La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

3.1 Sensazione e percezione SensazionepercezioneSensazionepercezione 3.2 Attenzione e coscienza AttenzionecoscienzaAttenzionecoscienza 3.3 Apprendimento.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "3.1 Sensazione e percezione SensazionepercezioneSensazionepercezione 3.2 Attenzione e coscienza AttenzionecoscienzaAttenzionecoscienza 3.3 Apprendimento."— Transcript della presentazione:

1 3.1 Sensazione e percezione SensazionepercezioneSensazionepercezione 3.2 Attenzione e coscienza AttenzionecoscienzaAttenzionecoscienza 3.3 Apprendimento e memoria ApprendimentomemoriaApprendimentomemoria 3.4 Pensiero e intelligenza PensierointelligenzaPensierointelligenza 3.5 Linguaggio e comunicazione LinguaggiocomunicazioneLinguaggiocomunicazione 3.6 Motivazione ed emozioni MotivazioneemozioniMotivazioneemozioni Modulo 3 FUNZIONI PSICHICHE

2 A. Funzioni cognitive

3 3.1 Sensazione e percezione 3.1 Sensazione e percezione

4 La sensazione è… La sensazione è… un cambiamento dellambiente fisico (energia), colto in modo selettivo e differenziato dai sistemi sensoriali (vista, udito ecc.) un cambiamento dellambiente fisico (energia), colto in modo selettivo e differenziato dai sistemi sensoriali (vista, udito ecc.) un processo al confine tra fisiologia e psicologia un processo al confine tra fisiologia e psicologia un evento privato e soggettivo un evento privato e soggettivo

5 Le sensazioni: classificazione enterocettive Sensazioni enterocettive (provenienti dai processi interni dellorganismo) propriocettive Sensazioni propriocettive (provenienti dagli organi interni, non cavi) cinestesiche Sensazioni cinestesiche (provocate dal sistema muscolare) esterocettive Sensazioni esterocettive (provenienti dallambiente esterno)

6 I limiti della nostra sensibilità organi recettori 1.Siamo sensibili soltanto alle forme di energia per le quali abbiamo dei ricevitori, ovvero organi recettori (occhi, orecchi ecc.) abbastanza intensa 2.Lenergia deve essere abbastanza intensa da produrre una sensazione avvertibile (per es. un suono può essere udito solo se abbastanza forte)

7 Il livello di organizzazione dei sistemi sensoriali Forme più primitive (stimoli più generici) Forme più primitive (stimoli più generici): - gusto - olfatto - tatto (sensibilità cutanea) - sensibilità cinestesica - sensibilità vestibolare Forme più evolute Forme più evolute: - vista - udito

8 Fenomeni particolari Vicarianza Vicarianza: la perdita di sensibilità di un senso può comportare un aumento della sensibilità di altre forme di sensorialità (per es. nelle persone cieche o sorde) Effetti intermodali Effetti intermodali: - interferenza tra un senso e laltro - effetto consecutivo (after effect) - sinestesie

9 La sinestesia È un processo tipico di alcune persone in cui la differenziazione sensoriale non è a compartimenti stagni (es.: si sente un suono e contemporaneamente si vede un colore) Ipotesi interpretative: 1.teoria neurologica 1.teoria neurologica: cortocircuito delle vie sensoriali per il cattivo funzionamento (patologia) delle vie neuronali 2.struttura nervosa più primitiva della corteccia cerebrale 2.esistenza di una struttura nervosa più primitiva della corteccia cerebrale (in particolare il sistema limbico, che, diversamente dalla corteccia, elabora gli stimoli provenienti dalla periferia in modo sincretico) 3.isomorfismofisici 3.isomorfismo (Gestalt) tra i vari stimoli fisici 4.riflesso polivalenza 4.riflesso della polivalenza delle caratteristiche degli stimoli 5.associazione appresa 5.risultato di unassociazione appresa tra due stimolazioni contigue (è implicata una forte soggettività)

10 Le soglie sensoriali Soglia assoluta Soglia assoluta = lintensità di uno stimolo fisico necessaria e sufficiente per suscitare una sensazione Soglia differenziale = la minima differenza di intensità tra gli stimoli fisici necessaria e sufficiente perché venga avvertita

11 La misura delle capacità sensoriali Il metodo degli aggiustamenti (si chiede a un soggetto di aggiustare il livello di intensità di uno stimolo finché esso non comincia a suscitare una sensazione) Il metodo degli stimoli costanti (N stimoli di differente intensità vengono presentati al soggetto più volte, in ordine casuale: per ogni stimolo il soggetto deve riferire se ha avvertito o meno una sensazione)

12 La psicofisica stimoli sensazioni Dalla prima metà dellOttocento: studio delle relazioni psicofisiche: le variabili fisiche (stimoli) sono correlate alle variabili psicologiche (sensazioni, da intendersi però come percezioni) Psicofisica classica: legge di Weber (1834): JND = kI legge di Weber (1834): JND = kI legge di Fechner (1860): S = logI legge di Fechner (1860): S = logI Psicofisica soggettiva: legge di Stevens (1956): S = kIª legge di Stevens (1956): S = kIª

13 La relazione segnale-rumore La relazione segnale-rumore Le sensazioni evocate da stimoli molto deboli possono aver luogo anche in loro assenza Teoria della detezione del segnale: è necessario prendere in considerazione, oltre alle capacità recettive dellorganismo, anche i fattori soggettivi legati al processo di rilevazione dello stimolo: i ssdevono decidere processo di rilevazione dello stimolo: i ss devono decidere se le loro sensazioni siano realmente prodotte da uno stimolo o da un rumore di fondo Tipologia di ss: gambler gambler (più HIT ma più FALSI ALLARMI) conservative conservative (più RIFIUTI CORRETTI ma più OMISSIONI)

14 Dalla sensazione alla percezione stimoli fisici organorecettore messaggi nervosi corteccia cerebrale A.Gli stimoli fisici, qualora superino un determinato valore-soglia di intensità, attivano fisiologicamente lorgano recettore interessato (occhio, orecchio ecc.) attraverso una sequenza di eccitamenti che vengono trasmessi, sotto forma di messaggi nervosi, ad una definita sede della corteccia cerebrale [SENSAZIONE: il soggetto non è consapevole] codifica ed elaborazione delle informazioni sensoriali B.In questultima, detta area di proiezione, hanno luogo i processi di codifica ed elaborazione delle informazioni sensoriali [PERCEZIONE]

15 La percezione è… La percezione è… lorganizzazione fenomenica delle informazioni sensoriali, corrispondenti ad una data situazione di stimolazione delimitata nel tempo e nello spazio lorganizzazione fenomenica delle informazioni sensoriali, corrispondenti ad una data situazione di stimolazione delimitata nel tempo e nello spazio (Girotti, 1988) un processo attivo significativo selettivospecifico un processo attivo (ricerca linvarianza del campo fenomenico), significativo (ricerca le possibilità per lazione), selettivo e specifico tramiteindividuo ambiente è il tramite diretto attraverso cui lindividuo mantiene un contatto con lambiente circostante

