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Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 1. 2 Esaminate il fabbisogno di sangue della nostra zona, con riferimento alle esigenze derivanti dall esistenza.

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1 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 1

2 2 Esaminate il fabbisogno di sangue della nostra zona, con riferimento alle esigenze derivanti dall esistenza di malattie come la Thalassemia. Quali prospettive, quali iniziative utili e quali soluzioni per far fronte a tale fabbisogno e per superare le difficoltà che la carenza di sangue comporta. In tal contesto,quale ruolo rivestono i donatori volontari associati e quale i giovani che per la prima volta si avvicinano alla conoscenza del problema. TEMA DELL ELABORATO:

3 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 3 Il Sangue Il sangue è costituito da Plasma Parte corpuscolata

4 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 4 Il plasma Il plasma è la parte liquida del sangue.È costituito per il 90% da acqua. Appare di colore paglierino e in esso sono disciolti numerosi componenti: Sali (K, Na, Ca, Mg, Cl) Proteine plasmatiche (Albumina,Globuline,Fibrinogeno) Sostanze trasportate dal sangue(Nutrienti,ormoni,gas di respirazione,prodotti di rifiuto)

5 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 5 Gli elementi figurati Globuli rossi (RBC) o Emazie Globuli Bianchi (WBC) Piastrine (PLT) Consistono nella parte corpuscolata del sangue. Si trovano in quantità diverse a seconda della persona, anche se devono rispettare dei valori costanti.

6 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 6 Globuli rossi Sono anche chiamati RBC (red blood cells) o emazie. Il loro compito fondamentale è quello di trasportare lossigeno alle cellule. Variano da 4 a 6 milioni e sono cellule anucleate cioè senza nucleo e quindi non si possono riprodurre.Infatti sono prodotti dal midollo osseo rosso. Si possono descrivere come dei dischi biconcavi (piatti e incavati al centro) che fungono da sacco per lemoglobina(Hb). Questa è un proteina che si lega allossigeno e in minima parte anche allanidride carbonica. Vivono per circa 120 giorni e sono distrutti dalla milza.

7 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 7 Globuli Bianchi Sono chiamati anche leucociti o WBC (White Blood Cells). Il loro compito è la difesa dellorganismo.Si possono descrivere come unarmata mobile che ci difende dagli attacchi di microrganismi e non. A differenza degli rbc, questi possono uscire dal circolo sanguigno attraverso un processo chiamato diapedesi. Sono le uniche cellule complete del sangue, infatti hanno un nucleo e gli organuli.

8 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 8 Classificazione dei WBC

9 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 9 Granulociti Basofili Sono i meno numerosi dei globuli bianchi.Contengono istamina,una sostanza infiammatoria che attrae altri WBC. Eosinofili Hanno un nucleo di colore viola e grossi organuli citoplasmatici rosso acceso. Neutrofili Hanno un nucleo multilobato, il citoplasma appare roseo.Sono fagociti attivi. Basofilo Eosinofilo Neutrofilo

10 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 10 Agranulociti Hanno un nucleo molto grande(90% della cellula).Possono essere di tipo B producono anticorpi T sono coinvolti nelle reazioni di rigetto dei trapianti NK (Natural killer) entrano in azione in presenza di cellule infettate da virus o tumorali. Riconoscono la cellula per la presenza di particolari zuccheri, si attaccano alla loro parete e rilasciano sostanze che causano la morte cellulare. Sono i globuli bianchi di maggiori dimensioni.Quando migrano nei tessuti sono detti macrofagi e sono fagociti attivi. Linfocita Monocita

11 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 11 Le malattie

12 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 12 Anemia Si ha lanemia quando nel sangue è presente un numero inferiore rispetto alla norma di globuli rossi e quindi di emoglobina. Lanemia è di diversi tipi: Emorragica: causata da emorragie improvvise Emolitica: lisi dei globuli rossi Perniciosa: deficienza di vitamina B 12 Aplastica: deficienza o distruzione del midollo osseo rosso per tumore o per farmaci Per carenza di ferro Falciforme: produzione di emoglobina anormale che diventa a forma di falce nel momento in cui viene consumato lossigeno

13 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 13 La thalassemia La thalassemia, conosciuta anche con i nomi di anemia mediterranea e morbo di Cooley, è una malattia genetica del sangue che si trasmette per via ereditaria. La causa della malattia è un'alterazione dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi. L'emoglobina è la molecola che permette ai globuli rossi di legare l'ossigeno e di trasportarlo a tutte le cellule del nostro corpo. L'emoglobina è formata da una testa, chiamata eme, che non varia mai e da quattro catene proteiche, indicate con le lettere greche alfa, beta e gamma.

