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Disturbi specifici di apprendimento corso di laurea magistrale in Pedagogista della disabilità e della marginalità Dott.ssa M. Letizia Capparucci - Pedagogista.

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1 Disturbi specifici di apprendimento corso di laurea magistrale in Pedagogista della disabilità e della marginalità Dott.ssa M. Letizia Capparucci - Pedagogista F.I.PED. a.a. 2009/2010 Centro Studi ITARD

2 PROCESSI COGNITIVI………. APPRENDIMENTO REGISTRAZIONE DELLE INFORMAZIONI Individuale, personale, originario CONOSCENZA ELABORAZIONE - PROCESSAZIONE DELLE INFORMAZIONI Centro Studi ITARD

3 FUNZIONI……. INTELLETTIVA REGOLA L’INTELLIGENZA INDICATORE GENERALE E’ LA LOGICA INERISCE L’ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI EFFETTI SULL’EFFICACIA DEL COMPORTAMENTO E’ PARZIALMENTE MISURABILE Centro Studi ITARD

4 FUNZIONI……. COGNITIVA REGOLA I PROCESSI COGNITIVI INDICATORE GENERALE E’ L’ORGANIZZAZIONE DEL PENSIERO INERISCE L’APPRENDIMENTO E LA CONOSCENZA EFFETTI PERVASIVI SUI PRINCIPALI COORDINAMENTI (DSA, autismo, disprassie, disordini, disorganizzazioni) NON E’ MISURABILE Centro Studi ITARD

5 PERCHE’ NON APPRENDE ? DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO IN ASSENZA DI DISTURBI SENSORIALI [1][1] RITARDO MENTALE DISTURBO DELLA SIMBOLIZZAZIONE DISTURBI DEL LINGUAGGIO [2][2] PATOLOGIE PSICOLOGICHE PRIMARIE PATOLOGIE NEUROLOGICHE GRAVI FORTE DIVERSITA’ CULTURALE SCARSA SCOLARIZZAZIONE [1][1] Possono essere compresenti come disprassie sequenziali. [2][2] Possono essere compresenti. Centro Studi ITARD

6 PARADIGMI PROPEDEUTICI CONCETTI DI I DIAGRAMMI DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DEFINIZIONE DSA - DSM IV-TR CATENA CAUSALE SEGNALI PRECOCI DISTURBO E FISIOLOGIA TRATTAMENTO EDUCATIVO Centro Studi ITARD

7 I° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE INSERIMENTO INTEGRAZIONE/EDUCAZIONE NORMALIZZAZIONE Centro Studi ITARD

8 II° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE PATOLOGIE – MENOMAZIONI DISFUNZIONI (DISABILITA’/DISTURBI) HANDICAP - SVANTAGGIO Centro Studi ITARD

9 III° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DISFUNZIONI/DISTURBI ORGANICO FUNZIONALE ORGANICO-FUNZIONALE Centro Studi ITARD

10 IV° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DISTURBO/DISABILITA’ PRIMARIO – SPECIFICO SECONDARIO – DERIVATO NON SPECIFICATO Centro Studi ITARD

11 V° DIAGRAMMA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE DISTURBO A - QUANTITATIVO =DEFICIT B -QUALITATIVO =DISORDINE I DISTURBI QUALITATIVI  NON SONO MISURABILI  SONO APPREZZABILI  SONO DESCRIVIBILI  SONO NARRABILI Centro Studi ITARD

12 DISTURBI DI APPRENDIMENTO da DSM-IV DISTURBO DELLA LETTURA DISTURBO DELL’ESPRESSIONE SCRITTA DISTURBO DEL CALCOLO DISTURBO NON ALTRIMENTI SPECIFICATO DEFINIZIONE DSA - DSM IV-TR Centro Studi ITARD

13 DISTURBI DELLA LETTURA DISTURBI DI COMPRENSIONE § DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL LESSICO § DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO DISTURBI STRUMENTALI § DISTURBI PERCETTIVI § DISTURBI DELLA SIMBOLIZZAZIONE § DISLESSIA Centro Studi ITARD DEFINIZIONE DSA - DSM IV-TR

14 DISTURBI DELL’ESPRESSIONE SCRITTA § DISGRAFIA § DISORTOGRAFIA § DISORDINE SINTATTICO Centro Studi ITARD DEFINIZIONE DSA - DSM IV-TR

15 DISLESSIA COME DISTURBO SPECIFICO NON SECONDARIO A DISTURBI SENSORIALI [1][1] RITARDO MENTALE DISTURBO DELLA SIMBOLIZZAZIONE DISTURBI DEL LINGUAGGIO [2][2] PATOLOGIE PSICOLOGICHE PRIMARIE PATOLOGIE NEUROLOGICHE GRAVI FORTE DIVERSITA’ CULTURALE SCARSA SCOLARIZZAZIONE [1][1] Possono essere compresenti come disprassie sequenziali. [2][2] Possono essere compresenti. Centro Studi ITARD

