la congruità con il PSC. Oltre agli atti formali è opportuno che siano previste riunioni con tutte le imprese in ogni fase di lavoro nuova e che siano formalizzate le procedure di coordinamento. In sostanza il PSC deve essere costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell'opera da realizzare ed alle fasi critiche del processo di costruzione >><<<<<

26 … piano di sicurezza e coordinamento Il piano dovrà analizzare in particolare, in relazione alla tipologia del cantiere interessato, i seguenti elementi: Misure relative all'impatto ambientale del cantiere; Apprestamenti, infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva necessari, in relazione alla specificità dell'opera ed alla sua localizzazione; Misure di prevenzione dei rischi derivanti dalla presenza simultanea e successiva di più imprese e/o lavoratori autonomi; Prescrizioni operative specifiche, correlate alla complessità dell'opera ed alle eventuali fasi critiche; Gestione del rapporto temporale tra le varie fasi di lavoro; Disciplina dell'utilizzo comune di infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva da parte di vari soggetti; Modalità di cooperazione e coordinamento delle attività e reciproca informazione tra le varie imprese e/o lavoratori autonomi. >><<<<<

27 Il fascicolo tecnico dellopera viene elaborato dal Coordinatore per la progettazione contestualmente alla redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento principalmente per due scopi: identificare e descrivere i rischi che, ad opera conclusa, si presenteranno nelle eventuali successive manutenzioni raccogliere tutta la documentazione tecnica riguardante l'opera stessa al fine di costituire il "dossier" dell'opera Per le opere di piccola entità può essere sufficiente raccogliere la documentazione sulla struttura (calcoli statici, nominativi di progettisti, costruttori, ecc.) sugli impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento, gas, ecc.), sull'area in cui è presente il sito, sulle eventuali opere destinate ad essere utilizzate dai manutentori per la loro sicurezza. Il fascicolo viene definito compiutamente nella fase di pianificazione ed eventualmente modificato nella fase esecutiva in funzione dell'evoluzione del cantiere, mentre dopo la consegna dell'opera è aggiornato dal committente. >><<<<<

28 Piano operativo di sicurezza - POS è un documento, redatto dal datore di lavoro, in cui devono essere riportate le informazioni relative a quello specifico cantiere e valutati i rischi a cui sono sottoposti gli addetti dell'impresa. Il POS non deve quindi costituire unicamente un adempimento amministrativo, in mancanza del quale la ditta operatrice viene sanzionata, ma soprattutto un documento essenziale ed indispensabile al fine di prevenire, limitare e ridurre al minimo i rischi ed in grado di fornire una serie di elementi indicativi di comportamento e indirizzo sulla sicurezza. Il POS, contrariamente al piano di sicurezza e coordinamento, che in alcuni casi non è obbligatorio redigere, deve essere sempre redatto da tutte le imprese che entrano in un cantiere temporaneo o mobile per svolgere il proprio lavoro. Quindi il POS deve essere sempre presente in cantiere. Si parla di piano operativo (POS) in presenza del piano di sicurezza e coordinamento (PSC) di cui è un'integrazione; quando non c'è il Piano di Sicurezza e Coordinamento il Piano Operativo viene definito Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS). >><<<<<

29 … piano operativo di sicurezza Tutte le ditte che abbiano lavoratori dipendenti sono tenute alla redazione del POS Imprese edili in genere Impiantisti Lattonieri Fabbri Falegnami Vetrai Imbianchini e tinteggiatori Giardinieri Il predetto piano descrive, nel rispetto dei DD. Lgs. n. 277/91- n. 626/94 e n. 494/96, lanalisi e relativa valutazione dei rischi in funzione dellopera che si andrà a realizzare e la stima dei costi interessati per la sicurezza. Nel relativo programma dei lavori saranno regolamentate: interferenze e incompatibilità, utilizzo di attrezzature, D.P.I., approvvigionamenti di materie prime dallesterno e servizi comuni. Il Coordinatore per lesecuzione valuterà la congruenza del POS, potrà chiedere eventuali adeguamenti, coordinare i vari piani dellimprese che operano in cantiere per fasi di lavoro, stabilirà riunioni con limprese, accederà al cantiere per verificare il rispetto del piano stesso, parte integrante del contratto di appalto. >><<<<<

30 Fascicolo della sicurezza Documento: U.E. 260 del 26 maggio 1993 Il Coordinatore designato dal Committente, nella fase di allestimento del cantiere è tenuto ad approntare un fascicolo in cui vanno registrate le caratteristiche dellopera e gli elementi utili in materia di sicurezza e di igiene in considerazione allatto di eventuali lavori successivi. Nel corso dellesistenza dellopera il committente o proprietario annoterà tutte le modifiche che interverranno nel capitolo C - dotazione. Il fascicolo comprende due capitoli: Parte A - Manutenzione ordinaria e straordinaria dellopera - si elencano sia i pericoli che eventualmente possono presentarsi nel corso dei lavori successivi sia i dispositivi e/o i provvedimenti programmati per prevenire tali rischi. Parte B - Equipaggiamenti in dotazione allopera - compare un riepilogo della documentazione tecnica a cui si aggiungono istruzioni per interventi di emergenza. >><<<<<

31 Requisiti tecnico-professionali Capacità organizzative struttura aziendale con figure previste (SPP, RSL, MC, DDL, DIR. PREP, deleghe), capacità di elaborare il Piano Operativo per la sicurezza e capacità di applicare e far applicare il piano di sicurezza e coordinamento); Forza lavoro numero di lavoratori dipendenti, formazione ed addestramento e addetti alle emergenze e al pronto soccorso, idoneità sanitaria e corsi specifici in caso di lavori con amianto. In caso di appalti pubblici per esempio l'impresa deve garantire la presenza di una forza lavoro in relazione almeno all'effettuazione del 70% dei lavori della categoria prevalente (Legge quadro in materia di lavori pubblici L. 109/94 ). Attrezzature possesso e proprietà, effettuazione delle verifiche obbligatorie (rif. D. Lgsl. 359/99), documento di valutazione dei rischi Affidabilità anti-infortunistica l'insieme dei requisiti rispetto alle capacità organizzative, forza lavoro, attrezzature. Art. 3 c.8 >><<<<<

