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Relazione Anno 2008 Centro Servizi Aspasia- Informanziani Comune di Cento.

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Presentazione sul tema: "Relazione Anno 2008 Centro Servizi Aspasia- Informanziani Comune di Cento."— Transcript della presentazione:

1 Relazione Anno 2008 Centro Servizi Aspasia- Informanziani Comune di Cento

2 PERCHE IL CENTRO SERVIZI ASPASIA A CENTO? Per proporre un modello di lavoro di cura qualificato sperimentando un percorso formativo per le assistenti familiari che venga riconosciuto e certificato. Per rispondere alle esigenze di cura domiciliare delle famiglie e degli anziani stessi, sostenendo i care givers impegnati a rivestire il doppio ruolo di datore di lavoro e familiare. Per dare visibilità a tutte le risorse territoriali che si occupano di assistenza familiare (dalla ricerca dellassistente allorientamento per la realizzazione del contratto di lavoro). Per favorire lemersione del lavoro sommerso nel settore del lavoro di cura

3 IL PUBBLICO ENTRA IN UNA QUESTIONE PRIVATA Tutto ha inizio con … … Un anziano viene dimesso dallospedale... Un medico afferma – Sua madre deve essere seguita notte e giorno - … Una famiglia in affanno e in ansia sceglie la soluzione badante… COME? PERCHE? DOVE? DOVE? … ecco dove si inserisce il Centro Servizi Aspasia

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5 DESTINATARI Anziani e Famiglie che necessitano di informazioni e orientamento sulle opportunità assistenziali, sui servizi presenti nel territorio e che necessitano di aiuto per individuare unassistente familiare. Assistenti Familiari, italiane o straniere che operano o intendono operare nel mercato regolare dei servizi di cura agli anziani, in cerca di nuove opportunità lavorative e di una maggior qualificazione. Enti o servizi attivi e presenti sul territorio che desiderano informazioni o ricercano personale qualificato ed affidabile per le loro strutture (ex. Centro Salute Mentale del Distretto Ovest)

6 APERTURA: APERTURA: Il Centro Servizi Aspasia è attivo allinterno del Comune di Cento dal 18 Marzo 2008 con unapertura al pubblico settimanale di otto ore concentrate nella giornata di Martedì dalle 9.00 alle e dalle alle La scelta dellorario è stata influenzata dalla volontà di andare incontro alle esigenze lavorative dei care- givers, spesso occupati in attività lavorative fino alle VISIBILITA DEL CENTRO NEL TERRITORIO VISIBILITA DEL CENTRO NEL TERRITORIO: Ai fini di promuovere il nuovo centro ed incentivare i cittadini nellaccedere ai servizi offerti sono stati prodotti circa 3000 volantini, gran parte dei quali inviati a tutte le famiglie con almeno un anziano (over 64) residente nel Comune di Cento e ai medici di medicina generale, accompagnati da una lettera di presentazione sottoscritta dallAssessore ai Servizi Sociali. Inoltre, in occasione dellinaugurazione del centro è stata indetta una conferenza stampa aperta alla cittadinanza alla quale sono seguiti alcuni articoli sui giornali locali. E BENE RICORDARE CHE: E BENE RICORDARE CHE: Sostegno ed apporto, in particolare durante i primi due mesi di apertura, è arrivato dal terzo settore e nello specifico dalle Caritas di Cento, con le quali, nella fase immediatamente precedente lavvio delle attività di sportello, sono stati organizzati incontri finalizzati alla reciproca conoscenza e collaborazione. Allo stesso modo, fin dalle fasi iniziali di attivazione del servizio, si è cercato di costruire un lavoro di rete interno con i servizi sociali professionali, i quali hanno immediatamente contribuito alla crescita e perfezionamento dellattività. A partire dal mese di Luglio 2008, in seguito ad un incontro di coordinamento e verifica dellandamento dellattività del centro, si è deciso di ampliare laccesso al servizio, inizialmente rivolto solo ai residenti nel Comune di Cento, in un secondo momento ampliato anche anche ai residenti nei Comuni di SantAgostino, Mirabello, Poggio Renatico e Vigarano Mainarda.

