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– 02 47950601 – 06 91712093 – 095 2935423 1 ENERGY MANAGER NEL.

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1 – – – ENERGY MANAGER NEL SETTORE ALBERGHIERO

2 – – – PROGRAMMAZIONE IL CORSO E’ FORTEMENTE ORIENTATO SU PROBLEMI ENERGETICI DI UNA STRUTTURA RICETTIVA E SULLE POSSIBILI STRATEGIE DA ATTUARE PER UNA RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA CONSIDERANDO LA NON SISTEMATICITA’ DELLE PROBLEMATICHE ENERGETICHE SI AUSPICA UNA PARTECIPAZIONE INTERATTIVA DEI CORSISTI DURANTE IL PROCESSO DI ANALISI CON OSSERVAZIONI E/O CONSIDERAZIONI, ANCHE ESTEMPORANEE, O BASATE SU ESPERIENZE PERSONALI/PROFESIONALI

3 – – – PROGRAMMAZIONE SOTTO FORMA DI MODULI SI AFFRONTERANNO LE SEGUENTI TEMATICHE: 1.CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE 2.CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’/ZONE ENERGIVORE DI UNA S.R. 3.FORME ENERGETICHE UTILIZZATE NELLE S.R. 4.TIPOLOGIE ED ANALISI DEGLI IMPIANTI 5.CONSUMI E AUDIT ENERGETICO

4 – – – PROGRAMMAZIONE 6.TECNICHE DI OTTIMIZZAZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI: SIST. TERMICO, SIST. ELETTRICO, RECUPERI ENERGETICI 7.SISTEMI DI BUILDING AUTOMATION PER IL CONTENIMENTO DEI CONSUMI 8.SISTEMI DI PRODUZIONE A FER: SOLARE TERMICO, SOLARE FV 9.PRODUZIONE EFFICIENTE DI CALDO-FREDDO PER LA CLIMATIZZAZIONE, PRODUZIONE DI ACS. SARANNO SVOLTE CONTINUE ESERCITAZIONI INDIVIDUALI FINALIZZATE ALL’APPLICAZIONE DI METODOLOGIE DI ANALISI E/O RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA

5 – – –  CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE  LUOGHI ED ATTIVITA’  UTENZE MODULO I° PROGRAMMAZIONE

6 – – – CONSIDERAZIONI INIZIALI CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE Abrogata con la riforma del sitema turistico -nuova legge quadro n°135 del Legge quadro sul turismo n° 217 del 1983 Trasferisce alle regioni la competenza di classificare le strutture ricettive. Non essendo stato emanato alcun regolamento attuativo le regioni si basano ancora sui principi definitori della prima legge quadro per stabilire le varie categorie di strutture ricettive.

7 – – – CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE Alberghi: sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o in parti di stabile. Motels: sono alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, che assicurano alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento carburanti Villaggi albergo: sono alberghi che, in una unica area, forniscono agli utenti di unità abitative dislocate in più stabili servizi centralizzati

8 – – – Residenze turistico/alberghiere (residence): sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate costituite da uno o più locali, dotate di servizio autonomo di cucina Camping: esercizi ricettivi, aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno di turisti provvisti, di norma, di tende o di altri mezzi autonomi di pernottamento. Villaggi turistici: esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno in allestimenti minimi, di turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE

9 – – – Alloggi agrituristici: locali, siti in fabbricati rurali, nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli. Affittacamere: non più di sei camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari. Case e appartamenti per vacanze: immobili arredati gestiti in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE

10 – – – Case per ferie: le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose, o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari Ostelli per la gioventù: le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno e il pernottamento dei giovani. Rifugi Alpini: i locali idonei ad offrire ospitalità in zone montane di alta quota, fuori dai centri urbani. CLASSIFICAZIONE STRUTTURE RICETTIVE

11 – – – COSTI E CONSUMI ENERGETICI NELLA GESTIONE DELLE S.R. IL PROBLEMA DEL RISPARMIO ENERGETICO, VISTO IN UN OTTICA GLOBALE, HA ASSUNTO CARATTERE DI PRIORITA’  AUMENTO DEI SERVIZI (quantità)  MIGLIORAMENTO DEGLI STESSI  VARIETA’ DELL’OFFERTA HANNO DETERMINATO AUMENTO DEI CONSUMI HA DETERMINATO CHE UNA QUOTA IMPORTANTE DEI COSTI DI GESTIONE SIA ASSORBITA DAI CONSUMI ENERGETICI POCA DISPONIBILITA’ PER ALCUNI DI ESSI (acqua) AUMENTO DEL COSTO DEI VETTORI ENERGETICI +

12 – – – IL FATTORE “CONSUMI ENERGETICI” HA FORTEMENETE STIMOLATO LA SENSIBILITA’ DEI GESTORI DI S.R. A CONSIDERAZIONE/AFFRONTARE IL PROBLEMA  LO SCENARIO ILLUSTRATO ASSUME DIMENSIONI RAPPORTATE ALLA TIPOLOGIA DI STRUTTURA CONSIDERATA (estensione, qualità e tipologia di servizi).  PROPORZIONE AL TIPO DI STRUTTURA RAPPRESENTA COMUNQUE UN PROBLEMA PER I GESTORI. COME E CASA FARE PER RISPARMIARE E CONTENERE I CONSUMI ENERGETICI? COSTI E CONSUMI ENERGETICI

