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La valutazione del portafoglio lavori Francesca Folloni Cristina Ilcov.

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Presentazione sul tema: "La valutazione del portafoglio lavori Francesca Folloni Cristina Ilcov."— Transcript della presentazione:

1 La valutazione del portafoglio lavori Francesca Folloni Cristina Ilcov

2  Il portafoglio lavori rappresenta un bene tipico delle aziende che producono su ordinazione, quelle aziende che attuano i processi produttivi solo dopo aver stipulato i contratti con la clientela. Introduzione  L’imprenditore deve tenere conto dell’ingente valore delle commesse e del protrarsi dei lavori nel tempo, deve effettuare, in sede di accettazione degli ordini, un’attenta analisi sulla convenienza economica delle commesse e sul loro grado di compatibilità sia con altri lavori già presenti in portafoglio, sia con le capacità produttive, finanziarie ed umane di cui l’azienda dispone.  Tale produzione è poco standardizzata, di conseguenza presenta delle problematiche gestionali diverse da quelle delle tipiche aziende che producono per magazzino.

3  Altro aspetto importante è saper redigere un preventivo di costo ai fini della determinazione del prezzo dell’opera da compiere o del servizio da prestare, con lo scopo di inserire clausole di rivalutazione nel contratto, applicabili nel caso in cui si registrino forti variabili che influenzano notevolmente il prezzo del bene o del servizio.  Per un’impresa che lavora su ordinazione è molto importante poter disporre di una clientela consolidata o su una buona reputazione presso i potenziali contraenti.  Per questi motivi appare utile, nel caso in cui si debba valutare il capitale economico di un’impresa che opera su commessa, stimare il valore del portafoglio valori. Introduzione

4  Tale metodologia si basa sulle seguenti condizioni: a)che i flussi dei costi e dei ricavi siano simmetrici b)che le commessesi esauriscano in media in un anno  Non essendo sufficiente fare riferimento agli utili netti attualizzati, è necessario anche considerare la congrua remunerazione attualizzata del capitale investito nel portafoglio medesimo. W PL = UN* PL -CI* PL xCR In cui:  W PL - valore stimato del portafoglio lavori  UN* PL - utili netti attualizzati derivanti dall’esecuzione delle commesse in portafoglio  CI* PL - capitale investito nel portafoglio lavori attualizzato per il periodo intercorrente tra la data della valutazione e quella di esecuzione della commessa  CR- congrua remunerazione (%) Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

5  La prima grandezza da stimare, UN PL, è data dall’ammontare segli utili netti che deriveranno al soggetto che darà esecuzione alle commesse comprese nel portafoglio lavori.  Il primo passo per giungere alla sua determinazione è costituito dalla stima del valore assunto dal rapporto utili netti su fatturato, UN/FATT, che rappresenta la percentuale di utili netti realizzati sul fatturato.  Questo indicatore può essere costruito facendo uso di diverse metodologie: 1)Facendo riferimento al fatturato previsto nei budget ed ai risultati di esercizi precedenti 2)Studiando la tendenza delle grandezze di riferimento estrapolando i dati storici di bilancio relativi ad almeno 5 esercizi 3)Facendo una semplice media dei risultati d’esercizio e dei fatturati degli ultimi anni trascorsi 4)Stimando la grandezza cercata riferendosi esclusivamente all’ultimo esercizio Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

6  L’alternativa 1 costituisce il metodo di calcolo preferibile perché utilizza dati futuri ( la valutazione del portafoglio lavori è strettamente connessa al futuro), il metodo stesso risulta di difficile applicazione. Sono ben poche le aziende che predispongono piani pluriennali strategici attendibili.  Qualora non risulti possibile calcolare il valore del rapporto tra utili netti e fatturato sulla base dei budget, si potrà far ricorso alla metodologia 2, anch’essa presenta un’incognita, costituita dall’incertezza di poter dar ricorso allo strumento statistico.  L’alternativa 3 è preferibile alla 4 perché in presenza di più bilanci attentamente revisionati, determina un rapporto fra utili netti e fatturato più valido per la stima del futuro.  Il metodo 4 costituisce la metodologia concettualmente residuale; presenta in fatti il vantaggio di essere facilmente applicabile. Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