32 … requisiti tecnico-professionali Art. 3 c. 8 D. Lgs TecnicaProfessionale Disponibilità di mezzi e attrezzature previsti per lesecuzione dei lavori Disponibilità di mezzi e attrezzature antinfortunistiche idonee alla tipologia dei lavori da eseguire Disponibilità dei Dispositivi di protezione individuali idonei e specifici Iscrizione CCIAA pos.ne Inps, Inail e Cassa edile dich.ne relativa al contratto Requisiti richiesti da Legislazioni speciali l , ecc. Numero dei lavoratori necessari per lesecuzione dei lavori Formazione professionale dei Lavoratori impegnati >><<<<<

33 Coordinamento – Consultazione RLS Lavoratori Consultazione Coordinamento Piano sicurezza coordinamento Piano generale sicurezza Piani Modifiche piani Piani generali di sicurezza Modalità operative Disposizioni coordinamento Consultazione preventiva R.L.S. Proposte modifiche piani R.S.L. consultati preventivamente Coordinatore esecuzione sicurezza Verifica attuazione accordi parti sociali Assicura il coordinamento Coordina per il Miglioramento sicurezza Richiesta chiarimenti sui contenuti A B C D >><<<<<

34 Pianificazione Lanalisi di valutazione dei rischi riferiti alle varie fasi occorrenti per la realizzazione dellopera, la stessa temporizzazione dellimpegno uomini-giorni per ogni fase operativa, leventuale presenza in cantiere di più imprese, lavoratori dipendenti o autonomi, interferenze e sovrapposizioni, utilizzo di mezzi comuni deve essere disciplinata per evitare che situazioni di pericolo possano essere trascurate rispetto ai tempi di esecuzione dei lavori. Lutilizzo di diagrammi temporali riferiti alle singole imprese potrà essere uno strumento per raggiungere lobiettivo della prevenzione con i dovuti aggiustamenti ove si rendano necessari. La pianificazione anche per verificare la congruenza tra il piano operativo di sicurezza e il piano di sicurezza e coordinamento. Il diagramma di Gantt è uno strumento che serve per pianificare i tempi di realizzazione di un progetto, dell'attività lavorativa quotidiana, di un anno di lavoro, ecc., e per verificare in itinere il rispetto degli stessi. Nel diagramma di Gantt le diverse attività vengono, dunque, ordinate secondo una precisa progressione temporale. >><<<<<

35 PianificazionePianificazione (esempio) >><<<<<

36 Guida agli obblighi del committente o del responsabile dei lavori Obblighi Tipologia di opera Cantieri con presenza di più imprese anche se non contemporanea. Entità presunta del cantiere: maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri con presenza di più imprese anche se non contemporanea Opere con rischi particolari Cantieri con ununica impresa Entità presunta del cantiere: maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri che solo in corso dopera richiedono più imprese anche se non contemporanea / di entità maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri che solo in corso dopera richiedono più imprese anche se non contemporanea / e con rischi particolari (all. II) Altri cantieri rientranti nellambito di applicazione del decreto cantieri Trasmettere notifica preliminare prima dellinizio dei lavori Richiedere idoneità tecnico professionale, regolarità contributiva, indicazione dei contratti collettivi applicati, ecc. Nominare il coordinatore per la progettazione Nominare il coordinatore per lesecuzione Comunicare alle imprese i nominativi dei coordinatori Spedire copia dei piani di sicurezza Art. 3 D.Lgs. n. 626/94 Art. 7 D.Lgs. N. 626/94 solo per lavori eseguiti allinterno dellazienda >><<<<<

37 Guida ai documenti richiesti in funzione della tipologia delle opere Documenti Tipologia di cantiere Cantieri con presenza di più imprese anche se non contemporanea Entità presunta del cantiere: maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri con presenza di più imprese anche se non contemporanea Opere con rischi particolari (all. II) Cantieri con ununica impresa Entità presunta del cantiere maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri che solo in corso dopera richiedono più imprese anche se non contemporanea e di entità maggiore o uguale a 200 uomini-giorno Cantieri che solo in corso dopera richiedono più imprese anche se non contemporanea e con rischi particolari (all. II) Altri cantieri rientranti nellambito di applicazioni del decreto cantieri Notifica Piano di sicurezza e coordinamento Piano operativo di sicurezza Piano di sicurezza sostitutivo solo per lavori pubblici Fascicolo con le caratteristiche dellopera <<<<<

38 Opere provvisionali D.P.R. n. 547/1955 Prevenzione - Sicurezza per TUTTI i settori D.P.R. n. 164/1956 Prevenzione - Sicurezza settore COSTRUZIONI D.Lgs. n. 626/1994 D.Lgs. n. 494/1996 Miglioramento continuo riduzione rischi D. Lgs. n. 235/03 <<<>>

39 Il D. Lgs. 8/7/2003 n. 235 Nello stesso decreto sono fissate delle prescrizioni di sicurezza relative alle scale a pioli, all'impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi ed allimpiego di ponteggi. Per i ponteggi è previsto un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) in relazione alla complessità del ponteggio scelto ed inoltre che gli stessi siano montati e smontati ad opera di lavoratori che abbiano ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste. rispetto ad un piano stabile. integra il Titolo III D. Lgs. n. 626/94 (uso delle attrezzature di lavoro) con l'aggiunta degli articolo 36 bis, 36 ter, 36 quater e 36 quinquies fissa dei requisiti minimi che devono essere rispettati per l'uso di attrezzature per lavori in quota definiti come tali quei lavori che espongono i lavoratori al rischio di caduta da una quota posta ad una altezza superiore a 2 metri <<<>><<

