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LICEO G.B. QUADRI -VICENZA- EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA EUROPEA LABORATORIO SVILUPPO SOSTENIBILE E ETICA DELLA RESPONSABILITA Pontarin Nicole e Squaquara.

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1 LICEO G.B. QUADRI -VICENZA- EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA EUROPEA LABORATORIO SVILUPPO SOSTENIBILE E ETICA DELLA RESPONSABILITA Pontarin Nicole e Squaquara Maria Elisa CLASSE 5BLG

2 LO SVILUPPO SOSTENIBILE TRA SCIENZA ED ETICA ASPETTO ETICO-FILOSOFICO ASPETTO SCIENTIFICO-POLITICO FINE

3 Hans Jonas

4 Un'etica per la civiltà tecnologica Storia dello sviluppo sostenibile da un punto di vista filosofico

5 Caratteristiche delle etiche tradizionali Etica antropocentrica Lambito delletica era il mondo umano della città Il rapporto delluomo con il mondo della natura(la physis dei greci)era eticamente irrilevante Ogni rapporto con il mondo extraumano era neutrale sotto il profilo etico.Lincidenza sugli oggetti non umani non costituiva un ambito di rilevanza etica Oggetto delletica erano i soli rapporti interumani

6 Etica sub-specie aeternitatis Luomo era ritenuto possedere per natura un essenza stabile ed eterna Bene e male erano individuabili con certezza una volta per tutte e avevano la pretesa dellassolutezza e delluniversalità Letica procedeva in tal modo:i problemi etici erano sempre gli stessi ed anche le risposte erano considerate stabili

7 Etica delleffetto immediato Limmediatezza riguardava sia il tempo della contemporaneità che quello dello spazio(etica del prossimo) Bene e male sono limitati allazione immediata: unazione era considerata cattiva o buona nella sua portata immediata

8 Etica dellindividualità Anche nellagire collettivo unazione riguarda sempre il campo individuale Limportante era lagire del singolo e le sue decisioni

9 Concezione moderna delluniverso La scienza moderna ha prodotto la degradazione metafisica delluomo e ha sviluppato diverse prospettive di pensiero

10 Prospettiva darwiniana Luomo non è unessenza immutabile ma il prodotto non intenzionale variabile dellevoluzione Prospettiva storicista Luomo diviene in quanto risultato cumulativo della storia dellumanità,delle scelte passate di tanti uomini,delle culture che si sono succedute Luomo è oggi il risultato di un processo storico in divenire Il sistema dei valori,le proposte etiche sono configurazioni personali,storiche,soggettive,condizionate Prospettiva Psicoanalitica La psiche umana è il risultato di pulsioni elementari Le norme e i valori sono sublimazioni, proiezioni,mascheramenti di tali pulsioni

11 Luomo,nel momento del suo massimo sapere e senza limiti-che non siano temporanei dettate dallo status attuale della ricerca scientifico sulla natura… Dispone di una libertà senza norme Apre a sé possibilità che sopravanzano le sue scelte su ciò che sia per lui desiderabile o meno Non è protetto da alcun principio inviolabile nei confronti del suo stesso illimitato potere

12 Il principio di responsabilità per la civiltà tecnologica Le etiche tradizionali in particolare quella dellantropocentrismo,dellimmediatezza e dellindividualità sono inadeguate alla sfida tecnologica che mette in gioco la sopravvivenza delle specie e della natura stessa

13 La natura come responsabilità umana E importante la concezione che abbiamo di noi stessi in quanto fattore causale nel più vasto sistema delle cose Etica della previsione Qui subentra una rottura col passato: rappresentante di questo è considerata la filosofia marxista della storia con la sua etica dellazione corrispondente Lagire ha luogo in vista di un futuro che né gli attori né le vittime néi contemporanei si godranno Etica dellignoranza degli effetti Il sapere diventa un dovere impellente e deve corrispondere alle dimensione causali del nostro agire Il sapere predittivo al di sotto del sapere tecnico assume un significato etico Il riconoscimento dellignoranza diventa laltra faccia del dovere e quindi componente delletica