16 Senso comune e percezione è un processo apparentemente automatico e passivo -La percezione è un processo apparentemente automatico e passivo: in realtà è un processo attivo, influenzato anche dagli stati emotivi perfetta corrispondenza tra realtà percettiva fenomenica e realtà fisica -Realismo ingenuo: credenza di una perfetta corrispondenza tra realtà percettiva fenomenica e realtà fisica (tutto ciò che percepiamo è lunica organizzazione percettiva possibile)…... ma spesso la realtà fenomenica è diversa dalla realtà fisica (per es. illusioni ottico-geometriche): presenza fenomenica + assenza fisica = percepiamo qualcosa che non esiste assenza fenomenica + presenza fisica = non percepiamo qualcosa che esiste

17 Evoluzione del sistema percettivo maggiore differenziazione crescente organizzazione gerarchica Da uno stato di globalità (sincretismo sensoriale) a uno stato di maggiore differenziazione e di crescente organizzazione gerarchica bambino: fusione delle modalità sensoriali adulto: maggiore flessibilità integrazione Da uniniziale separazione dei vari input sensoriali allintegrazione degli stessi specifico articolatodefinito flessibilestabile Dal globale allo specifico, dal diffuso allarticolato, dallindefinito al definito, dal rigido al flessibile, dal labile allo stabile

18 Il problema della percezione Perché, a partire da uno stimolo, organizziamo il nostro mondo percettivo secondo determinate strutture e non secondo altre?

19 Due posizioni teoriche 1.Scuola di Lipsia (Wundt) / associazionismo (legame con lesperienza): il soggetto attribuisce allinsieme di sensazioni un certo tipo di struttura, che altrimenti non avrebbe, in base allabitudine, alla familiarità, alla conoscenza passata 2.Teoria della Gestalt (preminenza della forma): non esistono sensazioni su cui poi lIo interviene ma il materiale fornito dalle sensazioni è già di per sé organizzato

20 Vediamo prima gli alberi o la foresta? Helmholtz Helmholtz (1867): percezione = sintesi e organizzazione delle sensazioni elementari mediante inferenze inconsce Gibson Gibson (1966): i sistemi sensoriali sono in grado di generare immediatamente esperienze percettive senza alcun processo inferenziale PROCESSO BOTTOM-UP PROCESSO TOP-DOWN

21 In sintesi: due punti di vista processo secondario 1.Percezione = processo secondario (cognitivismo): processo che include altre attività psichiche (attenzione, memoria, linguaggio ecc.) processo primario 2.Percezione = processo primario (teoria della Gestalt): semplice segmentazione del campo fenomenico in unità distinte (forme) immediatamente evidenti

22 Principi percettivi generali Ridondanza dellinformazione Ridondanza dellinformazione Attenzione selettiva Attenzione selettiva Organizzazione percettiva (focus: sistema visivo) Organizzazione percettiva (focus: sistema visivo) - principi gestaltici di raggruppamento (vicinanza, somiglianza, chiusura, continuità, simmetria) - articolazione figura-sfondo Costanze percettive (grandezza, forma, colore) Costanze percettive (grandezza, forma, colore)

23 La costanza percettiva Nonostante il mondo percettivo sia estremamente mutevole, lo si percepisce comestabile come stabile Per es., nel caso della percezione visiva, grazie allintervento soggettivo che corregge il dato retinico, guardando una persona a 1 m di distanza non la percepiamo più piccola (costanza di grandezza)

24 Percezione e personalità La percezione non può essere considerata una funzione psichica separata dalla personalità proietta Se uno stimolo è destrutturato (cioè senza una sua organizzazione precisa) intervengono dei processi proiettivi: lindividuo tira fuori i propri contenuti mentali e li proietta sullo stimolo destrutturato Studi: - Witkin: due tipologie di ss - Asch: esperimento su grandezza percepita delle monete in base alla classe sociale campo-indipendenti (personalità più autonoma) campo-dipendenti (personalità più influenzabile)

25 La percezione di unimmagine… viene costruita sulla base di una serie di saccadi movimenti oculari (saccadi) intervallati da fissazioni soste (fissazioni) di ms durante ciascuna fissazione quasi lintera immagine viene proiettata sulla retina fovea (favorendo lacuità della fovea) le fissazioni non solo casuali ma concentrate sui puntiinformativi punti particolarmente informativi dellimmagine PER VEDERE UNIMMAGINE OCCORRE TEMPO!

26 Percezione visiva e lettura Just Carpenter Ricerche di Just e Carpenter (1987): immagine iconicaridondanza – presupposti: immagine iconica e ridondanza del materiale 70% delle parole – i lettori fissano direttamente fino al 70% delle parole di una frase termini funzionali – le parole più saltate sono termini funzionali (articoli, preposizioni, congiunzioni) termini di contenuto – i termini di contenuto (verbi, pronomi, nomi, aggettivi) vengono osservati direttamente (fissati) per un periodo di 2-6 decimi di secondo, le parole rare di più fissate – solo le parole fissate direttamente sono processate o lette veramente significato – per accelerare la lettura occorre imparare a comprendere il significato delle parole più rapidamente – in generale, leggere più velocemente riduce la comprensione

27 3.2 Attenzione e coscienza 3.2 Attenzione e coscienza

28 Rilevanza Rilevanza Attenzione e coscienza sono due dimensioni psicologiche fondamentali, in quanto costituiscono le condizioni essenziali per lo svolgimento delle altre capacità psichiche dellindividuo (percezione, memoria, emozioni ecc.)

29 Processi o stati? È più corretto parlare di processi dellattenzione e della coscienza perché si tratta di attività psichiche continue e costantemente mutevoli, per qualità e intensità

30 Lattenzione è… Lattenzione è… il modo in cui percepiamo selettivamente un particolare aspetto dellambiente… [per es.: situazione del cocktail party] bloccando selettivamente linformazione sensoriale filtrando linformazione sensoriale (Treisman, 1964) elaborando selettivamente linformazione già attivata nella memoria dallinformazione sensoriale (Norman, 1979) Attenzione selettiva (Broadbent, 1958) Attenzione divisa (anni Ottanta) effetto Stroop Per es.: effetto Stroop

31 Lattenzione nei modelli attuali …è considerata un sistema di controllo delle operazioni cognitive (Shallice, 1988: sistema attenzionale supervisore) attenzionale supervisore)

32 Caratteristiche dellattenzione Orientamento volontario Orientamento volontario (cosciente e controllato) Orientamentoautomatico Orientamento automatico (non soggetto a interferenza; non può essere interrotto; può essere estraneo e imprevisto) Fuoco dellattenzione Fuoco dellattenzione (= fuoco di una lente) Interdipendenza della comprensione Interdipendenza della comprensione Interferenza strutturale Interferenza strutturale (tra due compiti che contemporaneamente condividono il medesimo meccanismo di elaborazione delle informazioni) Interferenza da risorse Interferenza da risorse (distribuite fra il > e >)