13 – – –  PROBLEMA COMPLESSO ED ARTICOLATO PER LA VARIABILITA’ E DIVERSITA’ DEI CASI CHE POSSONO PRESENTARSI IN FUNZIONE DEL TIPO DI S.R.  NECESSITA DI UNA VALUTAZIONE GLOBALE, CONTESTUALIZZATA ED INTEGRATA  OCCORRE UNA FIGURA PROFESSIONALE CON COMPETENZE E CONOSCENZA IDONEE AD AFFRONTARE IL PROBLEMA DEL RISPARMIO ENERGETICO NELLE S.R.  FIGURA TERZA O FACENTE PARTE DELLE RISORSE UMANE DELLA S.R. COSTI E CONSUMI ENERGETICI

14 – – – ENERGY MANAGER COMPITI E RUOLO IMPORTANZA DELLA FUGURA DI ENERGY MANAGER DEL SETTORE ALBERGHIERO  L’E.M. assume una posizione di "consulente" interno alla struttura  Non sono previste dirette responsabilità gestionali nel campo della effettiva realizzazione degli interventi studiati  Nel processo di razionalizzazione L’E.M. deve essere in grado di dialogare con la direzione aziendale (che spesso non conosce il problema) per sviluppare una reale "politica" di razionalizzazione energetica

15 – – – AREE-ZONE ENERGETICHE NELLE STRUTTURE RICETTIVE  IN LINEA DI PRINCIPIO OGNI AREA O ZONA DI UNA STRUTTURA RICETTIVA RAPPRESENTA UN SISTEMA ENERGIVORO (quale più quale meno)  CIASCUN SISTEMA COSI’ DEFINITO PUO CONTENERE SOTTOSISTEMI ENERGETICI DI VARIA NATURA (termico, elettrico, idrico et)  IL GENERICO SOTTOSISTEMA PUO’ ESSERE OGGETTO DI VALUTAZIONE AI FINI DI UNA RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA

16 – – – AREE - ZONE ENERGETICHE NELL S.R. ZONE ENERGETICHE ZONE DI PRODUZIONE ENERGIA ZONE DI UTILIZZAZIONE DELL’ENERGIA OGGETTO DI RAZIONALIZZAZIONE VANNO OTTIMIZZATE

17 – – – ZONE ENERGIVORE CENTRALI DI CLIMATIZZAZIONE PRODUZIONE DI CALDO FREDDO PER CLIMATIZZAZIONE LOCALI CENTRALI TERMICHE PRODUZIONE DI CALORE PRODUZIONE VAPORE PRODUZIONE ACS CENTRALI A FER IMP. FOTOVOLT. IMP. SOLARE COO-TRIGENERAZIONE EOLICA L’OTTIMIZZAZIONE DI QUESTI IMPIANTI DIPENDE DALLA RAZIONALIZZAZIONE DEI FABBISOGNI

18 – – – CENTRALI IDRICHE CENTRALI DI DEPURAZIONE TRATTAMENTO E DEPURAZIONE ACQUE DI SCARICO SOLLEVAMENTO ACQUE DI SC. CENTRALI ELETTRICHE CABINE DI TRASF. GRUPPI ELETTR. CENTRALE UPS CENTRALE DI RIFAS. PRESS. IMPIANTO IDRICO PRESS. IMP. ANTINC. TRATT. ACQUA IMP DI POTABILIZZAZIONE ZONE ENERGIVORE

19 – – – CUCINE DISCOTECHE SALA CONVEGNI RISTORANTI etc ELETTRICA (ill. ventil) TERMICA (condiz – acqua -aria) CENTRALI FRIGORIFERE (PER ALIMENTI) ELETTRICA (COMPRESSORI) ELETTRICA (ill. utenze, asp.) TERMICA (acs) CHIMICA (gas x p.c.) ZONE ENERGIVORE

20 – – – LAVENDERIE STIRERIA PASTICCERIA ELETTRICA (ill. ventil, utenze) TERMICA (acs, condiz. acqua -aria) CENTRO BENESSERE ELETTRICA (ill, utenze, ventilaz) TERMICA (acs, aria calda x essic, aria/acqua condiz) CHIMICA (gas x essiccatori, mangano et) ZONE ENERGIVORE ELETTRICA (ill, utenze, ventilaz) TERMICA (acs, condiz. acqua/aria)

21 – – – ZONE ENERGIVORE PISCINE ELETTRICA (ill, ITA, ventilaz) TERMICA (acs, condiz. Aria/acqua AREE ESTERNE ELETTRICA (illumi, irrig.) ZONE OSPITI CAMERE ELETTRICA (ill, utenze, ventilaz) TERMICA (acs, condiz. acqua/aria) AREE COMUNI ELETTRICA (ill, utenze, ventilaz) TERMICA (acs, condiz. acqua/aria)