7 ANDAMENTO MARZO – DICEMBRE 2008 Nel periodo di apertura del Centro Servizi Aspasia laffluenza è stata di n.262 utenti/accessi. Osservando il Graf.1 si nota che dopo un avvio contraddistinto da un esiguo numero di accessi, registrato nel mese di Marzo, lo sportello si è immediatamente misurato con unaffluenza in crescita, anche se non costante. I dati più bassi si riscontrano nei mesi di Marzo (n. 5) e Agosto (n.18), mentre il mese di Novembre registra il maggior numero di accessi (n.39). Il trend di affluenza allo sportello rispecchia laltalenanza e la dinamicità che caratterizzano lutenza a cui è rivolto e la tipicità delle tipologie di richiesta. Le esigenze di assistenza avvertite dai familiari di persone non autosufficienti sono contraddistinte da numerose peculiarità ed appaiono tuttaltro che cicliche. Una volta risolto il problema manifestato possono trascorrere svariati mesi prima di essere spinti a ricontattare il servizio, come è avvenuto in alcuni casi, ossia soltanto nel momento in cui si presenta un ulteriore ostacolo nella gestione dellanziano. Grafico 1

8 ATTIVITA Integrazione con i servizi territoriali, informazione sulle modalità di accesso ai servizi del territorio a favore di anziani e assistenti familiari Orientamento alla formazione per le Assistenti Familiari e primo orientamento sui fabbisogni e modalità assistenziali a domicilio per persone non autosufficienti Costituzione e gestione di un elenco di persone formate nel settore del lavoro di cura, regolari dal punto di vista dei documenti di soggiorno, con una buona conoscenza della lingua italiana e che abbiano assolto lobbligo scolastico Accoglienza e ascolto delle situazioni e delle richieste Analisi delle competenze delle Assistenti Familiari Supporto professionale allincontro domanda/offerta

9 TIPOLOGIA DI UTENZA I dati sopra riportati permettono di comprendere e analizzare la tipologia di utenza che accede allo sportello Aspasia. Come si evince dalla lettura della tab.1 e dal grafico 2, le assistenti familiari, ed in misura minore i familiari di persone non autosufficienti, rappresentano le categorie di utenti che maggiormente si rivolgono al centro servizi, mentre soltanto un numero esiguo di anziani, nel corso dei nove mesi di apertura, ha preso come punto di riferimento lo sportello. Questo può essere in parte compreso se si considera che lanziano autosufficiente generalmente non ama modificare le proprie abitudini ed i propri punti di riferimento, inoltre nella maggior parte delle circostanze risultano essere in primo luogo i care-givers ad accorgersi di eventuali bisogni o esigenze latenti relative al proprio familiare e di conseguenza attivarsi ai fini di risolvere eventuali problemi. E bene puntualizzare ai fini della corretta lettura della tipologia di utenza che la categoria Altro, riportata allinterno della tab.1 e del relativo grafico si riferisce ad assistenti sociali, educatori professionali, personale interno allente e figure professionali operanti in servizi esterni (ad. ex. Centro Salute Mentale) che necessitano di informazioni o che desiderano consultare lelenco delle assistenti familiari. Cosa si rileva se analizziamo gli utenti confrontandoli con il tipo di quesito inoltrato ? Grafico 2 Tab.1

10 TIPOLOGIA DI RICHIESTA Dalla lettura dei dati della tab.2 emerge che Assistenti familiari ed in misura minore i care-givers rappresentano i soggetti che maggiormente hanno accesso al servizio. Nello specifico, su un totale di 181 quesiti avanzati dalle assistenti familiari il 61,3%, ovvero n.111, si concentrano nellambito della formazione. Non trascurabile è anche il numero di assistenti che si rivolgono al servizio per avere informazioni sullattività di incontro domanda- offerta e verificare se è possibile iscriversi allelenco delle Assistenti Familiari. E inoltre opportuno sottolineare come allinterno della categoriaFormazione siano stati inseriti anche gli accessi effettuati dalle assistenti familiari per eseguire i quiz previsti dal percorso di Autoformazione.Tra i familiari, le richieste appaiono distribuite con maggior omogenietà, anche se lattività di incontro domanda-offerta emerge come particolarmente significativa. A tal proposito, la richiesta più cospicua che arriva sia da parte delle singole famiglie sia da parte delle assistenti sociali è orientata verso la ricerca di personale disponibile a convivere con lanziano. Tra i care-givers, interessante è il dato che riguarda le informazioni e lorientamento sui servizi sociali del territorio (n.29). Come è stato già evidenziato nelle slides precedenti, debole è invece il numero di anziani che si rivolge al centro e quando ciò avviene le richieste gravitano principalmente attorno allambito dei servizi sociali. Tab.2

