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MEDIATORI DIDATTICI Corso di formazione Rossi Viviana Dirigente scolastico e membro del Comitato Scuola AID.

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Presentazione sul tema: "MEDIATORI DIDATTICI Corso di formazione Rossi Viviana Dirigente scolastico e membro del Comitato Scuola AID."— Transcript della presentazione:

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2 MEDIATORI DIDATTICI Corso di formazione Rossi Viviana Dirigente scolastico e membro del Comitato Scuola AID

3 E. Damiano La lingua nel sistema dei mediatori didattici in Didattica ed educazione linguistica La Nuova Italia, 2000 " Mediatore è ciò che agisce da tramite tra soggetto e oggetto nella produzione di conoscenza, sostituisce la realtà perché possa avvenire la conoscenza, …… conservando la consapevolezza che la realtà non è esauribile da parte dei segni, quali che essi siano. “ (Damiano, p. 230)

4 Mediatori didattici Aiutano nell’apprendimento Sollecitano le generalizzazioni Aiutano a aa ad appropriarsi di quadri d’insieme Sono strumenti di apprendimento, ma anche di presentazione degli argomenti nelle interrogazioni programmate Sollecitano i processi di pensiero, la riflessione …

5 I MEDIATORI vengono classificati in quattro categorie: 1.ATTIVI (fanno ricorso all'esperienza diretta) es. l'esperimento scientifico 2.ICONICI (utilizzano le rappresentazioni del linguaggi grafico e spaziale) fotografie, carte geografiche, schemi, diagrammi, mappe concettuali …. 3.ANALOGICI (si rifanno alle possibilità di apprendimento insite nel gioco e nella simulazione) es. gioco di ruolo 4.SIMBOLICI (utilizzano i codici di rappresentazione convenzionali e universali, come quelli linguistici) es la lezione verbale dell'insegnante. E' ovvio che sia necessaria la loro INTEGRAZIONE

6 es. l'esperimento scientifico MODALITA’ ATTRAVERSO CUI AVVENGONO GLI APPRENDIMENTI DA “LE AQUILE SONO NATE PER VOLARE” di R. Grenci – ATTIVI (fanno ricorso all'esperienza diretta) es. l'esperimento scientifico MODALITA’ ATTRAVERSO CUI AVVENGONO GLI APPRENDIMENTI DA “LE AQUILE SONO NATE PER VOLARE” di R. Grenci – ESPERIENZA DIRETTA (FARE) 90% PARLARE E SCRIVERE 70% ASCOLTARE E VEDERE (INSIEME) 50% VISTA 30% UDITO 20% LETTURA 10% DOBBIAMO TENERE CONTO DEI DIVERSI STILI DI APPRENDIMENTO

7 John Dewey … “ l'esperienza educativa, per essere significativa e acquistare utilità agli occhi del discente, deve fare riferimento alla sua esperienza di vita e agli eventi quotidiani che lo riguardano”

8 Lo studente deve diventare SOGGETTO ATTIVO DELL’APPRENDIMENTO Lo studente è impegnato nel porre e cercare risposte a problemi, nel progettare, nel fare finalizzato, non solo nel “recepire”. L’insegnante presta attenzione alle conoscenze e competenze che lo studente ha acquisito anche in modo non formale e informale (anche “nuovi” linguaggi, competenze digitali). COOPERATIVE LEARNINGLa metodologia “preferita” è quella del “COOPERATIVE LEARNING”, che permette una “costruzione comune” di “oggetti”, procedure, concetti. CISEM 27/3/ a cura di Daniela Bertocchi7

9 Cooperative learning “informale Cooperative learning “informale” Il Cooperative Informale rappresenta il ponte tra attività tradizionali e attività strutturate in Cooperative Learning. Con Cooperative Learning Informale si indicano tutti quei modi brevi e specifici di lavorare in gruppo che possono precedere o seguire una presentazione o spiegazione da parte dell’insegnante, un’esercitazione individuale, ecc. Esempi di Cooperative informale sono: –la discussione a coppie prima della lezione; –la preparazione alla lezione a coppie; –il brainstorming a gruppi e poi collettivo –la presa di appunti e/o la schematizzazione a coppie –La auto/eterovalutazione in coppie. Il Cooperative Learning Informale è legato ad attività di durata breve. che possono essere adattate al canovaccio delle lezioni tradizionali. CISEM 27/3/ a cura di Daniela Bertocchi8

10 L’individuo dislessico impara meglio da un approccio: Ian Smythe - Jyväskylä University - Finland Congresso Europeo 2005 I. Buone pratiche trasversali

11 La lezione ”empiriocentrica” l’alunno e il suo mondo esperienziale Il focus di questa tipo di lezione non è più il contenuto (il programma), ma l’alunno e il suo mondo esperienziale docente La competenze fondamentali del docente sono quelle di progettare, organizzare e gestire un laboratorio di ricerca e sperimentazione. Il metodo di lavoro Il metodo di lavoro segue le fasi di : 1.Avvio e pianificazione. La classe analizza il problema/tema da affrontare e pianifica le attività sulla base di obiettivi da raggiungere, di procedimenti e linee di esecuzione da sviluppare. L’insegnante è presente per dirigere ed orientare il lavoro degli studenti. 2. Sviluppo delle attività. Gli studenti svolgono le attività tra lavoro individuale o per gruppi ristretti in varie direzioni: ricerca delle fonti, visite, interviste, esperimenti, discussioni, verifiche intermedie di gruppo. L’insegnante è presente per dirigere ed orientare il lavoro degli studenti. Il docente ha il compito di valorizzare i singoli 3. Conclusione e valorizzazione. Il lavoro svolto (sia individuale o per gruppi ristretti) viene discusso in un’attività collettiva della classe con una sintesi dei risultati raggiunti dai singoli alunni o dai piccoli gruppi, le procedure utilizzate, i punti di forza e di debolezza. In questo modo, tutta la classe valuta le conclusioni del lavoro. Il docente ha il compito di valorizzare i singoli

