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Elasticità arco: Metodo del punto medio: si calcola la variazione percentuale dividendo la variazione assoluta per il punto medio del’intervallo tra il.

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1 Elasticità arco: Metodo del punto medio: si calcola la variazione percentuale dividendo la variazione assoluta per il punto medio del’intervallo tra il valore iniziale e finale. 5A 60 B P Q 3 80

2 Elasticità puntuale: Punto iniziale A Punto finale B punto iniziale B punto finale A Elasticirtà arco: Punto iniziale A Punto finale B punto iniziale B punto finale A

3 Imposte

4 Analizziamo gli effetti delle imposte sul sistema economico considerandone due tipi: - imposte sulla produzione - imposte sul consumo C’è una serie di domande a cui risponderemo: chi sopporta l’onere dell’imposta? I produttori o i consumatori? se l’onere è suddiviso tra le due categorie, come si determina la proporzione? la proporzione dipende dall’autorità governativa o dalle forze di mercato?  PROBLEMA DELL’INCIDENZA DELL’IMPOSTA

5 Anche questi sono esercizi di statica comparata che prevedono la risposta a 3 domande: quale curva viene influenzata dall'evento? qual è la direzione delle spostamento delle curve? quali effetti si hanno sul punto di equilibrio?

6 IMPOSTE SUL CONSUMO Ipotesi: nel mercato dei libri viene introdotta un'imposta sul consumo pari a 1 €. Curva influenzata: l'effetto iniziale è sulla domanda Il consumatore paga ora, in aggiunta al prezzo, un’imposta ogni volta che acquista un libro. L’offerta non viene toccata perché per ogni dato prezzo i produttori hanno il medesimo incentivo ad offrire il bene.

7 Direzione ed entità dello spostamento Per determinare la direzione dello spostamento bisogna considerare che l'imposta sul consumo rende meno attraente l'acquisto dei libri. Ciò significa che per ogni livello di prezzo la quantità domandata è inferiore  spostamento a sinistra. Per indurre il consumatore ad acquistare la stessa quantità relativa al vecchio equilibrio (qA) bisognerebbe diminuire il prezzo di un ammontare pari all’imposta (1 €)  l’imposta fa spostare la curva di domanda verso il basso da D1 a D2 di una quantità pari al proprio ammontare Questo accade perché il consumatore tiene in considerazione la spesa globale da lui affrontata e non fa differenza fra: parte allo Stato (imposta) parte al venditore (p libro)

8 Effetti imposta: confrontiamo i 2 equilibri Ci spostiamo dal punto A al punto B. Il prezzo di equilibrio diminuisce, così come la quantità. L’IMPOSTA RIDUCE LA DIMENSIONE DEL MERCATO

9 O D1 D2 A B C Q P Pc=5.4 Pa=5 Pb=4.4 P A = prezzo al netto dell’imposta P B = prezzo del venditore P C = prezzo del compratore P C - P B = ammontare imposta

10 Chi paga l’imposta? I consumatori condividono l'onere dell'imposta con i produttori. L'introduzione dell'imposta sposta il prezzo di equilibrio da pA (5 €) a pB (4.4 €) I venditori ricevono, per ogni libro, 0.60 € in meno di quanti ne avrebbero ricevuti in assenza di imposta  sono nel complesso danneggiati I consumatori pagano al venditore un prezzo inferiore (4.4 €) ma il prezzo effettivo è pari a 5.4 € comprensivo di imposta, superiore a quello precedente di equilibrio  sono nel complesso danneggiati

11 CONCLUSIONI: Le imposte scoraggiano l’attività di mercato. La quantità venduta di un bene sottoposto a tassazione è inferiore alla quantità in assenza di imposizione fiscale L’onere fiscale ricade su venditori e compratori perché: –compratori: pagano un prezzo superiore –venditori: ricevono un prezzo inferiore

12 IMPOSTE SULLA PRODUZIONE Ipotesi: nel mercato dei libri viene introdotta un'imposta sulla produzione pari a 1 €. Curva influenzata: l'effetto iniziale è sull'offerta I produttori pagano ora un’imposta che equivale ad un aumento del costo di produzione dei libri ed implica una diminuzione della quantità offerta per ogni dato prezzo  spostamento verso l’alto (sinistra). La curva di D non viene a modificarsi perché per ogni dato prezzo la quantità domandata rimarrà inalterata: la curva di D non si sposta

