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INSIDE DI RIFIUTO comportamenti sociali ed individuali che dimostrano il dissenso degli appartenenti allorganizzazione rispetto a tutte o talune prescrizioni.

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Presentazione sul tema: "INSIDE DI RIFIUTO comportamenti sociali ed individuali che dimostrano il dissenso degli appartenenti allorganizzazione rispetto a tutte o talune prescrizioni."— Transcript della presentazione:

1 INSIDE DI RIFIUTO comportamenti sociali ed individuali che dimostrano il dissenso degli appartenenti allorganizzazione rispetto a tutte o talune prescrizioni Della struttura di base Dei meccanismi operativi Processi sociali e culturali attesi Fattori in ingresso Beni/servizi in uscita Segnalano che gli attori organizzativi non si identificano con gli elementi ed i processi che costituiscono lorganizzazione PROCESSI SOCIALI

2 INSIDE DI COMPENSAZIONE comportamenti arbitrari/discrezionali che, in mancanza di indicazione da parte della struttura di base o dei meccanismi operativi o quando sono presenti indicazioni contraddittorie Costituiscono sorta di supplenza organizzativa al fine di raggiungere intuitivamente gli scopi presunti dellorganizzazione PROCESSI SOCIALI

3 INSIDE QUESTIONARIO ANALISI DI CLIMA Da somministrare a tutto il personale Elaborato dalla Dr.ssa E. Bonamini del Centro Ricerca e Formazione di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dellUniversità degli Studi di Padova PROCESSI SOCIALI

4 INSIDE PROCESSI SOCIALI

5 INSIDE PROCESSI SOCIALI QUESTIONARIO ANALISI DI CLIMA

6 INSIDE PROCESSI SOCIALI

7 INSIDE STILI MANAGERIALI UMANO Il principio di fondo è quello di mantenere delle buone relazioni fra tutti i componenti la struttura organizzativa Si esercita mediante la dovuta attenzione agli obiettivi ed ai risultati Il Capo si interessa maggiormente alla valorizzazione del fattore umano, anche se difficilmente riesce ad aiutare a far crescere professionalmente persone con bassa maturità PROCESSI SOCIALI

8 INSIDE STILI MANAGERIALI FORMALISTA Il principio di fondo è lattenersi scrupolosamente alle leggi e gli ordinamenti che regolano la struttura organizzativa e che presuppongono lesistenza di un rapporto gerarchico Si esercita mediante il comando ed il controllo in modo da preordinare e distribuire i compiti fra il personale subordinato Il Capo impone le sue decisioni, avendo a riferimento losservanza delle norme, lalta formalizzazione, la scarsa partecipazione dei subordinati PROCESSI SOCIALI

9 INSIDE STILI MANAGERIALI REALIZZATORE Il principio di fondo è quello di ottenere il massimo rendimento, utilizzando nel miglior modo possibile il fattore tempo Si esercita mediante rapporti interpersonali fluidi ed informali Il Capo assume la figura di leader ed esercita un ruolo di orientamento allobiettivo e di valorizzazione delle competenze professionali dei propri subordinati, al fine di ottenere da loro stessi un alto rendimento, in modo da raggiungere risultati efficienti ed efficaci PROCESSI SOCIALI

10 INSIDE STILI MANAGERIALI PARTECIPATIVO Il principio di fondo è il coinvolgimento del personale subordinato nel processo decisorio Si esercita mediante i principi della delega e dellautocontrollo Il Capo assume la figura di leader ed esercita un ruolo di impulso e di coordinamento nei confronti del personale assegnato alla propria struttura organizzativa, favorendo il lavoro di gruppo, lautonomia professionale, la partecipazione ed il consenso PROCESSI SOCIALI

11 INSIDE QUESTIONARIO STILI MANAGERIALI Da somministrare a tutto il personale Elaborato dalla Dr.ssa E. Bonamini del Centro Ricerca e Formazione di Padova, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dellUniversità degli Studi di Padova PROCESSI SOCIALI