12 Secondo Umberto Tenuta, nella scuola di oggi… NON SI DOVREBBERO PIU’ FARE LEZIONI (nemmeno quelle empiriocentriche) Alle lezioni si dovrebbero sostituire le Unità di apprendimento. Gli alunni apprendono attraverso i processi della ricerca/riscoperta/reinvenzione/costruzione dei saperi, nella forma del Cooperative learning. E così operando, non solo apprendono conoscenze, ma acquisiscono anche capacità ed atteggiamenti, che sono le finalità fondamentali che la scuola deve perseguire, per assicurare il successo formativo a tutti gli alunni. Solo in questo modo si attua la PERSONALIZZAZIONE EDUCATIVA, che risolve definitivamente il problema dell’integrazione degli alunni cosiddetti diversamente abili, perché solo così si potrà avere una scuola su misura per una società complessa qual è quella attuale.

13 ANALOGICI Si rifanno alle possibilità di apprendimento insite nel gioco e nella simulazione: es. gioco di ruolo come strumento per introdurre una tematica attraverso interazioni e rapporti tra i vari “attori” dell’apprendimento

14 SIMBOLICI Utilizzano i codici di rappresentazione convenzionali e universali, come quelli linguistici: es la lezione verbale dell'insegnante

15 …… la lezione verbale dell'insegnante Si richiedono atteggiamenti fondamentali da parte del DOCENTE, che riguardano: -l-la comunicazione e la relazione con gli allievi -l-la sua disponibilità ad ascoltarli -l-l'uso sapiente delle pause e del silenzio -l-la capacità di favorire la comunicazione e di sostenere le interazioni sia sul piano affettivo, sia cognitivo.

16 CON QUALI LINEE METODOLOGICHE? Didattica integrata di laboratorio Didattica metacognitiva Predisposizione e-o produzione di materiale facilitato Apprendimento cooperativo Ricerca—azione

17 RUOLO DEL DOCENTE MEDIATORE DI CONOSCENZA SUO OBIETTIVO FINALE INSEGNARE AD APPRENDERE AUTONOMAMENTE

18 ICONICI Utilizzano le rappresentazioni del linguaggi grafico e spaziale: fotografie, carte geografiche, schemi, diagrammi, mappe concettuali ….

19 Come dev’ essere il libro ideale per un DSA? Poiché questi studenti apprendono prevalentemente utilizzando le vie visiva e uditiva,è necessario avere LIBRI che: -s-siano VISIVAMENTE CHIARI E DEFINITI e permettano un facile lavoro di memorizzazione visiva -u-usino parecchio il grassetto e il corsivo quali stili differenziati -u-usino evidenziazioni, colori, box che permettano di ricordare bene la posizione sul foglio di immagini, parole chiave e concetti importanti -a-abbiano un carattere di stampa semplice, “senza grazie”, di facile leggibilità ( Arial, Tahoma, Verdana) -u-usino come dimensioni carattere almeno 12 o 14 -a-abbiano il testo non giustificato, ma allineato a sinistra Queste caratteristiche sono facilmente rintracciabili nei l ll libri digitali in pdf aperto, che riproducono fedelmente il libro di testo cartaceo.

20 Riassumendo … E’ importante controllare … Spaziature tra paragrafi No doppia giustificazione No dividere parola per andare a capo Caratteri e loro dimensione(grandi!) Ricchezza di immagini/schemi/mappe ……

21 Libro cartaceo + libro digitale - E’ importante avere il libro cartaceo assieme al libro digitale, dove la sottolineatura e il completamento scritto acquistano una valenza operativa che rimane impressa visivamente e come memoria di lavoro. - La grande utilità del file del libro di testo è la possibilità di trasporne il contenuto, semplificarlo, riassumerlo, utilizzarlo per fare mappe.

22 SuperMappe Obiettivo: Sviluppare le capacità di analisi, di questioning, di problem solving e di categorizzazione, stimolando i processi di apprendimento e la motivazione. Destinatari: Studenti dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado e all'università. Descrizione: SuperMappe è un software che permette di creare mappe concettuali, combinando figure, testo scritto e parlato, in modo da rappresentare idee e relazioni. In particolare mettiamo in evidenza alcune caratteristiche e funzioni

