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LA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA ED IGIENE NEI LUOGHI DI LAVORO NEI LUOGHI DI LAVORO Università degli Studi di Padova Corso di Laurea in Ingegneria.

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2 LA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA ED IGIENE NEI LUOGHI DI LAVORO NEI LUOGHI DI LAVORO Università degli Studi di Padova Corso di Laurea in Ingegneria Ambientale A.A. 2007/2008

3 1. LE RESPONSABILITA DI IMPRESA IN GENERALE

4 1. La responsabilità di impresa IL CONCETTO DI RESPONSABILITÀ comportamento. situazione in cui un soggetto è chiamato a rispondere verso i terzi delle conseguenze di un determinato comportamento.

5 1. La responsabilità di impresa Questo comportamento può essere: - una azione o una omissione - commesso con dolo o colpa - proprio o di terzi

6 1. La responsabilità di impresa Comportamento: -Azione (esempi: disattivare una protezione; eseguire una operazione scorretta) -Omissione (esempi: non seguire unistruzione di sicurezza; non vigilare sul comportamento altrui; non pretendere il rispetto dei doveri di sicurezza)

7 1. La responsabilità di impresa Il comportamento (attivo o passivo) può essere: - doloso (esempio: disattivare una protezione); - colposo (esempio: dimenticare una cautela necessaria) - commesso con dolo eventuale (esempio: agire anche a costo che levento dannoso si verifichi: lesempio dellincidente ripetuto) o colpa grave (agire avendo previsto la possibilità dellevento dannoso: lesempio della negligenza ripetutamente tollerata)

8 1. La responsabilità di impresa Il comportamento (attivo o passivo, doloso o colposo) può essere: -proprio; -di terzi (esempi in tutti i campi: guida dellauto; minori e incapaci; dipendenti e subordinati; fornitori di servizi pericolosi; fornitori di macchinari pericolosi; imprudenze della vittima)

9 1. La responsabilità di impresa La catena della responsabilità COMPORTAMENTO DOLOSO O COLPOSO DANNO NESSO CAUSALE (NON INTERROTTO) RESPONSABILITA OBBLIGO AL RISARCIMENTO

10 1. La responsabilità di impresa Linterruzione del nesso causale art. 41 c.p.: causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare levento nella sicurezza, il comportamento abnorme o la violazione intenzionale di una precisa istruzione

11 1. La responsabilità di impresa La responsabilità può riguardare -soggetti privati: responsabilità civile contrattuale ed extracontrattuale; -lo Stato: responsabilità penale e amministrativa

12 2. LA RESPONSABILITA PENALE

13 2. La responsabilità di impresa - la responsabilità penale - PRINCIPIO DI LEGALITA Occorre una espressa previsione legislativa del fatto vietato e della sanzione comminata

14 2. La responsabilità di impresa - la responsabilità penale - Elemento oggettivo (tipicità): 1.Comportamento 2.Evento 3.Nesso causale (antigiuridicità) 4.Assenza di cause di giustificazione (antigiuridicità) Elemento oggettivo (colpevolezza): 1.Dolo 2.Colpa

15 3. IN PARTICOLARE: LA RESPONSABILITA PENALE DELLE IMPRESE DELLE IMPRESE il d.lgs. n. 231/2001

16 3. La responsabilità penale delle imprese Il d. lgs. n. 231/2001 ha parzialmente derogato ai principi vigenti in Italia in materia di responsabilità penale

17 3. La responsabilità penale delle imprese Ha infatti introdotto una responsabilità delle società per i reati commessi da soggetti che rivestono una posizione apicale nel suo interesse o a suo vantaggio deroga al principio di personalità della responsabilità penale

18 3. La responsabilità penale delle imprese Condizioni per la configurazione della responsabilità di impresa ai sensi del d. lgs. n. 231/01: 1)soggetto agente che riveste posizione apicale; 2) commissione di un reato indicato nel d. lgs. n. 231/01; 3) Elusione fraudolenta del modello di gestione creato dalla società per impedire la commissione di reati

19 3. La responsabilità penale delle imprese Grande novità inserita dalla legge n. 123/2007 omicidio e lesioni gravi e gravissime colposi commessi in violazione di norme relative alla salute e sicurezza sul lavoro

20 3. La responsabilità penale delle imprese Elusione fraudolenta del modello di gestione creato dalla società per impedire la commissione di reati La società non risponde del reato commesso dal dirigente solo se riesce a fornire prova dellelusione fraudolenta Importanza del sistema di gestione

21 3. La responsabilità penale delle imprese Le sanzioni Pecuniarie Interdittive Confisca Pubblicazione della sentenza

22 4. LA FILOSOFIA DELLA SICUREZZA E DELLA PREVENZIONE E DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO

23 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro La storia del debito di sicurezza Prima della Costituzione: C.C. art.2087 – art : introduzione della assicurazione obbligatoria 1948: Costituzione Repubblicana Anni 50: normativa specifica Anni 90: revisione della normativa specifica

24 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro La normativa degli anni 50 DPR 547/55: prevenzione infortuni DPR 302/56: norme integrative DPR 303/56: igiene del lavoro

25 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro La normativa degli anni 50 individua specifici presidi prevenzionali e di igiene precetti a struttura rigida piuttosto che precetti a struttura elastica precetti obbligatori a carico del debitore di sicurezza, penalmente sanzionati

26 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro La normativa degli anni 90 OTTO DIRETTIVE SOCIALI EUROPEE VENGONO RECEPITE NEL D.LGS. N. 626/1994

27 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro Il d.lgs. n. 626/1994 (segue …) abbandona lapproccio tecnicistico ed introduce lapplicazione di un sistema di gestione della sicurezza responsabilizza limpresa attribuendole la responsabilità della valutazione dei rischi e della individuazione delle misure per fronteggiarli

28 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro (… segue) Il d.lgs. n. 626/1994 individua nuovi soggetti della sicurezza pone laccento sulla necessità di formazione ed informazione adeguate colloca i lavoratori al centro dellorganizzazione della sicurezza, attribuendo loro ruoli attivi e responsabilità

29 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro Le Migliori Tecniche Disponibili (segue …) art. 3 d.lgs. n. 626/1994: eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo art. 4 d.lgs. n. 626/1994: il datore di lavoro aggiorna le misure di prevenzione … in relazione al grado di evoluzione della tecnica …

30 4. La filosofia della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro (… segue) Le Migliori Tecniche Disponibili Giurisprudenza della Corte costituzionale Si tratta delle misure che … corrispondono ad applicazioni tecnologiche generalmente praticate e ad accorgimenti organizzativi e procedurali altrettanto generalmente acquisiti …

31 5. I SOGGETTI TUTELATI DALLA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA

32 I LAVORATORI (segue …) Persone che prestano il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato rapporto di lavoro subordinato anche speciale. anche speciale.

