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Organizzato da In collaborazione con Modulo A.1: Organizzazione sanitaria (Formazione di base) Docente: nome cognome Illuminazione 23/05/2015 Ing. Maurizio.

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1 Organizzato da In collaborazione con Modulo A.1: Organizzazione sanitaria (Formazione di base) Docente: nome cognome Illuminazione 23/05/2015 Ing. Maurizio Tancioni - Tel.

2 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – d. Lgs. 81/08 2

3 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentano un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori..

4 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro Gli impianti di illuminazione dei locali di lavoro e delle vie di circolazione devono essere installati in modo che il tipo d’illuminazione previsto non rappresenti un rischio di infortunio per i lavoratori.

5 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell’illuminazione artificiale, devono disporre di un’illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità Le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti costantemente in buone condizioni di pulizia e di efficienza.

6 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro Gli ambienti, i posti di lavoro ed i passaggi devono essere illuminati con luce naturale o artificiale in modo da assicurare una sufficiente visibilità Nei casi in cui, per le esigenze tecniche di particolari lavorazioni o procedimenti, non sia possibile illuminare adeguatamente gli ambienti, i luoghi ed i posti indicati al punto al punto , si devono adottare adeguate misure dirette ad eliminare i rischi derivanti dalla mancanza e dalla insufficienza della illuminazione

7 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro Illuminazione sussidiaria Negli stabilimenti e negli altri luoghi di lavoro devono esistere mezzi di illuminazione sussidiaria da impiegare in caso di necessità Detti mezzi devono essere tenuti in posti noti al personale, conservati in costante efficienza ed essere adeguati alle condizioni ed alle necessità del loro impiego.

8 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro Quando siano presenti più di 100 lavoratori e la loro uscita all’aperto in condizioni di oscurità non sia sicura ed agevole; quando l’abbandono imprevedibile ed immediato del governo delle macchine o degli apparecchi sia di pregiudizio per la sicurezza delle persone o degli impianti; quando si lavorino o siano depositate materie esplodenti o infiammabili, l’illuminazione sussidiaria deve essere fornita con mezzi di sicurezza atti ad entrare immediatamente in funzione in caso di necessità e a garantire una illuminazione sufficiente per intensità, durata, per numero e distribuzione delle sorgenti luminose, nei luoghi nei quali la mancanza di illuminazione costituirebbe pericolo. Se detti mezzi non sono costruiti in modo da entrare automaticamente in funzione, i dispositivi di accensione devono essere a facile portata di mano e le istruzioni sull’uso dei mezzi stessi devono essere rese manifeste al personale mediante appositi avvisi.

9 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Titolo II Allegato IV – Requisiti Luoghi di Lavoro Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro L’abbandono dei posti di lavoro e l’uscita all’aperto del personale deve, qualora sia necessario ai fini della sicurezza, essere disposto prima dell’esaurimento delle fonti della illuminazione sussidiaria Ove sia prestabilita la continuazione del lavoro anche in caso di mancanza dell’illuminazione artificiale normale, quella sussidiaria deve essere fornita da un impianto fisso atto a consentire la prosecuzione del lavoro in condizioni di sufficiente visibilità.

10 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Art. 2 c. 1(definizioni) – D. Lgs. 81/08 10

11 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 11 FLUSSO LUMINOSO Ø : potenza luminosa emessa da una sorgente.Quantità di luce emessa da una sorgente nell’unità di tempo. Unità di misura lumen(lm)

12 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 12 Efficienza luminosa: esprime il rendimento di una lampada o di un apparecchio illuminante flusso luminoso emesso (Lumen) Eff. = potenza elettrica assorbita (watt)

13 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 13 Intensità luminosa: esprime il flusso luminoso di una sorgente in una specifica direzione Unità di misura candele (CD) (=lumen/steradiante).