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24 SuperMappe V6 - introduzione Euro 99,00 + IVA 20% E' il software per costruire le Mappe Multimediali, cioè mappe concettuali, mappe mentali o schemi che contengono elementi multimediali che ne arricchiscono il valore didattico. Esse infatti superano i limiti della tradizionale mappa concettuale (limitata a testo ed immagini), esaltando le potenzialità dello strumento digitale (audio, video, link a siti internet). Utilizzando poi una sintesi vocale, le Mappe Multimediali consentono una didattica inclusiva che non emargina gli allievi con difficoltà di apprendimento o disabilità. Una mappa concettuale è un modo per rappresentare la conoscenza in termini grafici, tramite la creazione di una rete di relazioni tra concetti. I concetti sono rappresentati da figure o immagini (con o senza testo) e le relazioni da linee che collegano i concetti tra di loro. Le relazioni possono essere di diversa natura: causali, cronologiche, di gruppo, di associazione, ecc... Gli usi delle mappe concettuali sono i più vari; il più comune è quello di rappresentare sinteticamente una certa realtà con un ampio uso di materiali grafici ed un uso minimizzato di materiali testuali. Nelle mappe multimediali ad una figura o immagine (concetto) può essere associato un collegamento internet, un'annotazione audio, un videoclip o una nota testuale scritta al momento oppure una mappa creata in precedenza.

25 LE MAPPE … - sono ampiamente e facilmente personalizzabili: si possono modificare nei contenuti, nelle forme e colori sia dei nodi (concetto), sia delle frecce… per cui è possibile utilizzare questi elementi sia per rendere maggiormente leggibile la mappa che per darle un'impronta più personale - all'interno di ogni nodo (che rappresenta un concetto) può essere inserito un approfondimento che non verrà mostrato a video, ma che potrà essere letto dalla sintesi vocale se installata sul computer

26 particolarmente potente è la gestione delle immagini che accompagnano o illustrano i concetti( E' possibile utilizzare sia immagini presenti nel ricco archivio in dotazione che immagini tratte direttamente da Internet, ma solo su alcuni siti predeterminati per motivi di sicurezza (Wikipedia, Flickr), oppure da qualsiasi archivio esterno, comprese le fotocamere digitali.) il programma permette di inserire collegamenti ad oggetti digitali di diverso tipo: documenti, immagini, siti internet, altre mappe, un'annotazione testuale o audio, una registrazione audio, un videoclip, ecc. Questi collegamenti permettono di creare anche degli ipertesti e possono essere anche esportati da un computer ad un altro mediante la voce "esporta mappa con allegati".

27 E’ disponibile un piccolo programma scaricabile gratuitamente … il Visualizzatore di SuperMappe, gratuito e liberamente installabile su qualsiasi computer Windows compatibile, che permette l'apertura e la presentazione della mappa anche se il programma SuperMappe non è installato. E' quindi possibile mostrare e usare (ma non modificare) le mappe su qualsiasi PC anche senza possedere SuperMappe.

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29 E' quindi evidente che … - le persone con DSA, potendo far affidamento su un canale di apprendimento diverso da quello della letto-scrittura, hanno così una produzione più efficace e facilitata, - ogni allievo che abbia difficoltà nella comprensione del testo scritto può ricorrere allo strumento mappa concettuale per operare una riduzione del testo alla sua essenzialità, concentrarsi sul contenuto e non spendere eccessive energie sui "contenitori".

30 È un software importante e utile … perché stimola la strutturazione del pensiero, l'individuazione delle relazioni, i processi critici … perché favorisce il porsi le domande … perché se ne può fare sia un uso individuale che un uso cooperativo all'interno del gruppo classe. L'unico prerequisito è la conoscenza del metodo di creazione delle mappe e le tecniche di passaggio dal testo alla mappa

31 ANASTASIS - SUPERMAPPE

32 Il 23 settembre 2009 è stata resa disponibile la nuova versione di La versione 1.9 contiene i seguenti miglioramenti : E' ora possibile creare e gestire le tabelle all'interno delle mappe. Accedendo come utente "Demo" è possibile utilizzare tre mappe di esempio: Geometria, Inglese e Misure (vedi le immagini) E' stato aggiunto il sito YouTube.it ai motori di ricerca per la ricerca delle immagini su Internet

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34 Else un software per curare la dislessia realizzato dal Cnr di Genova “Il software offre una collezione di ben 47 con contenuti integralmente 'modificabili' dall'utente. Questo significa che ogni docente-riabilitatore può con facilità inserire nuovi testi per le esercitazioni, personalizzandoli in funzione delle diverse esigenze dimostrate dagli studenti e dei diversi obiettivi didattici'' … ha spiegato Michela Ott, ricercatrice del team del Cnr che ha curato ELSE. I 47 tipi di esercizi contenuti in ELSE vanno dal riconoscimento delle lettere fino alla strutturazione elementare della frase

35 ESERCIZI PERSONALIZZATI!!!! Questi esercizi possono essere quindi PERSONALIZZATI, cioè organizzati in 'percorsi' pensati ad hoc per il singolo studente. Alcuni di questi percorsi didattico- terapeutici sono stati studiati con il supporto di psicologi della ASL genovese e sono già contenuti nel programma.