14 Il principio di prudenza La filosofia morale nella ricerca del bene e del desiderabile ha sempre utilizzato le indicazioni per contrasto relative a timori,a paure,al male ( Euristica della Paura) Il male possibile è la cancellazione della vita e la autodistruzione quindi l euristica della paura diventa una norma pratica caratterizzata da un potenziale apocalittico in cui si attribuisce alla previsione di sventura un peso maggiore che non alla previsione di salvezza

15 Tali pratiche trovano fondamento nel seguente principio etico non si deve mai fare dellesistenza e dellessenza delluomo globalmente inteso una posta in gioco nelle scommesse dellagire Bibliografia Jonas from Ancient Creed to technological man,1974 Squaquara Maria Elisa

16 STORIA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE Anni Ottanta del XX secolo: si inizia a prendere coscienza dellimportanza della tematica ambientale. Si riconosce linfluenza del sistema naturale sul sistemo politico, economico, sociale, e sulla qualità della vita delle persone. In particolare, si evidenziano le interrelazioni tra risorse naturali e sviluppo economico, tra inquinamento e diritti umani (diritto alla salute, diritto delle generazioni future a godere di una buona qualità di vita), tra povertà e protezione dellambiente. Gli studi scientifici fanno sorgere alcune problematiche, quali: -il cambiamento climatico Prende vita un dibattito volto a pensare un nuovo modello di sviluppo economico, cioè un modello di SVILUPPO SOSTENIBILE rispettoso dei limiti della natura. Tuttavia, già alla fine del 1800 erano state gettate le basi alla nascita di uno sviluppo sostenibile –1866 : Haeckel definisce una nuova scienza, lecologia, come lo studio delle relazioni che gli esseri viventi hanno con il proprio ambiente, prendendo in considerazione anche quelle dinamiche che Charles Darwin aveva chiamato lotta per la sopravvivenza. SI COMPRENDE CHE LUOMO E I SISTEMI DA LUI CREATI NON SONO INDIPENDENTI DAGLI ECOSISTEMI NATURALI. –1864 : George Perkins Marsh nella pubblicazione Man and Nature sposta lattenzione sul DETERIORATO RAPPORTO UOMO-AMBIENTE ed esprime la necessità di trovarvi una soluzione. -lassottigliamento della fascia dozono -linquinamento di mari e oceani -la perdita della biodiversità

17 Nel corso del 1900, il dibattito sullo sviluppo sostenibile diventa di interesse internazionale. Nascono nuove associazioni: -1913: British Ecological Society -1915: Ecological Society of America -1948: IUCN (International Union for Conservation of Nature) oggi World Conservation Union, che riunisce enti governativi e organizzazioni non governative -1961: World Wildlife Fund (WWF) oggi World Wide Fund for Nature -Nascita di organizzazioni non governative quali Greenpeace e Friends for the Earth Ciò è possibile grazie al progresso delle conoscenze scientifiche in campo ecologico, in particolare nella conoscenza dei sistemi naturali, delle loro dinamiche e delle loro interrelazioni. Lecologia si sviluppa in senso interdisciplinare. Il 20 Gennaio 1949, il discorso di Truman, Presidente degli Stati Uniti dAmerica, fa capire quanto possa essere importante il ruolo delle singole nazioni nellevoluzione di una scienza della sostenibilità. Attraverso un negoziato equo e democratico, egli chiede ai paesi sviluppati di gestire quelli sottosviluppati dal punto di vista economico, lasciando loro la possibilità di autogovernarsi e mettendo a loro disposizione i vantaggi del progresso scientifico e tecnologico : con Primavera Silenziosa Rachel Carson dà il via al MOVIMENTO MODERNO PER LA TUTELA DELLAMBIENTE. Nel suo libro denuncia infatti lindustrializzazione delle campagne e luso dei pesticidi, i quali costituiscono un danno alla natura e un pericolo per la nostra salute : Aurelio Peccei, economista e dirigente industriale, riunisce a Roma presso lAccademia dei Lincei una trentina di studenti da tutto il mondo, per avviare un libero dibattito sulla crescita economica in rapporto ai sistemi naturali, e sulle prospettive di evoluzione futura dei sistemi sociali, tecnologici ed economici. Nasce così il Club di Roma, che nel 1972 pubblica The Limits of the Growth: si stima che lumanità sia destinata a raggiungere i limiti naturali della sua crescita economica entro la metà del XXI secolo, se lattuale linea di crescita continua inalterata nei 5 settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali).

