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12. 04. 2014 Piacenza - IV circolo didattico Marta Pioggiosi 12. 04. 2014 Piacenza - IV circolo didattico Marta Pioggiosi Marta Pioggiosi - IV Circolo.

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1 Piacenza - IV circolo didattico Marta Pioggiosi Piacenza - IV circolo didattico Marta Pioggiosi Marta Pioggiosi - IV Circolo

2 Definizioni Grammatica: il docente è il somministratore della norma corretta; l’allievo è soggetto passivo Riflessione linguistica: il docente è visto come aiutante dell’allievo nel processo di scoperta delle regole e degli usi della lingua; l’allievo è visto come protagonista di attività cognitive, che divengono abito mentale Grammatica: il docente è il somministratore della norma corretta; l’allievo è soggetto passivo Riflessione linguistica: il docente è visto come aiutante dell’allievo nel processo di scoperta delle regole e degli usi della lingua; l’allievo è visto come protagonista di attività cognitive, che divengono abito mentale Marta Pioggiosi - IV Circolo

3 Le grammatiche Sono tutti quei complessi meccanismi che rimandano a regolarità e che governano vari assi in cui si struttura la lingua. Esiste una grammatica: a) fonologica → fonemi, intonazione, pronuncia b) grafemica, → meccanismi di trascrizione di una lingua (ortografia) c) morfosintattica → aspetti morfologici e sintattici d) sociolinguistica → uso appropriato della lingua a seconda dei contesti (relazioni interpersonali a livello di comunicazione) e) pragmalinguistica → strategie ed atti attraverso cui un parlante cerca di raggiungere i propri scopi f) extralinguistica → uso comunicativo del corpo, della distanza interpersonale, degli oggetti Sono tutti quei complessi meccanismi che rimandano a regolarità e che governano vari assi in cui si struttura la lingua. Esiste una grammatica: a) fonologica → fonemi, intonazione, pronuncia b) grafemica, → meccanismi di trascrizione di una lingua (ortografia) c) morfosintattica → aspetti morfologici e sintattici d) sociolinguistica → uso appropriato della lingua a seconda dei contesti (relazioni interpersonali a livello di comunicazione) e) pragmalinguistica → strategie ed atti attraverso cui un parlante cerca di raggiungere i propri scopi f) extralinguistica → uso comunicativo del corpo, della distanza interpersonale, degli oggetti Marta Pioggiosi - IV Circolo

4 Serve? Riflessione metalinguistica e metacomunicativa momento ineludibile di un adeguato processo didattico La riflessione metalinguistica:  facilita e accelera il processo di apprendimento linguistico  ha valore formativo, perché attiva abilità cognitive  porta vantaggi nell’accuratezza della produzione Riflessione metalinguistica e metacomunicativa momento ineludibile di un adeguato processo didattico La riflessione metalinguistica:  facilita e accelera il processo di apprendimento linguistico  ha valore formativo, perché attiva abilità cognitive  porta vantaggi nell’accuratezza della produzione Marta Pioggiosi - IV Circolo

5 Conoscenza implicita ed esplicita La conoscenza implicita si ottiene in modo procedurale, cioè si imparano le regole di una lingua per tentativi e correzioni La conoscenza esplicita è frutto di sistematizzazione delle proprie conoscenze e dell’elaborazione di strategie di apprendimento, si ottiene attraverso un percorso di istruzione scolastica La conoscenza implicita si ottiene in modo procedurale, cioè si imparano le regole di una lingua per tentativi e correzioni La conoscenza esplicita è frutto di sistematizzazione delle proprie conoscenze e dell’elaborazione di strategie di apprendimento, si ottiene attraverso un percorso di istruzione scolastica Marta Pioggiosi - IV Circolo