11 ASSISTENTI FAMILIARI Il nostro paese sta assistendo ad una seconda ondata di arrivi di massa da parte di collaboratrici domestiche. A partire dalla prima metà degli anni Novanta è infatti esploso il problema dellanziano dipendente e con esso si sono registrati i primi flussi di badanti straniere. Le lavoratrici domestiche sono presenti in Italia in modo consistente ormai da circa dieci anni ed il fenomeno assume giorno dopo giorno un radicamento sempre più capillare sul territorio. Oggi, a dieci anni dallaffermarsi di questa presenza, possiamo registrare crescenti segnali di una sua evoluzione. Aumentano dunque le badanti, se ne registrano nuove ondate, diverse per caratteristiche socio-demografiche ma anche per atteggiamenti nei confronti del lavoro.

12 ASSISTENTI FAMILIARI Laiuto complementare sembra non bastare più ed i famigliari si vedono costretti ad affidare laccudimento e la cura della persona cara ad una figura forte, presente per molte ore al giorno, spesso anche la notte. La badante appare quindi un palliativo necessario, anche se la sua entrata nella famiglia rischia di sconvolgere un equilibrio domestico già precario. Da lavoratore interstiziale, che si limita a coprire le falle dellorganizzazione familiare, questa figura domestica, quasi sempre donna, diventa fac totum e perno determinante dellequilibrio reticolare della famiglia. La tab.3, sopra riportata, mostra i paesi di provenienza delle lavoratrici domestiche iscritte allinterno dellelenco gestito dal Centro Servizi Aspasia del Comune di Cento. Marocco ed Ucraina appaiono come le nazioni con il maggior numero di assistenti familiari, seguite a breve distanza da Italia ed America Latina. A sorpresa quindi, il settore del lavoro di cura e dellassistenza a domicilio, che per alcuni decenni è apparso come spazio dominato esclusivamente da donne straniere provenienti dallEst Europa, oggi sembra cambiare volto assumendo un aspetto meno omogeneo. A tal proposito può essere interessante notare che accanto a polacche, romene ed ecuadoriane, aumenta anche il numero di italiane per lo più disoccupate disposte a svolgere la mansione di assistente familiare e ad entrare a tutti gli effetti come lavoratrici nel circuito del lavoro di cura a domicilio. Tab.3

13 ASSISTENTI FAMILIARI Sempre meno assistenti familiari sono disponibili a corisiedere con lassistito. Questo è vero a livello nazionale cosìccome nel contesto locale sul quale opera il Centro Servizi Aspasia. Se osserviamo la tab. 4 che evidenzia le fasce orarie in cui le lavoratrici iscritte al nostro elenco decidono di operare, si nota che su un totale di 43 lavoratrici domestiche formate, soltanto otto hanno lasciato la disponibilità ad assistere a tempo pieno e a vivere presso la stessa abitazione dellassistito, mentre le restanti prediligono unoccupazione a ore perlopiù da svolgersi nellarco della giornata. PERCHÈ? Se negli anni passati la coresidenza era praticata come soluzione abitativa per le assistenti familiari appena giunte in Italia, oggi questa soluzione sembra meno ricercata. Lautonomia abitativa delle nuove arrivate può essere favorita dalla presenza in Italia di parenti e conoscenti che sono in grado di ospitarle. il lavoro a ore offre gradi di libertà maggiori, anche se naturalmente è accessibile solo a chi ha una abitazione autonoma. le assistenti familiari sono consapevoli del fatto che la coresidenza spesso genera contrasti ricorrenti. Le famiglie, per il fatto di offrire alla lavoratrice il vitto e lalloggio, tendono a sentirsi in diritto di avanzare richieste che vanno al di là di quanto pattuito nel contratto di lavoro. A mutare sembra essere linvestimento sulla propria attività lavorativa, che si auspica più compatibile con una prospettiva di integrazione sociale. Tab.4

