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Psicologia dello sviluppo (2^ lezione, 26/01/08) Roberta Camba Sezione di Psicologia, Dip. di Scienze Antropologiche, Università di Genova Corso Podestà

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Presentazione sul tema: "Psicologia dello sviluppo (2^ lezione, 26/01/08) Roberta Camba Sezione di Psicologia, Dip. di Scienze Antropologiche, Università di Genova Corso Podestà"— Transcript della presentazione:

1 Psicologia dello sviluppo (2^ lezione, 26/01/08) Roberta Camba Sezione di Psicologia, Dip. di Scienze Antropologiche, Università di Genova Corso Podestà 2 – IV piano mail:

2 Lapproccio dellelaborazione dellinformazione Human Information Processing (HIP)

3 Lapproccio dellelaborazione dellinformazione (Human Information Processing - HIP) non è nato come un approccio allo studio dello sviluppo cognitivo, ma come un modo di affrontare lo studio della cognizione adulta nellambito della psicologia sperimentale, che solo in seguito è stato applicato allo studio dello sviluppo non è una teoria è un quadro di riferimento teorico che raccoglie i contributi di discipline diverse: teoria delle comunicazioni teoria delle computazioni studi sullintelligenza artificiale linguistica

4 Contributi allapproccio dellelaborazione dellinformazione (Human Information Processing - HIP) sistema cognitivo come una serie di canali attraverso cui transitano le informazioni codificate e come un insieme di magazzini allinterno dei quali tali informazioni vengono depositate i processi alla base del pensiero nella mente umana possono essere riprodotti attraverso una procedura meccanica. Descrizione del modo in cui luomo giunge alla soluzione di compiti cognitivi, a partire dai principi di base. dalla teoria delle comunicazioni dalla teoria delle computazioni

5 Contributi allapproccio dellelaborazione dellinformazione (Human Information Processing - HIP) anche gli uomini possono essere considerati dei sistemi che manipolano simboli. Le capacità logiche delle persone possono essere simulate attraverso appropriati programmi di computer Il linguaggio consiste di un insieme complesso di regole astratte che non sono osservabili, ma devono essere inferite dallindividuo a partire dalle relazioni che esistono tra linput e loutput linguistico. dagli studi sull intelligenza artificiale Dalla linguistica

6 Organizzazione del sistema cognitivo SISTEMA COGNITIVO: MAGAZZINI + PROCESSI PROCESSI OPERAZIONI COMPUTAZIONI (trasformazione dellinformazione da una forma a unaltra) Obiettivo: specificare la natura delle computazioni, isolare le operazioni elementari sottostanti i processi cognitivi

7 Magazzini (strutture) Costituiscono lhardware della mente per quanto siano definizioni puramente ipotetiche Inerenti parti specifiche dellapparato di elaborazione dellinformazione Svolgono funzioni particolari Sono in numero ridotto Non modificano il loro funzionamento nel corso dello sviluppo o da una situazione allaltra Sono universali (ogni essere umano ne è dotato)

8 Processi Paragonabili ai software informatici Sono numerosi Variano nei gruppi detà e sono adattabili da una situazione allaltra Variano da una persona allaltra Sulla base dellattenzione richiesta per portarli a termine possono essere distinti in: automatici (semplici) e controllati (difficili)

9 La metafora del computer Come il computer, la mente umana è un sistema che si serve di regole per manipolare, trasformare e immagazzinare linformazione sotto forma di rappresentazioni simboliche Simboli sono gli elementi rappresentazionali di base che vengono manipolati durante lelaborazione dellinformazione sono una codifica selettiva dellambiente esterno sono la descrizione astratta del modo in cui linformazione viene rappresentata nel cervello (schemi, concetti, parole, numeri…)

10 Il funzionamento del sistema cognitivo Il funzionamento cognitivo è costituito da un insieme di operazioni mentali eseguite in sequenza. La prestazione del soggetto in qualsiasi compito cognitivo consiste nelleseguire in successione un certo numero di operazioni, identificabili e indagabili. Le operazioni compiute sullinformazione vengono specificate (anziché in termini neurali) in termini funzionali, per mezzo di regole. Le teorie cognitive offrono spiegazioni strutturali e funzionali dellattività cognitiva.

11 Lapproccio funzionale Lobiettivo è quello di specificare i processi, ossia le operazioni mentali attraverso le quali la mente trasforma e manipola le informazioni provenienti dallambiente esterno, ossia le seleziona, le elabora, le immagazzina e le recupera. Le operazioni vengono rappresentate attraverso i diagrammi di flusso (scatole e frecce), che mostrano la sequenza di passaggi implicati nellelaborazione dellinput. La mente (sistema cognitivo) è intesa come lorganizzazione funzionale del cervello, inferita a partire dalloutput comportamentale.

