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Corso di formazione per la Sicurezza sui luoghi di lavoro per Preposti, Squadra Emergenza e primo intervento del servizio di prevenzione e protezione (D.

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1 Corso di formazione per la Sicurezza sui luoghi di lavoro per Preposti, Squadra Emergenza e primo intervento del servizio di prevenzione e protezione (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) Docente Dott. Antonio Menzione Professionista esperto in Sicurezza e Prevenzione nei luoghi di lavoro e nellambiente.

2 Contenuti del corso Il quadro normativo in materia di sicurezza dei lavoratori e la responsabilità civile e penale Gli organi di vigilanza e di controllo nei rapporti con le aziende La tutela assicurativa, le statistiche e il registro infortuni I rapporti con i rappresentanti dei lavoratori Appalti, lavoro autonomo e sicurezza La valutazione dei rischi I principali tipi di rischio e le relative misure tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza I dispositivi di protezione individuale e la segnaletica di sicurezza La prevenzione incendi e i piani di emergenza La prevenzione sanitaria Linformazione e la formazione dei lavoratori

3 La sicurezza è il primo bisogno delluomo dopo la sopravvivenza. Precede ogni altra necessità sociale e senza la soddisfazione di questo stadio è praticamente impossibile proseguire lascesa verso mete più ambiziose.

4 Questi sono i bisogni che danno seguito alla vita: sicurezza dellesistenza protezione previdenza per lavvenire integrità fisica ……..

5 Conoscere i rischi presenti nel nostro lavoro significa eliminare o ridurre drasticamente la possibilità di incidenti ed i conseguenti danni a cose o persone. La conoscenza dei rischi

6 Il rischio non rappresenta levento dannoso, ma la possibilità che questo si verifichi

7 Il quadro normativo in materia di sicurezza dei lavoratori e la responsabilità civile e penale

8 FONTI DEL DIRITTO Costituzione artt. 32 e 41 Leggi, Decreti legge, Decreti legislativi, Decreti Presidente della Repubblica (anni 50), Codici Decreti ministeriali *Circolari e Linee guida Coordinamento delle Regioni

9 PRINCIPI COSTITUZIONALI ART. 32 COSTITUZIONE La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti ART. 41 COSTITUZIONE Liniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana

10 Articolo 38 Costituzione I lavoratori hanno diritto che siano previsti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria

11 Art c.c. Tutela delle condizioni di lavoro - Limprenditore è tenuto ad adottare nellesercizio dellimpresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, lesperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare lintegrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro

12 D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro D.P.R. 19 marzo 1956, n. 302 Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con D.P.R. 547/55 D.P.R. 7 gennaio 1956, n. 164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303 Norme generali per l'igiene del lavoro NORMATIVA SPECIALE

13 D.P.R. 547/55 - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro I. Disposizioni generali II. Ambienti, posti di lavoro e di passaggio III. Norme generali di protezione delle macchine IV. Norme particolari di protezione per determinate macchine V. Mezzi ed apparecchi di sollevamento di trasporto e di immagazzinamento VI. Impianti ed apparecchi vari VII. Impianti, macchine ed apparecchi elettrici VIII. Materie e prodotti pericolosi o nocivi IX. Manutenzione e riparazione X. Mezzi personali di protezione e soccorsi durgenza XI. Norme penali XII. Disposizioni transitorie e finali

14 D.P.R. 303/56 - Norme generali per ligiene del lavoro Titolo I - Disposizioni generali Titolo II - Disposizioni relative alle aziende industriali e commerciali I. Ambienti di lavoro II. Difesa dagli agenti nocivi III. Servizi sanitari IV. Servizi igienico-assistenziali V. Nuovi impianti Titolo III - Disposizioni relative alle aziende agricole Titolo IV- Norme penali Titolo V- Disposizioni transitorie e finali

15 D.P.R. 164/56 - Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni I. Campo di applicazione II. Disposizioni di carattere generale III. Scavi e fondazioni IV. Ponteggi e impalcature in legname V. Ponteggi metallici fissi VI. Ponteggi movibili VII. Trasporto dei materiali VIII. Costruzioni edilizie IX. Demolizioni X. Norme penali XI. Disposizioni finali

16 Campo di applicazione del 547/55 e del 303/56 Si applicano a tutte le attività, sia pubbliche che private, alle quali siano addetti lavoratori subordinati o ad essi equiparati, fatte salve alcune specifiche attività espressamente escluse in quanto disciplinate da altre normative (es. esercizio di miniere e cave, servizi e impianti gestiti dalle Ferrovie, esercizio di trasporti pubblici, ecc.)

17 Campo di applicazione del 547/55 e del 303/56 Per lavoratore subordinato si intende colui che fuori dal proprio domicilio presta il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione altrui, con o senza retribuzione, anche al solo scopo di apprendere un mestiere, unarte o una professione

18 Soggetti destinatari del 547/55 e del 303/56 Datori di lavoro Dirigenti Preposti Lavoratori

19 D.Lgs. 277/91 Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro (piombo, amianto, rumore)

20 Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n. 626 Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

21 Direttive Comunitarie recepite con il D.Lgs. 626/94 89/391 CEE: misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. 89/654 CEE: prescrizioni minime nei luoghi di lavoro 89/655 CEE: requisiti minimi per luso delle attrezzature da lavoro. 89/656 CEE: attrezzature di protezione individuale durante il lavoro.