40 La valutazione del problema della caduta dallalto Obiettivi Analizzare il problema infortunistico e dallanalisi dei dati definire le cause del fenomeno, verificando la possibilità di proporre soluzioni migliorative attraverso la definizione di Linee Guida comportamentali ad uso dei diversi utenti Stato dei lavori Abbiamo eseguito : Analisi infortunistico del problema Analisi delle imprese che operano nel settore Analisi degli strumenti di sicurezza a disposizione Analisi dei prodotti proposti nel montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati D.Lgs 494/96 - Art. 4. Obblighi del coordinatore per la progettazione 1.Durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione: a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'art. 12, comma 1; b) predispone un fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell'allegato II al documento U.E. 26/05/93. Il fascicolo non è predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cui all'articolo 31, lettera a), della legge 5 agosto 1978, n <<<>><<

41 Opere Provvisionali Queste opere hanno una durata limitata da un punto di vista temporale e pertanto devono essere rimosse non appena è cessata la necessità per la quale cui sono state erette. Le opere provvisionali rappresentano un aspetto fondamentale nella redazione dei "piani di sicurezza" previsti negli artt. 4, 12 e 13 del D. Lgs. n. 494 del La loro limitata durata temporale non deve far sottovalutare il problema progettuale, di messa in opera e conservativo che in alcuni casi diventa importante per la corretta progettazione ed esecuzione dell'opera stessa. sono tutte quelle opere che forniscono ausilio alla realizzazione dei lavori civili. si distinguono in: opere di servizio opere di sicurezzaopere di sostegno rovvisionali O pere <<<>><<

42 …opere provvisionali <<<>><<

43 Tipologie di opere provvisionali per lavori in quota Ponti su ruote (trabattelli) Ponti su cavalletti Puntelli e strutture di puntellazione Scale a mano Altre attrezzature: reti, pali di sicurezza Tra le differenti opere provvisionali lo studio dei ponteggi riveste sicuramente un ruolo primario perché essi sono presenti nella quasi totalità dei cantieri edili, e sovente raggiungono dimensioni notevoli. Ponteggi in legname Ponteggi metallici a tubi e giunti Ponteggi metallici a telai prefabbricati Ponti a sbalzo e mensole metalliche Andatoie e passerelle Ponteggi e piattaforme meccanizzate Quelli in legno non vengono quasi più usati, mentre i ponteggi in acciaio sono estremamente diffusi, sul mercato si trovano disponibili due diverse tipologie: a tubi e giunti; a telai prefabbricati del tipo chiuso, a portale, ad acca. I ponteggi possono essere in legno o in acciaio. <<<>><<

44 Il ponteggio è una struttura reticolare provvista solitamente di impalcati. Consiste in una serie di diversi elementi costitutivi da collegare fra loro al fine di ottenere una struttura rigida, in grado di crescere non solo in senso verticale ma anche orizzontalmente, adattandosi con grande facilità e modularmente alle caratteristiche geometriche e dimensionali dell'edificio da erigere. I ponteggi vengono solitamente realizzati per la costruzione o ristrutturazione di edifici. In questo caso vengono considerati dispositivi di protezione collettiva contro le cadute dallalto. Scale biodirezionali Scale monodirezionali Ristrutturazione copertura con rete di protezione Gli impalcati possono essere costituiti da tavole di legno o di acciaio indipendentemente dal materiale con cui è costruita la struttura portante. <<<>><<

45 … ponteggio <<<>><<

46 Ponteggi in legname Si realizzavano facendo uso di elementi lignei più o meno lavorati (tronchi, tavole, assi) messi in opera e collegati fra loro mediante fasce, corde, chiodi in vari materiali Per i ponteggi in legno non esistono particolari restrizioni di messa in opera o controlli strutturali, salvo quelli imposti dalla buona tecnica, dalla tradizione costruttiva e dai dettami della norma legislativa (artt. 7, del D.P.R. n. 164 del 1956). I ponteggi in legno non vengono quasi più usati <<<>><<

47 Ponteggio a tubi e giunti Il ponteggio a tubo-giunto di contro richiede mano dopera altamente specializzata e tempi di lavorazione mediamente più lunghi. Giunto sempliceGiunto ortogonaleGiunto girevoleChiave avvitamento giunti basetta Consente di collegare due tubi in qualsiasi posizione e a distanze non prefissate, rende possibile l'adeguamento della struttura provvisionale ad ogni tipo di facciata o manufatto, consentendo di fatto la realizzazione delle forme più particolari ed irregolari. <<<>><<

48 il tubo: è un elemento metallico in acciaio di sezione circolare con diametro esterno di 4,8 cm e spessore di 3,5 mm; Ponteggio a tubi collegati con giunti di serraggio gli accessori : si tratta di spinotti di collegamento tra i tubi, basette di appoggio e altre tipologie di giunti studiati per soddisfare diverse combinazioni. E costituito essenzialmente da tre elementi: il giunto: è un elemento di acciaio costituito da due manicotti posti secondo due assi ortogonali che permettono lassemblaggio dei tubi. I manicotti sono orientabili per permettere unioni con angolazioni diverse; Il serraggio con chiave dinamometrica, effettuato secondo le prescrizioni dell'autorizzazione, è un utile controllo di sicurezza. Le caratteristiche di resistenza dei giunti non devono essere minori di quelle delle aste che collegano. <<<>><<

49 Ponteggio a telai prefabbricati I tempi di montaggio mediamente più corti e mano dopera poco specializzata rendono questo sistema molto appetibile; tuttavia si deve considerare la scarsa versatilità del prodotto dovuto a distanze orizzontali e verticali prefissate che costringono spesso ad integrarlo con altri tipi di materiali come tubo - giunto e tavole di legno. Tavola con botolaTavola fermapiediTavola con sei ganci Questa tipologia di ponteggi rappresenta, per la semplicità di montaggio, la più utilizzata soprattutto dalle aziende non specializzate. <<<>><<

