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GATTONAMENTO Il primo profumo di libertà

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Presentazione sul tema: "GATTONAMENTO Il primo profumo di libertà"— Transcript della presentazione:

1 GATTONAMENTO Il primo profumo di libertà
Alcuni bambini lo fanno, altri no: perché?*

2 Muoversi e vivere Il movimento è una caratteristica fondamentale della vita animale e umana, infantile e adulta, è l’espressione di un adattamento positivo all’ambiente che ci circonda.

3 l’apprendimento nel primo anno di vita, diceva: Emmi Pikler * Piaget
(medico di Vienna) è fondato sostanzialmente sullo sviluppo motorio e costituisce la base dello sviluppo dell’intera personalità. Piaget parlava di “intelligenza senso-motoria” per caratterizzare lo sviluppo di questo primo periodo

4 I primi due anni di vita ci mostrano progressi sorprendenti:
dal punto di vita della coordinazione motoria e della conquista di nuovi sistemi di azione.*

5 (cawling) ovvero cammino a quattro gambe
Se iniziare a camminare è considerato una pietra miliare dello sviluppo, prima importante tappa verso l’indipendenza fisica e psicologica e la fine della 1^ infanzia non è da sottovalutare quella primitiva forma di locomozione spontanea definita “gattonamento” (cawling) ovvero cammino a quattro gambe

6 “intelligenza senso-motoria”
in termini più specialistici “quadrupedica” . Piaget parlava di “intelligenza senso-motoria” per caratterizzare lo sviluppo di questo primo periodo

7 rappresenta un cambiamento qualitativo
Il passaggio da una condizione di dipendenza alla possibilità di avanzare da solo, rappresenta un cambiamento qualitativo - dal punto di vista dell’attività esplorativa - dallo sviluppo percettivo, cognitivo - oltre che dello sviluppo sociale.

8 Rotolare, strisciare, gattonare
La prima esperienza del corpo che si sposta volontariamente nello spazio, è il rotolamento, ossia la possibilità di girarsi dalla posizione supina a quella prona e viceversa, *

9 Il primo vero spostamento nell’ambiente viene realizzato strisciando, già a partire dai 5 mesi, facendo leva sulle braccia e sulle gambe, con l’addome appoggiato a terra. Non tutti però utilizzano questa strategia.

10 Il bambino gattona in media a 8 mesi; spesso all’inizio sta in questa posizione “a gatto” senza riuscire a muoversi, a volte dondolandosi avanti e indietro, come per sperimentare la nuova postura. Se i primi spostamenti mostrano incertezze e difficoltà di coordinazione, ben presto attraverso l’esperienza e l’esercizio, ma anche grazie alla crescita delle dimensioni corporee e alla forza muscolare, i movimenti diventano più coordinati e l’andatura più rapida e sicura. *

11 Un’altra modalità locomotoria, abbastanza inconsueta, è
lo spostarsi seduto, ruotando sul sedere, con una gamba flessa ed una distesa. Per lo più senza l’utilizzazione delle braccia.*

12 Le funzioni del gattonamento
Oltre al piacere legato all’esplorazione dell’ambiente, al senso di autonomia e alla sensazione di successo, il gattonamento, presenta fin dall’inizio le caratteristiche di un’attività volontaria, intenzionale.

13 Il bambino è libero di esplorare più ampi spazi, ma si serve anche di questa funzione per organizzare in modo autonomo i rapporti sociali da via libera alle sue preferenze affettive* Importante il ruolo del caregiver (la madre) che dovrà rispettare, evitando di forzare o tollerando la separazione, questo tipo di movimento favorendo così lo sviluppo delle funzioni autonome dell’io e dell’identità

14 Il comportamento del gattonamento rientra nel più ampio campo di studio che riguarda lo sviluppo motorio che più di mezzo secolo fa era stato interpretato con entusiasmo dai primi studiosi come il semplice effetto della maturazione del sistema nervoso centrale, in particolare della corteccia cerebrale.

