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LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA Un esempio concreto: Il progetto “Flavio Gioia” A cura di Anna Novarese Laboratorio di Psicopedagogia – Sissis Messina, 21/02/05.

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Presentazione sul tema: "LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA Un esempio concreto: Il progetto “Flavio Gioia” A cura di Anna Novarese Laboratorio di Psicopedagogia – Sissis Messina, 21/02/05."— Transcript della presentazione:

1 LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA Un esempio concreto: Il progetto “Flavio Gioia” A cura di Anna Novarese Laboratorio di Psicopedagogia – Sissis Messina, 21/02/05

2 DEFINIZIONI Progettare: Procedere alla ristrutturazione di un problema avente effetti rilevanti e attivare un processo di cambiamento. Progetto operativo: Indica i risultati finali, le risorse necessarie, le fasi di realizzazione.

3 CARATTERISTICHE Un progetto è la combinazione di tre elementi: un’idea, un budget, un calendario. I progetti rappresentano iniziative originali, trasversali alle linee organizzative e alle professionalità, non ricalcano azioni precedentemente intraprese; sono orientati al raggiungimento di specifici risultati entro limiti di tempo e con risorse pre- definite; Un progetto si identifica con l’intero processo creativo utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati, una sua gestione efficace non è solo legata ai risultati finali ottenuti ma all’intero processo e quindi anche alla capacità di interrompere o modificare un progetto.

4 DIAGNOSTICA DEL PROCESSO Analisi dello stato dell’arte Perché di un progetto

5 Programmazione indicativa (NIP/RIP) Identificazione Laboratorio di programmazione - Studio preliminare di fattibilità - scheda di identificazione valutazione Formulazione (Valutazione) - Studio di fattibilità - TOR - proposta di finanziamento valutazione Identificazione Laboratorio di valutazione Revisioni in corso d’opera Rapporti di valutazione Attuazione Laboratorio di attuazione Piano operativo rapporti di monitoraggio Laboratorio di programmazione Finanziamento Accordo di finanziamento Resoconto finale sul progetto IL PERCORSO

6 tappa a: identificazione delle parti interessate (beneficiari e organismi responsabili attuazione) tappa b: identificazione e analisi dei problemi (identificazione, assemblaggio secondo rapporto causa-effetto, albero dei problemi) tappa c: identificazione e analisi degli obiettivi (trasformazione problemi in obiettivi, rapporto mezzi-fini, albero degli obiettivi) IDENTIFICAZIONE

7 UN ESEMPIO: DONNE E LAVORO IN IRLANDA

8 PERCHE’ DEFINIRE OBIETTIVI Definire gli obiettivi contribuisce a determinare delle motivazioni; Dare delle motivazioni contribuisce a far ottenere risultati; Ottenere risultati contribuisce a elevare motivazioni.

9 OBIETTIVO GENERALE E’ l’obiettivo finale del progetto. La definizione dell’obiettivo è correlata con le priorità dei problemi da affrontare.

10 OBIETTIVO SPECIFICO E’ uno strumento operativo, espresso in un formato misurabile, finalizzato ad incoraggiare il cambiamento o il miglioramento. Il livello dell’obiettivo deve essere scelto razionalmente (se si propone un cambiamento di una certa percentuale, dovrebbe essere chiaramente stabilito il punto di partenza). Il livello dell’obiettivo da raggiungere dovrebbe essere realistico ma nel contempo anche stimolante. Attenzione! Nella definizione degli obiettivi si rischia: Di volere gli obiettivi vicini, qualora non si sia vicini agli obiettivi voluti Di essere velleitari e di proporre obiettivi illusori

11 tappa a: obiettivo generale tappa b: obiettivi specifici tappa c: risultati e requisiti tappa d: analisi e definizione delle fasi - metodologia tappa e: verifica fattori di sostenibilità ed eventuale aggiornamento del piano FORMULAZIONE

12 ANALISI DELLE FASI Individuazione delle attività da intraprendere (elenco) Individuazione dei soggetti coinvolti Scelta della metodologia

13 DEFINIZIONE DELLE FASI (1) Descrizione dettagliata delle fasi L’articolazione di un progetto prevede diverse fasi distinguibili nella sequenza, tra loro direttamente correlate. Le fasi che si susseguono sono accompagnate da particolari momenti decisionali. Ogni fase del progetto si caratterizza per risultati intermedi che attivano le fasi successive. Ogni fase richiede conoscenze, capacità e risorse differenti. Ogni fase racchiude in sé un momento di verifica dell’intero progetto e si conclude con un’autorizzazione a procedere, un annullamento delle fasi successive o una revisione di quelle precedenti.