33 Disturbi dellattenzione Disattenzione Disattenzione = riduzione temporale dellattenzione dovuta a stanchezza fisica o mentale Distrazione Distrazione = interruzione temporanea dellattenzione per lazione di altri stimoli estranei allattività in corso Distraibilità Distraibilità = propensione naturale di un individuo a distrarsi Aprosessia Aprosessia = incapacità strutturale di mantenere lattenzione

34 La coscienza è… La coscienza è… la consapevolezza di stimoli esterni e interni (anche eventi mentali) la consapevolezza di stimoli esterni e interni (anche eventi mentali) intimamente legata alla metacognizione, in quanto sistema di controllo attenzionale delle operazioni mentali intimamente legata alla metacognizione, in quanto sistema di controllo attenzionale delle operazioni mentali fondata, dal punto di vista anatomo-fisiologico, sul funzionamento dei lobi cerebrali prefrontali fondata, dal punto di vista anatomo-fisiologico, sul funzionamento dei lobi cerebrali prefrontali costituita da processi cognitivi manifesti (overt) e non manifesti (covert) costituita da processi cognitivi manifesti (overt) e non manifesti (covert) caratterizzata dalla complessa interazione tra: caratterizzata dalla complessa interazione tra: –capacità di risposta (reattività fisica Vs. coscienza mentale) – capacità cognitive (immaginazione, memoria ecc.) – fattori di personalità (per es. personalità multiple)

35 Stati di coscienza coma sonno profondoveglia rilassataveglia attiva Ricerche iniziate negli anni Cinquanta: stati di coscienza = momenti di un continuum dal coma al sonno profondo alla veglia rilassata alla veglia attiva stato normale di coscienza In che cosa consiste uno stato normale di coscienza? Per es., essere ben desti ma non troppo eccitati, vigili ma non particolarmente tesi, consapevoli delle cose che accadono nellambiente circostante e in grado di reagire ad esse in modo normale stati alterati di coscienza Per contrasto, gli stati alterati di coscienza sono, per es., il sonno profondo, lo stato di ipnosi, lubriachezza, la sovraeccitazione (legate anche alluso di droghe)

36 Il sonno Perché trascorriamo dormendo circa un terzo della nostra vita? A. Teoria delladattamento: il sonno ha un valore di sopravvivenza B. Teoria ristorativa: il sonno ci permette di recuperare e conservare energia N.B. Tuttavia, anche individui privati del sonno, se sufficientemente motivati, sono in gradi di eseguire compiti fisici e cognitivi

37 Livelli del sonno Stadi (in base alle configurazioni delle onde cerebrali): Veglia attiva Veglia attiva Veglia rilassata Veglia rilassata Sonno REM Sonno REM Stadio 1 + Stadio 1 + Stadio Stadio Stadio Stadio Stadio Stadio sonno S s (sincronizzato) sonno D d (desincronizzato: elevata frequenza, bassa ampiezza) grado di grado diprofondità

38 Intorno al sonno… laboratori del sonno I laboratori del sonno sonno REM Il sonno REM [Aserinsky e Kleitman, 1953] sogni I sogni: – perché si sogna? – il contenuto onirico materiale familiare – il ricordo dei sogni – i sogni lucidi (lucid dreams) – il ciclo circadiano EEG (elettroencefalogramma) EOG (elettrooculogramma) EMG (elettromiogramma) consapevolezza controllo 2. funzione catartica (Freud) 1. > del sonno 3. elaborazione dei ricordi della veglia 4. depurazione delle reti neurali

39 Lautocoscienza è… un processo teoricamente senza fine: coscienza semplice i. Livello uno o coscienza semplice metacoscienza ii. Livello due o coscienza della coscienza o metacoscienza coscienza della metacoscienza iii. Livello tre o coscienza della metacoscienza ecc. CAPACITA DI AUTORIFLESSIONE

40 3.3 Apprendimento e memoria 3.3 Apprendimento e memoria

41 Lapprendimento è… Lapprendimento è… modificare pensieri e comportamenti in funzione dellesperienza Il risultato, relativamente permanente, della capacità degli esseri umani di modificare pensieri e comportamenti in funzione dellesperienza (richieste ambientali) educazione Il processo che ci permette di accumulare e tramandare le conoscenze da una generazione allaltra, non biologicamente, ma attraverso leducazione

42 Apprendimento comportamentista Condizionamento classico Condizionamento classico: implica la capacità di identificare delle correlazioni ambientali (contingenze di stimolo-risposta) Condizionamento operante Condizionamento operante: implica la capacità di identificare gli effetti sullambiente di certe nostre risposte

43 Il condizionamento classico: nomenclatura Pavlov (1927): ricerca sulla salivazione nei cani Stimolo incondizionato (SI) Stimolo incondizionato (SI): provoca automaticamente la risposta (salivazione) Stimolo condizionato (SC)stimolo neutro, SN Stimolo condizionato (SC): di per sé irrilevante (stimolo neutro, SN) ai fini della produzione della risposta, diviene condizionato se associato allo SI che elicita la risposta risposta condizionata (RC)risposta incondizionata (RI) La risposta condizionata (RC) è diversa dalla risposta incondizionata (RI) in quanto ha un minor tempo di latenza e una minore quantità di risposta (salivazione)

44 Schemi di associazione SC-SI In funzione dei rapporti temporali tra SC-SI: SC SI appr. ottimale (0,5 sec) appr. buono SC SI B. SC-SI a traccia C. SC-SI simultaneo appr. nullo D. SC retrogrado appr. scarso SC SI A. SI ritardato SI SC

45 Il condizionamento classico: leggi Sensibilizzazione Sensibilizzazione: ogni organismo sembra essere sensibile a certi stimoli e non ad altri (risposte specie-specifiche) Saturazione Saturazione: riproporre continuamente lo stesso stimolo fa perdere la capacità di evocare la risposta (adattamento) Estinzione Estinzione: dopo che la RC si è fissata nellorganismo (livello di plateau), se non si somministra più lo SI lapprendimento si estingue progressivamente Recupero spontaneo Recupero spontaneo: se si sottopone lorganismo a un nuovo apprendimento è minore il tempo di apprendimento Generalizzazione Generalizzazione: la RC avviene ugualmente se avvengono lievi cambiamenti dello SC (analogia con la capacità umana di costruire categorie mentali) Discriminazione Discriminazione: si impara a non fornire una risposta quando gli stimoli differiscono sensibilmente dallo SC

46 Indicatori dellavvenuto apprendimento Tempo di latenza Resistenza allestinzione

47 Il condizionamento operante Concezione olistica Concezione olistica (behaviouristica): mette in luce lattività dellorganismo, che deve apprendere in funzione di determinate risposte Legge delleffetto/rinforzo Legge delleffetto/rinforzo: rinforzo primariosecondario il rinforzo (primario e secondario) aumenta la probabilità che lorganismo ripeta le risposte che vengono premiate Il comportamento contingente viene premiato da un rinforzo non contingente (Skinner) Modellaggio Modellaggio: rinforzo dei comportamenti che si avvicinano a quello desiderato punizioni Sono più favorevoli i rinforzi positivi che quelli negativi (punizioni): meglio rinforzare i comportamenti alternativi desiderati che punire Schemi di rinforzo Schemi di rinforzo: a ragione o intervallo, fissi e variabili