15 La teoria dello sviluppo motorio era stata ripresa, alla fine degli anni Sessanta, con nuovi strumenti teorici, dal cognitivismo. (corrente psicologica contemporanea che si sviluppa a partire dalla seconda metà degli anni ’50 in aperta opposizione al comportamentismo) Che considera la mente sostanzialmente come un elaboratore di informazione

16 In questi ultimi vent’anni, lo studio dello sviluppo motorio è ritornato al centro del dibattito scientifico grazie a due teorie che possono essere definite interazioniste o emergenti: l’approccio ecologico e la teoria dei sistemi dinamici

17 La teoria dei sistemi dinamici, ha prestato più attenzione alla morfologia *, alla forma, ai processi attraverso i quali nuovi tipi di movimento emergono e cambiano nel tempo. l’approccio ecologico (Gibson, Adolph) ha sottolineato lo stretto legame fra percezione, azione e contesto, dimostrando come qualsiasi movimento non possa essere studiato isolatamente, ma sempre nella sua stretta relazione con i sistemi percettivi e con l’ambiente fisico che offre le informazioni necessarie alla sua esecuzione. “..l’attività esplorativa e gli spostamenti locomotori favoriscono, più della maturazione dovuta all’età la raccolta delle informazioni.

18 non riducibile ad un’unica causa,
Le due teorie : rifiutano le concezioni tradizionali secondo le quali lo sviluppo umano progredisce in un’unica direzione guidato da leggi universali e da passaggi obbligati (stadi). e hanno messo in luce come lo sviluppo sia un processo complesso, non riducibile ad un’unica causa, ma correlato a molte variabili che si influenzano reciprocamente.

19 Sostengono che … “ Anche se tutti gli esseri umani condividono condizioni di base comuni (ambiente geografico o culturale) dalle quali derivano molti comportamenti universali (stare seduto, camminare ecc.) le situazioni in cui tali comportamenti si realizzano sono diverse e variabili da bambino a bambino.”… Un fondamentale contributo degli approcci ecologico-dinamici è l’importanza attribuita alle differenze individuali.

20 In questa ottica Goldfield cerca di spiegare il cammino a quattro gambe ossia la combinazione di capacità differenti. L’orientamento: che dirige l’attenzione del bambino verso le persone o gli oggetti, motivandolo a muoversi L’estensione del braccio in avanti: che permette di guidare il corpo Il movimento coordinato e alternato dello scalciare: che spinge il corpo in avanti.

21 Alcuni elementi possono non essere disponibili ritardando o impedendo questa forma di locomozione:
Alcuni bambini non hanno abbastanza forza nelle braccia Altri non dispongono di una superficie abbastanza ampia per muoversi Altri essere impacciati dagli abiti troppo pesanti

22 Un maggior numero di gattonatori è stato rilevato che nella stagione estiva
I bambini snelli sembrano più motivati a gattonare di quelli paffuti e pesanti.

23 Occorre ricordare che ci sono bambini che saltano il periodo del “crawling” ed arrivano comunque a raggiungere risultati ottimali nelle successive tappe dello sviluppo motorio e cognitivo.

24 Se non gattona c’è da preoccuparsi?
Questa è fatidica domanda dei genitori Si può rispondere, in maniera ottimistica, che la presenza o l’assenza del gattonamento nella storia di un bambino non è un problema ( almeno che, non siano presenti altre patologie dello sviluppo) è piuttosto il risultato di un ampio gioco di interazioni che è unico e particolare per ogni essere umano.

25 E alle domande: a quale età di solito si manifesta il gattonamento? Ci sono differenti modi di gattonare? I bambini che gattonano, cammineranno prima? C’è qualche relazione con gli stili di accudimento dei genitori? Il girello o il box possono ritardare la comparsa di questa attività? Queste sono domande registrate in alcune sale di aspetto di pediatria, che hanno guidato l’interesse dei ricercatori e che sono state fonte di questo approfondimento.


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