6 Tipi di conoscenza La conoscenza delle regole si stabilisce in un continuum (E. Bialystok): 1. conoscenza non analizzata, gli elementi linguistici sono memorizzati come blocchi, di cui non si coglie il valore e la funzione nel sistema (es. verbo andare) 2. conoscenza analizzata, gli elementi sono analizzati e se ne coglie valore e funzione, ma è ancora implicita 3. piena consapevolezza, è data dalla capacità di riconoscere le regole negli elementi linguistici e di verbalizzarle La conoscenza delle regole si stabilisce in un continuum (E. Bialystok): 1. conoscenza non analizzata, gli elementi linguistici sono memorizzati come blocchi, di cui non si coglie il valore e la funzione nel sistema (es. verbo andare) 2. conoscenza analizzata, gli elementi sono analizzati e se ne coglie valore e funzione, ma è ancora implicita 3. piena consapevolezza, è data dalla capacità di riconoscere le regole negli elementi linguistici e di verbalizzarle Marta Pioggiosi - IV Circolo

7 IL LAD LANGUAGE ACQUISITION DEVICE (Chomsky) Si tratta di un meccanismo genetico che consente l’acquisizione del linguaggio. Funziona secondo una sequenza base che prevede:  l’osservazione dell’input ricevuto  la creazione di ipotesi in base alle osservazioni fatte  la verifica delle ipotesi in altri input o attraverso la produzione (output)  la fissazione dei meccanismi ipotizzati e verificati  la sistematizzazione in regole inconsapevoli, rese consapevoli dall’attività metalinguistica Si tratta di un meccanismo genetico che consente l’acquisizione del linguaggio. Funziona secondo una sequenza base che prevede:  l’osservazione dell’input ricevuto  la creazione di ipotesi in base alle osservazioni fatte  la verifica delle ipotesi in altri input o attraverso la produzione (output)  la fissazione dei meccanismi ipotizzati e verificati  la sistematizzazione in regole inconsapevoli, rese consapevoli dall’attività metalinguistica Marta Pioggiosi - IV Circolo

8 Articolazione delle attività didattiche Vanno articolate secondo le fasi suddette. Riguardo le prime tre, si procede secondo la metodologia gestaltica: a) dato un input, l’insegnante focalizza l’attenzione su alcuni aspetti b) chiede di fare ipotesi su come funziona quel meccanismo c) guida alla verifica dell’ipotesi tornando sul testo o proponendo altri esempi, completando o correggendo l’ipotesi d) realizza la sintesi, la sistematizzazione Vanno articolate secondo le fasi suddette. Riguardo le prime tre, si procede secondo la metodologia gestaltica: a) dato un input, l’insegnante focalizza l’attenzione su alcuni aspetti b) chiede di fare ipotesi su come funziona quel meccanismo c) guida alla verifica dell’ipotesi tornando sul testo o proponendo altri esempi, completando o correggendo l’ipotesi d) realizza la sintesi, la sistematizzazione Marta Pioggiosi - IV Circolo

9 La fissazione E’ la fase della creazione di automatismi per l’esecuzione (comprensione, produzione e interazione linguistica). Tuttavia attivare il LAD non basta per acquisire una sequenze “implicazionali” lingua: esistono delle sequenze “implicazionali”, cioè sequenze in cui ogni anello della catena presuppone che sia stato acquisito l’anello precedente, per cui si “zona di acquisiscono solo gli elementi che sono nella “zona di sviluppo prossimale” sviluppo prossimale”: se vi sono altri elementi, essi possono essere appresi razionalmente, ma non entrano nella memoria stabilmente. E’ la fase della creazione di automatismi per l’esecuzione (comprensione, produzione e interazione linguistica). Tuttavia attivare il LAD non basta per acquisire una sequenze “implicazionali” lingua: esistono delle sequenze “implicazionali”, cioè sequenze in cui ogni anello della catena presuppone che sia stato acquisito l’anello precedente, per cui si “zona di acquisiscono solo gli elementi che sono nella “zona di sviluppo prossimale” sviluppo prossimale”: se vi sono altri elementi, essi possono essere appresi razionalmente, ma non entrano nella memoria stabilmente. Marta Pioggiosi - IV Circolo

