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2. Quadro dinsieme Prof. Romano Boni Economia Aziendale.

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Presentazione sul tema: "2. Quadro dinsieme Prof. Romano Boni Economia Aziendale."— Transcript della presentazione:

1 2. Quadro dinsieme Prof. Romano Boni Economia Aziendale

2 Prof. Romano Boni 2.1. Levoluzione della economia mondiale

3 R. Boni Lez Tipi di società economiche la società agricola la società industriale la società post-industriale o dei servizi la società finanziaria

4 R. Boni Lez La società industriale Dove è iniziata? Quando?

5 R. Boni Lez La società industriale la produzione di massa Il taylorismo lorganizzazione fordista del lavoro le grandi fabbriche e limpatto sociale

6 R. Boni Lez Il Taylorismo Frederick Taylor – Filadelfia – 1911 Tecnica di progettazione Smembramento di operazioni complesse in operazioni elementari Definizione del modo migliore per eseguirle Selezione e addestramento del personale

7 R. Boni Lez Il modello fordista Adam Smith - La ricchezza delle nazioni 1776 (produzione spilli) Henry Ford Fabbrica di automobili (Ford T nera) Ufficio tempi e metodi programma e organizza il lavoro Operaio non deve pensare, ma solo lavorare Problemi del modello: - ripetitività lavoro alienante e insicuro per la caduta di attenzione Conseguenze: - apatia, - alienazione, - Conflittualità, - incidenti sul lavoro

8 R. Boni Lez Industrializzazione Industrializzazione Esplosione dei consumi Consumismo Interpretazione neoliberista Produzione di massa innesta un circolo virtuoso (senza limiti) : maggiore produzione, costi unitari minori, prezzi di vendita minori, maggiori vendite, maggiore produzione. Il circolo virtuoso si è rotto per le rivendicazioni salariali degli operai

9 R. Boni Lez Industrializzazione Interpretazione attenta alla teoria del limite Non esistono circoli virtuosi che si protraggano senza fine perché: i mercati arrivano a saturazione (limite fisico) possono entrare in gioco altri concorrenti che fanno abbassare i margini di guadagno fino ad annullarli (limite economico)

10 R. Boni Lez La reindustrializzazione o riconversione industriale I casi di Chivasso (Piemonte) Chiusura Lancia (4500 ad.) - Unione Industriale crea CSI aziende (2120 addetti) Campi (Genova) Chiusura Italsider (1500 ad.) - Società: IRI, Regione e Industriali aziende operative (2000)

11 R. Boni Lez La sfida ecologica Problema ecologico - spaventosa conseguenza del consumismo Le imprese, spinte dalle associazioni ecologiste e dei consumatori, stanno affrontando il problema in unottica che vede il ciclo di vita del prodotto ampliarsi dalla sua produzione fino al suo riciclo È urgente che, a livello internazionale, si trovino soluzioni pratiche, ragionevoli ed ecologicamente sostenibili per contemperare - progresso civile - sviluppo economico - conservazione dellambiente, indispensabile per la vita

12 R. Boni Lez Le scelte sostenibili La sostenibilità: da obiettivo a requisito del buon governo di un Paese la Confederazione Elvetica ha plasmato buona parte delle proprie politiche di crescita sulla sostenibilità la sostenibilità sociale, economica, ambientale è incardinata nella Carta costituzionale federale tutte le decisioni della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni devono tenerne conto (Fonte: Future Business Review Italy Chiara Battistoni)

13 R. Boni Lez Le scelte sostenibili della Svizzera Lapproccio pragmatico della Svizzera alla sostenibilità non è un obiettivo, è un requisito, una condizione necessaria ma non sufficiente per la crescita del Paese le fonti energetiche, le politiche di sfruttamento del territorio, i programmi urbanistici, le politiche di educazione e di informazione vengono scelte in funzione della loro sostenibilità (Fonte: Future Business Review Italy Chiara Battistoni)

14 R. Boni Lez Il progetto Città dellenergia Approccio premiante alla sostenibilità Il Comune che, a partire dagli edifici pubblici, sviluppa nel proprio regolamento programmi indirizzati verso lefficienza energetica sviluppa i requisiti necessari per diventare Città dellenergia la targa European Energy Award Gold viene attribuita ai Comuni virtuosi capaci di implementare il 75% di buone pratiche energetiche Zurigo, Basilea, San Gallo, Losanna sono già Città Gold Cresce il numero delle città certificate, molte anche in Germania (Fonte: Future Business Review Italy Chiara Battistoni)

15 R. Boni Lez La società post-industriale Caratteristiche: ridimensionamento delle fabbriche sviluppo dei servizi tempo libero valorizzazione del patrimonio artistico ed ambientale comunicazioni

16 R. Boni Lez La società finanziaria Il boom degli affari finanziari Leconomia reale e la finanza La rete mondiale delle telecomunicazioni La speculazione Lancoraggio ai cambi stabili

17 R. Boni Lez La società finanziaria Forme di difesa Sistema di cambi stabili Gruppo di Lisbona Conferenza mondiale di pace finanziaria Consiglio mondiale di sicurezza economica Definizione di regole istituzionali Creazione di una tassa per limitare le speculazioni

18 R. Boni Lez Crisi finanziaria ed economica 2007 Scoppia in America una crisi finanziaria ed economica che, nel 2008, si propaga a tutto il mondo I governi si rendono finalmente conto della necessità di Mettere a punto regole condivise e condivisibili Creare Istituzioni in grado di farle rispettare

19 Prof. Romano Boni 2.2. Leconomia italiana

20 R. Boni Lez Le prime imprese I mercanti banchieri fiorentini del secolo XIV - Peruzzi – Acciaiuolo – Bardi Crisi Francesco di Marco Datini: il mercante di Prato Rilancia le compagnie mercantili italiane Banco dei Medici a Firenze - La più grande azienda internazionale del Quattrocento Banca San Giorgio a Genova

21 R. Boni Lez Linizio della industrializzazione lavvio nel 1815 la spinta nel periodo della restaurazione nel triangolo industriale il primo fattore di sviluppo : la rete ferroviaria - Da 2773 Km nel 1861 a Km nel 1911 un secondo fattore : le spese per gli armamenti - 22 % bilancio statale (76 % nella I guerra mondiale) un terzo fattore : le infrastrutture - Acquedotti, reti elettriche, gas, bonifiche, scuole, ospedali

22 R. Boni Lez Levoluzione nei primi 50 anni del regno dItalia 1861 Esportazioni - Seta grezza, olio, canapa grezza – zolfo, marmo Importazioni - Manufatti di cotone, lana, seta – zucchero, caffé Interscambio triplicato Esportazioni - Manufatti di cotone, lana, automobili, sommergibili, macchinari Importazioni - Carbone, cotone, grano – zucchero, caffé

23 R. Boni Lez La nascita dello Stato imprenditore la crisi americana del 1929 (il martedì nero di Wall Street) la crisi finanziaria del 1931 (ritiro capitali esteri) la creazione dellIRI nel 1933 LIRI diventa permanente nel 1937

24 R. Boni Lez La rinascita dellindustria nel dopoguerra salva buona parte dellindustria anteguerra distrutte le infrastrutture Patto di Yalta (1944) alla base della scelta occidentale Piano Marshall di forniture gratuite per 4 anni (European Recovery Program) Creazione della CECA potenziamento IRI nascono ENI e EFIM sviluppo della produzione

25 R. Boni Lez La ripresa dellindustria privata Fiat Pirelli Montecatini Edison si riorganizzano Importano materie prime (grazie alla CECA) adottano tecnologie di produzione di massa sviluppano la produzione esportano in tutta Europa

26 R. Boni Lez La riorganizzazione delleconomia Le 3 opzioni di base La scelta della democrazia Lo stato imprenditore Lapertura ai mercati europei

27 R. Boni Lez Il miracolo italiano grande balzo degli anni 50 e 60 tasso annuo PIL: 6% ( ,3%) Auto Macchine da scrivere Macchine calcolatrici

28 R. Boni Lez Il miracolo italiano nascita del MEC riduzione o abolizione delle tariffe doganali mercato di oltre 250 milioni consumatori nascita di una nuova imprenditoria - piccola e media - origini: mezzadria, artigianato

29 R. Boni Lez La fine del boom Fine anni 60 crisi nei rapporti industriali crisi petrolifera nel crollo del PIL del 3,6 % fine dello sviluppo senza limiti squilibri sociali, sperequazioni non risolte, stragi (Milano, Brescia, Italicus) - Scioperi selvaggi - Brigate Rosse - Anni di piombo

30 R. Boni Lez Le cattedrali nel deserto Fine anni 60 - inizi anni 70 Errori strategici: priorità - infrastrutture - prodotti Riduzione della domanda Liquichimica - Fondi pubblici investiti in impianti colossali mai entrati in funzione Italsider - Progettazione del 5° polo dellacciaio a Gioia Tauro (Calabria) con espropriazione di terreni agricoli, distruzione di agrumeti e colture - Il 5° polo non fu mai costruito

31 R. Boni Lez Impatto devastante su ambiente e salute Marina di Melilli - Il paese, col suo mare, era un posto baciato da Dio. Oggi è un luogo abbandonato, coperto da un cumulo di scorie industriali (polveri di magnesio) - LEuropeo n°4 - Roselina Salemi Raffineria di Gela - Unindagine scopre che su 13 mila nati a Gela tra il 1992 e il 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, allapparato digerente e ai genitali esterni, che risultano del 250 % superiori alla media nazionale. - Fabrizio Bianchi, ricercatore del CNR e coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite ha «analizzato» con altri esperti i danni provocati dai fumi mortali della raffineria alla 5^città siciliana per abitanti ( ). La Repubblica - giovedì 14 luglio 2005

32 R. Boni Lez Una tragedia umana e ambientale Il disastro della diga del Vajont - 9 ottobre Un fianco del monte Toc franò nel bacino formato dalla diga - Lacqua in esso contenuta (circa 30 milioni di litri) tracimò violentemente. In parte, risalì sul versante opposto distruggendo gli abitati di Erto e Casso e in parte superò la diga, rimasta intatta - Limmane ondata distrusse Longarone e gli abitati limitrofi, seminando desolazione e morte - Le vittime furono la Corte d'Appello dell'Aquila rigettò la richiesta di rivalsa di Longarone contro la Montedison in cui era confluita la SADE il Tribunale Civile e Penale di Belluno ha condannato la Montedison a risarcire di lire al comune di Longarone per i danni subiti

33 R. Boni Lez Quali le responsabilità economiche e politiche? Il disastro della diga del Vajont - 9 ottobre La giornalista Tina Merlin denunciò il prevedibile esito funesto del riempimento dellinvaso (LUnità - 21 febbraio 1961) - La SADE (Società Adriatica Di Elettricità) la denunciò per turbativa della pubblica opinione - Tina Merlin fu assolta con formula piena Nel successivo processo celebrato a Milano - Non fu presa alcuna azione per scongiurare il disastro annunciato - Il Prof. Milli, geologo di fama internazionale, cui i valligiani avevano chiesto una perizia, denunciò il rischio di frana del monte Toc - Anche questa perizia restò lettera morta di fronte ai prevalenti interessi politici ed economici coinvolti - I successivi accertamenti giudiziari incontrarono numerosi ostacoli creati per coprire le responsabilità politiche[1] [1][1] Il Vajont è stato lepisodio più tragico ed emblematico dei guasti causati dallintreccio di interessi economici e politici, purtroppo ancora attuali

34 R. Boni Lez Una nuova tragedia umana e ambientale Terremoto de LAquila - 6 aprile Ore 3:32 - sisma di valore 5,9 della Scala di Magnitudo locale (la cosiddetta Scala Richter) - IX grado della Scala Mercalli - Bilancio: 309 morti feriti sfollati - Nellanno seguente lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato circa terremoti nell'area della città - La procura dell'Aquila ha aperto un'inchiesta contro ignoti per omicidio e disastro colposo - Tra le diverse possibili cause o concause dei crolli si ipotizza: impiego di materiali non conformi alle indicazioni di progetto cemento armato contenente sabbia marina barre di ferro posizionate a distanze non a norma di legge

35 R. Boni Lez Analogie aggravanti Terremoto de LAquila - 6 aprile Il 14 aprile 2009 il giornalista e scrittore Roberto Saviano scriveva: Invasione della camorra in Abruzzo, dimostrata da: Agguato al boss Vitale (2006) deciso a Villa Rosa di Martinsicuro Narcotrafficante, ricercato dallFBI, con base in Abruzzo Cassiere di un clan camorrista, con rifugio nel Parco Nazionale Abruzzo snodo per traffico rifiuti, dietro cui cè la camorra - Nelle settimane successive anche le maggiori istituzioni italiane parlarono del pericolo di infiltrazione criminale, assicurando che i rischi sarebbero stati scongiurati dai controlli - I pubblici ufficiali, responsabili dei mancati controlli prima del sisma, sono rimasti ai loro posti e li cureranno in futuro!