22 – – – VETTORI ENERGETICI OLTRE AI TRADIZIONALI VETTORI ENERGETICI OGGETTO DI CONSUMO E’ DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IMPIEGO DI ACQUA NELL’ATTIVITA’ (uso sanitario, cucina, irrig. et) CHE, PUR NON CONSIDERATA COME VETTORE ENERGETICO, RAPPRESENTA UN BENE DI LARGO CONSUMO PER LE CENTRALI DI PRODUZIONE DI ENERGIA (termica, climatizzazione) I VETTORI ENERGETICI CHE RAPPRESENTANO LE FONTI DI ENERGIA PRIMARIA SONO ELETTRICITA’ GAS (metano-gpl)

23 – – – ESERCITAZIONE SVILUPPARE SULLA BASE DELLE PROPRIE CONOSCENZE UNA SEMPLICE VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO DI ENERGIA ELETTRICA PER UNA CAMERA DI ALBERGI A 5 STELLE NOTE 1.IPOTIZZARE LE UTENZE IN DOTAZIONE (elenco) 2.IPOTIZZARE LA POTENZA NECESSARIA PER UTENZA 3.SOMMARE LE POTENZE 4.DETERMINARE LA POTENZA TOTALE SECONDO UN COEFFICIENTE DI CONTEMPORANEITA’ TEMPO DI SVOLGIMENTO: 30min.

24 – – – POLITICA AMBIENTALE LA RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA AZIONE IMPORTANTE PERCHE’? RIDUZIONE DI COSTI DI GESTIONE RIDUZIONE DI INQUINAMENTO AMBIENTALE SOTTOPROGRAMMA DI UN PIU’ AMPIO PROGETTO DI ADOZIONE DI UNA POLITICA AMBIENTALE EMAS (echo mangement and audit scheme) ISO14000 (international standard organization)

25 – – – POLITICA AMBIENTALE….. …. IL CAMPO D’AZIONE E’ VASTO: CONSERVAZIONE DI ACQUA ED ENERGIA, CONTROLLO RIFIUTI, …et. POLITICA AMBIENTALE

26 – – –  Le strutture alberghiere, in quanto attività produttive ad “alta intensità di capitale” sono, infatti, imprese ricettive legate ad investimenti “materiali” caratterizzati da un’elevata incidenza di costi fissi.….AMMORTAMENTO, EROGAZIONE UTENZE, PERSONALE, CONSUMI.  Dal confronto dei costi medi sostenuti per il personale e per la gestione delle utenze in italia, francia e spagna emerge come, sebbene il nostro paese sia caratterizzato da un costo del lavoro mediamente inferiore a quello francese ma superiore a quello spagnolo, SOSTIENE UN CARICO DI SPESE PER I CONSUMI ENERGETICI DECISAMENTE PIÙ ELEVATO COSTI DI GESTIONE FONTE: dossier Confturismo – istituto nazionale ricerche turistiche 2008

27 – – –  IL COSTO MEDIO MENSILE PER IL CONSUMO DI ENERGIA (ELETTRICITÀ, GAS, ECC.), PER LE RIPARAZIONI E PER LE MANUTENZIONI PERIODICHE DEGLI ALBERGHI ITALIANI È DI CIRCA 89 EURO PER OGNI CAMERA, CONTRO I 73 EURO DEI FRANCESI ED I 72 DEGLI SPAGNOLI;  IL PREZZO UNITARIO PER KWH DELL’ELETTRICITÀ È PARI A CIRCA 5,3 EURO OGNI 100 KWH CONSUMATI DAGLI HOTEL FRANCESI CONTRO, GLI 8,7 EURO PAGATI DAGLI ITALIANI ED I 7,9 EURO DEGLI SPAGNOLI. COSTI DI GESTIONE FONTE: dossier Confturismo – istituto nazionale ricerche turistiche 2008

28 – – – COSTI DI GESTIONE FONTE: dossier Confturismo – istituto nazionale ricerche turistiche 2008

29 – – –  PER RIDURRE I CONSUMI DI ENERGIA UNA VOLTA INDIVIDUATI I LIVELLI INIZIALI DI UTILIZZO, SI PUÒ AGIRE SU SVARIATI FATTORI.  PUÒ RENDERSI NECESSARIO UTILIZZARE LE INNUMEREVOLI TECNOLOGIE CHE CONTINUAMENTE VENGONO MESSE A PUNTO E CHE CONSENTONO UN LORO RISPARMIO  IMPORTANTE IL COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE E L’INFORMAZIONE AGLI OSPITI CONSUMI ENERGETICI

30 – – –  LADDOVE IL PROGRAMMA DI RAZIONALIZZAZIONE ENERGETICA E’ BASATO ESCLUSIVAMENTE SU INTERVENTI DI TIPO TECNOLOGICO, I RISPARMI DI ENERGIA SONO CONTENUTI O NULLI.  NELLE SITUAZIONI IN CUI L’UTILIZZO DI “ENERGY SAVING TECHNOLOGIES” È STATO ACCOMPAGNATO DA UN ADEGUATO PROGRAMMA DI FORMAZIONE E DI COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE DEGLI ALBERGHI E DI INFORMAZIONE DEGLI OSPITI SI STIMA UN RISPARMIO DI ENERGIA PARI A CIRCA IL 23%* PER UN ALBERGO CONSUMI ENERGETICI * dossier environment park

