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Fmeneghetti - itisiplanck 20031 La politica nell’ottocento SCALA SPAZIALE: ITALIA/EUROPA.

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Presentazione sul tema: "Fmeneghetti - itisiplanck 20031 La politica nell’ottocento SCALA SPAZIALE: ITALIA/EUROPA."— Transcript della presentazione:

1 fmeneghetti - itisiplanck La politica nell’ottocento SCALA SPAZIALE: ITALIA/EUROPA

2 fmeneghetti - itisiplanck La restaurazione Il termine comunemente indica il tentativo, messo a punto dal Congresso di Vienna (un summit delle grandi potenze europee del tempo), di azzerare le trasformazioni geo- politiche introdotte da Napoleone al di fuori della Francia. Questo “ritorno al passato” ha caratterizzato alcuni ambiti della società, ma non tutti: l’economia, ad es. prosegue il proprio sviluppo velocemente. Idem la popolazione. restaurazione politicaideologicareligiosa

3 fmeneghetti - itisiplanck La restaurazione politica Le conquiste napoleoniche, di cui si enfatizzano le violenze, vengono considerate come le estreme conseguenze della Rivoluzione francese e prima ancora dell’illuminismo. A ciascun principio illuministico- rivoluzionario si contrappone un criterio opposto. Sovranità popolare (democrazia) vs. Sovranità per diritto divino (p. di legittimità) Repubblica + costituzioneMonarchia assoluta diritti (cittadinanza)doveri (sudditanza) LibertàDivieto di libera espressione Nazione (diritti dei popoli)Stato patrimoniale (diritti sovrani) LaicitàAlleanza trono-altare

4 fmeneghetti - itisiplanck Una nuova carta d’Europa

5 fmeneghetti - itisiplanck La geografia politica europea viene profondamente mutata, secondo alcuni princìpi condivisi dalle quattro potenze vincitrici su Napoleone: Austria, Prussia, Russia, Inghilterra. Principio di equilibrio (anche a tale scopo la Francia non è penalizzata territorialmente) Principio dei compensi (= compensare chi ha sostenuto il peso maggiore della guerra, cioè l’Inghilterra) Principio degli stati-cuscinetto ( = creare un “cordone sanitario” attorno alla Francia)

6 fmeneghetti - itisiplanck La restaurazione ideologica e religiosa Allo scopo di mantenere lo status quo, vengono create delle alleanze militari, come la Santa Alleanza, che, oltre a “scattare” in qualsiasi parte d’Europa si accenda una scintilla rivoluzionaria, richiamano valori propri della religione cattolica più tradizionale. Austria, Prussia, Russia, rette da monarchie di tipo assoluto, si riconoscono in questa operazione, da cui si astiene l’Inghilterra (monarchia costituzionale). D’altro canto la Chiesa benedice i nuovi troni, certa che la aiuteranno a combattere ogni forma di anticlericalismo, ma anche le nuove tendenze del cattolicesimo liberale. Va poi aggiunto che il Romanticismo, valorizzando storia e tradizioni, contribuisce al successo di questa restaurazione ideologica.

7 fmeneghetti - itisiplanck Le società segrete Nell’area assolutistica non esiste la libertà di espressione, stampa ed associazione. Pertanto chi coltiva idee democratiche o liberali deve agire in clandestinità. Nascono così numerose società segrete. La più nota, in Italia, è la Carboneria. Non tutte le società perseguono gli stessi scopi: addirittura alcune prevedono obiettivi strutturati per livelli di fedeltà alla causa, che pertanto sono noti completamente solo chi è ai massimi livelli. Tali società devono fare i conti con un’intensa attività di spionaggio, che porta talvolta ad arresti di patrioti e al carcere (es. lo Spielberg in Moravia, dove finì Silvio Pellico nel 1821).

8 fmeneghetti - itisiplanck I moti del ’20 e del ‘30 Storicamente un’operazione come quella della restaurazione, tesa a riportare all’indietro le lancette dell’orologio, non può che essere destinata al fallimento. Nonostante le attività di spionaggio attivate dalle polizie segrete alcune sommosse vengono a turbare il quadro disegnato a Vienna dal principe Metternich e dai suoi interlocutori. Spesso sono scatenate da una crisi economica, che accentua il malessere sociale.