10 Esempio di sequenza di acquisizione Per quanto riguarda la morfologia verbale, la sequenza di acquisizione osservata nella L2 è la seguente: 1. presente indicativo alla terza persona singolare per esprimere passato, presente o futuro, affiancato o sostituito all’infinito 2. emerge il participio passato, per esprimere azioni concluse o il tempo passato 3. compare l’imperfetto e la distinzione fra azione conclusa o non; talora coesistono forme di presente con valore di passato 4. compare il futuro, poi il condizionale, l’imperativo e solo alla fine della sequenza il congiuntivo Per quanto riguarda la morfologia verbale, la sequenza di acquisizione osservata nella L2 è la seguente: 1. presente indicativo alla terza persona singolare per esprimere passato, presente o futuro, affiancato o sostituito all’infinito 2. emerge il participio passato, per esprimere azioni concluse o il tempo passato 3. compare l’imperfetto e la distinzione fra azione conclusa o non; talora coesistono forme di presente con valore di passato 4. compare il futuro, poi il condizionale, l’imperativo e solo alla fine della sequenza il congiuntivo Marta Pioggiosi - IV Circolo

11 Il LASS LANGUAGE ACQUISITION SUPPORT SYSTEM (Bruner) Nel nostro discorso è il docente, che ha il compito di sostenere il meccanismo di acquisizione linguistica (LAD), di offrire l’input, di guidare l’allievo nella creazione di ipotesi e nella loro verifica e fissazione, di garantire una sistematizzazione corretta. Questo ruolo di sostegno è alla base del passaggio dal tradizionale insegnamento della grammatica alla riflessione sulla lingua. Nel nostro discorso è il docente, che ha il compito di sostenere il meccanismo di acquisizione linguistica (LAD), di offrire l’input, di guidare l’allievo nella creazione di ipotesi e nella loro verifica e fissazione, di garantire una sistematizzazione corretta. Questo ruolo di sostegno è alla base del passaggio dal tradizionale insegnamento della grammatica alla riflessione sulla lingua. Marta Pioggiosi - IV Circolo

12 Fasi di acquisizione L’acquisizione delle strutture grammaticali dovrebbe seguire il percorso globalità → analisi → sintesi, cioè induttivo privilegiare un processo induttivo. Ovviamente non tutte le attività si prestano a questo percorso e sarà utile e necessario, a seconda dei casi, ricorrere anche a procedure deduttive. L’acquisizione delle strutture grammaticali dovrebbe seguire il percorso globalità → analisi → sintesi, cioè induttivo privilegiare un processo induttivo. Ovviamente non tutte le attività si prestano a questo percorso e sarà utile e necessario, a seconda dei casi, ricorrere anche a procedure deduttive. Marta Pioggiosi - IV Circolo

13 L’errore linguistico L’errore è spesso un segnale che alcune ipotesi sulla natura della lingua si sono attivate e che iniziano a essere verificate,è manifestazione di apprendimento quindi una manifestazione di apprendimento. L’apprendimento di una lingua consiste infatti in un processo di formazione di regole, in ogni stadio del processo l’apprendente possiede una propria versione della grammatica della L2, cioè un sistema linguistico a sé, chiamato interlingua, che evolve in seguito all’introduzione di nuove regole, derivate dalle ipotesi verificate e corrette. L’errore è spesso un segnale che alcune ipotesi sulla natura della lingua si sono attivate e che iniziano a essere verificate,è manifestazione di apprendimento quindi una manifestazione di apprendimento. L’apprendimento di una lingua consiste infatti in un processo di formazione di regole, in ogni stadio del processo l’apprendente possiede una propria versione della grammatica della L2, cioè un sistema linguistico a sé, chiamato interlingua, che evolve in seguito all’introduzione di nuove regole, derivate dalle ipotesi verificate e corrette. Marta Pioggiosi - IV Circolo

14 Tipologie di errore Questo tipo di errore viene definito errore di sviluppo, ed è legato alla ricreazione dell’interlingua. Nella fase iniziale dell’acquisizione si osservano errori di transfer, legati alla ristrutturazione dell’interlingua in cui il sistema della L1 viene trasferito nel sistema L2. Questo tipo di errore viene definito errore di sviluppo, ed è legato alla ricreazione dell’interlingua. Nella fase iniziale dell’acquisizione si osservano errori di transfer, legati alla ristrutturazione dell’interlingua in cui il sistema della L1 viene trasferito nel sistema L2. Marta Pioggiosi - IV Circolo

