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DIFFICILI EQUILIBRI - DISTURBI ALIMENTARI E OBESITA LESPERIENZA IN UNA STRUTTURA RESIDENZIALE Roma 25 giugno 2010 PALAZZO DEI CONGRESSI EUR.

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Presentazione sul tema: "DIFFICILI EQUILIBRI - DISTURBI ALIMENTARI E OBESITA LESPERIENZA IN UNA STRUTTURA RESIDENZIALE Roma 25 giugno 2010 PALAZZO DEI CONGRESSI EUR."— Transcript della presentazione:

1 DIFFICILI EQUILIBRI - DISTURBI ALIMENTARI E OBESITA LESPERIENZA IN UNA STRUTTURA RESIDENZIALE Roma 25 giugno 2010 PALAZZO DEI CONGRESSI EUR

2 Italian Hospital Group Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare e dell Obesità Villa Pia VILLA PIA VILLA PIA il razionale delle nostre scelte Dott.ssa Lorella Limoncelli, Psicologa, Psicoterapeuta Responsabile Direzione Organizzativa Villa Pia

3

4 Villa Pia accoglie 40 ospiti Residenza : 20 posti Centro diurno : 20 posti Durata media dei progetti : 3 mesi Trattamenti intensivi psicologici e nutrizionali integrati per una presa in carico temporanea e specializzata in un contesto di vita alternativo allabituale Modello psicodinamico integrato di riabilitazione tendenza a privilegiare la relazione che si stabilisce tra paziente e operatore lutenza è costituita da persone di: genere: maschile e femminile età: adolescenti e adulti disturbi del comportamento alimentare nello spettro di tutti i pesi corporei

5 Convivono, pertanto, sotto lo stesso tetto, condividendo alcuni spazi e alcune attività (le stanze, i pasti, le assemblee settimanali di comunità, alcuni laboratori espressivi) soggetti con problematiche diverse ma che necessitano dellintervento integrato di una stessa équipe multidisciplinare. Includere al Centro pazienti con disturbi alimentari nello spettro di tutti i pesi corporei significa aver concepito ununica struttura per accogliere pazienti con disturbi diversi.

6 approccio multidisciplinare integrato

7 perché?

8 un lavoro unico, perché – 1) da oltre 20 anni si ritiene che il metodo di cura di questi disturbi sia un approccio multidimensionale, multidisciplinare e multiprofessionale che tenga conto di aspetti diversi e metta in campo la collaborazione coerente di specialisti diversi M. Cuzzolaro Anoressie e bulimie; Il Mulino Ed sia lObesità che i DA, sono manifestazioni di un disagio psicologico che trova nel corpo il suo specifico e doloroso campo di battaglia

9 un lavoro unico, perché – 2) Un centro unico permette di condividere monitorare integrare le competenze del team tutti gli aspetti clinici medici e psicologici gli interventi

10 un lavoro unico, perché – 3) Interventi integrati evitano prevengono contengono rischi di fenomeni iatrogeni che possono complicare il percorso clinico e la prognosi, sostenendo involontariamente la cronicità di tali quadri

11 un lavoro unico, perché – 4) Per tutte queste patologie nessuna cura è efficace se non implica un cambiamento profondo Cure inadeguate dellobesità sono corresponsabili dellinsorgenza di un DA

12 Interventi multidisciplinari integrati possono evitare il fenomeno del pellegrinaggio del paziente da un servizio allaltro che esprime anche la difficoltà del paziente di organizzare in modo critico e sostenuto il suo percorso di cura

13 A tutte queste considerazioni se ne aggiunge peraltro una di ordine più squisitamente teorica, riferita alla necessità di fare una diagnosi che tenga conto della struttura di personalità del paziente preso in carico. Come sostiene Recalcati [1] : una diagnosi dal punto di vista psicodinamico deve infatti implicare la possibilità di ricondurre la dimensione dei fenomeni sintomatici, delle forme fenomeniche dei sintomi, alla loro struttura di fondo. La diagnosi, cioè, riporta la dimensione del fenomeno a quella della struttura. [1] [1] Recalcati M. Lultima cena, Bruno Maondadori, Milano, 1997, pp

14 E come afferma Bonamini [2] : lanoressia e la bulimia, come anche lobesità, non indicano la struttura del soggetto ma una sua «espressione fenomenologica». […] obesità, anoressia e bulimia nella loro evidenza nascondono laspetto differenziale della struttura. [2] [2] Bonamini S. Sullobesità, in Galimberti F. (a cura di) Corpo, gruppo e istituzione, F. Angeli, Milano, 2000.