9 fmeneghetti - itisiplanck Le differenze Moti del ‘20 -Carattere periferico (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia) --Interessare aree con sistemi politici assolutistici -- Motivi: indipendenza e/o costituzione -In italia: Carboneria ed ex ufficiali napoleonici --Insuccesso generale tranne in Grecia -Carattere periferico (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia) --Interessare aree con sistemi politici assolutistici -- Motivi: indipendenza e/o costituzione -In italia: Carboneria ed ex ufficiali napoleonici --Insuccesso generale tranne in Grecia -Partono da Francia e Belgio, seguiti da Polonia e Italia centrale -Motivi diversi: in Francia per la monarchia costituzionale, altrove per l’indipendenza --Successo in Francia, ciò che allarga lo spazio dei paesi costituzionali (reform act in Inghilterra) --In Italia altra sconfitta dei carbonari -Partono da Francia e Belgio, seguiti da Polonia e Italia centrale -Motivi diversi: in Francia per la monarchia costituzionale, altrove per l’indipendenza --Successo in Francia, ciò che allarga lo spazio dei paesi costituzionali (reform act in Inghilterra) --In Italia altra sconfitta dei carbonari Moti del ‘30

10 fmeneghetti - itisiplanck Le diverse teorie risorgimentali democraticimoderati unitari Mazzini federalistiCattaneo- Ferrari (neoghibellismo) Gioberti-D’Azeglio (neoguelfismo) I moti del ’20 e del ’30 mostrarono il fallimento della Carboneria e, in generale, delle iniziative elitarie. Si trattava di trovare nuove strategie pwe risolvere i problemi italiani.

11 fmeneghetti - itisiplanck Il quarantotto e le barricate Preparati da una grave crisi economica, i moti del ’48 sono così diffusi e simutanei da fare di questo un anno epocale. Poiché può risultare dispersivo seguire tutte le micce che si accendono in Europa, da Pargi a Bucarest, conviene mettere a fuoco due casi europei (quello francese e quello tedesco), oltre, naturalmente, all’esperienza italiana.

12 fmeneghetti - itisiplanck Il quarantotto francese In Francia avvengono due rivoluzioni nel ’48: la prima a febbraio, per protestare contro un divieto di manifestare per il suffragio universale: fu abbattuta la monarchia e creata la repubblica. Le forze sociali che dirigevano il corso rivoluzionario erano eterogenee (borghesi e popolari). Pertanto le decisioni più radicali (abolizione della schiavitù nelle isole, giornata lavorativa di 10 ore, diritto al lavoro, ateliers nationaux per i disoccupati) crearono malumori tra i moderati. Alle elezioni del 23 aprile essi prevalsero e cacciarono subito i socialisti dal governo. Il popolo di Parigi insorse in una rivoluzione tutta proletaria, ma la rivolta fu repressa nel sangue dal generale Cavaignac. Di lì a poco si sarebbe affermato, col mezzo dei plebisciti, Napoleone III, nipote del grande generale.

13 fmeneghetti - itisiplanck Il quarantotto tedesco Il primo risultato del ’48 tedesco fu la convocazione del parlamento di Francoforte che si trovò ad affrontare la questione dell’unità nazionale, dato che la Germania era stata suddivisa, nella restaurazione, in 39 stati, di cui alcuni sotto gli Asburgo. Si presentavano due possibili soluzioni: includere questi territori (grande Germania) o escluderli (piccola Germania), facendo riferimento in tal caso al re di Prussia come leader. Prevalse la seconda ipotesi, ma il re di Prussia, Guglielmo IV, rifiutò l’investitura popolare, e il Parlamento di Francoforte non seppe proporre altre soluzioni (p.e. di tipo repubblicano). Fu sciolto e il problema dell’unità rimase aperto.