14 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 14 I difetti a carico di una o più di queste catene causano le diverse sindromi talassemiche: le alfa talassemie e le beta-talassemie. Nella thalassemia il globulo rosso in sè è normale, ma è fortemente alterato il suo contenuto di emoglobina sia a livello quantitativo che qualitativo. Questo provoca un'aumentata distruzione dei globuli rossi e un'alterazione nella loro produzione, causa dell'anemia e dei sintomi clinici. La beta thalassemia è la più diffusa nel bacino mediterraneo ed è provocata da un'alterazione delle catene globiniche di tipo beta che sono regolate da due geni, ereditati uno dal padre e uno dalla madre. Se è un solo gene ad essere colpito si parla di forma eterozigote e il soggetto colpito è un portatore sano. Quando l'alterazione colpisce entrambi i geni siamo di fronte ad una thalassemia major.

15 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 15 La terapia La malattia si evidenzia, in genere, pochi mesi dopo la nascita con un quadro di anemia grave provocata da un ricambio troppo veloce dei globuli rossi che vengono distrutti molto rapidamente dalla milza, la quale aumenta di volume. Il midollo, malgrado il super lavoro, non riesce a produrre globuli rossi in quantità sufficiente. Il paziente è costretto a periodiche trasfusioni di sangue che provocano un dannosissimo accumulo di ferro che va eliminato attraverso una terapia ferrochelante. L'iperattività del midollo provoca una sua espansione che finisce col causare alterazioni scheletriche. Tipico è l'ispessimento delle ossa del cranio e degli zigomi. Il quadro clinico si accompagna ad un ridotto accrescimento, ad una pubertà ritardata e a varie altre complicanze. Oggi fortunatamente, grazie ad una corretta terapia queste caratteristiche e molte complicanze sono di riscontro sempre più raro. L'unico modo per arrivare alla guarigione della malattia è, oggi, il trapianto di midollo osseo, preferibilmente da un fratello compatibile al 100%

16 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 16 Come si trasmette: La thalassemia è una malattia ereditaria e si trasmette dai genitori ai figli secondo il cosiddetto carattere mendeliano autosomico recessivo. In altri termini, perché nasca un figlio malato è necessario che entrambi i genitori siano portatori dello stesso tipo di thalassemia. Un figlio con entrambi i genitori portatori sani di thalassemia ha il 25 % di possibilità di nascere affetto dalla malattia, il 25% di essere completamente sano e il 50% di essere portatore sano.

17 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 17 Policitemia La policitemia è un aumento anomalo o eccessivo degli RBC. Può essere causata da più fattori, come un tumore al midollo osseo (policitemia vera). Si parla di policitemia secondaria quando è scatenata da fattori fisiologici come la sopravvivenza ad altitudini elevate. Il sangue è più viscoso e circola meno velocemente

18 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 18 Favismo Favismo E' una grave forma di anemia, provocata dalla ingestione di fave ( fresche o secche, crude o cotte): alcune sostanze contenute nelle fave distruggono rapidamente i globuli rossi del sangue, determinando i sintomi caratteristici della malattia:pallore, emissioni di urine rossastre, astenia, nausea, vomito. Oltre le fave anche numerosi farmaci ( come il chinino, l'aspirina, i sulfamidici, ecc.) possono avere,nei soggetti carenti, lo stesso effetto dei legumi, determinando gravi crisi emolitiche, cioè una distruzione acuta di globuli rossi. L'unica cura consiste nella trasfusione di sangue.

19 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 19 L AIDS L'AIDS è una malattia virale che causa un grave indebolimento dei meccanismi di difesa del nostro organismo, per cui il paziente va incontro a infezioni provocate da germi che di solito non sono nocivi per l'uomo, e a tumori non comuni specie a carico della pelle (sarcoma di Kaposi). Sono ormai disponibili dei test che consentono di rilevare nel sangue se l'individuo è stato a contatto con il virus e ha perciò anticorpi nei suoi confronti. Ciò non vuole significare (in assenza di segni clinici) che il soggetto è ammalato.