14 DEFINIZIONE DELLE FASI (2) Esplicitazione dei tempi (Diagramma di Gantt) La rappresentazione permette di pianificare nel tempo qualsiasi successione di operazioni, di controllarne lo stato di avanzamento e di verificare il grado di completamento del progetto. Con Gantt si vede quanto tempo occorre per giungere alla soluzione del problema o comunque alla realizzazione del progetto.

15 DEFINIZIONE DELLE FASI (3) Attribuzione delle responsabilità Le unità operative alle quali è affidata la responsabilità del progetto devono essere identificate. Nel caso di più unità operative coinvolte deve essere identificata quella con responsabilità primaria. Le unità operative devono avere l’autorità e la capacità di controllare e di influenzare le azioni organizzative nelle aree di intervento “sedi” di obiettivi specifici.

16 VERIFICHE Definizione degli indicatori Definizione dei momenti di verifica degli obiettivi e di monitoraggio del rispetto dei tempi Scelta e preparazione degli strumenti Registrazione dei risultati Analisi dei risultati e, per le fasi intermedie, eventuali modifiche

17 FATTIBILITA’ DEL PROGETTO Domande utili per verificare la fattibilità di un progetto: Gli obiettivi sono stati esplicitati? Quali risultati si vogliono raggiungere? Qual è l’obiettivo finale? Quali sono gli obiettivi operativi intermedi? Chi richiede e/o promuove l’intervento è stato individuato? A chi è destinato lo studio? Le motivazioni (legge, efficienza, efficacia, ecc..) sono state evidenziate?

18 COME FAR FALLIRE UN PROGETTO Obiettivo finale generico, buono per tutto: un obiettivo generico dà una grande libertà di manovra, di fatto lascia continuamente aperta la possibilità di mettere in piedi diversi progetti anche tra loro contrastanti! Passaggi di verifica non individuati: malgrado la loro innegabile rilevanza, il fine ultimo e gli obiettivi parziali non bastano. Occorre anche un piano d’azione in cui vengono precisate in dettaglio la sequenza degli atti da compiere e le modalità di verifica dei progressi compiuti verso il completamento del progetto. Una squadra senza capo né coda: Con la fase realizzativa i problemi tecnici e umani assumono la loro reale dimensione e il responsabile del progetto è chiamato a provare la propria abilità traducendo in atto un piano. E’ fondamentale ricordarsi che non è possibile realizzare un progetto da soli!

19 IL PROGETTO FLAVIO GIOIA Presentazione Flavio Gioia è un progetto per l’orientamento post-secondario che ha preso l’avvio nell’anno scolastico 1998/99. La progettazione è stata realizzata da alcuni insegnanti degli istituti magistrali “Secco Suardo” e “Falcone” e del Liceo scientifico “Lussana” di Bergamo.

20 GLI OBIETTIVI Obiettivo generale: Supportare gli studenti nella scelta della via da intraprendere a conclusione della scuola superiore Obiettivi specifici: Far acquisire agli studenti la capacità di valutare se stessi in relazione allo studio (abitudini, abilità, interessi culturali, aspettative personali, punti forti e punti deboli); Fornire specifiche informazioni sul mondo del lavoro e sull’università; Incrementare abilità specifiche necessarie nel prosieguo della carriera scolastica e/o professionale (conoscenza dei tests, capacità di redigere un curriculum vitae e una lettera di accompagnamento, conoscenza del mercato del lavoro del loro territorio); Dare all’orientamento una valenza formativa specifica, integrando le tematiche relative al lavoro all’interno dell’attività scolastica curriculare.

21 I PERCHE’ DEL PROGETTO Committenza: Ministero dell’Istruzione, Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo Legge: Direttiva n°487 del 07/08/1997 Strutture coinvolte: licei “Galiei” di Caravaggio e “Weil” di Treviglio (anno scolastico 2000/2001) Soggetti coinvolti: studenti di due classi del liceo classico (II e III liceo) e della IV del liceo linguistico.

22 LE FASI DEL PROGETTO Fase 1 – Formativa: Contratto formativo Orientamento formativo Elaborazione dei dati Fase C – Informativa: Orientamento informativo Elaborazione dei dati Progetto pluridisciplinare Verifiche

23 FASE 1 - FORMATIVA IL CONTRATTO FORMATIVO: Concezioni e aspettative rispetto all’orientamento (2 ore) ORIENTAMENTO FORMATIVO: Le abitudini di studio (1 ore) Lo stile cognitivo (1 ora) Punti forti e punti deboli (1 ora) Interessi culturali e professionali (1 ora) Costruzione del curriculum: da spontaneo a strutturato.