36 Prof. Romano Boni 2.3. Leconomia italiana: caratteristiche delle aziende

37 R. Boni Lez La struttura economica dellItalia anni di riferimento agricoltura 7,2% 4,5% 2,9% industria 41,4% 35,2% 31,6% servizi 51,3% 60,3% 65,5%

38 R. Boni Lez Quadro dinsieme Dimensioni delle aziende italiane Gruppi globalimeno di 10 Aziende grandi (più di 500 addetti)poche (meno di 100) Aziende medie (da 100 a 500 addetti)molte (circa 7.000) Aziende piccole ed artigianetre milioni circa (da 1 a 99 addetti) Imprenditorialità diffusa Dimensioni critiche

39 R. Boni Lez Aziende artigiane Aziende artigiane in Italia, Francia e Germania Az. artigiane N. aziendeAddettiDimensione m. Italia ,3 addetti Francia ,5 addetti Germania ,2 addetti

40 R. Boni Lez Dimensioni per fatturato N° GruppoFatturato 1998 (in miliardi di euro) 1 IFI 48,8 include FIAT 2 ENI28,33 3 TELECOM23,94 4 ENEL20,15 5 IRI 15,9 era al 1° posto nel COMPART3,2include Montedison e Ferruzzi 7 POSTE ITALIANE5,9nuovo inserimento 8 PIRELLI5,89 9 FININVEST5,2 10 PARMALAT5,1era al 15° posto nel 1997

41 R. Boni Lez Dimensioni per fatturato N° GruppoFatturato 1998 (in miliardi di euro) 11 IBM SEMEA4,5 12 RIVA4,4 13 Edizione Holding4,1inclusa Benetton 14 SGS THOMSON3,2 15 ITALMOBILIARE2,8 inclusa Italcementi 16 Electrolux Zanussi2,5include Zanussi Fatturato complessivo 193,7 miliardi di euro

42 R. Boni Lez Ricerca Mediobanca 2002 Fatturato 2001 di 274 aziende multinazionali Multinazionali Fatturato 2001 (miliardi di euro) Italiane (15)170 Tedesche (18)737 Francesi (24)478

43 R. Boni Lez I Gruppi globali FIAT ( IFI) Pirelli Olivetti Montedison ( Compart) Emergenti Aziende pubbliche

44 R. Boni Lez IFI e IFIL IFI - Istituto Finanziario Industriale S.p.A. diventa la holding finanziaria di controllo del Gruppo Agnelli a IFIL vengono conferite le partecipazioni Fiat, Sanpaolo IMI, Juventus e Soiem Presidente del Consiglio di Amministrazione: John Elkann Bilancio al Utile netto: 217,6 milioni Bilancio al Utile netto: 38,5 milioni

45 R. Boni Lez FIAT Settori economici FIAT Auto S.p.A. Iveco S.p.A. New Holland Automazione industriale

46 R. Boni Lez Gruppo FIAT - FIAT S.p.A. Automobili - Fiat Group Automobiles - 100% - Maserati % - Ferrari - 85 % Veicoli industriali - Iveco - 100% Macchine per lagricoltura e le costruzioni - CNH - Case New Holland - 90 % Componenti e sistemi di produzione - FIAT Powertrain Technologies - 100% - Magneti Marelli - 100% - Teksid - 84,8% - Comau - 100% Altre attività - ITEDI - 100% Principali partecipazioni di portafoglio - R.C.S. Mediagroup - 9,9 %

47 R. Boni Lez Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari Bilancio (miliardi di ) Ricavi consolidati51,8046,5446,7047,27 55,65 Risultato operativo 2,06 2,21 0,02(0,51)(0,76) Utile netto 1,15 1,42 (1,58)(1,90)(3,95) Bilancio (miliardi di ) Ricavi consolidati58,0157,5548,1245,77 Risultato operativo 0,32 0,85 0,79 0,75 Utile netto(0,44) 0,66 0,35 0,62

48 R. Boni Lez Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari Bilancio (miliardi di ) Risultato gestione ordinaria 3,27 3,23 Utile netto 1,76 2,05 Risultato gestione ordinaria - Fiat Group Automobiles 0,68 0,80

49 R. Boni Lez Nasce Exor S.p.A. 20 febbraio Atto di fusione per incorporazione di IFIL in IFI che assume contestualmente il nome di Exor S.p.A. A seguito delle delibere delle assemblee straordinarie di IFI e IFIL tenutesi il 1° dicembre 2008 Obiettivo: semplificare la catena di controllo del Gruppo FIAT facendo rimanere soltanto Exor come holding del gruppo sotto il controllo diretto della Giovanni Agnelli e C., la finanziaria della famiglia Agnelli

50 R. Boni Lez FIAT - Chrysler - Una nuova strategia Trattative con Chrysler 2009 gennaio - Firmato laccordo tra Fiat e Chrysler - Fiat acquista il 35 per cento di Chrysler - i due gruppi sfrutteranno sinergie e reti di distribuzione per avere un ruolo significativo nel settore globale dellauto NB - Chrysler ha avuto un prestito di 4 miliardi di $ dal Governo Americano

51 R. Boni Lez Gruppo FIAT - Principali dati economico finanziari Bilancio (miliardi di ) Risultato gestione ordinaria 1,98 1,37 Utile netto 0,89 0,49 Risultato gestione ordinaria - Fiat Group Automobiles - 0,03 - Cnh 0, 83 - Iveco 0, 35

52 R. Boni Lez Gruppo FIAT - Riorganizzazione e prospettive Scorporo di camion e trattori in Fiat Industrial Riassetto di delle attività automobilistiche concentrate in Fiat Group Automobiles Exor, Società degli Agnelli, ha il controllo di Fiat spa con il 30,5% delle azioni 2011 febbraio - Sergio Marchionne - Fiat e Chrysler potrebbero diventare fra due o tre anni un'azienda sola - la nuova azienda potrebbe avere sede negli Usa

53 R. Boni Lez Pirelli Holding finanziaria in Svizzera Holding industriale a Milano 2000 vende alla Corning la sua società americana, Optical Technologies specializzata in componentistica ottica (fibre ottiche) Settori di attività - Pneumatici - Cavi - Sistemi energia - Sistemi Telecom

54 R. Boni Lez Pirelli Ha ridotto fortemente il suo impegno di ricerca nelle TLC 2003 (milioni di ) - Vendite Utile netto (milioni di ) - Vendite Utile netto (milioni di ) - Vendite Utile netto (412)

55 R. Boni Lez Pirelli - Polo di Settimo Torinese 19 marzo 2011 Il Presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera, riceve il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in visita al Polo È la più moderna fabbrica di pneumatici del mondo Ha oltre settanta brevetti, tecnologie avanzate Impiega addetti ed entrerà a regime nel 2011 Produrrà > 3,5 milioni di pneumatici all'anno

56 R. Boni Lez Olivetti Computer Elea Grande speranza nel mondo dei computer abbandonato per mancanza di mezzi Macchine da scrivere – PC 1997 ha rischiato il fallimento 1999 cambiamenti vertiginosi Acquisizione di Telecom Vendita di Omnitel e Infostrada a Mannesmann Uscita di Tim da Telecom e suo riposizionamento in Tecnost

57 R. Boni Lez Olivetti 2003 fusione Olivetti - Telecom Italia Gruppo Telecom Creazione di Olivetti Tecnost S.p.A. - Office Products (stampa digitale) - Systems (banche, poste, giochi) dipendenti - Fatturato: 655 milioni

58 R. Boni Lez Olivetti 2011 Febbraio Olivetti lancia OLIPAD il primo Tablet italiano OliPad è caratterizzato da un display touchscreen da 10 pollici ed è dotato di connettività 3G, WiFi e Bluetooth Consente laccesso ad applicazioni personalizzabili per il mercato Business

59 R. Boni Lez Montedison Nasce come Montecatini Centro Donegani guidato da Natta 1965 fusione con Edison Montedison 1997 vende alla Shell la quota Montell (grandi impianti di polipropilene) LItalia esce dalla chimica Diventa globale con Ferruzzi 2000 è incorporata nella Compart Montedison S.p.A.

60 R. Boni Lez Montedison La Compart opera nei settori Agroalimentare Energia Chimica, in forma residuale (Ausimont e Antibioticos) 2002 Edison, Fiat energia e Sondel incorporate per fusione in Montedison ridenominata Edison S.p.A. Il nome Montedison scompare

61 R. Boni Lez Principali settori da cui lItalia è uscita Olivetti lancia il Computer Elea, progettato e realizzato dallIng. Mario Tchou, poco dopo la Siemens e prima dellIBM Grande speranza nel mondo dei computer, ma il settore viene venduto alla General Electric, LItalia esce dal settore computer Montedison vende alla Shell la quota che ha in Montell (grandi impianti di polipropilene). LItalia esce dalla chimica Scompare anche Montedison ridenominata Edison S.p.A. (2002) Pirelli vende la sua società specializzata in fibre ottiche. LItalia esce dal settore delle fibre ottiche.. La Pirelli riduce ancheil suo impegno di ricerca nelle TLC

62 R. Boni Lez Gruppi globali emergenti Benetton - Franchising abbigliamento - Holding: Edizioni Holding - Autogrill 430 in Italia, 77 in Francia, 62 Benelux, Spagna, Austria Acquista Host Marriot Services proprietaria dei marchi USA: Pizza Hut - Sbarro - Kentucky - Autostrade Privatizzate dallo Stato nel Società Newco28 tramite OPA si fonde per incorporazione in Autostrade S.p.A. poi quotata in borsa (debito con le Banche trasferito a questa Società)

63 R. Boni Lez Gruppi globali emergenti Ferrero - Cioccolato (Nutella) - Sede da Torino a Bruxelles Barilla – Alimentare Luigi Barilla vende il marchio Mulino Bianco (il mulino di Chiusdino) a una società americana Ricompra il marchio primo stabilimento americano acquisisce Wasa (Crispbread)

64 R. Boni Lez Aziende leader di settore Luxottica - Occhiali acquisizione Rayban (USA) Marzotto, Zegna – Tessile Merloni – Elettrodomestici Riva - Lucchini - Siderurgia Marazzi - Ceramica

65 R. Boni Lez Le Aziende Pubbliche: IRI Privatizzazioni IRI negli anni Italgel - Cirio Bertolli De Rica - Credito Italiano Comit - Acciai Terni - Sme 1 tranche Italtel - Ilva - Sme 2 tranche Dalmine - Italimpianti - Nuova Tirrena - Sme 3 tranche Aeroporti di Roma - Telecom - Seat - Banca di Roma Autostrade - Azienda Agricola Maccarese Incasso totale per lo Stato miliardi di Lire 2000 IRI messo in liquidazione Società non vendute Ministero del Tesoro (dal 2003 Ministero dellEconomia) in attesa di cessione

66 R. Boni Lez Le Aziende Pubbliche: IRI IRI - Finmeccanica - Finsider - Fincantieri - Finmare - STET - SME - Alitalia Bad Company - Autostrade - Banche Esito (2008) - venduta (40 % Stato) - venduta - in vendita - venduta - venduta (fusa in Telecom) - venduta - Venduta (alla CAI) - Bad Company (100 % Stato) - venduta - vendute

67 R. Boni Lez Chi vende, chi compra. Un acquirente svizzero Il gruppo svizzero Nestlé, fondato nel 1866, ha acquistato 1988 Gruppo Buitoni, di cui fa parte la Perugina 1993 Italgel - Gelati Motta - Antica Gelateria del Corso - La Valle degli Orti Gruppo Dolciario Italiano - Motta - Alemagna 1997 Sanpellegrino

68 R. Boni Lez Le Aziende Pubbliche: E N I Enrico Mattei è nominato liquidatore dellAgip Creazione ENI Ente nazionale - Presidente E. Mattei Forti contrasti con le sette sorelle: - Standard Oil of New Jersey - Royal Dutch Shell - British Petroleum - Standard Oil of New York - Texaco - Standard Oil of California - Gulf Oil Scontro politico in Iran (1953 – Mossadeq - Shah Reza Palavi - CIA) Rapporti con lUnione Sovietica (nonostante la guerra fredda in atto) Sostegno per emancipazione paesi asiatici e africani Laereo con cui Mattei torna a Milano da Catania esplode in volo

69 R. Boni Lez Le Aziende Pubbliche: E N I Settore - Ricerca ed estrazione - Raffinazione e distribuzione - Trasporto gas - Distribuzione gas - Piattaforme petrolifere - Chimica Azienda - AGIP - AGIP PETROLI e IP - SNAM - ITALGAS - SAIPEM - ENICHEM ENI convertita in Società per azioni e QUOTATA IN BORSA a Milano e New York

70 R. Boni Lez Le Aziende Pubbliche: EFIM - EGAM EFIM: venduta o liquidata - Vetro - Lavorazione alluminio - Metallurgia - Fucine EGAM: liquidata dopo vari scandali - Miniere - Metallurgia - Terme Azienda - SIV - ALU... - BREDA - TERNI

71 R. Boni Lez ENEL Ente Istituito dal Governo Fanfani con legge del su proposta dell'onorevole Aldo Moro. La nazionalizzazione dellenergia elettrica era basata sulla considerazione che lenergia elettrica è un bene pubblico e che è bene che sia un ente pubblico produrla ed a distribuirla. Sino ad allora l'elettricità era gestita da aziende di dimensione medio, piccola, controllate da poche aziende capofila: la Sade (Veneto e parte dell'Emilia) Disastro del Vajont la Edison (Lombardia, Emiliane Liguria) la SIP (Piemonte), la Centrale (Toscana, Lazio e Sardegna) la SME (regioni del Sud e Sicilia)

72 R. Boni Lez ENEL - Inizia la privatizzazione 2000: si decide che non è più utile il monopolio pubblico creato nel 1962 parziale privatizzazione - nel 2002: la capacità produttiva passa dal 73% a meno del 50% - create 3 società Eurogen (7000 megawatt, fatturato circa 2000 miliardi di lire) Elettrogen (5400 megawatt, fatturato di quasi 2000 miliardi di lire) Interpower (2600 megawatt, fatturato di 960 miliardi di lire)