14 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 14 L’ Illuminamento E è dato dal rapporto tra il flusso luminoso irradiato e la superficie illuminata. Esprime quanto agevolmente l’occhio può vedere. L’illuminamento prodotto da un flusso luminoso di 1 lm che cade in modo uniforme su una superficie di 1mq è pari a 1 lx. Unità di misura : Lux [lx]

15 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 15 L’ illuminamento prodotto da una sorgente luminosa diminuisce con il quadrato della distanza.

16 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 16 Luminanza: Esprime la quantità di luce che una superficie illuminata riflette verso l’occhio dell’osservatore (che sta guardando in quella direzione). Unità di misura : candele/m 2

17 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 17 Rapporto di luminanza: L2/L1 rapporto tra la luminanza L2 di un oggetto e la luminanza del suo fondo L1; esso è correlato agli effetti di abbagliamento. Fattore di contrasto: (L2 - L1 ) / L1 ( rapporto della differenza di luminanza di un oggetto e del suo fondo e la luminanza del fondo stesso); esso risulta correlabile al grado di visibilità degli oggetti.

18 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 18  Flusso luminoso Ø [Lumen, lm]  Intensità luminosa in una direzione[Candela, Cd]  Illuminamento E [Lux, lx]  Luminanza L [Cd/m²]

19 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 19 Temperatura di colore (colore della luce): Indica il colore apparente della luce emessa Unità di misura : gradi Kelvin (K)

20 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 20

21 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 21 Indice generale di resa cromatica (Ra) Indica la capacità di una sorgente luminosa di restituire fedelmente il colore dell’oggetto o della superficie illuminata. È un numero variabile da 0 a 100.

22 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 22 Indice generale di resa cromatica (Ra)

23 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Grandezze Fotometriche 23 Sensibilità spettrale dell’occhio umano

24 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Requisiti luoghi di lavoro 24 L’illuminazione di un ambiente di lavoro deve garantire:  Buona visibilità  Confort visivo  Sicurezza

25 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Requisiti luoghi di lavoro 25 Le caratteristiche dell’ambiente : L’illuminazione di un ambiente deve fornire condizioni ottimali per lo svolgimento del compito visivo richiesto, anche quando si distoglie lo sguardo dal compito o per riposo o per variazione del compito.

26 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Luce Naturale 26 Nell'illuminazione degli ambienti l'impiego della luce diurna è importante sia per la qualità della visione e le caratteristiche di gradevolezza ed accettazione da parte degli occupanti, che per ragioni connesse al risparmio energetico. Il contributo della luce naturale nell'illuminazione degli interni va inoltre privilegiato in quanto la presenza nell'involucro di un edificio di aperture verso l'esterno permette di cogliere le modulazioni del ciclo della luce a cui sono legate importanti funzioni fisiologiche e di mantenere un legame visivo col mondo circostante che è un bisogno psicologico elementare dell’uomo.

27 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione - Luce Naturale 27 La luce diurna è caratterizzata da variazioni nel tempo di quantità, composizione spettrale e direzione ed il suo ingresso negli ambienti confinati dipende :  dalla località  dall’orientamento dell’edificio  dell’orientamento e dalle caratteristiche delle chiusure trasparenti  dalla presenza nell’intorno di edifici od altri elementi del paesaggio

28 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione - Luce Naturale - Abbagliamento 28 L’abbagliamento dovuto alla luce naturale dipende essenzialmente da:  Luminanza della porzione di cielo inquadrata dalla superficie vetrata  Posizione e dimensione della superficie vetrata  Contrasto di luminanza tra le superfici interne  Presenza di superfici riflettenti esterne o interne

29 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione - Luce Naturale - Abbagliamento 29 Per valutare il disturbo causato da superfici luminose estese quali le finestre, è utilizzato l’indice DGI (Daylight Glare Index) che può essere calcolato con le modalità indicate nell’Appendice B della UNI 10840:2000. A titolo indicativo, si riporta il grado di abbagliamento percepito e l’indice DGI corrispondente.