36 LETTORI DIGITALI (SOFTWARE) Sono editor di testi dotati di sintesi vocale per facilitare i processi di scrittura e lettura. –READPLEASE (FREE) –VOCAL READER (FREE) –DSpeech (FREE) –Balabolka (FREE) –C.A.R.LO. II –C.A.R.LO. MOBILE

37 AUDIOLIBRI Un audiolibro è composto da una o più registrazioni audio di un libro letto ad alta voce (di solito, ma non necessariamente, da un attore, o da una buona sintesi vocale). Non sono audiolibri i radiodrammi o gli sceneggiati radio tratti da testi di narrativa (questi possono trovar posto nei podcast). Fino a qualche anno fa gli audiolibri venivano registrati su audiocassette, attualmente vengono offerti in formato digitale su CD (dati) o DVD (dati) in formato mp3: possono quindi letti da qualsiasi lettore MP3 (PC, lettore CD o DVD, chiavette mp3, riproduttori come l‘I- Pod o simili). Un esempio di diffusione di audiolibri è "Il Centro internazionale del Libro Parlato" di Feltre, fondato per i non vedenti ed ora a disposizione anche dei dislessici.

38 Su Rai Radio1, sul sito "Fantasticamente" si trovano disponibili e scaricabili audioracconti, audiofiabe, audiolibri, interviste,... Menzioniamo anche gli "audiolibri" in Podcast che si possono trovare sul sito ITUNES dedicato all'utilizzo degli IPOD della Apple Il software "iTunes" è quello che permette di gestire gli "iPod" per inserire canzoni, video e registrazioni audio (la maggior parte sono gratuite) in quello che viene chiamato Podcast, che garantisce un'ottima qualità audio e sono disponibili favole, libri, brani radiofonici, lettura di articoli giornalistici e audio di trasmissioni televisive. Per accedervi e ascoltarli è necessario possedere un iPod e il collegamento Internet, accluso alla confezione si troverà il software necessario per scaricare i Podcast.

39 E-Book E-Book è l'acronimo di electronic book, quindi è una versione elettronica (ora digitale) di un libro. L'e-book può venir letto da un PC, da un palmare o da un dispositivo apposito (e-book reading). Un e-book non viene SOLO letto, le sue funzionalità sono molteplici, vediamole: il software può anche … -s-sottolineare, -f-fare annotazioni, -c-cercare parole, -m-mettere segnalibri, -a-aggiungere disegni, -c-copiare porzioni di testo, -r-riprodurre il testo con una sintesi vocale (non tutti i software hanno le stesse caratteristiche, ma si assomigliano molto). I libri che vengono acquistati in libreria o presi in prestito in biblioteca, se privi di copyright, possono essere acquistati online o scaricati gratuitamente

40 Audio registratore (con cuffia) (o lettore MP3) Consente di ascoltare brevi testi per l’esecuzione di compiti in classe (ad esempio i testi dei problemi). In questo modo il soggetto dislessico può riesaminare il testo di un problema tante volte quante ritiene necessario

41 Libro parlato o audiolibro Consente … -di ridurre al minimo lo sforzo di lettura -di poter sfruttare prevalentemente l'ascolto per studiare e acquisire informazioni. Viene attuato attraverso la registrazione su disco dei libri di studio, dalla carta al supporto uditivo Richiede: capacità di usare l’audio registratore

42 Dal 1 giugno 2009 Piattaforma di richiesta on line sul sito case editrici convenzionate - catalogo consultabile (anche senza registrazione) di circa titoli - disponibili subito più di titoli fino al 31 gennaio 2009

43 Preparazione di una presentazione in ppt

44 Presentazioni power point …. dal sito Salvo diversa indicazione, tutte le lezioni e i test di Storia sono stati realizzati dal prof. Marco MigliardiMarco Migliardi Preistoria.zip 800Kb Presentazione di PowerPoint che esamina soprattutto i cambiamenti strutturali dovuti alla Rivoluzione Neolitica e l'origine delle prime civiltà. Dopo aver scaricato la presentazione prova ad affrontare questo test online Egitto.zip 2Mb La presentazione illustra i vari periodi storici della civiltà egiziana, ne analizza la cultura, la religione e gli aspetti più caratteristici legati alla pratica della mummificazione, all'uso dei geroglifici e ai misteri della Sfinge. Al termine verifica la tue conoscenze con il seguente test Preistoria.ziptest online Egitto.zipseguente test Un mistero Egiziano.ppt 500Kb La storia e i misteri di Tutankhamon e della sua tombaUn mistero Egiziano.ppt Popoli della Mesopotamia.ppt 840Kb PowerPoint sulla Mesopotamia antica con particolare attenzione alla civiltà sumerica. Dopo aver esaminato il file prova a rispondere al seguente testPopoli della Mesopotamia.pptseguente test L'antica Grecia file zip 1400Kb Presentazione che descrive le varie fasi di popolamento della Grecia, la formazione delle poleis, i sistemi politici e sociali di Atene e Sparta. Dopo aver visto la presentazione prova a cimentarti con i seguenti test:L'antica Grecia Grecia01 per provare le tue conoscenze sulle prime civiltà greche Grecia02 per testare come te la cavi con le vicende politiche di Sparta e AteneGrecia01Grecia02 Guerre e personaggi dell'antica Grecia file zip 2000Kb Dalle guerre persiane ad Alessandro Magno, attraverso le più importanti battaglie che hanno reso celebri personaggi come Milziade, Temistocle e Filippo II. Al termine divertiti con il seguente testGuerre e personaggi dell'antica Greciaseguente test Terminato il modulo sull'Antica Grecia prova ad affrontare questo semplice test riassuntivo in cui devi abbinare le voci tra loro collegatesemplice test Architettura dell'Antica Grecia 3500KbArchitettura dell'Antica Grecia 3500Kb Bella e documentata presentazione ipertestuale sui templi della Grecia antica, ricca di immagini e spiegazioni, prodotta da Diego Gioacchini studente della classe I dell'Istituto Agrario. Per una visione corretta della presentazione si consiglia di prendere visione della seguente mappaArchitettura dell'Antica GreciaArchitettura dell'Antica Greciaseguente mappa