16 CONCETTO DI CATENA CAUSALE Con eccezione dei deficit a base organica conclamata, di una quantità di disturbi occorre cercare non la causa prima, ma il livello più pregresso del danno o della disfunzione, da cui il resto discende, il sintomo più inclusivo, o più comprensivo, sul quale è utile attivare il trattamento. Esempio: il mal di gola…

17 Centro Studi ITARD SEGNALI PRECOCI I DSA specifici si connettono ai processi cognitivi che regolano la lettura i quali riguardano una serie di funzioni costitutive dell'agire della mente umana: percezione, cognizione, organizzazione spazio-temporale, funzione ipotetica, che compiono un percorso evolutivo fin dalla nascita, quindi sono osservabili verticalmente, nel tempo, e consentono di cogliere eventuali stati di diversità o ritardo (segnali deboli).

18 Centro Studi ITARD SEGNALI PRECOCI …segnali deboli a carico di: schemi motori rapidi e crociati, equilibrio e controllo dello spazio, sintesi percettive, percezione di figure in movimento, coordinamenti sequenziali, pronuncia di parole trisillabe, ricezione di enunciati verbali, percezione di consegne verbali, esecuzione di prassie in sequenza, ecc.

19 Centro Studi ITARD DISTURBO E FISIOLOGIA Dal punto di vista del metodo, l'ipotesi interpretativa di una patologia (cosa si ritiene sia) va rapportata alla normale fisiologia della.funzione medesima. Sapendo come si legge è possibile venire a capo di come si legge male.

20 Centro Studi ITARD TRATTAMENTO EDUCATIVO Intervento di natura educativa, connotato da una pluralità di prospettive, modalità e forme di aiuto allo sviluppo e orientato alla pratica delle relazione di aiuto allo sviluppo delle funzioni umane,in ragione delle diverse strategie di insegnamento/apprendimento. APPROCCIO STRATEGIA

21 Cos’è la dislessia difficoltà di controllo del codice scritto capacità di leggere in modo corretto e fluente. capacità di scrivere in modo corretto e fluente. Centro Studi ITARD

22 DISLESSIA-DISGRAFIA QUADRO SINDROMICO · SINTOMI PRIMARI DISLESSIA · SINTOMI PRIMARI DISGRAFIA · SINTOMI PRIMARI DISORTOGRAFIA · SINTOMI SECONDARI DEI DSA · SINTOMI DERIVATI · ERRORI NON DISLESSICI · SITUAZIONI CRITICHE · TRATTI TENDENZIALI DI PERSONALITA’ Centro Studi ITARD

23 SINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA 1. SOSTITUZIONE GRAFEMI SIMMETRICI p-b, d-b, p-q. u-n 2. SOSTITUZIONE FONEMI SIMILI P-B. T-D F-V M-N. S-Z. L-R 3. SOSTITUZIONE GRAFEMI POCO DISSIMILI m-n,a-o,e-c,r-z,t-d,u-v 4. SOSTITUZIONE FONEMI colpo-corpo, panca-panda 5. INVERSIONE FONEMI il-li.aI-la,un-nu,garbo-grabo, tar-tra, las-sal 6. INVERSIONE SILLABE PALA- LAPA 7. SOPPRESSIONE LETTERE/FONEMI porta-pota, cielo-cilo, tavolo-tavlo 8. SOPPRESSIONE PAROLE 9. REITERAZIONE SILLABE paninino, Giuseppinana 10. AGGIUNTA FONEMI/LETTERE rondinle, manchina Centro Studi ITARD

24 SINTOMI PRIMARI DELLA DISLESSIA 11. AGGIUNTA SILLABE stufa-stufato 12. ASSOCIAZIONE PAROLE lamela, versocasa 13. ASSOCIAZIONE SILLABE correvave- loce 14. DISPERCEZIONE DI/TRIGRAMMI psi-pis, impr 15. FRAMMENTAZIONE SILLABICA an-diamo, co-struire 16. PERDURANTE SILLABAZIONE 17. SOSTITUZIONE PAROLE susseguire -suggerire 18. PERDITA DI SENSO NEL CAMBIO RIGA 19. LETTURA ESITANTE, DISCONTINUA,ARITMICA 20. ERRORI PLURIMI. Centro Studi ITARD

25 SINTOMI PRIMARI DELLA DISGRAFIA 1. TRATTO GRAFICO IRREGOLARE dimensione. spessore. ritmo. chiusura 2. ELISIONE SILLABE FINALI 3. LETTERE SLEGATE ca valI o 4. SPECULARITÀ GRAFEMI 5. GRAFIA DISCONTINUA riprese grafiche. ritocchi 6. MANCATA CHIUSURA FORME 7. TREMOLIO/RIGIDEZZA 8. UNIONE DI PAROLE setivedo 9. ERRORI ORTOGRAFICI 10. SUDORAZIONE MANO 11. SPASMI MUSCOLARI 12. SINTOMI PLURIMl Centro Studi ITARD