12 INSIDE PROCESSI SOCIALI QUESTIONARIO STILI MANAGERIALI

13 INSIDE SISTEMA ORGANIZZATIVO CHIUSO (esercito, carceri) STRUTTURA DI BASE : è rigida e definita; rappresenta limpianto più determinante Processi sociali: codificati per tutta la scala gerarchica, ma i controlli della devianza sono applicati solo ai bassi livelli della gerarchia codificati per tutta la scala gerarchica, ma i controlli della devianza sono applicati solo ai bassi livelli della gerarchia Meccanismi operativi: massimo grado di rigidità e ritualità massimo grado di rigidità e ritualità

14 INSIDE SISTEMA PATERNALISTICO (imprese padronali) Struttura di base: presente in modo sfumato presente in modo sfumato Meccanismi operativi: genericamente definiti e comunque i vertici possono genericamente definiti e comunque i vertici possono derogare rispetto alle norme derogare rispetto alle norme PROCESSI SOCIALI : il vertice tende a controllare in termini adattivi tutti i processi

15 INSIDE SISTEMA BUROCRATICO (enti pubblici) Struttura di base: meno rigida e meno definita rispetto ai sistemi chiusi meno rigida e meno definita rispetto ai sistemi chiusi MECCANISMI OPERATIVI : rigidi e burocratici (procedure di controllo ritualizzate) Processi sociali: proceduralizzati in termini adattivi proceduralizzati in termini adattivi

16 INSIDE SISTEMA TECNOCRATICO /EFFICIENTISTA (organizzazioni aziendali ad alta efficienza) Struttura di base: più elastica allorganizzazione definisce funzioni ed obiettivi più elastica allorganizzazione definisce funzioni ed obiettivi Meccanismi operativi: numerosi, complessi, elastici formano un reticolo di funzionamento numerosi, complessi, elastici formano un reticolo di funzionamento Processi sociali: di notevole importanza e rilevanza di notevole importanza e rilevanza

17 INSIDE Struttura di base: poca rilevanza poca rilevanza SISTEMA SOCIO-CULTURALE (movimenti dazione, partiti nascenti) Meccanismi operativi: in minima parte in minima parte PROCESSI SOCIALI : grossa forza di incidenza nei momenti vincenti, dei valori professati e praticati, degrado nei momenti in cui i valori guida non tengono insieme il sistema

18 FATTORI IN USCITA OUTPUT Ciò che costituisce il prodotto finito e tangibile dellorganizzazione Ciò che costituisce il prodotto finito e tangibile dellorganizzazione

19 FATTORI IN USCITA OUTPUT Produzione di beni e servizi Prestazioni, esami, educazione, formazione (interna ed esterna) PRODOTTI FINITI DELLA PREVENZIONE PRODOTTI FINITI DELLA PREVENZIONE Una prestazione, anche complessa, in grado di costituire una risposta completa ed appropriata ad un determinato bisogno sanitario espresso Una prestazione, anche complessa, in grado di costituire una risposta completa ed appropriata ad un determinato bisogno sanitario espresso

20 FATTORI IN USCITA OUTPUT PRODOTTI FINITI DELLA PREVENZIONE LEA NAZIONALI Prestazioni e servizi che il SSN garantisce a tutti i cittadini LEA REGIONALI Elencati nel PSR Allegato 1 LEA PREVENZIONE Elencati nel PSR Allegato 1 PRODOTTO FINITO (OUTPUT) RISPOSTA ATTESA (OUTCOME)