30 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Requisiti luoghi di lavoro 30 L’illuminazione artificiale è quella prodotta dall’insieme dei corpi illuminanti intenzionalmente introdotti per lo svolgimento dei compiti visivi richiesti in quel determinato luogo e per compensare la carenza o l’assenza di illuminazione naturale. Le principali caratteristiche dell’ambiente :  Distribuzione delle luminanze  Illuminamento  Abbagliamento  Aspetti del colore  Calore apparente della luce

31 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Distribuzione luminanze 31 La distribuzione delle luminanze all’interno del campo visivo influenza il grado di impegno degli organi oculari e conseguentemente la visibilità ed il confort. Per evitare l’affaticamento visivo dovuto a ripetuti e continui processi di adattamento, va realizzata una distribuzione equilibrata delle luminanze, evitando variazioni e discontinuità accentuate tra le diverse aree del campo visivo e tenendo conto dell’importanza che hanno le superfici riflettenti presenti nell’ambiente.

32 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Distribuzione luminanze 32 La Norma UNI EN :2004 consiglia, per le principali superfici di un ambiente, fattori di riflessione compresi tra gli intervalli riportati in Tabella RAPPORTI LIMITE DI LUMINANZA ALL’INTERNO DEL CAMPO VISIVO: 1:3 tra la luminanza media delle aree immediatamente circostanti la zona del compito visivo 1:10 tra la luminanza media delle zone più periferiche del campo visivo (pareti, soffitto, pavimento) e quella del compito OGGETTOLUMINANZA SoffittoDa 0,6 a 0,9 ParetiDa 0,3 a 0,8 Piani di lavoro Da 0,2 a 0,6 PavimentoDa 0,1 a 0,5

33 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Illuminamento 33 Si definisce illuminamento medio mantenuto (Ēm) quel valore di illuminamento al di sotto del quale l’illuminamento medio su una specifica superficie non può mai scendere.

34 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Illuminamento 34 Tenendo conto dei valori limite di illuminamento definiti dalla UNI EN :2004 e determinato un fattore di manutenzione in base all’apparecchio di illuminazione scelto e ad un programma di manutenzione specifico facendo riferimento alla pubblicazione CIE (Commission Internazionale de l’Éclairage)…….. È possibile calcolare il valore da verificare in fase di collaudo dell’impianto cioè Ēm/M

35 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Illuminamento 35 Ad esempio, poiché per un ufficio in cui si svolge un’attività di reception Ēm previsti = 300 lx, determinato un fattore di manutenzione M=0,85 andranno previsti in fase di collaudo: 300 / 0,85 ≈ 353 lx

36 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Uniformità Illuminamento 36 I valori di illuminamento tra l’area oggetto del compito visivo e quelli della zona immediatamente circostante (intesa come fascia di almeno 0,5 m di larghezza intorno alla zona del compito all’interno del campo visivo) non devono discostarsi eccessivamente per evitare l’insorgere di affaticamento visivo e disturbi da abbagliamento.

37 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Uniformità Illuminamento 37 Una buona progettazione deve prevedere sia all’interno della zona del compito che in quella immediatamente circostante, una buona uniformità di illuminamento. In tali zone i rapporti tra l’ illuminamento minimo e medio non devono comunque essere inferiori a:  0,7 nell’interno della zona del compito  0,5 nell’interno delle zone immediatamente circostanti il compito visivo

38 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Abbagliamento 38 Per la valutazione dell’abbagliamento molesto direttamente prodotto da apparecchi di illuminazione artificiale si utilizza l’indice unificato di abbagliamento UGR (Unified Glare Rating), come riportato nella pubblicazione CIE Valori limite dell’ UGR sono previsti dalla UNI :2004 per ogni specifico tipo di interno, compito o attività visiva.