24 FASE C - INFORMATIVA Classe II classico: - Visita in azienda del territorio- Incontro con il magistrato - Esperienza in tribunale:partecipazione a dibattimenti di diritto penale- Lezione sulle modalità di stesura di un curriculum vitae Classe III classico: - Visita a Crespi d’Adda- Incontro con Unione industriali - Incontri con professionisti e giovani laureati- Corso sui tests di ammissione all’università Classe IV linguistico: - La riforma universitaria- Visita a Crespi d’Adda - Incontro con Unione industriali - Incontro con il magistrato - Esperienza in tribunale: partecipazione a dibattimenti di diritto penale- Incontri con professionisti e giovani laureati - Incontro con lo psicologo- La stesura del curriculum vitae

25 PROGETTO PLURIDISCIPLINARE SCUOLA CHE ORIENTA Università – lavoro – professioni Università La riforma universitaria Offerta del sistema universitario Facoltà a numero chiuso Test attitudinali

26 PROGETTO PLURIDISCIPLINARE SCUOLA CHE ORIENTA Università – lavoro – professioni Professioni La professione nell’antichità Arte: L.B. Alberti Latino/greco: l’avvocato, l’architetto, il maestro, il politico Le professioni di oggi Incontro con l’Unione Industriali Stages presso studi professionali Incontro con professionisti affermati Incontro con giovani neolaureati La società di massa Arte: arte di massa, i manifesti, la pubblicità, la cinematografia Italiano: la letteratura d’appendice Storia La comunicazione Latino/greco: la comunicazione nell’antichità, l’oratoria, l’epistola Italiano: l’ermetismo, la poesia che non comunica Fisica: onde elettromagnetiche Ed. Fisica: la competenza comunicativa Arte: la rivoluzione cubista, i linguaggi delle avanguardie Matematica: logica e informatica Filosofia: il problema della comunicazione linguistica, lo strutturalismo

27 PROGETTO PLURIDISCIPLINARE SCUOLA CHE ORIENTA Università – lavoro – professioni Lavoro (1) L’industrializzazione L’industrializzazione e la nascita dello sport moderno Storia Italiano: il futurismo Arte: il futurismo, costruttivismo / Bauhaus La macchina Storia Fisica Ed. Fisica: sport e tempo libero Visita a catena di montaggio La natura Arte: pittura di paesaggio nell’800 Italiano: Leopardi (Op. Morali), Verga (La miniera), Carducci (Inno a Satana) Scienze: Risorse minerarie Filosofia: Romanticismo, positivismo, scienze nel 900 Inglese: Romanticismo, W. Blake (The lamb, The Tygen), W. Wordsworth (Dafodile)

28 PROGETTO PLURIDISCIPLINARE SCUOLA CHE ORIENTA Università – lavoro – professioni Lavoro (2) L’evoluzione della città Arte: l’urbanesimo, Piano Haussman, città-giardino, città razionalista Inglese:l’urbanesimo, W. Blake (London), C. Dickens (Hard Times) Ed. fisica: le strutture del tempo libero e dello sport La scienza, le scoperte Inglese: il progresso scientifico nell’età vittoriana (C. Darwin) Filosofia: positivismo Scienze: evoluzione delle stelle, espansione dell’universo, radiazione di fondo, strumenti Italiano: naturalismo, verismo Ed. fisica: le innovazioni tecnologiche e lo sport La famiglia e la donna Inglese: J.Austen, E. Bronte, D. Lessing Scienze: A. Cannon, H. Leavitt Tempo libero e sport Sport e business Donna, tempo libero e sport

29 VERIFICHE Indicatori: Capacità di autovalutazione in relazione allo studio Capacità di stesura di un progetto di vita Abilità specifiche per la prosecuzione della carriera (universitaria e/o professionale) Gradimento del progetto Momenti di verifica: Verifica iniziale (assessment di base) Verifica intermedia (a conclusione di ogni fase) Verifica finale (a conclusione del progetto) Follow - up

30 STRUMENTI DI VERIFICA Strumenti Questionari di autovalutazione delle abilità di studio, delle abitudini di studio, degli interessi culturali, delle aspettative personali, dei punti forti e deboli Questionario di gradimento e di valutazione del progetto (organizzazione, efficacia, interesse, eventuali modifiche) Compiti strutturati per la valutazione dell’acquisizione di abilità specifiche


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