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UNIVERSITA’ di CAMERINO P.A.S. Tirocinante: Stefano Melloni Docenti: Prof.ssa Rampichini Prof.Zamputi.

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Presentazione sul tema: "UNIVERSITA’ di CAMERINO P.A.S. Tirocinante: Stefano Melloni Docenti: Prof.ssa Rampichini Prof.Zamputi."— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITA’ di CAMERINO P.A.S. Tirocinante: Stefano Melloni Docenti: Prof.ssa Rampichini Prof.Zamputi

2 Potatura dell’olivo

3 PROBLEMA Quali sono i criteri per una corretta potatura dell’olivo ?

4 Non v’è dubbio che l’esercitazione pratica, facilità l’apprendimento, ma spesso gli studenti subiscono passivamente l’evolversi di tutte quelle procedure messe in atto durante lo svolgimento della stessa. Cosa fare perché si metta in atto un canale di comunicazione fra la conoscenza concettuale e le osservazioni sul campo?

5 La tecnica del PROBLEM SOLVING in questi casi, rappresenta per gli insegnanti uno strumento di grande valenza educativa che concorre a ridurre il sovraccarico della memoria di lavoro, abbatte la barriera fra teoria ed attività sperimentale, ha forti effetti sulla motivazione e sulla creatività degli allievi, che si sentono protagonisti del processo educativo.

6 TERMINI E CONCETTI Morfologia e fisiologia dell’olivo. Conoscenza delle fasi fenologiche. Concimazioni. Alternanza di produzione. Principali forme di allevamento. Principali cultivar. Tipi di potatura.

7 L’olivo è una pianta longeva che può raggiungere facilmente un età di alcune centinaia di anni. Tipicamente basitona per cui la chioma assume tendenzialmente una forma conica, è una sempreverde in continua attività vegetativa. Morfologia e fisiologia dell’olivo

8 Le radici nei primi tre anni sono di tipo fittonante poi avventizie, sono molto superficiali e molto espanse, in genere non si spingono mai oltre i 50/100 cm di profondità. Il tronco ha un portamento contorto,la corteccia grigia e liscia tende a sgretolarsi con l'età. Il legno molto duro è di colore giallobruno.

9 Le foglie sono lanceolate con picciolo corto e lembo leggermente curvo. Sono di colore verde glauco e glabre sulla pagina superiore mentre presentano peli stellati su quella inferiore che le conferiscono il tipico colore argentato e la preservano a loro volta da eccessiva traspirazione durante le calde estati mediterranee. Il fiore è ermafrodita, raggruppato in infiorescenze a grappolo, chiamate “mignole” che si formano sui rami dell’anno precedente. Il frutto è una drupa ovoidale,del peso dai 2 ai 5 gr, avente una polpa carnosa e ricca d’olio e un endocarpo “nocciolo” legnoso.

10 Tipologie di rami dell’olivo In genere i frutti dell’olivo sono portati sui rametti di un anno della lunghezza di cm, più raramente su quelli di due anni e mai sui rametti più vecchi: la potatura di produzione deve quindi tenere conto di questa diversa predisposizione a seconda dell’età. Ogni anno sull’olivo compaiono nuovi getti, rappresentati principalmente da:

11 Rami di prolungamento si distinguono per il loro portamento pendulo e la direzione di crescita obliqua. Succhioni si originano dalle gemme latenti situate lungo le branche o sul tronco, in posizioni medio - alte della chioma. Polloni sono rami che si sviluppano direttamente dal tronco o dalla base (ceppaia) della pianta. Rami a frutto sono i rami che nell’anno successivo porteranno le maggiori quantità di frutto, pertanto essi devono essere potati con cognizione.

12 Fasi fenologiche Riposo vegetativo: l’ attivita’ di crescità dei germogli si è fermata o molto rallentata,la pianta si trova in una condizione di riposo o stasi vegetativa. Ripresa vegetativa: dagli apici e dalle gemme laterali inizia in maniera attiva l’emissione di nuova vegetazione, distinguibile dalla colorazione chiara dei germogli in rapido accrescimento. (feb-mar)

13 Emissione mignole: formazione dalle gemme a fiore e da quelle miste delle infiorescenze (mignole) di colore verde intenso. Mignolatura piena: rigonfiamento dei bottoni fiorali, le infiorescenze sono ancora chiuse ma si presentano ben distese e nelle loro dimensioni massime.

14 Inizio fioritura : apertura dei primi fiori. Fioritura : almeno il 50% dei fiori è aperto e sono visibili gli organi riproduttivi. Caduta petali : la maggior parte dei petali sono imbruniti e si distaccano dal calice.