45 Architettura Architettura dell’antica Grecia dell’antica Grecia Architettura Architettura dell’antica Grecia dell’antica Grecia

46 I l teatro Il teatro, per i Greci, era un luogo importante per manifestazioni collettive, religiose, politiche, culturali e di svago. Gli spettacoli coincidevano con le grandi festività in onore del dio Dioniso, a cui partecipava la totalità della cittadinanza. Era costruito sempre a cielo aperto, sul declivio di una collina, per facilitare la costruzione delle tribune che consistevano, inizialmente, in panche di legno, con uno spazio piano davanti per le rappresentazioni. In Grecia, ed in particolar modo ad Atene, quindi, le rappresentazioni teatrali furono un grandissimo "fatto sociale" e molto più che ai nostri giorni un fenomeno di massa; esse diverranno, inoltre, sempre più una conquista, un mezzo di conoscenza, uno specchio della società, un legame sociale. Non possiamo se non ripetere che il teatro fu un vero centro di vita intellettuale che agiva efficacemente sulle masse sia dal punto di vista estetico che da quello educativo e culturale.

47 Titolo: architettura antica Grecia Il teatro Teatro Epidauro cartina Struttura del teatro greco Gift teatro ingrandimento 3 foto Le rappresentazioni teatraliLe parti tragedia commedia Funzioni sociali teatro Atene Atene biss. partenone eretteo propilei teatro agorà cariatidi Ingrandimento eretteo ricostruzio ne particolari doricejoniche Atene Posti nobili atena corinzie

48 I teatri greci non erano concepiti come strutture monumentali, ma esclusivamente funzionali. Il teatro greco consisteva nelle seguenti parti: orchestra L'area occupata dagli attori, chiamata "orchestra", ossia luogo delle danze, di forma variamente trapezoidale / semicircolare o circolare e del diametro di ca. m. 20 orchestra L'area occupata dagli attori, chiamata "orchestra", ossia luogo delle danze, di forma variamente trapezoidale / semicircolare o circolare e del diametro di ca. m. 20 cavea cavea,(koilòn) una serie di gradoni semicircolari appoggiati al terreno per ospitare gli spettatori (la prima fila è riservata ai preti e ai notabil). Struttura del teatro skené, skené, un edificio scenico che serviva da fondale, di fronte alla cavea, dotata di tre porte per le entrate in scena. Lo spazio tra la rettangolare skené e l’orchestra circolare si chiamava “proskénion” (proscenio).

49 La peste nel medioevo Viene presentato il fenomeno delle epidemie, grande equilibratore demografico dell'alto medioevo, i rimedi e le cure tentate, le cause e le conseguenze del fenomeno, inquadrate all'interno della crisi più generale del Al termine testa le tue conoscenze testa le tue conoscenze

50 La peste nel Medioevo a cura del prof. Marco Migliardi

51 Demografia medievale Dal 1000 in poi la popolazione europea è in continuo aumento per i motivi ben noti Nel 1300 la popolazione europea raggiunge quasi gli 80 milioni di abitanti Troppi, per le risorse a disposizione Infatti cominciano a verificarsi diverse carestie nonostante l’incremento delle terre coltivate

52 Le carestie Dovute a mutamenti climatici e alla ridotta produttività agricola La gente sottoalimentata è indebolita Il sovraffollamento provoca anche carenze igieniche Condizioni ideali per lo sviluppo di epidemie

53 La crisi del 1300 Sono quindi diverse le cause della crisi –1.mutamenti del clima –2.carestie –3.terre meno produttive –4.sovraffolamento –5.pestilenze

54 La letteratura Tucidide fu il primo a descrivere la peste nelle sue opere, parlando della epidemia sviluppatasi ad Atene Nell’ultimo libro del “De rerum natura”, il poeta latino Lucrezio parlò anche lui della peste di Atene Virgilio narra della peste del Norico (Austria) e si sofferma sulle sofferenze degli uomini e sul mistero della morte ingiusta Boccaccio, nel suo Decameron, dice che la peste cancella i freni morali e abbatte ogni ordine sociale e civile ne i “Promessi Sposi”, Manzoni parla dello spaventoso evento che ha sconvolto Milano e che ha colpito anche i protagonisti del suo romanzo La Laura di Petrarca muore nel 1348 di peste e il poeta scrisse i Psalmi penitentiales, che sono delle preghiere di penitenza

55 Ecc….ecc…alla fine il QUIZ su La peste nel medioevo 1 / 10 Quanti abitanti c'erano in Europa alla vigilia della grande pestilenza del 1348? – Non più di 60 milioni – Non meno di 80 milioni – Quasi 70 milioni – Non più di 80 milioni

56 2 / 10 Indica quali delle seguenti non sono cause importanti della crisi del 1300 Le guerre I mutamenti climatici L'aumento della popolazione Le epidemioe Le terre meno produttive La stasi tecnologica ecc…….