12 Esempio di diagramma di flusso Processi di memoria Imput ambientali Registri Sensoriali Visivo Uditivo Tattile Processi di controllo: Reiterazioni Decisioni Strategie di recupero MBT o memoria di lavoro MLT o Magazzino permanente Output o Risposta dellorganismo

13 lo sviluppo cognitivo viene inteso come lo sviluppo dei processi di controllo che manipolano linformazione, accompagnato dallincremento nella capacità di creare rappresentazioni sempre più complesse e sofisticate dellambiente PROCESSI regole, strategie, capacità di elaborazione: Aumenta la capacità di elaborazione Si modificano le strategie Si sviluppa la metacognizione RAPPRESENTAZIONI prodotti dellelaborazione: Cambia il codice rappresentazionale Aumenta la conoscenza di base Che cosa si modifica nel corso dello sviluppo e come avvengono queste modificazioni? N.B: Lo sviluppo di ciascun aspetto influisce sullo sviluppo degli altri

14 Aumenta la capacità di elaborazione Con letà migliora la prestazione in compiti che misurano la capacità del bambino di elaborare linformazione (es. span di cifre ) Laumento nellefficienza operativa è causato dai processi maturativi che avvengono nel cervello (es. mielinizzazione) dallesercizio nellesecuzione delle operazioni implicate nel compito che divengono sempre più automatizzate

15 Modificazione delle strategie Una STRATEGIA è un piano, organizzato in modo gerarchico, che controlla lordine con il quale deve essere eseguita una sequenza di operazioni cognitive, orientate ad uno scopo Sviluppo cognitivo inteso come incremento nella capacità di mettere in atto tali operazioni

16 Cambia il codice rappresentazionale Sviluppo cognitivo inteso come sviluppo dellabilità di creare rappresentazioni sempre più complesse e sofisticate dellambiente Bruner (1973): durante lo sviluppo la conoscenza è mediata da 3 codici rappresentazionali diversi: 1) Codice ESECUTIVO (azione)(0-2 anni) 2) Codice ICONICO (immagine)(2-6 anni) 3) Codice SIMBOLICO (linguaggio)(dai 6/7 anni)

17 Aumenta la conoscenza di base Expertise: divenire esperti in un dominio della conoscenza. Lacquisizione di expertise influenzerebbe la cognizione agendo su due fronti (Chi e Glaser, 1980) : RETE RAPPRESENTAZIONALE (reticolo semantico) la struttura della conoscenza immagazzinata nella MLT PROCESSI e STRATEGIE utilizzabili per manipolare i contenuti della conoscenza Formazione di CONCETTI (raggruppare per caratteristiche comuni) Costruzione di SCRIPT (rappresentazioni relative a serie continue di eventi)

18 La rete rappresentazionale degli esperti contiene un numero maggiore di concetti, di proprietà associate ai concetti e di connessioni tra concetti e tra proprietà non esperto esperto Lexpertise e la rete rappresentazionale

19 Expertise, processi e strategie La conoscenza accumulata (expertise) in una specifica area influenza positivamente la qualità del funzionamento cognitivo dellesperto in quello stesso dominio, poiché: la conoscenza fornisce soluzioni già sperimentate le conoscenze sono usate per generare spiegazioni causali e produrre inferenze su casi non noti la conoscenza libera risorse mentali poiché la familiarità del materiale consente di organizzazione il materiale in unità di informazione più ampie e complesse, riducendo il carico di memoria

20 Sviluppo della metacognizione Cosè la metacognizione? Ogni conoscenza o attività cognitiva che ha come oggetto i processi cognitivi (conoscenza metacognitiva). Linsieme delle attività psichiche che presiedono al funzionamento cognitivo (controllo metacognitivo o monitoraggio e autoregolazione metacognitivi).