50 Ponteggio a telai prefabbricati (collegati con aste, ganci, occhielli, ecc.). E realizzato con elementi strutturali in acciaio alti 2 metri e larghi 1,05 a forma di telaio con due controventi di irrigidimento agli angoli. I telai sono collegati longitudinalmente con dei correnti e controventati con delle diagonali, entrambi fissati con degli spinotti già predisposti sui montanti verticali, costituendo così un sistema di rapido e facile impiego. corrente telaio testata telaietto diagonale Scaletta ponteggitorre vano traverso <<<>><<

51 Installazione dei ponteggi metallici fissi Si possono verificarsi due casi: Il ponteggio deve essere eretto in base ad un progetto, firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge allesercizio della professione, comprendente:calcolo, disegno esecutivo Altezza superiore a 20 metri e montaggio secondo uno schema diverso da quelli tipo previsti nellautorizzazione ministeriale. Altezza inferiore a 20 metri e montaggio secondo uno degli schemi tipo previsti nellautorizzazione ministeriale. Il ponteggio deve essere montato, ancorato e costituito da tutti gli elementi caratteristici secondo lo schema tipo indicato nellautorizzazione (o libretto del ponteggio) e corredato dal disegno esecutivo (anche eseguito a mano libera), dal quale risulti il tipo di ponteggio usato e lindicazione degli appoggi e degli ancoraggi nonché le generalità e la firma del responsabile del cantiere che ne attesti la conformità allo schema tipo <<<>><<

52 D.P.R. n. 164/1956 <<<>><<

53 Art. 31 e 34 - D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni" La relazione di cui all'articolo precedente deve contenere: 1)descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dell'insieme; 2) caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali; 3) indicazione delle prove di carico, a cui sono stati sottoposti i vari elementi; 4) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego; 5) istruzioni per le prove di carico del ponteggio; 6)istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio; 7)schemi-tipo di ponteggio con l'indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste l'obbligo del calcolo per ogni singola applicazione. Art. 31 Relazione tecnica Gli elementi metallici dei ponteggi (aste, tubi, giunti, basi) devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, il nome o il marchio del fabbricante. Art. 34 Nome del fabbricante <<<>><<

54 Sottoponte di sicurezza Gli impalcati ed i ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza con la stessa pianta, con la stessa resistenza e posto ad una distanza non maggiore di 2,50 m. Limitatamente a lavori in conglomerato cementizio è consentito il sottoponte in corrispondenza di ogni piano. La sua funzione è quella di trattenere cose e/o persone eventualmente cadute dal ponte sovrastante per rottura dello stesso. Può essere omesso solo per lesecuzione di lavori di manutenzione e riparazione di durata non superiore a 5 giorni. Diagonale in pianta Parapetto di testata in tubi e giunti Tavola fermapiede <<<>><<

55 opere provvisionali di servizio: ponte di servizio Art Sottoponti Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m. 2,50. La costruzione del sottoponte può essere omessa per i ponti sospesi, per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazione di durata non superiore a cinque giorni. Ponte di servizio Impalcati formati da assi di cm. 5; Tavola fermapiede alta almeno cm. 30; Distanza massima dal muro cm. 20; Basette poggianti su superficie solide. Art Impalcati e parapetti dei castelli D.P.R. n <<<>><<

56 … ponteggio: stilata m. 1.8 nel caso di ponteggi a telai prefabbricati è una serie di telai sovrapposti e contenuti in un unico piano verticale; altrimenti, per ponteggi a tubi e giunti, per stilata si intende uno o più moduli così costituiti: due montanti uniti, a mezzo di giunti, con tubi orizzontali, traversi. Ogni stilata standard dista dalla successiva 180 cm; è possibile però, previo calcolo e progetto specifico, aumentare tale valore in modo da mantenere invariata la sicurezza. <<<>><<

57 … ponteggio: campo Corrente posteriore Montante dei telai Telaietto parapetto a tutti moduli Tavola fermapiede Tavola fermapiede Impalcato Diagonale in pianta Impalcato sottoponte di sicurezza E la parte di ponteggio compresa tra due stilate contigue min. cm. 20 min. cm <<<>><<

58 … ponteggio: controventatura E linsieme di collegamenti strutturali necessari per realizzare collegamenti diagonali nei piani atti ad irrigidire la struttura ed impedire gli spostamenti Diagonale in pianta Diagonale di facciata Tavola fermapiede Corrente posteriore Tavola fermapiede 1° parapetto 2° parapetto 1° parapetto 2° parapetto Corrente posteriore Diagonale di facciata Impalcato del piano di lavoro Impalcato del sottoponte di sicurezza e le rotazioni dei nodi : di facciata; in pianta; trasversali. <<<>><<

59 … ponteggio: corrente - mancorrente Corrente è un tubo disposto orizzontalmente che collega tra loro longitudinalmente due telai o comunque due montanti consecutivi. Mancorrente è un corrente posto ad altezza di 1 metro dal piano di calpestio e facente parte del parapetto per proteggere dalla caduta il personale al lavoro sul ponteggio. Può essere costituito in alcuni casi da un telaietto appositamente realizzato dal costruttore per collegare due telai prefabbricati e svolgere funzione di parapetto. Telaietto di parapetto mancorrente <<<>><<

60 … ponteggio: diagonale - giunto I diagonali sono aste metalliche per rinforzare ed irrigidire la struttura lungo le diagonali principali congiungendo gli angoli estremi ed opposti dei vari nodi nei punti necessari stabiliti dalla autorizzazione o dal progettista. Si definisce giunto lelemento che permette di realizzare il collegamento rigido fra le varie aste in corrispondenza di quelli che saranno i nodi. Ortogonale a 4 bulloniOrtogonale a 2 bulloniOrtogonale orientabileSemplice a bulloni <<<>><<