18 Politiche pubbliche per lo sviluppo sostenibile CONFERENZA DI STOCCOLMA (1972). E il primo evento mondiale dedicato alle problematiche ambientali, nella consapevolezza che esse sono di interesse globale. E composto dai rappresentanti di 100 Paesi e da più di 400 organizzazioni governative e non. –Mette a confronto i Paesi del Nord e del Sud del mondo sui temi delle risorse ambientali –Verte sul principio della responsabilità internazionale –Sottolinea la necessità di un approccio coordinato ai problemi globali e della mediazione tra sviluppo e tutela dellambiente World Conservation Strategy of the Living Natural Resources for a Sustainable Development. E un documento internazionale elaborato da IUCN, WWF e UNEP(il Programma Ambiente delle Nazioni Unite). Esso cerca di essere uno strumento operativo per far sì che le necessità socio- economiche dei singoli paesi vengano armonizzate e integrate con le esigenze fondamentali della conservazione dei sistemi naturali e delle risorse. Tuttavia, traspare la consapevolezza dei difficili rapporti tra fautori dello sviluppo e figure impegnate nella conservazione della natura. A questo proposito, viene messa in evidenza linutilità della sterile contrapposizione sviluppo-conservazione, dato che, nellintento di abbandonare un modello economico di crescita quantitativa, solo un uso intelligente e limitato delle risorse può permetterne una qualitativa.

19 Commissione Brundtland. Viene istituita nel 1983 dallAssemblea generale delle Nazioni Unite. Si rifà negli obiettivi al documento World Conservation Strategy. Tale commissione formula nel suo rapporto finale Our Common Future la definizione di sviluppo sostenibile che rappresenta ancora oggi il punto di riferimento della comunità internazionale. Nella definizione si dice che: Lo Sviluppo Sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. In termini concreti, ciò significa impegnarsi per preservare lambiente e le sue risorse per le generazioni future, lasciando intatte le foreste, conservando il patrimonio della biodiversità, riducendo il tasso di consumo delle risorse energetiche non rinnovabili e incrementando luso di quelle rinnovabili. Appare ormai chiaro che si debba abbandonare il modello economico dominante che mira solo alla quantità della produzione, agendo anche a discapito dellambiente. Conferenza della Nazioni Unite sullAmbiente e sullo Sviluppo a Rio de Janeiro, tenutasi nel Vengono concordate le azioni da intraprendere per rendere sostenibile lo sviluppo economico. Il risultato di tale conferenza è stato un documento che dovrebbe servire da guida ai governi dei vari paesi nelle decisioni in materia di tutela dellambiente: è lAgenda 21 (le cose da fare nel XXI secolo per realizzare la sviluppo sostenibile). Durante la conferenza vengono anche sottoscritte due importanti convenzioni internazionali sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici, e alcune dichiarazioni di principio sulla desertificazione, sulla sostenibilità e sulle foreste.

20 Protocollo di Kyoto (1997). E uno strumento giuridico internazionale volto a limitare il cambiamento del clima sulla terra e le sue principali conseguenze, come ad esempio: –la penuria dacqua –lavanzare del deserto –lo scioglimento dei ghiacciai –linnalzamento del livello dei mari, lallagamento, le inondazioni Si riconosce dunque che i cambiamenti climatici non sono riconducibili esclusivamente ai naturali processi evolutivi della terra, ma soprattutto allinquinamento atmosferico causato dalluomo. Infatti, le attività umane degli ultimi decenni, principalmente legate alla produzione di energia, ai processi industriali e ai trasporti, hanno causato un aumento dellanidride carbonica e degli altri gas che influiscono sulleffetto serra. Gli Stati firmatari, che attualmente sono 157, si impegnano a ridurre antro il 2012 le emissioni di gas serra in media del 5,6% rispetto ai quantitativi emessi nel Questa quota percentuale non è però uguale per tutti Paesi: allUnione Europea, ad esempio, spetta complessivamente una riduzione pari all8%, mentre al Giappone del 6%; alcuni stati possono addirittura aumentare la propria produzione (Australia +8%, Islanda +10%). Perché il Protocollo entrasse effettivamente in vigore era necessario che venisse sottoscritto dai Paesi industrializzati responsabili di almeno il 55% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Questo è accaduto con la firma da parte della Russia, cosa che lo ha reso vigente a tutti gli effetti a partire dal 16 febbraio Grandi assenti, tuttavia, sono ancora oggi gli Stati Uniti, i primi produttori di gas serra nel mondo. Conferenza di Johannesburg (2002) conferma limpegno delle Nazioni Unite per lattuazione dellAgenda 21, insieme al raggiungimento degli obiettivi siglati negli Accordi internazionali.