21 Conoscenza metacognitiva Conoscenze e credenze accumulate attraverso lesperienza e conservate nella memoria a lungo termine che riguardano la mente umana e i suoi atti. sulle persone: conoscenze e credenze sugli esseri umani in quanto elaboratori cognitivi. Si riferisce a differenze cognitive interne alla persona stessa, differenze cognitive fra le diverse persone e universali cognitivi sui compiti: conoscenze e credenze sul compito cognitivo che deve essere affrontato. Si riferisce alla natura delle informazioni di cui si dispone e al tipo di compito sulle strategie: conoscenze e credenze sulle strategie che possono essere utilizzate per affrontare un compito cognitivo

22 Controllo metacognitivo Processi di controllo messi in atto durante lo svolgimento di un compito Autoregolare un processo cognitivo significa: fissarsi un obiettivo di funzionalità ottimale del processo stesso, anche in termini di risultati che deve produrre darsi delle istruzioni, suggerimenti o aiuti per svolgere concretamente le operazioni tipiche del processo stesso osservare landamento del processo, raccogliere dati sui risultati prodotti e renderli disponibili per una successiva valutazione confrontare questi dati prodotti con gli obiettivi e gli standard che si erano fissati valutare come positivo lo svolgimento delle varie operazioni se il confronto ha dato esiti positivi oppure nel caso contrario valutare come negativo e insoddisfacente il proprio operato e attivare correzioni appropriate e modifiche alle strategie in corso

23 Lo sviluppo è un processo dominio-specifico Lo sviluppo è un processo che riguarda singoli domini, allinterno dei quali il bambino diviene capace di creare rappresentazioni sempre più sofisticate dellinformazione e di sviluppare procedure sempre più specializzate. Sviluppo cognitivo = sviluppo di domini specializzati, sostenuto da unarchitettura cognitiva generale Lo sviluppo coinvolge in modo uniforme tutte le aree del comportamento o avviene in modo diverso allinterno dei diversi domini?

24 Lapproccio adottato dallHIP è implicitamente innatista (assunti impliciti derivanti dalluso della metafora del computer). LHIP assume lesistenza, fino dalla nascita, di alcuni processi cognitivi elementari, che farebbero parte dellarchitettura di base del sistema cognitivo (prodotto dellevoluzione piuttosto che dello sviluppo). Qual è il rapporto tra i fattori biologici e lesperienza nella determinazione dei cambiamenti che avvengono nel corso dello sviluppo?

25 Lo sviluppo cognitivo è inteso come un processo continuo e quantitativo poiché consiste nellincremento dellefficienza con la quale i processi di base o di controllo manipolano linformazione, e in un conseguente aumento delle rappresentazioni, ossia della conoscenza che deriva dal funzionamento dei processi stessi Idea di sviluppo come passaggio graduale dalla condizione di INESPERTO ESPERTO Lo sviluppo è un processo continuo o discontinuo?

26 Confronto Piaget - HIP Approccio Piagettiano Enfasi sul che cosa si sviluppa Cambiamenti qualitativi Processi dominio-generali Discontinuità (stadi) Enfasi sulla competenza Approccio HIP Enfasi sul come si sviluppa Cambiamenti quantitativi Processi dominio-specifici Continuità Enfasi sulla prestazione

27 Attenzione

28 Processi attentivi Rivestono un ruolo fondamentale nella: selezione delle informazioni importanti inibizione o esclusione dei distrattori e degli stimoli irrilevanti focalizzazione (concentrazione) su alcuni stimoli che vengono elaborati in modo più approfondito mantenimento dello sforzo per un periodo prolungato al fine di completare un lavoro suddivisione delle risorse cognitive per poter eseguire più compiti in parallelo

29 Tipi di attenzione Attenzione selettiva La capacità del soggetto di rispondere solo agli aspetti rilevanti di un compito o di una situazione, ignorando o non rispondendo a quelli non essenziali Attenzione sostenuta La capacità di seguire le richieste del compito, senza distrarsi per un periodo di tempo sufficiente Attenzione divisa La capacità di distribuire le risorse attentive su più compiti contemporaneamente

30 Processamento automatico e volontario Processamento automatico rapido e fluido non richiede risorse attentive non coinvolge la memoria a breve termine è inconsapevole e difficile da modificare Processamento controllato è lento richiede risorse attentive è soggetto ai limiti di capacità della MBT è consapevole e non consente di fare altro nello stesso tempo permette il massimo grado di flessibilità al comportamento necessario per lapprendimento e per modificare processi automatici

31 Il Sistema attentivo supervisore (SAS) (Norman & Shallice, 1986) è un sistema di controllo che ha accesso alle rappresentazioni del mondo esterno e delle intenzioni dellindividuo controlla sequenze di operazioni elementari (schemi), che si svolgono in modo automatico agisce intervenendo sul processo di selezione competitiva, dando attivazione aggiuntiva ad una operazione o inibendo una operazione La selezione competitiva È il processo di selezione automatica di uno schema Ciascuno schema ha un livello di attivazione che dipende dagli stimoli esterni. Quando lo schema raggiunge il valore soglia è selezionato ed eseguito mentre vengono inibiti i diversi schemi con cui è in competizione