21 FATTORI IN USCITA OUTPUT PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI Prodotto finito Prestazione N° prestazioni N° prestazioni Autorizzazioni e certificazioni sanitarie su fitofarmaci, additivi alimentari e sulla produzione, commercio, trasporto, vendita e somministrazione di alimenti e bevande. Autorizzazioni sanitarie 338 pareri preventivi58 Certificazioni vendita fitosanitari 6 Certificazioni per esportazione e certificazioni non commestibilità 63 Controllo igienico-sanitario nei settori della produzione, trasformazione, conservazione, commercializzazione, trasporto, deposito, distribuzione e somministrazione degli alimenti e bevande, comprese le acque minerali; sopralluogo170 Campionamento ed esecuzione dei controlli analitici secondo la tipologia degli alimenti e delle bevande, delle acque destinate al consumo umano, delle acque termali e degli impianti natatori alimenti, bevande e acque minerali 336 acque potabili1259 acque termali8 piscine206 Consulenza micologica gratuita alla cittadinanza per il riconoscimento dei funghi raccolti ai fini della commestibilità certificazione32 Collaborazione con la struttura sanitaria per la consulenza in caso di intossicazione da funghi Indagine epidemiologica1 Sistema Allerta ( su attivazione della regione)controlli22 Prodotto finito Prestazione Realtà coinvolta N° prestazioni Prevenzione nella collettività degli squilibri nutrizionali qualitativi e quantitativi Acquisizione e valutazione delle tabelle dietetiche e/o dei menù utilizzati Ristorazione scolastica 568 Ristorazione collettiva nelle case di riposo 111 Mense ospedaliere 000 Interventi di carattere educativo formativo, rivolti alla popolazione con specifici accordi di programma coinvolgendo Enti, Associazioni e mondo della scuola Progettazione intervento a carattere provinciale di educazione alimentare Popolazione in età scolare --1

22 FATTORI IN USCITA OUTPUT Dati di produttività Congruenza con la domanda dei bisogni espressi e/o latenti Tempi di esecuzione, trend delle attività Flussi informativi

23 FATTORI IN USCITA OUTPUT Sviluppo organizzativo e delle risorse umane Attività di ricerca, percorsi di carriera, motivazione, professionalità maturate, formazione e sviluppo scientifico, valutazione e revisione della qualità Pubblicazioni

24 FATTORI IN USCITA OUTPUT Gestione efficace ed efficiente delle risorse Corretto impiego ed sicurezza di attrezzature ed ambienti, nel rispetto delleconomicità e delle priorità istituzionali Fruibilità e caratteristiche dei prodotti e servizi offerti (spot e/o campagne informative) Informazioni organizzative Rispetto dei diritti e dei doveri dei lavoratori

25 FATTORI IN USCITA OUTPUT Immagine Sondaggi rispetto al gradimento, gentilezza e professionalità degli operatori, soddisfacimento delle richieste degli utenti Prodotti non prevedibili Personale (lamentele degli utenti, elevati tassi di assenteismo, elevato turnover, richieste di trasferimento, deprofessionalizzazione di categorie professionali o di singoli soggetti) Risorse materiali (materiale scaduto, giacenze eccessive, strumentazioni inadeguate – rotte) Ambiente (produzione di rifiuti, sopraggiunte inaccessibilità)

26 OUTCOME OUTCOMEOUTCOME Risultati conseguiti in termini di salute e/o di obiettivi raggiunti EFFICACIA del grado di soddisfacimento quali-quantitativo dei bisogni sanitari ed il grado di attuazione degli obiettivi di coerenza fra questi ultimi ed i programmi del grado di soddisfacimento quali-quantitativo dei bisogni sanitari ed il grado di attuazione degli obiettivi di coerenza fra questi ultimi ed i programmi

27 OUTCOME OUTCOMEOUTCOME Tale fattore deriva da una serie di OUTPUT che ne permettono il raggiungimento Tale fattore deriva da una serie di OUTPUT che ne permettono il raggiungimento SERVIZI DELLA PREVENZIONE output strumenti che, attraverso lerogazione di output rispondono a bisogni specifici rilevati e definiti a livello del Piano Sanitario Nazionale e dei Piani Sanitari Regionali che concorrono contemporaneamente al miglioramento dello stato di salute nonché degli stili di vita

28 OUTCOME LA RILEVAZIONE DEGLI OUTCOME DEI SINGOLI SERVIZI LA RILEVAZIONE DEGLI OUTCOME DEI SINGOLI SERVIZI E COMPLESSA in un contesto così limitato la valutazione statistica tende ad essere ridotta tanto da non diluire i possibili margini di errore

29 OUTCOME LA RILEVAZIONE DEGLI OUTCOME DEI SINGOLI SERVIZI LA RILEVAZIONE DEGLI OUTCOME DEI SINGOLI SERVIZI Tali difficoltà spesso portano ad adagiarsi sulla mera elencazione delle attività svolte senza interrogarsi se queste rappresentino o meno un risultato in termini di salute per la popolazione