14 ASSISTENTI FAMILIARI Il Centro Servizi Aspasia nel corso dei nove mesi di apertura ha formato un totale di 33 Assistenti familiari. In particolare: 13 Assistenti Familiari hanno frequentatocorso di formazione tradizionale 13 Assistenti Familiari hanno frequentato e concluso un corso di formazione tradizionale organizzato in collaborazione con il CPF di Ferrara svoltosi tra Ottobre e Dicembre 2007, il quale prevedeva un totale di 138 ore. Di queste, 52 ore in presenza e 86 ore di Autoformazione. 26 Assistenti Familiari percorso di formazione a distanza 26 Assistenti Familiari hanno invece intrapreso un percorso di formazione a distanza (Autoformazione) e 20 di loro hanno portato a termine il corso iscrivendosi poi nellelenco gestito dal Centro. La formazione a distanza rappresenta una modalità innovativa ed unopportunità per le aspiranti assistenti familiari sprovviste di attestati o titoli di studio specifici, che permette loro di gestire il percorso formativo autonomamente ed ottenere un attestato di partecipazione valido a livello nazionale. Le restanti assistenti familiari che compongono lelenco gestito dal centro, sono state iscritte in virtù del fatto che hanno dimostrato il possesso di titolo idoneo (ex diploma OSA, OSS,ADB) oppure hanno seguito un corso inerente al lavoro di cura organizzato da un ente di formazione o unassociazione esterna al servizio.

15 FAMILIARI e ANZIANI Risulta complesso per i care-givers conciliare i tempi di vita e quelli del lavoro e lo è ancora di più gestire il carico emotivo e psicologico che i familiari non autosufficienti assumono giorno dopo giorno. Il Centro Servizi Aspasia si propone come luogo di ascolto e informazione che guida la famiglia nella definizione del bisogno e la sostiene nelle fasi della scelta, garantendone la centralità di ruolo. Nodo critico fondamentale è rappresentato dal doppio ruolo che la famiglia, e a volte lanziano solo, si trovano costretti a ricoprire. Essere cioè utenti e gestori in proprio di un servizio che deve rispondere ai loro stessi problemi, ma che al contempo richiede una capacità imprenditoriale e gestionale. Con questo ci si riferisce a tutte quelle attività specifiche del datore di lavoro, come la selezione e gestione del personale, pratiche burocratiche inerenti al contratto, amministrazione delle entrate-uscite, che vanno a sommarsi procedendo di pari passo con la malattia, la gestione dei rapporti familiari e delle dinamiche relazionali instauratesi con lassistente familiare.

16 COME CI METTIAMO IN GIOCO Aspasia fin da subito è stato disegnato come luogo formale ma al tempo stesso umano,in cui laspetto relazio nale si incrocia con la volontà di andare il più possibile incontro alle esigenze delle persone coinvolte nel lavoro di cura senza alimentare inutilmente le aspettative degli utenti. Un unico luogo in cui ottenere, anche grazie alla collaborazione degli altri servizi, informazioni trasversali a più ambiti, il ché comporta un minor dispendio di tempo. Creazione di rapporti continuativi nel tempo soprattutto con le assistenti familiari Favorire il riconoscimento sociale della professione di assistente familiare Confronto costante con gli altri sportelli Aspasia presenti sul territorio provinciale. Andare oltre. Affinare le competenze degli operatori anche in quegli ambiti per cui era prevista una conoscenza non troppo approfondita rafforzando inoltre la mera attività di informazione con la distribuzione di materiale informa tivo ad hoc per le famiglie ( piccoli vademecum, guide sulle agevolazioni fiscali a favore di persone non autosufficienti ecc.) Punti di forza … e criticità Dietro le quinte del lavoro di cura offerto dalle assistenti familiari, in molti casi, cè un mondo che coincide con il sommerso e lirregolare, un mercato forte e concorrenziale. Spesso lavoratrice e datore di lavoro – famiglia- vedono in questo mondo la soluzione più semplice e immediata. Il Centro Servizi fronteggia ogni giorno tutto questo. In effetti la prima reazione da parte degli utenti che accedono ad Aspasia è la richiesta di risoluzione immediata dei problemi e con essi laltrettanto immediato reperimento di personale che aderisca perfettamente alle aspettative, effetto Bacchetta Magica quindi…A tal proposito durante la prima fase di apertura non è stato affatto semplice per gli utenti vivere il punto Aspasia in unottica di offerta di servizio complesso anziché di risposta a domanda individuale. Il tutto è complicato dal costo economico elevato e dalle difficoltà di gestione che intercorrono nel momento in cui si vuole assumere con regolare contratto di soggiorno unassistente familiare. La famiglia appare a tutti gli effetti come un datore di lavoro e si rivela del tutto impreparata a svolgere tale mansione. Infatti, se da un lato desidera possedere il maggior numero di informazioni a disposizione sul personale presente nel repertorio del Centro Servizi, dallaltro una volta ottenuto lelenco, difficilmente contatta loperatore fornendo quindi un feed back relativa allavvenuto incontro tra domanda e offerta. Rare sono anche le lettere di referenza che le assistenti familiari presentano al momento delliscrizione allelenco, sintomo della scarsa volontà anche da parte delle famiglie di sottostare a regole ben definite.