20 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 20 È ormai sicuro che il virus non viene facilmente trasmesso da soggetto a soggetto in seguito a contatti casuali. È invece sicuro che può essere trasmesso attraverso il contatto sessuale con individuo affetto o sieropositivo, o attraverso il contatto con i suoi liquidi biologici (saliva, urina, sperma) ovvero attraverso aghi infetti. Nessuna malattia può essere contratta donando il sangue poiché il materiale usato è nuovo, sterile e viene utilizzato solo per il donatore e poi scartato.

21 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 21 I sintomi che sono presenti nellAIDS possono comparire anche in altre malattie. Chi presenta tali sintomi non potrà donare il sangue per proteggere chi lo riceverà. A coloro che hanno avuto comportamenti a rischio si chiede di astenersi dalle donazioni e di sottoporsi ad analisi di verifica. Se l'esame risultasse positivo, esso verrà ripetuto per controllare che non vi sia stato un errore di laboratorio. Ciò avviene naturalmente con la più assoluta riservatezza. In caso di esito ancora positivo, l'interessato sarà informato con lettera personale con il consiglio di effettuare altro controllo medico accurato.

22 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 22 Ma.. L AIDS è una malattia facilmente trasmissibile attraverso il sangue. Per questo è molto importante tutelare tutti coloro a cui viene trasfuso il sangue donato. Infatti prima che il sangue venga trasfuso, questo viene analizzato e se presenta qualsiasi tipo di virus trasmissibile come l HIV,questo viene scartato e non va avanti la trasfusione.

23 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 23 Come avviene la trasfusione? 1 2

24 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 24 1: le indagini di laboratorio hanno, tra le altre, tre finalità principali: · verificare la corrispondenza del gruppo sanguigno · escludere la trasmissione di malattie infettive.. salvaguardare la salute del donatore. Le fasi del prelievo: La disinfezione della cute, il posizionamento dellago, il flusso costante, la pesatura ed infine la saldatura dei tubi affinché sia garantita la sterilità. 2: centrifugazione e separazione dei componenti del sangue si ottengono così: · una sacca di globuli rossi · una sacca di plasma · buffy-coat (leucociti e piastrine)

25 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 25 Cosa è lAvis? E' un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue. E' un associazione apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica e persegue finalità di solidarietà umana. Fondata a Milano nel 1927 dal dott. Vittorio Formentano, costituitasi ufficialmente come Associazione Volontari Italiani del Sangue nel 1946, riconosciuta nel 1950 con una legge dello Stato Italiano, l AVIS è oggi un ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorre ai fini del Servizio Sanitario Nazionale in favore della collettività.

26 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 26 I principi dello Statuto venire incontro alla crescente domanda di sangue; avere donatori pronti e controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute; lottare per eliminare la compravendita del sangue, donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione;

27 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 27 all'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione; l'AVIS è una Associazione di volontari: volontari sono i donatori e volontari sono i suoi dirigenti. E presente su tutto il territorio nazionale.

28 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 28 Il suo organo principale è il Consiglio Nazionale. Sono inoltre attivi 773 Gruppi Avis, organizzati sopratutto nelle aziende, sia pubbliche che private, come ulteriore testimonianza della presenza associativa nel tessuto sociale. Promuove e sviluppa attività di coordinamento tra le Associazioni di volontariato e fra quelle del sangue per una maggiore diffusione dei valori della solidarietà e per un migliore impegno del volontariato.

29 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 29 Il sangue è indispensabile : Nei servizi di primo soccorso Nelle varie forme di anemia cronica In interventi chirurgici e trapianti dorgano Nella cura di malattie oncologiche Il fabbisogno di sangue e di emocomponenti non si verifica solamente in presenza di condizioni o eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti, o durante interventi chirurgici ma anche nella cura di malattie gravi quali tumori, leucemie, anemie croniche, trapianti di organi e tessuti.

30 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 30 Il fabbisogno del sangue in Sardegna La donazione alimenta la cultura della solidarietà,che negli ultimi anni è in crescita. Il fabbisogno del sangue in Sardegna è elevato e i donatori non soddisfano le richieste, molto frequenti nel periodo estivo. La richiesta deriva da malattie come l anemia, la thalassemia e il favismo.