26 SINTOMI PRIMARI DELLA DISORTOGRAFIA 1. SOSTITUZIONE DI GRAFEMI -insonorizzazione consonanti sonore: b/p, d/t. g/c. v/f. s sonora/ sorda -sostituzione di grafemi simili: m/n, u/n, a/o, e/c -inversione coppie fonemi opposti: p/b, t/d. f/v, m/n. slz, I/r, c/k 2. SEMPLIFICAZIONE DI GRAFIE star/sa. sta. ta 3. CADUTA DI CONSONANTE Robeno/Robeto, volpe/vope 4. OMISSIONE DI LETTERE 5. INVERSIONE ORDINE GRAFEMI par/pra, con/nco, psi/pis 6. MANCATO RADDOPPIO CONSONANTI 7. MANCATA ACCENTAZIONE 8. MANCATO APOSTROFO 9. MANCATA ACCA 10. ALTRI ERRORI cia/ca, ci/chi, sci/ci, clq Centro Studi ITARD

27 IL MIO MANDO MASCUSSO (Il mio mondo nascosto) IN AMMAM DAI UNA MANO (Mamma mi dai una mano). ASPETTA UN NINOTO (minuto) CHE NOTO (metto) LA CROSTATA IN FORNO. CHE IO SO CON FARE DELL COSSECHE MESSONO SA FARE. SOLTANDO IO SO FARE COSE PELLISSINE ME IO SONO UN GEMIO DELLA LEGO EVO ANCHE LE PISTE CON LA LEGO. MATTEO A PAURA TEL BUGLIO E A LORA A PAURA ANCHE TELL UONO MERO

28 SINTOMI SECONDARI DEI DSA DISTURBI A CARICO DI ORGANIZZAZIONE SPAZIO-TEMPORALE ORIENTAMENTO SPAZIALE COORDINAZIONE MOTORIA E PSICOMOTORIA SINTESI PERCETTIVE MEMORIA DI SEQUENZA LAVORO SINISTRA-DESTRA FONOLOGIA FLUIDITA’ VERBALE CALCOLO ORALE DISLATERALITA’ PRESENTE O PREGRESSA GRAFO-MOTRICITA’ Centro Studi ITARD

29 SINTOMI DERIVATI DALLA DISLESSIA-DISGRAFIA STANCABILITA’ - INSOFFERENZA LABILITA’ ATTENTIVA DISCOMPRENSIONE DEL TESTO TENDENZA ALLA PREDIZIONE/INVENZIONE FUGA DAL COMPITO RABBIA, IRRITABILITA’, DEPRESSIONE DISISTIMA SENSIBILITA’ EMOZIONALE TACITO LOCUS OF CONTROL Centro Studi ITARD

30 I bambini/ragazzi dislessici mostrano un’automatizzazione inefficace del processo di lettura: non riescono a velocizzare la scrittura non riescono ad accedere direttamente al significato nella lettura. Centro Studi ITARD

31 L’attenzione viene condotta dal bambino/ragazzo specificatamente sulla decodifica del testo: –si stanca rapidamente, –commette errori, –rimane indietro, –non impara. Centro Studi ITARD

32 Durante la lettura –scarsa attivazione dei meccanismi cerebrali deputati alla lettura, –una eccessiva attivazione di aree cerebrali deputate ad altre attività. –alcune competenze sono compromesse solo nella loro funzionalità reciproca e non distintamente. ciò che è distolto è la correttezza e la rapidità con cui si legge, la comprensione del testo è variabile, generalmente buona o sufficiente. Centro Studi ITARD

33 Spesso il bambino con dislessia non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali. Può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa. In alcuni casi sono presenti difficoltà: –in alcune abilità motorie, –nel calcolo, –nella capacità di attenzione e di concentrazione. Comportamenti nell’apprendimento Centro Studi ITARD

34 Il bambino ha difficoltà: –a copiare dalla lavagna –a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente Talvolta perde la fiducia in se stesso e può presentare: –alterazioni del comportamento, –ansia da prestazione, –depressione, –scarsa autostima. Comportamenti nell’apprendimento Centro Studi ITARD

35 Il bambino dislessico apprende rapidamente attraverso l’osservazione e soprattutto attraversi gli aiuti visuali. Riguardo la lateralizzazione, può avere difficoltà con i compiti che implicano abilità motorie. Ha difficoltà nella sintesi e nella copiatura e a riconoscere la destra dalla sinistra. In matematica riesce a contare solo sulle dita e gli risulta veramente difficile apprendere concetti di algebra o di calcolo. Comportamenti nell’apprendimento Centro Studi ITARD

36 SITUAZIONI CRITICHE LETTURA AD ALTA VOCE COPIATURA ALLA LAVAGNA SCRITTURA DA DETTATURA RICHIESTA DI ESATTEZZA FORMALE TRADUZIONI CALCOLO ORALE TABELLINE Centro Studi ITARD