61 … ponteggio: impalcato – mensola e montante Impalcato è lelemento strutturale costituito da tavolati, idoneo a realizzare piani di calpestio, ponti di carico o sottoponti per consentire il transito del personale e la movimentazione dei materiali alle varie quote. Mensola MontanteMontante La mensola è lelemento strutturale che permette lampliamento del piano di lavoro verso lopera servita con sbalzo dellarea intelaiata. Il montante è il tubo verticale su cui vengono scaricati tutti i carichi agenti sul ponteggio, propri e di servizio. <<<>><<

62 … ponteggio: parasassi - mantovana Art. 5 - D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 Luoghi di transito Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con barriere o protetto con l'adozione di misure o cautele adeguate. Ogni zona delledificio o della costruzione, nella quale cè accesso e transito normale di persone, deve offrire protezione contro la caduta di carichi e materiali dallalto del ponteggio. Eventualmente va impedito laccesso sotto tale zona. <<<>><<

63 … ponteggio: (t) parasassi - mantovana E lelemento strutturale necessario a realizzare strutture di protezione contro la caduta di materiali minuti dallalto sullarea di transito e non transennata. Per offrire protezione contro la caduta di carichi e materiali dallalto del ponteggio devono essere realizzate delle apposite strutture parasassi a partire dallaltezza del solaio di copertura del piano terreno. Tavole in legno Realizzato con tubi e giunti Zona delimitata ai pedoni Queste strutture devono essere robuste e riproporsi ogni 12 metri. Lo sbalzo in avanti deve essere inferiore a circa cm. mantovana <<<>><<

64 … ponteggio: telaio di coronamento E il più alto di tutti i telai sovrapposti costituenti il ponteggio. Telaio di coronamento Viene impiegato per il montaggio del parapetto a protezione del più alto impalcato di servizio utilizzabile. Il telaio di coronamento è presente anche alla sommità della torre-vano per permettere allascensore di cantiere di arrivare a servire tutti i piani. <<<>><<

65 … ponteggio: torre-vano e traverso Il traverso è lelemento strutturale (tubo) utilizzato per la realizzazione degli elementi orizzontali del telaio prefabbricato a sua volta costituente una stilata e che sorregge i tavolati. La torre-vano è lopera provvisionale in cui alloggia e si muove lascensore da cantiere. traverso Nei ponteggi a tubi e giunti, sintende lelemento orizzontale che composto, a mezzo di giunti, con due montanti costituisce una stilata. <<<>><<

66 opere provvisionali: andatoie e passarelle <<<>><<

67 Art D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni" Parapetti Corrente posteriore Telaietto parapetto Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un'altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto costituito da uno o più correnti paralleli all'intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di 1 metro dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa e aderente al tavolato. Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di 60 centimetri. Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti. <<<>><<

68 Art D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni" Gli impalcati dei castelli devono risultare sufficientemente ampi e muniti, sui lati verso il vuoto, di parapetto e tavola fermapiede normali. Per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un varco purché in corrispondenza di esso sia applicato un fermapiede alto non meno di 30 centimetri. Il varco deve essere ridotto allo stretto necessario e delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto alla posizione del tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi fissi dell'impalcatura. Dal lato interno dei sostegni di cui sopra, all'altezza di m. 1,20 e nel senso normale all'apertura, devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno cm. 20, da servire per appoggio e riparo del lavoratore. Gli intavolati dei singoli ripiani devono essere formati con tavoloni di spessore non inferiore a cm. 5 che devono poggiare su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascuno dei ripiani medesimi. Impalcati e parapetti dei castelli <<<>><<

69 … ponteggio: parapetto <<<>><<

70 Art D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni" Disposizione dei montanti I montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i cui punti di sovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno un metro; devono altresì essere verticali o leggermente inclinati verso la costruzione. Per le impalcature fino ad 8 metri di altezza sono ammessi montanti singoli in un sol pezzo; per impalcature di altezza superiore, soltanto per gli ultimi 7 metri i montanti possono essere ad elementi singoli. Il piede dei montanti deve essere solidamente assicurato alla base di appoggio o di infissione in modo che sia impedito ogni cedimento in senso verticale ed orizzontale. L'altezza dei montanti deve superare di almeno metri 1,20 l'ultimo impalcato o il piano di gronda. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a m. 3,60; può essere consentita una maggiore distanza quando ciò sia richiesto da evidenti motivi di esercizio del cantiere, perché, in tal caso, la sicurezza del ponteggio risulti da un progetto redatto da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilità. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggi a rombo. <<<>><<

71 … ponteggio: parapetto in quota <<<>><<

72 Art D.P.R. n. 164, 7 gennaio 1956 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni" Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di calpestio dei ponti di servizio. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto può essere costituito da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m. 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone. Difesa delle aperture <<<>><<

73 opere provvisionali: copertura di vani e botole Tavole spessore cm. 5 max cm. 180 Min. cm. 100 Min. cm <<<>><<

74 ponteggio: intavolati Art. 23 D.P.R. n Lintavolato dellimpalcato deve essere realizzato con tavole di almeno 5 x 20 cm., fra loro aderenti e fissate in modo da non scivolare. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono poggiare sempre su quattro traversi; le loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso, per non meno di 40 cm.; le tavole devono essere assicurate contro gli spostamenti e ben accostate tra loro e allopera in costruzione. Le tavole dei ponteggi metallici, con interasse tra i traversi di m. 1,80, devono avere una sezione minima di cm. 4 x 30 oppure cm. 5 x 20, nella pratica si evidenzia la necessità di utilizzare comunque tavole di spessore cm m. 4,00 m. 1,80 <<<>><<