21 COME RISPONDE LA SOCIETÀ ALLE SFIDE LANCIATE DALLO SVILUPPO SOSTENIBILE? LO STATO LE IMPRESE LINDIVIDUO

22 LO STATO La legge italiana Gli articoli che regolano gli interventi in materia di ambiente sono stati riuniti nel 2006 nel decreto legislativo 152, meglio noto come Testo unico in materia ambientale. Esso si divide in 5 parti, a seconda degli argomenti trattati, esso disciplina: a) nella prima parte, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC); b) nella seconda parte, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche; c) nella terza parte, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati; d) nella quarta parte, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera; e) nella quinta parte, la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente. FINALITÀ Nellarticolo 2 viene dichiarato che il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali. ORGANI ADDETTI Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio si avvale, per la durata di due anni, di un gruppo di dieci esperti nominati, con proprio decreto, fra professori universitari, dirigenti apicali di istituti pubblici di ricerca ed esperti di alta qualificazione nei settori e nelle materie oggetto del Dec. L.vo 152. È questo il Consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA). Come dice il nome stesso, ne fanno parte anche i rappresentanti di spicco degli interessi economici e sociali del paese.

23 Procedure per la valutazione ambientale RAPPORTO AMBIENTALE. Riguarda i progetti di opere ed interventi che, per la loro natura o dimensione, possano avere un impatto importante sull'ambiente. È uno studio tecnico-scientifico contenente l'individuazione, la descrizione e la valutazione degli effetti significativi che l'attuazione di un determinato piano o programma potrebbe avere sull'ambiente. Esso si conclude con un giudizio di compatibilità ambientale, che autorizza o nega la realizzazione del progetto. Nel caso in cui il giudizio di compatibilità ambientale fosse negativo, il rapporto deve fornire anche le ragionevoli alternative che possono essere adottate, in considerazione degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma. E preordinata a garantire che gli effetti sull'ambiente derivanti dall'attuazione di detti piani e programmi. Lo studio di impatto ambientale è importante in quanto garantisce che gli effetti sullambiente derivanti dalla realizzazione di determinati progetti siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione. Perciò viene richiesto al proponente : – una descrizione del progetto con informazioni relative alle sue caratteristiche, alla sua localizzazione ed alle sue dimensioni; – una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e possibilmente compensare gli effetti negativi rilevanti; – i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti sull'ambiente e sul patrimonio culturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio; – una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal committente; – una valutazione del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

24 SUCCESSIVAMENTE … … gli organi addetti a livello comunale o regionale intervengono per attestare la validità dei dati forniti. Ad esempio, nel Veneto questo compito è assolto dallARPAV. A livello nazionale viene istituita, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, la Commissione tecnico-consultiva per le valutazioni ambientali, la quale provvede all'istruttoria e si esprime sui rapporti ambientali. La Commissione e' composta da 78 membri, e opera, di norma, attraverso sottocommissioni. L'attività della Commissione e' articolata in tre settori operativi facenti capo ai tre vicepresidenti e concernenti, rispettivamente, le seguenti procedure: a) valutazione ambientale strategica (VIA) : per i progetti di opere ed interventi sottoposti ad autorizzazione statale e per quelli aventi impatto ambientale interregionale o internazionale b) valutazione di impatto ambientale (VAS) : per i progetti di opere o interventi concernenti i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, oppure zone protette c) prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. Secondo larticolo 14, la Commissione si occupa anche dellattività di monitoraggio. Questa avviene tramite il sistema delle agenzie ambientali, e ha lo scopo di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti, in modo da adottare le opportune misure correttive.