17 INIZIATIVE E ATTIVITA COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE NADIYA In collaborazione con lAssociazione Badanti Nadiya di Ferrara è stato proposto un primo ciclo formativo rivolto ad un gruppo di lavoratrici domestiche non formate e residenti sul territorio di Bondeno interessate a incrementare le proprie conoscenze nellambito del lavoro di cura. Questo tipo di percorso si è differenziato rispetto alliter tradizionale previsto dallautoformazione, modello Aspasia,che generalmente si svolge esclusivamente allinterno del Centro Servizi. Alcuni fattori, legati principalmente alla scarsa mobilità delle badanti e alla complessa rete di collegamento tramite mezzi pubblici tra Bondeno e Cento, hanno portato ad una revisione e adattamento dello strumento di formazione. Il Centro Servizi si è quindi occupato della progettazione del percorso formativo pensato per accogliere e soddisfare le esigenze lavorative delle aspiranti assistenti familiari senza trascurare laspetto didattico e le conoscenza da assimilare. Le lezioni si sono svolte con una cadenza settimanale presso la biblioteca comunale di Bondeno il mercoledì pomeriggio per un totale di cinque incontri da due ore ciascuno ed al termine del percorso sono state formate sette assistenti familiari. TALENTI DI CURA Il consorzio Anziani e Non Solo ha richiesto una collaborazione ai fini dell attivazione all interno del Centro Servizi Aspasia del Comune di Cento, di un percorso di validazione delle competenze nel quale si punti il focus sulle esperienze acquisite sul campo. L obiettivo di Talenti di Cura è trasferire nel contesto italiano il sistema di individuazione, riconoscimento e validazione delle competenze acquisite sul lavoro degli operatori addetti all assistenza ad anziani e disabili utilizzato attualmente in Francia. Ci si è proposti di semplificare il conseguimento del percorso di qualificazione consentendo di definire in maniera specifica i reali bisogni formativi. Fra gli strumenti utilizzati vi sono griglie di riferimento, procedure, esercitazioni e relative prove di valutazione per il profilo professionale dell assistente familiare. Le partecipanti al progetto dovevano necessariamente aver svolto almeno due anni di esperienza nel settore di cura e servizio a domicilio ed aver acquisito un ottima conoscenza della lingua italiana scritta e orale.Il progetto si è tenuto il mercoled ì pomeriggio presso il Centro Servizi ed ha visto la partecipazione di sette assistenti familiari. Solo cinque di loro hanno ottenuto l attestato di validazione delle competenze. Il gruppo era composto da lavoratrici con percorsi ed esperienze diverse alle spalle. Tre hanno frequentato il corso in presenza Aspasia organizzato nel 2007, un assistente non aveva mai seguito alcun corso di formazione, un altra assistente aveva seguito un corso di formazione nell anno 2004, mentre due ragazze avevano frequentato il corso in autoformazione Aspasia.