57 Spazio giochi online: Cruciverba -Cruciverba1 Basato sul programma di Storia della I IPSSARCruciverba1 -Cruciverba2 Basato sul programma di Storia della II IPSSARCruciverba2 -Cruciverba3 Sulla Storia Antica Cruciverba3 Autore prof. Marco Migliardi Marco Migliardi

58 Cruciverba di GrammaticaCruciverba di Grammatica Autore prof. Marco Migliardi Marco Migliardi

59 Io conosco e apprezzo molto i magnifici quadri di Caravaggio che desidero vedere Io conosco e apprezzo molto i magnifici quadri di Caravaggio che desidero vedere III. Pratiche didattiche in italiano NOME PRONOME VERBO ARTICOLO PREPOSIZIONE AGGETTIVO AVVERBIO CONGIUNZIONE predicativo Ausil, serv, ecc

60 Di chi si parla? Chi agisce? SOGGETTO Cosa si dice di lui? Cosa fa?PREDICATO Chi? Che cosa? COMPL. OGG. Dove? Quando? Perché?... COMPL. IND. SOGGETTO PREDICATO COMPL. OGG. COMPL. IND. NOME PRONOME VERBO ARTICOLO PREPOSIZIONE AGGETTIVO AVVERBIO CONGIUNZIONE predicativoAusil, serv.,. Pratiche didattiche in italiano

61 Esercizi con PC –”Word” III. Pratiche didattiche in italiano

62 STRATEGIE PER ATTIVARE I PROCESSI ALTI di LETTURA - LETTURA - COMPRENSIONE - COMPRENSIONE - STUDIO - STUDIO

63 AIUTI Processo cognitivo di anticipazione Conoscenza precedente lessico/testuale Funzionamento memoria breve e lungo termine Elementi extra-testuali Conoscenza delle proprie modalita’ di apprendimento

64 MODALITA’ LETTURA DI ALTRI LETTURA ATTRAVERSO COMPUTER O ALTRO: (es. Programma CARLO, Libro Parlato, …) REGISTRAZIONE DI SINTESI DI LEZIONI UTILIZZAZIONE DI SUSSIDI AUDIOVISIVI SCRITTURA ALLA LAVAGNA di poche parole chiave IN GROSSO E IN STAMPATELLO MAIUSCOLO USO DI MAPPE CONCETTUALI e/o DI SCHEMI RIASSUNTI

65 LETTURA E COMPRENSIONE DEL TESTO Con segni e colori -mettere in evidenza le parole-chiave Con “schemi” -far esaminare un elemento per volta -aiutare a strutturare il testo di commento Con “formulari” - avviare la stesura dei vari punti

66 Lettura e comprensione del testo Per IL RIASSUNTO E LA SINTESI usare programmi di mappe concettuali III. Pratiche didattiche in italiano

67 E PER LA MATEMATICA? Strategie proposte a TUTTI GLI ALUNNI verifiche scritte sempre programmate esercizi analoghi a quelli svolti in classe e a casa domande di teoria già discusse in classe presenza di domande/risposta scelta multipla interrogazioni orali programmate o volontarie domande sono ricorrenti

68 Strategie PERSONALIZZATE per l’allievo con DSA uso calcolatrice, tavola pitagorica e tabella riassuntiva delle regole realizzata autonomamente lettura da parte di insegnante/tutor del testo del problema semplificazione del testo del problema e scrittura in stampato maiuscolo (visto l’elevato livello di comorbidita’ con la dislessia) regolazione del tempo di esecuzione della verifica scegliendo quali esercizi svolgere (gli altri saranno recuperati successivamente anche eventualmente con modalità orale) interrogazioni volontarie per suddividere i tempi di studio no media matematica dei voti se vi è progressione nei risultati

69 Introduzione alla Fisica Presentazioni PowerPoint che evidenziano in modo chiaro, grazie a dei semplici schemi, i fondamenti della disciplina. A utore: I.Pozzessere Dal sito:

70 Introduzione alla fisica FISICA Meccanica Onde Termodinamica Elettromagnetismo Relatività Meccanica quantistica Fisica nucleare Etc.. Indaga la natura con gli strumenti MATEMATICA Con lo scopo di elaborare LEGGI FISICHE ESPERIENZA Che sono assolute, ma valgono solo fino a quando non vengono smentite da nuove ricerche Viene eseguita in laboratorio e poi sottoposta a verifica sperimentale GRANDEZZE FISICHE Relazioni matematiche FONDAMENTALI DERIVATE lunghezza massa tempo angolo Quantità di materia Intensita di corrente temperatura Intensità luminosa Metro - m Massa - Kg secondo - s Radiante - rad Mole – mol Ampere - A Kelvin - K Candela - cl Definite partendo dalle fondamentali Possono essere: SCALARI VETTORIALI Il loro valore viene ricavato in laboratorio tramite MISURA DIRETTA INDIRETTA ERRORI SISTEMATICI CASUALI Si propagano nelle misure indirette Effettuata tramite STRUMENTI DI MISURA Sono tarati tramite UNITA’ DI MISURA Uniformate e condivise nel S.I. SISTEMA INTERNAZIONALE