13 Direzione ed entità dello spostamento L'imposta sulla produzione equivale ad un aumento del costo di produzione dei libri. Implica perciò una diminuzione della quantità offerta per ogni dato prezzo  spostamento a sinistra. Per offrire la stessa quantità di bene del vecchio equilibrio il prezzo dovrebbe essere inferiore di un ammontare pari all’imposta. Anche in questo caso lo spostamento sarà pari ad 1€, cioè l’ammontare dell’imposta

14 O1 D A C B Q P Pc=5.4 Pa=5 Pb=4.4 O2 P A = prezzo al netto dell’imposta P B = prezzo del venditore P C = prezzo del compratore P C - P B = ammontare imposta

15 Effetti imposta: confrontiamo il vecchio e il nuovo equilibrio Ci spostiamo dal punto A al punto B. Il prezzo di equilibrio aumenta, mentre diminuisce la quantità complessivamente scambiata nel mercato L’IMPOSTA RIDUCE LA DIMENSIONE DEL MERCATO

16 Chi paga l’imposta? I venditori per ogni unità venduta ricevono un prezzo maggiore (5.4 €) ma dopo aver pagato l’imposta ottengono un ricavo netto inferiore a quello precedente  sono nel complesso danneggiati I consumatori pagano al venditore un prezzo superiore (pc)  sono nel complesso danneggiati LE IMPOSTE SUL CONSUMO E SULLA PRODUZIONE HANNO EFFETTI EQUIVALENTI SUL MERCATO In entrambi i casi creano una differenza tra il prezzo pagato dal consumatore e quello incassato dal produttore. Si modificano le posizioni relative delle curve di domanda e offerta e quando il mercato raggiunge il nuovo equilibrio il compratore paga un prezzo superiore a quello precedente all’introduzione dell’imposta, mentre il venditore incassa di meno.

17 O D Q P P cons P netto P produtt Ammontare imposta

18 ELASTICITA’ E INCIDENZA DELL’IMPOSTA Qual è l’incidenza dell’imposta sui due gruppi di agenti? Consideriamo l’effetto della tassazione su due mercati differenti. D O P Q P Q O D P cons P netto P prod Ammontare imposta

19 1. Domanda relativamente meno elastica L’imposta fa diminuire di poco il prezzo ricevuto dal venditore, mentre ha un effetto maggiore sul prezzo pagato dall’acquirente  l’imposta incide maggiormente sul compratore 2. Domanda relativamente più elastica Con l’introduzione dell’imposta il prezzo pagato dal consumatore non aumenta di molto, mentre quello ricevuto dal venditore diminuisce sensibilmente  l’imposta influisce maggiormente sul venditore L’ONERE DI IMPOSTA RICADE MAGGIORMENTE SULLA COMPONENTE CHE PRESENTA UN’ELASTICITA’ MINORE, POICHE’ QUELLA E’ LA PARTE DI MERCATO CHE REAGISCE MENO FACILMENTE ALL’INTRODUZIONE DELL’IMPOSTA FACENDO VARIARE LA QUANTITA’ CHE DOMANDA O CHE OFFRE.

20 Economia del benessere

21 In un’economia di mercato l’interazione tra D e O determina il prezzo dei beni e la relativa quantità venduta  abbiamo una descrizione del meccanismo con cui si allocano le risorse scarse tra usi alternativi. Possiamo domandarci quale rapporto c’è tra allocazione delle risorse e benessere economico. Questo è ciò che fa tipicamente l’ECONOMIA DEL BENESSERE Risponderemo a due domande: Quali benefici traggono compratori e venditori dal partecipare ad un mercato? Questi benefici sono massimizzati?

22 Alla prima domanda si risponde introducendo i concetti di rendita del consumatore e del produttore. Rendita del consumatore: Ogni punto della curva di D mostra il prezzo massimo che ciascun potenziale acquirente è disposto a pagare  è la somma che ognuno è disposto a versare per procurarsi quella quantità di bene. P Q D A Pa Qa Per la quantità Qa si è disposti a versare un prezzo pari a Pa, non superiore

23 Questo prezzo massimo indica la DISPONIBILITA’ A PAGARE, cioè il valore che attribuiamo al bene (è una misura dell’utilità che traiamo dall’avere il bene). Supponiamo che il prezzo da noi effettivamente pagato per un bene sia minore della nostra disponibilità a pagare. Acquistiamo ad es. un CD ad un prezzo minore di quello massimo che saremmo disposti a pagare. Ricaviamo un beneficio e siamo contenti dell’affare P Q Prezzo massimo Prezzo effettivo