33 I LAVORATORI (segue …) CATEGORIE PARTICOLARI STAGISTI: equiparati dalla definizione LAVORATORI CON CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO (escluso lobbligo di informazione, salvo patto contrario - art. 23 D. Lgs. 276/2003) LAVORATORI CON CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO (art. 66 D. Lgs. 276/2003) DISTACCATI: dipende dal contratto - può applicarsi lart.7 - opportuno considerarli equiparati ad ogni effetto sotto il profilo passivo -

34 VISITATORI E TERZI non si applicano le disposizioni del d.lgs. n. 626/1994non si applicano le disposizioni del d.lgs. n. 626/1994 si applica lart C.C.si applica lart C.C. è opportuno inserire la loro tutela nelè opportuno inserire la loro tutela nel generale sistema di gestione della sicurezza

35 6. I SOGGETTI DESTINATARI DEGLI OBBLIGHI E DEI COMPITI

36 DESTINATARI DI OBBLIGHI Datore di lavoro Dirigente Preposto Lavoratore Medico Competente Progettisti,fabbri canti, fornitori e installatori Appaltatori e lavoratori autonomi

37 DESTINATARI DI COMPITI Squadra prevenzione incendi Squadra evacuazione Squadra pronto soccorso e salvataggio Servizio di Protezione e Prevenzione Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

38 IL DATORE DI LAVORO titolare del rapporto di lavoro la responsabilità dellimpresa stessa o dellunità produttivaSoggetto titolare del rapporto di lavoro o comunque quello che ha la responsabilità dellimpresa stessa o dellunità produttiva, in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa (art. 2 lett. b) d.lgs. n. 626/94) individuale TITOLARESe limpresa assume forma individuale: TITOLARE DELLIMPRESA societàSe limpresa ha carattere di società: LINTERO CDA IN ASSENZA DI DELEGA VALIDA

39 LA RIUNIONE PERIODICA DI CUI ALLART. 11 D.LGS. 626/1994 Il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione indice almeno una volta all'anno, o in occasione di eventuali significative all'anno, o in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio una riunione cui partecipano: una riunione cui partecipano: 1. datore di lavoro 2. responsabile del servizio di prevenzione e protezione 3. medico competente 4. rappresentante per la sicurezza.

40 LA RIUNIONE PERIODICA DI CUI ALLART. 11 D.LGS. 626/1994 (… segue) Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone all'esame dei partecipanti: a) il documento di valutazione dei rischi b) l'idoneità dei mezzi di protezione individuale c) i programmi di informazione e formazione dei lavoratori Il datore di lavoro, anche tramite il servizio di prevenzione e protezione, provvede alla redazione di prevenzione e protezione, provvede alla redazione del verbale della riunione che è tenuto a disposizione dei partecipanti per la sua consultazione. partecipanti per la sua consultazione.

41 OBBLIGHI DI INFORMAZIONE DEL DATORE DI LAVORO NEI CONFRONTI DEL SPP Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione informazioni in merito a: informazioni in merito a: la natura dei rischi;la natura dei rischi; l'organizzazione del lavoro, la programmazione el'organizzazione del lavoro, la programmazione e l'attuazione delle misure preventive e protettive; la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;la descrizione degli impianti e dei processi produttivi; i dati del registro degli infortuni e delle malattiei dati del registro degli infortuni e delle malattieprofessionali; le prescrizioni degli organi di vigilanza.le prescrizioni degli organi di vigilanza.

42 Il Consiglio di Amministrazione art C.C. i componenti del C.d.A. sono solidalmente responsabili tranne che per le attribuzioni proprie degli Amministratori Delegati o del Comitato Esecutivoi componenti del C.d.A. sono solidalmente responsabili tranne che per le attribuzioni proprie degli Amministratori Delegati o del Comitato Esecutivo in ogni caso i componenti del C.d.A. sono responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestionein ogni caso i componenti del C.d.A. sono responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestione

43 IL DIRIGENTE svolgono funzioni di elevato grado di professionalità, con ampia autonomia Sono dirigenti coloro che, rispondendo direttamente allimprenditore o ad altro dirigente a ciò espressamente delegato, svolgono funzioni di elevato grado di professionalità, con ampia autonomia adottare scelte operative e di imprimere un indirizzo allattività aziendale La qualifica di dirigente spetta al prestatore di lavoro il quale sia in concreto investito di attribuzioni che, per la loro ampiezza e per i poteri di iniziativa, gli consentano di adottare scelte operative e di imprimere un indirizzo allattività aziendale (Cass. civ., sez. Lav., 28 gennaio 1989)

44 IL DIRIGENTE Nella gestione della attività aziendale deve attuare la politica, le linee guida e le indicazioni di carattere generale fornite dal datore di lavoro, anche vigilando sulloperato dei preposti.

45 IL PREPOSTO sovraintendono attivitàaddetti lavoratori Sono preposti coloro che, sovraintendono a tutte le attività alle quali siano addetti lavoratori subordinati o ad essi equiparati (art. 4 D.P.R. 574/55) direzione e la sorveglianza degli operai che gli sono sottoposti Al preposto compete tutto quanto concerne la direzione e la sorveglianza degli operai che gli sono sottoposti, affinché dagli stessi non vengano eseguite operazioni o manovre avventate dalle quali possano scaturire condizioni di pericolo (Cass. pen. sez. IV, 30 aprile 1991)

46 IL PREPOSTO DEVE Osservare le disposizioni impartite Vigilare affinché le disposizioni impartite vengano osservate direzione e la sorveglianza degli operai che gli sono sottoposti Al preposto compete tutto quanto concerne la direzione e la sorveglianza degli operai che gli sono sottoposti, affinché dagli stessi non vengano eseguite operazioni o manovre avventate dalle quali possano scaturire condizioni di pericolo (Cass. pen. sez. IV, 30 aprile 1991)

47 IL PREPOSTO DEVE ALTRESI Segnalare ai vertici aziendali eventuali pericoli non adeguatamente gestiti o carenze nei sistemi di protezione.

48 I LAVORATORI Persone che prestano il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale. Sono equiparati: i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti stessii soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti stessi gli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavorogli utenti dei servizi di orientamento o di formazione scolastica, universitaria e professionale avviati presso datori di lavoro allievi degli istituti di istruzione, di università, di corsi di formazione professionali nei quali si faccia uso di macchinari, laboratori, apparecchi ed attrezzature di lavoro, agenti chimici, fisici, e biologiciallievi degli istituti di istruzione, di università, di corsi di formazione professionali nei quali si faccia uso di macchinari, laboratori, apparecchi ed attrezzature di lavoro, agenti chimici, fisici, e biologici

49 I LAVORATORI DEVONO OSSERVARE LE DISPOSIZIONI LORO IMPARTITE OSSERVARE LE DISPOSIZIONI LORO IMPARTITE UTILIZZARE CORRETTAMENTE LE ATTREZZATURE UTILIZZARE CORRETTAMENTE LE ATTREZZATURE UTILIZZARE CORRETTAMENTE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE UTILIZZARE CORRETTAMENTE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE SEGNALARE EVENTUALI DEFICIENZE DI MEZZI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE SEGNALARE EVENTUALI DEFICIENZE DI MEZZI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE EVITARE DI RIMUOVERE O MODIFICARE I DISPOSITIVI DI SICUREZZA EVITARE DI RIMUOVERE O MODIFICARE I DISPOSITIVI DI SICUREZZA NON COMPIERE DI PROPRIA INIZIATIVA OPERAZIONI ANOMALE O PERICOLOSE NON COMPIERE DI PROPRIA INIZIATIVA OPERAZIONI ANOMALE O PERICOLOSE SOTTOPORSI AI CONTROLLI SANITARI SOTTOPORSI AI CONTROLLI SANITARI COLLABORARE PER LATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SICUREZZA COLLABORARE PER LATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI SICUREZZA