22 Direttive Comunitarie recepite con il D.Lgs. 626/94 90/269 CEE: movimentazione manuale dei carichi. 90/270 CEE: videoterminali. 90/394 CEE: agenti cancerogeni. 90/679 CEE: agenti biologici. 95/63 CEE: requisiti minimi di sicurezza e salute per luso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori

23 DECRETI MINISTERIALI attuativi del Dlgs 626/94 D.M. 16 gennaio 1997: Individuazione dei contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei datori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. D.M. 10 marzo 1998: Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dellemergenza dei luoghi di lavoro D.Lgs n /03/96: "modifiche ed integrazioni al D.Lgs 626/94; D.Lgs n /2/00: protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro. LEGGE 29 dicembre 2000, n attività al videoterminale D.Lgs n /2/02: rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro. Decreto 15 luglio 2003 n. 388: Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale

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25 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO D.Lgs. 81/2008 TESTO UNICO Cosa cambia

26 Perché il D.Lgs. 81 del 9 Aprile 2008? Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sin dallinizio del suo mandato ha portato allattenzione dellOpinione pubblica la salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Il Presidente si è fatto carico in prima persona nei confronti del Parlamento e del Governo di garantire il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro

27 Cosa cambia dal punto di vista normativo TUTTO : vengono tagliati dall art. 304 (abrogati), fra gli altri, i mostri sacri della attuale Legislazione in tema SSL.: DPR 303/1956 DPR 547/1955, DPR 164/1956, DLgs 626/1994, DLgs 494/1996

28 Cosa cambia dal punto di vista normativo NIENTE: la quasi totalità delle disposizioni contenute in quei provvedimenti vengono incollati nel disposto del D.Lgs. 81/2008 in 306 articoli e 51 allegati

29 Certamente qualcosa di nuovo ci sarà Aumenteranno gli adempimenti, anche burocratici e gli importi delle sanzioni per le non conformità Vi è una definizione amplissima di Lavoratore Vi è una definizione puntuale di Preposto Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) avrà maggior spessore

30 (segue): Sono valorizzati i Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza nei Modelli di Organizzazione e Gestione (art. 30) Medici del Lavoro e RSPP dovranno collaborare maggiormente Le visite mediche pre assuntive saranno vietate Maggior responsabilizzazione del Committente negli appalti (cfr anche D.M n. 74 pubblicato su G.U ) Alcune Istituzioni avranno anche ruolo di consulenza

31 (segue): La Valutazione dei Rischi dovrà riguardare malattie stress correlate, lavoratrici madri ed altre categorie deboli

32 VI PRESENTO IL TESTO UNICO Titolo I: Disposizioni generali Titolo II: Luoghi di lavoro Titolo III: Attrezzature e DPI Titolo IV: Cantieri temporanei e mobili Titolo V: Segnaletica Titolo VI: Movimentazione manuale dei carichi Titolo VII: Videoterminali Titolo VIII: Agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, atmosfere iperbariche) Titolo IX: sostanze pericolose (Agenti chimici, cancerogeni/mutageni e amianto) Titolo X: Agenti Biologici Titolo XI: Atmosfere esplosive Titolo XII: Disposizioni transitorie e finali - da art. 298 a Modifiche al D.Lgs. 231/2001, art. 25-septies e abrogazioni norme precedenti

33 Soggetti Motori Il lavoratore Il datore di lavoro Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Il Medico Competente Il dirigente Il preposto Il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori Gli addetti alle squadre di emergenza e primo soccorso

34 Lavoratore Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Equiparati: il socio lavoratore di cooperativa o di società l'associato in partecipazione tirocinanti allievi degli istituti di istruzione ed universitari e di corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi videoterminali ai periodi di effettiva applicazione volontari volontari dei vigili del fuoco e della protezione civile; volontari in servizio civile; il lavoratore LSU

35 Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e lassetto dellorganizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dellorganizzazione stessa o dellunità produttiva in quanto esercita (non più: è titolare de) i poteri decisionali e di spesa. Nelle imprese individuali è il TITOLARE DELLIMPRESA Nelle società è LINTERO CDA IN ASSENZA DI DELEGA VALIDA IL DATORE DI LAVORO

36 Datore di Lavoro Valuta i rischi aziendali, redige il documento della sicurezza, programma le misure di prevenzione e protezione e individua i dispositivi di protezione individuale da assegnare al personale. Nomina il responsabile e gli addetti del servizio di prevenzione e protezione e, nei casi previsti, il medico competente che provvede al controllo sanitario, preventivo e periodico dei lavoratori.

37 Datore di Lavoro Provvede alla informazione e formazione dei lavoratori sui rischi e sulle misure di sicurezza da adottare e alladdestramento alluso delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuali. Consulta, preventivamente, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in merito alla valutazione dei rischi per linformazione e la formazione dei lavoratori. Nomina i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di gestione delle emergenze (lotta antincendio, evacuazione, pronto soccorso)

38 R.S.P.P. Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Collabora con il datore di lavoro e, per suo conto: individua i fattori di rischio, le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente coordinando la stesura del documento di valutazione dei rischi; elabora, per quanto di sua competenza, le misure di prevenzione e di protezione e i sistemi di controllo di tali misure;

39 R.S.P.P. Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione elabora le procedure di sicurezza per le varie attività lavorative; partecipa a consultazioni, riunioni e sopralluoghi in materia di tutela della salute e di sicurezza riferite alla riunione periodica di prevenzione e protezione;

40 R.S.P.P. Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione propone programmi di informazione e formazione dei lavoratori; fornisce ai lavoratori le informazioni relative ai rischi per la sicurezza e la salute comuni allattività aziendale

41 Medico competente Partecipa alla valutazione dei rischi; Effettua la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa vigente, collabora con il datore di lavoro e con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione; effettua gli accertamenti sanitari rivolti ai lavoratori ed esprime giudizi di idoneità alla mansione;

