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La discriminazione dei prezzi

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Presentazione sul tema: "La discriminazione dei prezzi"— Transcript della presentazione:

1 La discriminazione dei prezzi
Davide Vannoni Corso di Economia Manageriale e Industriale a.a

2 Discriminazione di prezzo:
Vendita di un prodotto identico a prezzi diversi Chi compera, perfettamente informato sul fatto che i beni venduti sono tutti uguali, non deve poter rivendere ciò che acquista.

3 3 forme di discriminazione di prezzo
Di primo grado Di secondo grado Di terzo grado

4 Discriminazione di primo grado
Discriminazione perfetta: ogni unità è venduta a un prezzo diverso Si ricorda che una funzione di domanda indica la disponibilità a pagare per l’ultima unità acquistata

5 La discriminazione ha sempre lo scopo di appropriarsi almeno di una parte della rendita dei consumatori. Con la discriminazione perfetta le imprese si appropriano di tutta la rendita dei consumatori.

6 La funzione di domanda come disponibilità a pagare per l’ultima unità acquistata
movimenti lungo la funzione p=10 o q=20

7 Il surplus del consumatore
b surplus p a o q

8 È vero o falso che la funzione di domanda di un monopolista, che discrimina perfettamente i prezzi, coincide con la funzione di ricavo marginale? È vero o falso che: se un monopolista discrimina perfettamente i prezzi (discriminazione di primo grado), la perdita per la collettività è nulla? Perché?

9 Il ricavo totale dell’impresa nel caso di perfetta discriminazione di prezzo è l’area del trapezio a o q c p a c o q

10 Ma in questo caso ogni unità è venduta a un prezzo diverso !!!
Il surplus dei consumatori nel caso di perfetta discriminazione di prezzo è pari a zero perché la loro spesa è pari all’area del trapezio giallo p Ma in questo caso ogni unità è venduta a un prezzo diverso !!! a surplus c o q

11 Il profitto dell’impresa è rappresentato dall’area del triangolo apc con CT = c q e c = p l’area del costo totale è rappresentata dal rettangolo 0qcp p a profitto c o q

12 Discriminazione di prezzo di secondo grado.
Il venditore non identifica gruppi diversi di clienti. I clienti scelgono il tipo di acquisto tra le offerte che il venditore presenta. “Compri tre, paghi due” Prezzi non lineari (tariffa a due stadi). Cabral pag. 217 Tariffe aeree differenziate.

13 Una tariffa a due stadi vuol dire che la spesa di un cliente per acquistare un bene (di solito un servizio) è: spesa totale = spesa fissa + spesa variabile = f + k q Si dice tariffa perché siamo in una situazione in cui il cliente paga una spesa fissa periodica (es. per allacciamento e attivazione) e un numero di unità monetarie per unità di servizio richiesto. Il prezzo è la spesa per unità di prodotto (servizio): PT = (f/q) + k

14 Discriminazione di prezzo di secondo grado. Tariffa a due stadi
Discriminazione di prezzo di secondo grado. Tariffa a due stadi. (Riferimento Cabral pag. 217 – 220) Spiegare con il calcolo, in che modo un monopolista può appropriarsi del surplus dei consumatori, quando i clienti sono 100, ciascuno ha la funzione di domanda: P = – 200 q .. e la funzione di costo totale dell’impresa è: CT = CFT+500 q Spiegare anche se è vero o falso che, in tal caso, si annulla la perdita di monopolio per la collettività.

15 Confrontare poi in un grafico, mediante indicazione delle aree necessarie:
Quale sia il maggior profitto ottenuto dal monopolista attraverso la tariffa a due stadi. Quale sia la perdita di surplus per i consumatori.