73 R. Boni Lez ENEL - Altri attori nel settore altri attori nel settore elettrico società private Edison (3600 megawatt e altri 1600 megawatt in corso) Sondel ( piccoli impianti da 500 megawatt ciascuno) - società municipalizzate ACEA (Roma) - AEM (Milano e Torino) - ASM (Brescia),... impianti idroelettrici e termoelettrici e reti di distribuzione nelle città

74 R. Boni Lez Problemi di coordinamento Black out elettrico in Italia per un problema in Svizzera Mancato coordinamento tra centrali elettriche italiane non coordinate centralmente grave black out La prima notte bianca romana, per questo motivo, è stata nera ( ) Nel 2004 ulteriore privatizzazione

75 R. Boni Lez Le aziende familiari numerosissime punti di forza - flessibili - fantasiose punti di debolezza - dominate dal fondatore - ricambio generazionale - management

76 R. Boni Lez Fragilità delle PMI Si evidenzia quando la dimensione dimpresa va oltre le risorse della singola famiglia con il passare del tempo proliferano le famiglie di riferimento hanno bisogno di coinvolgere risorse umane esterne ad alto potenziale. Scogli principali da affrontare il capitale di rischio il coinvolgimento di competenze manageriali

77 R. Boni Lez PMI - Come attrarre capitali di rischio Andare in Borsa In Italia è abbastanza difficile - in USA cè il Nasdaq ( crescita Microsoft) 1999 avviato Secondo Mercato collegato allEasdaq europeo Fare entrare nuovi soci Occorre trovare un equilibrio tra famiglia dominante e nuovi soci Conflitto tra soci Crisi dellazienda

78 R. Boni Lez PMI - Come attrarre e trattenere bravi manager Requisito per lo sviluppo dellazienda Competenze manageriali > diritti di proprietà Autolimitazione del potere dellazionista di maggioranza Selezione del management Obiettivo: massimizzare valore dellazienda non solo dellazionista di maggioranza

79 R. Boni Lez Permasteelisa – Un esempio di successo in 5 tappe Sede: San Vendemiano (Veneto) - Fatturato: 334 miliardi di Lire (1996) Settore: facciate in vetro, metallo o pietra dei grattacieli 1. lazienda veneta Isa acquista (1974) laustraliana Permasteel unificando le due società nella Permasteelisa 2. mette a punto con Impregilo e ABB la blue technology (recupero e risparmio di energia) riduce del 30% costo gestione edifici 3. diventa globale: Europa – Usa – Far East soprattutto 4. viene creata la Permasteelisa Pacific con partecipazione del 20% della Singapore Technology (società controllata dal governo di Singapore) 5. consiglio di amministrazione scelto fra amministratori delle società che nellultimo triennio hanno avuto i risultati migliori - i manager ricevono anche azioni e diventano azionisti coinvolti nellazienda

80 R. Boni Lez Permasteelisa – Una società solida Supera abbastanza bene la crisi delle Tigri Asiatiche del 1997 Negli anni ha acquisito commesse e realizzato facciate in vetro, metallo o pietra dei più importanti grattacieli ed edifici pubblici e privati in tutto il mondo Novembre Terre Alte Spa, socio di riferimento di Permasteelisa Spa, lancia unofferta pubblica d'acquisto delle azioni della società Marzo Terre Alte Spa acquisisce 98,36% di Permasteelisa Spa

81 R. Boni Lez I distretti industriali Caratteristiche Competitività Innovazione Miglioramento continuo del prodotto Condivisione degli oneri per investimenti obbligatori - es. trattamento fanghi di depurazione (Toscana) distretti - 1,7 milioni di addetti

82 R. Boni Lez I distretti industriali Peculiarità italiana (Fonte: Sole 24 ore ) distrettosettore n di imprese n. di addettifatturato % export PRATOtessile % BIELLAtessile % S. CROCE PISAconcia % COMOtessile % PESAROmobile % CARPImaglieria % FERMOcalzature %

83 R. Boni Lez Il superamento dei distretti Il sistema si è verticalizzato (Situazione 2004) - Pesaro(Mobile) ->Scavolini - Emilia(Ceramica) ->Marazzi – Stefani - Seveso(Chimica fine) ->Bracco Le imprese che emergono hanno - approccio dinamico - management capace di muoversi a livello internazionale in un sistema di cambi stabili (Fonte: Mediobanca - Unioncamere – 2004)

84 R. Boni Lez I problemi dei distretti Poca ricerca Rigidità dei costi Scarsa innovazione Inadeguata crescita culturale Inadeguate dotazioni informatiche e telematiche Carenze strutturali del sistema Italia Servizi carenti Burocrazia eccessiva Difficoltà di accesso ai finanziamenti Assenza di leggi che favoriscano fusioni e aggregazioni Assenza di centri di ricerca con cui avviare progetti finalizzati

85 R. Boni Lez Le aziende lepri Le aziende lepri( Studio Mediobanca – 2005 ) - Fatturato tra 50 e 290 milioni di euro - Tasso di crescita del fatturato: 20 % allanno - Produzioni tradizionali a livelli di eccellenza tali da imporli sui mercati internazionali Biscazza (Vicenza) – mosaici in vetro Margaritelli (Roma) – Listone Giordano Rebechetto Candiani – Denim, tessuto per jeans

86 R. Boni Lez TPI (Trade Performance Index) Classifica UNCTAD* e WTO° di 189 paesi in base a TPI Paese N. di Settori in cui è primo secondo terzo Germania720 Italia341 Olanda210 Svezia103 Australia100 Cina030 * United Nations Conference on Trade And Development ° World Trade Organization

87 R. Boni Lez TPI (Trade Performance Index) In base al TPI nel 2008 lItalia è Prima: - Tessile - Abbigliamento - Cuoio, pelletteria, calzature Seconda: - Meccanica non elettronica - Meccanica elettrica - Occhialeria, oreficeria - Manufatti in metallo, marmi, ecc. Terza: - Alimentari trasformati (vini, ecc.)

88 R. Boni Lez World Economic Forum Classifica del World Economic Forum di Davos (Svizzera) lItalia è al 47° posto come paese nel suo complesso con le sue strutture - Politiche - Sociali - Istituzionali

89 R. Boni Lez La Rete Innovation Relay Centre Rete IRC creata nel 1995 dalla Commissione Europea Promuove innovazione - nelle PMI - nei laboratori delle Università - nei centri di ricerca degli stati europei Obiettivo: favorire collaborazioni internazionali per - sviluppo di tecnologie innovative - sfruttamento dei risultati della ricerca

90 R. Boni Lez Gli Innovation Relay Centre in Italia Rete IRC in Italia Potenziale motore dellinnovazione dei processi e dei prodotti delle piccole e medie industrie Promuove il raccordo tra ricerca e industria 7 nodi centrali che collaborano con - Sistemi camerali – Regioni - Consorzi e Parchi di ricerca - Sistema di ricerca pubblica CIRCE (Lazio, Abruzzo e Sardegna) - ALPS (Piemonte, Valle dAosta, Liguria) - IRENE (Triveneto, Emilia Romagna, Marche) - RECITAL - (Toscana. Umbria) - IRIDE (Puglia, Campania, Basilicata, Molise) - LOMBARDIA - MEDIA (Sicilia, Calabria)

91 R. Boni Lez APRE Dal 2008 la rete IRC è stata ristrutturata ed ha preso il nome di APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea Stesso obiettivo Rilanciare la cooperazione tra aziende europee e ricerca universitaria per realizzare progetti innovativi

92 R. Boni Lez le maggiori trasformazioni nelle aziende italiane Prof. Romano Boni

93 R. Boni Lez Dal pubblico al privato Esisteva limpresa pubblica, ma non l imprenditore pubblico Motivi del passaggio - Risultati economici non positivi o fallimentari delle attività imprenditoriali e bancarie, e della gestione dei beni immobiliari - Scorporo, delimitazione aree e responsabilizzazione delle diverse attività per eliminare sussidi occulti ed immotivati - Ripianare finanze dissestate mediante vendita dei gioielli di famiglia Stessi motivi delle imprese private in crisi - vendita di rami dimpresa non strettamente necessari al core business 1994 Debito pubblico = 125 % PIL

94 R. Boni Lez Cosa resta oggi allo Stato Italiano In carico al Ministero dellEconomia ENEL – parte relativa alla trasmissione di energia elettrica RAI – la privatizzazione di una delle tre reti è rimandata sine die Monopoli per produzione e lavorazione di tabacco Ferrovie Bad Company (Debiti Alitalia) Finmeccanica (40 %)

95 R. Boni Lez Dal familiare al manageriale I tre temi critici delle imprese familiari limitato capitale di rischio rispetto dei soci di minoranza accettazione/valorizzazione di un management esterno Necessità di un salto culturale - Azienda - organismo sociale cui partecipano più stockholder (portatori di diverse tipologie di interessi)

96 R. Boni Lez Dal nazionale allinternazionale pochi presenti allestero con successo ritardo del nostro sistema economico a convivere in un sistema veramente concorrenziale

97 R. Boni Lez Competizione globale Criteri strategici per affrontarla - Forza di attrazione dei capitali - Capacità di operare nel mondo intero - Risorse Umane

98 R. Boni Lez Evoluzione del capitalismo italiano Classifica delle circa 3600 maggiori società italiane ENI IFI-AGNELLI (FIAT) ENEL TELECOM ITALIA Seguite a distanza dalle altre Crescita con successo delle aziende lepri (Mediobanca )

99 R. Boni Lez Le medie imprese italiane e lIT Secondo le medie imprese gli investimenti nell IT danno un vantaggio competitivo quando sono mirati a - preparare lazienda alla crescita - rendere più efficiente lattività operativa - facilitare la flessibilità dei modelli di business - supportare lespansione allestero L IT è considerato - un fattore abilitante per la crescita - uno strumento fondamentale per conciliarla con la flessibilità (Ricerca svolta dall intelligence unit dellEconomist – 2006) (opinioni del 60 % del campione di medie imprese italiane esaminate)

100 R. Boni Lez Ostacoli agli investimenti IT Secondo le medie imprese gli investimenti nell IT sono ostacolati da: Costo di sistemi e applicazioni (58 %) Resistenza del personale al cambiamento (34 %) Concorrenza di altri tipi di investimento a fronte di budget limitati (Ricerca svolta dall intelligence unit dellEconomist – 2006) (Opinioni % del campione di medie imprese italiane esaminate)

101 R. Boni Lez le aziende italiane: minacce ed opportunità Prof. Romano Boni

102 R. Boni Lez Trattato di Maastricht Sottoscritto in Olanda il 7 febbraio 1992 dai dodici stati membri della Comunità economica europea Ha istituito lUnione Europea che poggia su tre pilastri: - Lunione economica e monetaria (entro il 1999, in tre fasi) mediante la creazione di una moneta unica e di una Banca Centrale Europea - La politica estera e di difesa comune - La politica di cooperazione in materia di giustizia e di affari interni Entrato in vigore il 1 novembre 1993 Punto di arrivo del rilancio comunitario iniziato quasi un decennio prima

103 R. Boni Lez Il trattato di Maastricht Ha fondato lUnione Economica e Monetaria (UEM) Ha deciso la realizzazione della moneta unica europea EURO - Con la partecipazione di 11 paesi membri della Unione Europea (non vi hanno aderito Gran Bretagna, Grecia, Danimarca e Svezia) - EURO - denominazione e tabella di marcia per introdurlo furono stabilite dal Consiglio europeo di Madrid dicembre ° gennaio operazioni in titoli pubblici e transazioni finanziarie effettuate in EURO (scritturale) 1° gennaio effettiva circolazione di banconote e monete in EURO in sostituzione delle valute nazionali

104 R. Boni Lez Trattato di Amsterdam 29 marzo Conferenza intergovernativa di Torino - Inizia la fase della revisione del trattato di Maastricht giugno Vertice di Amsterdam - conclude la fase della revisione del trattato 2 ottobre 1997 – Trattato di Amsterdam. - Sottoscritto dai paesi membri dell'Unione europea. - Revisione ufficiale del Trattato di Maastricht - Entra in vigore nel 1999

105 R. Boni Lez Precedenti storici Trattato di Bretton Woods ( ) - possibilità di cambiare le monete in oro ad un cambio fissato SME sistema monetario europeo (1979) - sistema di cambi fissi valido nei paesi della CEE numerosi riallineamenti, cioè svalutazioni di alcune monete, specie lira e peseta settembre 1992, la lira esce dallo SME per rientrarvi solo il 25 novembre 1996

106 R. Boni Lez Il trattato di Maastricht I tre requisiti più importanti per aderirvi sono - deficit pubblico rapportato al PIL non superiore al 3% in via stabile - inflazione non superiore al 2% - debito pubblico non superiore al 60 % del PIL LItalia è entrata nellarea euro (dal 1° gennaio 1999) perché ha soddisfatto i primi due requisiti, ha fornito un piano credibile di rientro del debito pubblico

107 R. Boni Lez I problemi risolti e quelli aperti (1999) rientro dallinflazione, basso prezzo delle materie prime, petrolio incluso, dollaro in discesa tassi dinteresse scesi di 3,5 punti nel 1997 e di altri 3 punti nel 1998 surplus primario pubblico (differenza tra export ed import prima degli interessi sul debito pubblico) salito a miliardi minori tassi interessi fanno pesare meno costo interessi sul deficit debito estero azzerato, a differenza delle tigri asiatiche risparmio privato sempre molto alto, secondo solo al Giappone i mercati finanziari e del lavoro sono molto diversi e dovranno omogeneizzarsi perché cè la libera circolazione dei capitali e delle persone i sistemi previdenziali e pensionistici sono differenti: Francia, Italia, Spagna e Germania sono in fase di trasformazione da sistemi a ripartizione a sistemi ad accumulazione le normative fiscali sono differenti riforma fiscale e dei mercati finanziari da elaborare e definire a livello europeo risoltiaperti