48 Apprendimento cognitivo Più sviluppato negli organismi superiori (uomo) Apprendimento per osservazione Apprendimento per osservazione insightristrutturazione Psicologia della Gestalt (focus: problem solving): la risposta adattiva allambiente può non derivare da condizionamenti ma, per es., attraverso una soluzione per insight (intuizione) o per ristrutturazione (capacità di riorganizzare le informazioni secondo un punto di vista diverso Vs. fissità funzionale)

49 La memoria è… La memoria è… La memoria è… La memoria è… un sistema che registra e conserva linformazione nel tempo

50 Basi neurofisiologiche La capacità di conservare le tracce della stimolazione dopo che si è verificata si fonda in particolare su due strutture cerebrali: ippocampo 1. lippocampo amigdala 2. lamigdala

51 La memoria: problematiche Per quanto tempo possono essere fissate le tracce dellesperienza passata? In che cosa consistono i processi di richiamo della memoria? Il problema delloblio: come e perché si dimentica?

52 Proprietà della memoria umana (interna) In analogia con i sistemi di memoria esterna (computazionali): codifica (codice) ritenzione recupero perdita di informazione capacità ricodifica - riduzione dellinformazione - riorganizzazione - elaborazione - ricostruzione

53 Memoria distribuita > (Lashley, 1950) > (Lashley, 1950) engramma è distribuito Lengramma, ovvero la traccia di memoria dellapprendimento è distribuito su tutta una regione del cervello (ad es., la corteccia associativa), con la conseguenza che la distruzione di una parte non distrugge completamente la conoscenza

54 Il modello di Atkinson e Shiffrin (1968) Memoriasensoriale Memoria a lungo termineMemoria a breve termine Informazione perduta per decadimento o interferenza o interferenza CODIFICA ATTENZIONE REITERAZIONE Informazione perduta per decadimento o interferenza o interferenza RECUPERO (RICONOSCIMENTO, RIEVOCAZIONE) INPUT

55 Memoria sensoriale sistema a elevata capacità e rapido decadimento Implica una capacità di ricordare ancora più breve della MBT (1 o 2 secondi): è un sistema a elevata capacità e rapido decadimento memoria iconica ed ecoica Linformazione ripete il medesimo codice della sensazione originaria (memoria iconica ed ecoica) Sperling (1960): due ipotesi 1)ricordiamo solo la parte dello stimolo su cui si è focalizzata la nostra attenzione 2)la nostra attenzione ha messo a fuoco tutto lo stimolo ma la fissazione del materiale nella nostra memoria è estremamente labile estremamente labile

56 Memoria a breve termine ramificazioni Implica ramificazioni del neurone, che tornano al corpo cellulare iterazione Implica un processo di iterazione per il mantenimento delle informazioni (ad es., imparare una poesia a memoria) forza della traccia Il ricordo dipende dalla forza della traccia (circa 30 sec) Sistema a capacità limitata (Miller, 1956): > n° di chunks = >

57 La memoria di lavoro è… lo spazio della MBT utilizzato per manipolare e combinare linformazione: ESECUTIVO CENTRALE CENTRALE (Modello di Baddeley, 1990) CircuitofonologicoTaccuinovisivo-spaziale

58 Memoria a lungo termine cambiamenti sinapsi Implica cambiamenti qualitativi e quantitativi a livello delle sinapsi ritenzione permanente La ritenzione delle informazioni è sostanzialmente permanente processi integrativi Perché avvenga il passaggio di un contenuto dalla MBT alla MLT occorre dare unorganizzazione al materiale, attraverso un lavoro mentale e processi integrativi (relazione tra ciò che di nuovo si è appreso e quello che cera già in mente: tanto più sono gli agganci tanto maggiore il ricordo)

59 MLT: classificazione Memoria implicita (processi automatici e inconsapevoli): Memoria implicita (processi automatici e inconsapevoli): (ad es., script) –memoria procedurale (ad es., script) Memoria esplicita (informazioni consapevolmente apprese): Memoria esplicita (informazioni consapevolmente apprese): (quello che ricordiamo) –memoria episodica (quello che ricordiamo) (quello che sappiamo) rete proposizionale – memoria semantica (quello che sappiamo) rete proposizionale – memoria autobiografica / di eventi remoti – memoria prospettica (ricordarsi di compiere unazione)

60 La teoria della profondità di elaborazione (Craik)… È unalternativa alla concezione mutiprocesso o multimodalità codifiche e ricodifiche Profondità = quantità e complessità delle codifiche e ricodifiche (ad es., doppio codice: verbale e per immagini) Livelli di elaborazione: strutturale/ortografico fonetico semantico semantico

61 Il recupero Rievocazionericonoscimento Rievocazione Vs. riconoscimento apprendimento dipendente dalla situazione o specificità di codifica In generale, il ricordo è migliore quando le caratteristiche psicoambientali di richiamo sono simili a quelle della codifica (apprendimento dipendente dalla situazione o specificità di codifica) Aspetti ricostruttivi Aspetti ricostruttivi (rilievo della testimonianza oculare) lenti e volontari automatici suscitati da indici di richiamo Processi lenti e volontari (richiede tempo e concentrazione) Vs. automatici suscitati da indici di richiamo Importanza del significato del materiale Importanza del significato del materiale Distribuzione dellesercizio Distribuzione dellesercizio

62 Le cause delloblio I.Teoria della dissoluzione della traccia (cause neurofisiologiche: dimenticanza involontaria e soggetto passivo) II.Teoria psicoanalitica della rimozione (processo attivo di dimenticanza che riguarda per lo più contenuti mentali di natura ansiogena) III.Teoria dellinterferenza (proattiva, retroattiva) (tra il materiale già esistente nella memoria e il nuovo materiale) IV.Cause organiche (danni cerebrali) (amnesia anterograda e retrograda: ad es., morbo di Alzheimer)

63 Gli stili individuali di memoria … sono preferenze nellutilizzo di una modalità sensoriale piuttosto di unaltra nei processi di codifica, ritenzione e recupero

64 3.4 Pensiero e intelligenza 3.4 Pensiero e intelligenza

65 Il pensiero è… Il pensiero è… la manipolazione di informazioni codificate in precedenza (rappresentazioni mentali), a volte allo scopo di risolvere problemi, a volte senza alcun fine determinato (ad es., fantasticare)

66 Le rappresentazioni mentali, materia del pensiero I.Parole I.Parole: pensiero sequenziale, pensare è come parlare II.Immagini II.Immagini: pensiero non lineare, pensare è come percepire [immaginazione visiva, uditiva e motoria] III.Proposizioni III.Proposizioni: pensiero astratto, senza parole né immagini (inconscio)