15 La scelta di un unico Centro per tutti è indotto, inoltre, dallesistenza di somiglianze negli aspetti fenomenologici e psicodinamici allinterno di gruppi di pazienti che soffrono di disturbi diversi. Nella nostra pratica clinica, infatti, abbiamo notato che, pazienti che presentano una marcata obesità considerano laccesso al Centro, in modo fantasmatico, come lentrata in un luogo protetto allinterno del quale poter seguire in modo disciplinato un regime alimentare controllato, esattamente come pazienti che soffrono del disturbo opposto, che tingono lingresso in struttura, se pure inconsapevolmente e ad un livello profondo, di fantasie dello stesso tipo.

16 Più nello specifico tanto per i pazienti che soffrono di obesità che per pazienti anoressiche o bulimiche lapproccio fantasmatico dellentrata a contesti come Villa Pia si ammanta della possibilità di trovare un luogo dove poter applicare al proprio regime alimentare un nuovo possibile rigore: la comunità viene fantasmatizzata come luogo entro cui potere tenere a bada la pulsione orale e mantenere (nel caso dellanoressia) o ripristinare (nel caso della bulimia) unaderenza allideale della magrezza corporea. La molla immaginaria della domanda di entrata in comunità è spesso costituita da tale fantasia di dimagramento, e quindi proprio allopposto che verso una lotta del soggetto contro il proprio sintomo lo spinge ad immaginare la comunità come luogo di un suo rafforzamento [3]. [3] [3] Cosenza D. La comunità terapeutica come luogo della cura in : Colombo L., Cosenza D., Cozzi A., Villa A., (a cura di) La cura della malattia mentale. Vol.II. Il trattamento, Ed. Bruno Mondadori, Milano, 2002.

17 Altro elemento comune è rappresentato dalle modalità stesse del consumo dei cibi: la dolorosa e drammatica alternanza di rifiuti ostinati da una parte e di abbuffate sregolate dallaltra, che in ogni caso rappresentano comunque gesti di totale separazione e di trasgressione alle norme e ai valori della tavola [4]. [4] [4] Carestia M. Il trattamento in istituzione dellanoressia-bulimia, in Galimberti F. (a cura di) Corpo, gruppo e istituzione, Franco Angeli, Milano, 2000, p. 81.

18 In tutti questi pazienti si registra attraverso la rottura del convivio e le assenze alla mensa familiare, il problema del consumo del cibo con gli altri e la trasformazione del mangiare in un atto solitario e privato [5]. [5] [5] Carestia M. Il trattamento in istituzione dellanoressia-bulimia, in Galimberti F. (a cura di) Corpo, gruppo e istituzione, Franco Angeli, Milano, 2000, p. 81.

19 Per tutte queste persone, a prescindere dal tipo di disturbo presentato, la riabilitazione nutrizionale passa anche attraverso un riavvicinamento alla regolarità e alla convivialità. E per questo che ci è sembrato importante immaginare e strutturare, allinterno del nostro Centro, per i pasti, un setting condiviso. E così che proprio durante tali attività si è concepita una situazione di grande condivisione di spazio e di tempo, tanto che i pasti avvengono in una sala comune.

20 équipe multidisciplinare 3 Psichiatri (1 Responsabile Clinico) 4 Psicologi (1 Responsabile Organizzativo) 2 Endocrinologi 3 Dietisti 2 Educatori 2 Fisioterapisti 2 Danza-Movimento Terapeuti 1 Coordinatore 7 Infermieri 4 OTA ÉQUIPE UNICAÉQUIPE INTEGRATA

21 schemi organizzativi diffusi Direttore Sanitario CdA Presidente o Amm. Del. Direttore Amministrativo Direttore Sanitario Direttore Generale Direttore Amministrativo CdA Presidente o Amm. Del. decide il Presidente o lAmm. Delegato direttore mediatore Valori e obiettivi Quale organizzazione?