108 R. Boni Lez Come è cresciuto il debito pubblico in Italia? AnnoDebito/PIL % Primo governo Craxi (1983 – 1986) - Gli anni delle spese ,3 % ,2 Governo Andreotti ( ) - firma Trattato Unione monet. europea ,8 % ,1

109 R. Boni Lez Come è diminuito il debito pubblico in Italia? Governo Amato ( ) - vara finanziaria 1993 (lacrime e sangue) AnnoDebito/PIL ,7 % ,8 % Tagli spesa pubblica deficit inizia a scendere dal 1994 Debito pubblico comincia a scendere dal 1995 Governi Ciampi e Prodi Continuano politica di rigore Italia entra in Europa nel ,5 %

110 R. Boni Lez Dove sta andando lItalia? AnnoDebito/PIL ,9 % , , , , , Debito Pubblico: 1.870,0 miliardi

111 R. Boni Lez Il mercato, le sue regole, i cambiamenti mercato libero da vincoli e barriere - la produzione affluisce a chi è più efficiente e più innovativo, di fatto a chi è più abituato alla concorrenza - finita lepoca: salario variabile indipendente inefficienza della PA pagata dalla collettività (famiglie/aziende) protezione contro la concorrenza estera tempo come variabile competitiva vera cultura della concorrenza - consapevolezza della nuova realtà - costruzione di un sistema di responsabilizzazione - sviluppo di competenze speciali

112 R. Boni Lez Il Mezzogiorno Alcuni dati (1997) - Disoccupazione NORD 6,6%CENTRO 10,0% SUD 23,1% - Disoccupazione Giovanile NORD 17,7%CENTRO 32,3% SUD 53,3%

113 R. Boni Lez Le soluzioni del passato Anni 50riforma agraria Anni 60-70interventi statali per sviluppo di poli industriali nei settori: chimico - petrolchimico - siderurgico Sicilia: Gela - Augusta - Priolo Puglia: Manfredonia - Taranto Calabria: Lamezia Sardegna: Porto Vesme - Ottana - Porto Torres Fine anni 70crisi a seguito aumento prezzo petrolio centri industriali cattedrali nel deserto

114 R. Boni Lez I mali del Sud Mancanza di infrastrutture Criminalità diffusa Imprenditoria limitata ad alcune zone Ambiente culturale poco favorevole Scuole internazionali inesistenti Servizi sanitari carenti

115 R. Boni Lez I mali italiani Elevata pressione fiscale Rigidità del lavoro Lungaggini burocratiche Incertezza e tempi lunghi della giustizia

116 R. Boni Lez Nel 1999 quali erano le prospettive ? I contratti di area: il caso di Manfredonia I porti come fattore trainante: il caso di Gioia Tauro I servizi turistici integrati: il caso di Castellaneta Il rafforzamento delle aree esistenti: - Caserta (poli: chimico – telecomunicazioni - alimentari) - Santeramo (divani e salotti – Natuzzi)

117 R. Boni Lez Il porto di Gioia Tauro Inaugurato il 15 settembre navi attraccate nel container movimentati nel 2004 (obiettivo: 6 milioni nel 2010) container movimentati nel persone occupate miliardi di vecchie lire spesi dal 1998 al 2005 per costruire 30 capannoni industriali quasi inutilizzati - ne funzionano solo 3 o milioni di euro linvestimento richiesto per - ammodernare il porto (allungare la banchina di carico e abbassare il fondale fino a 18 metri) - realizzare un impianto di rigassificazione - ampliare larea commerciale e industriale per creare un indotto produttivo

118 R. Boni Lez Fuori dal porto Infrastrutture di collegamento del porto con lentroterra carenti (Dati 2004) Strada di 6 km che collega il porto allo svincolo dellautostrada Salerno Reggio Calabria autostrada Salerno Reggio Calabria (449 km di cui completati 49 km) in rifacimento (al ritmo di km allanno) Ferrovie quasi inesistenti - per Rosarno, la stazione più vicina, i treni devono prcedere a passo duomo - per Taranto il treno più veloce impiega 12 ore Per la Calabria (Grandi Opere) stanziati 794 milioni di euro (2003) parte per la sicurezza

119 R. Boni Lez Calabria - La ndrangheta Le cifre della ndrangheta (2004) cosche – un affiliato ogni 345 abitanti (Fonte: Eurispes) - 27 % popolazione calabrese legata in qualche modo alla ndrangheta ( Fonte: Procuratore della Corte dAppello di Reggio Calabria ) - tasso di omicidi 17 volte superiore alla media nazionale La risposta delle strutture statali (2004) - 45 associazioni per delinquere smantellate persone segnalate allautorità giudiziaria - 65 latitanti catturati - 30 sottoposti a regime speciale

120 R. Boni Lez Calabria – Interessi in gioco Gli interessi in gioco –Il PIL della Calabria sfiora i 29 miliardi di euro –Il volume di affari della ndrangheta supera i 35 miliardi di euro, di cui 22,34 prodotti da traffico di droga, il resto da appalti pubblici e estorsioni ( dati 2004 ) Estorsioni Colpiscono il 50 % dei commercianti e degli industriali 70 % a Reggio Calabria (Fonte: Confesercenti)

121 R. Boni Lez Il dominio della ndrangheta Messaggio delle cosche per chiarire chi comanda e perché la politica capisca –16 ottobre Ucciso da un killer il vicepresidente della Regione Calabria, Francesco Fortugno (Primario del Pronto Soccorso in aspettativa), in pieno giorno nel centro di Locri –Altri tre medici dellospedale eliminati con le stesse modalità –In gioco appalti di milioni di euro nella sanità

122 R. Boni Lez Lo sviluppo della ndrangheta Ottobre 2008 –Arrestati il sindaco e il vice sindaco di Gioia Tauro per collusione con la ndrangheta –Accertato, in base ad indagini della magistratura, il controllo sul porto e sulle attività collaterali del Clan Piromalli –Il volume daffari della ndrangheta sfiora i 60 miliardi di euro

123 R. Boni Lez Un regalo alla ndrangheta Ottobre 2008 Previsioni finanziaria: tagliare in tre anni 8 miliardi di euro alla scuola, di cui il 50 % al sud, in base a statistiche che ignorano la geografia. Tra la Sila e la Locride saranno chiusi 213 centri scolastici: 1 su 3 Risultato: preclusione di ogni possibilità di riscatto al Meridione La Calabria, con il più alto tasso di abbandono scolastico del continente e con 354 comuni su 409 a rischio spopolamento, vede lo spettro di un deserto regalato alla ndrangheta Lo Stato si ritira e resta la ndrangheta che riconosce il rispetto e paga uno stipendio

124 R. Boni Lez Economia e finanza pubblica in Italia (dati 2004) lavoro nero e sommerso: 27 % del PIL evasione fiscale: 200 miliardi di grandi aziende (fatturato > 50 milioni di ) che evadono il fisco: 98,40 % esportazione illecita di capitali: 360 miliardi di fatturato annuo delle mafie: miliardi di beni consolidati delle mafie: 1000 miliardi di affiliati alle mafie: 1,8 milioni di persone percentuale estorsioni per regione: Campania14,9 % Sicilia 12,9 % Lombardia 10,4 % investimenti americani in Italia (2003): 3 % investimenti in Europa (Fonte: Elio Veltri - Il topino intrappolato - Editori Riuniti - Giugno 2005)

125 R. Boni Lez Economia e finanza pubblica in Italia (Fonti 2004) OCSE Secit Revue de droit fiscal Agenzia delle entrate fiscali Confcommercio Eurispes Procura nazionale antimafia DIA Ministero dellInterno Camera di commercio americana in Italia

126 R. Boni Lez La ndrangheta in Nord Italia Giuseppe Di Bella, 59 anni, pentito di ndrangheta la ndrangheta si è insediata da più di trenta anni nel Nord Italia e controlla intere zone con un esercito di 1500 persone Fonte: Metastasi ( Edizione Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli

127 R. Boni Lez La ndrangheta in Lombardia Dicembre 2010 la Procura di Milano conclude linchiesta Infinito condotta da - Ilda Boccassini a Milano - Giuseppe Pignatone a Reggio Calabria 174 presunti affiliati ai clan calabresi sono stati rinviati a giudizio, dopo verifiche che hanno evidenziato linfiltrazione della ndrangheta in settori vitali della Lombardia - nelle ASL (Carlo Chiarico a Pavia) - nella politica (Giovanni Valdes, sindaco di Borgarello) - nellimprenditoria (Ivano Perego della Perego Strade)

128 R. Boni Lez Italia - Quali prospettive? Condizioni di illegalità diffusa - rendono difficile avviare progetti innovativi di politica economica - favoriscono il passaggio delle risorse impegnate in progetti finalizzati allinnovazione e allo sviluppo delle infrastrutture nelle tasche della criminalità, non solo nel Mezzogiorno Strategie - la strada per uscire da questo circolo vizioso passa per la definizione di regole trasparenti per gli appalti la riduzione progressiva del lavoro nero il controllo del territorio

129 R. Boni Lez Cosa fanno gli altri ? Il modello Galles Il modello Malese Il modello New England

130 R. Boni Lez Il modello Galles Galles (UK) - area di deindustrializzazione (chiusura miniere carbone) punta sugli incentivi per attrarre capitali - Riduzione del costo del lavoro < 20 % - Nessun limite allorario settimanale - Un solo contratto a livello aziendale - Fiscalità: 31 % sugli utili

131 R. Boni Lez Il modello Malese Area di 50 per 15 km - Supercorridoio multimediale Progetto (completamento 2020) per una città dellera multimediale con Telecomunicazioni a basso costo Strade intelligenti per auto Treni superveloci Ambienti non inquinati Insediamenti accoglienti Scuole internazionali Aeroporto per 25 milioni di passeggeri Servizi sanitari e ricreativi di alto livello Imprese coinvolte: Acer, Alcatel, IBM, Microsoft, Sun, Intel, ecc. (nessuna italiana)

132 R. Boni Lez Il modello Malese (segue) Linee strategiche Specializzazione nellIT Visione a lungo termine Obiettivi e offerte Innovazioni legislative Telemedicina Sicurezza Evasione pratiche in 30 giorni Incentivi fiscali: tasse 0 per 10 anni Servizi efficaci: telefono installato in 24 h, ecc.

133 R. Boni Lez Il modello New England New England (USA) dopo II guerra mondiale crisi recessiva Rilancio basato su formula rivoluzionaria: creazione di una società per fornire capitali, management e tecnologie per avvio di aziende hi-tech Nasce lAmerican Research and Development Corporation (partecipata da: MIT, Harvard Business School, altre istituzioni finanziarie) Numerose iniziative imprenditoriali avviate – ad es. Digital Formula vincente per sviluppare competitività tecnologica: forte integrazione tra ricerca accademica, industria e finanza Lintegrazione è massima quando luniversità, produttrice di conoscenza tecnologica, si fa promotrice diretta dimpresa

134 R. Boni Lez Lemulazione inglese In Inghilterra le Università di Oxford, Cambridge e Edimburgo hanno promosso la creazione da parte di docenti universitari di aziende - nella biotecnologia - nellinformatica - nelle comunicazioni a Cambridge sono state create più di mille nuove imprese lISIS Information ad Oxford - ospita laboratori industriali ed imprese - trasforma professori in imprenditori

135 R. Boni Lez Prof. Romano Boni 2.6. La crisi del Giappone

136 R. Boni Lez GIAPPONE PIL4.800 M $ (4,5 volte lItalia) Crescita PIL 1997: +5 % ; 1998: - 3 % ; 1999: - 1 % PIL pro capiteda $ a $ in 20 anni - Agricolturada 13 % a 6 % - Industriada 36 % a 34 % - Servizida 51 % a 60 % (Dati 2000)

137 R. Boni Lez Gli anni della crisi Anni 80 Giappone, nazione modello, ricca, esportatrice Anni 90 la locomotiva perde vigore - tassi dinteresse: da 0% a 5% - $ forte yen debole Nazionalismo economico - valori immutati - orgoglio smisurato 1997 Crisi finanziaria asiatica 1998 Crisi delle Banche giapponesi - Lo Stato interviene - stanzia miliardi di yen (circa miliardi di lire) - vara un meccanismo complesso che salva il sistema bancario

138 R. Boni Lez La Long-Term Credit Bank of Japan Long Term Credit Bank (LTCB) fondata nel tra le principali finanziatrici dello sviluppo post bellico giapponese Anni 90 - Esplode la bolla speculativa del mercato azionario e immobiliare (fine dicembre massimo dellIndice Nikkei: ,87) - Inizia la crisi nei settori: immobiliare, costruzioni, mutui, trasporti Crediti inesigibili della LTCB: 19 miliardi di $ Crisi finanziaria asiatica fa precipitare la situazione 1998 nazionalizza la LTCB 2000 Lo Stato vende per 10 milioni di $ la LTCB al gruppo americano Ripplewood Holdings che la rilancia come banca commerciale col nome di Shinsei Bank