75 ponteggio: intavolati metallici Sono disponibili sia per i comuni ponteggi metallici con interasse tra i traversi di m. 1,80, sia per i nuovi ponteggi di m. 2,50, sui quali sono peraltro obbligatorie. La tavola metallica semplifica le operazioni di montaggio, smontaggio e magazzinaggio. Garantisce inoltre un elevato grado di sicurezza (il produttore ne certifica le caratteristiche). E vietato utilizzare i pannelli per casseforme come elementi di impalcato, per ponteggi od altre opere provvisionali di sicurezza. <<<>><<

76 ponteggio: distanza Art. 23, c. 3 - D.P.R. n Lo spazio libero fra il piano di lavoro e la facciata della costruzione deve essere minore di 20 cm. Distanza max dal muro cm. 20 Se lo spazio libero fra il piano di lavoro e la facciata della costruzione è superiore a 20 cm. occorre un parapetto anche verso linterno <<<>><<

77 ponteggio: basetta Serve per stabilire una pressione allappoggio che bisogna eventualmente ulteriormente distribuire per diminuirla. Preliminarmente deve quindi valutarsi la resistenza del terreno, ma in genere è necessario pensare di impiegare tavole di ripartizione per diminuire la pressione al suolo a valori accettabili. Le basette possono essere : basette regolabilibasette semplici <<<>><<

78 … ponteggio: ancoraggio Si definisce in tal modo lelemento o il sistema che vincola il ponteggio agganciandolo ad una struttura idonea a sopportare le azioni ad essa trasmesse, in modo che ne resti impedito il movimento e resti stabile contro il ribaltamento e la caduta. Normalmente si parla di un ancoraggio ogni circa 22 mq. di superficie del ponteggio metallico (un ancoraggio ogni due piani di ponte - 3,60 m - ed in orizzontale ogni tre campi -5,40 m – In tutti i casi che escono dagli schemi standard si dovrà provvedere con un calcolo specifico. <<<>><<

79 A CRAVATTA - Con fissaggio a tubi e giunti dietro a strutture rigide delledificio servito, quali pilastri e muri intorno ai quali vanno bloccati i tubi mediante i giunti. Il sistema realizzato sarà rigido al punto da reggere a tutte le sollecitazioni agenti. … ponteggio: tipi di ancoraggio AD ANELLO - Richiede la possibilità di aggancio ad una parete abbastanza solida da attraversare con un tondo di acciaio sagomato ad anello ad U alle due estremità e del diametro da calcolare secondo lo sforzo applicato e comunque non minore di 6 mm.. Tale tipo di ancoraggio può essere realizzato solo nel caso di nuove costruzioni, prima che sia stato realizzato il getto di conglomerato cementizio, così da poter vincolare il tondino dellanello allarmatura metallica portante, onde realizzare un blocco resistente unico. <<<>><<

80 A VITONE - Viene realizzato con elemento di bloccaggio estensibile a vite per forzare su due pareti di contrasto parallele ed ortogonali al vitone stesso, purché queste offrano la sufficiente resistenza a compressione e lasta possa resistere al carico di flessione. … ponteggio: tipi di ancoraggio A TASSELLO - Permettono di collegare la struttura del ponteggio con ancoraggi ben equidistanziati anche se le pareti non offrono punti dove realizzare ancoraggi dei precedenti tre tipi. In tal caso bisogna continuare a progettare lancoraggio con coefficiente di sicurezza 2,5; sarà necessario verificare la tenuta del materiale base a contatto con il tassello stesso. Giunto ortogonale <<<>><<

81 … ponteggio: elementi metallici <<<>><<

82 Ponteggio metallico I ponteggi metallici sono soggetti a rigorosi criteri costruttivi e di applicazione, infatti possono essere commercializzati ed impiegati solo dopo che il fabbricante abbia ottenuto l'autorizzazione da parte del Ministero del lavoro. All'atto dellacquisto del ponteggio, parte integrante della struttura provvisionale è il documento rilasciato in copia conforme con i relativi allegati che certificano lutilizzo: la relazione di calcolo che analizza i diversi schemi tipo previsti, con l'indicazione dei massimi sovraccarichi ammessi per ogni schema, nonché l'altezza e la larghezza degli impalcati per i quali non sussiste l'obbligo del calcolo per ogni singola applicazione. i certificati di prove effettuate sia sulle singole componenti del ponteggio che sulle conformazioni tipo indicate dal costruttore. le istruzioni per il montaggio, l'impiego e lo smontaggio del ponteggio. per quanto previsto all'art. 34 del D.P.R. n. 164 del 1956, su ogni elemento di cui lo stesso si compone (basetta, spinotto, montante, piano di calpestio, corrente, traverso, diagonale, ecc.), deve comparire, inciso o in rilievo, il nome o il marchio del fabbricante. Per ponteggi superiori a m. 20, di notevole complessità o fuori dagli schemi-tipo discende l'obbligo del calcolo di una specifica verifica, e del disegno esecutivo, redatti e firmati da ingegnere o architetto abilitato all'esercizio della professione. <<<>><<

83 ponteggio: sorveglianza - autorizzazione Art D.P.R. n Sorveglianza – deve essere esercitata in continuità, sulle impalcature, specialmente dopo una sosta prolungata per inutilizzo o dopo un temporale. Vigilare costantemente in particolare sul buono stato degli ancoraggi e dei morsetti. Art D.P.R. n Autorizzazione Il ponteggio allacquisto deve essere provvisto di autorizzazione allimpiego del Ministero del Lavoro e di Relazione Tecnica <<<>><<

84 Ponteggio autosollevante Ponteggio metallico costituito da un piano di lavoro collegato solidamente a strutture verticali colonnari ancorate allopera, aventi funzioni di sostegno e di guida, nei movimenti di salita e discesa e durante la sosta. colonna basamento frontale laterale Per i fabbricanti obbligo di fornire, con le apparecchiature, i disegni esecutivi ed una relazione tecnica firmata (autorizzazione ministeriale alluso), nonché le istruzioni sul montaggio, impiego e smontaggio delle strutture, con lindicazione del carico ammissibile per m2 del piano di lavoro, in relazione allaltezza ed alla distanza massima tra le strutture portanti, nonché copia dellatto di autorizzazione allimpiego. <<<>><<

