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Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. FOCUS CLINICI MECCANISMI.

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Presentazione sul tema: "Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. FOCUS CLINICI MECCANISMI."— Transcript della presentazione:

1 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. FOCUS CLINICI MECCANISMI DI CONTRACCEZIONE Alcuni steroidi di sintesi, ad azione similprogesteronica (progestinici e gestageni) inibiscono, se assunti per via orale, l’ovulazione nella donna. Per tale proprietà sono usati come anticoncezionali o contraccettivi. I contracettivi orali sono, in genere, di due tipi: combinati (miscela di estroprogestinici somministrata giornalmente per giorni di ogni ciclo mestruale) e sequenziali (all’inizio del ciclo viene dato il solo estrogeno, mentre alla fine viene usata la sua combinazione con il progestinico). Ambedue i tipi di anticoncezionali inibiscono l’ovulazione, ma nel contempo forniscono una quantità di ormoni esogeni sufficiente a far sviluppare e mantenere l’endometrio, sicché al cessare della loro somministrazione si ha il sanguinamento. Bloccano inoltre la secrezione o la liberazione delle gonadotropine ipofisarie, in quanto impediscono la liberazione della gonadoliberina a livello ipotalamico. Il composto estrogenico è responsabile del blocco della secrezione di FSH, il che impedisce la maturazione completa del follicolo e perciò l’ovulazione. Gli anticoncezionali combinati causano anche l’eliminazione del picco di LH necessario per la rottura del follicolo e, quindi, bloccano l’ovulazione. segue

2 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. Esistono in alternativa alla pillola dei contraccettivi meccanici, tra i quali annoveriamo i dispositivi intrauterini o IUD (comunemente noti come “spirali”; sono costituiti da materiale plastico inerte, reso radiopaco dall’aggiunta di sali di bario, e vengono inseriti dal ginecologo in cavità uterina mediante un’apposita cannula e lasciati in sede per periodi prolungati, anche 5-10 anni), i mezzi di barriera (condom maschile, condom femminile e diaframma) e i contraccettivi chimici (preparati spermicidi ad azione locale, che racchiusi in ovuli, candelette o sotto forma di creme, gelatine, schiume, danneggiano la membrana degli spermatozoi, inattivandoli).

3 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. FOCUS CLINICI AMENORREA PRIMARIA E SECONDARIA Viene definita amenorrea la mancanza delle mestruazioni per almeno 6 mesi. È fisiologica prima del menarca, durante la gravidanza, nel puerperio in rapporto all’allattamento e dopo la menopausa. Le amenorree patologiche si distinguono in: primaria, se il menarca non si è verificato; secondaria, se si ha interruzione della ciclicità mestruale o la prematura cessazione delle stesse. La causa principale di amenorrea nella donna è la gravidanza. Inoltre, poiché la mestruazione è il risultato di una interazione tra ipotalamo, ipofisi, ovaie e utero, un’alterazione in ciascuno di questi distretti può portare ad amenorrea. Tra le varie cause possiamo ricordare: malformazioni ostruttive del canale genitale, endometrio assente o non responsivo agli stimoli ormonali (somministrazione prolungata di progestinici, tubercolosi endometriale, sindrome di Rokitansky), anomalie genetiche (sindrome di Turner, sindrome di Morris), tumori (adenomi ipofisari, tumori ipotalamici, craniofaringiomi, tumori ovarici, tumori surrenalici), ovaio policistico, cause iatrogene (psicofarmaci), stress, ipo/iperfunzione di surreni e tiroide, iperprolattinemia. L’indirizzo terapeutico dev’essere sempre dipendente dalle esigenze della paziente, quali il ripristino di cicli regolari, il desiderio di una gravidanza o di una contraccezione efficace. Le terapie possono essere chirurgiche o farmacologiche.

4 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. MENOPAUSA La menopausa, detta anche climaterio, è caratterizzata dalla progressiva perdita dell’attività follicolare ovarica. L’età media di insorgenza è intorno ai 51 anni e viene definita precoce se interviene prima dei 40 anni; prematura se insorge tra i 40 e i 45 anni, tempestiva tra i 46 e i 53 anni, e tardiva dopo i 53 anni. Dopo i 40 anni di età, i livelli sierici di FSH aumentano nonostante l’apparente mancanza di variazioni nell’andamento delle mestruazioni, così come aumentano i livelli di LH in prossimità dei 50 anni. Dopo la menopausa l’estrone prevale sull’estradiolo, che diventa praticamente indosabile; diminuiscono anche testosterone e androstenedione. I sintomi che la caratterizzano si dividono in acuti (vampate e sintomi vasomotori, disturbi psicologici, disturbi del ciclo), intermedi (atrofia urogenitale e secchezza di cute e mucose) e tardivi (osteoporosi e malattie cardiovascolari). È possibile attuare terapie sostitutive a base di estroprogestinici, progestinici, bifosfonati, calcio e vitamina D nei casi di osteoporosi conclamata o di osteopenia. FOCUS CLINICI

