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Gestire la crisi Mauro Scanu Roma 20 Ottobre 2010.

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Presentazione sul tema: "Gestire la crisi Mauro Scanu Roma 20 Ottobre 2010."— Transcript della presentazione:

1 Gestire la crisi Mauro Scanu Roma 20 Ottobre 2010

2 La società del rischio Il paradosso della modernità: più tecnologia, una vita più lunga e più sana, maggiore ricchezza ma anche MAGGIORI RISCHI La tecnologia moderna spinge a valutare benefici e rischi su tempi e aree geografiche molto ampie che vanno al di là di situazioni locali (Chernobyl, tsunami, Sars)

3 Di cosa abbiamo paura? Eurobarometro: survey sulla percezione del rischio nella UE

4 12 regole doro per capire il rischio 1. Volontarietà Un rischio che si decide di correre volontariamente è sopportato meglio di uno imposto da qualcuno. Es: fumare vs vivere vicino a un inceneritore

5 12 regole doro per capire il rischio 2. Controllo Ci sono pochissime persone che preferiscono stare sedute al posto del passeggero. Es: laereo è più temuto dellauto

6 12 regole doro per capire il rischio 3. Senso di giustizia Se corro un rischio maggiore del mio vicino senza godere di maggiori benefici mi sentirò sempre danneggiato. Soprattutto se intuisco che, sotto sotto, ci sono motivazioni politiche.

7 12 regole doro per capire il rischio 4. Fiducia La tua organizzazione dà lidea di essere affidabile o disonesta? Es: le polemiche sul terremoto non hanno toccato la Protezione Civile sino a quando questultima è stata coinvolta in altri scandali che ne hanno compromesso la credibilità

8 12 regole doro per capire il rischio 5. Moralità Parlare di costi-benefici può suonare offensivo quando il rischio è moralmente inaccettabile. Es: i rimborsi economici a malati terminali

9 12 regole doro per capire il rischio 6. Familiarità e naturalità Gli elementi sconosciuti o particolarmente complessi suscitano maggiore diffidenza. Es: Un organismo geneticamente modificato vs. cibo molto grasso. Inoltre il naturale è sempre preferito allartificiale. Es: farmaco vs erbe

10 12 regole doro per capire il rischio 7. Memoria Un incidente memorabile o un simbolo rendono il rischio più facile da immaginare. Es: Chernobyl

11 12 regole doro per capire il rischio 8. Orrore Alcuni rischi sono più spaventosi di altri. Es: Cancro vs enfisema polmonare

12 12 regole doro per capire il rischio 9. Diffusione nel tempo e nello spazio La causa A uccide 50 sconosciuti allanno nel Paese. La causa B ha una possibilità su dieci di uccidere 500 persone nel nostro vicinato in un momento qualsiasi nei prossimi dieci anni. Dal punto di vista del rischio sono uguali: i due fenomeni hanno una mortalità potenziale di 50 individui. Eppure la percezione è differente: A è probabilmente accettabile, B meno.

13 12 regole doro per capire il rischio 10. Nessuno tocchi i bambini Se il rischio coinvolge i minori sembra essere meno sopportabile. Es: i vaccini

14 12 regole doro per capire il rischio 11. Le statistiche sono fredde Sapere che tante persone allanno muoiono per il fumo di sigarette colpisce meno dellaneddotica. Es: Il mio vicino è morto a 100 anni e fumava un pacchetto al giorno Oppure Mio cugino non ha mai fumato ed è morto di cancro al polmone.

15 12 regole doro per capire il rischio 12. Irreversibilità Tutti i rischi che vengono percepiti come permanenti sono considerati inaccettabili. Es: le scorie radioattive vs quelle tossiche

16 La razionalità limitata (Simon) La scelta dei mezzi: luomo può considerare solo alcune alternative, non tutte. Non si conoscono tutte le conseguenze di una scelta

17 La razionalità limitata (Tversky e Kahneman) La psicologia della decisione mostra, attraverso esperimenti di laboratorio, che le scelte individuali non avvengono seguendo il principio economico della massimizzazione dell'utilità, ma che gli individui sono invece "irrazionali" in modo sistematico e replicabile, cioè seguono dei patterns automatici, o euristiche, dipendenti per lo più da come il problema di decisione viene presentato loro (framing).

18 La razionalità limitata (Tversky e Kahneman) Scommessa A: 100% di possibilità di perdere 3000 euro. Scommessa B: 80% di possibilità di perdere 4000 euro, e 20% di possibilità di non perdere niente. Scommessa C: 100% di possibilità di vincere 3000 euro. Scommessa D: 80% di possibilità di vincere 4000 euro, e 20% di possibilità di non vincere niente. Solo il 20% sceglie B Solo il 92% sceglie D

19 I rischi percepiti Il rischio percepito non è correlato alla probabilità statistica che si verifichi Differenza tra hazard (scienziati) e outrage (pubblico) Outrage non è mancanza di razionalità ma un mix di elementi culturali, etici e politici (Caso OGM)

20 Gli esperti parlano al vento?

21 Di chi ci fidiamo?

22 Sondaggio 2010 Scientific American-Nature (21mila intervistati in tutto il mondo)

23 L80% della popolazione europea è convinta che le istituzioni pubbliche prendano sul serio le preoccupazioni sulla salute dei cittadini e reagiscano velocemente alle situazioni di crisi Di chi ci fidiamo?