14 fmeneghetti - itisiplanck Il quarantotto italiano: la prima guerra d’indipendenza Il ’48 italiano è complesso. Esistono diverse fasi: 1.Biennio delle riforme e delle costituzioni (’46-’48); 2.Rivoluzioni democratiche a Milano e Venezia; governi provvisori; 3.1 guerra d’indipendenza: Carlo Alberto, con l’aiuto degli altri sovrani, combatte contro l’Austria; sconfitta di Novara; armistizio; 4.Nuove rivoluzioni democratiche: repubbliche romana e toscana; 5.Ripresa della guerra, nuova sconfitta; Carlo Alberto abdica a favore di Vittorio Emanuele II; 6.Sconfitta finale dei democratici, con cancellazione delle costituzioni in tuti gli stati italiani, meno il Piemonte.

15 fmeneghetti - itisiplanck Il Piemonte e i progetti di Cavour Alla guida del Piemonte, unico stato costituzionale (Statuto Albertino del 1848), si pone Camillo Benso conte di Cavour, esperto di problemi economici, ammiratore dell’Inghilterra, convinto nella superiorità del sistema rappresentativo. Il suo disegno politico: 1. sviluppare l’economia piemontese, curando le infrastrutture e stipulando accordi commerciali con Francia e Inghilterra; 2. ottenere l’attenzione e la simpatia degli stati liberali europei per la soluzione del caso italiano; 3. creare un regno dell’Alta Italia sotto la guida dei Savoia. Raggiunto il primo obiettivo, la guerra di Crimea (1853) a cui partecipa il Piemonte, offre a C. la possibilità di raggiungere anche la seconda meta.

16 fmeneghetti - itisiplanck La seconda guerra d’Indipendenza (1859) Per raggiungere il terzo punto, C. convince Napoleone III (sfuggito all’attentato di un italiano) che è necessario agire per prevenire rivoluzioni. Vengono stipulati dei patti segreti a Plombiers che impegnano la Francia a sostenere gli italiani, se attaccati dagli austriaci. E’ l’Austria, in effetti, provocata da azioni di disturbo al confine, a dichiarare guerra. Scattano le alleanze. Nonostante il successo (Magenta..) Napoleone III recede dai patti (pressioni interne) e sottoscrive una pace separata con l’Austria, che assegna la Lombardia al Piemonte. Cavour, offeso per la violazione degli accordi, si dimette, ma, a sostegno dei Savoia insorgono l’Emilia Romagna e la Toscana. Di fronte al moto popolare e l favore inglese e francese, si svolgono i plebisciti che annettono le regioni centro-settentrionali al Piemonte.

17 fmeneghetti - itisiplanck I quattro del Risorgimento Le figure istituzionali e moderate: primo ministro (Cavour) e re (Vitt.Em. II) I rivoluzionari: uno repubblicano e intransigente (Mazzini); l’altro aperto alla collaborazione con il re (Garibaldi)

18 fmeneghetti - itisiplanck La spedizione dei mille (1860) Il terzo obiettivo è raggiunto, ma a questo punto si rimettono in moto i democratici, che intendono unificare tutta l’Italia. Fallita l’impresa di Pisacane, Garibaldi convince il re della necessità di sollevare il sud contro i Borboni. Allestita una spedizione di giovani, sbarca in Sicilia e, con la facile promessa della terra ai contadini, ottiene l’appoggio della popolazione. Ai siciliani G. appare come un liberatore sociale, perciò in alcuni luoghi (Bronte) essi si rivoltano contro gli agrari. La risposta di Nino Bixio, luogotenente di Garibaldi, sarà dura e provocherà una fortissima delusione nei ceti popolari, sentitisi ingannati e convinti di esser passati da una tirannia ad un’altra. Stanno qui le prime radici di quel fenomeno di protesta sociale detto brigantaggio,

19 fmeneghetti - itisiplanck La proclamazione del regno d’Italia (1860) “Conquistata” la Sicilia, Garibaldi attraversa lo stretto di Messina, raggiunge Napoli e pensa di puntare a Roma, mentre Mazzini propone una Costituente per decidere il destino del mezzogiorno d’Italia. A questo punto interviene Cavour, preoccupato dall’idea che al sud possa crearsi uno stato repubblicano L’esercito piemontese, con il consenso della Francia, entra nello stato pontificio, occupa Marche ed Umbria militarmente, poi si dirige verso sud pronto allo scontro con Garibaldi. Ma quest’ultimo preferisce abbandonare il piano mazziniano e attendere pacificamente Vittorio Emanuele, alla testa dell’esercito, e salutarlo come “re d’Italia” (incontro di Teano). Di lì a poco vengono annesse con plebiscito Umbria e Marche (politica del carciofo). Il 17 marzo ’61 è proclamato il regno d’Italia.

