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Dalla Costituzione italiana: Art. 1: « L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle.

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1 Dalla Costituzione italiana: Art. 1: « L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

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3 L’Impero romano nel periodo della sua massima espansione (IV secolo d. C.)

4 L’Impero romano alla morte di Teodosio (395) viene diviso in due parti: impero romano d’occidente (durerà fino al 476) impero romano d’oriente (durerà fino al 1453)

5 Le invasioni barbariche, iniziate già nel corso del II sec. d. C., costituiscono un periodo ininterrotto di scorrerie all'interno dei confini dell'Impero Romano. Condotte inizialmente per fini di saccheggio e bottino da genti armate appartenenti alle popolazioni che gravitavano lungo le frontiere settentrionali, a partire dalla seconda metà del IV secolo si trasformarono in vere e proprie migrazioni di intere popolazioni.

6 I bizantini non riescono (o non vogliono) difendere l’Italia dall’attacco dei Longobardi. Così, alla fine del VI secolo l’Italia si trova divisa in due. Ha inizio un fenomeno destinato a durare 1300 anni (fino al 1861) con conseguenze estremamente negative per il nostro paese: LA ROTTURA DELL’UNITA’ TERRITORIALE DELL’ITALIA.

7 Poi è la volta dei Franchi. Il loro re Carlo Magno caccia i Longobardi (fine dell’VIII secolo), si stabiliscono in Italia e aiutano il papa ad acquisire potere politico. Nell’800, Carlo magno viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero proprio a Roma, da papa Leone III.

8 Nel Medioevo parte dell’Italia fa parte ancora del Regno di Lotario, figlio di Ludovico il Pio (quest’ultimo è l’erede di Carlo Magno), si consolidano i territori della Chiesa E in alcune zone del sud Italia si stabiliscono i Normanni (uomini del nord, ramo dei Vichinghi). Nel 1091 la Sicilia divenne normanna.

9 L’ITALIA NEL 1400

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13 A partire del 1820, molti movimenti rivoluzionari, severamente puniti dopo ogni azione, cominciano a ribellarsi contro l’occupazione austriaca. Nel 1848, c’è la prima guerra d’indipendenza, che cerca di imitare le rivoluzioni che scoppiano in tutta Europa, ma l’azione fallisce. Il Regno di Sardegna guida il processo d’unità d’Italia.

14 Nel 1859 c’è la seconda guerra d’indipendenza, grazie alla quale si uniscono al Regno di Savoia la Toscana, l’Emilia, la Romagna, e le Marche al resto dell’Italia del nord: mancano solo lo Stato della Chiesa da conquistare, il regno delle due Sicilie, Trentino e Friuli. Un generale italiano, Giuseppe Garibaldi, decide, con mille uomini, di sbarcare in Sicilia per liberare l’Italia meridionale: chiamiamo questo famosissimo episodio la spedizione dei Mille (1860).

15 Il 17 marzo 1861, è proclamato il regno d’Italia, col suo primo re: Vittorio Emanuele II. La capitale è Torino. Altre tappe verso l’unità d’Italia: la terza guerra d’indipendenza (1866), grazie alla quale il Veneto viene conquistato ed entra a far parte dell’Italia. La capitale diventa Roma nel 1871, dopo la breccia di Porta Pia nel 1870, e l’annessione del Lazio.

16 Nella prima guerra mondiale ( ) l’Italia combatte a fianco dell’Intesa, che le promette guadagni territoriali in caso di vittoria.

17 L’Italia usciva vincitrice dalla guerra costatagli morti e 1 milione di feriti. L'acquisizione del Trentino-Alto Adige, di Trieste, dell'Istria, fu pagata a caro prezzo.

18 Nella seconda guerra mondiale ( ) l’Italia fascista combatte a fianco della Germania di Hitler. Con il termine Campagna d'Italia si indicano l'insieme delle operazioni militari condotte dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale, dal giugno 1943 al maggio 1945, per invadere, costringere alla resa ed occupare il Regno d'Italia.

19 L’Italia è una Repubblica dal 2 giugno 1946, comprende 20 regioni, 5 della quali sono a Statuto speciale (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Sicilia, Sardegna). La regione Trentino-Alto Adige è costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano (art 116, II Cost.). Tali province sono dotate di poteri (anche legislativi) corrispondenti a quelli di una regione.

20 La Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre Entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

21 Un piccolo “assaggio” della nostra Costituzione: Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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23 La bandiera italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così come è definita dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana. Il verde simboleggia la speranza, a lungo coltivata e spesso delusa durante l'Ottocento, in un'Italia unita e libera, e la macchia mediterranea, fondamentale elemento del paesaggio italiano; il bianco rappresenta le Alpi, famose per i loro ghiacciai e la fede cristiana cattolica, professata dalla maggioranza degli Italiani; il rosso ricorda il sangue sparso per l'Unità d'Italia. Questi tre colori, inoltre, erano già noti ai tempi di Dante Alighieri, e lo si vede nella sua Commedia, come simboli delle tre virtù teologali: verde-speranza; bianco-fede; rosso- carità (Purg. canto XXX, v.30-33): di conseguenza rappresentano la cultura e la letteratura italiana in generale. I tre colori sono stati disposti a bande verticali di uguale spessore perché tale motivo ricorda la Rivoluzione Francese (è infatti lo schema della Bandiera della Francia) e di conseguenza gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.