24 Chi è lesperto per i media? Studio di Sheperd Non sempre lesperto scientifico fornisce gli strumenti più efficaci per una scelta politica

25 Arriva la crisi Outrage Hazard Crisi Precaution advocacy Vedi Peter Sandman Outrage management

26 Cosè la crisi Qualunque avvenimento, non controllato o non controllabile, che viene a colpire listituzione, modificando il normale flusso delle attività e incidendo sullimmagine che i pubblici hanno dellistituzione stessa.

27 In ogni crisi cè Un responsabile Una crisi è tanto più grave quando tocca tutti noi e quando è fisicamente vicina allosservatore Qualcosa che è minacciato Qualcuno che porta alla luce la crisi

28 Le fasi della crisi

29 Cosa fare ? Elaborare un solido piano di comunicazione Arrivare prima degli altri Mettersi nei panni di chi ha paura. Tollerare le reazioni eccessive. Mostrare competenza Onestà e apertura Scusarsi per le inadempienze e gli errori Tracciare sempre una strada da seguire MA lasciare decidere le persone

30 Cosa NON fare Arrivare tardi Essere paternalisti. Lasciateci lavorare Ignorare le voci che girano Mostrare confusione e tensioni istituzionali Diffondere messaggi multipli da voci diverse Dire bugie o mezze verità Rassicurare eccessivamente o allarmare Trasmettere incertezza Cercare di eliminare la paura Fare confronti tra i rischi

31 I 5 punti dellOMS per la comunicazione del rischio Costruire un rapporto di fiducia Comunicare con agilità Trasparenza Rispettare le preoccupazioni dell'opinione pubblica Pianificare con anticipo la comunicazione

32 In sintesi Il rischio non si annulla. Si gestisce La gestione del rischio, e della sua percezione, è profondamente dipendente da una comunicazione efficace e pianificata La comunicazione è efficace solo quando si basa sulla costruzione di fiducia reciproca tra i soggetti che comunicano e i portatori dinteresse (stakeholders)

33 Il terremoto dellAquila Alcuni spunti di riflessione

34 Nuovi media vs tradizionali

35 Il primo medium ad allestire un flusso di notizie da e sui luoghi colpiti dal terremoto è un giornale on line abruzzese, Prima da Noi, che ha iniziato a diffondere notizie a pochi minuti dal sisma, in una situazione di assoluta precarietà tecnologica e organizzativa.

36 Una delle sorprese più importanti della notte del 6 aprile è la riscoperta della radio, medium che ancora una volta è riuscito a interpretare al meglio la sua funzione di punto di riferimento per la comunità durante unemergenza. E lo ha fatto attraverso le antenne di Radio Rock, unemittente romana di nicchia, con il suo pubblico e uno stile lontanissimo dal generalismo a diventare, dai primi minuti successivi alla scossa, il servizio pubblico, aprendo la diretta a un crescente numero di ascoltatori, peraltro con caratteristiche molto diverse da quelle della sua audience abituale, fino a diventare un riferimento obbligato che in parte ha sopperito alle carenze del sistema ufficiale dei media nelle prime ore dellemergenza.

37 Alle del 6 aprile ci sono già 158 gruppi su Facebook dedicati al terremoto. Parlano soprattutto di solidarietà, donazione di denaro e di sangue. Il più popoloso ha oltre 28 mila iscritti Gli enti che hanno fatto ricorso subito a Facebook sono stati: Avis, Mediafriends, Nuova Italia Caserta, Capi Scout, Partito Democratico

38 Il primo dei grandi media a riportare la notizia è stato Rai News 24 Gli altri media generalisti hanno mostrato una capacità di mobilitazione che, almeno nelle prime ore, quelle più critiche, non è apparsa del tutto convincente

39 I temi dei media generalisti Le inchieste La tv del dolore Linformazione

40 Si scatena la guerra degli ascolti

41 Esperto o no?

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43

44 Le tante contraddizioni

45 Davide contro Golia

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47 Scattano gli avvisi di garanzia

48 Tra gli indagati Franco Barberi (vicepresidente della commissione), Enzo Boschi (direttore dellIngv), Giulio Selvaggi (direttore del Centro Nazionale Terremoti), Gian Michele Calvi (presidente della fondazione Eucentre, European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering), Claudio Eva (professore di Fisica terrestre e Sismologia a Genova), Bernardino De Bernardinis (vice capo del settore tecnico-operativo della Protezione civile), Mauro Dolce (direttore dellufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico della Protezione civile). Scattano gli avvisi di garanzia

49 Enzo Boschi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dichiara di voler cessare la pubblicazione online in tempo reale delle rilevazioni sull'attività sismica in Italia allo scopo di impedire che si diffondano allarmi ingiustificati. Provocazione o vera minaccia?

50 Ma… I dati continuano a essere rilevati dallINGV e quindi trapelano comunque Non pubblicare i dati non ferma le diverse interpretazioni. Anzi. Si dà la sensazione che ci sia unelite privilegiata che è al corrente di qualcosa di potenzialmente pericoloso. Il modo migliore quindi per far nascere dubbi e teorie del complotto. La sola strada possibile è la trasparenza. Si deve spiegare come si interpretano correttamente i dati, fornendo alla popolazione gli strumenti per distinguere tra allarmi ingiustificati e informazioni corrette.

51 Mauro Scanu Gestire la crisi


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