20 fmeneghetti - itisiplanck I problemi del nuovo stato Cavour muore subito dopo, mentre si delinenao tutti i problemi del nuovo stato: Deficit del bilancio (spese militari) da sanare con le tasse Completamento dell’unificazione (questione veneta e romana) Unificazione del paese dal punto di vista linguistico-culturale, economico, monetario, dei sistemi di pesi e misura Grave arretratezza economico-sociale, con problemi di analfabetismo (85%), di salute (pellagra, malaria), di malessere (brigantaggio)

21 fmeneghetti - itisiplanck I governi della destra storica I primi governi che si formano dopo l’unità appartengono alla Destra (poi detta storica), che non è un partito, ma un raggruppamento di deputati moderati, soprattutto settentrionali e possidenti. Le linee della Destra, in poltica interna, sono le seguenti: Risanamento del bilancio, raggiunto nel ’76, da anteporre a tutto e da perseguire con pesanti tassazioni che colpiscono i ceti meno abbienti (come la tassa sul macinato) Liberismo economico, accompagnato da creazione di infrastrutture Estensione dello Statuto Albertino: di conseguenza suffragio censitario (vota il 2% della popolazione) Accentramento amminstrativo, con forte potere dei Prefetti (contro le idee di Cavour) e “piemontizzazione” degli uffici Laicità dello stato (lungo la linea di Cavour)

22 fmeneghetti - itisiplanck La questione meridionale Gli effetti di queste scelte politiche, che allontanano drammaticamente i governanti dai governati, sottoposti ad un carico fiscale insostenibile, non esitano a farsi sentire soprattutto nel Mezzogiorno, dove la popolazione finisce per rimpiangere i Borboni. Per reazione divampa un fenomeno, di antiche radici: il brigantaggio, riconosciuto come forma di protesta sociale nelle inchieste ministeriali. Ma la risposta dello stato è solo repressiva: la legge Pica del ’63 istituisce la legge marziale per i briganti e mobilita ingenti forze dell’esercito. Risultato: più morti che in tutte le guerre del risorgimento.

23 fmeneghetti - itisiplanck La terza guerra d’Indipendenza (1866) Per quanto riguarda la politica estera, il primo problema che viene risolto è dato dalla questione veneta (essendo quella romana subordinata all’assenso della Francia). A tal fine l’Italia deve modificare il proprio sistema di alleanze ed accostarsi alla Prussia di Bismark, stato che ha assunto il ruolo-guida nell’unificazione tedesca e che ha bisogno di un’affermazione militare nei confronti dell’Austria. Sorge spontanea dunque un’alleanza con l’Italia per attaccare l’Impero da due fronti. Nonostante due pesanti sconfitte (Lissa e Custoza), l’Italia ottiene in Veneto, data la sconfitta dell’Austria. Quest’ultima sarà costretta a spostare il proprio asse, verso est, trasformandosi in Impero Austro-Ungarico.

24 fmeneghetti - itisiplanck La breccia di Porta Pia (1870) Nel 1870 la Prussia di Bismark è in guerra con la Francia di Napoleone III per ottenere la leadership europea. Dopo pesanti sconfitte, Parigi insorge e costituisce un governo municipale rivoluzionario (la Comune). L’Italia, dove fino a questo momento si sono alternati tentativi rivoluzionari e displomatici senza successo, ne approfitta per attaccare le truppe pontiificie, che capitolano. Roma può ora diventare la prestigiosa capitale d’Italia. Un’apposita legge (delle guarentigie) viene varata a garanzia della libertà religiosa e a risarcimento dei danni provocati con la breccia di porta Pia, ma il papa replica con la bolla non expedit, invitando i cattolici a ignorare lo stato italiano.