25 Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione Queste norme sono volte ad assicurare la tutela ed il risanamento del suolo e del sottosuolo, e il risanamento idrogeologico del territorio tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto, la messa in sicurezza delle situazioni a rischio e la lotta alla desertificazione. Larticolo 55 del Dec. L.vo 152 riconosce lattività conoscitiva come strumento fondamentale in questo ambito. Essa consiste in particolare in: a) accertamento, sperimentazione e studio degli elementi dell'ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio; b) formazione ed aggiornamento delle carte tematiche del territorio. Contribuisce allo svolgimento dellattività conoscitiva l'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI). INTERVENTI Le attività di pianificazione e di attuazione degli interventi volti alla difesa del suolo e alla lotta alla desertificazione riguardano: la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo nei bacini idrografici anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico e faunistico; la regolazione dei corsi d'acqua; la moderazione delle piene, anche mediante serbatoi di invaso, vasche di laminazione, casse di espansione, scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti; la difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree instabili; la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde, con una efficiente rete idraulica, irrigua ed idrica.

26 GLI STRUMENTI segnalati dal decreto per raggiungere gli obiettivi indicati sono: prevenire e ridurre l'inquinamento dei corpi idrici, con particolare riguardo alle acque destinate a particolari usi; attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati; perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili (=acque dolci); mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonche' la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate; mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità; l'adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi idrici; il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato; impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico; migliorare la manutenzione delle reti idriche al fine di ridurre le perdite; prevedere, nella costruzione o sostituzione di nuovi impianti di trasporto e distribuzione dell'acqua, l'obbligo di utilizzo di sistemi anticorrosivi di protezione delle condotte metalliche; realizzare, in particolare nei nuovi insediamenti abitativi, commerciali e produttivi di rilevanti dimensioni, reti duali di adduzione al fine dell'utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili (es. scarico dei WC); promuovere l'informazione e la diffusione di metodi e tecniche di risparmio idrico in tutti i settori; adottare sistemi di irrigazione ad alta efficienza ; installare contatori per il consumo dell'acqua; realizzare nei nuovi insediamenti sistemi di collegamento differenziati per le acque piovane e per le acque reflue e di prima pioggia; individuare aree di ricarica delle falde ed adottare misure di protezione e gestione atte a garantire un processo di ricarica quantitativamente e qualitativamente idoneo.

27 Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati Secondo larticolo 178 del Dec. L.vo 152, i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente. Le pubbliche amministrazioni perseguono iniziative dirette a favorire la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, in particolare mediante: a) lo sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un uso più razionale e un maggiore risparmio di risorse naturali; b) l'immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti; c) lo sviluppo di tecniche appropriate per l'eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero; d) il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio; e) l'utilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia (energia da biomassa); f) la previsione di clausole di gare d'appalto che valorizzino le capacità e le competenze tecniche in materia di prevenzione della produzione di rifiuti; … SISTEMA DI MARCHIO ECOLOGICO permette la valutazione dell'impatto di uno specifico prodotto sull'ambiente durante il suo intero ciclo di vita

28 LE IMPRESE Limpegno delle imprese per il protocollo di Kyoto Alcune categorie di imprese (settore energetico, dei minerali, dei metalli ferrosi, della carta e del cartone) possono raggiungere annualmente una soglia massima di emissioni di gas serra, superata la quale saranno multate. I valori limite consentiti vengono stabiliti da ciascuno stato aderente al Protocollo di Kyoto, attraverso i Piani Nazionali di Allocazione. Le imprese interessate possono Adottare soluzioni di efficienza e risparmio energetico interne ai propri cicli produttivi Ricorrere ai meccanismi flessibili introdotti dal Protocollo I meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto per le imprese: JOINT IMPLEMENTATION (Adempimento congiunto) Lazienda può ridurre le proprie emissioni realizzando progetti di abbattimento di gas serra in altri Paesi industrializzati o in quelli con economie in transizione. In questo modo, il Paese ospite riceve investimenti esteri e tecnologie ambientalmente compatibili e avanzate, il Paese investitore adempie al suo impegno ad un costo più basso. CLEAN DEVELOPMENT MECHANISM (Meccanismo per uno sviluppo pulito) Lazienda può ridurre le proprie emissioni realizzando progetti di abbattimento dei gas serra in Paesi in via di sviluppo. In questo modo, il Paese ospite riceve assistenza per perseguire lo sviluppo sostenibile, il Paese investitore adempie al suo impegno ad un costo più basso. EMISSION TRADING (Mercato delle emissioni) Lazienda può ridurre le proprie emissioni comprando da altre imprese dei crediti di emissione, posseduti da quelle aziende che avranno generato meno emissioni rispetto agli obblighi imposti dal Piano Nazionale. Questo meccanismo permette allazienda che compra i crediti di rispettare i limiti di emissione senza avere ripercussioni troppo pesanti sul costo dei prodotti e sul mercato.