15 Attività e tecniche basate sull’insiemistica S i parte da un insieme, esplorato globalmente, su cui si effettua poi un’analisi per arrivare alla sintesi, che consiste nella riflessione sulla regola. Attività possibili: 1. inclusione, dato un insieme (es. 20 nomi) i suoi elementi devono essere inclusi in due sottoinsiemi (es. nomi maschili/femminili, plurali/singolari,..) 2. esclusione, dato un insieme si devono escludere gli elementi che non sono coerenti con il principio che ordina l’insieme (fuori l’intruso) Sono attività rapide e ben accette agli allievi, spesso utili per la discussione S i parte da un insieme, esplorato globalmente, su cui si effettua poi un’analisi per arrivare alla sintesi, che consiste nella riflessione sulla regola. Attività possibili: 1. inclusione, dato un insieme (es. 20 nomi) i suoi elementi devono essere inclusi in due sottoinsiemi (es. nomi maschili/femminili, plurali/singolari,..) 2. esclusione, dato un insieme si devono escludere gli elementi che non sono coerenti con il principio che ordina l’insieme (fuori l’intruso) Sono attività rapide e ben accette agli allievi, spesso utili per la discussione Marta Pioggiosi - IV Circolo

16 Ripetizione e reiterazione I pattern drill, gli esercizi strutturali basati sulla ripetizione di compiti e sulla manipolazione (es. volgi al futuro), benché siano stati criticati con l’affermarsi dell’approccio comunicativo, hanno un loro valore per la fissazione, necessaria all’acquisizione. La scoperta dei neuroni specchio e del loro ruolo nell’apprendimento ha portato a una riconsiderazione del ruolo della ripetizione, vista come “reiterazione attiva e dinamica”, perché implica una risistemazione attiva e continua delle proprie conoscenze, attraverso un itinerario percorso più volte. I pattern drill, gli esercizi strutturali basati sulla ripetizione di compiti e sulla manipolazione (es. volgi al futuro), benché siano stati criticati con l’affermarsi dell’approccio comunicativo, hanno un loro valore per la fissazione, necessaria all’acquisizione. La scoperta dei neuroni specchio e del loro ruolo nell’apprendimento ha portato a una riconsiderazione del ruolo della ripetizione, vista come “reiterazione attiva e dinamica”, perché implica una risistemazione attiva e continua delle proprie conoscenze, attraverso un itinerario percorso più volte. Marta Pioggiosi - IV Circolo

17 Esercizi strutturali Gli esercizi strutturali, come detto, sono utili per la fissazione; se si usano per la comunicazione reale, la ripetizione diventa anche significativa. E’ bene che tali esercizi siano brevi e che gli allievi siano resi consapevoli del loro ruolo per la fissazione. Gli esercizi per la fissazione basati sulla ripetizione e la manipolazione si prestano anche come stimoli alla riflessione (es. scelta multipla, accoppiamento di elementi). Gli esercizi strutturali, come detto, sono utili per la fissazione; se si usano per la comunicazione reale, la ripetizione diventa anche significativa. E’ bene che tali esercizi siano brevi e che gli allievi siano resi consapevoli del loro ruolo per la fissazione. Gli esercizi per la fissazione basati sulla ripetizione e la manipolazione si prestano anche come stimoli alla riflessione (es. scelta multipla, accoppiamento di elementi). Marta Pioggiosi - IV Circolo

18 La dimensione sonora della lingua Soprattutto nelle fasi iniziali, è uno degli aspetti su cui è indispensabile lavorare. Questa dimensione comprende: 1. la fonetica, cioè la corretta realizzazione dei suoni significato 2. la fonologia, cioè la consapevolezza che alcuni suoni hanno valore distintivo: in italiano l’opposizione fra consonanti semplici o doppie è fonologica, cioè porta significato 3. l’intonazione, non ha funzione solo espressiva, ma sintattica (es. interrogativa) 4. la prosodia, consente di separare le sezioni di un enunciato Soprattutto nelle fasi iniziali, è uno degli aspetti su cui è indispensabile lavorare. Questa dimensione comprende: 1. la fonetica, cioè la corretta realizzazione dei suoni significato 2. la fonologia, cioè la consapevolezza che alcuni suoni hanno valore distintivo: in italiano l’opposizione fra consonanti semplici o doppie è fonologica, cioè porta significato 3. l’intonazione, non ha funzione solo espressiva, ma sintattica (es. interrogativa) 4. la prosodia, consente di separare le sezioni di un enunciato Marta Pioggiosi - IV Circolo