37 LA STRUTTURA DELLA PERSONALITA’STRUTTURAPERSONALITA’ BIO-PSICO-OPERANTE DIMENSIONE BIOLOGICO-CORPOREA DIMENSIONE PSICOLOGICA DIMENSIONE OPERATIVA

38 LA DIAGNOSI FUNZIONALEDIAGNOSI FUNZIONALE DIAGNOSI ……………………………………… DIAGNOSI FUNZIONALE AREA MOTORIA AREA PERCETTIVA AREA EMOTIVA AREA AFFETTIVA AREA INTELLETTIVA AREA LINGUISTICA AREA SOCIALE LETTURA SCRITTURA CALCOLO ADATTAMENTO SCOLASTICO PROGETTO EDUCATIVO……………………………………… CONSIDERAZIONI CLINICHE……………………………………… Centro Studi ITARD

39 DISTURBO E FISIOLOGIA Quale fisiologia? Come si legge?

40 La letto-scrittura richiede orientamento visuo-motorio fisso, da sinistra a destra e dall'alto in basso percezione orientata delle lettere, nella giusta direzione, es.d-b, p-b comprensione del significato di parole e strutture più ampie corrispondenza suono-significato interdipendenza tra analisi e sintesi. Centro Studi ITARD

41 Requisiti organici e psichici AMBITI DI REQUISITI Funzione neurologica Funzione sensoriale Funzione psicomotoria Funzione intellettiva Funzione emotivo - affettiva Funzione linguistica Centro Studi ITARD FUNZ IONECOGN IT IVAFUNZ IONECOGN IT IVA

42 Funzione neurologica Minimali neurologici vista, discriminazione visiva, sintesi visiva udito, discriminazione uditiva, sintesi udtiva integrazione sensoriale sufficiente span visivo percezione sinistra-destra percezione analitica percezione di successioni nello spazio Funzione sensoriale Centro Studi ITARD

43 Funzione psicomotoria stabilizzazione lateralità organizzazione spazio-temporale simbolizzazione logica comprensione successioni temporali, ritmi memoria memoria d'ordine memoria di ritmi tenuta attentiva Funzione intellettiva Centro Studi ITARD

44 Funzione emotivo - affettiva motivazione interesse controllo fonologico sufficiente sviluppo linguistico associazione grafema - fonema Funzione linguistica Centro Studi ITARD

45 …POLO S.A.F. SUCCESSIONE AUTOMATISMI FLUIDITA’ Funzione cognitiva – funzione regolatrice regola i processi cognitivi attraverso il…

46 SUCCESSIONE Funzione cognitiva originaria, di natura neuro- fisiologica, consistente nella capacità di ordinare in sequenza temporale e spaziale azioni, elementi, comunicazioni, pensiero, ecc. La successione costituisce la funzione regolatrice fondamentale del comportamento umano. In caso di disturbo può determinare disabilità di vario genere.

47 AUTOMATISMI Nella biologia del cervello e della mente sono schemi d’azione che si attivano come sequenze, o intrecci, successioni di atti, organizzati e coordinati dal cervello, attraverso la sua funzione psichica generale, qual è la mente.

48 FLUIDITA’ Nel comportamento umano è il garante della qualità esecutiva (efficacia ed efficienza) e degli automatismi. Si esprime nell’andamento costante, nella giusta velocità, nell’assenza di interruzioni, inciampi o regressioni, nella scarsità degli errori, nell’agevole autocorrezione, nel sufficiente autocontrollo, nella costanza dell’attenzione, ecc

49 non esiste un doppio canale tra lettura fonologica e lessicale la lettura è predittiva Centro Studi ITARD DISTURBO E FISIOLOGIA Il processo di acquisizione della lettura

50 …..tra lettura come decifrazione e lettura come comprensione. A – La decifrazione dei segni (decifrazione segnica) è la percezione ed il riconoscimento dei grafemi e la loro associazione ai suoni corrispondenti. B – La comprensione è l’elaborazione cognitiva degli indizi percettivi in una realizzazione significativa del testo, sulla base di processi di anticipazione o di predizione. Una fondamentale distinzione… Centro Studi ITARD

51 LE AZIONI COGNITIVO-LETTORIE L’azione del leggere consiste in un alternarsi di fissazioni e di salti in avanti e, talvolta, di regressioni.