50 IL MEDICO COMPETENTE è nominato dal datore di lavoro deve essere in possesso di specifiche caratteristiche e requisiti professionali predispone e realizza il programma sanitario collabora nelle attività di valutazione dei rischi e di formazione

51 PROGETTISTI, FABBRICANTI, FORNITORI E INSTALLATORI Sono tenuti a progettare, produrre, fornire ed installare impianti, macchine ed attrezzature di lavoro sicuriSono tenuti a progettare, produrre, fornire ed installare impianti, macchine ed attrezzature di lavoro sicuri La loro responsabilità non esclude quella del datore di lavoro acquirente il quale deve nuovamente accertare lesistenza, nel bene acquistato, di tutti i requisiti di sicurezzaLa loro responsabilità non esclude quella del datore di lavoro acquirente il quale deve nuovamente accertare lesistenza, nel bene acquistato, di tutti i requisiti di sicurezza

52 IL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE è composto da lavoratori particolarmente addestrati e preparati in numero sufficiente, con le capacità necessarie e mezzi e tempo adeguatiè composto da lavoratori particolarmente addestrati e preparati in numero sufficiente, con le capacità necessarie e mezzi e tempo adeguati può essere integrato da persone o servizi esterni alla aziendapuò essere integrato da persone o servizi esterni alla azienda è diretto da un responsabileè diretto da un responsabile Rappresenta, di fatto, il consulente interno del datore di lavoroRappresenta, di fatto, il consulente interno del datore di lavoro

53 IL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE CAPACITA E REQUISITI DEI COMPONENTI DEL SERVIZIO adeguati alla natura dei rischi e relativi alle attività lavorative;adeguati alla natura dei rischi e relativi alle attività lavorative; titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore + attestato di frequenza con verifica dellapprendimento a specifici corsi di formazione (salvo possieda laurea triennale in "Ingegneria della sicurezza e protezione" o di "Scienze della sicurezza e " o di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro)titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore + attestato di frequenza con verifica dellapprendimento a specifici corsi di formazione (salvo possieda laurea triennale in "Ingegneria della sicurezza e protezione" o di "Scienze della sicurezza e " o di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro) frequenza obbligatoria a corsi di aggiornamentofrequenza obbligatoria a corsi di aggiornamento

54 IL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (segue …) individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale;individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell'organizzazione aziendale; elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive (anche D.P.I.), i sistemi di controllo di tali misure e le procedure di sicurezza per le varie attività aziendalielaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive (anche D.P.I.), i sistemi di controllo di tali misure e le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali

55 IL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE (… segue) COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza di cui all'art. 11 d.lgs. n. 626/1994; partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza di cui all'art. 11 d.lgs. n. 626/1994; fornire ai lavoratori le informazioni di cui allart. 21 d.lgs. n. 626/1994; fornire ai lavoratori le informazioni di cui allart. 21 d.lgs. n. 626/1994; nei confronti del datore di lavoro sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni di cui al presente decreto. nei confronti del datore di lavoro sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell'esercizio delle funzioni di cui al presente decreto.

56 IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI è il portatore degli interessi dei lavoratori nel sistema aziendale di gestione della sicurezzaè il portatore degli interessi dei lavoratori nel sistema aziendale di gestione della sicurezza deve essere consultato ed informato in occasione degli adempimenti di maggiore importanzadeve essere consultato ed informato in occasione degli adempimenti di maggiore importanza ha il diritto di accedere a tutti i luoghi di lavoroha il diritto di accedere a tutti i luoghi di lavoro deve ricevere apposita formazionedeve ricevere apposita formazione

57 LE SQUADRE Prevenzione incendi e lotta antincendioPrevenzione incendi e lotta antincendio EvacuazioneEvacuazione SalvataggioSalvataggio Pronto soccorsoPronto soccorso Gestione dellemergenzaGestione dellemergenza

58 GLI APPALTATORI ED I LAVORATORI AUTONOMI Obbligo di cooperazione e coordinamento Obbligo di cooperazione e coordinamento Obblighi del datore di lavoro ospitante: Obblighi del datore di lavoro ospitante: verificare lidoneità tecnico professionale dellappaltatoreverificare lidoneità tecnico professionale dellappaltatore fornire informazioni sui rischi specificifornire informazioni sui rischi specifici promuovere cooperazione e coordinamentopromuovere cooperazione e coordinamento redazione di un documento unico di valutazione dei rischi che deve essere allegato al contratto di appaltoredazione di un documento unico di valutazione dei rischi che deve essere allegato al contratto di appalto

59 7. GLI OBBLIGHI GLI OBBLIGHIGENERICI

60 Obbligazione generale di sicurezza in capo al datore di lavoro: eliminazione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò acquisite in base al progresso tecnico e, ove ciò non sia possibile, loro riduzione al minimo sarà liberato dalla responsabilità, anche penale, dando prova di essersi conformato agli standard di sicurezza propri, riscontrati in concreto e in un preciso momento, in concreto e in un preciso momento, delle diverse attività produttive 6. GLI OBBLIGHI GENERICI

61 Valutazione dei rischiValutazione dei rischi (elaborazione del documento) Designazione addettiDesignazione addetti (R.S.P.P., squadra antincendio, evacuazione, pronto soccorso, medico competente) tutte le misure necessarieAdozione di tutte le misure necessarie per la sicurezza salute dei lavoratori sicurezza e la salute dei lavoratori 6. GLI OBBLIGHI GENERICI

62 documentalidocumentali (registro infortuni, documentazione sanitaria, verbale riunione periodica) contratti di appaltonei contratti di appalto (verifica idoneità professionale, informazione, coordinamento, documento unico di valutazione dei rischi) riunione periodicariunione periodica sulla sicurezza informazioneformazioneinformazione e formazione dei lavoratori 6. GLI OBBLIGHI GENERICI

63 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI PROCEDIMENTO DI ANALISI CHE VIENE EFFETTUATO IN OGNI AMBIENTE DI LAVORO, AL FINE DI STIMARE CORRETTAMENTE, SULLA BASE DEI PERICOLI PRESENTI, I RISCHI CUI SONO SOTTOPOSTI I LAVORATORI

64 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI identificazione del PERICOLO: qualità intrinseca di un materiale o di una lavorazione che potenzialmente potrebbe causare un determinato evento dannoso valutazione del RISCHIO: probabilità del verificarsi di un danno nelle condizioni di impiego o di esposizione di un lavoratore in relazione alla gravità del danno stesso

65 FASI DELLA VALUTAZIONE 1.identificazione dei pericoli 2.identificazione dei lavoratori esposti 3.valutazione dei rischi (gravità del danno in relazione alla probabilità del verificarsi dellevento) 4. studio sulla possibilità di eliminare - limitare i rischi 5.adozione dei provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori

66 OBBLIGHI RELATIVI ALLA FORMAZIONE Riguardano il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti (artt. 3, 21 e 22 d.lgs. n. 626/1994) i lavoratori (artt. 5, secondo comma, lettere a), b), c) e 39 d.lgs. n. 626/1994)

67 LA FORMAZIONE SECONDO IL LEGISLATORE FORMAZIONE AZIENDALE INFORMAZIONE FORMAZIONE ADDESTRAMENTO

68 SCOPO DELLINFORMAZIONE trasferire ai lavoratori le conoscenze necessarie in materia di rischi, misure adottate, procedure di emergenza e soggetti deputati a garantire la sicurezza responsabilizzare i lavoratori in ordine al perseguimento degli obiettivi aziendali di sicurezza far acquisire ai lavoratori modalità di comportamento tali da garantire la loro e laltrui sicurezza

69 CONTENUTI DELLINFORMAZIONE art. 21 d.lgs. n. 626/1994 -rischi per la salute e la sicurezza connessi allattività dellimpresa in generale; -misure e attività di protezione e prevenzione adottate; -rischi specifici, normative di sicurezza e disposizioni aziendali; -pericoli connessi alluso di sostanze pericolose; -procedure di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione; -nominativi di R.S.P.P. e medico competente; -nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso.