139 R. Boni Lez La situazione nei primi anni 2000 Aspetti negativi Yen forte impedisce ripresa esportazioni Disoccupazione: 4,5% (3 milioni – livello altissimo per il paese) Consumi privati e investimenti ridotti al minimo Restrizione nella concessione dei crediti da parte delle banche Aspetti positivi Annuncio di spese pubbliche per 100 milioni di euro per rilanciare leconomia, data la stasi degli investimenti privati Spese per ricerca e sviluppo: 3 % (USA - 2,5 %) 2003 Aprile - Comincia la risalita dellIndice Nikkei ( Minimo: 7.603,76)

140 R. Boni Lez La nuova strategia del Giappone Totale cambiamento di strategia del governo guidato da Koizumi Città più industrializzate: Tokio – Nagoya (Toyota) – poi Osaka Privatizzazione delle Poste (gestivano 1/3 delle finanze giapponesi) Più efficiente utilizzo delle risorse pubbliche eliminando il finanziamento di opere pubbliche non necessarie Efficiente allocazione dei capitali - Soluzione raggiunta dopo anni di studio del modello USA Riforme graduali per arrivare ad un mercato con - maggiore attenzione a redditività e competitività - minore spazio agli accordi di potere

141 R. Boni Lez La ripresa del Giappone 2002 – nasce IRCJ (Industrial Reconstruction Corporation of Japan) Obiettivo: acquistare e ricollocare sul mercato aziende in crisi Periodo di operatività: 5 anni 2005 – IRCJ – Presidente: Saito - imprese rilevate: 41 – imprese risanate e vendute: 15 molte aziende avevano il capitale allocato male risorse liberate senza creare traumi per la collettività 2006 – Il Giappone ha ripreso a muoversi con - una moderna cultura di valutazione dellimpresa - nuovi standard economici

142 R. Boni Lez La ripresa del Giappone 2007 – La IRCJ (Industrial Reconstruction Corporation of Japan) conclude la sua attività 41 imprese risanate -La maggior parte di medie dimensioni -Tra le grandi Kanebo - Cosmetici Daiei Inc - Supermercati

143 R. Boni Lez Prof. Romano Boni 2.7. La crisi Petrolifera

144 R. Boni Lez Crisi petrolifera - Lo scenario Fonti energetiche Combustibili fossili: carbone, petrolio, gas naturale Energia nucleare Energie rinnovabili: eolica, solare, marina Idrogeno Petrolio: fonte di energia di maggiore impiego

145 R. Boni Lez Il processo di produzione dei carburanti Il ciclo di produzione e distribuzione dei carburanti - ricerca: anche nelle zone più impervie del pianeta - estrazione: costo da 15 $ il barile del 1980 a 5 $ nel trasporto del greggio estratto, via nave o via oleodotto: collo di bottiglia - raffinazione e stoccaggio: scarsa elasticità/inquinamento, scorte strategiche/speculative - distribuzione capillare ai consumatori: frazionata/antieconomica

146 R. Boni Lez Crisi petrolifera - La storia 1° fase: fino al sovrapproduzione petrolifera basso prezzo del greggio : 2 $ al barile - mercato saldamente controllato dalle 7 sorelle (alti profitti) 2° fase: dal 1970 al crescita della domanda prezzo del greggio da 2 a 3 $ a barile guerra del Kippur prezzo del greggio da 3 a 12 $ a barile rivoluzione islamica in Iran e guerra con lIraq ( 1980 ) prezzo del greggio $ a barile 3° fase: dal per la prima volta greggio quotato alla Borsa di New York Arabia Saudita aumenta la produzione prezzo del greggio scende

147 R. Boni Lez Crisi petrolifera - La storia prezzo del greggio 8 $/b I paesi dellOPEC tagliano la produzione prezzo 18 $/b Le previsioni di fine Non possono resistere a lungo - dicembre 2000 diminuzione del prezzo del greggio Cosa è successo dopo?

148 R. Boni Lez settembre 2001 Antefatti: - Anni 80 - Sostegno USA a: Saddam Hussein, Iraq, contro lIran di Komeini Talebani (Omar e Bin Laden), Afganistan, contro i Russi Prima guerra del Golfo contro Saddam Hussein Basi militari americane in Arabia Saudita Liberazione del Kwait - Anni 90 - Reazioni alla presenza americana in Arabia Saudita Attentati terroristici contro sedi diplomatiche americane 11 settembre Distruzione delle Twin Towers (New York) e di parte del Pentagono (Washington) con 4 aerei dirottati da 19 kamikaze islamici (1, precipitato in Pennsylvania, aveva come obiettivo la Casa Bianca)

149 R. Boni Lez Reazioni USA all11 settembre 2001 Reazioni USA agli attacchi terroristici dell Invasione USA dellAfganistan, con sostegno internazionale marzo - Invasione unilaterale dellIraq da parte degli USA Contrari: ONU – Unione Europea – Paesi arabi e africani A favore: Inghilterra, Spagna, Italia, Polonia, e altri

150 R. Boni Lez Acutizzazione del terrorismo islamico Esplosione a livello mondiale del terrorismo islamico in - Spagna ( Madrid ) - Indonesia ( Giacarta) - Egitto ( Taba Sharm El Sheik) - Iraq - Attentati continui dopo la fine ufficiale della guerra c ontro le truppe straniere contro civili e militari iracheni con cattura e uccisione di ostaggi di ogni nazionalità

151 R. Boni Lez Il prezzo della guerra in Iraq e in Afghanistan Iraq Novembre 12 – 19 italiani vittime della strage di Nassiriya settembre - caduti italiani: 38 (di cui 31 militari e 7 civili) Settembre - caduti americani: oltre Settembre - caduti americani: oltre 4000 Nota Prima la Spagna, poi lItalia ritirano le proprie truppe Brown, succeduto a Blair, avvia il ritiro delle truppe inglesi operatori dei media uccisi in Iraq (stima dell'Iraqi Journalist Union) Afghanistan gennaio - caduti americani caduti italiani 37

152 R. Boni Lez Prezzi storici del greggio (a) (b) 1973Guerra dello Yom Kippur16,09,7 1974Embargo arabo46,625,6 1979Rivoluzione iraniana51,528,8 1980Guerra Iran – Iraq75,447,4 1990Invasione del Kwait30,921,9 1998Crisi in Asia14,213,2 2003Invasione dellIraq29,429,1 2004Media annua37,036,8 2005Nuova crisi energetica63,863,8 a) Prezzi reali deflazionati con lindice medio dei prezzi al consumo (in $ 2005) b) Prezzi reali deflazionati con lindice del valore medio delle esportazioni (in $ 2005) ( Fonte: La Repubblica – p. 32)

153 R. Boni Lez Andamento dei prezzi del petrolio Prezzo del greggio - Inizi agosto supera i 70 $/barile poi riscende a 64 $/barile - fine agosto l Uragano Katrina devasta New Orleans e distrugge circa 70 piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico petrolio a 68 $/b - settembre 2005 – Uragano Rita – danni alle raffinerie del Texas (FMI - petrolio vicino a 80 $/barile)

154 R. Boni Lez – Continua laltalena del prezzo del greggio Il Presidente dellIran annuncia che procederà ad arricchire luranio nonostante le diffide del Consiglio di Sicurezza dellONU Incremento della domanda di greggio di Cina e India, in forte espansione - elemento strutturale importante e non reversibile 2006 aprile – Washington annuncia riduzione scorte USA prezzo del greggio sul mercato di Londra supera i 74 $/b 2006 agosto – prezzo del greggio sale a 78 $/b 2006 fine settembre – prezzo del greggio scende a 60 $/b

155 R. Boni Lez – Aumentano i prezzi del greggio Nuova impennata dei prezzi del greggio con andamento altalenante 2007 settembre – il prezzo del greggio sale a 83 $/b 2007 novembre - il greggio sfiora i 100 $ al barile

156 R. Boni Lez – Andamento dei prezzi del greggio Prezzo del greggio Luglio - raggiunge la cifra record di 148 $/b Agosto - si attesta sui 120 $/b Settembre - prima metà - scende sotto i 100 $/b - crollano le richieste di forniture di greggio Settembre - seconda metà - scende sotto i 90 $/b - prospettive di recessione - crisi dei mutui - fallisce la banca daffari americana Lheman Brothers Ottobre - scende a 62 $/b (*) Dicembre - si attesta sui 45 $/b (*) i paesi produttori riducono la produzione di greggio di un milione e mezzo di barili al giorno

157 R. Boni Lez Andamento prezzi del greggio Periodo Prezzo del greggio $/b (circa) 2009 marzo giugno ottobre dicembre giugno dicembre marzo100

158 R. Boni Lez Ombre sul futuro Crisi attuale strutturale - diversa dagli shock petroliferi degli anni 70 - è una crisi da domanda (crescente fabbisogno di energia di Cina e India) - il forte sviluppo economico richiederà sempre più energia - prima o poi il petrolio non basterà più Prospettive recessione mondiale o sviluppo di energie alternative (nucleare, vento, sole, idrogeno, che costano più del petrolio) Lenergia costa – la Grande Era del Petrolio lo aveva fatto dimenticare

159 R. Boni Lez Fonti alternative al petrolio Carburanti biologici Energia Eolica Pannelli solari Solare Termodinamico Energia nucleare

160 R. Boni Lez Carburanti biologici biodiesel Carburante biologico per i motori diese - Si ottiene lavorando gli oli di semi di colza o di girasole etanolo Carburante biologico per i motori alimentati a benzina - Si ricava dalla fermentazione degli zuccheri presenti in coltivazioni naturali come uva, patate, mais e barbabietole - LItalia è proprietaria della tecnologia per utilizzare le vinacce da etanolo, ma attualmente le manda al macero senza sfruttarle Sono sottoposti all IVA ma non alle accise

161 R. Boni Lez Possibili risparmi Ipotesi: - miscela di benzina con etanolo e di gasolio con biodiesel al 25 % fabbisogno di petrolio diminuirebbe del 25 % Calcolo della riduzione dei costi di acquisto del greggio Importazione da parte dellItalia - due milioni di barili di greggio al giorno (dati 2004) Costo di un barile di greggio - circa 80 $ al barile (arrotondamento dati ottobre 2009) ( x 80 x 365) 53,4 miliardi $ di bolletta petrolifera in un anno Riduzione del 25 % taglio di 14,6 miliardi di $

162 R. Boni Lez Energia Eolica In Italia vengono prodotti megawatt - in Germania Nel mondo industria eolica - da (1992) a (2004) megawatt Lapproccio di Fiuminata (Provincia di Macerata - Marche) - costruite 11 pale a vento sul monte Ferro Rotondo per 10 megawatt (evitano lemissione di tonnellate di anidride carbonica lanno - danno elettricità a persone) Le Marche progettano di realizzare 160 megawatt di eolico garantendo il controllo dellimpatto ambientale e paesistico (Dati 2005)

163 R. Boni Lez Energia Eolica Crescita dellenergia eolica del 18% grazie alleolico offshore (Fonte: Rapporto dellagenzia Make Consulting ) Imprevista, ma significativa verifica degli impianti eolici giapponesi con il terremoto e lo tsunami dell11 marzo lindustria eolica giapponese ha evitato il black-out totale del Paese

164 R. Boni Lez Pannelli solari Situazione impianti 2005 In Italia sono stati installati circa mq di pannelli solari In Germania ne sono stati installati di mq Situazione impianti 2009 in Italia 54% nel Nord 19% nel Centro 27% nel Sud

165 R. Boni Lez Pannelli solari Ricerche e studi 2008 Pannelli solari sottili come specchi installati nel deserto del Sahara, su una superficie pari alla Lombardia, fornirebbero energia sufficiente a tutta lEuropa - Problemi allo studio: trasporto cavi superconduttori Fonte: Cinzia Sasso - la Repubblica - 12agosto 2008

166 R. Boni Lez Rubbia e il Solare Termodinamico Rubbia: Ho fatto vedere che effettivamente Archimede aveva ragione, le navi romane, se avesse voluto, le avrebbe bruciate, e questo è il primo passo di uno sviluppo tecnologico che ha più di 2000 anni. In realtà questa storia di utilizzare il sole per concentrare la luce è un esercizio che già i ragazzini fanno, quando prendono una lente e cercano di accendere con questa una fiamma. E una evidenza assolutamente ovvia che si conosce da migliaia di anni. Agorà Magazine - Giugno 2007

167 R. Boni Lez Solare Termodinamico Realizzazioni: Siviglia - possiede la più grande centrale a energia solare dEuropa 600 specchi riflettono la luce del sole verso un serbatoio, ne riscaldano lacqua a 550 °C – il vapore attiva la turbina che produce elettricità poi, raffreddandosi diventa acqua e torna nel serbatoio Algeria - ha costruito un enorme impianto che combina energia solare e gas naturale Libia - ha costruito a Tripoli un impianto solare termodinamico progettato dallENEA sotto la guida del Nobel Carlo Rubbia Limpianto alimenta un dissalatore dacqua

168 R. Boni Lez Riduzione delle emissioni di CO 2 Ottobre 2008 Obiettivo europeo - Riduzione delle emissioni di CO 2 nellatmosfera Dimas, Commissario europeo allAmbiente - stime europee dei costi delloperazione: circa lo 0,66 % del PIL Governo italiano - Ha chiesto di fermare per un anno lapplicazione del pacchetto UE per verificare la sostenibilità dei costi per i Paesi manifatturieri

169 R. Boni Lez European Commissions Institute for Energy Il piano dellEuropean Commissions Institute for Energy prevede Una rete energetica unica che, nel collegherà Africa ed Europa, centrali a energia solare concentrata a energia solare fotovoltaica eoliche geotermiche idroelettriche a biomasse - fornirà 100 GW di potenza

170 R. Boni Lez Energia Nucleare Aspetto positivo l'uranio non emette anidride carbonica nellatmosfera. Aspetti negativi Per avviare una Centrale Nucleare occorrono parecchi anni Scorie Sicurezza - Three Mile Island - 28 marzo Cernobyl - 26 aprile Fukushima - 11 marzo 2011

171 R. Boni Lez Prof. Romano Boni 2.8. Globalizzazione dei mercati

172 R. Boni Lez La globalizzazione Come è percepita e cosè Il villaggio globale Una descrizione Una definizione Qualche esempio Caratteristiche essenziali Come prepararsi ad affrontarla

173 R. Boni Lez Una descrizione Le antichissime industrie nazionali sono state e vengono, di giorno in giorno, soppiantate da industrie nuove, la cui introduzione diventa questione di vita o di morte per tante nazioni civili. Industrie che non lavorano più materie prime del luogo, ma delle zone più remote, ed i cui prodotti non vengono consumati solo nel paese, ma in tutte le parti del mondo.

