La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Irving Fisher (1867-1947) teoria del capitale e dellinteresse teoria monetaria teoria dei numeri indici.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Irving Fisher (1867-1947) teoria del capitale e dellinteresse teoria monetaria teoria dei numeri indici."— Transcript della presentazione:

1 Irving Fisher ( ) teoria del capitale e dellinteresse teoria monetaria teoria dei numeri indici

2 1867. nasce a Saugerties, vicino a New York

3 1884, Il padre, pastore protestante, muore prematuramente lasciando la famiglia in condizioni economiche difficili

4 Entra allUniversità di Yale, Connecticut - Compie studi di matematica e scienze sociali

5 Tesi di dottorato in economia matematica, allepoca una disciplina di frontiera La dissertazione finale, intitolata Indagini matematiche sulla teoria del valore e dei prezzi viene pubblicata nel 1892 e gli vale un immediato riconoscimento internazionale

6 Lungo soggiorno di studio in Europa, in particolare presso le università di Berlino…

7 … e Parigi dove segue soprattutto corsi di matematica e di fisica Incontra Léon Walras, Vilfredo Pareto e altri economisti

8 A Oxford conosce Francis Ysidro Edgeworth ( )

9 Pubblica: The Nature of Capital and Income The Rate of Interest The Purchasing Power of Money Cattedra a Yale

10 Anni venti. Accumula un considerevole patrimonio grazie alla commercializzazione di alcuni brevetti di sua invenzione e ad una serie di fortunate operazioni di borsa

11 1929: crollo dei mercati finanziari, Grande depressione bancarotta Rafforza la sua convinzione circa la necessità di politiche di stabilizzazione a livello macroeconomico

12 Introduce la distinzione tra grandezze stock e flusso: - capitale = stock di ricchezza esistente in un dato istante di tempo - reddito = flusso di servizi prodotti durante un certo periodo di tempo Valore del capitale Valore del capitale: supponendo noti: a) il flusso di redditi futuri; b) il tasso di interesse; il valore di un determinato capitale, è costituito dal valore, espresso in termini di valore attuale, dellinsieme dei flussi di redditi futuri derivanti da esso

13 NB. nella determinazione del valore del capitale ciò che conta è il futuro; i costi sostenuti nel passato non hanno alcuna rilevanza (Analogia con gli Austriaci) Fisher si propone così di superare la circolarità delle teorie neoclassiche: il tasso di interesse non va considerato quale saggio di rendimento del capitale; al contrario, è il suo livello, insieme alla dimensione dei flussi di reddito, che consente di determinare il valore del capitale. Occorre elaborare una soddisfacente teoria dellinteresse

14 Il tasso di interesse rappresenta il ponte tra reddito e capitale È un premio, in termini percentuali, per la disponibilità di beni presenti Fisher studia le determinanti del tasso di interesse reale, nellipotesi che lunità monetaria conservi un potere di acquisto immutato. Riprende Böhm-Bawerk, ma con maggiore rigore analitico. Riformula i primi due motivi böhm-bawerkiani e critica il terzo

15 Per Fisher il tasso di interesse è basato su due aspetti: a) impazienza o preferenza temporale (aspetto psicologico o soggettivo); b) opportunità di investimento (aspetto reale basato sulla produttività). Eterno conflitto tra: impulso a spendere (impazienza di ottenere benefici immediati) impulso ad investire (opportunità di conseguire maggiori benefici futuri)

16 Limpazienza (o time preference) varia a seconda degli individui Dato un determinato individuo essa dipende da: 1)dimensione del flusso di reddito reale atteso: più poveri si è, più si è impazienti. 2) sua distribuzione nel tempo: in previsione di un reddito abbondante nel futuro è razionale sacrificare una notevole somma futura in cambio di una somma inferiore ma disponibile nellimmediato (primo motivo di Böhm Bawerk). 3) grado di incertezza.

17 Scelte di consumo intertemporali: Ipotesi: dotazione iniziale fissa in termini di valore attuale Lunica strategia degli agenti economici è quella di rinviare le proprie scelte di consumo nel futuro, percependo in cambio un interesse. Poiché i gradi di impazienza differiscono tra gli individui lequilibrio si raggiunge attraverso un processo di contrattazione tra gli agenti che desiderano prendere a prestito e quelli disposti a dare a prestito.