52 Lettore abile o non abile? CAMPO DI FISSAZIONE ampiezza, tempo e linearità da sinistra a destra Centro Studi ITARD

53 Lettore abile ricezione visiva non sull’intero campo processi anticipatori o predittivi sul senso delle parole. tratti pilota sezione di 2 o 3 grafemi

54 Sequenza delle fissazioni oculari Un lettore abile: procede ordinatamente da sinistra a destra e con tempi omogenei di fissazione. Un lettore non abile: procede disordinatamente da una fissazione all’altra e con tempi più lunghi, ritorna spesso indietro,senza riuscire a decifrare adeguatamente il testo. La fissazione determina la qualità del processo percettivo e cognitivo essenziale per la lettura. Centro Studi ITARD

55 Salti in avanti o saccades o salti saccadici …..sono gli spostamenti verso destra che l’occhio e la mente compiono tra due fissazioni (campo saccadico) e sono regolati da diversi fattori di natura visiva e cognitiva. momento visivo momento cognitivo Centro Studi ITARD salto in avanti tra due fissazioni abilità predittiva

56 Le regressioni Centro Studi ITARD …. si determinano all’interno della stessa riga o verso la riga precedente: regressioni intenzionali: il lettore si vuole sincerare di quanto percepito o letto; regressioni inintenzionali: abitudini o automatismi che contrastano il procedere in avanti e che inducono a ripetere parti di parole o parole, ovvero ad inciampi o interruzioni.

57 A – L’occhio getta uno sguardo, più o meno rapido, sulla linea della scrittura, durante il quale isola percettivamente non tutti i segni, per poi associarli sommativamente, bensì solo alcuni. B - Sulla scorta dei segni così percepiti, il lettore lancia ipotesi, formula congetture, su ciò che ritiene ci sia scritto, pertanto procede per via deduttiva, a salti ipotetici, lungo il testo. C – Proseguendo nella linea della scrittura verso destra, il lettore raccoglie visivamente altri grafemi o indizi di significato, i quali gli consentono di confermare o meno la giustezza di ciò che ha appena letto/ipotizzato, e quindi di lanciare altre predizioni sul testo che segue, e così legge. Passaggi della strategia lettoria… Centro Studi ITARD

58 LETTURA DECIFRATIVA LETTURA DI COMPRENSIONE PERCEZIONE IPOTESI SUL SIGNIFICATO VERIFICA SUL TESTO successione automatismi fluidità La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile mira, nel contesto della specificità della lettura strumentale, ad attivare schemi in sequenza ed in regime di automatismi e di fluidità.

59 La letto-scrittura è un’azione globale-predittiva dell’intera parola, o dell’enunciato che, nel lettore più abile, congiunge dinamicamente l’azione di decodifica (lettura) o di codifica (scrittura), espressione del pensiero e simultaneamente il movimento da sinistra a destra. PROVE DELLA LETTURA PREDITTIVA · VELOCITA’ · LAPSUS · ERRORI MORFOLOGICI · INVENZIONI · CECITA’ AI REFUSI · PERDITA DELLA COMPRENSIONE IN LETTURA ANALITICA O LENTA

60 La funzionalità del POLO SAF nel lettore abile Il POLO SAF interviene in maniera simultanea e interattiva con: - la successione: sequenza pertinente nelle diverse aree funzionali; - gli automatismi: schemi d’azione della lettura e della scrittura; - la fluidità: garante della qualità esecutiva (efficacia ed efficienza) e degli automatismi.

61 La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità della successione In tutti i casi di DSA, in osservanza della specificità della sindrome, si rileva il disturbo della funzione della successione espresso in gran parte delle prestazioni che la coinvolgono.

62 La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità degli automatismi La lettura, riconosciuta come processo automatico di identificazione di parole (idem la scrittura), è un processo che nel dislessico si determina in modo incompleto o con difficoltà.

63 La disfunzionalità del POLO SAF nei DSA Disfunzionalità della fluidità Le disfunzioni dell’automatizzazione della lettura e scrittura coinvolgono anche il loro regime di giusta velocità, cioè di fluidità. La mancata fluidità d’azione non permette ai comportamenti sottesi alla letto-scrittura di iscriversi nelle sedi neuro-biologiche come patterns o schemi d’azione. IL CIRCUITO DISLESSICO

64 “I bambini hanno la cattiva abitudine di non chiedere il permesso per imparare” (Emilia Ferreiro) Leggere prima di leggere il campo cognitivo COSTRUZIONE DELLA LINGUA SCRITTA DAI TRE AI CINQUE ANNI Centro Studi ITARD

65 COSTRUZIONE DELLA LINGUA SCRITTA DAI TRE AI CINQUE ANNI Differenziazione tra disegno e scrittura Quattro livelli 1. LIVELLO PRESILLABICO 2. LIVELLO SILLABICO 3. LIVELLO SILLABICO - ALFABETICO 4. LIVELLO ALFABETICO Centro Studi ITARD

66 1. LIVELLO PRESILLABICO primo stadio del cammino cognitivo FATA... TELEVISORE.....SERENA... TAVOLO…… RE……....RE……... ACCA…ESSE….A….……..RE………qui c’è scritto fata.....te…levisione Centro Studi ITARD

67 Scrittura presillabica (preconvenzionale) Non c’è corrispondenza fra segni tracciati e i suoni delle parole da scrivere, mentre è presente una relazione tra la parola scritta e le caratteristiche del referente. Centro Studi ITARD

68 2. LIVELLO SILLABICO secondo stadio del cammino cognitivo CA..SA ……….TE LEVISIONEFA TI NA FATAA..SA ……….LEFA.N….TE……….LA.CA.SA Centro Studi ITARD