67 Il ragionamento concatenazione di pensieri È una concatenazione di pensieri Tipologia: –ragionamento induttivo –ragionamento induttivo (inferenze non certe, ma generalmente affidabili): dai casi particolari ricaviamo una conclusione generale –ragionamento deduttivo –ragionamento deduttivo (ad es., sillogismo): premesse generali sono necessariamente seguite da una conclusione particolare conoscenze credenze Ruolo delle conoscenze e delle credenze verifica delle ipotesi La verifica delle ipotesi: – regole di inferenza – modelli mentali – schemi di ragionamento pragmatico

68 Metodi di problem-solving 1)Algoritmi 1)Algoritmi = regole che specificano esattamente che cosa fare, passo per passo, in una certa situazione problematica 2)Euristiche 2)Euristiche = strategie generali che non garantiscono risposte corrette, ma spesso sono il modo migliore di affrontare un certo compito

69 Lo spazio del problema Stato iniziale Stato iniziale = modo in cui vengono descritte le condizioni di partenza Stato-obiettivo Stato-obiettivo = descrizione della condizione- obiettivo Operatori Operatori = operazioni per passare da uno stato allaltro Stati intermedi Stati intermedi = applicazione di un operatore a uno stato in funzione dellobiettivo

70 Le impostazioni negative trasferimento negativo dellapprendimento Sono un esempio di trasferimento negativo dellapprendimento = = qualcosa che abbiamo appreso in passato ci danneggia fissità funzionale Sono un esempio di fissità funzionale = tendenza a continuare fare qualcosa allo stesso modo, ma, poiché non si tratta dellapproccio giusto, senza successo (letichettamento aiuta, la ricompensa no)

71 Il pensiero analogico trasferimento positivo dellapprendimento È un esempio di trasferimento positivo dellapprendimento Due condizioni: source target 1. il vecchio apprendimento (source) deve essere applicabile a una nuova situazione (target) 2. dobbiamo accorgerci che il vecchio apprendimento è applicabile (talvolta è necessario un suggerimento) Esempio: il problema della radiazione di Duncker

72 Sul pensiero produttivo PROBLEMA teoria behaviouristica PROBLEMA: sia la teoria behaviouristica che associazionistica associazionistica sostengono che vi sono processi di pensiero produttivi (= individuano in ciò che è dato qualcosa di nuovo), ma allora come è possibile inventare qualcosa che non sia già nel repertorio comportamentale o nelle associazioni di idee del soggetto? Gestalt Gestalt: lassociazione tra idee non è lunico meccanismo della creatività: anche il pensiero, come la percezione, procede secondo leggi gestaltiche (ad es., insight)

73 Linsight Caratteristiche: nuovo problema nuovo problema da risolvere imprevedibile soluzione improvvisa/imprevedibile scarsa tendenza alla fissità funzionale abilità di problem-solving: –codifica –codifica selettiva –combinazione –combinazione selettiva –confronto –confronto selettivo Stadi: 1.preparazione 2.incubazione 3.insight 4.verifica Persona creativa senso della finalità + conoscenze disponibilità di conoscenze tecniche e di tecniche

74 Il pensiero divergente… è attivato nelle situazioni che permettono più vie duscita o di sviluppo Caratteristiche secondo Guilford (1967): – fluidità – flessibilità – originalità – elaborazione – valutazione

75 Giudizi e decisioni (nei casi di incertezza) euristiche Sovrautilizzo di euristiche: –della rappresentatività –della disponibilità –di ancoraggio struttura del problema Ruolo della struttura del problema: effetti pronunciati quando la decisione è rischiosa Ragioni delle scelte: –minimizzare i rimpianti –minimizzare i rimpianti/dispiaceri successivi – giustificare – giustificare le scelte a noi stessi/agli altri strategie generali, irrazionali e intuitive, ma adattive

76 I calcolatori possono pensare? SÌ, poiché pensare = manipolare informazioni – intelligenze artificiali (programmi che risolvono specifici problemi nel modo più efficiente possibile) – simulazioni su calcolatore (programmi che imitano il pensiero umano) – sistemi esperti (combinano IA e simulazione) Tuttavia, la questione se le macchine possano essere programmate per pensare al modo delle persone è ancora aperta: gli esseri umani, diversamente dai calcolatori, possono apprendere dallesperienza passata

77 La metacognizione Consapevolezza e conoscenza Consapevolezza e conoscenza circa il funzionamento della mente (= cognizione), propria e altrui Controllo Controllo dei propri processi di pensiero (Cornoldi, 1995)

78 Lintelligenza è… Lintelligenza è… la capacità di pensare bene

79 Il concetto naïf dintelligenza Sternberg (1985): -capacità di risolvere problemi [ragionamento logico, cogliere relazioni tra idee, atteggiamento mentale elastico] -capacità verbale -competenza sociale [accettare gli altri per quel che sono, ammettere i propri errori, coscienza sociale, sensibilità verso gli altri]

80 Tipi di intelligenze età mentale Binet e Simon (1905): età mentale quoziente intellettivoQI) Stern (1912): quoziente intellettivo (QI) fattore generale (G) fattore specifico (S) Spearman (1923): fattore generale (G) + fattore specifico (S) intelligenza cristallizzata + intelligenza fluida Cattel (1971): intelligenza cristallizzata + intelligenza fluida attitudine verbale scolastica + pratico-operativa Vernon (1971): attitudine verbale scolastica + pratico-operativa capacità mentali primarie Thurstone (1938): capacità mentali primarie [ragionamento astratto, ragionamento spaziale, fluidità di pensiero, abilità numerica, significato verbale] teoria delle intelligenze multiple Gardner (1983): teoria delle intelligenze multiple [linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporea, intrapersonale, interpersonale, (naturalistica, spirituale)] 120 componenti Guilford (1967): 120 componenti (= combinazioni di operazioni, contenuti e prodotti) teoria triarchica Sternberg (1985): teoria triarchica 1. intelligenza contestuale 2. intelligenza esperienziale 3. intelligenza componenziale UNICA ABILITA GENERALE - meta-componenti - componenti esecutive - acquisizione di conoscenze INTELLIGENZAVERTICALE

81 Semplici (e inadeguate) misure dellintelligenza Craniometria Craniometria (inferenza di tratti mentali a partire dalle dimensioni del cervello, dal peso del cervello, dalla circonferenza del cranio) [nellOttocento: Broca, Binet ecc.] Velocità di risposta a uno stimolo Velocità di risposta a uno stimolo [nellOttocento: Galton, Cattell] Tempo di reazione nella decisione Tempo di reazione nella decisione [Jensen, 1982]