18 Consumo presente (c1) Consumo futuro (c2) La pendenza delle curve di indifferenza è data dal grado di impazienza Vincolo di bilancio: c 1 + c 2 /1+r = m 1 + m 2 /1+r (reddito fisso) (tasso dinteresse)

19 Consumo presente (c1) Consumo futuro (c2) Il tasso di interesse di mercato è quel tasso che garantisce lequilibrio tra le preferenze temporali degli individui D (pendenza c. indifferenza > vincolo di bilancio) Il soggetto prende a prestito fino a quando il suo grado di impazienza è uguale alla pendenza del vincolo di bilancio [-(1+r)]. E

20 Consumo presente (c1) Consumo futuro (c2) Caso opposto: D (pendenza c. indifferenza < vincolo di bilancio) Il soggetto dà a prestito fino a quando il suo grado di impazienza è uguale alla pendenza del vincolo di bilancio [-(1+r)]. E

21 Seconda determinante del tasso di interesse: opportunità di investimento Ipotesi: il possessore di una dotazione iniziale qualsiasi può scegliere tra vari usi di essa, ognuno dei quali determina flussi di reddito diversificati. Questi possibili usi sono caratterizzati da un diverso andamento temporale. Esempio: terreno suscettibile di tre usi: agricolo, forestale, minerario. - A. uso agricolo caratterizzato da un reddito costante; - F. uso forestale: bassi rendimenti nei primi anni e alti rendimenti nel futuro; - M. uso minerario: rendimenti alti nei primi anni e gradualmente decrescenti.

22 A F M Lagente economico razionale sceglierà lattività produttiva in grado di garantire il massimo valore attuale, calcolato sulla base di un dato tasso di interesse

23 A F M Se r è alto, converranno impieghi che diano rendimenti alti nellimmediato (M); Se r è basso, converranno impieghi che forniscano rendimenti elevati in futuro (F).

24 Lopportunità di investimento è la possibilità di spostarsi da una opzione o tecnica produttiva ad unaltra, cioè da un flusso di reddito allaltro. Una determinata opzione è scelta se risulta conveniente in termini di valore attuale. Un investimento è effettuato se il suo reddito presentavantaggi superiori agli svantaggi. rendimenti, = maggiori redditi ottenuti in futuro rispetto alla attuale opzione costi (costi opportunità) = minori redditi ottenuti nellimmediato attuando una nuova tecnica NB. Entrambi vanno calcolati al valore attuale

25 Se il tasso al quale scontare i redditi futuri è basso, conviene effettuare linvestimento. Quanto più esso è alto, tanto meno conviene. Vi è un tasso in base al quale il valore attuale di due opzioni di investimento è uguale: il tasso di rendimento rispetto al costo (rate of return over cost). Lagente sceglierà di effettuare linvestimento se il tasso di interesse di mercato (r) è minore di tale tasso. Es.:terreno che rende $ 50 vantaggio dellinvestimento = $ 25 agg. perpetui costo dellinvestimento = $ 100 Valore attuale di una rendita perpetua: R = rendita r = tasso di interesse di mercato

26 Poiché il tasso di rendimento rispetto al costo ( ) è quello che eguaglia i costi rispetto ai vantaggi: È razionale investire fino a quando r è minore del tasso di rendimento rispetto al costo, ovvero, in questo caso, fino a quando r è inferiore al 25%. Ciò vale anche per successivi investimenti di $ 100 che rendano rendite perpetue di 20, 15, 10, 5 ecc. In ogni caso, si sceglierà di investire finchè r.

27 La teoria monetaria The Purchasing Power of Money (1911) Fisher definisce la famosa equazione degli scambi: MV = PT M = stock di moneta; V = velocità di circolazione della moneta; P = livello generale dei prezzi; T = volume fisico delle transazioni in un determinato periodo di tempo. Fisher distingue tra circolante e depositi: MV + MV = PT È una identità contabile. Per passare alla teoria quantitativa occorre adottare ipotesi vincolanti sulle variabili.

28 Fisher distingue tra configurazioni di equilibrio e periodi di transizione. Configurazione di equilibrio. Fisher ipotizza che: 1)V e V siano determinati da fattori istituzionali e dalla consuetudine e siano indipendenti da altre grandezze della equazione; 2)T sia fisso (pieno impiego delle risorse); 3)rapporto tra M ed M stabile (M è un multiplo fisso di M); 4)vi sia una relazione causale che va da M a P. variazioni (esogene) di M hanno lunico effetto di determinare variazioni esattamente proporzionali di P. Il livello dellattività economica non viene modificato dalle grandezze monetarie, che sono neutrali.

29 Periodi di transizione. 1) né V né T sono stabili; 2) il rapporto tra V e V tende a modificarsi; 3) un aumento di M può tradursi in un incremento sia di V che di T. La moneta non è neutrale ed esercita uninfluenza sulle grandezze reali del sistema economico.

30 In base a quale meccanismo M modifica P (e, nel breve periodo, anche T)? Un aumento di M altera la relazione ottimale tra saldi monetari e spese dellindividuo. Gli operatori desiderano mantenere un certo potere di acquisto in termini reali (M/P). Se si M aumenta e si passa da M/P a 2M/P gli individui tendono a liberarsi delle scorte monetarie in eccesso, spendendole. Nei periodi di transizione, variazioni di M influenzano T. sono la principale causa dei cicli economici.

31 Da Il potere di acquisto della moneta: I periodi di transizione sono la regola e quelli di equilibrio leccezione; il meccanismo dello scambio è dunque quasi sempre in una condizione dinamica piuttosto che statica


Scaricare ppt "Irving Fisher (1867-1947) teoria del capitale e dellinteresse teoria monetaria teoria dei numeri indici."

Presentazioni simili


Annunci Google