7  In pratica la metodologia più applicata è quella del punto 3. In questo caso: Dove:  U 1, U 2,..U n – utili netti degli esercizi passati  F 1, F 2, …F n - fatturati aziendali degli esercizi passati Tale indice va applicato al portafoglio valori, la cui esecuzione avverrà in futuro. In questo modo si ottiene una stima degli utili che probabilmente deriveranno dalla esecuzione delle commesse che costituiscono il portafoglio ordini: UN PL = fatturato portafoglio lavori x UN/FATT Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

8  Il valore UN PL dovrà essere poi attualizzato per tenere conto dei conto dei gap temporali esistenti tra il momento della valutazione, da una parte, e quella della riscossione del corrispettivo e del sostenimento dei costi, dall’altra.  Il tasso di attualizzazione usato sarà pari ad un tasso di congrua remunerazione.  Nell’ipotesi considerata si ha: UN* PL =UN PL x(1+i) -1 Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

9  Si deve procedere ora alla determinazione della seconda grandezza CI* PL, il capitale investito nel portafoglio lavori. A tal fine si può far ricorso alla seguente identità:  Ponendo uguale a K il rapporto:  Si otterrà che :  Da cui deriva che: Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

10  Si tratta ora di determinare i valori da inserire in questa formula, che dipendono strettamente dalle scelte operate in sede di valutazione della grandezza UN/FATT, al fine di assicurare la maggiore omogeneità possibile fra le grandezze che vengono usate per la stima del valore del portafoglio valori.  L’ultima variabile da definire è la congrua remunerazione (CR) del capitale proprio investito nel portafoglio.  Essa è esprimibile come un tasso di interesse che deve comprendere almeno 2 fattori: 1) remunerazione del “puro investimento” di capitale per attività con rischio pressoché nullo (i 1 ), che viene on genere commisurata al rendimento netto dei titoli di Stato a medio-lungo termine al netto dell’erosione monetaria. 2)la remunerazione del rischio economico di impresa (i 2 ) Metodologia semplificata per la stima del valore del portafoglio lavori

11  Il portafoglio lavori si compone solitamente di ordini che hanno un’estensione temporale talvolta pluriennale. Può accadere anche che la loro esecuzione abbia inizio qualche tempo dopo la data di effettuazione della stima.  In una situazione di questi genere, ipotizziamo una uniforme distribuzione nel tempo dei costi e dei ricavi. Quindi : W PL =W ca +W cb +…+W cn Dove:  W PL - valore del portafoglio lavori  W ca - valore della commessa a  W cn - valore della commessa ennesima Tale espressione si può anche scrivere: Ossia : Dove: W PL - valore del portafoglio lavori UNCi- valore degli utili netti derivanti dalla futura esecuzione della i-esima commessa CR- tasso di congrua remunerazione CI Ci - capitale investito nell’ i-esima commessa v ti - fattore di attualizzazione relativo alla commessa i-esima, da attualizzare per il tempo t Metodo di base per la valutazione del portafoglio lavori

12  Le modifiche apportate al modello semplificato visto in precedenza riguardano principalmente le formule: UN PL = fatturato portafoglio lavori x UN/FATT e  Le metodologie di calcolo consigliate per la stima dell’indice UN/FATT così come la relazione conservano inalterato la loro validità. Metodo di base per la valutazione del portafoglio lavori

13  Le differenze sono le seguenti: a) Una volta determinata la percentuale di fatturato che si trasforma in utile, essa andrò applicata al ricavo previsto per ogni commessa. Successivamente si moltiplicherà ogni valore ottenuto per il suo coefficiente di attualizzazione in relazione alla sua durata temporale. Il valore complessivo degli utili netti attualizzati sarà quindi pari a : Metodo di base per la valutazione del portafoglio lavori