39 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Abbagliamento 39 Generalmente i valori UGR per ogni apparecchio di sono forniti dal fabbricante e permettono di calcolare i valori di UGR dello specifico impianto. Nel caso di impianti di illuminazione non recenti e dotati di corpi illuminanti sprovvisti di UGR, si può far riferimento alla Norma UNI 10380:1994. SENSAZIONEVALSENSAZIONEVAL Intollerabile> 28Appena Accettabile19 Quasi Intollerabile28Accettabile16 Fastidioso25Percepibile13 Quasi Fastidioso22Appena Percepibile10

40 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Calore apparente luce 40 Ogni tipo di lampada emette luce di diversa tonalità a seconda della distribuzione spettrale della radiazione emessa ed è contraddistinta da una propria temperatura di colore. Questo parametro, espresso in Kelvin (K), è usato per individuare e classificare il colore apparente della luce emessa da una sorgente luminosa

41 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione Artificiale – Calore apparente luce 41 A seconda della temperatura di colore, le sorgenti si suddividono in tre gruppi :  Colore apparente caldo < 3300 K  Colore apparente neutro da 3300 K a 5300 K  Colore apparente freddo > 5300 K.

42 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza 42 In assenza dell’illuminazione ordinaria, la visibilità degli spazi da percorrere e delle indicazioni segnaletiche deve essere comunque tale che le persone possano identificare in modo inequivocabile il percorso verso un luogo sicuro e localizzare ed utilizzare dispositivi di sicurezza, antincendio e pronto soccorso.

43 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 43 a) Altezza di installazione degli apparecchi illuminanti e direzione della luce Un percorso per l’esodo deve avere un’altezza minima di 2 m e perciò, per rendere ben visibile l’intero spazio di mobilità. Gli apparecchi illuminanti pertanto vanno posti a non meno di tale altezza e preferibilmente a parete poiché, se installati a soffitto o a ridosso del soffitto, può esserne ridotta rapidamente la visibilità dal fumo in caso di incendio. E’ opportuno che il flusso luminoso sia diretto dall’alto verso il piano di calpestio.

44 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 44 b) Collocazione degli apparecchi illuminanti Gli apparecchi d’illuminazione di sicurezza vano posti lungo le vie d’esodo ed almeno nei seguenti punti:  Ad ogni porta di uscita prevista per l’emergenza e su ogni uscita di sicurezza indicata  Vicino ed immediatamente all’esterno dell’uscita che immette in un luogo sicuro  Vicino (meno di 2 m in senso orizzontale) alle scale ed in modo che ogni rampa sia illuminata direttamente

45 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 45 b) Collocazione degli apparecchi illuminanti Gli apparecchi d’illuminazione di sicurezza vano posti lungo le vie d’esodo ed almeno nei seguenti punti:  In corrispondenza di ogni cambio di direzione  Ad ogni intersezione di corridoi  In corrispondenza dei segnali di sicurezza  Vicino (meno di 2 m in senso orizzontale) ad ogni punto di pronto soccorso (locale, cassetta di pronto soccorso, pacchetto di medicazione, punto di chiamata, ecc.)

46 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 46 c) Livello di illuminamento delle vie d’esodo La norma UNI EN 1838:2000 definisce valori minimi misurati al suolo (fino a 20 mm dal suolo) e calcolati senza considerare il contributo luminoso della luce riflessa, per :  vie d’esodo di larghezza fino a 2 m: l’illuminamento orizzontale al suolo lungo la linea centrale non deve essere minore di 1 lx mentre nella fascia centrale di larghezza pari ad almeno la metà della via d’esodo, l’illuminamento deve essere non meno del 50% di quello presente lungo la linea centrale

47 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 47 c) Livello di illuminamento delle vie d’esodo La norma UNI EN 1838:2000 definisce valori minimi misurati al suolo (fino a 20 mm dal suolo) e calcolati senza considerare il contributo luminoso della luce riflessa, per :  vie d’esodo di larghezza superiore a 2 m : devono essere considerate come un insieme di vie d’esodo di 2 m e per ciascuna di esse vanno adottati i valori minimi sopraindicati

48 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 48 d) Livello di illuminamento di dispositivi e attrezzature di sicurezza, pronto soccorso e antincendio Nel caso che attrezzature e dispositivi non siano posti lungo le vie d’esodo o in un’area dotata di illuminazione antipanico, il livello di illuminamento al suolo deve essere di almeno 5 lx (escluso apporto della luce riflessa).