70 CONTENUTO DELLA FORMAZIONE d.m. 16 gennaio rischi riferiti al posto di lavoro ed alle mansioni; - possibili danni e conseguenti misure di prevenzione e protezione; - nozioni relative ai diritti e doveri dei lavoratori in materia di sicurezza e salute sul posto di lavoro; - cenni di tecnica della comunicazione interpersonale in relazione al ruolo partecipativo

71 SCOPO DELLADDESTRAMENTO Porre in grado lavoratori specificamente individuati di utilizzare attrezzature loro affidate che richiedano conoscenze e responsabilità particolari (artt. 35 e 38 d.lgs. n. 626/1994)

72 CONTENUTO DELLADDESTRAMENTO -trasmissione delle conoscenze pratiche sullo svolgimento di unoperazione o lutilizzo di una attrezzatura; -svolgimento della mansione assegnata sotto lassistenza delladdestratore; -esercitazioni di verifica; -D.M. 16 marzo 1998: addestramento lavoratori nelle aziende soggetto a rischio di incidente rilevante effettuato attraverso esercitazioni pratiche e con laffiancamento di istruttori qualificati

73 REQUISITI DELLA FORMAZIONE sufficienza adeguatezza periodicità riferimento alle mansioni ed alle caratteristiche del lavoratore formazione in aulainterventi di training on job

74 DESTINATARI DELLA FORMAZIONE Lavoratori Soggetti della organizzazione per la sicurezza Lavoratori autonomi ed appaltatori Visitatori e terzi

75 8. GLI OBBLIGHI GLI OBBLIGHISPECIFICI

76 luoghi di lavoro attrezzature di lavoro dispositivi di protezione movimentazione manuale carichi rumore campi elettromagnetici videoterminali amianto impiego di agenti cancerogeni e mutageni impiego di agenti chimici impiego di agenti biologici atmosfere esplosive vibrazioni 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI

77 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - LUOGHI DI LAVORO - Capo VIII – titolo II – d.lgs. n. 626/1994 Devono essere adeguati alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro

78 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - LUOGHI DI LAVORO - Il datore di lavoro provvede affinché: le vie di circolazione interne e le uscite di sicurezza siano sgombere i luoghi di lavoro, gli impianti e le attrezzature siano sottoposti a manutenzione regolare i luoghi di lavoro, gli impianti e le attrezzature siano sottoposti a pulizia regolare

79 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - ATTREZZATURE DI LAVORO - Capo VIII – titolo III – d.lgs. n. 626/1994 Il datore di lavoro: mette a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere; controlla che le attrezzature siano installate e utilizzate correttamente e sottoposte a verifiche periodiche

80 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - ATTREZZATURE DI LAVORO - Vengono indicate prescrizioni specifiche per: lavori in quota lavori che prevedono lutilizzo di: –scale a pioli; –ponteggi; –sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi

81 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE - Capo VIII – titolo IV – d.lgs. n. 626/1994 Devono essere utilizzati quando i rischi non possono essere evitati o ridotti a sufficienza con lutilizzo di misure tecniche di prevenzione Devono essere conformi alle disposizioni del d.lgs. n. 475/1992

82 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - DISPOSITIVI DI PROTEZIONE - Il datore di lavoro analizza e valuta i rischi che non possono essere evitati con altri mezzi individua i DPI necessari e le condizioni in cui devono essere usati mantiene in efficienza i DPI istruisce i lavoratori sulle modalità di utilizzo dei DPI

83 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - MOVIMENTAZIONE CARICHI - Capo VIII – titolo V – d.lgs. n. 626/1994 Il datore di lavoro deve adottare le misure organizzative necessarie per evitare la necessità della movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori

84 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - MOVIMENTAZIONE CARICHI - Se non è possibile evitare la movimentazione manuale il datore di lavoro: adotta le misure necessarie per ridurre i rischi derivanti dalla movimentazione manuale dei carichi organizza i posti di lavoro affinché la movimentazione manuale avvenga in maniera sicura e sana valuta le condizioni di sicurezza e di salute relative alla mansione specifica

85 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - RUMORE - Capo VIII – titolo V bis – d.lgs. n. 626/1994 Vengono indicati valori limite di esposizione (che non possono essere superati) e valori limite di azione ai quali possono essere esposti i lavoratori Nellambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve valutare se sono superati i valori di azione indicati dal d.lgs. n. 626/1994 La valutazione deve avvenire almeno ogni 4 anni

86 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - RUMORE - Se i valori di azione sono superati, il datore di lavoro valuta i valori di esposizione nel caso in cui siano superati, il datore di lavoro elabora e applica misure tecniche e organizzative volte a ridurre lesposizione al rumore Se ciò non è possibile, fornisce DPI adeguati

87 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - RUMORE - Inoltre: il luoghi di lavoro in cui i valori limite di azione sono superati devono essere contraddistinti da apposito segnale e laccesso deve essere limitato se i valori limite di esposizione vengono superati, nonostante ladozione delle misure, il datore di lavoro deve individuare le cause del superamento e adottare ulteriori misure per ricondurre le esposizioni entro il limite il datore di lavoro deve sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori che sono sottoposti a valori di esposizione superiori a quelli consentiti

88 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - CAMPI ELETTROMAGNETICI - Capo VIII – titolo V ter – d.lgs. n. 626/1994 Vengono indicati valori limite di esposizione (che non possono essere superati) e valori limite di azione ai quali possono essere esposti i lavoratori Nellambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve valutare, misurare e calcolare i livelli di campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori

89 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - CAMPI ELETTROMAGNETICI - Se sono superati i valori di azione, il datore di lavoro calcola se sono superati i valori limite di esposizione nel caso in cui siano superati, il datore di lavoro elabora e applica un programma di azione che comprenda misure tecniche e organizzative volte a prevenire esposizioni superiori ai limiti

90 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - CAMPI ELETTROMAGNETICI - Inoltre: il luoghi di lavoro in cui i valori limite di azione sono superati devono essere contraddistinti da apposito segnale e laccesso deve essere limitato, a meno che non sia provato che i valori limite di esposizione non sono superati il datore di lavoro deve sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori che sono sottoposti a valori di esposizione superiori a quelli consentiti Il calcolo e la valutazione dei rischi deve essere effettuata almeno ogni 5 anni

91 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - VIDEOTERMINALI - Capo VIII – titolo VI – d.lgs. n. 626/1994 Nellambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro analizza i posti di lavoro con particolare riguardo a: rischi per la vista e gli occhi; problemi legati alla postura; condizioni ergonomiche e di igiene

