La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Quinta lezione Venerdì 19 febbraio 2010 1 dott.ssa A. Decataldo.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Quinta lezione Venerdì 19 febbraio 2010 1 dott.ssa A. Decataldo."— Transcript della presentazione:

1 Quinta lezione Venerdì 19 febbraio dott.ssa A. Decataldo

2 La Germania è uno dei pochi stati europei che non subisce linfluenza del Positivismo, ma che, di contro, è la culla di due correnti, lo Spiritualismo e il Neovitalismo, che rivendicano la legittimità dei valori spirituali, la pienezza e lautenticità della vita nella molteplicità delle sue manifestazioni soggettive, irriducibili alla sola ragione. Alla fine del XIX secolo lunica scienza sociale sviluppata in Germania è la storiografia, ma gli studiosi iniziano a interrogarsi relativamente alla nuova disciplina nata in Francia (la sociologia) nel tentativo di definirla in termini diversi rispetto a quanto fatto dal Positivismo francese. dott.ssa A. Decataldo 2

3 Le diverse correnti del Neocriticismo, infatti, ripropongono lobiettivo di una esplorazione critica delle possibilità e delle modalità del conoscere, capace di estendersi e di includere anche le cosiddette scienze morali. dott.ssa A. Decataldo 3

4 La nascita del dibattito sul metodo nellambito delle scienze sociali risale al 1883, anno in cui Wilhem Dilthey ( ) pubblica un saggio dal titolo Introduzione alle scienze dello spirito, in cui si interroga circa linadeguatezza del metodo delle scienze naturali per discipline come quelle sociali dotate di caratteristiche loro proprie. Dilthey è un esponente dello Storicismo tedesco, che si fa promotore di un programma di ritorno a Kant esprimendo la necessità di una fondazione filosofica di quelle che egli definisce scienze dello spirito. dott.ssa A. Decataldo 4

5 Lobiettivo che Dilthey intende perseguire consiste nel liberare queste scienze da ogni prospettiva metafisica attraverso la definizione di una critica della ragione storica e nel costituirle nella loro autonomia come campo di conoscenza valida. Per realizzare questo programma è necessario esaminare criticamente i giudizi avanzati nellambito delle scienze dello spirito senza ridurli al modello delle scienze naturali. Dilthey, infatti, distingue le scienze della natura da quelle dello spirito, negando quanto affermato dai Positivisti circa lesistenza di una scienza unica dotata di un metodo unico. dott.ssa A. Decataldo 5

6 La differenza fra questi due tipi di scienza è sia di natura ontologica (loggetto che studiano) sia di natura metodologica (il metodo con il quale studiano tale oggetto). Dilthey insiste, però, sullimpossibilità di considerare lambito intellettivo (campo di applicazione delle scienze della natura), affettivo e della volontà (campo di applicazione delle scienze dello spirito) come facoltà distinte, ma ritiene, bensì, che siano atteggiamenti compresenti in ogni manifestazione della vita: lErlebnis (lesperienza vissuta) ne rappresenta la realtà unificante. dott.ssa A. Decataldo 6

7 Naturalmente persiste anche per questo autore la necessità di trovare un fondamento di oggettività per le scienze; soprattutto loggettività delle scienze dello spirito deve avere un fondamento diverso rispetto a quella ormai consolidata delle scienze della natura. Il problema fondamentale per Dilthey è, infatti, quello di garantire a tutte le scienze la necessità oggettiva, che è il carattere fondamentale del sapere. Come Kant aveva trovato un fondamento del sapere per le scienze della natura individuando il loro carattere di necessarietà e universalità nellideazione delle categorie, così Dilthey vuole trovarlo per quelle dello Spirito: Kant, infatti, aveva fornito una versione parziale delluomo mettendone in luce solo le sue capacità raziocinative, mentre luomo è anche volontà e affettività. dott.ssa A. Decataldo 7

8 La distinzione fondamentale tra scienze della natura e scienze dello spirito risiede esattamente nel fatto che mentre le prime trattano di oggetti che accadono nel mondo fisico, le seconde studiano fatti che si verificano nel mondo delluomo. La natura è esterna alluomo, il mondo delle scienze fisiche è estraneo alluomo ed è scandito da regole che non investono il vivere delluomo. Pertanto, le esperienze nelle scienze della natura non sono conoscibili nella loro interezza perché restano separate dalluomo, distanti da esso: le scienze della natura cercano di individuare nessi causali, restando fuori da ciò che accade nel fenomeno studiato. dott.ssa A. Decataldo 8

9 Pertanto la conoscenza delle scienze della Natura è precaria, estraniata, difficile, si ipotizzano andamenti dai quali luomo è fuori. Nelle scienze dello spirito, di contro, si studia luomo stesso e, quindi, la distanza tra loggetto di studio e il soggetto è minima; quando si ha a che fare con le scienze dello Spirito si è coinvolti empaticamente nelloggetto danalisi. La conoscenza delle scienze dello Spirito è, perciò, garantita dallimmediato percepire. Quindi, mentre le leggi della natura hanno una loro regolarità, ciò che avviene nel mondo dello spirito è dotato di unicità perché alla stessa azione ogni uomo può dare un significato diverso. dott.ssa A. Decataldo 9