71 ipotesi Dall’esperimento alla legge fisica : il metodo sperimentale osservazione l’osservazione di un fenomeno permette di identificare i sistemi fisici coinvolti e stabilire quali problemi possono essere affrontati da un indagine e quali obbiettivi si vogliono raggiungere. una volta identificati i problemi(fatte le domande a cui vogliamo risposta) si devono formulare delle ipotesi, facendo attenzione ad eliminare a priori quelle che difficilmente potrebbero essere provate tramite esperimento. Le ipotesi sono delle spiegazioni provvisorie né vere né false, né giuste né sbagliate. esperimento L’esperimento scientifico non è altro che la riproduzione del fenomeno in condizioni semplificate e controllabili. Durante l’esperimento si eseguono misurazioni per identificare le variabili indipendenti (cioè grandezze scelte dallo sperimentatore) e le variabili dipendenti (cioè valori che dipendono da quelli indipendenti). verificato NO SI modello serve per raccogliere e rappresentare i dati sperimentali, solitamente si usano tabelle e grafici. Il modello è una rappresentazione grafica semplificata del fenomeno osservato. Tra modello e datti ci sono scostamenti significativi? SI Legge fisica Se tutti gli step precedenti sono corretti si arriva a formulare la vera e propria legge fisica che descrive in modo sintetico e generale il comportamento di certe grandezze significative nell’ambito di un fenomeno, rappresentando per mezzo del linguaggio matematico la relazione tra le grandezze. LE LEGGI FISICHE ESPRIMONO LE RELAZIONI ESISTENTI TRA I VALORI ASSUNTI DALLE GRANDEZZE FISICHE CHE INTERVENGONO IN UN FENOMENO.

72 La materia: quantità e qualità Nulla si crea e nulla si distrugge... tutto si trasforma SALESALE SALESALE Volume acqua =20 Volume sale =10 Volume acqua + sale = 25 il volume della miscela ottenuta è sistematicamente inferiore alla somma dei volumi SALESALE SALESALE Massa acqua = 15 Massa sale = 5 Massa acqua + sale = 20 La massa è sempre invariata Con il volumeCon la massa Siccome il volume può subire variazioni durante una trasformazione mentre la massa no, è giusto dire che la massa è la grandezza ficica più idonea a descrivere la “quantità di materia”. Principio di conservazione delle massa: in qualunque trasformazione la massa totale di un sistema isolato rimane costante.

73 SALE + SOLVENTE sostanza presente in quantità maggiore SOLUTO sostanza presente in quantità minore SOLUZIONE sistema omogeneo formato da due o più sostanze mescolate insieme. OMOGENEO: sistema che manifesta le stesse proprietà in tutti i punti del suo volume ETEROGENEO: sistema che manifesta proprietà diverse in punti diversi del suo volume. 1 cm 3 Tot. soluto 1 cm 3 Tot. soluto 1 cm 3 Tot. soluto concentrazione Quantità di soluto contenuta in un volume unitario di soluzione. In una soluzione ogni cm 3 di solvente contiene la stessa quantità di soluto, questa quantità si utilizza come misura della concentrazione. Come esprimere la concentrazione? % DI MASSA: rapporto tra la massa del soluto e una massa di 100g di soluzione(o di solvente) % IN VOLUME: rapporto tra il volume del soluto e un volume di 100 cm 3 di soluzione(o di solvente) soluzione acquosa in 10% di acido solforico significa che in 100g di soluzione ci sono sciolti 10g di cloruro di sodio = (100*10)/10 =10g soluzione di acido oleico in alcol allo 0,5% vol Significa che in 100ml di soluzione sono presenti 0,5ml di acido oleico = (100*0,5) /100 Concentrazione massima SOLUZIONE SATURA a una data temperatura, il soluto ha la massima concentrazione SOLUBILITA’ proprietà di una sostanza di mescolarsi con un’altra in modo da produrre un sistema omogeneo Dipende da: Temperatura Pressione esterna

74 Diritto ed Economia Aziendale Le lezioni di Diritto ed Economia sono state realizzate dalla prof.ssa Edi Dal FarraEdi Dal Farra L’EQUILIBRIO DEL MERCATO

75 Il mercato Non è un luogo fisico, ma l’insieme dei venditori e dei compratori che intendono vendere o comprare un certo prodotto o servizio determinandone il prezzo

76 Fattori della domanda I fattori che influenzano la domanda sono: –prezzo del bene –prezzi degli altri beni –reddito dei consumatori –gusti dei consumatori –struttura della popolazione

77 Domanda collettiva

78 GEOGRAFIA Le lezioni di Geografia sono state realizzate dalla prof.ssa Edi Dal Farra Edi Dal Farra ACQUA E AFRICA Lo sfruttamento della risorsa acqua e i drammi del continente africano

79

80 Bacino del Nilo la ricchezza di acque del delta del Nilo E la sete del corno d’Africa

81 Acqua Cambia- menti climatici Agricoltura Dighe e altre opere idriche Il bacino del Nilo Conflitti Condizioni di vita e sanitarie La cultura

82 Condizioni di vita In Africa la disponibilità di acqua potabile, reti fognarie e servizi igienici è ancora molto lontana da uno standard accettabile, soprattutto nelle aree rurali, dove meno del 60% della popolazione dispone di acqua potabile e meno della metà di servizi igienici.