31 – – – GENERALMENTE GLI ALBERGATORI NON HANNO TOTALE CONTEZZA DEI COSTI DI GESTIONE DELLA PROPRIA AZIENDA, SOPRATTUTTO, PER QUELLE VOCI STRETTAMENTE COLLEGATE AI CONSUMI ENERGETICI.  IMPIANTI ELETTRICI (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, frigobar, et.).  IMPIANTO D’ILLUMINAZIONE.  IMPIANTO DI REFRIGERAZIONE E CUCINA.  IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E DI CONDIZIONAMENTO.  LAVANDERIE E TINTORIE A SECCO.  ULTERIORI SERVIZI (PISCINE).  COMBUSTIBILE PER VEICOLI. CONSUMI ENERGETICI RIGUARDANO.

32 – – – L’OBIETTIVO È, DUNQUE, ARRIVARE A COMPRENDERE QUALI SONO LE AREE NELLE QUALI SI MANIFESTANO SITUAZIONI DI INEFFICIENZA E DI SPRECO ENERGETICO E DOVE SI PREVEDE DI POTER INTERVENIRE IN MANIERA PIÙ EFFICACE. CONSUMI ENERGETICI

33 – – –  LA REALIZZAZIONE DI UN AUDIT ENERGETICO CONSENTE DI EVIDENZIARE COME, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI, GLI ALBERGHI SIANO STATI COSTRUITI IPOTIZZANDO UNA CONTINUA E PIENA OCCUPAZIONE DELLA STRUTTURA STESSA.  QUESTO COMPORTA CHE GLI IMPIANTI (ENERGETICI, TERMICI, DI CONDIZIONAMENTO, ECC.), LA CUI PORTATA È STATA PREVISTA COSTANTE E NON FLESSIBILE, SIANO, IN PRATICA, SOVRADIMENSIONATI RISPETTO A QUELLE CHE SONO LE REALI ESIGENZE DI UTILIZZO. CONSUMI ENERGETICI

34 – – – E’ OPPORTUNO, QUINDI, CHE PREVEDERE INNANZI TUTTO LA POSSIBILITÀ DI RENDERE FLESSIBILI GLI IMPIANTI DI CUI L’ALBERGO È GIÀ DOTATO, CON UNA SUDDIVISIONE DEI SISTEMI AD ESSI COLLEGATI IN MODO DA ISOLARE ED ESCLUDERE AUTOMATICAMENTE LE ZONE DELL’ALBERGO NON OCCUPATE. SITUAZIONI DI QUESTO TIPO NON SONO INFREQUENTI NEI PERIODI DI BASSA STAGIONE. PRIMA DI INTERVENIRE, OCCORRERÀ, TUTTAVIA, VALUTARE SE LE MODIFICHE DA INTRODURRE SARANNO ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSE O SE, A DIFFERENZA, SI DIMOSTRERANNO INSOSTENIBILI. CONSUMI ENERGETICI

35 – – – CAPITA SPESSO DI TOVARE ALBERGHI IN CUI A CAUSA DELLE LORO STESSE MODALITÀ DI PROGETTAZIONE, NON UTILIZZANO IN MODO RAZIONALE ED EFFICIENTE L’ENERGIA. RIPORTA VALORI DI CONSUMI CHE CONSENTONO AGLI ALBERGHI DI VALUTARE LA CONSISTENZA DEL PROPRIO CONSUMO ENERGETICI. tratta dalla guida “environment management for hotels” CONSUMI ENERGETICI

36 – – – PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO L’ALBERGATORE PUÒ:  SOTTOPORRE A VERIFICA L’IMPIANTO ELETTRICO DELL’ALBERGO, PREVEDENDO L’INTRODUZIONE DI CONTATORI, O DI ALTRI SISTEMI DI MONITORAGGIO, CHE CONSENTANO DI MANTENERE SOTTO STRETTO CONTROLLO I CONSUMI E RACCOGLIERE DATI SUI COSTI AD ESSI COLLEGATI.  GARANTIRE UNA MANUTENZIONE CONTINUA E CORRETTA DEGLI IMPIANTI.