18 INIZIATIVE E ATTIVITA COLLABORAZIONE CON IL C.T.P. Come è stato più volte esplicitato in precedenza la buona conoscenza della lingua italiana compare come requisito imprescindibile ai fini delliscrizione delle assistenti familiari allinterno dellelenco. Per questo si è pensato di raccogliere allinterno del Centro Servizi Aspasia alcuni nominativi di aspiranti assistenti familiari che mostravano evidenti lacune e difficoltà non possedendo un adeguato livello di padronanza della lingua.Queste sono state inserite in corsi di lingua italiana organizzati dal Centro Territoriale Permanente (C.T.P.)di Cento. Il Comune di Cento ha pertanto finanziato tre corsi (aperti naturalmente anceh ad altri cittadini stranieri), la cui gestione e organizzazione è stata demandata totalmente al CTP. I corsi sono stati attivati a partire dal 18 Dicembre 2008 per un totale di 20 ore ciascuno. Su nove assistenti che avevano richiesto di partecipare al corso soltanto cinque si sono presentate al colloquio di selezione e hanno poi frequentato le lezioni.Visto il bassissimo livello di conoscenza della lingua italiana è stato data loro la possibilità di seguire un ulteriore corso che partirà nella prima metà del mese di Febbraio PROGETTO PASSEPARTOUT Il Consorzio Provinciale Formazione di SantAgostino (C.P.F.) ha promosso e organizzato a partire dal mese di Dicembre 2008 il Progetto Passepartout. Si tratta di una serie di azioni di sostegno e accompagnamento al lavoro che si concretizzano in stage lavorativi di 400 ore da svolgersi presso aziende del territorio rivolti esclusivamente a cittadini stranieri regolari e disoccupati. Il Centro Servizi Aspasia in collaborazione e integrazione con i servizi sociali professionali ha contribuito al progetto individuando tra i propri utenti alcune assistenti familiari da inserire allinterno della casa protetta G.B. Plattis e al Pensionato L.Cavalieri di Cento. Il progetto che si concluderà nellAgosto 2009 ha portato allinserimento di otto persone; due di queste rientrano nellelenco gestito dal Centro Servizi e hanno quindi avuto la possibilità di misurasi sul campo ed affiancare il personale operante nelle diverse strutture.

19 PASSAGGIO DA ASPASIA AD ASPASIA PLUS Aspasia Plus Ferrara Aspasia Plus Ferrara Il lavoro della badante –cosiddetto Badantato - si configura prevalentemente come lavoro sommerso e non dichiarato: un lavoro non regolato, non tutelato e male organizzato che, oltre a generare un crescente contenzioso tra lavoratrice e datore di lavoro, genera sovente scarsa qualità assistenziale nei confronti degli anziani. Il progetto Aspasia Plus Ferrara presentato dal Comune di Ferrara in partenariato con i Comuni di Cento, Codigoro e Copparo, il coordinamento dellAUSL e lassistenza tecnica del Consorzio Anziani e non solo, si è classificato al secondo posto nella graduatoria del Bando nazionale per lemersione del lavoro sommerso nel campo del lavoro di cura domiciliare finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità. Aspasia Plus Ferrara, con il Comune di Ferrara capofila, si configura come un implementazione strategica del progetto Aspasia Ferrara e rappresenta uno strumento che consente di raggiungere determinati obiettivi. Obiettivo strategico Obiettivo strategico: sostenere nei territori dei comuni partner lo sviluppo di occupazione femminile, regolare e qualificata nel lavoro di cura a domicilio degli anziani. Obiettivi operativi Obiettivi operativi: - favorire la regolarizzazione e la fuoriuscita dal sommerso - sostenere la formazione di un mercato di lavoro trasparente dando visibilità al valore sociale del lavoro di cura e rafforzandone anche gli aspetti etici. - promuovere pertanto la sottoscrizione di un codice etico tra famiglia/ datore di lavoro e assistente familiare -supportare le famiglie nellincontro e nellinserimento di risorse professionali di cura in un rapporto di lavoro privato, raccordato con i servizi del territorio, allinsegna della qualità e continuità della cura -rafforzare la governance pubblica di questi processi e la sussidiarietà nel quadro delle politiche sociali e delloccupazione. Durata del Progetto Durata del Progetto: 18 mesi (a partire da Dicembre 2008 a Giugno 2010) Per il conseguimento di questi obbiettivi, oltre ad azioni specifiche a favore delle assistenti familiari e delle famiglie (beneficiari dellintervento) ci si avvarrà dei Centri Servizi già aperti. In sintesi, il Progetto Aspasia Plus permette di uscire dalla logica del Badantato sostitutivo del familiare, dirigendosi verso un rapporto di lavoro formale tra due parti che sono chiamate a rispettare e sottoscrivere determinati impegni,cercando inoltre di rendere chiare le reciproche aspettative.

20 Grazie per lattenzione


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