25 fmeneghetti - itisiplanck L’avvento della sinistra storica Nel 1876 subentra la Sinistra storica, leader Agostino Depretis, con un programma di riforme sociali e l’istanza di rappresentare meglio gli interessi di tutta la nazione, specie del mezzogiorno. In realtà le contrapposizioni originarie tra i due raggruppamenti (la Sinistra si ispirava a Mazzini) vennero a mancare totalmente, anche per la pratica del trsformismo inaugurata da Depretis. Le caute riforme realizzate furono la legge Coppino del 1877, che introduceva l’obbligo di istruzione elementare per due anni (ma era spesso inapplicabile perché mancavano gli edifici scolastici; tuttavia l’analfabetismo scese fino ad arrivare al 50% nel 1900 e la riforma elettorale del 1882 (che eliminava il criterio censitario a favore di quello dell’istruzione, ma elevava solo al 7% i votanti).

26 fmeneghetti - itisiplanck La questione del protezionismo La Sinistra modifico nettamente la politica economica liberista della destra, anche in relazione ad un nuovo trend europeo: alla crescita degli anni ’60-’70 subentra infatti una fase di depressione che dal ’70 si prolunga fino a fine secolo. In queste condizioni, per far decollare l’industria era necessario proteggerala con dazi e commesse statali. Gli storici concordano sulla necessità di questo protezionismo (che rappresentò comunque una tara d’origine dell’industria italiana). Non concordano invece con il protezionismo agrario. Oltre a provocare una guerra economica con la Francia, questo favorì il parassitsimo degli agrari, sepcie del sud, che anziché investire per modernizzare l’agricoltura e reggere alla concorrenza, si godettero i frutti della protezione senza far praticamente nulla,

27 fmeneghetti - itisiplanck L’avventura coloniale In poltica estera la Sinistra sanzionò l’avvicinamento alla Prussia, iniziato nel ’66, anche perché la guerra dei dazi con la Francia le impediva amicizie con questo paese. Così l’Italia aderì alla Triplice Alleanza, un patto difensivo sottoscritto anche dall’Austria. Più tardi, con Crispi, venne avviata l’avventura coloniale in Abissinia, con l’obiettivo di “conquistare un posto al sole” e con la prospettiva propagandistica di dare terra e lavoro ai contadini. Crispi andò però incontro ad una pesantissima sconfitta ad Adua, con morti (1896) L’obiettivo del colonialismo italiano divnne così quello di vendicare la sconfitta.

28 fmeneghetti - itisiplanck Francesco Crispi Crispi, uomo dal passato garibaldino, fece da anello di transizione tra i governi della Sinistra storica e quelli autoritari di fine secolo. Se a lui si devono riforme anche importanti come l’eleggibilità dei sindaci e la promulgazione del codice penale Zanardelli (1889) che abolisce la pena di morte, egli resta però nella memoria come leader rigido ed autoritario. Anzitutto si scontrò con la chiesa, dopo aver tentato e fallito la strada del dialogo (così edificò una statua a Giordano Bruno). Poi represse le proteste dell’organizzazione socialista dei Fasci siciliani e dei lavoratori della Lunigiana. Infine, con l’aiuto di capitali tedeschi, creò le due prime banche miste (deposito e finanziamento alle imprese: la CBI e il CI. Fu travolto dalla disfatta di Adua.

29 fmeneghetti - itisiplanck L’involuzione autoritaria di fine secolo I governi di fine secolo furono sempre più autoritari e illiberali (il generale Pelloux tentò anche di far passare delle leggi liberticide), ed aumentò così il distacco tra governati e governanti. Un episodio-simbolo atto a rappresentare questa situazione è dato dai fatti di Milano: nel 1898 si svolge una manifestazione contro il caro-pane. Il generale Bava Beccaris affronta la folla con il cannone e provoca un centinaio di morti.

30 fmeneghetti - itisiplanck Un tragico 1900 Un tragico 1900 Il re Umberto I diede un alto riconoscimento a Bava Beccaris, in approvazione della sua condotta. Il 29 luglio del 1900 un anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti, e rientrato appositamente in Italia, uccise in re in un attentato per vendicare le vittime di Milano. Diventerà compito di Giolitti ricomporre i pezzi della politica italiana.


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