19 L’ortografia In italiano c’è una buona corrispondenza fra grafema e fonema, anche se ad esempio il fonema /k/ si realizza con c, ch, q, ma anche con k (es. km, kg). Per esercitare l’ortografia, due sono le attività essenziali: la copiatura (individuale) e il dettato (collettiva). Si può lavorare sull’ortografia anche in modo ludico attraverso il cruciverba. In italiano c’è una buona corrispondenza fra grafema e fonema, anche se ad esempio il fonema /k/ si realizza con c, ch, q, ma anche con k (es. km, kg). Per esercitare l’ortografia, due sono le attività essenziali: la copiatura (individuale) e il dettato (collettiva). Si può lavorare sull’ortografia anche in modo ludico attraverso il cruciverba. Marta Pioggiosi - IV Circolo

20 Metodologie per la riflessione linguistica La riflessione può essere svolta: a. in modo induttivo (dato un insieme, l’allievo “scopre” la regola con la guida dell’insegnante) o deduttivo (l’insegnante trasmette l’informazione) b. in modo individuale (economica in termini di tempo) o in coppia (più formativa) c. su frasi decontestualizzate o su testi significativi (es. su fumetti, aneddoti, storielle,..) d. in modo “serio” o ludico e. con il sussidio del computer, esistono molti programmi che permettono di creare attività ( scelte multiple,..) La riflessione può essere svolta: a. in modo induttivo (dato un insieme, l’allievo “scopre” la regola con la guida dell’insegnante) o deduttivo (l’insegnante trasmette l’informazione) b. in modo individuale (economica in termini di tempo) o in coppia (più formativa) c. su frasi decontestualizzate o su testi significativi (es. su fumetti, aneddoti, storielle,..) d. in modo “serio” o ludico e. con il sussidio del computer, esistono molti programmi che permettono di creare attività ( scelte multiple,..) Marta Pioggiosi - IV Circolo

21 La riflessione morfologica Da un lato è utile lavorare sull’analisi grammaticale e sulla terminologia, ma nelle grammatiche scolastiche sono presenti incongruenze concettuali e arbitrarietà terminologiche. Occorre rendersi conto che l’analisi grammaticale funziona approssimativamente per molte parti del discorso e che serve a due scopi: 1. condividere una terminologia imperfetta, ma utile per comprendersi 2. imparare a classificare, funzione che ha essenziale ruolo cognitivo Da un lato è utile lavorare sull’analisi grammaticale e sulla terminologia, ma nelle grammatiche scolastiche sono presenti incongruenze concettuali e arbitrarietà terminologiche. Occorre rendersi conto che l’analisi grammaticale funziona approssimativamente per molte parti del discorso e che serve a due scopi: 1. condividere una terminologia imperfetta, ma utile per comprendersi 2. imparare a classificare, funzione che ha essenziale ruolo cognitivo Marta Pioggiosi - IV Circolo

22 L’analisi grammaticale L’accettabilità dell’analisi grammaticale da parte degli allievi si fonda sul desiderio di crescere cognitivamente e sulla fiducia che ripongono nell’insegnante. Si può però anche renderla significativa e meno noiosa con l’uso di dadi, tris, battaglie navali e altre tecniche ludiche. L’accettabilità dell’analisi grammaticale da parte degli allievi si fonda sul desiderio di crescere cognitivamente e sulla fiducia che ripongono nell’insegnante. Si può però anche renderla significativa e meno noiosa con l’uso di dadi, tris, battaglie navali e altre tecniche ludiche. Marta Pioggiosi - IV Circolo

23 Riflessione sintattica Nei gradi bassi della scuola secondo molti studiosi è sufficiente imparare a distinguere fra soggetto, predicato e complementi diretti o indiretti. Benché limitata a questi contenuti, l’analisi logica è fondamentale per lo sviluppo cognitivo. Nei gradi bassi della scuola secondo molti studiosi è sufficiente imparare a distinguere fra soggetto, predicato e complementi diretti o indiretti. Benché limitata a questi contenuti, l’analisi logica è fondamentale per lo sviluppo cognitivo. Marta Pioggiosi - IV Circolo