31 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 31 Il sangue, con i suoi componenti, costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza: globuli bianchi per la cura di leucemie, tumori, intossicazioni da farmaci globuli rossi per la cura di anemie, emorragie piastrine plasma Plasma derivati per malattie emorragiche quando vi siano state grosse variazioni quantitative dovute ad ustioni, tumori del fegato, carenza dei fattori della coagulazione non diversamente disponibili Fattore VIII e IX per l'emofilia A e B, immunoglobuline aspecifiche per alcune malattie immunologiche, albumina su alcune patologie del fegato e dell'intestino.

32 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 32 Per donare il sangue è utile conoscere i criteri di donazione, quali: Età compresa tra 18 anni e i 60 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) 65 anni (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici), con deroghe a giudizio del medico. Peso superiore ai 50 Kg Pulsazioni comprese tra battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica attività sportive) Pressione arteriosa tra 110 e 180 mm di mercurio (Sistolica o MASSIMA)tra 60 e 100 mm di mercurio (Diastolica o MINIMA)

33 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 33 E' doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia personale: assunzione di droghe alcolismo rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive (es. occasionali, promiscui,...) epatite o ittero malattie sessualmente trasmissibili positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL) positività per il test AIDS (anti-HIV 1) positività per il test dell'epatite B (HBsAg) positività per il test dell'epatite C (anti-HCV) rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse nell'elenco

34 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 34 L'intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l'altra è di 90 giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 volte l'anno per gli uomini e 2 volte l'anno per le donne.

35 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 35 I NUMERI In Italia occorrono ogni anno oltre di donazioni di sangue, ne vengono effettuate circa Ecco quindi la necessità di aumentare il numero dei donatori almeno del 30%. Il dono del sangue è un dovere sociale ed un atto di umana solidarietà nei confronti di chi soffre. La paura e l'egoismo devono scomparire e far posto a quel sentimento di fratellanza che deve esistere fra gli uomini.

36 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 36 REGIONALE DELLA SARDEGNA SITUAZIONE ASSOCIATIVA AL 31/12/ Donatori Donazioni PROVINCE CAGLIARI SASSARI OLBIA- TEMPIO NUORO ORISTANO TOTALI REGIONE

37 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 37 Commentiamo… Nell arco del 2003 il numero di donatori e di donazioni è diminuito. I dati non sono confortanti ma si sta cercando di fare di tutto per poterli migliorare. In tutte le province la situazione è simile, ad un primo aumento segue un costante calo. Nel 2003 la provincia con il maggior numero di donatori è Cagliari, ma questi non compensano le donazioni.

38 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 38 Il ruolo dei volontari donatori e dei giovani I volontari donatori essendo già a conoscenza delle metodiche e del gesto del donare, sono degli ottimi canali dinformazione per i giovani (e non) che si avvicinano alla donazione. Proprio i giovani sono un canale difficile da sensibilizzare, ma il loro ruolo è fondamentale perché saranno i futuri portavoce e senza di loro la donazione calerà ulteriormente.

39 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 39 Iniziative, prospettive e soluzioni E necessario informare come si svolge il prelievo attraverso campagne informative. Queste possono essere svolte su più canali : in Tv al lavoro alla radio al cinema attraverso il Web e soprattutto nelle scuole.

40 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 40 In TV Come pubblicità progresso; Come approfondimento nei rotocalchi; Come tema principale di documentari; Nei telegiornali; Pagine nel teletext. Alla radio Pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche; Approfondimenti con esperti;

41 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 41 Nel Web Link nei motori di ricerca; Banner nei siti affiliati; Newsletter aggiornate per gli utenti registrati. Al cinema Nelle pubblicità prima dellinizio dello spettacolo; Come slogan nei biglietti; Nei volantini cinematografici.

42 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 42 A lavoro Conferenze con il supporto di esperti del settore; Nelle bacheche aziendali; Come propaganda nelle sedi del CRAL. A scuola Dibattiti e conferenze in orario scolastico con la presenza dei veterani della donazione e dei giovani; Visite presso i centri trasfusionali; Lezioni accentrate sulla donazione.

43 Boi Maria Enrica & Silvia Placentino 43 Presentazione Realizzata da : Boi Maria Enrica Silvia Placentino 4*A biologico sanitario I.T.A.S Grazia Deledda


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