42 Medico competente istruisce ed aggiorna la cartella sanitaria dei lavoratori; fornisce informazioni ai lavoratori sul significato e sul risultato degli accertamenti sanitari; collabora alla preparazione ed alla gestione delle procedure di primo soccorso

43 IL DIRIGENTE Prima del Testo Unico non esisteva una definizione normativa «Il tratto caratterizzante della figura del dirigente è rappresentato dallesercizio di un potere ampiamente discrezionale che incide sullandamento dellintera azienda o che attiene ad un autonomo settore produttivo della stessa, non essendo per converso necessaria la preposizione allintera azienda» Cass. Civ., sez. Lavoro, sent. n dell art. 2, lett. d) del Testo Unico Persona che in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattività lavorativa e vigilando su di essa

44 Prima del Testo Unico non esisteva una definizione normativa «Al preposto compete tutto quanto concerne la direzione e la sorveglianza degli operai che gli sono sottoposti, affinché dagli stessi non vengano eseguite operazioni o manovre avventate dalle quali possano scaturire condizioni di pericolo». Cass. Pen., sez. IV, sentenza del art. 2, lett. e) del Testo Unico Persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce lattuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa IL PREPOSTO

45 Cosa fa lRLS (art. 50) COMMA 1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: Accede ai luoghi di lavoro È consultato preventivamente su: Valutazione dei rischi, allindividuazione, programmazione, Realizzazione e verifica della prevenzione nellazienda o unità produttiva Designazione del responsabile del servizio di prevenzione Degli addetti al servizio di prevenzione Allattività di prevenzione incendi Al primo soccorso Alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente Allorganizzazione della formazione sulla prevenzione

46 …..Cosa fa l RLS Riceve informazioni su documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi misure di prevenzione documentazione inerente le sostanze ed ai preparati pericolosi, le macchine, gli impianti organizzazione degli ambienti di lavoro infortuni malattie professionali informazioni provenienti dai servizi di vigilanza Riceve formazione adeguata Promuove l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione per la tutela della salute e integrità fisica dei lavoratori;

47 formula …..Cosa fa l RLS 1. Osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti,dalle quali è, di norma, sentito; è, di norma, ascoltato dalle autorità competenti; 2. Partecipa alla riunione periodica di cui all'articolo 35; 3. Fa proposte in merito alla attività di prevenzione; 4. Avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; 5. Può fare ricorso alle autorità competenti se ritiene che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

48 2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre - del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione, - dei mezzi - degli spazi necessari Non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali. …..Cosa fa l RLS

49 3.Le modalità per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale. 4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta, riceve copia del documento di valutazione dei rischi 5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori - del committente - delle imprese appaltatrici, su loro richiesta ricevono copia del documento UNICO di valutazione dei rischi per le interferenze 6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle norme sulla privacy e del segreto industriale di cui sia venuto a conoscenza nell'esercizio delle funzioni …..Cosa fa l RLS

50 Il Testo Unico detta, per la prima volta, le condizioni di validità della delega di funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In precedenza dottrina e giurisprudenza ne avevano individuato natura e caratteristiche. LA DELEGA DI FUNZIONI

51 In ogni caso, il datore di lavoro non può delegare i seguenti obblighi: Valutazione dei Rischi e redazione del relativo documento;Valutazione dei Rischi e redazione del relativo documento; nomina del RSPP.nomina del RSPP. LA DELEGA DI FUNZIONI

52 Condizioni espressamente indicate dalla legge (art. 16): la funzione deve essere delegabile la delega deve essere conferita con atto scritto recante data certa il delegato deve possedere i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti per la natura delle funzioni delegate la delega deve trasferire tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla natura della funzione delegata al delegato deve essere attribuita lautonomia di spesa necessaria per lo svolgimento delle funzioni delegate la delega deve essere accettata per iscritto dal delegato alla delega deve essere data adeguata e tempestiva pubblicità LA DELEGA DI FUNZIONI

53 La delega di funzioni non esclude lobbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. LA DELEGA DI FUNZIONI

54 Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi Fornisce precisazioni metodologiche in merito alla valutazione, ricavandole prevalentemente da anni di prassi applicativa in relazione al D.Lgs. 626/94. Viene confermata la possibilità, fino al 2012, per i datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti, di autocertificare leffettuazione della valutazione.

55 Art.28 Oggetto della valutazione dei rischi (ex art.4/626) E obbligo del datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli legati allo stress lavoro-correlato, alle differenze di genere e alle lavoratrici in stato di gravidanza, alletà e allindividuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici. Il Dvr deve avere data certa, indicare il RSPP, i RSL, il medico competente, le mansioni che possono esporre a rischi specifici e contenere le scelte rilevanti sul piano prevenzionisistico e dello.d.l., nonché contenere le procedure per lattuazione delle misure di protezione e prevenzione adottate e da adottare. Il d.l quindi deve valutare il rischio rapina, da considerare come rischio stress lavoro- connesso, ed ha la piena responsabilità di come viene organizzato il lavoro e gli strumenti di contrasto dentro il posto di lavoro al fine di minimizzarne la probabilità e la gravità dei danni e traumi psicofisici dei lavoratori e dei clienti. A tal fine devono essere prese in considerazione non solo le misure antirapina, ma anche misure integrative come la formazione e laddestramento. E competenza delle Asl verificare come il datore di lavoro abbia provveduto a tale valutazione.