49 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione di Sicurezza – Requisiti minimi 49 h) Autonomia di funzionamento Il tempo minimo di funzionamento dell’illuminazione di sicurezza deve essere di almeno 1 ora. Autonomie per tempi superiori sono previste da disposizioni di legge per particolari attività (es. 2 ore per le strutture sanitarie pubbliche e private).

50 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 50 Illuminazione – Strumenti di misura dei parametri Luminanza Illuminamento Luminanzometri Luxmetri

51 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 51 Illuminazione – Strumenti di misura dei parametri – Precisione

52 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 52 Illuminamento  La misurazione dell’illuminamento deve essere condotta nella zona e nella posizione di lavoro effettivamente occupate durante lo svolgimento del compito visivo ;  La misurazione deve essere effettuata tenendo conto della normale posizione del lavoratore e della sua ombra e il sensore del luxmetro deve essere posto sul piano di lavoro potendo quindi assumere posizione orizzontale, verticale o inclinata tipologia dell’attività lavorativa effettivamente svolta;

53 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 53 Illuminamento  posizionare lo strumento con la fotocellula rivolta verso la sorgente luminosa se questa agisce ortogonalmente al piano di misura, oppure, nel caso più generale, con la fotocellula parallela alla superficie di interesse ;  Analogamente si procede per le superfici verticali, avendo l’accortezza di posizionare lo strumento parallelamente al piano considerato ed in ogni caso di disporsi in modo tale per cui lo strumento non subisca l’influenza del corpo dell’operatore (ombra portata) e non riceva la luce con un angolo di incidenza eccessivo (luce radente);  Dopo aver effettuato la lettura in un numero sufficiente di punti (maggiore è il numero di letture, più precise risultano le informazioni) riferendo la somma dei singoli valori al numero totale dei punti di misura, si ottiene il valore dell’illuminamento medio.

54 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 54 Illuminamento Se nell’ambiente si prevedono fluttuazioni del livello d’illuminamento connesse all’illuminazione naturale si deve prevedere la misurazione dell’illuminamento del posto di lavoro in tempi differenziati in modo da caratterizzare compiutamente la situazione in esame.

55 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 55 Luminanza  Il rilievo dei valori di luminanza deve essere effettuato nelle condizioni di lavoro e nelle posizioni di lavoro effettive ;  Il misuratore di luminanza deve essere posizionato al livello degli occhi del lavoratore e direzionato verso la sorgente di luce, verso la luce riflessa o verso la superficie di cui si vuole misurare la luminanza ;

56 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Illuminazione – Come si valuta 56 Luminanza  La presenza di riflessi fastidiosi deve essere rilevata mediante specifiche misurazioni di luminanza;  Nel caso di spazi di lavoro occupati di giorno e di notte si deve procedere a misurazioni di luminanza in entrambe le condizioni.

57 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Misure di sicurezza - Tecniche 57 Adozione di correttivi previsti da norme di legge o di buona tecnica, quali:  corretto posizionamento delle postazioni di lavoro rispetto alle fonti di illuminazione  adeguamento dell’intensità e delle caratteristiche della illuminazione alle esigenze connesse al tipo di lavorazione/attività espletata  correzione dell’incidenza diretta o riflessa del flusso luminoso adottando schermature, tendaggi e veneziane preferibilmente a lamelle orizzontali  contrasti adeguati (un oggetto sarà più o meno facilmente visibile a seconda del contrasto dello stesso al fondo)

58 Illuminazione Ing. Maurizio Tancioni 23/05/ Modulo A.1: Organizzazione sanitaria Misure di Sicurezza – Organizzative 58 Adozione di correttivi previsti da norme di legge o di buona tecnica, quali:  cura costante nella manutenzione e nella pulizia, soprattutto per le superfici vetrate o illuminanti

59 Organizzato da In collaborazione con Modulo A.1: Organizzazione sanitaria (Formazione di base) Docente: nome cognome GRAZIE 23/05/2015 Ing. Maurizio Tancioni - Tel


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