92 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - VIDEOTERMINALI - I lavoratori se svolgono le loro attività per più di 4 ore consecutive, hanno diritto ad uninterruzione della stessa mediante pause prima di essere addetti ad attività che prevedono lutilizzo di videoterminali, devono essere sottoposti a visita medica la visita deve essere ripetuta ogni 2 anni per i lavoratori ritenuti idonei con prescrizioni o ogni 5 negli altri casi Qualora la visita medica ne evidenzi la necessità, il datore di lavoro fornisce a proprie spese dispositivi speciali di correzione

93 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AMIANTO - Capo VIII – titolo VI bis – d.lgs. n. 626/1994 Il lavori di demolizione e manutenzione di opere contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese che hanno determinati requisiti Prima dellinizio dei lavori il datore di lavoro deve effettuare un piano di lavoro, che deve essere trasmesso allorgano di vigilanza competente per territorio

94 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AMIANTO - Il datore di lavoro prima di intraprendere i lavori di demolizione e manutenzione deve individuare la presenza di amianto valuta i rischi derivanti dalla presenza di amianto prima dellinizio dei lavori, notifica allorgano di vigilanza una descrizione sintetica contenente: lubicazione del cantiere, tipi e quantità di amianto manipolato, numero di lavoratori interessati, etc.

95 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AMIANTO - Lesposizione dei lavoratori alle polveri deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, deve essere inferiore ai valori limite indicati dallart. 59 decies Il datore di lavoro deve adottare misure appropriate affinché i luoghi nei quali sono svolte le attività siano delimitati e contraddistinti da cartelli e sia vietato fumare Ai lavoratori devono essere forniti idonei DPI

96 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI - Capo VIII – titolo VII – d.lgs. n. 626/1994 Il datore di lavoro evita o riduce lutilizzo di agenti cancerogeni sul luogo di lavoro Se è possibile, li sostituisce con altre sostanze Se non è tecnicamente possibile la sostituzione, provvede affinché lutilizzo avvenga in un sistema chiuso Se nemmeno ciò è possibile, provvede affinché lesposizione dei lavoratori sia ridotta al più basso valore tecnicamente possibile, in ogni caso inferiore al limite previsto dal d.lgs. n. 626/1994

97 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI - Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi in base ai risultati, adottare le misure preventive e protettive previste ridurre al minimo il numero di lavoratori esposti a sostanze cancerogene o mutagene sottoporre a vigilanza sanitaria i lavoratori che sono esposti a rischi, in base alla valutazione effettuata

98 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI - In caso di incidenti o eventi non prevedibili Il datore di lavoro adotta le misure adeguate per individuare e rimuovere la causa Il lavoratori devono abbandonare immediatamente larea interessata Il datore di lavoro comunica allorgano di vigilanza laccaduto e riferisce elle misure adottate per ridurre le conseguenze

99 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CHIMICI - Capo VIII – titolo VII bis – d.lgs. n. 626/1994 Nellambito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro individua la presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro Se gli agenti chimici sono più di uno, i rischi sono valutati in base alla loro combinazione Devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori esposti a sostanze molto tossiche, tossiche, nocive, sensibilizzanti, irritanti, tossiche per il ciclo riproduttivo

100 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CHIMICI - I rischi devono essere ridotti al minimo attraverso: progettazione e organizzazione dei sistemi di lavoro fornitura di attrezzature adeguate al tipo di lavoro riduzione al minimo del numero di lavoratori esposti e della durata dellesposizione fornitura di appositi DPI

101 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI CHIMICI - Il datore di lavoro deve predisporre procedure di intervento adeguate da attuarsi al verificarsi di incidente In caso di incidenti o emergenze il datore di lavoro adotta immediate misure dirette ad attenuarne gli effetti e a segnalarne la presenza i lavoratori devono abbandonare immediatamente la zona interessata

102 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI BIOLOGICI - Capo VIII – titolo VIII – d.lgs. n. 626/1994 Il datore di lavoro che intende esercitare attività che comportano lutilizzo di agenti biologici devono essere in possesso di idonea autorizzazione In ogni caso, deve effettuare una valutazione dei rischi specifici derivante dallutilizzo degli agenti biologici

103 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI BIOLOGICI - Nei casi in cui la valutazione evidenzi rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro evita lutilizzazione degli agenti biologici, se lattività lo consente limita al minimo il numero di lavoratori esposti adotta misure collettive ed individuali di protezione definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti usa il segnale di rischio biologico sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori esposti agli agenti biologici

104 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - AGENTI BIOLOGICI - Vengono indicate misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie laboratori e stabulari processi industriali

105 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - ATMOSFERE ESPLOSIVE- Capo VIII – titolo VIII bis – d.lgs. n. 626/1994 Il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive tenendo conto di: probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive caratteristiche dellimpianto possibile entità degli effetti prevedibili

106 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - ATMOSFERE ESPLOSIVE- Il datore di lavoro deve elaborare e tenere aggiornato il documento sulla protezione contro le esplosioni nei luoghi in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive tali da mettere in pericolo la sicurezza dei lavoratori, strutturare i luoghi di lavoro in modo da permettere di svolgere il lavoro in condizioni di sicurezza e garantire un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori

107 8. GLI OBBLIGHI SPECIFICI - VIBRAZIONI - D.P.R. 547/55 Le macchine devono essere costruite, installate e mantenute in modo da evitare scuotimenti o vibrazioni che possano pregiudicare la loro stabilità, la resistenza dei loro elementi e la stabilità degli edifici Qualora lo scuotimento o la vibrazione siano inerenti ad una specifica funzione tecnologica della macchina, devono adottarsi le necessarie misure o cautele affinché ciò non sia di pregiudizio alla stabilità degli edifici od arrechi danno alle persone

108 9. LE CONSEGUENZE DELLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI SULLA DEGLI OBBLIGHI SULLASICUREZZA

109 La violazione degli obblighi comporta una conseguente responsabilità penale estinzione Procedimento di estinzione delle contravvenzioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (d.lgs. n. 758/1994)

110 PUNTI FONDAMENTALI DEL PROCEDIMENTO DI ESTINZIONE ORGANO DI VIGILANZA accerta la violazione prescrizioneimpartisce unapposita prescrizione fissa un tempo adeguato per la regolarizzazione (massimo 6 mesi) entro 60 giorni dalla scadenza del termine verifica se la violazione è stata eliminata riferisce la contravvenzione al P.M., ma il procedimento penale resta sospeso Ammette il contravventore a pagare entro 30 giorni una somma pari ad ¼ dellammenda massima stabilita per loriginaria contravvenzione

111 Entro 120 giorni dalla scadenza del termine per ladempimento comunica al P.M. ladempimento e lavvenuto pagamento della somma la contravvenzione si estingue

112 Sono estranei al procedimento di estinzione di cui al d.lgs. n. 758/1994 Delitti colposi che possono derivare dalla violazione delle norme previste dal d.lgs. 626/94 Omicidio colposo (art. 589 c.p.) Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.)

113 SI RICORDI ! Lomicidio colposo e le lesioni colpose commessi in violazione di norme sulla salute e la sicurezza sul lavoro sono stati inseriti tra i reati puniti ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 Se chi ha commesso la violazione è ritenuto colpevole, verrà condannata anche limpresa se non prova che lagente ha eluso fraudolentemente il sistema di gestione predisposto dallazienda per evitare che il reato fosse commesso

114 LOBLAZIONE art. 162 c.p.: OBLAZIONE COMUNE Modo di estinzione del reato che si applica in presenza delle seguenti condizioni: il reato commesso è una contravvenzione per la quale la legge stabilisce solo la pena dellammenda, di qualsiasi ammontare; il contravventore deve presentare la richiesta di oblazione prima dellapertura del dibattimento o del decreto di penale di condanna; il contravventore deve adempiere immediatamente allobbligo di pagamento. In presenza di tali condizioni, lapplicazione delloblazione è automatica.