85 Ponteggio autosollevante: ancoraggio - prevenzione ancoraggio ad anello ancoraggio Ancoraggio alla parete delledificio secondo le indicazioni contenute nellautorizzazione ministeriale alluso. Gli ancoraggio possono essere a cravatta, o eseguiti ancorando nei getti dei solai ferri piegati ad U, ai quali collegare il ponteggio. Dotazione per gli addetti di idonei attrezzi e, a seconda dei rischi specifici a cui sono esposti, dei seguenti dispositivi di protezione individuali: guanti da lavoro; elmetti; calzature di sicurezza; cinture di sicurezza; Transito vietato di persone e/o di mezzi alla base del ponteggio e nelle immediate vicinanze, durante lutilizzazione utilizzando appositi cartelli e altri sistemi (transenne o altre delimitazioni); <<<>><<

86 Ponte su ruote I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere ai carichi ed alle oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato. Il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente. Per la salita e discesa devono essere utilizzate le scalette interne od un sistema anticaduta. La verticalità dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino. I ponti su ruote non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o sovraccarichi. <<<>><<

87 …ponte su ruote I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani. il ponte è costruito conformemente alla norma UNI HD 1004 Torri mobili da lavoro ; il costruttore fornisce la certificazione del superamento delle prove di carico e di rigidità; laltezza del ponte non supera i 12 m se utilizzato allinterno di edifici e 8 allesterno; per i ponti su ruote utilizzati allesterno degli edifici sia realizzato, ove possibile, un fissaggio; per il montaggio, uso e manutenzione del ponte su ruote sono seguite le istruzioni indicate dalla norma stessa. Secondo il recente Decreto 27/03/98 può esserci deroga quando : <<<>><<

88 ponti su cavalletti Art. 51 D.P.R. n I ponti su cavalletti, non essendo dotati di parapetto, non devono avere altezza superiore ai metri 2 e possono essere utilizzati per lavori interni od al suolo: con le normali tavole di sezioni minima cm. 20 x cm. 5 e lunghezza di 4 metri è dobbligo utilizzare tre cavalletti (interasse cm. 180 e sbalzi di cm. 20; la larghezza dellimpalcato non deve essere inferiore a cm. 90. cavalletto ponte su cavalletti m m h. max m listello antiscivolo utilizzo regolare utilizzo non regolare <<<>><<

89 Puntelli e strutture di puntellazione Nella realizzazione delle opere provvisionali i sistemi di puntellazione meritano sicuramente particolare attenzione. La puntellazione provvisoria rappresenta una operazione molto importante nella realizzazione di un solaio o pareti in calcestruzzo adiacenti a pareti già esistenti, rocce od altro. Lentità della puntellazione dipende dai carichi che graveranno sul piano di posa durante la fase di montaggio e dal peso che andrà ad aggiungersi a seguito del getto di calcestruzzo. norma UNI EN1065 La norma UNI EN1065 introduce una serie di prescrizioni atte a certificare la qualità dei puntelli telescopici regolabili in acciaio con filettatura coperta o scoperta e destinati all'uso in cantiere, la stessa fissa i criteri per la classificazione dei puntelli in base alla categoria in A,B,C,D,Eed alla massima lunghezza di estensione. UNI EN1065 a crocea piastracon manicicon leva solaio puntellato <<<>><<

90 Scale a mano Art. 8 D.P.R. n Le scale portatili a pioli, dette anche scale a mano, devono: avere dimensioni appropriate alluso; essere sufficientemente resistenti nellinsieme e nei singoli elementi; i pioli devono essere incastrati nei montanti. Le scale in legno non devono avere: listelli inchiodati; è vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno inchiodati sui montanti; è vietata luso di scale difettose e pericolose, quando risultano inutilizzate devono essere eliminate. Il pericolo principale connesso alluso di scale è quello di caduta di persone che può essere causata da difetto della scala o da un suo errato impiego <<<>><<

91 … scale a mano Art. 8 D.P.R. n La scala deve risultare di lunghezza adeguata e, in generale deve sporgere di almeno un metro oltre il piano di accesso. m. 1 Durante luso, le scale devono essere sistemate e vincolate e non sono ammissibili sistemazioni precarie di fortuna. Durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala Contro il pericolo di sbandamento o di slittamento, le estremità inferiori dei montanti devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolevoli mentre quelle superiori devono avere ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli. La scala deve distare dalla verticale di appoggio per circa un ¼ della sua lunghezza. scala gabbia ponteggio <<<>><<

92 Le reti di sicurezza sono sistemi di protezione anticaduta collettivi. non eliminano il rischio di caduta ma servono a ridurne le consequenze. Nel settore edile si sono affermati differenti utilizzi delle reti di sicurezza durante l'esecuzione delle opere che in forma generale possono essere così elencati: - esecuzione di strutture in cemento armato; - messa in opera di coperture; - montaggio di strutture metalliche per edifici industriali; - costruzione di ponti, viadotti e strutture sopraelevate, etc. Nella messa in opera e nellimpiego delle reti si devono rispettare, le indicazioni e le raccomandazioni che il costruttore (o fornitore) è tenuto a fornire insieme alla certificazione di conformità CE. <<<>><<