174 R. Boni Lez La descrizione è di Karl Marx e Friedrich Engels (Manifesto del Partito Comunista – 1848)

175 R. Boni Lez Una definizione Il fenomeno della globalizzazione consiste, sostanzialmente, in una maggiore integrazione tra i paesi ed i popoli del mondo, determinata dallenorme riduzione dei costi dei trasporti e delle comunicazioni e dallabbattimento delle barriere artificiali alla circolazione internazionale di beni, servizi, capitali, conoscenza e, in minor misura, delle persone

176 R. Boni Lez La definizione è di Joseph E. Stiglitz Nobel per leconomia nel 2001 (La globalizzazione ed i suoi oppositori - Einaudi – 2002)

177 R. Boni Lez Qualche esempio Vai in qualsiasi posto del mondo e ci trovi la Coca-Cola o le Nike o le Marlboro Puoi comprare azioni in tutte le Borse del mondo, investendo in aziende di qualsiasi paese I monaci tibetani collegati a Internet Lauto costruita a pezzi, un po in Asia, un po in Europa e magari un po negli Stati Uniti Al computer puoi comprare tutto quel che vuoi on line Dappertutto, nel mondo, hanno visto lultimo film di Spielberg o si vestono come Madonna o tirano a canestro come Michael Giordan

178 R. Boni Lez Questi esempi sono stati raccolti da Alessandro Baricco Scrittore (Autore di Novecento da cui è stato tratto il film di Tornatore La leggenda del pianista sulloceano) (Next - Feltrinelli – 2002)

179 R. Boni Lez Questi esempi sono veri? Solo in minima parte Alessandro Baricco conclude che le propensioni fantastiche : - sono sospette - hanno un unico obiettivo DARE AL DENARO IL PIÙ AMPIO TERRENO DI GIOCO

180 R. Boni Lez Globalizzazione - Cenni storici La globalizzazione è il risultato di un processo sia culturale che economico, che si è sviluppato in fasi: I fase : allargamento progressivo dei confini culturali e commerciali del mondo (dalla Grecia allAustralia) II fase : la globalizzazione moderna III fase: La globalizzazione attuale

181 R. Boni Lez I Fase Conquiste di Alessandro Magno (IV sec. a.C.) Geografi di Alessandria dEgitto (II sec. a.C.) Impero romano (I sec. a.C. – V sec. d.C.) Marco Polo – Il Milione (XIII sec.) C. Colombo – Scoperta dellAmerica XVI sec. Vasco de Gama - Magellano - Vespucci XVIII sec. Macchine a vapore - Rivoluzione industriale XVIII sec. Scoperta dellAustralia

182 R. Boni Lez II Fase XIX sec. Enorme sviluppo delle ferrovie e della navigazione a vapore Telegrafo Sviluppo delle Borse XX sec. Aviazione. Il primo uomo sulla Luna (1969). Grande sviluppo delle scienze: energia nucleare, informatica, telecomunicazioni, Internet, medicina, biologia (DNA), ecc.

183 R. Boni Lez III Fase - La globalizzazione attuale è una nuova ondata caratterizzata da: - mercato finanziario globale - spostamento delle fabbriche - grande sviluppo del sapere

184 R. Boni Lez La globalizzazione attuale rivoluzione basata sullunione del computing con le telecomunicazioni e la TV la lotta per il futuro limpatto sulle aziende e sulla vita sociale

185 R. Boni Lez Conseguenze concorrenza globale innovazione e cambiamento quale territorio? nazione o mondo migrazione delle industrie nazioni senza ricchezze e ricchezze senza nazioni

186 R. Boni Lez Posizione dellItalia concorrenza dai paesi a basso costo concorrenza dai paesi ad alta ricerca e tecnologia via gli strumenti di protezione destatalizzazione imprenditorialità diffusa

187 R. Boni Lez Come prepararsi ad affrontarla Prepararsi ad: essere cittadini del mondo imparando due o tre lingue apprendere in continuazione assumere una mentalità aperta al cambiamento avere dei principi, degli ancoraggi sicuri; punti fermi a cui riferirsi in tempi in cui tutto cambia rapidamente per interpretare i mutamenti come opportunità e non subirli

188 R. Boni Lez Mentalità aperta al cambiamento Assumere una mentalità aperta al cambiamento significa anche acquisire consapevolezza del proprio ruolo nel processo di cambiamento della propria responsabilità nello scegliere tra: - rispetto degli individui, della loro dignità e dei loro diritti - accettazione passiva dellidea di globalizzazione usata come scusa per annullare conquiste sociali costate secoli di dure lotte

189 R. Boni Lez Globalizzazione e politiche economiche Aspetti positivi della globalizzazione: - eliminazione delle barriere al libero commercio - maggiore integrazione tra le diverse economie Necessità di politiche economiche adeguate per: - valorizzare aspetti positivi - evitare possibili disastri

190 R. Boni Lez Quali disastri? Crisi economiche gravi a partire dal 1997 Aumento della miseria in molti paesi Sconvolgimenti sociali e rivolte popolari Reazione : Nascita dei movimenti No Global

191 R. Boni Lez Chi doveva evitarli? Gli organismi internazionali messi a punto con questo specifico obiettivo: FMI Banca Mondiale WTO

192 R. Boni Lez FMI Fondo Monetario Internazionale Presidente: europeo 1944 luglio – Bretton Woods (New Hampshire – USA) Nasce per evitare crisi economiche mondiali tipo Grande depressione degli anni trenta Negli anni ottanta: Sotto linflusso di R. Reagan e di M. Tatcher abbraccia lideologia del libero mercato

193 R. Boni Lez Banca Mondiale Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo Presidente: americano 1944 luglio – Bretton Woods (New Hampshire – USA) Nasce con lobiettivo di: - finanziare la ricostruzione dellEuropa - cooperare con lFMI per evitare depressioni economiche

194 R. Boni Lez FMI e BM Nascono con il: Presupposto che: - i mercati funzionano male Convincimento che: - occorre esercitare una pressione internazionale sugli stati perché adottino politiche economiche più espansive, aumentando, per esempio, la spesa pubblica, riducendo le imposte oppure abbassando i tassi dinteresse per stimolare leconomia (orientamento keynesiano)

195 R. Boni Lez WTO World Trade Organization Il WTO, accordo sul libero commercio mondiale, è stato stipulato a Marrakech, in Marocco, il 15 aprile 1994 Non stabilisce regole Fornisce una tribuna per lo svolgimento dei negoziati commerciali Assicura che gli accordi vengano rispettati

196 R. Boni Lez World Trade Organization Sostituisce il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) precedente sistema di accordi commerciali - eliminandone gradualità e misure di controllo - innescando la creazione di enormi squilibri economici e sociali La Cina è diventata membro del WTO l11 dicembre 2001

197 R. Boni Lez Il Washington Consensus Con questo termine si indica: lidentità di vedute tra l FMI, la Banca Mondiale ed il Tesoro degli Stati Uniti dAmerica sulle politiche giuste da adottare per i paesi in via di sviluppo, che devono accettarle senza discutere

198 R. Boni Lez La politica dellFMI Prescrivere, senza tener conto della realtà dei paesi, soluzioni standard che prevedono: Apertura delle frontiere dei paesi in via di sviluppo alle merci di importazione Liberalizzazione del commercio senza reti di sicurezza per i lavoratori in esubero Liberalizzazione dei mercati finanziari e dei capitali Adozione di politiche monetarie rigide Imposizione di condizioni a fronte dei prestiti

199 R. Boni Lez Prof. Romano Boni 2.9. La crisi asiatica del 1997

200 R. Boni Lez Sistemi Integrati Sistema economico - descritto e misurato dal PIL Sistema valutario - riguarda i rapporti di cambio Sistema finanziario - sistema bancario Sistema politico - Stato e struttura Sistema sociale - società e componenti Principio fondamentale Questi sistemi si intrecciano tra loro e si influenzano reciprocamente NB Il fattore umano Le trasformazioni non sono reversibili (Principio di Entropia)

201 R. Boni Lez Macroeconomia tratta i più importanti aspetti e problemi economici del nostro tempo si occupa dei Sistemi integrati - economico, valutario, finanziario, politico e sociale studia il comportamento del sistema economico nel suo complesso - i periodi di espansione e di recessione, la produzione complessiva di beni e servizi, la crescita del prodotto, i tassi di inflazione e disoccupazione, la bilancia dei pagamenti, i tassi di cambio analizza i comportamenti economici e le politiche che influiscono su - consumi e investimenti, bilancia commerciale e tassi di cambio, variazione dei prezzi e dei salari

202 R. Boni Lez Macroeconomia - I tre modelli base Ogni modello si presta a studiare un diverso orizzonte temporale Lungo periodo - Capacità produttiva dipende dallofferta aggregata Prezzi dipendono da rapporto tra domanda e offerta (aggregate) Medio periodo - Capacità produttiva fissa. Fluttuazioni della domanda aggregata determinano prezzi e inflazione Breve periodo - Fluttuazioni della domanda aggregata determinano ammontare produzione e tasso di disoccupazione

203 R. Boni Lez Teoria quantitativa della moneta mette in relazione il tasso di crescita della moneta (m) la variazione percentuale della sua velocità di circolazione (v) il tasso dinflazione (i) il tasso di crescita del prodotto (p) attraverso lequazione m + v = i + p da cui, isolando linflazione (i) si ottiene i = m – p + v

204 R. Boni Lez Modelli Economici Istituzioni e Sistemi Modelli economici semplificati Istituzioni e Sistemi giuridici e normativi - Lapproccio dei neoliberisti - Lapproccio dei gradualisti

205 R. Boni Lez Modelli economici semplificati Sono alla base dellideologia del libero mercato Prevedono tre ingredienti essenziali: Prezzi, proprietà privata e profitti + concorrenza Tengono in scarsissima considerazione le dinamiche di cambiamento Postulano una concorrenza e uninformazione perfette. Si rifanno ad A. Smith ( La ricchezza delle nazioni 1776)

206 R. Boni Lez Principali critiche ai modelli economici Funzionamento imperfetto dei mercati (non esiste una concorrenza perfetta) Asimmetria delle informazioni (macroscopiche quelle tra le parti) Mancato riconoscimento dellimportanza delle Istituzioni e dei sistemi di riferimento giuridici e normativi Grenwald e Stiglitz - Non cè equilibrio competitivo se informazione e mercati sono imperfetti

207 R. Boni Lez Le critiche di Samuelson Paul Samuelson (Nobel per lEconomia 1970) critica indirettamente i Modelli economici semplificati e sostiene il controllo dei mercati e il protezionismo (come List nel XIX secolo) dicendo che: la teoria dei vantaggi comparati del libero mercato di Ricardo non regge ad una analisi dinamica non è ineluttabile esportare servizi in paesi dove costano meno se questa scelta fa perdere posti di lavoro nel paese che li esporta

208 R. Boni Lez XIX secolo - Friedrich List Friedrich List ( ), economista e profeta della industrializzazione tedesca sosteneva il protezionismo della Germania contro lavanzata delle merci inglesi, affermando che se i tedeschi non fossero stati difesi avrebbero esportato solo: orologi a cucù professori di filologia classica List affermava anche che la corsa alla crescita economica e politica della Germania era legittima purché non si contrapponesse al superiore obiettivo dellumanità, cioè una " futura confederazione universale "

209 R. Boni Lez Istituzioni e Sistemi Giuridici e Normativi Nelle nazioni con economie di mercato mature sono stati messi a punto in un secolo e mezzo per garantire che: I contratti vengano rispettati Le vertenze commerciali siano risolte La concorrenza sia salvaguardata Le banche siano in grado di restituire i depositi ricevuti Sono la risposta ai problemi creati dal Capitalismo di mercato che operava libero da ogni vincolo, tipo: Fallimenti di banche Raggiri di azionisti

210 R. Boni Lez Lapproccio dei gradualisti I gradualisti sostengono che: La transizione alleconomia di mercato deve essere preceduta da creazione di strutture minime indispensabili al suo funzionamento Molti paesi industrializzati hanno costruito con successo le loro economie proteggendo saggiamente e in maniera selettiva alcuni settori industriali finché non sono diventati abbastanza forti per competere sul mercato Un programma economico, per riuscire, deve prestare la massima attenzione alla sequenza e ai tempi di realizzazione delle riforme

211 R. Boni Lez La crisi del Sud Est asiatico La crisi asiatica del 1997 è stata la più grande crisi economica dai tempi della Grande depressione del 1929 Ha travolto Tailandia, Indonesia, Corea del Sud, Singapore e Hong Kong, conosciute come le Tigri asiatiche perché avevano avuto uno sviluppo ininterrotto negli ultimi 20 anni Ha investito la Nigeria, lAmerica latina e la Russia