56 LA DATA CERTA Il D. Lgs. n. 81/2008 non offre indicazioni in merito alle modalità con le quali deve essere attribuita data certa al DVR. Nel Codice Civile (art. 2704) una scrittura privata viene considerata come avente data certa se: - la sottoscrizione è autenticata da un notaio o da un Pubblico Ufficiale; - è stata registrata; - è riprodotta in un atto pubblico; - si verifica un fatto che stabilisca in modo egualmente certo lanteriorità della formazione del documento (in questo senso, la giurisprudenza ha ritenuto che il timbro postale sia idoneo a conferire certezza alla data di un documento, se lo scritto faccia corpo unico con il foglio sul quale il timbro stesso risulti apposto; Cass. Civ., sent. n del ) -La firma con gli RLS e il MC del documento stabilisce data certa

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58 IDENTIFICAZIONE DEI FATTORI I RISCHIO Controllo delle attrezzature di lavoro Elenco di materiali e di sostanze pericolose Elencazione ed esame dei processi lavorativi Lavorazioni di per sè pericolose, per esempio che espongono a pericoli di intossicazione, di schiacciamento, di amputazione, di ferimento, di caduta dall'alto, ecc. VALUTAZIONE DEI RISCHI

59 IDENTIFICAZIONE DEI FATTORI I RISCHIO Posti di lavoro dove l'attività svolta è pericolosa (alte temperature, pericolo di cesoiamento, ecc.) Posti di lavoro esposti a sostanze pericolose (vapori di solventi, polveri, fumi, nebbie) Posti di lavoro con esposizioni a rumore, a vibrazioni, a radiazioni, ecc. VALUTAZIONE DEI RISCHI

60 RIDUZIONE E/O ELIMINAZIONE DEI RISCHI interventi radicali su macchine, attrezzature di lavoro, impianti o nell'organizzazione, accorgimenti tecnici (incapsulare o segregare le macchine, predisporre barriere fotoelettriche, ecc.) misure comportamentali VALUTAZIONE DEI RISCHI

61 RIDUZIONE E/O ELIMINAZIONE DEI RISCHI provvedimenti organizzativi (allontanamento delle persone da certi settori o lavori pericolosi) dispositivi di protezione individuali programmazione degli interventi di prevenzione e protezione. VALUTAZIONE DEI RISCHI

62 STIMA DELL'ENTITÀ DELLE ESPOSIZIONI AI PERICOLI riguarda una valutazione della frequenza e della durata delle operazioni che comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. VALUTAZIONE DEI RISCHI

63 Altamente probabile probabile Poco probabile 2468 (P) improbabile 1234 LieveMedioGravegravissimo ScaladelDanno (D) VALUTAZIONE DEI RISCHI MATRICE DEL RISCHIO

64 R > 8 Alto rischio Azioni correttive indilazionabili R tra 4 e 8 Medio rischio Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza R tra 2 e 3 Basso rischio Azioni correttive/migliorative da programmare nel breve- medio termine R = 1 Rischio non significativo Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione VALUTAZIONE DEI RISCHI Criteri per definire priorita e programmazione degli interventi di protezione e di prevenzione da adottare

65 VALUTAZIONE DEI RISCHI

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67 Art.25 Obblighi del medico competente (ex art.17 dlgs 626) Per la prima volta è definito espressamente come soggetto che collabora con il datore di lavoro e con lRspp alla valutazione dei rischi, definisce la programmazione della sorveglianza sanitaria, la predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psicofisica dei lavoratori, predispone protocolli sanitari in funzione di rischi specifici, lattività di formazione ed informazione, lorganizzazione del servizio di primo soccorso, infine ha la possibilità di stabilire e far registrare nel Dvr, visite degli ambienti di lavoro più frequenti rispetto allattuale normativa.

68 …….. art.25 Fornisce informazioni ai lavoratori e, a richiesta, ai Rls; informa il lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria, gli rilascia, a richiesta, copia della documentazione, e comunica ai Rls, in occasione della riunione periodica, i risultati anonimi collettivi. Ha lobbligo della custodia delle cartelle sanitarie (modificato) e quello della loro consegna al datore di lavoro alla cessazione dellincarico. Al fine di monitorare la loro attività viene disposto di inviare allIspesl le cartelle sanitarie e di rischio. Nellelenco delle nuove malattie professionali emesso dal M.Lavoro il 14/1/08, vengono inserite le malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzioni dello.d.l. Il medico accerta la malattia, la deve denunciare alla direz.ne prov. del lavoro e il lavoratore la deve segnalare al datore di lavoro.

69 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI La variazione più significativa è introdotta allarticolo 167, in relazione ai rischi derivanti dalla movimentazione manuale dei carichi: viene infatti codificato il rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, mantenendo sempre il riferimento specifico ai rischi dorso lombari, ma ampliando lo spettro a tutti i rischi derivanti dai movimenti ripetitivi che coinvolgono soprattutto gli arti superiori. Viene così codificato e recepito quanto già diffuso a livello di linee guida valutative per questi tipi di rischio (metodo OCRA, linee guida regionali, ecc). Larticolo 169 sulla formazione ed informazione include ora la previsione espressa delladdestramento sulle manovre e procedure di movimentazione manuale dei carichi.

70 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Per quanto riguarda gli allegati si rileva leliminazione del riferimento ai 30 Kg., quale peso massimo movimentabile manualmente da un solo uomo. Ciò implica un riferimento ad un rischio derivante da carico troppo pesante, molto generico e quindi facilmente contestabile.

