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Il bambino e il mondo delle immagini. “L’intelligenza a misura di rete non è vitale solo per andare avanti: ne avrete bisogno anche per non restare irrimediabilmente.

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1 Il bambino e il mondo delle immagini

2 “L’intelligenza a misura di rete non è vitale solo per andare avanti: ne avrete bisogno anche per non restare irrimediabilmente indietro. Un simile ammonimento potrebbe essere visto come una prova del fatto che l’uso della tecnologia è ormai largamente fuori dal nostro controllo, ma questo è un dato di fatto, ci piaccia o no. E indipendentemente da quello che facciamo al riguardo, il mondo connesso è pieno di informazioni sul nostro conto fornite da altri, comprese le loro opinioni su di noi, in una parola tutto ci ò che noi consideriamo la nostra reputazione. Howard Reynold: «Perché la rete ci rende intelligenti».

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4 “IL MEDIUM E’ IL MESSAGGIO” “Noi veniamo attratti naturalmente dai contenuti che il medium veicola. Prestiamo attenzione alle parole, alla musica, agli scritti, alle notizie, alle informazioni… La tecnologia propria del mezzo, per quanto sorprendente possa sembrare, sparisce dietro qualsiasi cosa essi veicoli: fatti, intrattenimento, istruzioni, parole, conversazioni… Ma nel lungo periodo il contenuto di un medium a cui possiamo accedere, ha molto meno importanza del medium stesso nell’influenzare il modo in cui pensiamo e agiamo. In quanto finestra sul mondo e su noi stessi, il medium plasma ciò che vediamo e come lo vediamo, e col tempo, se lo usiamo a sufficienza, cambia ciò che siamo come individui e società. Gli effetti della tecnologia, infatti, (cioè nei fatti) non si verificano solo a livello delle opinioni o dei concetti, essi alterano, senza incontrare resistenza le reazioni sensoriali o le forme di percezione”. Marshall McLuhan: Gli strumenti del comunicare ….”Quando i computer in rete sono diventati piccoli come gli iPhone e i Blackberry, il banchetto è diventato mobile, disponibile ovunque in qualsiasi momento. E’ a casa nostra, nei nostri uffici, nelle aule di scuola, in auto, nei portafogli, nelle nostre tasche. Lo schermo del computer dissipa i nostri dubbi con i suoi vantaggi e le sue ricompense: è al tal punto il nostro servitore che sembrerebbe ingeneroso osservare che è anche il nostro padrone”… Nicholas Carr: Internet ci rende stupidi?

5 Risultati ricerca con google

6 INTENZIONE: avere chiarezza circa i propri scopi e propri fini. ATTENZIONE: nei confronti di ciò che percepiamo, di ciò che stiamo pensando e facendo quando siamo in rete. La minaccia più grande è la distrazione e la superficialità quando navighiamo in rete, o ci facciamo catturare dalla rete. CONOSCENZA DEL MEZZO: conoscenza della rete. Qual è la mia consapevolezza quando sono in rete. Sto impiegando uno strumento potente, che può usare quello che sa di me. Come faccio a sapere della veridicità delle informazioni. Attenzione alle bufale. RISULTATO: deve coincidere con ciò che mi sono proposto di cercare, altrimenti qualcosa ha esercitato il suo potere sulla mia volontà individuale e personale, qualcosa ha portato la mia percezione e i miei pensieri in un altro luogo.

7 Effetti dell’esposizione alle immagini riprodotte  Il bambino rischia di perdere interesse per tutto quello che lo circonda ed è reale. Davanti ad un’immagine in movimento riprodotta, il bambino è come ipnotizzato.  La capacità di concentrazione e attenzione, sono ridotte e sono in rapporto alla quantità di esposizione al mezzo multimediale.  I bambini leggono sempre meno e quindi si riduce col passare del tempo la capacità di formarsi immagini autonome e non condizionate, immagini che sorgono dall’interiorità e non come riproduzione di immagini confezionate.  Il bambino gioca sempre meno e sempre meno, attraverso il gioco, la fantasia, la creatività esprime il suo singolare modo di essere individuo. La fantasia è la forza che guida il modo particolare con cui il bambino si pone nel mondo. Ogni attacco alla fantasia e alla creatività è un attacco alla unicità dell’essere bambino e quindi dell’essere umano, all’intelligenza di ognuno di noi.  Si osserva una riduzione della competenza sociale, cioè della capacità di interagire con le figure di riferimento e con gli altri bambini.