212 R. Boni Lez Le tigri asiatiche: INDONESIA (un esempio) PIL195 M $ (1/4 dellItalia) Crescita+ 6-8 % annuo PIL pro capiteda 500 $ a $ in 20 anni (fino al 1997) - Agricolturada 30 % a 17 % - Industriada 33 % a 40 % - Servizida 36 % a 42 %

213 R. Boni Lez La crisi delle Tigri 2 luglio 1997 Effetto domino Crescita tumultuosa Indebitamento estero a breve Problemi istituzionali

214 R. Boni Lez Linizio della crisi La crisi inizia in Tailandia il 2 luglio 1997 con il crollo del bath, nonostante il governo abbia bruciato tutte le riserve in $ e lFMI abbia cercato di sostenerlo LFMI ha prestato : 18 miliardi di $ alla Tailandia 43 miliardi di $ all Indonesia 58 miliardi di $ alla Corea del Sud

215 R. Boni Lez Lespansione della crisi Con effetto domino la crisi si espande a tutte le tigri asiatiche, le cui monete sono legate al dollaro In Indonesia cade la dittatura di Suharto In Corea del Sud il leader dellopposizione passa dalla galera a fare il capo del governo

216 R. Boni Lez Le scelte della Corea del Sud e della Malaysia La Corea del Sud ignorando i consigli esterni ricapitalizza le sue due banche principali - due modi per aumentare il rapporto tra capitali e prestiti aumentare il capitale ridurre i prestiti - la Corea del Sud sceglie la prima strada - supera la crisi in modo relativamente rapido In Corea e in Malaysia, per il ruolo attivo avuto nella gestione della crisi, la ristrutturazione finanziaria della maggior parte delle aziende è stata completata nel giro di soli due anni

217 R. Boni Lez Il fondo monetario asiatico il Giappone offre 100 miliardi di dollari per - contribuire alla creazione di un fondo monetario asiatico - finanziare azioni di stimolo necessarie per la regione Il Tesoro degli Stati Uniti e lFMI - fanno di tutto per sopprimere liniziativa - lidea viene abbandonata i paesi dellEst asiatico si riuniscono e creano una versione più modesta del fondo, denominato Iniziativa Chang Mai (dalla città tailandese in cui è stata lanciata)

218 R. Boni Lez La crisi delle Tigri I punti di vista dei - Neoliberisti - Gradualisti

219 R. Boni Lez Le cause della crisi delle Tigri (neoliberisti) Corruzione Trasparenza mercato finanziario Mancano giudici Legami politici finanza Indebitamento estero a breve

220 R. Boni Lez Effetti della crisi e ripresa (neoliberisti) Caduta delle dittature Nuove classi medie Società civile Nuove regole imposte da FMI 2000 – Inizia la Ripresa Hong Kong+ 8,5% PIL Indonesia+ 3,5% Tailandia+ 3,5% Corea+ 8,3% Singapore+ 8,0%

221 R. Boni Lez Le cause della crisi delle Tigri (gradualisti) Condizioni imposte dallFMI - Fino al 1997 Aumento dei tassi dinteresse Tagli della spesa pubblica Aumenti delle imposte Condizioni imposte dallFMI - Dopo il 1997 (nonostante le gravissime conseguenze sociali ed economiche) Politiche di contrazione Riduzione del disavanzo della bilancia commerciale

222 R. Boni Lez Condizioni imposte dallFMI (gradualisti) Principali conseguenze sociali ed economiche Distruzione sistematica di posti di lavoro Tassi di interesse a livelli tali da impedire il ricorso ai finanziamenti necessari per creare posti di lavoro Chi ha perso il lavoro è sprofondato nella povertà Chi non lo ha perso è stato colpito da forte insicurezza

223 R. Boni Lez Condizioni imposte dallFMI (gradualisti) Altre conseguenze negative Rinuncia dei paesi a gran parte della loro sovranità economica, con rischi per la democrazia Diminuzione degli investimenti e dei consumi (anticamera della recessione) Drastica riduzione del gettito fiscale Squilibri di bilancio Riduzione delle importazioni da parte dei paesi in crisi Diffusione della stasi congiunturale da un paese allaltro Innesco di una forte recessione esportata in tutto il mondo (effetto domino)

224 R. Boni Lez Tigri asiatiche – La ripresa Nazioni leader nella ripresa della crescita economica - Indonesia+ 11,93 % - Corea+ 11,83 % - Filippine+ 9,30 %(new entry) (Fonte: Sole 24 ore del – Finanza e Mercati)

225 R. Boni Lez La crisi della Nigeria e del Brasile Cause: riduzione delle importazioni da parte dei paesi in crisi paura degli investitori esteri e tagli dei finanziamenti (nel caso del Brasile) Conseguenze: Crollo dei prezzi delle materie prime Crisi finanziaria

226 R. Boni Lez Il Brasile Legame con il $ Fuga di capitali Export in difficoltà Aumento tassi e tasse Recessione

227 R. Boni Lez La crisi dellArgentina È scoppiata nel 2001 a la riprova del fallimento dellFMI lFMI aveva ridotto linflazione agganciando il peso al $ Questa misura, inizialmente positiva, nel lungo termine si è rivelata deleteria in quanto ha: - impedito svalutazioni controllate per favorire le esportazioni - facilitato tensioni speculative crollo del peso

228 R. Boni Lez La Russia Caduta del muro Crollo del modello Libero mercato Chi intraprende I boiardi

229 R. Boni Lez La Russia M = Miliardi PIL392 M $180 M $ Crescita+3%- 4 % PIL pro capite5.000 $1280 $ - Agricolturada 12 %a 7 % - Industriada 50 %a 37 % - Servizida 38 %a 56 % (Dati 1999)

230 R. Boni Lez La crisi russa 1989 Caduta del muro di Berlino Avvio del processo di transizione dal comunismo alleconomia di mercato Errore fondamentale Mancato riconoscimento della centralità del problema della trasformazione delle strutture sociali e politiche del paese

231 R. Boni Lez Realtà economica dellUnione Sovietica ( 1989 ) nelle campagne e nelle fabbriche non ci si doveva preoccupare né di procurarsi i mezzi per produrre né di vendere i prodotti - pensava a tutto lo Stato la disoccupazione non esisteva - non si poneva un problema di sussidi i lavoratori passavano tutta la vita lavorativa nella stessa azienda - mancava un mercato del lavoro non cerano case per i lavoratori per passare da unazienda allaltra - mancava un mercato immobiliare lo Stato - determinava i prezzi in base a criteri politici -impegnava una quota enorme del PIL per le spese militari -aveva la proprietà di tutte le risorse produttive e naturali

232 R. Boni Lez La crisi russa e i fondamentalisti del mercato Errori commessi nel cercare scorciatoie per il capitalismo Liberalizzazione affrettata dei prezzi Rialzo eccessivo dei tassi dinteresse, da parte del governo Eltsin e dellFMI, per contenere linflazione Rigidità delle politiche monetarie Mancanza di regole e di meccanismi di controllo Privatizzazioni effettuate tenendo in scarso conto la concorrenza

233 R. Boni Lez Conseguenze eclatanti La privatizzazione ha favorito la cessione delle aziende di stato ai loro ex dirigenti La mancanza di leggi e di controlli ha favorito la spoliazione delle aziende Programma prestiti in cambio di azioni (in pratica una finta vendita delle aziende di stato) Questi abusi hanno minato la fiducia dei russi nei governi, nella democrazia e nelle riforme

234 R. Boni Lez Il caso dellIndia e della Cina Questi due paesi, contrariamente alle indicazioni dellFMI, avevano introdotto attenti controlli sul movimento dei capitali In tal modo hanno evitato la crisi di origine speculativa del 1997 che aveva investito gli altri paesi dellarea Nel 2002 il PIL della Cina ha superato quello dellItalia e nel 2003 quello della Francia Nel 2008 lIstituto Statistico USA Global Insight ha valutato che il PIL della Cina, nel 2009, supererà quello degli Stati Uniti

235 R. Boni Lez Il sorpasso annunciato della Cina Sondaggio del Boston Consulting Group - la maggioranza degli americani è convinta che il sorpasso della Cina sugli USA sia già avvenuto da tempo perché i giornali USA evidenziano -chiusure di fabbriche e licenziamenti di massa -non arrivo di multinazionali straniere, anche cinesi, che investono e assumono i beni con etichette made in China si notano in tutti gli ipermercati Wal-Mart i prodotti USA nei settori tecnologicamente avanzati (aerospaziale, biomedico, robotica, ecc.) sono meno visibili ai consumatori

236 R. Boni Lez Il sorpasso della Cina sul Giappone Il PIL della Cina ha superato quello del Giappone Non ha ancora superato quello degli USA, contrariamente alle previsioni dellIstituto Statistico Global Insight (2008) Nota La Cina possiede la maggior parte del debito pubblico USA

237 R. Boni Lez Breve storia economica della Cina la Cina, con il 30 % del PIL mondiale, era prima nella classifica della ricchezza delle nazioni (da oltre cinque secoli) Dallinizio della prima guerra delloppio ( ) in poi il crollo cinese fu velocissimo la Gran Bretagna effettuava il sorpasso diventando la prima potenza industriale dellottocento XX secolo - gli USA hanno sottratto il primato allInghilterra, ma senza mai raggiungere il record cinese del dopo 180 anni, la Cina sta per riprendere il primato perduto di centralità asiatica, che aveva detenuto per secoli

238 R. Boni Lez Prospettive nei rapporti con la Cina Un nuovo benessere sta gradualmente raggiungendo - più di un miliardo di cinesi - altri due miliardi di asiatici Ciò crea nuovi mercati per le imprese se - sapranno cogliere la sfida dellinnovazione - riusciranno a pretendere prezzi alti con leccellenza e la qualità dei propri prodotti - rimarranno ugualmente competitivi sul mercato investendo in ricerche davanguardia

239 R. Boni Lez Prof. Romano Boni Scandali globali americani

240 R. Boni Lez Scandali globali americani Il caso della Long Term Capital Investments Gli scandali Enron e Worldcom La scomparsa della Arthur Andersen La risposta americana: Sarbanes-Oxley Act

241 R. Boni Lez Il caso Long Term Investments Società fondata da John Merriwether e da due professori Ha raccolto risparmi per 100 miliardi $ Attività iniziale come Hedge fund Poi è entrata nel mercato dei derivati Ha puntato sui mercati asiatici e sul mercato russo 1998 agosto - dopo mesi di rovesci in Asia crolla la Russia I risparmiatori cercano di ritirare i loro fondi 1998 settembre - non ci sono soldi in cassa - scoppia il caso La Federal Reserve, banca centrale USA, salva la Long Term Investments per non creare drammi sul mercato internazionale

242 R. Boni Lez Hedge fund e Derivati Hedge fund - Fondo di copertura assicurativa contro perdite valutarie dovute ad oscillazioni dei cambi Strumento derivato - Titolo il cui valore è basato sul valore di mercato di altri beni (azioni, indici, valute, tassi, ecc.) - Esistono derivati per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantità di neve caduta in una determinata zona - Utilizzi principali: speculazione, copertura (detta hedging) - Attività sottostanti : sono le variabili alla base dei titoli derivati e possono essere: azioni, obbligazioni, indici o altri derivati

243 R. Boni Lez Lo scandalo Enron Enron nasce dalla fusione di Houston Natural Gas e Internorth - Diventa uno dei maggiori gruppi energetici degli Stati Uniti 2001 autunno - Enron riduce il capitale di 1,2 miliardi $ - Direttore Finanziario Andrew Fastow viene licenziato - Dichiara perdite per 586 milioni $ - Inchiesta SEC 2002 gennaio - Dipartimento di giustizia apre uninchiesta penale - Amministratore Delegato Kenneth Lay si dimette

244 R. Boni Lez Lo scandalo Worldcom Worldcom - Una delle maggiori compagnie telefoniche - Inizio attività nel 1970 con sede nel Mississippi - 2^ negli USA dopo AT&T (telefonia a lunga distanza) - Presente in 65 paesi dipendenti Il bilancio era in perdita ma esibiva un utile netto 2002 giugno - Ammette frode contabile di $ 3,8 miliardi - Direttore finanziario, Scott Sullivan e vice presidente David Myers immediatamente licenziati

245 R. Boni Lez Il costo dei fallimenti Enron e Worldcom Enron - Fallimento da $ 63,4 miliardi 2002 – Worldcom - Fallimento da $ 107 miliardi

246 R. Boni Lez La risposta americana: Sarbanes-Oxley Act Firmato da Gorge Bush il 30 luglio 2002 Aggrava le responsabilità e le pene per i responsabili delle aziende per il reato di falso in bilancio

247 R. Boni Lez S-O Act - Condanne Enron 2002 ottobre - A. Fastow viene imputato di 78 capi daccusa 2003 settembre - Glisan (ex tesoriere) viene condannato a 5 anni A. Fastow viene condannato a 10 anni - Kenneth Lay si consegna allFBI 2006 luglio – Processo di Kenneth Lay (amico di George W. Bush) - riconosciuto colpevole di bancarotta viene condannato a 24 anni - muore dinfarto

248 R. Boni Lez S-O Act - Altre condanne Condannati in base al S-O Act Worldcom (2005) - Bernard Ebber, Chief Executive Officer - 25 anni Adelphia (Società telefonica) - (2005) - John Rigas, presidente - 15 anni - Timothy Rigas, suo figlio - 20 anni Tyco (Settembre 2005) - condannati a 25 anni + risarcimento danni di 134 milioni $ Tennis Kozlowski (ex presidente) + multa 70 milioni $ Mark Swartz (ex vicepresidente) + multa 35 milioni $