22 Il modello funzionale Amministratore Direttore Area servizi socio- assistenziali e sanitari Area amministrativa Servizi sanitari Servizi educativi Servizio psicologico Nucleo 1 Nucleo 2 IP OAA IP OAA Uff. Personal e Uff. Ragioneri a Servizi generali Cucina Magazz. Lavand.

23 Un modello organizzativo idoneo… il modello

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26 Il modello organizzativo adottato da IHG, colloca le diverse figure professionali ed i ruoli che esse rivestono, in una struttura a matrice, nella quale lobiettivo ultimo da perseguire è la salute globale dellutente attraverso lapporto organico ed integrato delle diverse figure professionali specialistiche che intervengono sugli aspetti di salute specifici.

27 Per fare questo servono metodi e strumenti idonei… 1) riunioni di équipe periodiche e sistematiche chiari e condivisi gli obiettivi di lavoro integrazione dei vari professionisti pari autorevolezza professionale e quindi riconosciuti e valorizzati i diversi ruoli e le competenze specifiche; i componenti si esprimono liberamente e vengono ascoltati con attenzione; gli apporti delle diverse professionalità conducono alla definizione/verifica del progetto; la costruzione dei progetti e la loro verifica coinvolge tutti i partecipanti; i contributi individuali e le conclusioni tratte si traducono in indirizzi operativi (processo decisionale).

28 Gruppo Una pluralità in interazione Una pluralità in integrazione Gruppo di lavoro

29 Per fare questo servono metodi e strumenti idonei… 2) Il progetto Lavorare insieme non può solo voler dire parlare e trascrivere un programma di assistenza o riabilitativo relativo ad un caso… Lattuazione quotidiana del progetto rappresenta laspetto più operativo del lavoro déquipe dove ciascuno mette veramente in pratica il proprio ruolo e la propria competenza, attraverso: Lattuazione delle decisioni prese durante la riunione, secondo le strategie individuate; La condivisione continua della metodologia di approccio con lutente, cambiando le soluzioni dopo tentativi vani; La misura dei risultati ottenuti senza accontentarsi delle sensazioni. … Non è sufficiente ritrovarsi e scrivere per essere équipe!

30 Sia in regime di degenza, sia in regime di diurno, lattività assistenziale socio-sanitaria è focalizzata sul risultato finale di salute e benessere dellospite/paziente: pertanto essa è organizzata per progetto, attuando programmi di attività che partono dalla conoscenza delle diverse tipologie di pazienti secondo le modalità operative tipiche dellorganizzazione per progetto e lavoro in équipe. Lattività assistenziale socio- sanitaria è quindi organizzata in una prima fase di Valutazione e Programmazione, consistente in una Valutazione Multi Dimensionale (VMD) e nella definizione del Progetto Assistenziale Individuale (PAI) ed in una seconda di Esecuzione e Verifica, consistente nellattuazione del PAI, nel controllo e nella verifica dei risultati intermedi e finali con il relativo aggiornamento del Progetto.

31 Obiettivo principale di tale progetto non è tout court la perdita/assunzione di peso. Infatti, gran parte del lavoro ha come obiettivo quello di stimolare il soggetto ad una riflessione su di sé che non si concentra anzitutto ed essenzialmente sul sintomo. 1) Aiutare le persone a sviluppare un comportamento alimentare compatibile con una sufficiente salute fisica. 2)Favorire lo sviluppo della capacità di stare con gli altri. 3) Favorire lo sviluppo delle capacità di autogestione ed autonomia riacquisendo o mantenendo abilità e competenze psicologiche e relazionali ridotte o compromesse dal disagio reinserendosi velocemente nel proprio contesto sociale di appartenenza. 4)Sollecitare lesplorazioni degli aspetti psichici del disturbo. 5) Promuovere lo sviluppo e il mantenimento di un progetto di cura a lungo termine.