16

17 750 125 250

18 A= surplus dei consumatori con prezzo di monopolio
750 C B A= surplus dei consumatori con prezzo di monopolio

19 A+B+C= parte fissa del prezzo (I stadio della tariffa)
750 C B A+B+C= parte fissa del prezzo (I stadio della tariffa)

20 A = ((1.000-750)*125)/2=15.625 = surplus dei consumatori nel caso di monopolio
A+B+C= (( )*250)/2=62.500 62.500/100 = 625 Nel contratto si stabilisce con un singolo cliente la tariffa: T = q

21 Il prezzo (spesa per unità di servizio) cambia (in modo non lineare) al variare della quantità consumata da un cliente, dopo aver stipulato il contratto e pagata l’attivazione. PT = (625/q) + 500

22 Profitto del monopolista senza discriminazione:
= PM x QM – CFT – 500 x QM = 750 x 125 – CFT – 500 x 125 = – CFT Profitto con discriminazione: = PM x QD – CFT – 500 x QD = 625 x x 250 – CFT – 500 x 250 = = – CFT Maggior profitto = – =

23 Ancora una domanda, in conclusione, per controllare se si è capito tutto
Chi mi assicura che, scegliendo un prezzo pari a 500 i clienti comperino 250 unità del servizio? R. I clienti devono pagare una ammontare di denaro per stabilire il contratto di fornitura periodica (es. un ammontare mensile per la fornitura di quel mese). Pattuita la spesa, scelgono lungo la loro curva di domanda e comperano 250 perché la spesa fissa più quella variabile uguagliano esattamente la loro disponibilità a pagare.

24 Disponibilità a pagare di tutti i 100 clienti

25 Al prezzo di 500 il singolo cliente compera:

26 Il singolo cliente spende: 625+500*2,5 = 1875
2,5*500=1.250

27 Esempio:Palestra Domanda individuale mensile (in ore): q = 15 - 2.5 p
Costo marginale: zero Prezzo ottimale per ora: p = 3 (q = 7.5) Profitto per cliente: 3 x 7.5 = 22.5 Tariffa in due parti ottimale: Prezzo per l’utilizzo = costo marginale = 0 Parte fissa (abbonamento): (15 x 6)/2 = 45 (surplus del consumatore) Profitto per cliente: 45

28 Discriminazione di prezzo di secondo grado.
Consumatori con preferenze differenti. Tariffa a due stadi. (Riferimento Cabral pag ) L’impresa che cerca di discriminare i prezzi, produce un servizio (es. telefonico) e lo vende a due categorie di clienti. I clienti di tipo A utilizzano il servizio con minor frequenza rispetto ai clienti di tipo B. Come potrà essere in questo caso una tariffa a due stadi?

29 L’impresa lascia ai consumatori la scelta della tariffa.
Discriminazione di prezzo di secondo grado. Tariffa a due stadi. Consumatori con preferenza differenti. (Riferimento Cabral pag. 217 – 220) L’impresa lascia ai consumatori la scelta della tariffa. La sua funzione di costo totale è ancora: CT=CFT+cQ MC = c Q = quantità totale venduta

30 L’impresa lascia ai consumatori la scelta della tariffa.
Discriminazione di prezzo di secondo grado. Tariffa a due stadi. Consumatori con preferenza differenti. (Riferimento Cabral pag. 217 – 220) L’impresa lascia ai consumatori la scelta della tariffa. La sua funzione di costo totale è ancora: CT=CFT+cQ La differenza tra le due tariffe è intuitiva: - Chi utilizza il servizio con minore frequenza è incentivato a scegliere una tariffa con una parte fissa minore e con un costo per unità di servizio maggiore. - Chi utilizza il servizio con maggior frequenza è incentivato a scegliere una tariffa con una parte fissa maggiore e con un costo per unità di servizio inferiore.

31 PT1 = f1+ k1 q1 PT2 = f2+ k2 q2 Con: f1 < f2 e k1 > k2 Poiché non avrebbe senso porre: ki < MC=c (nell’esempio), l’impresa stabilirà: k2 = c k1 > c Con soluzione che non annulla la perdita di monopolio

32 E’ però necessario che i due gruppi di clienti si separino spontaneamente: quelli disposti a scegliere la tariffa 1 e quelli disposti a scegliere la tariffa 2. Il punto di pareggio (indifferenza tra le due tariffe) è dato da: f1+k1q = f2+k2q Es. T1 = q T2 = q q = 1,416..