115 LOBLAZIONE art. 162 bis c.p.: OBLAZIONE SPECIALE ( segue … ) Richiede la presenza delle seguenti condizioni: il reato commesso è una contravvenzione punita con la pena alternativa dellarresto e dellammenda; il contravventore deve presentare la richiesta di oblazione prima dellapertura del dibattimento o del decreto di penale di condanna; al momento della richiesta, il contravventore deve depositare una somma corrispondente alla metà del massimo dellammenda.

116 LOBLAZIONE (… segue ) art. 162 bis c.p.: OBLAZIONE SPECIALE E applicata discrezionalmente dal giudice, ma non può essere concessa se: è contestata la recidiva reiterata (cioè se il soggetto che ha commesso la contravvenzione è recidivo); è ritenuta labitualità nelle contravvenzioni o la professionalità nel reato; il giudice ritiene il fatto commesso grave. permangono le conseguenze dannose o pericolose del reato.

117 10. LA DELEGA DI FUNZIONI

118 LA DELEGA DI FUNZIONI Non deve essere confusa la suddivisione dei compiti con la delega Problemi 1.Delegabilità delle funzioni 2.Effettività del trasferimento

119 CONDIZIONI OGGETTIVE necessità del decentramento di compiti e responsabilitànecessità del decentramento di compiti e responsabilità contenuto specificocontenuto specifico pubblicitàpubblicità autonomia decisionaleautonomia decisionale autonomia di spesaautonomia di spesa forma scrittaforma scritta LA DELEGA DI FUNZIONI

120 CONDIZIONI SOGGETTIVE capacità tecnica del delegato capacità tecnica del delegato divieto di ingerenza da parte del delegante divieto di ingerenza da parte del delegante insussistenza di richieste di intervento insussistenza di richieste di intervento mancata conoscenza della negligenza mancata conoscenza della negligenza

121 11. LE RECENTI NOVITA LEGISLATIVE: la legge n. 123/2007

122 11. LA LEGGE N. 123/2007 Panorama generale Le ragioni e le finalità La struttura Le singole disposizioni cogenti

123 Le ragioni politico - sociali Rendere più salubre e sicuro il lavoro (artt. 4, 7, 8)Rendere più salubre e sicuro il lavoro (artt. 4, 7, 8) Ridurre significativamente il numero degli infortuni sul lavoro, soprattutto quelli mortali (artt. 4, 7, 8, 10, 11)Ridurre significativamente il numero degli infortuni sul lavoro, soprattutto quelli mortali (artt. 4, 7, 8, 10, 11) Responsabilizzare organizzativamente ed economicamente i datori di lavoro (artt. 3, 5, 6, 8, 9, 11)Responsabilizzare organizzativamente ed economicamente i datori di lavoro (artt. 3, 5, 6, 8, 9, 11) Accentuare la natura repressiva e punitiva delle norme sanzionatorie (artt. 2, 5, 9, 12)Accentuare la natura repressiva e punitiva delle norme sanzionatorie (artt. 2, 5, 9, 12) 11. LA LEGGE N. 123/2007

124 Le ragioni imposte dal contesto normativo preesistente Carattere obsoleto di numerosi provvedimentiCarattere obsoleto di numerosi provvedimenti Frammentazione della disciplina della sicurezza sul lavoro in un numero eccessivo di provvedimenti normativiFrammentazione della disciplina della sicurezza sul lavoro in un numero eccessivo di provvedimenti normativi Difficoltà di coordinamento tra normative spesso contraddittorieDifficoltà di coordinamento tra normative spesso contraddittorie Rischi di violazioni e abusi accentuati dalla dispersione normativaRischi di violazioni e abusi accentuati dalla dispersione normativa Necessità di misure immediatamente cogenti in attesa dellemanazione del Testo Unico di riassetto e riforma delle disposizioni vigenti in materiaNecessità di misure immediatamente cogenti in attesa dellemanazione del Testo Unico di riassetto e riforma delle disposizioni vigenti in materia 11. LA LEGGE N. 123/2007

125 La struttura art. 1 Principi e criteri direttivi generali della delega al Governo per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (entro il 25 maggio 2008) artt. 2 – 12 Disposizioni immediatamente cogenti per rendere più sicuro e salubre il lavoro e ridurre significativamente sicuro e salubre il lavoro e ridurre significativamente il numero degli infortuni 11. LA LEGGE N. 123/2007

126 art. 3: modifiche al d. lgs. n. 626/1994 Modifiche allart. 7: i rischi da interferenza nel caso di contratto di appalto

127 Campo di applicazione dellart. 7 Lart. 7 si applica in caso di affidamento da parte del committente di lavori ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi: allinterno della propria aziendaallinterno della propria azienda allinterno di una singola unità produttivaallinterno di una singola unità produttiva nellambito dellintero ciclo produttivo dellazienda medesimanellambito dellintero ciclo produttivo dellazienda medesima Casi configurabili: Personale dellappaltatore si reca (o comunque produce effetti) nel sito produttivo del committente in presenza di personale di questultimoPersonale dellappaltatore si reca (o comunque produce effetti) nel sito produttivo del committente in presenza di personale di questultimo Personale dellappaltatore si reca (o comunque produce effetti) fuori dal sito produttivo ma nellambito del ciclo produttivo del committente (vedi circolare n.24 del 14/11/2007)Personale dellappaltatore si reca (o comunque produce effetti) fuori dal sito produttivo ma nellambito del ciclo produttivo del committente (vedi circolare n.24 del 14/11/2007) Personale dellappaltatore lavora per il committente allinterno del proprio sito produttivo e personale del committente si reca nel sito produttivo dellappaltatorePersonale dellappaltatore lavora per il committente allinterno del proprio sito produttivo e personale del committente si reca nel sito produttivo dellappaltatore 11. LA LEGGE N. 123/2007

128 I nuovi obblighi introdotti nellart. 7 e nel regime delle attività in appalto (… segue) Il datore di lavoro committente verifica lidoneità tecnico professionale – nuove modalità con riferimento alla valutazione dei costi della sicurezza ed alla possibilità di emanazione di provvedimenti di sospensione della attività imprenditoriale (rinvio)verifica lidoneità tecnico professionale – nuove modalità con riferimento alla valutazione dei costi della sicurezza ed alla possibilità di emanazione di provvedimenti di sospensione della attività imprenditoriale (rinvio) fornisce informazioni sui rischi specifici (no nei cantieri 494)fornisce informazioni sui rischi specifici (no nei cantieri 494) fornisce informazioni sulle misure di prevenzione ed emergenza in relazione alla propria attività (no nei cantieri 494)fornisce informazioni sulle misure di prevenzione ed emergenza in relazione alla propria attività (no nei cantieri 494) promuove la cooperazione e il coordinamento, esclusi i rischi specifici dellattività dellappaltatorepromuove la cooperazione e il coordinamento, esclusi i rischi specifici dellattività dellappaltatore elabora un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenzeelabora un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze allega il UDVRI (Unico Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenza) da lui predisposto al contratto di appaltoallega il UDVRI (Unico Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenza) da lui predisposto al contratto di appalto 11. LA LEGGE N. 123/2007