10 I due settori di indagine, comunque, presentano la loro sostanziale unità nella totalità psicofisica delluomo: esiste una fondamentale interdipendenza fra i fenomeni spirituali e quelli fisici. Dal punto di vista metodologico, mentre le scienze della natura seguono il metodo della spiegazione causale (Erklaren), le scienze dello spirito seguono il metodo della comprensione (Verstehen). La comprensione consiste nel cogliere immediatamente e intimamente connessioni di senso la cui pienezza e la cui autenticità sono garantite dallErlebnis. dott.ssa A. Decataldo 10

11 A differenza delle scienze della natura che aspirano allindividuazione di leggi, lobiettivo delle scienze dello Spirito è la conoscenza del singolare. La comprensione si connota in termini di empatia e intuizione, implica un ri-vivere e un ri-costruire, è autentico e immediato riconoscimento di sé, sia della propria esperienza interna sia di sé nellaltro. dott.ssa A. Decataldo 11

12 Wilhem Windelband ( ) è un esponente del Neocriticismo e per lui istanza critica significa estensione del programma fondazionale kantiano con riguardo alla conoscenza storica. A differenza di Dilthey, però, validità della conoscenza significa individuare le forme logiche del pensare in modo corretto. Il pensare presuppone una coscienza avente degli scopi, ossia implica lesistenza di elementi prescrittivi che ne scandiscano il procedere: essi sono i valori. dott.ssa A. Decataldo 12

13 I valori sono un aspetto fondativo e specifico per le scienze della cultura, mentre costituiscono una dimensione completamente assente nelle scienze della natura. I valori sono assoluti, intersoggettivi e necessariamente comuni a tutti: rappresentano la chiave di lettura universale per studiare e comprendere la realtà. Lassolutezza dei valori è una questione di fede. La validità universale della conoscenza scientifica nel campo delle scienze dello spirito risiede proprio nel fatto che queste ultime si basano su valori trascendenti e validi universalmente. dott.ssa A. Decataldo 13

14 La scienza è un pensiero che possiede con validità universale e necessaria il valore della verità: la verità è il valore che disciplina il puro pensare e lo trasforma in conoscenza. Windelband ritiene che la diversità fra le scienze della natura e quelle che egli chiama scienze della cultura sia di natura esclusivamente metodologica – prima differenza con Dilthey. Qualunque fenomeno, secondo Windelband, può essere studiato sia da una prospettiva nomotetica sia da una prospettiva ideografica – seconda differenza con Dilthey alla cui base si pone la negazione, da parte di Windelband, di una differenza ontologica. dott.ssa A. Decataldo 14

15 Questo lo porta a sostenere che le scienze della cultura sono idiografiche, ossia studiano la singolarità, mentre quelle della natura sono nomotetiche, ossia studiano le regolarità al fine di individuare leggi. Ma lideografico e il nomotetico, pur operando in modo parallelo e congiunto, non hanno possibilità di intersezione. dott.ssa A. Decataldo 15

16 Heinrich Rickert ( ) estremizza e porta a compimento le tesi di Windelband partendo dalla prospettiva di pervenire a una teoria integrale della conoscenza, in cui il problema dei fondamenti e della relativa validità risulti in modo inequivocabile. Lobiettivo è quello di costruire una logica generale della conoscenza e in questo ambito egli sostiene che la realtà gode di uninesauribile molteplicità estensiva (infinita gamma di singolarità) e intensiva (inesauribilità di ciascuna singolarità). Ciascuna singolarità è, infatti, esplorabile attraverso uninfinità molteplicità di percorsi e, pertanto, lo scienziato sociale ha bisogno di una guida per orientare lo studio di questa complessità. dott.ssa A. Decataldo 16

17 Tale guida è rappresentata dai valori, i quali possono essere assunti come criteri di selezione e permettono, così, di studiare quelle singolarità che hanno senso in rapporto a quei valori. Lo studio della natura trova nel suo percorso dei limiti insuperabili che consistono nellindividuale, che nella sua irripetibilità non può essere colto dallattitudine generalizzante della scienza naturale. Al contrario, il reale nella sua individualità costituisce loggetto specifico della conoscenza storica. Per Rickert non si tratta di due distinti ambiti del sapere, ma di due direzioni del lavoro scientifico. dott.ssa A. Decataldo 17

18 La relazione al valore è il criterio fondamentale di selezione in tale molteplicità e di valorizzazione di alcune singolarità rispetto ad altre. I valori semplificano la realtà: guidano verso le singolarità degne di essere studiate. Il valore per Rickert rappresenta lelemento decisivo, il fondamento della teoria della conoscenza. La validità della conoscenza stessa dipende dallesistenza di valori assoluti, universali e necessari. dott.ssa A. Decataldo 18

19 Si tratta, però, di valori con la V maiuscola in quanto la relazione al valore non è unoperazione di valutazione delle singolarità. dott.ssa A. Decataldo 19


Scaricare ppt "Quinta lezione Venerdì 19 febbraio 2010 1 dott.ssa A. Decataldo."

Presentazioni simili


Annunci Google