82 I test di intelligenza scale Wechsler I più utilizzati: le scale Wechsler [ad es., la Wechsler Adult Intelligence Test (WAIS)] Requisiti: –attendibilità –attendibilità (= concordanza dei punteggi ottenuti in diverse occasioni –validità –validità (= il test misura quello che deve misurare) Tipologia: verbale –test con materiale verbale (ad es., scala verbale della WAIS) esecuzione (culture-fair) –test di esecuzione (culture-fair) (ad es., Matrici Progressive di Raven) Almeno 2 scopi (spesso compresenti): test di profitto – valutare ciò che una persona ha appreso (test di profitto) test attitudinali – predire le prestazioni future (test attitudinali) N.B. I TEST NON MISURANO, NE POSSONO MISURARE, >

83 Natura, ambiente e QI Intelligenti si nasce o si diventa? entro un gruppo medie tra gruppi Una possibilità: le differenze di QI entro un gruppo possono essere genetiche, mentre le differenze medie tra gruppi possono essere ambientali Se anche il QI fosse altamente ereditario potrebbe essere fortemente influenzato dallambiente Nella ricerca (studi su gemelli, su bambini adottati ecc.) è difficile separare efficacemente gli effetti dei geni da quelli dellambiente rapporto di ereditarietà0,50 È poco sensato assegnare al QI un preciso rapporto di ereditarietà: approssimativamente esso è pari a 0,50 Eredità e ambiente sono egualmente importanti nel determinare le differenze di QI

84 3.5 Linguaggio e comunicazione 3.5 Linguaggio e comunicazione

85 Il linguaggio è… Il linguaggio è… linsieme di quegli aspetti che sono linsieme di quegli aspetti che sono in buona misura comuni alle diverse lingue il mezzo che permette di congiungere il pensiero al bisogno di comunicarlo a qualcuno il mezzo che permette di congiungere il pensiero al bisogno di comunicarlo a qualcuno

86 A che cosa serve parlare? Bühler Bühler (1934): PARLANTERICEVENTE REALTÀ FENOMENO funzione espressiva funzione appellativa funzione rappresentativa

87 La specificità del linguaggio GLI UNIVERSALI LINGUISTICI: 1)creatività o produttività 1)creatività o produttività: -possibilità di produrre un numero potenzialmente infinito di messaggi a partire da un numero finito di unità-base di una lingua (fonemi e parole) -qualunque idea o pensiero esprimibile in una lingua è esprimibile in una qualunque altra lingua 2)proprietà costruttive 2)proprietà costruttive: fonemi -n° limitato di suoni linguistici: i fonemi morfemiparole -n° molto grande di unità linguistiche significative: morfemi e parole significato -arbitrarietà della relazione tra suono e significato: il significato non può essere ricavato dalla forma del suono ma deve necessariamente essere appreso (trasmissione culturale intergenerazionale) frasi -combinazione sistematica di parole in frasi

88 La natura del linguaggio umano percezione del linguaggio parlato i. La percezione del linguaggio parlato: fonemi fisicamente differenti e allofoni integrazione dellinformazione acustica e visiva parole e significati ii. Le parole e i significati: morfemi legati e morfemi liberi function words e content words aspetti del significato: denotazione e connotazione frasiemessaggi iii. Le frasi e i messaggi: regole di combinazione delle parole (sintassi) struttura superficiale e struttura profonda significato letterale e significato trasmesso sintagmatiche trasformazionali

89 Il codice linguistico è un insieme di regole in grado di associare in maniera sistematica gli elementi del sistema fonologico (i suoni) con i corrispondenti elementi del sistema semantico (i significati) … è un insieme di regole in grado di associare in maniera sistematica gli elementi del sistema fonologico (i suoni) con i corrispondenti elementi del sistema semantico (i significati) [ad es., alla stringa di suoni /c-a-n-e/ è associato il significato di cane]

90 Lacquisizione del linguaggio comportamentista 1. Spiegazione comportamentista: il linguaggio viene appreso per imitazione e secondo schemi S-R Skinner Skinner (1957): lapprendimento del linguaggio è un processo di condizionamento operante strutturale-innatista 2.Spiegazione strutturale-innatista: il linguaggio si sviluppa indipendentemente da altre capacità non linguistiche Chomsky Chomsky (1965): non tutto il linguaggio è appreso ma esiste un dispositivo innato per la sua acquisizione (Language Acquisition Device, LAD) interazionista: 3.Spiegazione interazionista: lapprendimento del linguaggio dipende dalla integrazione e ricombinazione di complesse capacità (cognitive, sociali e comunicative) che in parte lo precedono nel corso dellontogenesi ipotesi cognitivaPiaget ipotesi cognitiva (Piaget, 1946): lo sviluppo linguistico deriva e dipende dallo sviluppo cognitivo Bruner Bruner (1983): esiste un LASS (sistema di supporto per lacquisizione del linguaggio), che corrisponde al ruolo svolto dalladulto e dal contesto sociale

91 Esiste un periodo critico per lacquisizione del linguaggio? Secondo alcuni studiosi, il periodo compreso tra i due anni e la pubertà (13-14 anni) è particolarmente sensibile o critico per imparare la lingua materna Anche se è difficile trovare prove definitive a favore di questa ipotesi, il sistema linguistico acquisito dopo la pubertà rimane per alcuni aspetti incompleto e si realizza con difficoltà

92 Lo sviluppo del linguaggio fase prelinguistica 1. Da 0 a 1 anno: fase prelinguistica sviluppo fonologico comunicazione gestuale sviluppo lessicale e semantico 2. Tra 1 e 2 anni e mezzo: sviluppo lessicale e semantico prima produzione di parole evoluzione del significato delle parole sviluppo della grammatica 3. Da 1 anno e mezzo a 10 anni: sviluppo della grammatica dalle prime combinazioni di parole al linguaggio complesso sviluppo morfosintattico (dai 2-3 anni) capacità di conversare Dai 2 anni e mezzo: capacità di conversare capacità di comunicare efficacemente Dai 3-4 anni: capacità di comunicare efficacemente Dai 5-6 anni: consapevolezza metalinguistica apprendimento della lettura-scrittura

93 Le origini della comunicazione e del linguaggio ASPETTI FILOGENETICI: ASPETTI FILOGENETICI: comparsa della posizione eretta comparsa della posizione eretta incremento della plasticità della mano incremento della plasticità della mano (opponibilità del pollice) sviluppo del sistema gestuale sviluppo del sistema gestuale riduzione della mandibola riduzione della mandibola: ampliamento delle aree cerebrali prefrontali affinamento della discriminazione dei suoni produzione di artefatti produzione di artefatti: impiego di differenti media elaborazione di diversi sistemi di simboli (ad es., musica, numeri, linguaggio verbale) ASPETTI ONTOGENETICI: ASPETTI ONTOGENETICI: processi comunicativi preverbali processi comunicativi preverbali nel contesto delle routine quotidiane: costruzione/condivisione di significati sequenza temporale prime manifestazioni di referenza/predicazione regolazione dei turni inferenza delle intenzioni comunicative