29 Gli strumenti esistenti in Italia per stimolare le imprese allefficienza e allutilizzo delle fonti rinnovabili In Italia è stato creato il mercato dei certificati verdi e dei certificati bianchi: CERTIFICATI VERDI: sono titolo commerciabili che attestano la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Limportanza di questi titoli sta nel fatto che la legislazione nazionale richiede che ogni produttore o importatore di energia da fonte non rinnovabile immetta annualmente in rete una quota di energia pulita. Se i produttori o gli importatori non producono direttamente lenergia richiesta, acquistano certificati verdi da chi li possiede. Questa normativa è entrata in vigore nel CERTIFICATI BIANCHI: sono titoli commerciabili che attestano un risparmio energetico, con lobiettivo di stimolare le imprese allefficienza. La normativa che li ha introdotti prevede che i grandi distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obblighi di risparmio energetico nella distribuzione agli utenti finali. Per adempiere a tali obblighi, i distributori possono attuare progetti a favore del consumatore che migliorino lefficienza energetica delle tecnologie installate, oppure acquistare certificati bianchi. La normativa è entrata in vigore nel 2004.

30 LINDIVIDUO Nonostante linquinamento, leffetto serra, luso improprio delle risorse naturali siano problemi di scala globale risolvibili effettivamente solo attraverso politiche internazionali, è importante capire che il contributo di ciascun cittadino è significativo. I cittadini non solo sono responsabili delle emissioni e dei consumi legati al proprio ambito domestico, ma, in qualità di consumatori, possono incidere su tutti i comparti produttivi stimolandoli a scegliere soluzioni meno inquinanti. È necessario dunque che il cittadino sia attento e consapevole.

31 PICCOLI GESTI QUOTIDIANI … Consumi Domestici Usare la lavatrice a basse temperature (40/60°C) permette di risparmiare la metà dei consumi energetici rispetto ad un lavaggio a 90°C Usare la lavastoviglie a pieno carico e senza fase di asciugatura ad aria calda permette di risparmiare fino a ¼ dellenergia elettrica utilizzata per questo elettrodomestico Differenziare i rifiuti è la prima tappa per un corretto e maggiore smaltimento degli stessi Non lasciare gli elettrodomestici con spie accese Dinverno tenere la casa ad una temperatura di 20°C Destate ridurre luso del condizionatore in casa e usare correttamente laria condizionata in auto Fare attenzione alle perdite Non lavare i piatti sotto lacqua corrente Non tenere il rubinetto aperto mentre ci si lava le mani o ci si spazzola i denti … Sulla strada Alla guida di uno scooter, mantenere una velocità costante permette di ridurre le emissioni e il consumo di combustibile Alla guida di unauto evitare di riscaldare il motore a veicolo fermo e utilizzare le marce alte (con risparmio di carburante in media del 10% ogni tragitto) Organizzare iniziative di car sharing, per limitare la circolazione delle automobili e le emissioni di gas serra Utilizzare la bicicletta e i trasporti pubblici tutte le volte che ci è possibile: è importante anche perché le aziende sono stimolate a migliorare il servizio