24 L’analisi testuale L’analisi riguarda la messa a fuoco di alcune caratteristiche universali, presenti in ogni lingua (descrivere, argomentare, narrare, esporre, dare istruzioni). Il testo descrittivo è oggettivo o soggettivo → si può giocare a trasformare una descrizione fortemente soggettiva in una oggettiva e viceversa. Il testo istruttivo segue sequenze di azioni da eseguire → si può far ricomporre un testo prima spezzettato in frammenti e poi confrontare le ricostruzioni realizzate. Riguardo al testo narrativo, è utile smontare e rimontare i testi. L’analisi riguarda la messa a fuoco di alcune caratteristiche universali, presenti in ogni lingua (descrivere, argomentare, narrare, esporre, dare istruzioni). Il testo descrittivo è oggettivo o soggettivo → si può giocare a trasformare una descrizione fortemente soggettiva in una oggettiva e viceversa. Il testo istruttivo segue sequenze di azioni da eseguire → si può far ricomporre un testo prima spezzettato in frammenti e poi confrontare le ricostruzioni realizzate. Riguardo al testo narrativo, è utile smontare e rimontare i testi. Marta Pioggiosi - IV Circolo

25 Riflessione sulle varietà della lingua La lingua è in continua evoluzione e soggetta a continui cambiamenti. E’ possibile osservare le varietà legate: 1. al mezzo, per es. l’opposizione fra comunicazione orale e scritta, la lingua dei giornali, degli sms; 2. all’età, per es. osservare le parole generazionali; 3. all’argomento, i linguaggi della storia, della geografia La lingua è in continua evoluzione e soggetta a continui cambiamenti. E’ possibile osservare le varietà legate: 1. al mezzo, per es. l’opposizione fra comunicazione orale e scritta, la lingua dei giornali, degli sms; 2. all’età, per es. osservare le parole generazionali; 3. all’argomento, i linguaggi della storia, della geografia Marta Pioggiosi - IV Circolo

26 Le grammatiche non verbali Si tratta delle grammatiche che riguardano la competenza extralinguistica. Esse governano la gestualità e le espressioni (“cinesica”), la distanza ed il contatto interpersonale (“prossemica”), l’uso comunicativo di oggetti quali status symbol, vestiario (“oggettemica”). Sono interessanti ed utili in primo luogo agli insegnanti, ma possono anche essere oggetto di osservazioni in classe. Si tratta delle grammatiche che riguardano la competenza extralinguistica. Esse governano la gestualità e le espressioni (“cinesica”), la distanza ed il contatto interpersonale (“prossemica”), l’uso comunicativo di oggetti quali status symbol, vestiario (“oggettemica”). Sono interessanti ed utili in primo luogo agli insegnanti, ma possono anche essere oggetto di osservazioni in classe. Marta Pioggiosi - IV Circolo

27 La competenza extralinguistica In genere si commettono errori riguardo a questa competenza: a. non si è consapevoli che i linguaggi non verbali sono governati da grammatiche e si possono analizzare e classificare variano b. si considerano i linguaggi non verbali come “naturali”, mentre sono culturali, le loro grammatiche variano da cultura a cultura e questo può creare problemi nella L2 In genere si commettono errori riguardo a questa competenza: a. non si è consapevoli che i linguaggi non verbali sono governati da grammatiche e si possono analizzare e classificare variano b. si considerano i linguaggi non verbali come “naturali”, mentre sono culturali, le loro grammatiche variano da cultura a cultura e questo può creare problemi nella L2 Marta Pioggiosi - IV Circolo