71 ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALE Le variazioni più significative riguardano: linclusione nel campo di applicazione del titolo VII anche dei computer portatili, prima esclusi in quanto non facenti parte di una postazione fissa munita di videoterminale; lobbligo di organizzare e predisporre in conformità ai requisiti minimi dellallegato XXXIV tutti posti di lavoro ricadenti nellambito di applicazione del titolo VII e non solo quelli dei lavoratori che ricadono nella definizione di addetti al videoterminale, come invece previsto allarticolo 58 del D.lgs. 626/94. La definizione di posto di lavoro comprende anche il mouse e la sua disposizione ergonomia, così come la si trova dettagliata anche negli allegati. Per quanto riguarda le pause (articolo 175), prima previste nella misura di 15 minuti ogni 120 minuti di attività, solo nel caso di attività al videoterminale della durata di almeno 4 ore consecutive, vengono ora previste sempre nella misura di 15 minuti ogni 120 minuti di attività al videoterminale senza la condizione della continuità dellattività di almeno 4 ore. La variazione non è di poco conto per call-center, centri di elaborazione dati, ecc.

72 ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALE Le variazioni presenti negli allegati con i requisiti minimi delle postazioni munite di videoterminale sono di fatto il recepimento delle linee guida già esistenti in materia di ergonomia degli uffici ed includono: il corretto posizionamento dello schermo; il corretto posizionamento del mouse; laltezza e la profondità del piano di lavoro; lo schienale. Solo nellambito delle prescrizioni minime per i computer portatili va segnalato che viene prescritta, in caso di impiego prolungato, la fornitura di tastiera e mouse esterni, prevedendo quindi la costituzione di una postazione fissa, nonostante la presenza di un elaboratore portatile.

73 PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI Art. 201 – Viene introdotto il valore limite di esposizione su periodi brevi (20 m/s2 per il sistema mano braccio, 1,5 m/s2 per il corpo intero). Viene ridotto il valore limite di esposizione giornaliera per il corpo intero (da 1,15 m/s2 passa a 1,0 m/s2). In caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente.

74 Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici Le disposizioni contenute nel titolo VIII, capo IV, disciplinano la materia della prevenzione dei rischi da esposizione ai campi elettromagnetici. Le stesse disposizioni, tuttavia, entreranno in vigore a decorrere dal 30 aprile Questa decorrenza è prevista da una direttiva comunitaria già adottata ed in corso di pubblicazione che modifica la decorrenza già stabilita dalla precedente direttiva (2004/40/CE, art. 13, § 1) al 30 aprile 2008

75 PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI Le disposizioni contenute nel titolo VIII, capo V, disciplinano per la prima volta la materia della prevenzione dei rischi da radiazioni ottiche. Le stesse disposizioni entreranno in vigore a decorrere dal 26 aprile 2010.

76 PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI Pur mantenendo invariato il campo di applicazione rispetto alla previgente normativa in materia, la disciplina relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dalla presenza o esposizione ad agenti chimici (pericolosi) presenta diversi cambiamenti rispetto a quanto normato dal previgente Titolo VII-bis. In questa prima analisi, ci soffermeremo solamente sulla novità di maggior rilievo. Allart. 224, co. 2, viene infatti introdotto il concetto di "rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute" in sostituzione del rischio moderato previsto dallart. 72-quinquies del D.Lgs. 626.

77 PROTEZIONE DA AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI Non vi sono novità di particolare rilievo da segnalare.

78 PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALLESPOSIZIONE ALLAMIANTO Come per gli agenti chimici, anche in questo caso il campo di applicazione resta invariato: fermo restando quanto previsto dalla legge 257/1992, le norme in esame si applicano alle rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate.

79 PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALLESPOSIZIONE ALLAMIANTO Tra le novità si segnala che lart. 251, co. 1, lett. b) stabilisce che i lavoratori esposti alla polvere proveniente dallamianto o dai materiali contenenti amianto devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nellaria e tale da garantire allutilizzatore in ogni caso che laria filtrata presente allinterno del DPI sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato allarticolo 254 (0,1 fibre/cm3 di aria). Inoltre lutilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodi di riposo adeguati allimpegno fisico richiesto dal lavoro e laccesso alle aree di riposo deve essere preceduto da idonea decontaminazione.

80 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Non vi sono novità di rilievo da segnalare, a parte laggiornamento dei riferimenti legislativi in materia di Microrganismi Geneticamente Modificati (MGM): lart. 76 del D.Lgs. 626/94 richiamava l'art. 4 del D.Lgs. 91/1993, ora abrogato, mentre lattuale art. 269 fa riferimento allallegato IV del D.Lgs.206/2001. Si ricorda che il sopra citato Allegato IV individua le misure di contenimento e altre misure di protezione per le attività che prevedono la presenza di MGM (microrganismi geneticamente modificati).

81 ATMOSFERE ESPLOSIVE Le disposizioni del nuovo Testo Unico relative alla protezione da atmosfere esplosive (articoli da 287 a 297 e relativi Allegati L e LI) riproducono pressoché fedelmente i contenuti degli articoli da 88 bis a 88 undecies e degli allegati XV bis e XV ter del D.Lgs. n. 626/1994. Nella definizione di atmosfera esplosiva sono scomparse le ultime due righe in cui, dopo accensione, la combustione si propaga allinsieme della miscela incombusta. E da sottolineare che, ai sensi dellart. 306, comma 1, del TU (Disposizioni finali), il DPR 19 marzo 1956, n. 302, sulla prevenzione dei rischi connessi alla produzione e impiego di esplosivi, resta in vigore ad integrazione delle disposizioni contenute nel Titolo XI dello stesso TU.