32 QUALI STRUMENTI ADOTTARE … Risparmio energetico Lapplicazione di valvole termostatiche ai termosifoni consente il controllo della temperatura in ogni ambiente Lutilizzo di un termostato programmabile consente di programmare la chiusura e lapertura dellimpianto di riscaldamento Impianti di riscaldamento a pavimento: sono costituiti da serpentine poste al di sotto del piano calpestabile dellabitazione, in cui scorre acqua ad una temperatura di 30-33°C. Permette un minor utilizzo della caldaia e il riscaldamento delle parti della casa realmente utilizzate (pavimento e volume inferiore di ogni stanza). Isolare il cassonetto degli avvolgibili (persiane) permette di limitare gli spifferi in casa ed evitare un inutile spreco di energia Sigillare bene le finestre: rilevamenti termici dimostrano che la maggior parte delle dispersioni di calore in casa avvengono attraverso i vetri Scegliere elettrodomestici a basso consumo. Non è difficile orientarsi, perché lUnione Europea ha previsto un sistema di etichettatura obbligatorio: gli elettrodomestici più efficienti sono contrassegnati da una A e dal colore verde, mentre quelli meno efficienti sono contraddistinti dalla G e dal colore rosso. A fronte di un maggiore costo, una lavatrice di classe A consuma il 30% di energia rispetto a una di classe C Un sistema simile è stato approvato nel 2001 dal Parlamento Europeo nei confronti delle apparecchiature per ufficio (Energy Star) Utilizzare lampadine a basso consumo (lampade fluorescenti compatte): una lampadina da 21 Watt emette la stessa luce di una ad incandescenza da 100 Watt, consumando però 1/5 dellenergia Valutare linstallazione di una caldaia a condensazione, che permette di recuperare il calore latente dei fumi, riducendo il consumo di combustibile e abbattendo le emissioni nocive

33 … Per lautomobile Scegliere pneumatici a basso consumo … Per la riduzione dei consumi dacqua Applicare il frangigetto ai rubinetti: questo miscelatore dacqua permette di ridurre i consumi del 10% Per limitare lo scarico del WC basta far installare un sistema con doppio pulsante di scarico È importante far costruire reti duali di adduzione, anche se il loro costo non è irrilevante Installare i riduttori di flusso dellacqua: riducono il consumo dellacqua e dellenergia necessaria a riscaldarla … Per i Prodotti Scegliere i prodotti con marchio Ecolabel, cioè i prodotti con un ridotto impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita

34 CONCLUSIONI e INIZIATIVE Muoversi in direzione dello sviluppo sostenibile, significa ripensare lattuale modello di sviluppo, indirizzandolo alla qualità e non alla quantità di beni e servizi prodotti. Ecco dunque due proposte coerenti: COSTRUIRE UNA RETE DI TRASPORTI PUBBLICI SU ROTAIA: garantisce velocità, efficienza e riduzione dellinquinamento atmosferico, in quanto permette a molte persone di lasciare lautomobile a casa METTERE A DISPOSIZIONE DELLE BICICLETTE nei pressi della stazione ferroviaria della città. Alcune città italiane hanno già provveduto a fare ciò: le biciclette sono a messe a disposizione di chiunque paghi una quota irrilevante annua o mensile, e sono dotate di lucchetto e di un sistema di controllo che permette il rilevamento della loro posizione in qualunque momento. Questo sistema aiuta le persone che usufruiscono di due linee di trasporto pubblico, offrendo loro la possibilità di utilizzarne solo una e di ridurre notevolmente le spese economiche, e stimola lutilizzo della bicicletta. Bisogna comunque tener conto che in città, spesso, mancano piste ciclabili su cui spostarsi in bicicletta e a piedi; questo, insieme alla sempre maggiore pericolosità delle strade fa sì che anche i cittadini più volenterosi rinuncino ad utilizzare la bicicletta. Dunque è importante che le entità statali forniscano al cittadino i mezzi per vivere bene entro i limiti naturali. La sostenibilità, inoltre, richiede una programmazione nel medio-lungo periodo. Un grosso freno alla sua attuazione è senza dubbio la durata della legislatura. In questo senso, anche latteggiamento degli uomini politici è influente: noi abbiamo bisogno di politici che finanzino progetti lungimiranti, non volti a risolvere solo i problemi dellimmediato. PONTARIN NICOLE


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