94 Sistemi di comunicazione VOCALEVERBALE PARALINGUISTICOEXTRALINGUISTICO NON VOCALECINESICO PROSSEMICA (uso dello spazio) postura postura contatto corporeo contatto corporeo distanza interpersonale distanza interpersonale orientazione ecc. orientazione ecc. COMPORTAMENTO MOTORIO-GESTUALE gesti simbolici gesti simbolici indicatori indicatori illustratori ecc. illustratori ecc. COMPORTAMENTO MIMICO DEL VOLTO COMPORTAMENTO VISIVO orientazione dello sguardo orientazione dello sguardo durata ecc. durata ecc. PROSODICO QUALITÀ VOCALI LINGUISTICO NON LINGUISTICO [Anolli e Ciceri, 1995]

95 La comunicazione è… La comunicazione è… un atto globale e unitario… articolato in maniera molecolare in una pluralità di sistemi di segnalazione (linguistico, vocale, cinesico)… regolato e organizzato dallintenzione comunicativa che stabilisce fra i diversi sistemi di segnalazione le opportune connessioni semiotiche… per definire un percorso coerente di senso con linterlocutore per definire un percorso coerente di senso con linterlocutore (Anolli e Ciceri, 1995) (Anolli e Ciceri, 1995)

96 Caratteristiche della comunicazione Dimensione cognitiva Dimensione cognitiva: la comunicazione è in stretta connessione con il pensiero, lintenzionalità e lazione pianificata Dimensione relazionale Dimensione relazionale: la comunicazione prevede, intrinsecamente, linterazione con qualcun altro e il contatto sociale: perciò alimenta e sostiene i giochi relazionali tra gli individui

97 La specificità della comunicazione SE OGNI COMPORTAMENTO FOSSE COMUNICATIVO VERREBBE MENO IL CONCETTO STESSO DI COMUNICAZIONE, PERCHÉ PERDEREBBE LA SUA SPECIFICITÀ o La comunicazione non consiste in un processo né casuale né involontario atto dinformazione (atto dinformazione), ma nel voler rendere linterlocutore consapevole della propria intenzione intenzione comunicativa o Lintenzione comunicativa implica avere un certo grado di coscienza (= essere consapevoli di qualcosa che è trasmesso a qualcun altro) o Vi può essere unintenzione: atto comunicativo semplice unica (atto comunicativo semplice: ad es. una domanda) atto comunicativo complesso di secondo livello (atto comunicativo complesso: ad es. una menzogna) [metaintenzione = consapevolezza di comunicare comunicando]

98 Il modello di R. Jakobson Coordinate tematiche e processi attivati espressione diretta del comportamento/ atteggiamento del soggetto riguardo quello di cui parla (interiezioni) ricerca di coerenza tra espressione e contenuto persuasione, ordine, propaganda (vocativo, imperativo) descrizione descrizione: denotazione, cognizione riflessione, verifica sul medium mantenimento del dialogo/ comunicazione (formule stereotipate) Funzioni linguistiche emotivapoeticaconativareferenziale metalinguist./ chiosa fàtica Struttura della comunicazione mittentemessaggiodestinatario/riceventecontestocodicecontatto/canale

99 I modelli della comunicazione I processo di trasmissione di informazioni Modello matematico (Modello matematico) II significazione e segno Modello semiotico (Modello semiotico) III interazione tra testo e contesto Modello pragmatico (Modello pragmatico) IV gioco delle relazioni Modello psicologico (Modello psicologico) Comunicazione come… Ogden e Richards De Saussure Peirce Shannon e Weaver AustinGrice Bateson

100 Organismo, ambiente e comunicazione A.Reazioni tropistico-riflesse A.Reazioni tropistico-riflesse: trasmissione biofisica/biochimica che produce una risposta stereotipata B.Azioni sensomotorie su cose definite da segnali: formazione di segnali (mammiferi) formazione di segnali (mammiferi) uso di strumenti naturali (scimmie) uso di strumenti naturali (scimmie) C.Conoscenza contemplativa degli oggetti: C.Conoscenza contemplativa degli oggetti: costruzione di strumenti e formazione di simboli al servizio della conoscenza e della manipolazione dellambiente mete biologiche

101 Lo sviluppo delle reazioni comunicative (Spitz, 1965) risposta del sorriso 3° mese: risposta del sorriso [capacità di riconoscere il volto umano) angoscia verso un estraneo 8° mese: angoscia verso un estraneo [dicotomia conosciuto-sconosciuto; oggetto libidico] risposta del No 15° mese: risposta del No [il bambino esprime una propria opinione; non è più necessario il contatto fisico]

102 Distanza interpersonale e registro comunicativo mezzi comunicativi è poca: mezzi comunicativi primitivi mimico-gestuali (mimico-gestuali) Se la distanza fisica e/o interpersonale mezzi comunicativi rappresentativo- simbolici è molta: mezzi comunicativi più evoluti (rappresentativo- simbolici) Polarizzazione: da registro informale a registro formale

103 Linguaggio, pensiero e realtà Ipotesi della relatività linguistica SapirWhorf A.Ipotesi della relatività linguistica (ipotesi di Sapir-Whorf): la particolare lingua parlata da una persona (in termini di grammatica più che di vocabolario) determina il modo in cui essa percepisce e concettualizza il mondo B.Ipotesi contraria (più verosimile): la realtà (cultura) forgia il linguaggio Linguaggio e pensieroindipendenti Linguaggio e pensiero sono tra loro indipendenti TUTTAVIA, SEMBRA PIÙ VEROSIMILE CHE SIANO FUNZIONI DISTINTE MA INTERDIPENDENTI FUNZIONI DISTINTE MA INTERDIPENDENTI

104 B. Funzioni dinamiche

105 3.6 Motivazione ed emozioni 3.6 Motivazione ed emozioni

106 La motivazione è… La motivazione è… il processo che attiva, dirige e sostiene il comportamento finalizzato alla realizzazione di un determinato scopo in relazione alle condizioni ambientali

107 Libero arbitrio (1)… e determinismo (2) liberi (1)La mente (ragione) controlla il comportamento: gli esseri umani sono liberi di scegliere che cosa fare di scegliere che cosa fare, sebbene le loro decisioni possano essere influenzate da stimoli esterni e da bisogni interni (dottrina dominante da Platone fino ad oggi) cause ed effetti (2)Tutto il comportamento risulta da concatenazioni inflessibili di cause ed effetti (Democrito, Darwin, Skinner)

108 Sulla motivazione motivi differenti, talvolta mescolati Le stesse azioni o comportamenti possono essere coerenti con motivi molto differenti, talvolta mescolati nonconsapevoli Si può non essere del tutto consapevoli delle ragioni soggiacenti alle proprie azioni (secondo la teoria psicoanalitica: motivi inconsci) diverse forme lungo un continuum MOTIVAZIONI PRIMARIE MOTIVAZIONI SECONDARIE Le motivazioni umane possono assumere diverse forme lungo un continuum: da quelle che sembrano innate e collegate ai bisogni biologici fondamentali (MOTIVAZIONI PRIMARIE) a quelle che sembrano il prodotto di processi di apprendimento e specificamente umane (MOTIVAZIONI SECONDARIE) motivo funzionalmente autonomo Certe cose sono associate con un numero tanto grande di scopi differenti che il desiderio di esse diventa un motivo funzionalmente autonomo motivazione estrinseca Si può svolgere unattività perché è gratificante per se stessa (motivazione intrinseca) o per conseguire qualcosa daltro, per es. ricevere un premio (motivazione estrinseca)