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83 NORME DI COMPORTAMENTO ALLA GUIDA DEGLI AUTOMEZZI AZIENDALI

84 È nostra opinione che la conoscenza delle cose, dei fatti e delle situazioni, ovvero linformazione, costituisca la condizione più efficace per orientare lattenzione e linteresse su un determinato argomento. Il nostro obbiettivo è quello di richiamare lattenzione sulla guida degli autoveicoli e più precisamente sulle potenzialità di rischi che ci accingiamo ad affrontare allorquando girata la chiave di accensione del motore, ci immettiamo nel movimento della circolazione stradale. CONOSCERE PER PREVENIRE

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91 RESPONSABILITÀ E SISTEMA SANZIONATORIO

92 RESPONSABILITA CIVILE PENALE AMMINISTRATIVA

93 REATI DELITTI Multa Reclusione CONTRAVVENZIONI Ammenda Arresto

94 DELITTI Art. 437 C.p. - Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro Art. 451 C.p. - Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro Art. 589 C.p. - Omicidio colposo Art. 590 C.p. - Lesioni personali colpose

95 ARTICOLO 437 C.P. –Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro - Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

96 ARTICOLO 451 C.P. Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro - Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati alla estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da Euro 103 a 516.

97 ARTICOLO 589 C.P. –Omicidio colposo - Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona,... se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro,... è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

98 ARTICOLO 590 C.P. –Lesioni personali colpose - Chiunque cagiona da altri, per colpa, una lesione personale.. con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.. è punito, se le lesioni sono lievi, con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a Euro 516; se le lesioni sono gravi con la reclusione da due a sei mesi o con la multa da Euro 206 a 619; se le lesioni sono gravissime con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da Euro 619 a 1239.

99 REATO DOLOSO Il reato è doloso, o secondo lintenzione, quando levento dannoso o pericoloso, che è il risultato dellazione od omissione da cui la legge fa dipendere lesistenza del reato, è dallagente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione

100 REATO COLPOSO Il reato è colposo, o contro lintenzione, quando levento, anche se preveduto, non è voluto dallagente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline

101 CONTRAVVENZIONI Violazione a norme speciali in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro

102 Gli organi di vigilanza e di controllo nei rapporti con le aziende

103 PRESCRIZIONE In caso di riscontro di una contravvenzione lorgano di vigilanza impartisce al contravventore una prescrizione con: 1) termine per la regolarizzazione (prorogabile a richiesta motivata) 2) imposizione di specifiche misure per far cessare il pericolo

104 lorgano di vigilanza comunica al PM la notizia di reato che viene iscritta nel registro ma congelata (sospensione del procedimento) comunica la prescrizione al rappresentante legale dellimpresa entro 60 giorni verifica lottemperanza

105 a) ottemperanza: il contravventore viene ammesso al pagamento in via amministrativa, entro 30 giorni, di una somma pari a 1/4 del massimo dellammenda stabilita per quella contravvenzione se il pagamento avviene nei tempi dovuti il reato si estingue b) non ottemperanza lorgano di vigilanza ne informa il PM lazione penale riprende

106 La tutela assicurativa, le statistiche e il registro degli infortuni

107 Infortunio sul lavoro linfortunio rientra nelloggetto della tutela sociale se: avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro da cui sia derivata la morte o uninabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale ovvero uninabilità temporanea assoluta con astensione dal lavoro per più di tre giorni »

108 Cass. Sez. lavoro sent del 23/2/95 La responsabilità del datore di lavoro in materia di infortuni è fondata sul disposto dellart cc. In base al quale limprenditore è tenuto ad adottare nellesercizio dellimpresa, le misure che secondo la particolarità del lavoro, lesperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare lintegrità fisica e la personalità morale dei lavoratori; rispetto alla norma suddetta, che impone un obbligo generale di diligenza – la cui violazione determina la responsabilità del datore di lavoro sul quale incombe lonere di provare di aver adottato tutte le misure di prevenzione necessarie e che linfortunio non è casualmente ricollegabile alla inosservanza di tale obbligo – le disposizioni legislative in tema di prevenzione di infortuni, quali il DPR 164/56 relativo alla materia delle costruzioni, hanno carattere applicativo del più ampio principio in essa contenuto e le misure che tali disposizioni prevedono, hanno carattere meramente esemplificativo con la conseguenza che la loro inosservanza non esaurisce il generale dovere di adottare ogni misura idonea a proteggere lincolumità dei lavoratori dipendenti.

109 Infortuni sul lavoro

110 Infortuni mortali

111 Malattia professionale Lassicurazione è obbligatoria se la malattia professionale è : 1)indicata nella Tabella approvata con Dpr 336/94, contratta nellesercizio e a causa delle lavorazioni specificate e manifestatasi entro i termini indicati nella stessa ovvero 2) non indicata in Tabella, se il lavoratore ne dimostri lorigine professionale (Corte Cost. 179/88, art. 10 Dlgs. 38/2000)

112 Malattie professionali denunciate allINAIL

113 INAIL Ente pubblico non economico a carattere nazionale che gestisce in regime di monopolio lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

114 Fonti normative Testo unico approvato con D.P.R. n del 30 giugno 1965 D.Lgs. n. 38 del 23 febbraio 2000

115 Rapporto assicurativo Insieme delle relazioni giuridiche esistenti tra i soggetti dellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali obbligatorio per legge automaticità della costituzione automaticità delle prestazioni

116 il registro deve essere conforme al modello approvato dal Ministero del lavoro deve essere vidimato, prima della messa in uso, dalla ASL competente per territorio deve essere conservato per 4 anni dallultima registrazione Registro infortuni Le aziende soggette al D.Lgs. 81/08 devono tenere sul posto di lavoro un registro nel quale siano annotati cronologicamente tutti gli infortuni, completi di tutti i dati specificati nella norma, che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno

117 Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 516,00 euro a 3.098,00 per la mancata, o non conforme, tenuta del registro.