37 – – –  PROCEDERE AD UNA PARCELLIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CUI È DOTATA LA STRUTTURA RICETTIVA. QUESTO INTERVENTO, ACCOMPAGNATO DALL’INTRODUZIONE DI SISTEMI DI MONITORAGGIO, DÀ LA POSSIBILITÀ NON SOLTANTO DI DISATTIVARE, AD ESEMPIO, IL SISTEMA DI RISCALDAMENTO, DI CONDIZIONAMENTO E D’ILLUMINAZIONE NELLE ZONE RIMASTE INUTILIZZATE, MA ANCHE DI ASSOCIARE A CIASCUNA AREA DELLA STRUTTURA ALBERGHIERA I PROPRI CONSUMI ENERGETICI. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

38 – – – VERIFICARE E MODIFICARE L’INTENSITÀ D’ILLUMINAZIONE. SOPRATTUTTO NEI LOCALI COMUNI, DOVE LE LAMPADE SONO DESTINATE A RIMANERE ACCESE ANCHE PER MOLTE ORE CONSECUTIVAMENTE. SI PUÒ PREVEDERE L’INSTALLAZIONE DI LAMPADE AD EFFICIENZA ENERGETICA. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

39 – – – VERIFICARE E MODIFICARE LA TEMPERATURA DEGLI AMBIENTI INTERNI, FREQUENTEMENTE PIÙ ELEVATA RISPETTO ALLE REALI NECESSITÀ. ABBASSARE LA TEMPERATURA DI UN GRADO, DETERMINA UNA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI DEL CINQUE PER CENTO. PUÒ ESSERE UTILE AERARE LE STANZE IN MODO RAPIDO ED EFFICIENTE. VERIFICARE E MODIFICARE I TEMPI DI ACCENSIONE DELLE ATTREZZATURE CHE CONSUMANO ENERGIA. CONTROLLARE SEMPRE CHE LE APPARECCHIATURE ELETTRICHE VENGANO DISATTIVATE SE INUTILIZZATE. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

40 – – – INTRODURRE SISTEMI DI RECUPERO DI ENERGIA DOVE È TECNICAMENTE POSSIBILE (LAVANDERIE, PISCINE). PREVEDERE L’INTRODUZIONE DI IMPIANTI BASATI SULL’UTILIZZO DI ENERGIA ALTERNATIVA A MINOR COSTO, O QUANTO MENO LA SOSTITUZIONE DELLE APPARECCHIATURE PIÙ VECCHIE. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

41 – – – ALCUNI INTERVENTI SONO OCCASIONALI O POSSONO, COMUNQUE, ESSERE ATTUATI NEL BREVE PERIODO, SENZA CHE, A TAL FINE, SIANO RICHIESTI INNOVAZIONI RADICALI O INVESTIMENTI INGENTI. ALTRI NECESSITANO DI TEMPI PIÙ LUNGHI DI REALIZZAZIONE, IMPEGNO FINANZIARIO ED INTERVENTI RADICALI SULL’ORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

42 – – – L’ERRORE DA EVITARE, COME SPESSO CAPITA IN QUESTI CASI, CONSISTE NEL PORSI OBIETTIVI TROPPO AMBIZIOSI. CIASCUN ALBERGO, A SECONDA DELLE CONDIZIONI DI PARTENZA E DELLE PROPRIE DISPONIBILITÀ FINANZIARIE, DOVRÀ VALUTARE QUALI SONO GLI OBBIETTIVI CONCRETAMENTE RAGGIUNGIBILI PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

43 – – – GLI IMPIANTI ELETTRICI SI POTREBBERO, AD ESEMPIO, USARE APPARECCHI CHE FUNZIONANO A BASSA TENSIONE E A CORRENTE CONTINUA CHE POSSONO ESSERE ALIMENTATI CON GENERATORI DI ENERGIA ALTERNATIVA (CELLE FOTOVOLTAICHE, PICCOLI GENERATORI DI ENERGIA EOLICA E IDROELETTRICA). LA VALIDITÀ DEI DIVERSI SISTEMI UTILIZZABILI PER PRODURRE ENERGIA NON È ASSOLUTA, MA OGNI SOLUZIONE DEVE ESSERE INDIVIDUATA CASO PER CASO. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

44 – – – GLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE L’ENERGIA CONSUMATA IN UN ALBERGO NON RAPPRESENTA LA VOCE PIÙ SIGNIFICATIVA FRA QUELLE CHE INCIDONO SULLA STRUTTURA FINALE DEI COSTI ENERGETICI, CIRCA IL 10-15% DEL CONSUMO TOTALE. TUTTAVIA, È POSSIBILE OTTENERE DEI RISPARMI DI LIVELLO CONSISTENTE, AGENDO SULLA SCELTA DELLE LAMPADE UTILIZZATE. I FATTORI DA CONSIDERARE TIPO DI LUCE CHE SI VUOLE GARANTIRE AGLI AMBIENTI, LA DURATA, IL COSTO E, SOPRATTUTTO, L’EFFICIENZA. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

45 – – – PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

46 – – – PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

47 – – – PER QUANTO RIGUARDA L’ILLUMINAZIONE INTERNA, PUÒ ESSERE MOLTO UTILE INTRODURRE SISTEMI DI AUTOMAZIONE CHE CONSENTANO DI CONTROLLARE, ATTRAVERSO DISPOSITIVI COLLOCATI SUGLI IMPIANTI, I LIVELLI DI CONSUMO, LE MODALITÀ ED I TEMPI DI ACCENSIONE. NON SEMPRE GLI INTERVENTI DA REALIZZARE SONO COMPLESSI (TIMER E SENSORI). SPESSO L’UTILIZZO DI COMPUTER E DI APPARECCHIATURE INFORMATICHE CONSENTE DI INTRODURRE PROCEDURE CHE PERMETTONO DI REALIZZARE CONSISTENTI RISPARMI ENERGETICI. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