15 Allegagione : l’ovario inizia ad ingrossarsi e sono visibili i frutticini appena allegati. Ingrossamento dei frutti 1° stadio: la dimensione delle drupe corrisponde a quella di un grano di pepe.

16 Indurimento del nocciolo: tale fase può essere individuata effettuando il sezionamento del frutto con una lama e rilevando la resistenza al taglio del nocciolo rispetto al pericarpo. Ingrossamento dei frutti - 2° stadio : le drupe raggiungono quasi le dimensioni definitive.

17 Invaiatura superficiale : sull’epicarpo è distinguibile il viraggio di colore dal verde al rosso violaceo. Maturazione o Invaiatura profonda : sia l’epicarpo che la polpa hanno raggiunto una colorazione rosso- violacea uniforme o, comunque, la colorazione tipica della cultivar.

18 Concimazioni Sia nel momento dell’impianto che in quello di piena produzione se si vogliono avere indici di conversione molto elevati ci sono degli elementi che rivestono un ruolo fondamentale nella nutrizione Boro- Magnesio - Ferro sono tra questi; il Calcio regola l’accumulo idrico, la sintesi degli amidi ed aumenta la resistenza alle avversità ambientali ; il Fosforo regola l’accrescimento e la fruttificazione; l’Azoto e il Potassio regolano il vigore della pianta ed il suo equilibrio vegeto -produttivo.

19 Alternanza di produzione L’alternanza è un fenomeno che caratterizza da sempre Olivo con annate molto produttive (anni di carica) seguite da altre poco produttive (anni di scarica) Le cause dell’alternanza sono complesse in quanto vi concorrono diversi fattori tra cui: Condizioni climatiche sfavorevoli. Potature e concimazioni errate. Vigoria della pianta. Carenze idriche. Attacchi parassitari. Raccolta delle olive troppo ritardata. Predisposizione della cultivar.

20 Per attenuare questo fenomeno è indispensabile mantenere il giusto equilibrio tra attività vegetativa e produttiva della pianta, praticando varie operazioni colturali : - una razionale concimazione ed irrigazione. - una potatura da effettuare ogni anno adeguando la fruttificazione alla vegetazione della pianta - una regolare lotta antiparassitaria. - una raccolta anticipata.

21 Forme di allevamento A seconda della zona geografica e delle cultivar impiegate si possono trovare diverse forme di allevamento dell’olivo; le più diffuse nel nostro paese sono: Globo: è diffuso nelle regioni meridionali dove l’intensità luminosa risulta essere elevata. La chioma assume la forma di una sfera permettendo alla luce di penetrare nelle zone interne della chioma. Questa forma di allevamento viene impalcata a 1- 1,2 m da terra permettendo l’allevamento di tre branche primarie sulle quali si diramano diverse branche secondarie stabilendo, così, una superficie fruttificante nella porzione esterna della chioma.

22 Vaso cespugliato : è una forma di allevamento senza tronco nata in Toscana per recuperare delle piante danneggiate dalle grandi gelate. È caratterizzato da branche primarie che si originano direttamente dal terreno o da un breve tronco. Vaso policonico : tipico dell’Umbria e della Toscana, impalcato ad 1.40 m, con tre branche principali (con angoli di 120°), in modo da avere una chioma che formi tre coni rovesciati, così da consentire la penetrazione della luce. La zona centrale della chioma è caratterizzata da scarsa vegetazione.

23 Principali cultivar Per quanto riguarda le cultivar, il parametro che viene maggiormente utilizzato nella classificazione delle cultivar di olivo e' quello che le suddivide in relazione alla destinazione del frutto; in base a cio' si distinguono, tra le tante: - cultivar da olio : Bosana, Canino, Carboncella, Casaliva, Coratina, Frantoio, Leccino, Moraiolo, Pendolino. - cultivar da mensa : Ascolana Tenera, Oliva di Cerignola, Sant'Agostino; - cultivar a duplice attitudine : Carolea, Itrana, Tonda Iblea.

24 Inoltre in base alla differenza di precocità si suddividono in : Precoci (Leccino,Rosciola,Moraiolo) Medio-precoci (Carboncella) Tardive(Frantoio) Oppure a seconda della maturazione in : Maturazione scalare Maturazione contemporanea

25 Tipi di potatura -Entità di potatura Di impianto: Eseguita nei primi anni dopo la messa a dimora definitiva, permette di determinare la forma della chioma e il portamento dell'albero adulto Di formazione: serve a strutturare una data forma di allevamento. Si effettua per predisporre la pianta a una coltivazione e raccolta meccanizzata dei frutti. Di produzione : si fa’ per mantenere la pianta produttiva mantenendo in equilibrio vegetazione e produzione Di rinnovamento: quando vogliamo ringiovanire una pianta senescente.