69 Scrittura sillabica C’è corrispondenza fra quantità delle sillabe della parola detta e quantità di segni che bisogna scrivere. Centro Studi ITARD

70 3. LIVELLO SILLABICO - ALFABETICO terzo stadio del cammino cognitivo..TA V.O.L.O..…….MA E STRE.A E..LE FA... T. E.. E..C A..S......TA... V O O …….RE……………….C..A..S..A Centro Studi ITARD

71 Scrittura sillabico-alfabetica E’ rappresentato un numero di suoni superiore a quello delle sillabe,ma non ancora tutti i suoni che compongono le parole Centro Studi ITARD

72 4. LIVELLO ALFABETICO quarto stadio del cammino cognitivo ……………F..A.T..I.N.A…. ……F..A..T.A….. Centro Studi ITARD

73 Scrittura alfabetica In questa fase i bambini capiscono che la quantità di lettere della parola scritta deve corrispondere alla quantità di suoni della parola detta Centro Studi ITARD

74 La segmentazione capacità umana di percepire visivamente, e ad un tempo di decodificare, l’insieme e la sua componente elementare, ad esempio la parola e qualche grafema. Grafema:la più piccola unità di scrittura (la lettera) Centro Studi ITARD

75 SCRITTURA PRESILLABICA SCRITTURA ALFABETICA successione automatismi fluidità La funzionalità del POLO SAF mira, nel contesto della specificità della scrittura, ad attivare schemi in sequenza ed in regime di automatismi e di fluidità. SCRITTURA SILLABICA SCRITTURA SILLABICA-ALFABETICA

76 La fisiologia della grafo-motricità Il bambino conquista la competenza grafo-motoria attraverso un percorso,che parte dai grafismi fino ad arrivare al disegno geometrico. Lo sviluppo delle competenze grafo-motorie segue nello specifico le seguenti linee evolutive. Inizialmente il bambino è in grado di tracciare segni su una superficie con qualsiasi mezzo appuntito, ovvero è in grado di punteggiare per il mero piacere motorio e percettivo. Successivamente è capace di prolungare in modo informe la punteggiatura, eseguendo una sorta di traccia informale.

77 La fisiologia della grafo-motricità I tratti informi precedenti al disegno ed alla scrittura sono gli scarabocchi, che sono in costante evoluzione secondo almeno tre fasi: a) mero scarabocchio, ghirigori, tracce a tendenza ripetitiva e circolare privi di alcun significato (fino ai 2,6 anni circa); b) scarabocchio con significato conferito a posteriori e mutevole nel tempo, privo di intenzionalità simbolica (dai 2,6 ai 4/5 anni circa); c) scarabocchio con intenzionalità simbolica-rappresentativa, significato preventivo, come rappresentazione grafica di un realtà figurata secondo visioni e simbologie personali.

78 La fisiologia della grafo-motricità Per quanto riguarda l’evoluzione delle linee il bambino è in grado di eseguire in questa sequenza: a) la linea verticale, un tratto dall'alto verso il basso per effetto del movimento verticale del polso omologo allo scivolamento secondo il peso; b) la linea obliqua, un tratto progressivamente controllato verso l'alto e l'orizzontale; c) la linea orizzontale, un tratto controllato in orizzontale con senso da sinistra a destra per i destri e da destra a sinistra per i mancini; d) la linea aperta, un tratto informale non chiuso; e) la linea chiusa, un tratto che tende a chiudere un campo (a tre anni circa), in corrispondenza con le precoci nozioni topologiche di aperto-chiuso e dentro- fuori; f) il cerchio, la chiusura di forme tendenzialmente circolari; g) l’incrocio di linee, la tendenza ad incrociare linee, a creare relazioni topologiche nello spazio.

79 La scuola osserva i processi COSA OSSERVARE?

80 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola dell’infanzia DIFFICOLTA’ MOTORIE (schemi crociati) INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA DIFFICOLTÀ NEL LINGUAGGIO INADEGUATEZZA NEI GIOCHI FONOLOGICI DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE FILASTROCCHE DIFFICOLTÀ NELLA MANUALITÀ FINE GOFFAGGINE NEL VESTIRSI, ALLACCIARSI LE SCARPE,….