48 – – – PER RIDURRE I CONSUMI ENERGETICI COLLEGATI ALL’ILLUMINAZIONE ESTERNA SI PUÒ DOTARE LA STRUTTURA RICETTIVA DI TIMER OPPURE DI SENSORI IN GRADO DI ACCENDERE O SPEGNERE LE LUCI ESTERNE A SECONDA DELL’INTENSITÀ DELLA LUCE NATURALE. BUONA NORMA È, IN OGNI CASO, EVITARE DI ACCENDERE LE LUCI QUANDO ANCORA NON È NECESSARIO. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

49 – – – GLI IMPIANTI DI REFRIGERAZIONE TUTTI GLI APPARECCHI CHE APPARTENGONO A QUESTA CATEGORIA DI ELETTRODOMESTICI (FRIGORIFERI, CELLE, CONGELATORI, FINO AL PIÙ PICCOLO FRIGOBAR) CONSUMANO QUANTITÀ NON TRASCURABILI DI ENERGIA (MIGLIAIA DI KILOWATTORE DI CORRENTE ELETTRICA OGNI ANNO). E’ TUTTAVIA POSSIBILE ADOTTARE ALCUNE PROCEDURE CHE CONSENTONO DI RIDURRE EVENTUALI SUOI SPRECHI. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

50 – – – VERIFICARNE CONTINUAMENTE LO STATO DI MANUTENZIONE ONDE EVITARE CHE SI POSSANO DETERMINARE SITUAZIONI IN GRADO DI RIDURRE L’EFFICIENZA DI QUESTI ELETTRODOMESTICI. SPESSORI DI GHIACCIO SULLE PARETI INTERNE SUPERIORI A 5 MM CHE AGISCONO DA ISOLANTE, RICHIDENDO A FRIGORIFERI E CONGELATORI UN MAGGIOR CONSUMO DI ENERGIA GUARNIZIONI DI GOMMA CHE GARANTISCANO UN’EFFETTIVA CHIUSURA ERMETICA. FRIGORIFERI “NO FROST”, NEI QUALI LA VENTILAZIONE FORZATA EVITA IL FORMARSI DI GHIACCIO, O DI FRIGORIFERI DOTATI DI DISPOSITIVI PER IL LORO SBRINAMENTO AUTOMATICO. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

51 – – – PREDISPOSIZIONE DI VERI E PROPRI PROGRAMMI CON FASI E ORARI DI APERTURA DI FREEZER E FRIGORIFERI AL FINE DI PRELEVARE O DI RIPORVI GLI ALIMENTI. SI CHE IL REFRIGERATORE VENGA CONTINUAMENTE APERTO CON CONSIDEREVOLI PERDITE DI CALORE CHE LO OBBLIGANO POI A UTILIZZARE MAGGIORE ENERGIA PER RIPORTARE LA TEMPERATURA AI LIVELLI RICHIESTI. NON RIPORRE ALL’INTERNO DI QUESTI ELETTRODOMESTICI CIBI CALDI CHE POSSONO CAUSARE CONSUMI PIÙ ELEVATI DI ENERGIA FINO AL 50%, PER UN ARCO DI TEMPO CHE PUÒ VARIARE DAI 5 MINUTI ALL’ORA. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

52 – – – GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E DI CONDIZIONAMENTO L’ALBERGATORE DEVE COSTANTEMENTE ASSICURARE LA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI, NON SOLO AL FINE DI GARANTIRNE LA SICUREZZA, MA, SOPRATTUTTO, PER EVITARE CHE EVENTUALI INEFFICIENZE NELLE STRUTTURE POSSANO DETERMINARE DISPERSIONE DI CALORE E, DI CONSEGUENZA, MAGGIORI CONSUMI DI COMBUSTIBILE. LA MANUTENZIONE HA LO SCOPO DI EVITARE LA FORMAZIONE DI INCROSTAZIONI LUNGO LE TUBATURE (RIDUZIONE DEL 15% DI EFFICIENZA), IL LORO CORRETTO ISOLAMENTO AL FINE DI EVITARE PERDITE DI VAPORE. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

53 – – – E’ MOLTO UTILE UN FRAZIONAMENTO DELL’IMPIANTO (RISCALDAMENTO, MA ANCHE CONDIZIONAMENTO) IN SINGOLE UNITÀ. QUESTE POSSONO CORRISPONDERE A SINGOLE AREE DELL’EDIFICIO O, PREFERIBILMENTE, ALLE STANZE DA LETTO, IN MODO CHE IL SINGOLO CLIENTE, DIRETTAMENTE O ATTRAVERSO L’INTERVENTO DEL PERSONALE, POSSA MODIFICARE A PROPRIO PIACIMENTO TEMPERATURA E GRADO DI UMIDITÀ DELL’AMBIENTE E, AFFINCHÉ LE AREE NON OCCUPATE POSSANO EVENTUALMENTE ESSERE ESCLUSE, CONSENTENDO UN CONSIDEREVOLE RISPARMIO DI ENERGIA. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