24 Diciamo in questi casi che abbiamo avuto una rendita del consumatore: differenza tra il massimo che un compratore è disposto a pagare e prezzo effettivo corrisposto. Graficamente: L’area compresa tra la curva di D e il livello del prezzo è la misura della rendita del consumatore sul mercato. L’area è la somma di tutte e rendite del consumatore di tutti gli acquirenti del bene P Q D A Pa Qa

25 Come aumenta la rendita al diminuire del prezzo? L’incremento si scompone in 2 parti: Aumento della rendita per chi già acquistava la quantità Q1 al prezzo p1 (area BCED)  ora beneficiano di un prezzo ancora inferiore Rendita del consumatore dei nuovi compratori disposti ad entrare nel mercato in seguito alla  del prezzo (area CEF). La quantità domandata dopo il loro ingresso nel mercato aumenta da Q1 a Q2. P P1 P2 Q1 Q2 Q A B C DE F Per p = p1 rendita = area ABC P  p1  p2 Per p = p2 rendita = area ADF > ABC

26 Ogni punto della curva di O mostra il prezzo minimo al quale un produttore è disposto a vendere. Il costo è dunque una misura della disponibilità ad offrire il bene. Si è disposti ad offrire la quantità Qa ad un prezzo Pa o superiore, ma non inferiore. Supponiamo che il prezzo al quale vendiamo effettivamente un bene sia maggiore della disponibilità ad offrirlo: traiamo un vantaggio dalla partecipazione al mercato e siamo contenti dell’affare. Rendita del produttore: differenza tra il prezzo effettivamente incassato e il costo di produzione. P Q O Pa Qa L’area compresa tra la curva di O e il livello del prezzo è la misura della rendita del produttore sul mercato. L’area è la somma di tutte le rendite del produttore di tutti i venditori del bene.

27 Come aumenta la rendita all’aumentare del prezzo? L’incremento si scompone in 2 parti: Aumento della rendita per chi già vendeva la quantità Q1 al prezzo p1 (area BCED)  beneficiano ora di un prezzo superiore (incremento pari all’  del P per ogni quantità aggiuntiva) Rendita del produttore dei nuovi venditori disposti ad entrare nel mercato in seguito all’  del prezzo (area CEF). La quantità venduta dopo il loro ingresso nel mercato aumenta da Q1 a Q2. P Q O p1 p2 q1q2 A B C D E F Per p = p1 rendita = area ABC P  p1  p2 Per p = p2 rendita = area ADF > ABC

28 Risponderemo a due domande: Quali benefici traggono compratori e venditori dal partecipare ad un mercato? Questi benefici sono massimizzati? Efficienza del mercato Utilizziamo i concetti di rendita del consumatore e del produttore per verificare che l’allocazione delle risorse che si determina su un libero mercato è quella ottimale, che massimizza il benessere della società. Come misura del benessere della società consideriamo la somma delle rendite di consumatori e produttori, detta rendita totale. Graficamente è rappresentata dall’area compresa tra la curva di domanda e quella di offerta

29 Quando il mercato è in equilibrio i compratori che attribuiscono al bene un valore superiore al P (AE) possono acquistarlo, mentre quelli che gli attribuiscono un valore inferiore (EB) decidono di non acquistarlo. I produttori i cui costi sono inferiori al prezzo (CE) vendono il bene, mentre quelli che hanno costi superiori (ED) e sono quindi meno efficienti decidono di non farlo. P Q B D A C E Pe Il punto di equilibrio E massimizza la rendita totale e dunque il benessere?

30 CONCLUSIONI In un mercato libero l’offerta dei beni è allocata a favore di quei compratori che gli attribuiscono un valore più elevato (misurato in termini di disponibilità a pagare) La domanda dei beni è allocata tra i produttori che possono produrlo ad un prezzo minore  NON SI PUO’ AUMENTARE IL BENESSERE RIALLOCANDO IL CONSUMO O LA PRODUZIONE La quantità prodotta è esattamente quella che massimizza la somma della rendita del produttore e del consumatore  NON SI PUO’ AUMENTARE IL BENESSERE AUMENTANDO O DIMINUENDO LA QUANTITA’ DEL BENE

31 Per q < qE valore per compratore > costo venditore Un aumento della quantità prodotta fa aumentare la rendita totale (fino al punto di equilibrio) Per q > qE valore per compratore < costo venditore Produrre una quantità superiore fa diminuire la rendita totale L’EQUILIBRIO DI MERCATO E’ UN’ ALLOCAZIONE EFFICIENTE P Q O D Pe Qe


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