129 (… segue) I nuovi obblighi introdotti nellart. 7 e nel regime delle attività in appalto (… segue) Il datore di lavoro committente coopera allattuazione delle misure di prevenzione e protezionecoopera allattuazione delle misure di prevenzione e protezione coordina gli interventi di prevenzione e protezionecoordina gli interventi di prevenzione e protezione informa il datore di lavoro appaltatore anche al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse impreseinforma il datore di lavoro appaltatore anche al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese verifica la regolarità previdenziale del rapporto di lavoro dei dipendenti dellappaltatore incaricati dellopera avvalendosi della facoltà di identificazione garantita dallart. 6, l. n. 123/2007verifica la regolarità previdenziale del rapporto di lavoro dei dipendenti dellappaltatore incaricati dellopera avvalendosi della facoltà di identificazione garantita dallart. 6, l. n. 123/2007 indica nel contratto di somministrazione, di appalto e di subappalto (artt. 1559, 1655, 1656 c.c.) i costi relativi alla sicurezza sul lavoroindica nel contratto di somministrazione, di appalto e di subappalto (artt. 1559, 1655, 1656 c.c.) i costi relativi alla sicurezza sul lavoro mette a disposizione del rappresentante dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, i dati relativi ai costi della sicurezzamette a disposizione del rappresentante dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, i dati relativi ai costi della sicurezza 11. LA LEGGE N. 123/2007

130 (… segue) I nuovi obblighi introdotti nellart. 7 e nel regime delle attività in appalto Il datore di lavoro appaltatore allega il UDVRI (Unico Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenza) predisposto dal committente al contratto di appalto attua le misure indicate nel UDVRI predisposto dal committente per eliminare le interferenze coopera allattuazione delle misure di prevenzione e protezione coordina gli interventi di prevenzione e protezione informa il datore di lavoro committente anche al fine di eliminare i rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese munisce il proprio personale di apposita tessera di riconoscimento e gestisce il suo utilizzo indica nel contratto di somministrazione, di appalto e di subappalto (artt. 1559, 1655, 1656 c.c.) i costi relativi alla sicurezza sul lavoro mette a disposizione del rappresentante dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, i dati relativi ai costi della sicurezza

131 Lunico documento di valutazione rischi da interferenze E parte integrante del documento di valutazione dei rischi del datore di lavoro committente (quindi si applicano i commi 2,3,5,6,7 dellart.4/626)E parte integrante del documento di valutazione dei rischi del datore di lavoro committente (quindi si applicano i commi 2,3,5,6,7 dellart.4/626) Costituisce adempimento delegato per legge dellobbligo (altrimenti indelegabile ai sensi del comma 4 ter dellart. 1/626) di valutazione dei rischi da interferenze in capo al datore di lavoro appaltatoreCostituisce adempimento delegato per legge dellobbligo (altrimenti indelegabile ai sensi del comma 4 ter dellart. 1/626) di valutazione dei rischi da interferenze in capo al datore di lavoro appaltatore Va redatto tenendo conto delle informazioni di cui al comma 1, punto bVa redatto tenendo conto delle informazioni di cui al comma 1, punto b Le misure in esso contenute dovranno riguardare sia la cooperazione che il coordinamento (vedi Cass. 20/09/2002, n )Le misure in esso contenute dovranno riguardare sia la cooperazione che il coordinamento (vedi Cass. 20/09/2002, n ) Le misure dovranno riguardare tutti i rischi passibili di divenire comuni ai lavoratori delle due organizzazioniLe misure dovranno riguardare tutti i rischi passibili di divenire comuni ai lavoratori delle due organizzazioni Le misure dovranno essere attuate e rispettate passivamente dal datore di lavoro appaltatoreLe misure dovranno essere attuate e rispettate passivamente dal datore di lavoro appaltatore 11. LA LEGGE N. 123/2007

132 Lallegazione dellunico documento di valutazione dei rischi al contratto di appalto al contratto di appalto Viene introdotto di fatto lobbligo di forma scritta per questo tipo di contrattiViene introdotto di fatto lobbligo di forma scritta per questo tipo di contratti Il termine allegato è usato impropriamente e va interpretato nel senso che lUDVRI (Unico Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenze) è parte integrante del contratto e ne rappresenta un elemento contrattuale imposto dalla legge ai sensi dellart c.c.Il termine allegato è usato impropriamente e va interpretato nel senso che lUDVRI (Unico Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenze) è parte integrante del contratto e ne rappresenta un elemento contrattuale imposto dalla legge ai sensi dellart c.c. Lappaltatore è obbligato contrattualmente ad adottare le misure in esso contenute (inadempimento ex art.1218 C.C.)Lappaltatore è obbligato contrattualmente ad adottare le misure in esso contenute (inadempimento ex art.1218 C.C.) Il contratto cui non sia allegato lUDVRI è nullo ai sensi dellart C.C.Il contratto cui non sia allegato lUDVRI è nullo ai sensi dellart C.C. Poiché lUDVRI contiene impegni contrattuali di rilievo economico, deve essere predisposto nellambito delle trattative precontrattuaali e prima della definizione del prezzoPoiché lUDVRI contiene impegni contrattuali di rilievo economico, deve essere predisposto nellambito delle trattative precontrattuaali e prima della definizione del prezzo 11. LA LEGGE N. 123/2007

133 art. 7 d.lgs. n. 626/1994 e 494 rapporti e coordinamento lart. 7 si applica integralmente anche ai cantieri 494 fuori dei casi previsti nel comma 3 dellart. 3/494 lart. 7 si applica integralmente nei rapporti di subappalto anche ai cantieri di cui al comma 3 lart. 7 si applica nei cf. dellappaltatore principale nei cantieri di cui al comma 3, esclusi gli adempimenti di cui al comma 2 dellart. 9 il nuovo obbligo di unica valutazione dei rischi da interferenza contenuto nellart. 7 pone problemi di rapporto con il PSC/494

134 (… segue) Il committente risponde in solido con lappaltatore per i danni per cui il dipendente dellappaltatore non risulti indennizzato dallINAIL (art. 7, comma 3 bis)Il committente risponde in solido con lappaltatore per i danni per cui il dipendente dellappaltatore non risulti indennizzato dallINAIL (art. 7, comma 3 bis) Il committente può legittimamente rifiutare lingresso ai lavoratori non muniti di tesseraIl committente può legittimamente rifiutare lingresso ai lavoratori non muniti di tessera E opportuno che il committente pretenda la indicazione nominativa dei lavoratori nel contratto e la definizione di una procedura di assenso per laggiunta di nuovi nominativiE opportuno che il committente pretenda la indicazione nominativa dei lavoratori nel contratto e la definizione di una procedura di assenso per laggiunta di nuovi nominativi 11. LA LEGGE N. 123/2007