26 A seconda della percentuale di rami asportati è possibile suddividere gli interventi di potatura in tre diverse categorie: leggera meno del 20% di chioma asportata, è indicata durante la fase di allevamento che precede l’entrata in produzione della pianta. Questa potatura è consigliabile anche quando è necessario concedere alle piante un anno di scarica. media asportazione del 20-35% della chioma. In questa categoria ricade la maggior parte degli interventi ordinari di potatura. intensiva oltre il 40% della chioma asportata. Si tratta di interventi pesanti e di elevato impatto sulla pianta, pertanto essi vengono messi in pratica solo quando è necessario stimolare l’emissione di nuovi germogli per una potatura di ricostituzione o di ringiovanimento.

27 Quale strategia porre in atto per rendere i concetti esposti il più possibile assimilabili?

28 Per la risoluzione del nostro problema utilizzeremo il diagramma di Gowin : Il diagramma a "V" di Gowin è uno strumento che aiuta lo studente a organizzare il proprio pensiero e a scoprire la struttura e il significato della conoscenza che egli cerca di acquisire.

29 2)TERMINI E CONCETTI Interazione Morfologia e fisiologia dell’olivo Conoscenza delle fasi fenologiche. Concimazioni Alternanza di produzione. Principali forme di allevamento Principali cultivar Tipi ed entità di potatura 1)PROBLEMA Quali sono i criteri per una corretta potatura dell’olivo ? 3)PIANO DI LAVORO Strumenti necessari : Svettatoio per raggiungere i rami piu alti,la cesoia per i rami sottili ed il seghetto manuale o ad aria compressa per i rami con un diametro maggiore,seghetto con asta. Sequenza delle operazioni 1)Eliminazione dei polloni sulla ceppaia. 2)Correzione di eventuali difetti d’impostazione scheletrica branche soprannumerarie e/o malate. 3)Asportazione dei succhioni vigorosi soprattutto sul dorso delle branche per favorire arieggiamento interno della pianta. 4)Controllo della dimensione e della forma della pianta. 5 )Individuazione delle cime delle branche principali con ridimensionamento delle stesse tramite tagli di ritorno cosi’ da mantenere l’altezza della pianta entro 4-5 m e le distanze laterali in relazione ai sesti d’impianto. 6)Diradamento e ringiovanimento della vegetazione a partire dalla cima evitando addensamenti di vegetazione, ridurre al minimo i tagli privilegiando eliminazione di branche piuttosto che ramoscelli. Eliminare branchette fruttifere esaurite. interazioni TEORIAPRATICA

30 In genere i frutti dell’olivo sono portati sui rametti di un anno, più raramente su quelli di due anni e mai sui rami più vecchi: la potatura di produzione deve quindi tenere conto di questa diversa predisposizione a seconda dell’età. Preliminarmente bisogna osservare lo stato fisiologico, vegetativo per poi tenendo conto della vigoria e calibrare l’entità dell’intervento di potatura. Tramite la potatura importante è impostare l’equilibro vegeto-produttivo tra organi perenni (branche) e brachiplasti (brachette produttive). Importante è verificare se la potatura effettuata agevola le successive operazioni colturali (trattamenti fitosanitari, diradamenti, raccolta). Dato che la potatura nell’uliveto dell’istituto viene effettuata ogni anno l’intervento mediamente si effettua in minuti per pianta. 4) DATI E OSSERVAZIONI Nell’olivo la potatura presenta numerose finalità, ovvero: Agevolare la raccolta e le altre pratiche colturali  Rinnovamento dei rami produttivi  Miglioramento della produttività  Contenimento della crescita dimensionale dell’albero  Miglioramento della penetrazione dell’aria e della luce all’interno della chioma  Diminuzione della suscettibilità agli attacchi parassitari  Eliminazione delle branche disseccate o danneggiate (es. da parassiti, intemperie …)  Mantenimento della produttività costante nel tempo (ridurre il fenomeno dell’alternanza di produzione)  Sostegno alla crescita vegetativa  Prevenire l’invecchiamento della pianta Conclusioni: Per valutare e stabilire l’epoca e la relativa intensità di potatura in funzione della risposta vegetativa della pianta è importante tener conto della sostenibilità economica dell’intervento. 5) SPIEGAZIONI E CONCLUSIONI


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