14 b ) Mentre l’espressione Come formula teorica mantiene intatto il suo significato ed alterata la sua validità, operativamente essa da luogo all’insieme delle seguenti espressioni: Dove K ha il significato definito in precedenza Ovviamente i valori ottenuti vanno moltiplicati per il tasso di congrua remunerazione per i rispettivi fattori di attualizzazione. Quindi la congrua remunerazione attualizzata sarà così rappresentata: Un rilevante problema posto da questo modello generalizzato è costituito dalla necessità di determinare i valori v t1 …v tn ricordando che v t =(1+i) -t È molto importante la determinazione del tempo per il quale deve essere effettuata l’attualizzazione. Avendo nella fase iniziale ipotizzato che i costi ed i ricavi abbiano la medesima distribuzione temporale, si avrà: Metodo di base per la valutazione del portafoglio lavori

15  Vi sono alcune varianti sul metodo di base per la stima del valore del portafoglio lavori ai fini della determinazione del capitale economico di impresa.  I° Variante: consiste nel calcolare la congrua remunerazione sul capitale investito nel portafoglio lavori (CRCI PL ) in ciascuna commessa, desumendone indirettamente il valore della redditività sul fatturato relativo al portafoglio stesso. Allo scopo, si individuano dai documenti budgettari o dai bilanci degli ultimi esercizi adeguatamente revisionati, i valori da assegnare agli elementi della seguente eguaglianza, che esprime le relazioni logiche intercorrenti tra la redditività del capitale proprio (ROE), la redditività del fatturato e il tasso di rotazione del capitale proprio. dove :  UN/CP: la redditività netta media del capitale proprio negli ultimi esercizi  UN/FATT: il ritorno medio netto sul fatturato negli ultimi esercizi  FATT/CP: il tasso di rotazione medio del capitale proprio negli ultimi esercizi Variazioni sul metodo di base

16  Esempio: Supponiamo che il portafoglio lavori sia costituiro da una sola commessa per la quali i ricavi e costi si manifestino in media tra un anno: il valore della commessa sia pari a si ipotizzi che:  Fatturato ultimi tre anni =6000  Utile netto ultimi tre anni= 300  Somma capitali netti ultimi tre anni= 3000 Supponiamo che tutti i valori di utile, fatturato e capitale siano stati resi omogenei, riesprimendoli in lire dell’ultimo anno. Applicando tali valori alla formula di prima si: 300/3000=(300/6000)x(6000/3000) => 0,10=0,05x2 Variazioni sul metodo di base

17  Agli stessi risultati si sarebbe pervenuti se, anziché impiegare i valori totali del fatturato, utile e capitale proprio, fossero stati utilizzati i valori del fatturato medio (2000), utile medio (100) e capitale proprio medio (1000).  Se il tasso di congrua remunerazione sul capitale proprio fosse del 6% e volessimo conoscere a quale tasso di redditività sul fatturato corrisponde tale saggio di remunerazione congrua, si dovrebbe procedere come segue: 0,06=X x 2 => X=0,03=3% Una remunerazione congrua del 6% sul CP equivale al 3% del fatturato. Variazioni sul metodo di base

18  Perciò la formula generale: W ca =Un ca (1+i) -t -CRxCI ca (1+i) -t Dove:  Un ca (1+i) -t : Utile netto attualizzato relativo alla commessa a), calcolata sul fatturato  CRxCI ca (1+i) -t : Valore della congrua remunerazione attualizzata, calcolata sul capitale proprio investito nella commessa a). Si trasforma nella seguente: W ca =Un ca (1+i) -t -CRTxF ca (1+i) -t In cui:  F ca : valore (fatturato) riguardante la commessa a)  CRT: la congrua remunerazione trasformata in termini di fatturato relativo alla commessa a). Tale trasformazione è avvenuta come segue: Variazioni sul metodo di base

19  Tornando all’esempio si supponga che il tasso di attualizzazione sia del 6%, che la congrua remunerazione sul capitale proprio investito sia egualmente pari al 6% e che l’utile sul fatturato dedotto dagli ultimi tre bilanci d’esercizio sia del 5%.  Il valore del portafoglio ordini si calcola come segue: W ca =50(1+0,06) -1 -0,03x1000(1+0,06) -1 =18,86792 Variazioni sul metodo di base