118 Responsabilità civile del datore di lavoro Fatto-reato perseguibile dufficio (prognosi superiore a 40 giorni, lesioni personali colpose gravi o gravissime, morte) con violazione di norme di igiene /prevenzione imputabile al d.l. o a coloro del cui operato debba rispondere (art.2049 c.c.)

119 INCIDENTI, INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI SONO RICONDUCIBILI A: carenze di misure tecniche adottate nella pratica operativa; determinanti causali o concorrenti insiti nellorganizzazione del lavoro e nei comportamenti rischiosi, tra cui: – corretta valutazione del rischio; – modalità di organizzazione del processo lavorativo; – programmazione delle attività di manutenzione; – definizione delle necessarie procedure di lavoro; – informazione e formazione degli addetti; – sistema organizzativo di verifica delladeguatezza, attuazione ed efficienza delle misure di prevenzione;

120 La valutazione dei rischi

121 AGGIORNAMENTO E MIGLIORAMENTO CONTINUO DELLE MISURE DI SICUREZZA ORGANIZZAZIONE DELLA PREVENZIONE IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI VALUTAZIONE DEL RISCHIO PROGRAMMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE: PIANIFICAZIONE DOCUMENTO DELLA SICUREZZA - AUTOCERTIFICAZIONE AZIONI DI MANTENIMENTO NEL TEMPO DEI LIVELLI DI SICUREZZA RAGGIUNTI REGISTRO DEI CONTROLLI PERIODICI x manutenzioni VERIFICA di SVILUPPO del PROGRAMMA di PREVENZIONE

122 PERICOLO (HAZARD): qualità o proprietà intrinseca di una determinata entità (per esempio materiali o attrezzature da lavoro, metodi e pratiche di lavoro) avente il potenziale di causare danni e distinguibile in: 1.Pericolo per la sicurezza (safety hazard) ovvero quelle condizioni che possono determinare incidenti con danni allindividuo; 2.Pericolo per la salute (health hazard) : ovvero quelle circostanze o agenti che possono colpire la salute delloperatore o della sua prole, sia nellimmediato che nel futuro

123 RISCHIO (RISK): probabilità matematica che un evento si verifichi, ovvero che sia raggiunto il livello potenziale di danno. R = P x D Ove R = rischio P = Probabilità di accadimento D = Danno atteso (magnitudo)

124 Valutazione dei rischi I FATTORI DI RISCHIO PER LA SICUREZZA: STRUTTURE E/O AMBIENTI DI LAVORO MACCHINE E/O APPARECCHIATURE IMPIANTO ELETTRICO INCENDIO-ESPLOSIONE

125 Fattori di rischio per la Sicurezza Aree di transito e spazi di lavoro Scale Macchine Attrezzi manuali Manipolazione di oggetti o animali Immagazzinamento oggetti Apparecchi di sollevamento Mezzi di trasporto Impianti elettrici Apparecchi a pressione Gas compressi e liquefatti Rischi di incendio e esplosione Presenza di esplosivi Rischi chimici

126 Valutazione dei rischi I FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE: AGENTI CHIMICI E/O CANCEROGENI AGENTI FISICI AGENTI BIOLOGICI MOVIM. MANUALE DEI CARICHI UTILIZZO DI ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALE

127 Fattori di rischio per la Salute Agenti chimici Agenti cancerogeni, R45 e 49, e mutageni, R46 Agenti Biologici Microclima ed illuminazione Rumore e vibrazioni Videoterminali Radiazioni ionizzanti Radiazioni non ionizzanti Ventilazione e climatizzazione locali Carico di lavoro fisico e/o mentale

128 Valutazione dei rischi I FATTORI DI RISCHIO PER LA SICUREZZA E LA SALUTE: ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PSICOLOGICI ED ERGONOMICI CONDIZIONI DI LAVORO DIFFICILE

129 Elementi fondamentali di una procedura di sicurezza identifica: - area di lavoro ed operazione da svolgere (modalità e sequenze operative) - strumenti di lavoro con cui operare - principali rischi connessi dellattività da effettuare - misure tecniche, organizzative e procedurali da adottare - DPI da usare

130 Elementi fondamentali di una procedura di sicurezza area di lavoro ed operazione da svolgere (modalità e sequenze operative) strumenti di lavoro con cui operare principali rischi connessi dellattività da effettuare misure tecniche, organizzative e procedurali da adottare DPI da usare

131 I dispostivi di protezione individuale e segnaletica di sicurezza

132 D.P.I - Dispositivi di Protezione Individuali

133 Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro i rischi Proteggono la testa, gli occhi e/o viso, ludito, le vie respiratorie, gli arti superiori, il corpo, gli arti inferiori e le cadute dallalto Devono essere conformi alla normativa vigente e devono avere marcatura CE Devono essere adeguati ai rischi, alle condizioni di lavoro e tener conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore Ben conservati e sempre efficaci

134 I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. I DPI sono scelti in funzione dellanalisi e della valutazione dei rischi; sono specifici per i vari tipi di rischio, rispondono a norme UNI-EN e devono essere marcati CE. La fabbricazione e la commercializzazione dei DPI è regolata dal D.Lgs. 475/92.

135 Dispositivi di Protezione Individuale Protezione degli arti superiori - Guanti di protezione contro i rischi meccanici (EN 388); - Guanti di protezione contro i prodotti chimici e i microrganismi (EN 374/1/2/3); - Guanti di protezione contro il calore o il fuoco (EN 407); - Guanti di protezione contro il freddo (EN 511); - Guanti elettricamente isolanti (UNI-EN 60903); - Guanti e proteggi-braccia di maglia metallica (EN ); - Guanti per ambienti sanitari. Indicazioni per la scelta: -tipo di materiale in funzione dellinquinante; - spessore; -Tasso di permeazione.