8  Possono manifestarsi disturbi comportamentali, come, iperattività, aggressività, isolamento, distacco emotivo, comportamenti stereotipati, omologati, dipendenza.  Riduzione della capacità critica nei confronti delle immagini e dei contenuti trasmessi e anche nei confronti del mondo reale. Si perde il confine tra mondo reale e mondo virtuale.  Vissuti ed esperienze interiori come paure, incubi, sonno disturbato.  Impoverimento del linguaggio. La parola era lo strumento per la trasmissione del sapere. Oggi sta prendendo il sopravvento l’immagine riprodotta con la conseguenza che usiamo sempre meno parole, si riduce la precisione con cui definiamo cose e concetti, ma soprattutto si sta perdendo sempre più la comprensione del valore simbolico, metaforico e archetipico della PAROLA. Effetti dell’esposizione alle immagini riprodotte

9  Il bambino davanti all’immagine riprodotta usa solo vista e udito, tutti gli altri sensi sono inutilizzati. Impoverimento dell’esperienza sensoriale e dell’integrazione tra le differenti percezioni. Sovrabbondanza di stimoli, povertà di esperienza.  Quando usa un videogioco i movimenti del bambino sono ripetitivi, fino all’ossessività. E’ l’oggetto, cioè la macchina che determina il movimento. Il movimento non è mai creativo. Il movimento si impoverisce, agiamo determinati da fuori, reagiamo invece di agire consapevolmente.  La conseguenza più rilevante è comunque una sottile indifferenza che col tempo si genera nei confronti della realtà, una specie di distanza di anestesia rispetto a tutto quello che circonda il bambino. La parola anestesia ha almeno due significati: -Assenza di dolore -Assenza di bellezza AN-ESTETICO, senza bellezza. Effetti dell’esposizione alle immagini riprodotte

10 Ore trascorse davanti a immagini riprodotte media italiana dalle 2 alle 3 ore 2h x 365 gg. = 730h, 30 giorni all’anno 3h x 365= 1095h 45 giorni all’anno Grazie alla televisione, un bambino americano assiste in media a 8.000omicidi e a atti di violenza prima di aver terminato le scuole primarie. La violenza in tv, C.S. Clark Che ne sarà di tutto questo tempo, dove sparirà tutto questo tempo, che tempo sarà? Tempo di esposizione alle immagini riprodotte

11 ? Non vorrei che la vita interiore, domani, diventasse così. A misura di rete!

12 Chagall Turner

13 Kandinsky Rothko

14 Van Gogh Franz Marc

15 Possiamo concepire l’idea di un bambino che già all’inizio della sua vita psichica è un soggetto complesso, articolato, antesignano dell’adulto, non in termini di maggiore elementarità, ma semmai di diversa ricchezza. Jerome Kagam

16 MONDO SENSIBILE Realtà sensibile Percezione Organismo Forma Plasticità neuronale Memoria di lavoro Coscienza di veglia Forze interiori attive P.S.V Patrimonio interiore Coscienza e conoscenza complessiva Memoria implicita e profonda FORZA DELL’IO Individualizzazione

17 Barca Mare Isola

18 Bibliografia Manfred Spitzer: Demenza digitale Corbaccio Nicholas Carr: Internet ci rende stupidi? Cortina edizioni Joseph Le Doux: Il sé sinaptico Cortina edizioni Jean Boudrillard: Il delitto perfetto Cortina edizioni Howard Rheingold Perché la rete ci rende intelligenti Cortina edizioni Luigi Sartori Homo videns Edizioni Laterza Karl Popper John Condry: Cattiva maestra televisione Marsilio A.A. vari Violenza in T.V il rapporto Los Angeles Marsilio Paolo Landi Volevo dirti che è lei che ti guarda Bompiani Neil Postman La scomparsa dell’infanzia Armando editore Raffaele Simone La terza fase. Forme di saper che stiamo perdendo Laterza George Orwell 1984 Mondadori Ray Bradbury Fahrenheit 451 Mondadori

19 Salvatore Quasimodo

20 Pollock Sinapsi


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