28 La distanza interpersonale Si basa sul principio biologico di “spazio di fuga” il cui mancato rispetto provoca un’allerta sensoriale. Per gli esseri umani corrisponde a circa un braccio (50-60 cm) e costituisce una “bolla” di cui siamo al centro e che non è uguale in tutte le culture: italiani peninsulari → una bolla; italiani di area celtica → due bolle (e così l’Europa germanica e il Nord America). Penetrare la bolla dell’interlocutore lo irrita e lo rende meno disponibile all’ascolto il Mediterraneo e il mondo latino-americano usano una sola bolla, la parte araba accetta un’estrema vicinanza interpersonale gli asiatici richiedono distanze spaziose, ma in momenti di affollamento accettano livelli di vicinanza che infastidiscono gli europei Si basa sul principio biologico di “spazio di fuga” il cui mancato rispetto provoca un’allerta sensoriale. Per gli esseri umani corrisponde a circa un braccio (50-60 cm) e costituisce una “bolla” di cui siamo al centro e che non è uguale in tutte le culture: italiani peninsulari → una bolla; italiani di area celtica → due bolle (e così l’Europa germanica e il Nord America). Penetrare la bolla dell’interlocutore lo irrita e lo rende meno disponibile all’ascolto il Mediterraneo e il mondo latino-americano usano una sola bolla, la parte araba accetta un’estrema vicinanza interpersonale gli asiatici richiedono distanze spaziose, ma in momenti di affollamento accettano livelli di vicinanza che infastidiscono gli europei Marta Pioggiosi - IV Circolo

29 Tecniche didattiche e verifica della competenza grammaticale Quando si selezionano attività per la verifica occorre tenere conto: quale grammatica  della pertinenza, riguarda la domanda se una tecnica verifica una competenza (sapere qualcosa) o una meta-competenza (sapere su qualcosa, classificare, analisi grammaticale e logica) e quale grammatica, quale aspetto si vuole verificare (il dettato è utile per verificare l’uso dell’h, ma non dice nulla sulla comprensione) Quando si selezionano attività per la verifica occorre tenere conto: quale grammatica  della pertinenza, riguarda la domanda se una tecnica verifica una competenza (sapere qualcosa) o una meta-competenza (sapere su qualcosa, classificare, analisi grammaticale e logica) e quale grammatica, quale aspetto si vuole verificare (il dettato è utile per verificare l’uso dell’h, ma non dice nulla sulla comprensione) Marta Pioggiosi - IV Circolo

30 Tecniche didattiche e verifica della competenza grammaticale  della comparabilità, in genere la verifica è comune a tutta la classe, è necessario perciò che i risultati possano essere confrontati  dell’accettabilità: il filtro affettivo, oltre a impedire un’acquisizione stabile, è una variabile che può annullare i risultati di una verifica. Tecniche che generano ansia non offrono risultati validi e attendibili correttivi  dell’adattabilità psicologica, occorre evitare di favorire alcuni aspetti della personalità per non favorire alcuni allievi rispetto ad altri. Quando non è possibile, bisogna introdurre dei correttivi → DARE TEMPO  della comparabilità, in genere la verifica è comune a tutta la classe, è necessario perciò che i risultati possano essere confrontati  dell’accettabilità: il filtro affettivo, oltre a impedire un’acquisizione stabile, è una variabile che può annullare i risultati di una verifica. Tecniche che generano ansia non offrono risultati validi e attendibili correttivi  dell’adattabilità psicologica, occorre evitare di favorire alcuni aspetti della personalità per non favorire alcuni allievi rispetto ad altri. Quando non è possibile, bisogna introdurre dei correttivi → DARE TEMPO Marta Pioggiosi - IV Circolo

31 Conclusioni E’ fondamentale non dimenticare mai quale sia il senso del nostro verificare: per quanto riguarda la misurazione della capacità di analisi e di padronanza della terminologia è senz’altro valida la verifica grammaticale. Ma le informazioni sulla competenza grammaticale possono anche essere ricavate con maggiore affidabilità e accettabilità dalle attività che riguardano le abilità d’uso della lingua. E’ fondamentale non dimenticare mai quale sia il senso del nostro verificare: per quanto riguarda la misurazione della capacità di analisi e di padronanza della terminologia è senz’altro valida la verifica grammaticale. Ma le informazioni sulla competenza grammaticale possono anche essere ricavate con maggiore affidabilità e accettabilità dalle attività che riguardano le abilità d’uso della lingua. Marta Pioggiosi - IV Circolo

32 GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Piacenza – IV Circolo Marta Pioggiosi Piacenza – IV Circolo Marta Pioggiosi Marta Pioggiosi - IV Circolo


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