24 La bandiera italiana è nata nel 1794, quando due studenti di Bologna, Giovanni Battista De Rolandis e Luigi Zamboni, tentarono una sollevazione contro il potere assolutista che governava la città da quasi 200 anni. I due presero come distintivo la coccarda della rivoluzione parigina, ma, per non imitare la Francia, cambiarono l'azzurro col verde. Bandiera del Regno di Sardegna dal 1848 (in mezzo c’è lo scudo dei Savoia), il Tricolore diventa la bandiera del Regno d'Italia il 17 marzo 1861.

25 IL POETA “Il canto degli italiani” è stato scritto da Goffredo Mameli (Genova, 1827-Roma, 1849), morto a 22 anni, a seguito di una ferita infetta che si procurò durante le lotte patriottiche romane. Per questo si chiama anche “inno di Mameli”. In molti criticano questo testo: troppo retorico, si dice, pomposo, parole arcaiche, dell'Ottocento... Beh, che le parole siano molto "Ottocentesche" non c'è dubbio, ma che altro poteva fare uno che scriveva nel 1847? E comunque guardate i testi degli altri inni nazionali e vedrete che come retorica non scherzano nemmeno loro.

26 IL MUSICISTA Michele Novaro (Genova, ) è stato il compositore della musica dell'inno nazionale italiano.

27 l'elmo di Scipio: L'Italia ha di nuovo sulla testa l'elmo di Scipio (Scipione l'Africano), il generale romano che nel 202 avanti Cristo sconfisse a Zama (attuale Algeria) il cartaginese Annibale. L'Italia è tornata a combattere. Le porga la chioma: La Vittoria sarà di Roma, cioè dell'Italia. Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli. Così la Vittoria dovrà porgere la sua chioma perché sia tagliata, perché la Vittoria è schiava di Roma che sarà appunto vincitrice. coorte: nell'esercito romano le legioni (cioè l'esercito), era diviso in molte coorti. Stringiamoci a coorte significa quindi restiamo uniti fra noi combattenti che siamo pronti a morire per il nostro ideale. Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì!

28 Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì! calpesti: calpestati Raccolgaci: la lingua di Mameli è la lingua poetica dell'Ottocento. Questo raccolgaci in italiano moderno sarebbe ci raccolga, un congiuntivo esortativo che assimila il pronome diretto. Il significato è: ci deve raccogliere, tenere insieme. una speme: altra parola letteraria e arcaica. Significa speranza. fonderci insieme: negli anni di Goffredo Mameli l'Italia è ancora divisa in molti staterelli. Il testo dice che è l'ora di fondersi, di raggiungere l'unità nazionale.

29 Uniamoci, uniamoci, l'unione e l'amore rivelano ai popoli le vie del Signore. Giuriamo far libero il suolo natio: uniti, per Dio, chi vincer ci può? Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì! per Dio: doppia interpretazione possibile. Per Dio è un francesismo e quindi significa "da Dio": se siamo uniti da Dio, per volere di Dio, nessuno potrà mai vincerci. Certo è però che in italiano "per Dio" può essere anche una imprecazione, una esclamazione piuttosto forte. Che avrà mai voluto intendere Goffredo Mameli? Siccome aveva Vent'anni ci piace pensare che abbia voluto lui stesso giocare sul doppio senso.

30 Dall'Alpe a Sicilia, Dovunque è Legnano; Ogn'uom di Ferruccio Ha il core e la mano; I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla; Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì! Dovunque è Legnano: ogni città italiana è Legnano, il luogo dove nel 1176 i comuni lombardi sconfissero l'Imperatore tedesco Federico Barbarossa. Core: cuore Ferruccio: ogni uomo è come Francesco Ferrucci, l'uomo che nel 1530 difese Firenze dall'imperatore Carlo V. Balilla: è il soprannome del bambino che con il lancio di una pietra nel 1746 diede inizio alla rivolta di Genova contro gli Austro-piemontesi. Squilla: campana. I Vespri: Nel 1282 i siciliani si ribellano ai francesi invasori una sera, all'ora del vespro. La rivolta si è poi chiamata la rivolta dei Vespri siciliani.

31 Son giunchi che piegano Le spade vendute; Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia E il sangue Polacco Bevé col Cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì! Le spade vendute: i soldati mercenari si piegano come giunchi e l'aquila, simbolo dell'Austria, perde le penne Il sangue polacco: L'Austria, alleata con la Russia (il cosacco), ha bevuto il sangue Polacco, ha diviso e smembrato la Polonia. Ma quel sangue bevuto avvelena il cuore degli oppressori.

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33 Alessandro Manzoni Milano, Giovanni Verga Catania, Aldo Palazzeschi Firenze 1885-Roma 1974

34 Venezia Firenze Lecce

35 Trentino, le dolomiti Sicilia, il mare Toscana, le colline

36 I FESTEGGIAMENTI NELLE TRE CAPITALI Torino Firenze Roma

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