54 – – – Buona norma è la sostituzione delle vecchie caldaie con quelle attualmente in commercio, caratterizzate da un risparmio energetico che può variare fra il 10 ed il 25% a seconda del tipo prescelto. In qualsiasi caso, l’impianto di riscaldamento non dovrebbe comportare la perdita di più del 10% del calore generato. Non tutti gli interventi sull’impianto di riscaldamento e dI condizionamento necessitano di azioni complesse e finanziariamente impegnative. Esistono svariate possibilità, ad esempio, di condizionare l’aria interna attraverso interventi di facile realizzazione: alberi, piante rampicanti, tapparelle, tende, verande, ecc. PRINCIPALI TIPI D’INTERVENTO

55 – – –

56 – – – Energia solare Nonostante siano in molti a guardare con favore a forme di produzione di energia meno collegate ai combustibili tradizionali, le cosiddette fonti rinnovabili hanno ancora oggi un ruolo marginale nella produzione di energia elettrica, in particolar modo nel nostro Paese. Eppure, la possibilità di trasformare l’energia solare in elettricità, attraverso l’utilizzo di moduli fotovoltaici, può rappresentare una valida alternativa ai sistemi tradizionali, soprattutto in quanto rappresenta una forma di energia pulita la cui produzione non determina l’immissione nell’atmosfera di ossidi di carbonio, di azoto, di zolfo, ecc.

57 – – – L’utilizzo di pannelli solari rappresenta una valida soluzione alternativa ai sistemi tradizionali anche per le strutture alberghiere. L’ACQUA CALDA PRODOTTA prodotta può essere utilizzata per l’impianto di riscaldamento, eventualmente accompagnata dall’utilizzo di un bruciatore a gas di supporto se la temperatura da raggiungere è troppo elevata, oppure può essere impiegata per riscaldare l’acqua da inviare alle caldaie che in questo modo consumeranno meno combustibile per portare tale liquido alla temperatura richiesta. L’energia elettrica prodoTTA è, inoltre, immagazzinabile e perciò accumulabile. Diversamente da quanto accade nel caso della pompa di calore e della cogenerazione, la domanda e l’offerta di energia non devono essere necessariamente contestuali.

58 – – – I pannelli solari sono un esempio di sistema solare attivo, dove la componente meccanica consente di assorbire il calore del sole che viene immagazzinato attraverso l’utilizzo di materiale roccioso o, in alternativa, di cisterne d’acqua. Accanto ai pannelli solari, l’albergatore potrebbe pensare di inserire quelli che vengono definiti “sistemi solari passivi”. In questo caso, si sfrutta l’inerzia termica di alcuni materiali e/o strutture in grado di assorbire il calore che viene poi rilasciato nei momenti più freddi. Le finestre, i solari e le pareti solari sono alcuni degli esempi più classici di collettore e raccoglitore passivo di calore.

59 – – – LA SCELTA DEGLI ELETTRODOMESTICI73 Anche gli elettrodomestici contribuiscono a determinare i consumi globali di energia di una struttura alberghiera. La scelta di acquisto deve perciò essere particolarmente oculata ed il responsabile dell’hotel dovrebbe orientarsi verso quelle attrezzature che, utilizzate quotidianamente, possono portare a risparmi significativi di energia (i modelli ora disponibili sul mercato consumano, in alcuni casi, fino al 40-60% in meno, in termini di acqua e di elettricità, rispetto a quelli usati anche solo una quindicina di anni fa).

60 – – – A tal fine, può risultare particolarmente utile la possibilità di fare riferimento al marchio di qualità ecologica dei prodotti (l’Ecolabel comunitario), introdotto, ormai più di cinque anni fa, con il Regolamento comunitario n. 880 del Tale contrassegno consente di riconoscere quei prodotti il cui impatto sull’ambiente lungo tutto il ciclo di vita, vale a dire “dalla culla alla tomba”, è stato minimizzato. Nell’ipotesi in cui questo simbolo sia destinato a contraddistinguere lavatrici, lavapiatti e frigoriferi, uno dei più importanti criteri ecologici, richiesti per l’assegnazione del marchio, è proprio rappresentato dal risparmio energetico74. Il responsabile dovrebbe assicurarsi inoltre che nelle camere libere i vari apparecchi elettrici non siano inutilmente accesi (frigobar, televisione, ecc.).

61 – – – Lavatrice. I lavaggi a basse temperature consentono di risparmiare energia. Lavare a 90° determina un consumo due volte più elevato che lavare a 60°. Lavastoviglie. Esistono in commercio apparecchi in grado di dosare elettronicamente i consumi di acqua, di energia e di detersivi attraverso la scelta di particolari programmi di lavaggio.

62 – – – Forni. I forni in assoluto meno dissipatori di energia erano i vecchi forni a gas. Quelli più efficienti attualmente in commercio sono i forni ventilati e quelli a microonde. Nei primi la presenza di particolari rivestimenti interni e di aria calda in circolazione continua permette di ridurre gli sprechi di calore e, di conseguenza, i consumi di energia. Il forno a microonde, invece, trasformando l’elettricità in onde elettromagnetiche, consente una considerevole riduzione dei tempi di cottura e, conseguentemente, dei costi energetici (i consumi di energia si riducono del 25% rispetto ai forni tradizionali).

