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L’intenzionalità introduzione 1 2 Nel linguaggio filosofico ‘intenzionalità’ (e dunque l’aggettivo derivato, ‘intenzionale’) ha un significato difforme.

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2 L’intenzionalità introduzione 1

3 2 Nel linguaggio filosofico ‘intenzionalità’ (e dunque l’aggettivo derivato, ‘intenzionale’) ha un significato difforme da quello che ha nel linguaggio comune, dove ‘intenzionale’ è un atto compiuto consapevolmente e volontariamente, e ‘intenzione’ è la volontà consapevole di fare qualcosa. ‘intenzionalità’ come termine filosofico Nella filosofia contemporanea il termine è stato riattualizzato da Franz Brentano ( ) e dal suo allievo Edmund Husserl ( ), fondatore della fenomenologia, che lo riprendono da una tradizione medievale.

4 3 ES: “intendere arcum in aliquid” dal latino: intentio, intendere “prendere di mira, tendere verso” origine della parola

5 4 ATTENZIONE!

6 5 intenzionalità (termine filosofico) “avere l’intenzione di...” (significato comune) NON CONFONDERE ! “avere l’intenzione di...” è un tipo di stato intenzionale tra molti altri

7 6 ATTENZIONE ancora !

8 7 Dennett ritiene che il potere predittivo dell’atteggiamento intenzionale applicato ai sistemi detti intenzionali dipenda dalla attribuzione di credenze e desideri, dunque di stati intenzionali in senso tecnico. dunque i sistemi sono detti “intenzionali” non perché agiscano secondo “intenzioni” (anche se questa è l’apparenza) ma perché il loro comportamento risulta governato da stati intenzionali NOTA BENE

9 8 “sistema intenzionale” in Dennett non fa riferimento soltanto alla caratteristica dell’intenzionalità in senso tecnico secondo la sua definizione condivisa (riferimento ad un oggetto), MA alla relazione tra azione, credenza e desideri, ossia ad una teoria precisa dell’intenzionalità NOTA BENE

10 cos’è l’intenzionalità? l’intenzionalità è una proprietà di stati mentali 9 in che cosa consiste?

11 cos’è l’intenzionalità? * Direzione verso un oggetto 10 * Avere un contenuto  non è una relazione tra due entità, ma una proprietà dello stato mentale (sua articolazione interna)  ma cosa vuol dire? dare un pugno, afferrare un oggetto sono stati intenzionali?

12 cos’è l’intenzionalità? 11 * Avere un contenuto  “capacità della mente di rappresentarsi qualcosa”

13 12 io temoi serpenti perché da bambino sono stato morso io sonoallegro perché ho vinto la lotteria il nesso intenzionale è interno allo stato il nesso causale è esterno allo stato

14 13 Quali sono gli stati mentali non intenzionali?

15 14

16 15 CONDIZIONI DI SODDISFAZIONE direzione di adattamento mente a mondo - birra - pasta - latte direzione di adattamento mondo a mente birra pasta latte - pasta - latte - birra birra pasta latte

17 16 CONDIZIONI DI SODDISFAZIONE direzione di adattamento mente a mondo - birra - pasta - latte direzione di adattamento mondo a mente birra pasta latte - pasta - latte - birra birra pasta latte io vedo cosa c’è nel carrello io voglio mettere nel carrello

18 che funzione ha il concetto di intenzionalità? A. distinguere psichico/non psichico (F. Brentano) 17 B. isolare una particolare funzione della coscienza (E. Husserl, J. Searle)

19 18 struttura degli stati intenzionali modo psicologicocontenuto credo che p immagino temo vedo sogno desidero …

20 19 intenzionalità originale e derivata John Searle: i nostri stati mentali (stati del cervello) posseggono una intenzionalità intrinseca; l’intenzionalità di alcuni artefatti (linguaggio, mappe, programmi di computer, ecc.) è derivata da quella dei nostri stati mentali Daniel Dennett: anche le “immagini mentali” sono artefatti creati dal cervello, il cui “significato” è dato dalla sua posizione nell’economia delle attività interne del cervello e dal ruolo che queste hanno nel dirigere le attività del nostro organismo nella realtà che lo circonda

21 20 intenzionalità originale e derivata John Searle: i nostri stati mentali (stati del cervello) posseggono una intenzionalità intrinseca; l’intenzionalità di alcuni artefatti (linguaggio, mappe, programmi di computer, ecc.) è derivata da quella dei nostri stati mentali Daniel Dennett: qualunque tipo di intenzionalità è dato dal ruolo ricoperto da un elemento nel sistema più ampio di cui esso è parte (deriva dal sistema, o dal processo che lo ha progettato)

22 21 intenzionalità originale e derivata progettista Madre Natura (= processo di selezione naturale)

23 caratteristiche distintive degli stati intenzionali 1. dipendenza dell’oggetto da modalità di apprensione (opacità) indipendenza dell’oggetto dalla esistenza

24 23 OPACITÀ INTENZIONALE io desidero Giocasta mia madre V F

25 24 OPACITÀ INTENZIONALE io odio Nick mio fratello V F

26 25 TRASPARENZA REFERENZIALE Giocasta mia madre V V è bionda “sostituibilità salva veritate”

27 26 atto (direzione) oggetto intenzionale

28 27 atto (direzione) oggetto reale intenzionale oggetto ment e realtà

29 28 A. irriducibilità delle Locuzioni Intenzionali conseguenze? B. Infondatezza delle LI e vacuità di una scienza dell’intenzione C. indispensabilità delle LI e necessità di una scienza autonoma dell’intenzionalità (Quine, Dennett...)(Chisholm, Searle...) Rifiuto del mentale: i fenomeni mentali “non esistono”

30 29 B. Infondatezza delle LI e vacuità di una scienza dell’intenzione C. indispensabilità delle LI e necessità di una scienza autonoma dell’intenzionalità un compromesso unificante? D1. Non esistono fenomeni mentali D2. Ma le LI sono “praticamente indispensabili” sono interpretazioni, non descrizioni principio normativo principio proiettivo D. DENNETT “atteggiamento intenzionale” (attribuire gli atteggiamenti proposizionali che un ente “dovrebbe avere” in certe circostanze)

31 30 B. Infondatezza delle LI e vacuità di una scienza dell’intenzione C. indispensabilità delle LI e necessità di una scienza autonoma dell’intenzionalità un altro compromesso unificante? E1. Sono irriducibili, esistono fenomeni mentali E2. Ma possono essere resi accettabili alle scienze fisiche (sono processi interni, identificabili dalle proprietà funzionali) J. FODOR “il linguaggio del pensiero” da D. Dennett, The Intentional Stance, 1987


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