83 Condizioni sanitarie

84 PASSO DOPO PASSO BLOGBLOG per parlare di dislessia e punto di incontro virtuale dedicato ai problemi di apprendimento presso la biblioteca di Albairate Visualizzazione post con etichetta AIUTO ALLO STUDIO. Mostra tutti i postMostra tutti i post Visualizzazione post con etichetta AIUTO ALLO STUDIO. Mostra tutti i postMostra tutti i post

85 STRUMENTI ERICKSON

86 Ruolo degli adulti “Con i ragazzi con DSA un adulto (genitore e/o insegnanti/ ) può scegliere, a seconda degli obiettivi che si prefiggerà con il ragazzo, di essere, in modo figurato, come un CANOTTO, come un SALVAGENTE o come un TRAMPOLINO. L’ADULTO CANOTTO permette al ragazzo di navigare e svolgere tutte le attività, ma sostituendosi a Lui; non permettendogli di sperimentare, di conoscere e toccare l’acqua, quindi non favorendo l’autonomia. L’ADULTO SALVAGENTE permette di svolgere tutte le attività con un’assistenza costante; il ragazzo potrà muovere alcune bracciate, ma sempre avvolto dalla figura di riferimento. L’ADULTO TRAMPOLINO dà invece la spinta al soggetto per poter saltare in autonomia, fornendogli solo l’aiuto necessario per spiccare il salto. Queste METAFORE rimandano a diversi approcci che l’adulto può decidere di intraprendere con lo studente con dislessia: sostituente, assistenziale, educante. Solo un approccio educante permette il raggiungimento dell’autonomia. Se dunque l’educazione è l’approccio dell’”adulto trampolino”, L’INFORMATICA è al momento attuale uno dei migliori “TRAMPOLINI” per i ragazzi con DSA.” Anastasis Soc. Coop. - Bologna

87 Insegnante = MEDIATORE Un importante pedagogista, Reuven Feuerstein, docente nell’Università di Tel Aviv e famoso in tutto il mondo per il PAS, un enorme Programma di Apprendimento Strutturato, considera l’insegnante un M MM MEDIATORE, un trasmettitore che stimola i processi intellettuali del bambino. COME?

88 Valorizzando le attitudini di ciascuno … facendo in modo cioè che l’eccellente nuotatore non diventi un mediocre corridore ! non diventi un mediocre corridore ! Da “La scuola degli animali” di G.H.Reavis:

89 é MEDIATORE di conoscenza guida nella ricerca del proprio stile cognitivo insegna ad apprendere autonomamente definisce il compito e ne discute la difficoltà é capace di indurre modificazione cognitiva insegna a trattare l’informazione favorisce il controllo dell’impulsività e il superamento dell’inibizione stimola la coscienza del cambiamento Il DOCENTE/TUTOR

90 FASE DI AGGANCIO CREAZIONE DI UN RAPPORTO PRIVILEGIATO Uno o due docenti di classe programmano incontri individuali con l’allievo durante i quali lavorano sulle loro singole materie

91 Il CAMBIAMENTO DI CONTESTO produce sul RAPPORTO DOCENTE – ALLIEVO alcuni EFFETTI IMMEDIATI L’ALLIEVO … SI SENTE ACCOLTO NELLA SUA SPECIFICITA’ NON SUBISCE IL CONFRONTO CON I COMPAGNI PUO’ CONDIVIDERE LE SUE DIFFICOLTA’ CON LA PERSONA CHE POI LO VALUTERA’ HA TUTTO IL TEMPO A SUA DISPOSIZIONE IL DOCENTE … PUO’ OSSERVARE L’ALLIEVO NELLA SUA SPECIFICITA’ PUO’ CALIBRARE LA SPIEGAZIONE SUI SUOI TEMPI PUO’ MEDIARE LE SUE DIFFICOLTA’ IN MODO EFFICACE

92 STILE DI APPRENDIMENTO STILE DI INSEGNAMENTO Spesso il docente si accorge che l’allievo possiede un bagaglio di conoscenze che in classe non riesce ad esprimere! La modificazione del rapporto crea un cambiamento

93 QUESTA SCOPERTA … RESTITUISCE ALLO STUDENTE UN’IMMAGINE POSITIVA DI SE’ LO RICOLLOCA NEL GIUSTO RUOLO ALL’INTERNO DELLA RELAZIONE INS/APPRENDIMENTO RICOSTRUISCE IL SUO SENSO DI AUTOEFFICACIA LO AIUTA NELLA RICERCA DEL PROPRIO STILE COGNITIVO

94 IL DOCENTE TUTOR/MEDIATORE può essere anche un COMPAGNO più grande o uno studente universitario che … accompagna l’allievo con DSA individualmente per un breve periodo pone attenzione al processo di apprendimento e non al contenuto esplicita dei percorsi cognitivi adatti a lui lo aiuta a costruire strumenti compensativi personalizzati lo aiuta ad applicare le tecniche di memorizzazione

95 Strumenti di informazione e formazione I libri e i video dell'A.I.D. (Materiali divulgativi ed informativi a cura dell'A.I.D.)

96 GRAZIE Viviana Rossi


Scaricare ppt "MEDIATORI DIDATTICI Corso di formazione Rossi Viviana Dirigente scolastico e membro del Comitato Scuola AID."

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