109 I livelli della motivazione I RIFLESSI I RIFLESSI = risposte (a stimoli esterni o interni) innate, automatiche e involontarie, determinate e regolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica GLI ISTINTI GLI ISTINTI = sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie-specifici su base genetica evocate da particolari segni o stimoli scatenanti I BISOGNI I BISOGNI = condizione fisiologica di carenza e di necessità (come la fame, la sete, il sesso, il sonno ecc.) LE PULSIONI LE PULSIONI = stato di disagio/tensione interna che lindividuo tende ad eliminare/ridurre con condotte opportune (dimensione psicologica del bisogno) GLI INCENTIVI rinforzi primaririnforzi secondari GLI INCENTIVI = stimoli esterni (ambientali) con funzione di rinforzo rispetto ai bisogni fisiologici (rinforzi primari) e psicosociali (rinforzi secondari: appresi culturalmente)

110 Motivazioni primarie e secondarie viscerogene A. Motivazioni viscerogene: – la fame, la sete – il sonno – la sessualità psicogene B. Motivazioni psicogene: – laffiliazione (il bisogno degli altri) – la motivazione al potere – la motivazione al successo – la motivazione alla competenza la cooperazione la compagnia lattaccamento e lamore senso di autoefficacia prestazioni passate + esperienza per procura + persuasione verbale altrui (McClelland, 1985)

111 Punti di vista sulla motivazione Teorie dellistinto e sociobiologiche Teorie dellistinto e sociobiologiche: il comportamento è determinato da fattori innati, geneticamente trasmessi Teorie della riduzione delle pulsioni Teorie della riduzione delle pulsioni: omeostasi un bisogno produce una pulsione diretta verso comportamenti che riducono il bisogno, e con ciò la pulsione (ipotesi dellomeostasi) Teorie dellarousal (attivazione) Teorie dellarousal (attivazione): le persone sono motivate non tanto ad abbassare larousal ma a mantenerlo ad un livello ottimale, differente in ogni individuo Teorie comportamentiste (incentivi e motivazioni condizionate) Teorie comportamentiste (incentivi e motivazioni condizionate): determinati stimoli ambientali diventano incentivi per il comportamento attraverso processi di apprendimento per associazione con esperienze personali di soddisfazione (rinforzi positivi e negativi) e di insoddisfazione (costi/punizioni) Teorie cognitive e scopistiche Teorie cognitive e scopistiche: il comportamento è guidato da scopi, definiti attraverso complessi processi cognitivi, organizzati gerarchicamente e raggiunti attraverso strategie (ad es. unità TOTE) Teorie interazioniste Teorie interazioniste: il comportamento è suscitato, alimentato e regolato da processi relazionali

112 La competizione tra motivi La gerarchia dei bisogni (Maslow, 1954) Bisogni di autorealizzazione Bisogni di stima Bisogni di appartenenza Bisogni di sicurezza Bisogni fisiologici Bisogni di crescita Bisogni di carenza

113 Le emozioni sono… Le emozioni sono… motivazioni speciali motivazioni speciali degli amplificatori delle motivazioni degli amplificatori delle motivazioni degli indicatori del potenziale motivazionale dellindividuo degli indicatori del potenziale motivazionale dellindividuo (Buck, 1985)

114 Le emozioni: tra fisiologia e psicologia Le emozioni sono il risultato di 3 componenti: 1. una neurofisiologico-biochimica 2. una comportamentale (o espressivo-motoria) 3. una cognitivo-rappresentativa (esperienza soggettiva interna = sentimento )

115 Sulle emozioni primarie (innate) Emozioni fondamentali/primarie (innate) secondarie (acquisite) emozioni derivate/secondarie (acquisite) intensitàqualità Lintensità, quando va al di là di certi livelli, cambia la loro qualità controllare Si possono controllare? organizzatori Sono elementi disorganizzanti o organizzatori del comportamento? Regolano i processi psicologici interni e i comportamenti interpersonali Nonistinti Non coincidono con gli istinti Non solo risposte Non sono solo risposte: possono essere causa/stimolo Sono attivate sia da stimoli sensoriali (per es. una sofferenza fisica) sia da processi cognitivi (per es. pensieri, ricordi) Influenzano e sono influenzate dallattività cognitiva innato e universale Lespressione (il riconoscimento è più discusso) delle emozioni è un processo innato e universale Vs.

116 Le emozioni fondamentali Ekman e Friesen (1972): gioia rabbia tristezza paura Caratteristiche (Izard, 1991): substrato neurale specifico substrato neurale movimenti facciali distinti e specifici movimenti facciali (ad es. in base a FACS) qualità emotiva specifica qualità emotiva consapevole evoluzione derivate da evoluzione adattive funzioni adattive

117 Da dove vengono le emozioni? Le parti dellencefalo principalmente coinvolte nelle emozioni sono: lipotalamo il sistema limbico il sistema limbico

118 Umore e memoria Quel che sentiamo influenza quel che pensiamo: quando il nostro umore è positivo troviamo più facile ricordare le cose positive e viceversa La memoria è migliore quando lumore dominante durante la rievocazione corrisponde a quello dominante durante lapprendimento memoria dipendente dallo stato (memoria dipendente dallo stato) Le emozioni agiscono come nodi della memoria e le informazioni vengono immagazzinate con gli umori ad esse associati

119 Punti di vista sulle emozioni La teoria dellarousal La teoria dellarousal: vi è un livello ottimale di attivazione emozionale controllato dal sistema dattivazione reticolare (RAS) La teoria dellesperienza emotiva di James-Lange (1890) La teoria dellesperienza emotiva di James-Lange (1890): La teoria dellesperienza emotiva di Cannon-Bard (1927) La teoria dellesperienza emotiva di Cannon-Bard (1927): La teoria bifattoriale del juke-box di Schachter (1962) La teoria bifattoriale del juke-box di Schachter (1962): La teoria del processo antagonista di Solomon (1974) La teoria del processo antagonista di Solomon (1974): quando si avverte una forte emozione ha luogo un processo antagonista, che genera un tipo di emozione opposto, più lento ad attivarsi e più lento a decadere Attivazione fisiologica specifica dellemozione specifica dellemozioneEsperienza soggettiva dellemozione Attivazione fisiologica Esperienza soggettiva dellemozione Stimolo Attivazione fisiologica generalizzata Etichetta cognitiva Stimolo += Esperienzasoggettivadellemozione Stimolo


Scaricare ppt "3.1 Sensazione e percezione SensazionepercezioneSensazionepercezione 3.2 Attenzione e coscienza AttenzionecoscienzaAttenzionecoscienza 3.3 Apprendimento."

Presentazioni simili


Annunci Google