30 OUTCOME OUTCOMEOUTCOME Nella struttura analizzata è stato evidenziato il sottostante outcome quale risultato di miglioramento in termini di salute: Riduzione del numero dei casi di tossinfezione alimentare

31 DIAGNOSI DELLA SITUAZIONE FINALITA Indicare e presidiare le principali criticità su cui focalizzare lattenzione, evidenziando nel contempo i punti di forza della struttura utilizzabili quali leva strategica di miglioramento

32 DIAGNOSI DELLA SITUAZIONE Per ogni livello esaminato INPUT INSIDE OUPUT In relazione allambito Attrezzature Funzionale Professionale Servizio Struttura AREE DI ECCELLENZA AREE DI ECCELLENZA AREE DI MIGLIORAMENTO

33 ANALISI CONTESTO IN ENTRATA Stima delle criticità FATTORI IN INGRESSO

34 ANALISI CONTESTO IN ENTRATA FATTORI IN INGRESSO AMBITO AREA DI ECCELLENZA Professionale Riconoscimento del ruolo di coordinamento professionale AMBITO AREA DI MIGLIORAMENTO Professionale Dotazione organica al livello minimo prestazionale Ridotta rappresentatività verso lesterno

35 ANALISI SISTEMA ORGANIZZATIVO Stima del livello di definizione e del livello di adeguatezza (rispetto agli obiettivi) della struttura di base e dei meccanismi operativi del servizio in esame FATTORI INTERNI Incidenza dei processi sociali, distinti per professionalità (peso di incidenza da 1 a 5)

36 ANALISI SISTEMA ORGANIZZATIVO FATTORI INTERNI AMBITO AREA DI ECCELLENZA Professionale Riconoscimento del ruolo di coordinamento professionale Struttura Circolarità delle informazioni Attrezzature Spazi occupati / dotazione organica Ogni operatore è dotato di terminale informatico Funzionale Accessibilità per ogni operatore alla rete LAN Servizio Condivisione di procedure operative/metodi di lavoro e socializzazione non essenzialmente formale Procedura uniforme per la gestione dellarchivio delle attività AMBITO AREA DI MIGLIORAMENTO Professionale Limitato livello di responsabilizzazione ripartito fra le figure professionali Riconoscimento di ulteriori livello professionali Attrezzature Frigorifero privo di strumenti per il monitoraggio delle temperature Parco automezzi datato Struttura Marcata separazione fra operatori della medesima struttura Microclima interno non ottimale Cartellonistica Procedure Dipartimentali non revisionate Funzionale Distanza dai laboratori di analisi Ottimizzazione dei tempi per il trasporto dei campioni alimentari ai laboratori di analisi Leadership mediamente riconosciuta

37 ANALISI CONTESTO IN USCITA FATTORI IN USCITA Stima della criticità (difficoltà oggettivamente verificabile di erogazione della prestazione) e dellimportanza (priorità politicamente scelta o suggerita dai bisogni dellutenza) dei beni/servizi in uscita dal servizio, basata su intervista al dirigente del servizio

38 ANALISI CONTESTO IN USCITA FATTORI IN USCITA AMBITO AREA DI ECCELLENZA Professionale Mantenimento livelli quantitativi delle prestazione Mantenimento livelli quantitativi delle prestazione Servizio Codifica del debito relativo i flussi i formativi Codifica del debito relativo i flussi i formativi

39 PROGETTO DI MIGLIORAMENTO GLI STRUMENTI

40 DIAGNOSI DELLA SITUAZIONE E DOPO….??!! Individuazione e descrizione di una criticità organizzativa o professionale emersa nellanalisi organizzativa comprendente le manifestazioni e le cause della criticità Individuazione e descrizione di una criticità organizzativa o professionale emersa nellanalisi organizzativa comprendente le manifestazioni e le cause della criticità