136 Dispositivi di Protezione Individuale Protezione degli occhi e del viso (EN 166) - Occhiali con o senza schermi laterali; - Occhiali a visiera/maschere; - Schermi facciali; - Schermi a mano per la saldatura; - Elmetto per la saldatura. Indicazioni per la scelta: - tipo di filtro, a seconda del rischio; - classe ottica del protettore; - resistenza meccanica; - campi di utilizzo; - eventuali richieste di trattamenti antiappannanti o antiabrasione.

137 Dispositivi di Protezione Individuale Protezione del corpo - a protezione locale (es. grembiuli per schizzi frontali); - a copertura limitata (per basse probabilità di accadimento e per rischi non gravi, come giacche o camici progettati per essere indossati su altri indumenti e per essere tolti velocemente in caso di contaminazione); - a copertura completa delloperatore (se linquinante è in grado di intaccare la pelle si ricorre a indumenti alimentati ad aria fino ad arrivare a quelli impermeabili ai gas che isolano completamente loperatore dallambiente).

138 Dispositivi di Protezione Individuale Protezione delle vie respiratorie - facciale filtrante (materiale filtrante, può essere dotato di valvola di espirazione); - semimaschera (copre solo naso e bocca); - maschera (copre tutto il viso); - elettrorespiratore (laria aspirata da un apparecchio autonomo viene filtrata e convogliata nella maschera). A seconda che dipendano o meno dallatmosfera ambiente si distinguono in: -Respiratori a filtro; -Respiratori isolanti.

139 Dispositivi di Protezione Individuale Respiratori a filtro: - Antipolvere per polveri, fibre, fumi (particelle inferiori a 4 micron) e nebbie (goccioline liquide su base acquosa o organica; - Antigas per gas e vapori (forma gassosa di sostanze liquide a temperatura ambiente); - Combinati contro particelle, gas e vapori. Respiratori isolanti sono indipendenti dallatmosfera ambiente e sono consigliati se: - % ossigeno è inferiore al 17%; - la concentrazione del contaminante supera i limiti di esposizione consentiti dai respiratori a filtro; - il contaminante ha soglia olfattiva superiore al TLV (valore limite di soglia al disotto del quale si ritiene che la maggior parte dei lavoratori sani possa rimanere esposta ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la salute.

140 Segnaletica di sicurezza E una metodologia di comunicazione e uno strumento che si basa sullimmediatezza del messaggio visivo che trasmette informazioni legate a specifiche situazioni lavorative; la trasmissione dei messaggi è affidata alla forma, ai colori e al significato dei segnali e la loro classificazione è determinata dalla combinazione di questi elementi come previsto dal D.Lgs. 493/96 che abroga il D.P.R. 524/82.

141 Segnali di divieto: vietano comportamenti pericolosi

142 Segnaletica CARTELLI DI DIVIETO Divieto di spegnere con acqua Divieto di accesso alle persone non autorizzate.

143 Segnali di avvertimento: avvertono della presenza di eventuali pericoli

144 Segnaletica D.Lgs. 493/1996 – Cartelli di avvertimento CARTELLI DI AVVERTIMENTO Materiale infiammabile o alta temperatura Materiale esplosivo Sostanze velenose Sostanze corrosive Materiale radioattivo

145 Segnaletica D.Lgs. 493/1996 – Cartelli di avvertimento CARTELLI DI AVVERTIMENTO Raggi Laser Radiazioni non ionizzanti Campo magnetico intenso Rischio biologico Sostanze nocive o irritanti Bassa temperatura

146 Segnali di prescrizione: prescrivono obblighi e comportamenti

147 Segnaletica D.Lgs. 493/1996 – Cartelli di prescrizione CARTELLI DI PRESCRIZIONE Protezione obbligatoria per gli occhi Protezione obbligatoria delludito Protezione obbligatoria delle vie respiratorie Guanti di protezione obbligatori Protezione obbligatoria del viso

148 Segnali di informazione e salvataggio: indicano uscite di sicurezza, dispositivi di salvataggio, scale di emergenza, punto di pronto soccorso, etc…..

149 Segnaletica CARTELLI DI SALVATAGGIO Percorso/uscita di emergenza Percorso da seguire Pronto soccorso Doccia di sicurezza Lavaggio degli occhi

150 Gestione delle emergenze Addetti alla Lotta Antincendio Figure coinvolte nella gestione delle emergenze, facenti parte della struttura e individuate dal datore di lavoro. Devono aver frequentato un corso di formazione di 16 ore (attività ad alto rischio) organizzato dal Servizio di Prevenzione e Protezione In collaborazione col Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco Addetti al Primo Soccorso Figure coinvolte nella gestione delle emergenze, facenti parte della struttura e individuate dal datore di lavoro. Devono aver frequentato un corso di formazione di 12 ore Organizzato dal Servizio di Medicina Preventiva dei Lavoratori

151 Segnali antincendio: indicano la collocazione di presidi antincendio fissi, portatili, di sistemi di allarme, etc…..

152 Segnaletica CARTELLI ANTINCENDIO Lancia antincendio Idrante a muro Estintore

153 Gestione delle emergenze Indicazioni presenti sulle planimetrie di emergenza

154 Segnaletica D.Lgs. 493/1996 – Esempi di cartellonistica (deposito radioattivi)

155 Segnaletica D.Lgs. 493/1996 – Esempi di cartellonistica (deposito rifiuti)

156 Strumento di prevenzione complementare alle altre misure da attuare ai fini della tutela dei lavoratori Segnaletica di sicurezza


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