32 PAI Come dovrebbe funzionare Sig.ra Giovanna Procedure Protocolli Valutazione Multidimensionale Profilo Obiettivi Attività fisica Danza terapia Life Style tempi P.A.I. Procedure Obiettivi e strategie personalizzate Chi, fa che cosa, quandoP.A.I. Procedure Obiettivi e strategie personalizzate Chi, fa che cosa, quando Piani di lavoro Colloqui individ Colloqui gruppo Colloqui dietista

33 AttivitàObiettiviStrategie 1Colloqui individuali e di gruppo Raggiungere unalleanza terapeutica con il paziente; costruire una motivazione alle cure e al cambiamento Atteggiamento di ascolto rispettoso ed empatico 2Colloqui psicoterapeutici individuali e di gruppo Correggere eventuali alterazioni nella regolazione del comportamento e della sfera emotiva; migliorare le difficoltà psicologiche vissute nel confronto con gli altri Chiarificazioni, confrontazioni ed eventuale restituzione dei significati di alcuni comportamenti 3Controllo medico periodico Recupero delle condizioni fisiche, migliorare, trattare e/o correggere complicanze mediche Monitoraggio clinico- nutrizionale

34 4Colloqui con dietista Ristabilire un peso corporeo adeguato e un BMI nella norma Recupero di una corretta alimentazione attraverso reintegrazioni graduali e negoziate con il paziente; contrattazione sulle scelte alimentari 5Seminario medico nutrizionale Ristabilire modalità alimentari corrette Rieducazione alimentare; informazione/formazione sui meccanismi biologici che regolano la nutrizione; considerare pensieri, sentimenti, credenze patologiche riferite al cibo 6Counseling familiare Stabilire un rapporto di collaborazione con la famiglia per la comprensione reciproca tra paziente e famiglia, per la comprensione del disturbo alimentare e delle dinamiche familiari ad esso collegate nel percorso di cura Assicurare il supporto familiare al trattamento; comprensione dei disturbi del comportamento alimentare, senza indebolire lautorevolezza dei genitori né alimentare sensi di colpa e accuse reciproche

35 ATTIVITA' SETTIMANALI CENTRO DIURNO orari LUNEDIMARTEDÌMERCOLEDÌGIOVEDÌVENERDÌ ABABABABAB MONITORAGGIO CLINICO DI EQUIPE lab. attività creative / lettura (percorsi a tema) attività motoria 9.45 assemblea di comunità lab. attività creative ore lab. Cinema attività motoria ore 9.45 lab. percorsi creativi (l'esperienza) laboratorio attività creative attività motoria ore SPUNTINO MONITORAGGIO CLINICO DI EQUIPE attività motoria life style attività motoria incontro di gruppo attività motoria lab. cinema life style lab. percorsi creativi (la narrazione) attività motoria seminario nutrizionale PRANZO SUPERVISIONE discussione film SUPERVISIONE USCITA

36 Per fare questo servono metodi e strumenti idonei… 3) Per rendere operativo il progetto occorre: Modulistica chiara e comprensibile a tutti; Possibilità di recuperare le informazioni in modo veloce; Informare il personale che non era presente alla riunione di équipe (passaggio delle consegne); Definire i referenti delle diverse attività da svolgere Adottare strumenti di monitoraggio che devono essere usati e consultati da tutti

37 sistema informatizzato: Per fare questo presso lItalian Hospital Group Un sistema informatizzato permette di memorizzare e recuperare con velocità tutte le informazioni inserite, verificare i risultati, avere il controllo dellattività erogata.

38 La struttura a matrice Il lavoro di équipe, Lavoro per progetti, Il PAI… Tutti strumenti e strategie utili per riuscire a guardare lutente nella sua globalità e per rispondere in maniera adeguata ai suoi bisogni, che devono essere lelemento ispiratore del nostro lavoro.

39 Grazie per lattenzione e buon lavoro!


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