41 INDIVIDUAZIONE DELLA CRITICITA SI MA COME….??!! BRAINSTORMINGBRAINSTORMING E un metodo per generare nuove idee utilizzando una tecnica che rimuove le inibizioni basata sul principio che le idee si innescano luna sullaltra E lo strumento base per altre tecniche di analisi e soluzione di problemi (diagramma di flusso, diagramma causa-effetto etc)

42 BRAIN STORMING - DEFINIZIONI consultazione tecnica con la quale un gruppo cerca una soluzione ad un problema specifico stimolando e raccogliendo tutte le idee dei partecipanti (Alex Osborne 1941) utilizzo di regole e tecniche per scatenare nuove idee impensabili in circostanze normali generare nuove idee mettendo da parte inibizioni sociali e regole tempo dedicato a generare un alto numero di idee indipendentemente dal loro valore creazione di uno stato mentale ottimale per la generazione di nuove idee libera associazione di idee diverse per dare vita a nuove idee e concetti

43 BRAIN STORMING - SVOLGIMENTO LARGOMENTO lobiettivo deve essere chiaro e ben definito IL GRUPPO il numero ideale di partecipanti è circa 8-10, scelti in base allargomento IL FACILITATORE coordina il processo introduce largomento spiega le regole crea lambiente adatto LAMBIENTE E I MATERIALI disposizione circolare lavagna a fogli mobili o post-it

44 BRAIN STORMING - LA SEDUTA ciascun partecipante a turno lancia unidea - soluzione - stimolo-base per la soluzione tutte le idee vengono scritte (lavagna, post-it) chi non ha idee passa quando le idee sono esaurite si termina la sessione (durata ideale min) si elencano le idee e si eliminano i doppioni

45 BRAIN STORMING - LE REGOLE 1)Sospendere il giudizio 2)Incoraggiare idee estreme e bizzarre 3)Quantità non qualità 4)Costruire sulle idee altrui 5)Ogni partecipante e ogni idea hanno lo stesso valore

46 BRAIN STORMING - IL FACILITATORE crea il clima adattocrea il clima adatto introduce largomentointroduce largomento guida la sessione rendendola più scorrevoleguida la sessione rendendola più scorrevole ricorda e fa rispettare le regolericorda e fa rispettare le regole controlla i tempicontrolla i tempi di solito non partecipa direttamentedi solito non partecipa direttamente può essere scelto anche tra esternipuò essere scelto anche tra esterni

47 BRAIN STORMING - I RISCHI LO STRUMENTO NON FUNZIONA SE: definizione delloggetto non precisa scarsa conoscenza delle regole mancanza dellambiente favorevole scarsa fiducia sulla propria creatività timore delle critiche degli altri

48 BRAIN STORMING - QUALCHE TRUCCO Ricordare le regole Accogliere personalmente e ringraziare ogni partecipante Non avanzare ipotesi o porre limiti nella fase di descrizione dellobiettivo Effettuare un giro di riscaldamento Non chiamare i partecipanti per nome durante la seduta Lanciare idee buffe o provocatorie

49 BRAIN STORMING - FASE SUCCESSIVA Analisi delle idee Può essere effettuata dal facilitatore da solo, dal gruppo o da un altro gruppo Permette di classificare le idee raccolte e di individuare le migliori

50 BRAIN STORMING - MATRICE AFFINITA PERMETTE DI RAGGRUPPARE IDEE SIMILI SECONDO CRITERI CONDIVISI le idee, trascritte su foglietti o post it, vengono disposte casualmente sulla lavagnale idee, trascritte su foglietti o post it, vengono disposte casualmente sulla lavagna a turno ciascuno sceglie 2 idee simili e le raggruppaa turno ciascuno sceglie 2 idee simili e le raggruppa proseguire finché sono state tutte raggruppate con consenso unanimeproseguire finché sono state tutte raggruppate con consenso unanime per ciascun gruppo scegliere una frase descrittivaper ciascun gruppo scegliere una frase descrittiva