81 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola primaria DIFFICOLTA’ MOTORIE (schemi crociati) INADEGUATO RICONOSCIMENTO DESTRA/SINISTRA DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE ( MESI, GIORNI, ORDINE ALFABETICO,…) DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA LENTEZZA NELL’ACQUISIZIONE DEL CODICE ALFABETICO E DELLA CORRISPONDENZA GRAFEMA/FONEMA SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI ERRORI FONOLOGICI NELLA FASE ALFABETICA DELLA SCRITTURA (INVERSIONI, SOSTITUZIONI, OMISSIONI, INTRUSIONI) DIFFICOLTÀ CON I DIGRAMMI E TRIGRAMMI SCARSA COMPETENZA METAFONOLOGICA DIFFICOLTÀ GRAFO-MOTORIE

82 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola primaria Lettura lenta con errori (salti di riga, ripetizione di riga, confusione tra grafemi p/b/d; a/e/o; u/n; m/n) Difficoltà di calcolo a mente entro il 10 Lentezza ed errori nella enumerazione all’indietro da 20 a 0 Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche Difficoltà di attenzione

83 ELEMENTI DA OSSERVARE scuola secondaria di I grado DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE SEQUENZE (FATTI STORICI, SEQUENZE NARRATIVE, VERBI, DATI NEI PROBLEMI…) DIFFICOLTÀ A COPIARE DALLA LAVAGNA UTILIZZO DIFFICOLTOSO DELLO SPAZIO-PAGINA LENTEZZA NELLA COSTRUZIONE DELLA FRASE, DEL PERIODO, DELLA SEQUENZA…ORALE E SCRITTA CONFUSIONE NELL’ORGANIZZAZIONE DELLA FRASE, DEL PERIODO, DELLA SEQUENZA…ORALE E SCRITTA SCRITTURA SPECULARE DI GRAFEMI E NUMERI ERRORI FONOLOGICI DELLA SCRITTURA (INVERSIONI, SOSTITUZIONI, OMISSIONI, INTRUSIONI) DIFFICOLTÀ CON I DIGRAMMI E TRIGRAMMI SCARSA COMPETENZA METAFONOLOGICA

84 Dall’identificazione alla diagnosi diagnosi SPECIALISTA SCUOLA formazione FAMIGLIA osservazione sistematica monitoraggio processo apprendimento screening

85 Cosa può fare l‘insegnante accogliere realmente la “diversità”, studiarla, comunicare serenamente con il bambino e dimostrargli comprensione parlare alla classe e non nascondere il problema (un modo suggerito può essere quello di chiedere ad ogni bambino della classe di esporre ai compagni una loro difficoltà) spiegare alla classe il perché del diverso trattamento che viene riservato in varie occasioni ai dislessici utilizzare le risorse dei compagni di classe assegnando ad esempio un Tutor al bambino dislessico Centro Studi ITARD

86 mettere in evidenza le altre capacità che possiede concedergli molta attenzione e infondergli fiducia non metterlo in imbarazzo davanti alla classe non confrontare i suoi risultati con quelli dei compagni se necessari usare sussidi e supporti didattici come cassette video audio, cd rom, computer collaborare attivamente con i colleghi comunicare sistematicamente con i genitori Cosa può fare l‘insegnante Centro Studi ITARD

87 comunicare e interagire con i servizi asl o in generale con gli specialisti riguardo la scuola dell’infanzia, del primo anno e del primo biennio di scuola primaria: conoscere le tappe di acquisizioni della scrittura e della lettura e sapere condurre il lavoro abilitativo riguardo la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado: riconoscere le tipologie degli errori ortografici, saper fare un bilancio della lettura nella propria classe, fare un lavoro metacognitivo sulla lettura, lavorare sulle abilità di studio (la lezione metacognitiva)lezione metacognitiva valutare tenendo conto dei punti di partenza. Cosa può fare l‘insegnante Centro Studi ITARD

88 Sintesi definitoria dei DSA Il fenomeno dei disturbi specifici di apprendimento esprime una condizione di disfunzione nei circuiti neuronali che regolano i processi motori e linguistici e le loro convergenze nelle prestazioni mentali di leggere, scrivere, contare, ma anche orientarsi nello spazio e nel tempo, coordinare più azioni (sinestesie), lavorare con la memoria d’ordine (sequenze mnestiche), ordinare il linguaggio in entrata ed in uscita, ecc.

89 Sintesi definitoria dei DSA I disturbi si connotano essenzialmente come forme qualitative non gravi. Si tratta di disturbi sintomatologici, nel senso qualitativo più che quantitativo, del disordine, più che del deficit, e sono recuperabili in definizioni quali: disprassia sequenziale, decognizione, deficit di coerenza centrale, cecità mentale, deficit di selezione delle informazioni, disorganizzazione neurologica.

90 Sintesi del trattamento secondo il sistema CO.CLI.TE. La modalità di azione educativa dei soggetti con DSA, che si sviluppa secondo un orientamento che definiamo ecologico-dinamico, si connota per la focalità su due attributi: a- l’ecologia, come approccio all’interezza delle funzioni umane; b- la dinamicità, come tendenza alla rapidità dell’agire cognitivo.