135 Lindicazione nei contratti di somministrazione, appalto e subappalto (artt. 1559, 1655, 1656 c.c.) (artt. 1559, 1655, 1656 c.c.) dei costi relativi alla sicurezza sul lavoro Lobbligo è esteso ai contratti di somministrazione (anche di beni?)Lobbligo è esteso ai contratti di somministrazione (anche di beni?) Non si applica ai contratti di prestazione doperaNon si applica ai contratti di prestazione dopera Lobbligo sembra gravare sul committente, con indicazione dei costi allinterno del UDVRILobbligo sembra gravare sul committente, con indicazione dei costi allinterno del UDVRI I costi da indicare sono quelli relativi alla cooperazione ed al coordinamentoI costi da indicare sono quelli relativi alla cooperazione ed al coordinamento Lindicazione discende dalle informazioni fornite dallappaltatoreLindicazione discende dalle informazioni fornite dallappaltatore La mancata indicazione dei costi rende nullo il contratto ai sensi dellart C.C.La mancata indicazione dei costi rende nullo il contratto ai sensi dellart C.C. Ripercussioni sulla verifica della idoneità tecnico-professionaledi cui al primo commaRipercussioni sulla verifica della idoneità tecnico-professionaledi cui al primo comma Facoltà di accesso consentita anche alle organizzazioni sindacali dei lavoratoriFacoltà di accesso consentita anche alle organizzazioni sindacali dei lavoratori 11. LA LEGGE N. 123/2007

136 Sanzioni per la violazione del novellato art. 7: Datori di lavoro e dirigenti art. 7, comma 1 e 89, comma 2, lett. b): omessa verifica dellidoneità tecnico – professionale (anche con riferimento alla valutazione dei costi della sicurezza?) e omessa informazione sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione e di emergenza in relazione alla propria attività – arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2582,00 euro.art. 7, comma 1 e 89, comma 2, lett. b): omessa verifica dellidoneità tecnico – professionale (anche con riferimento alla valutazione dei costi della sicurezza?) e omessa informazione sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione e di emergenza in relazione alla propria attività – arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2582,00 euro. art. 7, comma 2 e 89, comma 2, lett. a): omessa cooperazione allattuazione delle misure di prevenzione e protezione e omesso coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione (appaltanti e appaltatori) – arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 1549,00 a 4131,00 euro.art. 7, comma 2 e 89, comma 2, lett. a): omessa cooperazione allattuazione delle misure di prevenzione e protezione e omesso coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione (appaltanti e appaltatori) – arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 1549,00 a 4131,00 euro. art. 7, comma 3 e 89, comma 2, lett. b): omessa promozione della cooperazione e del coordinamento attraverso lelaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze (!!) (committenti) – arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2582,00 euro.art. 7, comma 3 e 89, comma 2, lett. b): omessa promozione della cooperazione e del coordinamento attraverso lelaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze (!!) (committenti) – arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 516 a 2582,00 euro. Quanto al solo datore di lavoro: art. 4, comma 2 e 89, comma 1: omessa elaborazione del documento di valutazione dei rischi – arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1549 a 4131 euro. Quanto al solo datore di lavoro: art. 4, comma 2 e 89, comma 1: omessa elaborazione del documento di valutazione dei rischi – arresto da tre a sei mesi o ammenda da 1549 a 4131 euro. 11. LA LEGGE N. 123/2007

137 Sanzioni per la violazione del novellato art. 7: Preposti Artt. 7, comma 1, lett.b) e 90, comma 2, lett. b): omessa informazione sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione e di emergenza in relazione alla propria attività – arresto sino a 1 mese o ammenda da 154 a 516 euro.Artt. 7, comma 1, lett.b) e 90, comma 2, lett. b): omessa informazione sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione e di emergenza in relazione alla propria attività – arresto sino a 1 mese o ammenda da 154 a 516 euro. Artt. 7, comma 2 e 90, comma 2, lett. a): omessa cooperazione allattuazione delle misure di prevenzione e protezione e omesso coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione (nellambito delle proprie attribuzioni e competenze) – arresto sino a 2 mesi o ammenda da 258 a euro.Artt. 7, comma 2 e 90, comma 2, lett. a): omessa cooperazione allattuazione delle misure di prevenzione e protezione e omesso coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione (nellambito delle proprie attribuzioni e competenze) – arresto sino a 2 mesi o ammenda da 258 a euro. Artt. 7, comma 3 e 90, comma 2, lett. b): omessa promozione della cooperazione e del coordinamento attraverso lelaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze (nellambito delle proprie attribuzioni e competenze) – arresto sino a 1 mese o ammenda da 154 a 516 euro.Artt. 7, comma 3 e 90, comma 2, lett. b): omessa promozione della cooperazione e del coordinamento attraverso lelaborazione di un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare le interferenze (nellambito delle proprie attribuzioni e competenze) – arresto sino a 1 mese o ammenda da 154 a 516 euro.

138 art. 5: sospensione dellattività imprenditoriale per violazioni di norme a tutela dei lavoratori per violazioni di norme a tutela dei lavoratori Natura cautelare del provvedimentoNatura cautelare del provvedimento Sospensione – interdizione alla contrattazione con le pubbliche amministrazioniSospensione – interdizione alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni Competenza dello SPISALCompetenza dello SPISAL Rapporto con lart. 36 bis della legge 248/2006: si applica alle attività edili?Rapporto con lart. 36 bis della legge 248/2006: si applica alle attività edili? –Circolare 22/08/2007: NO!! –Circolare 14/11/2007: SI!! Concetto di sospensione della attività imprenditoriale: il cantiere? il reparto? Lunità produttiva? tutta lazienda?Concetto di sospensione della attività imprenditoriale: il cantiere? il reparto? Lunità produttiva? tutta lazienda? Concetto di gravi e reiterate violazioni: la circolare ministeriale non convinceConcetto di gravi e reiterate violazioni: la circolare ministeriale non convince Sanzione per linosservanza: arresto sino a 3 mesi o ammenda sino a 260,00 (art. 650 c.p.)Sanzione per linosservanza: arresto sino a 3 mesi o ammenda sino a 260,00 (art. 650 c.p.) 11. LA LEGGE N. 123/2007

139 La revoca del provvedimento Competenza: personale ispettivo dello SPISALCompetenza: personale ispettivo dello SPISAL Presupposti per la revoca:Presupposti per la revoca: –Accertato ripristino delle regolari condizioni di lavoro in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di sicurezza del lavoro –Pagamento (da parte di chi?) di una sanzione amministrativa aggiuntiva a quelle di cui al comma 3, pari a 1/5 delle sanzioni amministrative complessivamente irrogate (ma, in materia di sicurezza, di quali sanzioni amministrative si tratta? Art 89, 3 comma e art 94/626?? – o piuttosto del pagamento in via amministrativa a seguito di prescrizione di cui allart. 21 del d.lgs. 758/94 /?) 11. LA LEGGE N. 123/2007

140 art. 9: modifiche al d. lgs. n. 231/2001 i nuovi reati presupposto: omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela delligiene e della salute sul lavoro non è prevista lipotesi del dolo eventuale la sanzione pecuniaria da a euro la sanzione interdittiva i rapporti con la sanzione di cui allart. 5 del d. lgs. n. 231/2001 (sospensione dellattività imprenditoriale)

141 11. LA LEGGE N. 123/2007 art. 9: modifiche al d. lgs. n. 231/2001 Il modello (non identificabile con il sistema 626 o con un altro sistema di gestione) deve introdurre misure bypassabili solo in modo fraudolento obbligo di relazione allarmi tecnologici e procedurali raddoppio delle figure responsabili audit comunicazioni con lorganismo di vigilanza

142 Grazie per lattenzione


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