51 PERMETTE DI SELEZIONARE LE IDEE Numerare ciascuna idea sulla lavagnaNumerare ciascuna idea sulla lavagna Ciascuno attribuisce individualmente 5 voti così assortiti: - un 3Ciascuno attribuisce individualmente 5 voti così assortiti: - un 3 - un 2 - tre 1 Raccogliere i voti attribuitiRaccogliere i voti attribuiti Eliminare le idee con punteggio bassoEliminare le idee con punteggio basso Ripetere il processo con le idee rimasteRipetere il processo con le idee rimaste BRAIN STORMING - MULTIVOTING

52 COME ELIMINARE LE IDEE: Dimensione del gruppo n° di persone Eliminare le idee che hanno ottenuto meno di X voti più di BRAIN STORMING - MULTIVOTING

53 BRAIN STORMING - MATRICE ICA I: Importanza C: Complessità A: Affontabilità EVENTI CRITICI EMERSIICASCELTE Difficolt à di comunicazione da parte dell assistente sanitaria con l utenza a seguito dei nuovi compiti e della sospensione dell obbligatoriet à delle vaccinazioni dal gennaio 2008 XXX 1 Necessit à di aggiornamento per i Tecnici della Prevenzione con qualifica di micologo XX 3 Necessit à di un aggiornamento sull applicazione dei regolamenti e delle norme in tema di controllo ufficiale degli alimenti XXX 2 Scarsa conoscenza delle politiche Comunitarie Nazionali e Regionali in tema di Igiene e Sanit à Pubblica XXXX2

54 DIAGRAMMA CAUSA/EFFETTO Il diagramma aiuta a risalire alle vere cause, e quindi ai veri problemi da risolvere e permette di costruire e visualizzare le relazioni tra le caratteristiche qualitative di un prodotto o di una situazione con i fattori che lhanno determinata Rappresentazione logica e strutturata dei legami esistenti tra un effetto e le relative cause (i perché) Ishikawa, inventore della Qualità Totale per primo formulò il diagramma, dice che di fronte ad una situazione dovremmo domandarci quattro volte PERCHÉ

55 DIAGRAMMA CAUSA/EFFETTO Gli effetti vengono spesso confusi con le cause, e si corre subito agli effetti senza studiare bene le cause EFFETTO: una qualunque caratteristica qualitativa che si voglia analizzare con lintento di modificarla CAUSE: rappresentano via via i problemi da risolvere non confondere con le condizioni, i vincoli imposti dal contesto, che delimitano lambito di movimento della ricerca della soluzione

56 DIAGRAMMA CAUSA/EFFETTO VERIFICA DELLE CAUSE mediante la raccolta dei dati verificare la reale influenza delle cause selezionate la reale influenza delle cause selezionate per individuare quelle prioritarie COSTRUZIONE DEL DIAGRAMMA facendo riferimento alleffetto specifico da analizzare, chiaramente definito, individuare mediante brainstorming, tutte le possibili cause che possono determinarlo t tt tali cause andranno strutturate in 4 grandi famiglie SELEZIONE DELLE CAUSE tra tutte le cause rilevate nel brainstorming selezionare ed evidenziare preferibilmente quelle ritenute più influenti sulleffetto

57 DIAGRAMMA CAUSA/EFFETTO

58 DIAGRAMMA DI FLUSSO È la rappresentazione di una sequenza di eventi, di attività, di passi e di decisioni che trasformano input in output allinterno di un sistema o di un processo

59 DIAGRAMMA DI FLUSSO SIMBOLI CONVENZIONALI ATTIVITA DECISIONE DOCUMENTO DATABASE ESTREMI ATTESA

60 DIAGRAMMA DI GANTT Rappresentazione grafica di un calendario di attività, utile al fine di pianificare, coordinare e tracciare specifiche attività in un progetto dando una chiara illustrazione dello stato d'avanzamento del progetto rappresentato Ad ogni attività possono essere in generale associati una serie di attributi: durata (o data di inizio e fine), responsabilità, risorsa, costo

61 DIAGRAMMA DI GANTT Asse Verticale: rappresentazione delle attività che costituiscono il progetto Asse Orizzontale: a rappresentazione dell'arco temporale totale del progetto, suddiviso in fasi incrementali (ad esempio, giorni, settimane, mesi)

62 Grazie per lattenzione e… Buon Lavoro!!!


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