91 Sintesi del trattamento secondo il sistema CO.CLI.TE. Il trattamento si dispiega in prospettiva ecologica su 12 azioni che lavorano trasversalmente su 3 vettori abilitativi, i quali orientano l’azione educativa e costituiscono il Polo SAF : Successione Automatismi Fluidità

92 LE AZIONI COGNITIVO-DINAMICHE AZIONE 1L’AUTOANALISIL’AUTOANALISI AZIONE 2LA MOTRICITA’ AZIONE 3LA PERCEZIONE AZIONE 4LA MEMORIA AZIONE 5IL LINGUAGGIOIL LINGUAGGIO AZIONE 6LA GRAFO-MOTRICITA’LA GRAFO-MOTRICITA’ AZIONE 7I BARRAGESI BARRAGES AZIONE 8 LA LETTO-SCRITTURALA LETTO-SCRITTURA AZIONE 9 LA COMPRENSIONE DEL TESTO AZIONE10IL CALCOLO Centro Studi ITARD

93 MANIFESTO 1 : I DIECI ERRORI SU DISLESSIA E DISGRAFIA Nelle opinioni correnti, si incontrano almeno dieci errori di identificazione del fenomeno e di sua valutazione, che diamo di seguito. 1.Mancata associazione rapida del suono al corrispondente segno, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit di simbolizzazione. 2.Mancata o disturbata discriminazione visiva le lettere, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit di discriminazione visiva. 3.Scorretta pronuncia della lettura, poiché in questo caso si tratterebbe di un deficit linguistico (logopatia, afasia/disfasia). 4.Mancata o scarsa comprensione della lettura e della scrittura, poiché in questo caso si tratterebbe o di ritardo mentale grave o di insufficiente educazione. 5.Deficit percettivo come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario.

94 MANIFESTO 1 : I DIECI ERRORI SU DISLESSIA E DISGRAFIA Nelle opinioni correnti, si incontrano almeno dieci errori di identificazione del fenomeno e di sua valutazione, che diamo di seguito. 6.Deficit attentivo come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario. 7.Deficit linguistico come causa di dislessia e disgrafia, poiché in questo caso esse costituirebbero un sintomo secondario. 8.Che leggere e scrivere siano processi cognitivi diversi, l’uno analitico e l’altro sintetico. 9.Che dislessia e disgrafia siano disturbi di natura diversa. 10.Che dislessia e disgrafia possano essere causate da cattivo insegnamento.

95 MANIFESTO 2 : COSA NON FARE QUANDO SI HA UN FIGLIO O ALLIEVO DISLESSICO/DISGRAFICO 1.Far leggere lentamente e con precisione. 2.Far scrivere lentamente e con precisione. 3.Correggerlo o fermarlo mentre scrive o legge. 4.Esercitare la scrittura di lettere e di sillabe. 5.Esercitare la lettura di lettere e sillabe. 6.Dirgli che non discrimina/riconosce bene le lettere. 7.Dirgli che non associa i suoni alle lettere. 8.Dirgli che è svogliato o non intelligente.

96 MANIFESTO 2 : COSA NON FARE QUANDO SI HA UN FIGLIO O ALLIEVO DISLESSICO/DISGRAFICO 9.Insistere a farlo leggere ad alta voce. 10.Insistere a farlo copiare alla lavagna. 11.Insistere a farlo scrivere sotto dettatura. 12.Far scrivere “rotondo”. 13.Far scrivere in stampato (maiuscolo o minuscolo). 14.Far scrivere su tastiera. 15.Far scrivere o leggere caratteri “grandi”. 16.Leggere o scrivere al suo posto. 17.Pensare che dislessia e disgrafia siano problemi diversi.

97 Autoconsapevolezza “ Io confondo la N e la M e anche la F e la V e anche la P e la B. non le confndo quando le vedo, le confonto quando le vevo scrivere in fila. Questo problema celo dalla prina e ancora non sono riuscito a superarlo e anche confonto la O con la U. se mi confnto scrivo una parolo, ma chi legge ne legge unaltra o legge una non-parolo” ( prod. scritta classe III° ) “Le lettere mi combinano scherzi. Sono birichine, smemorate perché non si ricordano dove devono stare. Mi sono nemiche perché mi fanno sbagliare” (dettato alla maestra) “Non mi confondo il suono di alcune lettere ma poi le sbaglio a scrivere. Adesso ho preso il “toro per le corna” e l’ho immobilizzato. Il toro sono le lettere che mi danno noia (l, h v, f, n, m, d, t, p, b, a, o, u)” (intervento orale “Le difficoltà nella scrittura”)

98 SE IO FOSSI IL RE DELLA SCRITTURA …. Lascerei le ventuno lettere dell’alfabeto perché tutte servono e sono necessarie. Mi piacerebbe eliminare la V e usare solo la F, però non potrei più riconoscere la parola Foglia dalla parola Voglia. Userei, però una magia. Tutte le volte che io scrivo, le lettere si “autocorreggono” in modo da rappresentare la parola esatta, che corrisponde a quella che avevo pensato io. Le parole scritte dovrebbero conoscere il mio pensiero e andare d‘accordo con lui. Potrebbero lavorare secondo il principio del tele-trasporto. Quando io scrivo delle frasi con le parole con i suoni sbagliati, la P da un posto dovrebbe andare ad un altro posto dove magari ho messo la B.


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