93 Le funi, ancoraggi Nei lavori sui tetti dovranno essere definite prioritariamente (art. 36-bis, comma 1 punto a) del d.lgs.626/94, così come modificato dallart. 5 del d.lgs. 235/03) le misure collettive di protezione contro i rischi di caduta (parapetti, impalcati, reti, ecc.), commisurate alleffettiva valutazione del rischio. Nel caso in cui lesecuzione di un lavoro di natura particolare richieda leliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute, il datore di lavoro deve adottare misure di sicurezza equivalenti ed efficaci, e il lavoro non può essere eseguito prima delladozione di tali misure. I rischi residui, individuati dalla valutazione, devono essere eliminati o ridotti mediante luso di dispositivi di protezione individuali di posizionamento o di arresto della caduta (cinture, imbracature, ancoraggi, collegamenti con funi, ecc.). <<<>><<

94 … le funi, ancoraggi I DPI contro la caduta dallalto possono venire utilizzati: - nelle lavorazioni in prossimità del bordo di tetti piani; - in prossimità del bordo di timpani; - sulle maglie di griglie; - per i lavori di montaggio; - per lavorazioni di piccola entità; - su scale a pioli. Possono essere utilizzate solo attrezzature marcate CE e certificate per luso in cantiere (imbracature, sistemi di collegamento e aggancio (corde, fasce, ecc.), dispositivi di sicurezza per laltezza, ammortizzatori di caduta, dispositivi di trattenuta mobili). Fissare i DPI contro la caduta dallalto a parti portanti o a elementi preposti allaggancio. Questi devono garantire, per un operatore agganciato, di resistere aduno carico di strappo di 750 kg. – Usare solo ganci a carabina che sono provvisti di una sicurezza contro lapertura involontaria. <<<<<

95 Pi.M.U.S.- Piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio Il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (PIMUS), in funzione della complessità del ponteggio scelto. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati. Art. 36–quater D. Lgs. n Il Pi.M.U.S. non è una valutazione dei rischi dellimpresa (POS) ma un documento dellattrezzature. Un documento che a partire da quelli già esistenti (libretto del costruttore, disegno esecutivo …) completa le informazioni sullopera provvisionale da impiegare in relazione al contesto: ad esempio le caratteristiche dei vincoli di appoggio, di ancoraggio, le procedure per il montaggio, uso e smontaggio, lo stoccaggio e le verifiche <<<>>

96 Pi.M.U.S. : campo di applicazione Per il settore delle costruzioni questa disposizione si deve applicare per ogni cantiere in cui si fa uso di attrezzature come i ponteggi, allestiti per attività lavorativa che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile. Art. 36–quater D. Lgs. n <<<>><<

97 Pi.M.U.S.: Obbligo redazione Per ponteggio si intende Il Pi.M.U.S. deve essere redatto per ogni ponteggio impiegato in un cantiere. Nel caso di più ponteggi saranno redatti più Pi.M.U.S. ponteggio in legno ponteggio metallico ponteggio a telaio prefabbricato (PTP) ponteggio a tubo e giunto (PTG) ponteggio multidirezionale a montanti e traversi prefabbricati (PMTP) Ponte a sbalzo Ponte su ruote - trabattello Sono esclusi i ponti su cavalletti, intendendo quelli telescopici fino e 2 metri o quelli in legno, Poiché sono attrezzature che non espongono i lavoratori al rischio di caduta da una quota posta Ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile. <<<>><<

98 Pi.M.U.S.: il redattore Deve essere una persona competente. Per persona competente si può intendere: il datore di lavoro che in qualche modo ha direttamente maturato esperienze nel campo dei ponteggi il tecnico interno/esterno abilitato a progettare un ponteggio il preposto ai lavori come definiyo dal DPR il soggetto RSPP che deve effettuare la valutazione dei rischi e scegliere le attrezzature idonee e le procedure per il loro uso il soggetto ASPP o latro con competenze tecniche nel campo dei ponteggi : <<<>><<

99 estremi ponteggio Tipologia degli elementi (a telaio prefabbricato, a tubo e giunto direzionale, trabattello Natura Marca Modello Caratteristiche prestazionali (per manutenzione e costruzione) Schemi grafici identificativi del tracciato di ponteggio impiegato Pi.M.U.S.: estremi ponteggio – anagrafica soggetti - documentazione anagrafica soggetti 1.Redattore Pi.M.U.S. 2.Proprietario ponteggio 3.Impresa addetta al montaggio, trasformazione, uso e smontaggio a.Soggetti responsabili dellimpresa b.Preposto addetto al controllo e verifica (formazione) c.Addetti al montaggio, manutenzione e smontaggio (formazione) Se conforme allaut.ne min.le - Libretto del ponteggio – schemi tipo Se non conforme - Libretto del ponteggio – progetto (firmato da tecnico abilitato) documentazione <<<>><<

100 Pi.M.U.S.: ulteriori prescrizioni Montaggio di elementi complementari: ancoraggio sistema provvisorio; mantovana o parasassi; installazione teli; cartelloni o grafici; istallazione pezzi speciali( travi carraie, bagnoli, ecc.). Elenco attrezzature/macchine: tipologia; marca modello; condizioni duso; vincolo delle macchine e delle attrezzature. Elenco D.P.I. : tipologia; destinatari;note dei D.P.I. utilizzati. Elenco D.P.C. : tipologia; certificazione; istruzioni di montaggio/smontaggi o dei DPC utilizzati. Sistema di protezione anticaduta: ancoraggio; connettore; dissipatore; cordino; imbracatura anticaduta; punto di ancoraggio; linea di trattenuta; paletto. Allestimento area cantiere Caratteristiche delle superficie di appoggio e di ancoraggio. Procedure di: montaggio; trasformazione; per luso; smontaggio; stoccaggio. Verifiche di: primo impianto; periodiche; straordinarie. Piano di salvataggio persone. <<<<<


Scaricare ppt "Opere provvisionali Realizzato da: Cav. Rag. MARCELLO SANTOPIETRO Funzionario Vigilanza Ispettiva I.N.A.I.L. – Caserta D. Lgs. n. 626/1994 D.P.R. n. 164/1956."

Presentazioni simili


Annunci Google