20  II° Variante: consiste nel determinare preliminarmente il ROE aziendale e poi, conoscendo il valore attualizzato dell’utile sul portafoglio lavori, calcolare il valore del capitale investito nel portafoglio stesso. Su tale valore si applica la remunerazione congrua. Infine, quest’ultimo valore è sottratto dall’ammontare dell’utile attualizzato riguardante il portafoglio lavori. Riprendendo l’esempio abbiamo: ROE x Ci ca =Un ca (1+i) -t 0,10x Ci ca =47,1698 => Ci ca =471,698 Congrua remunerazione sul capitale proprio investito nella commessa a)= 471,698 x 0,06= 28,30188 Ne deriva che il valore economico della commessa si calcola come segue: W ca =Un ca (1+i) -t -CRCI ca Dove: CRCI ca : congrua remunerazione sul capitale investito nella commessa a) Otteniamo quindi: W ca = 47, ,3018=18,86792 Variazioni sul metodo di base

21  III° Variante: Parte dal valore degli Utili netti attualizzati ritraibili dal portafoglio ordini o dalle singole commesse e determina il valore del sovrareddito. Con riferimento all’esempio si ha che:  Un ca =(1+i) -1 =47,1698  ROE=300/3000= 0,1  CR=0,06 La seguente proporzione consente di determinare l’utile eccedente la congrua remunerazione, che esprime il valore economico della commessa. ROE:100=CR: X => X=60 Questo valore rappresenta la percentuale (60%) dell’utile netto attualizzato, che costituisce la congrua remunerazione del capitale proprio investito nella commessa. L residua parte (40%) rappresenta il sovrareddito ritraibile dalla commessa e costituisce anche il valore economico di quest’ultima. Ritornano all’esempio: W ca =(100-X)% x Un ca (1+i) -1 =0,40x47,1698= 18,86792 Variazioni sul metodo di base

22 1.Metodo della capitalizzazione dei costi già sostenuti e dell’attualizzazione dei costi e dei ricavi futuri e loro correzione con il valore del sovrareddito 2.Metodo basato sul calcolo del valore di presunto realizzo netto 3.Metodo del reddito differenziale Metodi alternativi per la stima del portafoglio lavori

23 Il valore economico del portafoglio lavori può essere calcolato come segue:  Si determina il valore attuale dei flussi dei ricavi e dei costi da conseguire e da sopportare in futuro per l’effettuazione dei lavori;  Si capitalizzano, alla data della valutazione del portafoglio, i costi già sostenuti;  Si determina la somma algebrica dei valori di cui sub a) e sub b) a cui si sottrae il valore della congrua remunerazione sul capitale proprio investito. Si tratta in sostanza di costruire un preventivo di conto economico per ogni commessa di lavoro. Metodo della capitalizzazione dei costi già sostenuti e dell’attualizzazione dei costi e dei ricavi futuri e loro correzione con il valore del sovrareddito

24  Esempio: Si ipotizzi che la commessa a) presenti i seguenti dati al momento della stima del suo valore:  fatturato realizzabile : 1000  costi di marketing e amministrazione e altri costi già sostenuti e capitalizzati : 20  costi da sostenere in futuro attualizzati: 780  Utile previsto = 200 Metodo della capitalizzazione dei costi già sostenuti e dell’attualizzazione dei costi e dei ricavi futuri e loro correzione con il valore del sovrareddito

25  Ipotizziamo che la congrua remunerazione sul capitale proprio investito sia al 5% del fatturato, si è in sovrareddito pari a 150 ( *5%). Quindi il valore economico della commessa sarà così determinato: W ca =CS ca (1+i) -t +SR(1+i) -t Dove:  W ca : valore economico della commessa a)  Cs ca : costi già sostenuti e capitalizzati alla data della valutazione della commessa a)  SR: sovrareddito attualizzato Ritornando all’esempio quindi si ha: W ca = =170 Notiamo un valore diverso, anche se il rapporto UN/FATT calcolato nel CE prospettivo fosse uguale a quello determinato in base ali risultati dei bilanci degli esercizi precedenti. Infatti usando la formula di prima si ha: W ca = Un ca (1+i) -t +CRTF ca (1+i) -t = =150 Dove : Utile netto=20% sul fatturato (1000) e detraendo la remunerazione del 5% del fatturato Metodo della capitalizzazione dei costi già sostenuti e dell’attualizzazione dei costi e dei ricavi futuri e loro correzione con il valore del sovrareddito