32 Esempio di funzionamento del SAS Se stiamo guidando e ci accorgiamo che la macchina davanti sta frenando, la percezione delle luci di stop attiva automaticamente l'azione di frenare. Altri tipi di risposta, ad es. accelerare, sono contemporaneamente inibiti perché non funzionali. Lazione di frenare è eseguita perché lo stimolo esterno accensione delle luci di stop ne ha aumentato lattivazione fino al raggiungimento del valore di soglia inibendo contemporaneamente schemi competitivi. Se, invece, durante la guida decidiamo di fermarci, loperazione di frenare si svolge sempre automaticamente, ma a seguito di una decisione volontaria. In questo caso il SAS, che ha accesso sia al mondo esterno che alle intenzioni dellindividuo, esercita un controllo attentivo per via indiretta. Interviene sul processo di selezione competitiva portando unattivazione aggiuntiva allazione che sintende eseguire. Questa operazione perciò prevale sulle altre, indipendentemente dalle stimolazioni esterne.

33 Attenzione e apprendimento Molti compiti (per es. quelli scolastici) richiedono processi controllati, intenzionali e consapevoli Unadeguata distribuzione delle risorse attentive è necessaria ai fini dellapprendimento in molti ambiti Il livello di attenzione è regolato da: Processi interni (ad es. obiettivi e motivazione) Fattori ambientali Caratteristiche del compito

34 Ridurre e guidare il carico attentivo Automatizzazione dei processi rendere unattività automatica riduce la quantità di risorse attentive che sono necessarie per svolgerla e lascia risorse disponibili per altre attività Uso di strategie solo una parte delle informazioni provenienti dallambiente viene elaborata e ricordata. Gli studenti devono essere guidati a utilizzare le proprie risorse attentive nel processo di selezione delle informazioni rilevanti ai fini dellapprendimento Uso di conoscenze precedenti le conoscenze precedenti guidano i processi attentivi Autoregolazione e metacognizione la consapevolezza del funzionamento dei processi attentivi rende possibile la regolazione e il controllo dellattenzione durante i compiti di apprendimento

35 Abilità di problem solving e attenzione La risoluzione di un compito richiede di mantenere un buon livello di attenzione nel tempo. È necessario: 1.comprendere la natura del compito e gli obiettivi finali prima di iniziare il lavoro 2.capire se gli manca questa adeguata comprensione 3.mettere a punto un piano o una strategia per affrontare il compito 4.verificare se la strategia è fattibile e definire eventuali strategie alternative 5.controllare il progresso conseguito verso la risoluzione del compito, riprendendo se necessario dallinizio 6.scomporre gli obiettivi finali in sotto-obiettivi più immediati e semplici, soprattutto se il compito richiede un impegno prolungato 7.adottare uno stile di pensiero consequenziale (se faccio questo, allora…) 8.valutare il tempo richiesto per il compito e quello effettivamente a disposizione 9.gestire lincertezza e linsuccesso, limitando le interferenze negative dellemotività 10.in caso di insuccesso sfruttare le proprie risorse, ricorrendo alla memoria e alle soluzioni adottate in precedenza

36 Memoria

37 Modello dei magazzini di memoria di Atkinson e Shiffrin (1968) Registro sensoriale Memoria a breve termine (MBT)) capienza limitata limite temporale serve da transito delle informazioni provenienti dallambiente linformazione viene conservata per poche frazioni di secondo necessarie a confrontare serve da memoria di servizio in quanto contiene le informazioni provenienti dalla MLT che devono interagire con quelle provenienti dallambiente caratteristiche dello stimolo alcune informazioni presenti nella MLT Memoria a lungo termine (MLT)) capacità potenzialmente illimitata vengono depositate, per alcuni minuti o per tutta la vita, conoscenze, esperienze, ricordi personali da recuperare alloccorrenza

38 Memoria a breve termine Sistema a capacità limitata (pochi secondi, pochi elementi) Linformazione può essere mantenuta e trasferita alla memoria a lungo termine se viene reiterata Lo span di memoria è la quantità di informazioni che il sistema riesce a conservare (circa 7 elementi) Nella MBT linformazione viene persa velocemente a meno che non venga mantenuta attiva con determinate strategie (es. ripetizione)

39 Memoria di lavoro (working memory) Modello di Baddeley (1990) Sistema di elaborazione centrale, il cui compito è quello di integrare tra loro le varie informazioni Loop articolatorio o fonologicoTaccuino visuospaziale Magazzino fonologico Meccanismo per la ripetizione subvocalica La memoria di lavoro è un sistema per il mantenimento temporaneo e per la manipolazione dell'informazione durante l'esecuzione di differenti compiti cognitivi, come la comprensione, l'apprendimento e il ragionamento (Baddeley, 1986) Codifica le informazioni spaziali e visive Circuito articolatorio che conserva linformazione in forma verbale Esecutivo centrale

