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L’articolo scientifico. Struttura articolo scientifico 1.Titolo, autori, istituzione di appartenenza 2.Abstract 3.Parole-chiave 4.Introduzione 5.(Obiettivi.

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1 L’articolo scientifico

2 Struttura articolo scientifico 1.Titolo, autori, istituzione di appartenenza 2.Abstract 3.Parole-chiave 4.Introduzione 5.(Obiettivi e ipotesi della ricerca) 6.Metodo 7.Risultati 8.Conclusioni/Discussione 9.Bibliografia

3 1. TITOLO, AUTORI, ISTITUZIONI DI APPARTENENZA Oltre al titolo dell’articolo sono indicati il nome o i nomi dell’/degli autore/i e la loro istituzione di appartenenza. Generalmente l’istituzione di appartenenza è un ente di ricerca pubblico (es. Università) o privato. Ovviamente se gli autori sono più di uno, le istituzioni di appartenenza possono anche essere diverse. Vanno indicate tutte le istituzioni.

4 2. ABSTRACT L’abstract, che può collocarsi all’inizio o a conclusione dell’articolo, costituisce il riassunto dello stesso. Nell’abstract sono dunque indicati sinteticamente: – Gli obiettivi della ricerca – Il metodo utilizzato per condurre la ricerca – I principali risultati

5 3. PAROLE-CHIAVE Sebbene non tutte le riviste scientifiche chiedano di indicare le parole-chiave dell’articolo, le riviste internazionali generalmente le richiedono agli autori dei contributi/articoli Il loro numero varia generalmente da un minimo di 3 a un massimo di 7 Sono importanti specie nella fase della ricerca bibliografica. Permettono di capire se l’articolo individuato può essere o no di nostro interesse

6 4. INTRODUZIONE L’introduzione dell’articolo scientifico contiene informazioni relative a: – Problema, questione che si intende indagare (senza un problema da indagare non esiste ricerca né articolo), ad esempio i vissuti di certezza e incertezza relativi alla dimensione temporale futura. È il campo di indagine in cui si inserisce la ricerca – Gap: cosa c’è di innovativo nella propria ricerca – Rassegna della letteratura, ossia le ricerche condotte fino al momento della pubblicazione dell’articolo sullo stesso argomento o argomenti affini – Obiettivo della ricerca

7 5. OBIETTIVI E IPOTESI Talvolta questa sezione è inglobata nell’introduzione, talaltra costituisce una sezione a sé stante

8 6. METODO Nella sezione “Metodo” sono inclusi le sottosezioni: – Partecipanti (o campione) o corpus (cfr. nostro articolo sulla mitigazione): Popolazione di riferimento e procedure di campionamento (casuale, stratificato, ad hoc) Criteri di assegnazione ai gruppi (casuale, pareggiamento, a blocchi, soggetti come controllo di sé) Caratteristiche del campione (i soggetti che hanno partecipato alla ricerca sono descritti relativamente alla loro numerosità (100 Ss piuttosto che 300), età media, genere.

9 6. METODO Nella sezione “Metodo” sono inclusi le sottosezioni: – Strumenti (o misure): Si descrivono gli strumenti utilizzati nella ricerca, ad esempio un questionario piuttosto che un test (es. il test di Wais per misurare l’intelligenza) – Procedure di somministrazione in questa sezione vengono descritte le procedure di somministrazione degli strumenti (la consegna data ai Ss, le modalità di istruzione: se automatizzate o meno ecc.) – Procedure di analisi dei dati in questa sezione vengono di norma presentate le analisi efettuate (T-test, ANOVA, analisi log-lineari ecc.)

10 7. RISULTATI Nella sezione dei risultati vengono presentati: – Indici descrittivi (esempio medie, frequenze ecc.) – Statistiche eseguite (esempio i valori del t-test o della correlazione ecc.) – Grafici e tabelle Sebbene sia generalmente la parte più corposa dell’articolo, è anche quella scritta in modo meno discorsivo

11 8. CONCLUSIONI E/O DISCUSSIONE Nelle conclusioni: si sintetizzano discorsivamente i risultati presentati in modo non discorsivo nella sezione dei risultati si interpretano i risultati raggiunti alla luce delle ipotesi formulate precedentemente e si sottolinea la loro importanza. Ogni affermazione sulla generalizzabilità dei risultati deve essere effettuata con cautela.

12 8. CONCLUSIONI E/O DISCUSSIONE Una ricerca seria contiene nelle conclusioni anche affermazioni in merito ai : – LIMITI della ricerca – PROSPETTIVE FUTURE (esempio applicabilità dei risultati. Se trovo una correlazione positiva tra stili di vita e obesità posso pensare di programmare una campagna pubblicitaria…)

13 9. BIBLIOGRAFIA Nella sezione della bibliografia si trovano indicate in ordine alfabetico le pubblicazioni consultate dagli autori dell’articolo e citati nel corso dello stesso. In campo psicologico si seguono di norma le indicazioni suggerite dall’APA (American Psychological Association)

14 Come si citano le fonti in bibliografia Gli articoli Schütz, A. (1998b). Assertive, Offensive, Protective, and Defensive Styles of Self-presentation: A Taxonomy. The Journal of Psychology, 132(6): Quando ci sono due contributi pubblicati nello stesso anno, si utilizzano le lettere dell’alfabeto dopo l’anno

15 Come si citano le fonti in bibliografia I libri Stanyer, J. (2007). Modern Political Communication. Cambridge: Polity. Contributi in libri Riccioni, I., Bongelli, R. & Zuczkowski, A. (forthcoming). The Communication of Certainty and Uncertainty in Italian Political Media Discourses. In: Fetzer, A., Berlin L. (Eds.), The pragmatics of political discourse: explorations across cultures. Pragmatics & Beyond Series. Amsterdam-Philadelphia: John Benjamins.


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