26  Riprendendo l’esempio di prima l’acquirente realizza di fatto un utile di 220 in quanto non sopporta i costi di MKTG e amministrazione pari a 20, già sostenuti dal venditore. Soltanto a questo utile la congrua remunerazione riconosciuta all’acquirente( pari a 50) si ottiene un valore del portafoglio di 170. La formula che somma al sovrareddito attualizzato i costi già sostenuti capitalizzati è decisamente razionale ma non risponde al requisito dell’applicabilità. In effetti, i costi già sostenuti di MKTG e amministrazione e ancora da imputare al portafoglio lavori sono di difficile determinazione, così come i costi da sostenere in futuro. Quindi la pratica tende ad orientarsi sulle formule viste in precedenza che consentono di prevenire a risultati più affidabili. Metodo della capitalizzazione dei costi già sostenuti e dell’attualizzazione dei costi e dei ricavi futuri e loro correzione con il valore del sovrareddito

27  Si tratta di un metodo razionale ma che non risponde al criterio della obiettività, perché risulta di difficile applicazione. È una variante di quello precedente e può essere così rappresentato: W PL =W ca +…+W cn  Il valore di una generica commessa a) si calcola nel modo seguente: W ca =F ca (1+i) -t -C ca (1+i) -t -CRF ca (1+i) -t Dove:  W ca : valore economico della commessa a)  F ca (1+i) -t : fatturato attualizzato riguardante la commessa a)  C ca (1+i) -t : costi da sostenere attualizzati per eseguire la commessa  CR F ca (1+i) -t : congrua remunerazione calcolata su fatturato da riconoscere all’acquirente del portafoglio lavori  Occorre predisporre un conto economico per ogni commessa nel quale sono esposti i costi capitalizzati già sostenuti, i costi attualizzati da sostenere, i ricavi attualizzati da conseguire e l’utile previsto attualizzato. Se si riprende l’esempio si ha: W ca = =170 Metodo basato sul calcolo del valore di presunto realizzo netto

28  Con tale metodologia si propone di calcolare la differenza attualizzata alla data della valutazione, tra il reddito che un “operatore esterno medio” realizzerebbe acquistando il portafoglio ordini, oggetto di stima, quello che lo stesso operatore conseguirebbe se dovesse costituire e realizzare in condizioni di efficienza media, un nuovo portafoglio ordini identico per qualità e quantità a quello da valutare.  Nella seconda ipotesi, nel calcolo del reddito si esclude il cosiddetto sovrareddito che rappresenta, appunto l’elemento che qualifica il portafoglio da valutare e che si suppone assente nel caso di creazione di un nuovo portafoglio ordini, appunto perché si ha a che fare con un operatore medio, qualificato da un grado medio di efficienza. Metodo del reddito differenziale

29  La formula di calcolo del valore economico di una generica commessa a) costituente il portafoglio lavori è: W ca =R-R’ Dove:  W ca : valore economico della commessa a)  R: reddito attualizzato che un operatore esterno medio realizzerebbe acquistando la commessa  R’: reddito attualizzato che lo stesso imprenditore conseguirebbe ricercando ex novo una commessa identica ad a) ed operando in normali condizioni di mercato e di efficienza Metodo del reddito differenziale

30  Ipotesi 1  Un operatore medio acquista il portafoglio lavori e la relativa commessa: Fatturato attualizzato Costi attualizzati da sostenere 780 =R(reddito previsto attualizzato) 220  Ipotesi 2  Un operatore medio crea ex novo il portafoglio ordini e acquisisce in condizioni normali di mercato una commessa simile ad a): Fatturato attualizzato Costi attualizzati da sostenere (20+780) 800 -Sovrareddito 150 =R’ (reddito previsto attualizzato) 50 Da quanto sopra: W ca =220-50=170 Metodo del reddito differenziale


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