40 Memoria di lavoro: loop articolatorio Costituito da: magazzino fonologico: le informazioni contenute nel magazzino fonologico decadono in tempi brevi (circa due secondi) e non possono più essere recuperate meccanismo di ripetizione: la ripetizione subvocalica consente di mantenere viva la traccia mnestica Ha un ruolo: nella codifica del linguaggio nella comprensione del linguaggio nellapprendimento della lettura nellapprendimento delle lingue straniere

41 Memoria di lavoro: taccuino visuospaziale Magazzino per il mantenimento delle informazioni visive e spaziali Ha un ruolo: nellanalisi delle dimensioni spaziali; nella visualizzazione delle immagini mentali nella manipolazione delle immagini mentali;

42 Memoria di lavoro: il sistema esecutivo centrale E un sistema di elaborazione centrale il cui compito è, similmente all'attenzione, quello integrare tra loro le varie informazioni Ha un ruolo: nellintegrazione delle informazioni nella scelta di strategie nella pianificazione e coordinamento

43 Memoria a lungo termine Memoria episodica Memoria semantica Memoria esplicita Memoria implicita CONOSCENZA CONDIZIONALE (condizioni duso del sapere) CONOSCENZA DICHIARATIVA (sapere cosa) CONOSCENZA PROCEDURALE (sapere come) Sistema nel quale sono rappresentate le conoscenze possedute da un individuo

44 Memoria a Lungo Termine Memoria dichiarativa: conoscenza relativa a fatti che possono essere acquisiti in un unico tentativo, che sono direttamente accessibili alla coscienza e che possono essere espressi verbalmente Memoria semantica: insieme delle conoscenze relative ai significati e alluso del linguaggio (concetti e relazione fra concetti, significati delle parole) Memoria episodica: insieme delle conoscenze biografiche e autobiografiche (fatti storici e personali) Memoria procedurale: conoscenza relativa alle procedure o allapprendimento di abilità (memoria del saper fare). La conoscenza procedurale può essere rappresentata sotto forma di script (schema che descrive come fare qualcosa e come adattare lazione a circostanze particolari) Memoria implicita: si manifesta solo nel comportamento o nel sentimento di familiarità senza che il contenuto sia accessibile alla coscienza Memoria esplicita: riproduzione di uno stimolo mediante denominazione, descrizione, disegno (compiti di rievocazione)

45 La teoria della mente

46 Cosè la teoria della mente? Teoria della mente è lespressione che si usa per indicare la comprensione del fatto che le altre persone possiedono un mondo interiore, caratteristico di ogni individuo Possedere una teoria della mente consente di leggere le altre persone come individui dotati di motivazioni, intenzioni, desideri, scopi, credenze e pensieri

47 Lo sviluppo della teoria della mente Emozioni fondamentali e (gioia, tristezza, paura, sorpresa, repulsione, rabbia) Stati fisiologici (fame, sete, dolore eccitazione) DESIDERI lui vuole una mela: attribuisco allaltra persona uno stato interno diretto verso un oggetto esterno Psicologia del desiderio (2 anni): Si interpretano le azioni sulla base dei desideri e spiega le reazioni emotive congruentemente al fatto che i desideri siano o meno soddisfatti Percezioni e Sensazioni CREDENZE lui pensa che questa sia una mela: attribuisco allaltro uno stato interno che incorpora la rappresentazione di una mela, gli attribuisco cioè una metarappresentazione Psicologia della credenza (3 anni): Si prevede che le azioni di una persona saranno guidate oltre che da desideri anche dalle sue credenze (vere o false/erronee)

48 Il compito della falsa credenza

49 I precursori della teoria della mente Lintenzione comunicativa dichiarativa (fine del primo anno) Richiamare lattenzione delladulto su un oggetto per condividere linteresse per loggetto Il bambino indica un oggetto /evento alladulto alternando il proprio sguardo tra loggetto/evento e il volto delladulto, finché questi non guarda nella stessa direzione Intenzione di influenzare lo stato mentale dellaltro relativamente a qualche evento esterno Il gioco simbolico (secondo anno) nel giocare a far finta un oggetto viene impiegato per rappresentarne uno diverso attribuendo proprietà diverse da quelle effettivamente possedute condivide con la teoria della mente la capacità di rappresentare una realtà diversa da quella percepita


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