5 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. TECNICHE DI PROCREAZIONE ASSISTITA Tali procedure hanno in comune la manipolazione di gameti o embrioni e possono essere suddivise in tecniche di inseminazione (immissione di gameti nelle vie genitali femminili) e tecniche di fecondazione (introduzione in utero o tuba di embrioni ottenuti con fecondazione extracorporea). Ognuna di queste tecniche, a sua volta, può essere di tipo omologo o eterologo, a seconda che vengano impiegati gameti appartenenti a entrambi i partner, oppure provenienti da uno solo dei due o da una coppia donatrice. In molti centri gli ovociti vengono congelati, in attesa di un successivo tentativo di fecondazione, in caso di insuccesso del primo. Tra le tecniche possiamo ricordare: inseminazione artificiale: può essere omologa o eterologa e prevede l’immissione degli spermatozoi in cavità uterina, nel canale cervicale o in vagina; GIFT: inseminazione intratubarica di ovociti o spermatozoi; inseminazione intraperitoneale: deposizione degli spermatozoi nel cavo di Douglas mediante culdocentesi; FIVET (fecondazione in vitro ed embryotransfer): consiste nell’induzione di una ovulazione multipla e nel prelievo degli ovociti sotto guida ecografica per via transvaginale. Gli ovociti vengono messi in contatto con gli spermatozoi del partner e, dopo la formazione dello zigote, si attiva un trasferimento intrauterino transcervicale di 2-3 embrioni. FOCUS CLINICI

6 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. PARTO La gravidanza nella donna dura 9 mesi ed è molto probabile che il suo mantenimento dipenda dal rapporto tra il volume uterino e il progesterone del miometrio: quando questo rapporto diventa elevato, la gravidanza termina. Il progesterone non è essenziale per il feto, ma ha la funzione di controllare le modificazioni dell’utero in sviluppo, la contrattilità e la sensibilità all’ossitocina, e di inibire anche la secrezione di quest’ultima da parte della neuroipofisi, favorita invece dagli estrogeni. La causa che dà origine al travaglio del parto nella donna non è precisamente nota. I meccanismi implicati possono essere molteplici: il calo del progesterone ematico 1 o 2 giorni prima del parto; l’aumento della secrezione di ossitocina e la sua maggior efficacia sul miometrio (durante la gravidanza si riduce progressivamente la velocità del catabolismo dell’ossitocina, mentre aumenta la sensibilità del miometrio nei suoi confronti, fino alla 36 a settimana; il travaglio può essere indotto dalla somministrazione di ossitocina, dopo aver eliminato il progesterone); la minore utilizzazione del progesterone da parte del miometrio; l’intervento della relaxina (ormone sessuale presente nel corpo luteo, nella placenta e nell’utero durante la gravidanza, con molteplici azioni che, nel loro insieme, favoriscono la gestazione e preparano al parto l’apparato riproduttore femminile, agendo prevalentemente sul metabolismo del collagene), che causa la trasformazione del tessuto connettivo della sinfisi pubica dal tipo cartilagineo compatto a quello più fluido e flessibile, con formazione di un legamento tra le due ossa pubiche, che favorisce il rilassamento delle pelvi e la dilatazione del canale del parto. A livello uterino, la relaxina favorisce l’accumulo di glicogeno e acqua e inibisce le contrazioni del miometrio; dilata la cervice uterina, inibisce la secrezione lattea e favorisce la crescita della ghiandola mammaria. Tutti questi meccanismi possono intervenire a determinare il progredire del travaglio, anche se non è chiaro come ciò avvenga. FOCUS CLINICI

7 Elementi di Fisiologia e Scienza dell’Alimentazione – E. Battaglia, D. NoèCopyright © 2008 – The McGraw-Hill Companies s.r.l. PUERPERIO Viene definito puerperio il periodo compreso tra la fine del parto (dopo l’espulsione della placenta) e il ritorno dell’organismo della donna alle condizioni pregravidiche. La fine del puerperio è indicata dal ritorno dell’attività ciclica ovarica, cioè dell’ovulazione. Per convenzione si attribuisce al puerperio una durata di 6-8 settimane: la prima mestruazione (capoparto) si verifica circa giorni dopo il parto nelle donne che non allattano; nelle donne che allattano si verifica un blocco ovulatorio da allattamento, che procrastina la comparsa delle mestruazioni. In questo periodo si verificano modificazioni a carico dell’apparato genitale femminile (contrazione e riduzione delle dimensioni dell’utero, riduzione della lunghezza delle tube, regressione del corpo luteo gravidico) e dell’organismo in generale (bradicardia, poliuria, perdita di peso, ripristino di un umore adeguato). Anche la temperatura corporea si innalza durante la prima settimana di puerperio per poi normalizzarsi (la temperatura va misurata all’inguine, poiché in regione ascellare risente dell’ipertermia mammaria). FOCUS CLINICI


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