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La produzione del linguaggio – II parte

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Presentazione sul tema: "La produzione del linguaggio – II parte"— Transcript della presentazione:

1 La produzione del linguaggio – II parte

2 Formulazione: Selezione lessicale Ferreira & Slevc, 2007

3 Rappresentazione lessicale

4 Rappresentazione lessicale: Lemma Lemma: modalità generale. specifica proprietà sintattiche-grammaticali della parola. – categoria: nome verbo ecc. – tratti: numero persona

5 Rappresentazione lessicale: Lessema Lessema: modalità specifico (ortografico, fonologico). specifica le proprietà morfo-fonologiche della parola.

6 Pickering & Branigan, 1998 Propongono un ulteriore caratterizzazione del livello lemma. Non solo: – categoria: nome verbo ecc. – tratti: numero persona Ma anche: – Proprietà combinatoriali: i modi in cui può combinarsi una parola con altre unità linguistiche per creare un’espressione verbale (PO, DO, Shifted PO).

7 Pickering & Branigan, 1998 Nodi combinatoriali rappresentano la conoscenza sintattica nel lexicon. Informazione combinatoriale: – Di natura frasale – Legata alle singole entrate lessicali (lemmi) – Condivisa tra diverse entrate lessicali

8 Modello lessico-sintattico Per i DATIVI DO PO Combinatoriale Categoria Tratti

9 Le strutture OVS (oggetto-verbo-soggetto) “L’uomo lo colpisce il fulmine.” Problema per il consensus model: A livello funzionale: viene assegnato il ruolo sintattico di soggetto all’agente. A livello posizionale: soggetto tenuto in buffer mentre paziente riceve ruolo di oggetto e viene posizionato nella prima posizione lineare della struttura frasale.

10 Formulazione: elaborazione Fonologica

11 Elaborazione Fonologica Viene selezionato un frame (rappresentazione fonologica vuota) che deve essere riempito con i fonemi appropriati per ogni lessema. Errori di anticipazione “heft hemisphere” Errori di perseverazione “Left Lemisfere”

12 Rappresentazione fonologica Unità minima di elaborazione = “phonological phrase”: sillaba forte + sillaba debole ad essa associata. Processo incrementale: Wheeldon & Lahiri (1997): la latenza nel produrre una frase è funzione del numero delle phonological phrase che la compongono.

13 Elaborazione fonetica Piano fonetico: programma motorio che specifica atti articolatori per ogni frase fonologica selezionata. Può essere immagazzinato nel Buffer articolatorio. Il parlante dovrà rievocare il piano fonetico.

14 Articolazione

15 Esecuzione dei piani motori.

16 Revisioni al modello di produzione

17 Vigliocco & Hartsuiker (2002) Il sistema di produzione è modulare o interattivo? Elabora tutti gli indizi linguistici (maximal input) o solo quelli minimamente necessari (minimal input)? Solo processi feed-forward o anche processi feed-backward?

18 Levelt: minimal input Sistema di produzione è efficiente perchè costituito da moduli responsabili per l’elaborazione di un tipo limitato e specifico di informazione.

19 19 Modello di Levelt: minimal input Incrementalità: – ‘Lavora su ciò che hai a disposizione’ – Appena un chunk di informazione è elaborato passa al livello successivo n+1. Modularità: – ‘Lavora SOLO su ciò che hai a disposizione’ – informazione elaborata a livello n non influenza elaborazione a livello n+1.

20 Ma… Se un tipo di informazione fosse momentaneamente non accessibile (TOT state): che effetto sul processo di produzione?

21 Vigliocco & Hartsuiker: maximal-input Sistema di produzione fa uso di tutti gli indizi linguistici disponibili e rilevanti per realizzare la frase più felice possibile; Ciò è necessario quando alcuni indizi linguistici sono degradati o non risultano accessibili. Aumenta l’efficienza.

22 Vigliocco & Hartsuiker: interattività tra sotto-livelli Esistono processi feed-back che assistono la produzione; Rientrano nei meccanismi di monitoring interno della frase prodotta.

23 Conclusione Levelt: architettura standard del modello di produzione frasale; Studi successivi suggeriscono modifiche al funzionamento del modello. modello più interattivo; Possibile interazione tra sotto-livelli di uno stesso processo (e.g., selezione lessicale).

24 “Globally modular but locally interactive” (Dell et al., 1991). Modello di produzione modulare Ma… A livello dei singoli sottosistemi (es. selezione lessicale), processo interattivo.


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