33 Per consumi maggiori si sceglie T2
Per consumi minori si sceglie T1

34 PT1 = f1+ k1 q1 PT2 = f2+ k2 q2 Con: f1 < f2 e k1 > k2 Naturalmente la difficoltà (argomento che esula dal corso triennale) sta in ciò, che si devono scegliere f1,2 e k1,2 in modo da massimizzare il profitto.

35 Discriminazione di prezzo di terzo grado
Discriminazione di prezzo di terzo grado. Il venditore identifica gruppi diversi di clienti. “Militari e ragazzi metà prezzo” “Prezzo del software, minore per gli studenti e per i professori” Naturalmente non deve essere consentito agli studenti e ai professori l’acquisto del software per rivenderlo. Oppure: cercare di rivenderlo richiederebbe troppa fatica (eccessivi costi di transazione).

36 In quale mercato il prezzo sarà maggiore?

37 In quale mercato il prezzo sarà maggiore?

38 Che cosa limiterà il potere monopolistico in ciascuno dei due mercati?

39 Risposta: l’elasticità della domanda perché:

40 Il potere monopolistico sarà minore nel mercato dei clienti con elasticità maggiore.

41 Libri in edizione economica e libri in edizioni di lusso
Cabral pag Spiegare perché quelli che seguono sono esempi di discriminazione dei prezzi. Libri in edizione economica e libri in edizioni di lusso Tariffe aeree il cui costo dipende dai giorni della settimana Un programma di software privato di alcune funzioni

42 Cabral pag. 225 – 226 Perché le vendite collegate sono un esempio di discriminazione di prezzo? Comperate voi Excel + Word + Power Point? Excel + Word Solo Word? Spendete di meno, per ogni programma, se ne comperate più d’uno.

43 Vendite collegate Bundling puro: prodotti venduti solo congiuntamente  o l’intero pacchetto o niente (es. distributori di film) Bundling misto: prodotti acquistabili come pacchetto oppure anche separatamente (es. produttori di macchine per fotocopie) Caso tipico: vendita del programma Microsoft Office  Excel, Word, PowerPoint, Access e Micr. Mail acquistabili tutti insieme ad un prezzo notevolmente inferiore alla somma dei prezzi delle singole applicazioni (nel 1993: 750$ contro 2060$)

44 N. Utenti DMP Videoscr. DMP Foglio Elettr. Scrittore 40 50 Contabile
Contabile Generalista 20 30 Vendita separata: Prezzo 50 per Videoscr. e 50 per Foglio Elettr.  Profitto = 50* *40 = 4000 Se abbassassi il prezzo a 30  Profitto = 30* *60 = 3600 Se propongo anche una vendita abbinata del bene a 60  Profitti = *60 = 5200

45 Altre forme di selezione dei consumatori
Beni durevoli: elemento essenziale nella decisione di acquistare è il “quando”  possibilità di discriminazione di prezzo intertemporale Selezione dei consumatori più impazienti (maggior disponibilità a pagare) Es. acquisto di un PC o di un auto  i prezzi di un nuovo prodotto sono alti e tendono a scendere col tempo Una strategia di discriminazione di questo tipo potrebbe non essere profittevole a causa dei rinvii strategici negli acquisti da parte dei consumatori…

46 Discriminazione di prezzo e intervento dell’Autorità Antitrust
La discriminazione di prezzo presenta spesso un trade-off tra efficienza allocativa (garantita dalla discriminazione perfetta) e benessere dei consumatori (maggiore con prezzi uniformi) Trade-off tra equità (prezzi uniformi) e accessibilità del bene ad un numero elevato di acquirenti (discriminazione) La discriminazione di prezzo può ridurre il benessere sociale totale, mentre talvolta può assicurare un miglioramento paretiano  teoria economica: in generale l’effetto è ambiguo Autorità antitrust  ha il compito di valutare caso per caso NB: l’Autorità Antitrust in Europa ha spesso dato molto peso all’obiettivo di evitare la segmentazione su base nazionale del mercato europeo, mentre negli USA le motivazioni (specie in passato) sono risultate legate soprattutto alla protezione delle piccole imprese più che alla max del benessere sociale


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