63 – – – I CONSUMI DI ACQUA Gli alberghi sono grandissimi consumatori di acqua e di energia. Il legame fra questi due fattori è molto stretto. Il trasporto, l’esigenza di utilizzare acqua potabile ed il suo riscaldamento in grandi quantità comportano il consumo di quantitativi elevati di energia. E’, dunque, verosimile supporre che una riduzione dei consumi di acqua possa tradursi in una duplice riduzione dei costi. Da un lato, la diminuzione potrà riguardare i costi diretti, legati all’acquisizione di questa risorsa; dall’altro, essa sarà relativa ai costi indiretti, vale a dire a quelli conseguenti al minor consumo di energia. Con riferimento alla prima voce individuata, qualcuno potrebbe obiettare, evidenziando come il prezzo dell’acqua non sia, allo stato attuale delle cose, elevato al punto da incidere in modo significativo sul bilancio economico di un albergo, o di qualsiasi altra struttura che utilizzi questa risorsa. Nulla da ridire in merito. Ma è altrettanto vero che la situazione attuale è una conseguenza del fatto che fino a pochi anni fa, e forse ancora oggi, l’importanza di questa risorsa naturale è stata sottovalutata.

64 – – – Pur essendo considerata una risorsa rinnovabile, la sua scarsa disponibilità è un problema che assilla molti paesi del mondo ed una razionalizzazione nelle sue modalità di impiego è destinata a diventare un intervento di fondamentale importanza ed un’esigenza indiscutibile. Non bisogna, infatti, dimenticare che le riserve idriche non sono illimitate, in particolar modo quando si parla di acqua potabile. Da un lato, si pone il problema dell’inquinamento delle falde freatiche che, Comunità Economica Europea, autorità federali americane e Organizzazione Mondiale della Sanità ritengono maggiormente probabili rispetto al passato; dall’altro, occorre segnalare l’esistenza di molteplici fattori di spreco, che determinano un consumo di acqua superiore alle reali necessità. Gli esempi certamente non mancano.

65 – – – Perdite di quantitativi elevati di acqua lungo la rete di distribuzione, spesso a causa di tubature sotterranee vecchie ed in cattivo stato di manutenzione. Si pensi che, talvolta, in questo modo si può determinare uno spreco anche del 40-50% dell’acqua potabile trasportata. Azioni non corrette, derivanti da abitudini personali sbagliate, o, ancora, da impianti e servizi idraulici che non inducono al risparmio di acqua.

66 – – – In un albergo, la quantità consumata all’anno per camera può variare fra i 60 e i 220 metri cubi. Verosimilmente, l’elevata variabilità dei consumi dipende dalla gamma e dalla qualità dei servizi offerti e dalla presenza, o meno, di sistemi in grado di contenere l’impiego di acqua. Può essere utile fare riferimento ad alcuni dati concreti relativi alla realtà italiana. Analizziamo alcuni dati riguardanti la zona turistica riminese che, per quanto riferiti ad una realtà indubbiamente specifica, consentono di acquisire quanto meno un’idea delle reali dimensioni del fenomeno.

67 – – – Nel periodo del maggior afflusso turistico (il terzo trimestre nella tabella successiva) i consumi giornalieri di acqua pro-capite crescono da 227 a 291 litri, con un incremento percentuale pari a

68 – – – La possibilità di attuare interventi finalizzati a ridurre il consumo di questa preziosa risorsa non è soltanto un segnale di responsabilità civile ed ecologica da parte del proprietario della struttura ricettiva. Essa ha importanti ripercussioni anche sulla struttura dei costi della propria azienda: 1. La riduzione del consumo di acqua consente di contenere i costi collegati al suo utilizzo (prezzo al mc); ciò acquisisce una particolare rilevanza se si considera che il suo costo è destinato ad aumentare tanto più velocemente quanto più tale risorsa diventerà scarsa e preziosa. 2. Riducendosi i consumi di acqua si ridurrà di conseguenza anche la quantità di energia utilizzata per riscaldarla, con un risparmio in termini di combustibili utilizzati.

69 – – – Riportiamo una tabella molto interessante, tratta dalla guida dell’IHEI “Environment Management for Hotels: The Industry Guide to Best Practice. Al suo interno sono contenuti alcuni dati che consentono agli alberghi di valutare la consistenza del proprio consumo di acqua.

70 – – – Le attività di una struttura alberghiera che si evidenziano come maggiori responsabili dei consumi di acqua sono legate a: cucina e bar, bagno, lavanderia, cura di piante e giardini, piscine e operazioni ausiliarie. Intervenendo con l’adozione di semplici misure, è possibile ottenere un risparmio variabile fra il 15 ed il 50% dei consumi a seconda dei reparti, risparmio di considerevole entità se si tiene conto che, ogni giorno, l’industria turistica causa un consumo di acqua pari a 150 litri per cliente.

71 – – – Grazie per l’attenzione Dott. Ing. Sergio Romanò Cell Telefax:


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