249 R. Boni Lez La scomparsa dellArthur Andersen Risultati delle inchieste - Bilanci Enron e Worldcom gonfiati con la complicità della società di revisione Arthur Andersen & Co. - Come? inserendo come poste attive guadagni presunti mascherando perdite effettive 2002 ottobre mila $ di multa ad Arthur Andersen & Co. per aver distrutto documenti compromettenti (circa una tonnellata) La società di revisione AA&Co. è stata costretta a chiudere

250 R. Boni Lez Prof. Romano Boni Scandali globali italiani

251 R. Boni Lez Scandali globali italiani Cirio–De Rica e Parmalat Agli inizi degli anni 2000 emergevano nel nuovo mercato globale Il loro fallimento ha - avuto grande impatto su opinione pubblica italiana per rilevanza delle dimensioni impatto economico e finanziario - evidenziato pericolose falle nei sistemi di controllo connivenze e finanziamenti occulti di politici al vaglio della magistratura

252 R. Boni Lez Cirio-De Rica 1856 Francesco Cirio fonda la società Cirio a Torino 1875 la Cirio è la prima industria conserviera italiana 1891 lazienda fallisce 1894 il fondatore non si arrende e riparte da Napoli 1900 F. Cirio muore, entrano nuovi soci e la società si espande 1972 la SME acquisisce il controllo della società 1993 lIRI vende la SME a pezzi 1994 Sergio Cragnotti acquista il gruppo Cirio-De Rica 2000 inizi - fatturato Cirio-De Rica sfiora i miliardi di lire

253 R. Boni Lez Il fallimento Cirio-De Rica politica aggressiva di acquisizioni di società estere - Del Monte (fatturato: miliardi di lire) sudafricana - Bompril (detergenza, fatturato: 800 miliardi di lire) brasiliana - Peixe (conserve alimentari) brasiliana - Centrale del latte di Roma (poi ceduta a Parmalat) 2002 espansione si interrompe - Sergio Cagnotti non è in grado di restituire obbligazioni per 150 milioni di euro - il gruppo fallisce entrano i commissari che ne curano la gestione e la vendita 2004 fine di settembre - Cirio e De Rica sono acquistati (155 milioni di euro) da Conserve Mediterraneo, controllata al 51 % da Conserve Italia, colosso della cooperazione bianca emiliana

254 R. Boni Lez Cirio-De Rica – Sviluppi giudiziari 25 Settembre 2007 Il GUP * di Roma decide di - Rinviare a giudizio Cragnotti, Geronzi e Fiorani 35 imputati una società di revisione - Prosciogliere gli ex manager di San Paolo - IMI * Giudice per lUdienza Preliminare

255 R. Boni Lez Cirio-De Rica – Il processo 12 febbraio 2008 Il Tribunale Civile di Roma condanna in solido Sergio Cragnotti e Capitalia a risarcire 300 milioni al Gruppo Cirio come risarcimento per la cessione di Eurolat a Parmalat 14 marzo 2008 Inizia il processo Cirio–De Rica

256 R. Boni Lez Lo scandalo Parmalat 19 dicembre Bank of America nega di custodire 4 miliardi di $ del gruppo - Scoppia lo scandalo 23 dicembre Ministero delle Attività Produttive nomina commissario straordinario Enrico Bondi 27 dicembre Calisto Tanzi viene arrestato a Milano 31 dicembre Viene arrestato lAD Fausto Tonna

257 R. Boni Lez Processo Parmalat 28 settembre 2005 Comincia a Milano il processo a Calisto Tanzi e ad altri 18 imputati per i reati di aggiotaggio e false comunicazioni al mercato Aggiotaggio - Delitto commesso da chi divulga notizie false o tendenziose o usa altri mezzi al fine di causare una variazione dei prezzi delle merci o dei valori quotati in borsa, in modo da turbare landamento delle attività commerciali e trarne illeciti profitti (Fonte: Dizionario Garzanti )

258 R. Boni Lez Parmalat – Sviluppi Maggio 2007 Parmalat cresce di nuovo in termini di utili e di ricavi grazie ad Enrico Bondi. La sua posizione finanziaria netta è tornata in utile per 87,4 milioni (trimestrale di bilancio al ) Il titolo azionario ha raggiunto 3,3 da 2 di fine 2005 I cittadini si sono costituiti parte civile nel processo contro la Parmalat Ottobre 2008 Calisto Tanzi è condannato a 10 anni e allinterdizione dai pubblici uffici. Assolti i funzionari dalla Bank of America

259 R. Boni Lez La risposta italiana - Falso in bilancio depenalizzato Leggi e D.L. proposti e approvati dal Governo Berlusconi ( ) Decreto delegato per la riforma del diritto societario (2001) depenalizza il reato di falso in bilancio per le società non quotate in Borsa - 26 settembre caso All Iberian chiuso perché il falso in bilancio non è più reato per una società non quotata Leggi che hanno ridotto i termini di prescrizione di gravi reati (es. corruzione di magistrati) - caso SME - Consolidato Fininvest - Procedimenti penali per i reati di corruzione chiusi per decorrenza dei termini

260 R. Boni Lez Le conseguenze Perdita di credibilità dellItalia Gli scandali Cirio-De Rica e Parmalat hanno evidenziato la mancanza di - regole - controlli - attenzione da parte della politica - informazione finanziaria comprensibile al cittadino LItalia è agli ultimi posti per investimenti esteri

261 R. Boni Lez Prof. Romano Boni Reazioni alla globalizzazione

262 R. Boni Lez Reazioni contro la globalizzazione Cenni storici Un documento No global ante litteram Le contestazioni (da Seattle a Cancun) Prospettive

263 R. Boni Lez Cenni storici XVIII sec. I gesuiti in Sud America levarono la loro voce in difesa degli Indios XIX sec. primi scritti no global modernamente intesi

264 R. Boni Lez Un documento no global ante litteram Io sono convinto che le strade di ferro, i telegrafi, le macchine, i miglioramenti dellindustria, tutto ciò finalmente che sviluppa e facilita il commercio, è da una legge fatale destinato ad impoverire le masse fino a che il riparto dei benefizi sia fatto dalla concorrenza. Tutti quei mezzi aumentano i prodotti, ma li accumulano in un piccolo numero di mani, dal che deriva che il tanto vantato progresso termina per non esser altro che decadenza. Se tali pretesi miglioramenti si considerano come un progresso, questo sarà nel senso di aumentare la miseria del povero per spingerlo infallibilmente a una terribile rivoluzione, la quale, cambiando lordine sociale, metterà a profitto di tutti ciò che riesce a profitto di alcuni

265 R. Boni Lez Il documento è di Carlo Pisacane È un brano del suo Testamento politico scritto a Genova il 24 marzo 1857 prima di imbarcarsi per la spedizione di Sapri

266 R. Boni Lez Le contestazioni 1999 – Seattle (USA) – 1^ contestazione contro il WTO 2001 Marzo – Genova – disordini contro il G8 (1^ vittima Carlo Giuliani) 2002 Novembre – Firenze – Social forum – prospettive per la costruzione di un metodo di confronto 2003 Settembre – Cancun (Messico) – Fallimento del confronto tra Europa/America e paesi emergenti al vertice del WTO Suicidio del sindacalista coreano Lee

267 R. Boni Lez Le denunce di Naomi Klein il suo bestseller No Logo (2002) bandiera dei no global racconta - gli aspetti più subdoli della globalizzazione - la progressiva imposizione dei "marchi - la ribellione contro questo mondo di etichette Il suo nuovo libro Shock Economy (2007) - smonta il mito del trionfo pacifico e democratico delleconomia di mercato - solo uno shock causato dal terrorismo, da un cataclisma o dalla guerra può consentire al capitalismo di conquista di trasformare il politicamente impossibile in politicamente inevitabile

268 R. Boni Lez La democrazia e le sue radici globali Saggio di Amartya Sen che, in unintervista concessa a Paolo Flores DArcais (11 marzo 2004) così si esprime - La globalizzazione di per sé non è un problema - La globalizzazione in economia, nelle scienze, in matematica, nella musica è qualcosa che arricchisce lumanità, è un fatto assolutamente positivo - Il problema è lineguaglianza nel partecipare alla globalizzazione

269 R. Boni Lez Letà dellodio Sottotitolo Esportare democrazia e libero mercato genera conflitti etnici? La studiosa cinese Amy Chua in questo saggio mette in evidenza che: Libero mercato e democrazia, senza ridistribuzione della ricchezza (o stato sociale o welfare) sono incompatibili perché - il potere dei numeri (democrazia) mal si concilia con - il potere della proprietà (capitalismo)

270 R. Boni Lez Lapproccio degli Stati Uniti Secondo Amy Chua Approccio degli Stati Uniti, negli ultimi anni - mescolare la forma più cruda di capitalismo con la forma più grezza di democrazia - esportare questa miscela nei paesi più poveri, frustrati e disperati del mondo Se si aggiunge qualche minoranza economicamente dominante risulta che - linstabilità insita in questa forma primitiva di democrazia sarà aggravata allennesima potenza dalle forze dellodio etnico

271 R. Boni Lez Un salto indietro nel tempo Giuseppe Mazzini nei Doveri delluomo scriveva: In questi ultimi cinquanta anni … la produzione ha raddoppiato … il commercio … ha conquistato più forza … Perché il nuovo impulso comunicato allindustria e al commercio ha creato, non il benessere dei più, ma il lusso di alcuni? (Londra il 23 aprile 1860)

272 R. Boni Lez La globalizzazione e lItalia Sono passati cento cinquanta anni Nel mercato globale ritroviamo lo stesso squilibrio tra il lusso di alcuni e la misera condizione dei più In Italia - il 10 % della popolazione detiene il 50 % della ricchezza - ci sono più di due milioni di disoccupati - i giovani sono costretti ad accettare lavori precari - il PIL reale è stazionario da più di 15 anni

273 R. Boni Lez Il muro dellOccidente contro i poveri del mondo Le ondate migratorie, fenomeno drammatico del nuovo millennio: - mettono a nudo le tensioni della cultura liberale e democratica e, in particolare, due problemi di giustizia : distributiva politica Robet Goodin, studioso australiano ha scritto: - fino a quando i beni non circoleranno equamente, è inevitabile che le persone vadano a cercarli dove si trovano È quindi inutile e controproducente innalzare muri e creare barriere

274 R. Boni Lez Le responsabilità dellOccidente Lunica soluzione per i paesi del primo mondo è: - adottare politiche globali di giustizia distributiva, altrimenti saranno la meta obbligata alla quale tenderanno i tanti disperati della terra LEuropa dovrebbe farsi promotrice di un progetto politico democratico basato su strategie di - giustizia distributiva a livello globale - integrazione politica a livello nazionale È la strada obbligata per - difendere la qualità della nostra democrazia - acquisire lautorità morale per poterla diffondere

275 R. Boni Lez Prof. Romano Boni La crisi dellOccidente

276 R. Boni Lez Le ideologie del XX secolo Prima metà - Ascesa e crollo del Fascismo e del Nazismo Seconda metà - Crollo del Comunismo ( ) - Crisi del Capitalismo ( )

277 R. Boni Lez Il fantasma della povertà Si prevede che il fantasma della povertà(*) arriverà in Occidente perché: - lOccidente esporta ricchezza e importa povertà - si muovono i capitali occidentali non gli operai - i salariati occidentali si trovano stretti tra salari orientali e costi occidentali così la povertà entra nella busta paga - gli occidentali non comprendono che (a) mondializzazione delleconomia, (b) crisi dello Stato sociale (Welfare State), (c) crisi della politica, sono anelli spezzati della stessa catena - non si può competere con lAsia sulla forza lavoro - per lo sviluppo è strategico linvestimento pubblico nel capitale umano e luso formativo dei network televisivi pubblici (*) 1995 – Saggio politico di alcuni studiosi, tra cui Giulio Tremonti

278 R. Boni Lez La paura e la speranza * Dal PIL USA gonfiato da continue bolle - dalla new economy alla crescita dei valori immobiliari crisi finanziaria USA - parte dalla crisi dei mutui subprime bilancia commerciale USA squilibrata - dal 2000 al 2007 il debito pubblico USA è salito da 5600 a 9000 miliardi di dollari Cina ne possiede quasi la metà dipendenza finanziaria USA dallesterno accentuata dagli investimenti dei fondi sovrani nellindustria bancaria crisi ruota intorno al mercatismo - versione degenerata del liberismo se il mondo è unico, le politiche non possono essere diverse le regole non possono essere parziali. O sono generali o non sono * Giulio Tremonti - Mondadori - Marzo 2008

279 R. Boni Lez La paura e la speranza * lEuropa non ha superato la dimensione del mercato si illude che il mercato possa sostituire la politica - la politica senza la realtà è vuota - leconomia senza la politica è cieca lEuropa non ha: una politica estera - un seggio unico allONU - una politica industriale un funzionale sistema di diritti a tutela della proprietà industriale e intellettuale regole per vietare la concorrenza asimmetrica con i paesi esteri che violano le regole una politica commerciale - è rappresentata nel WTO solo da un Commissario una politica energetica - è in posizione di debolezza nei confronti dei fornitori esteri una politica demografica una politica sociale che ignora gli effetti destabilizzanti prodotti dal lavoro precario una politica culturale * Giulio Tremonti - Mondadori - marzo 2008

280 R. Boni Lez la speranza * La speranza di superare questi momenti è legata alla combinazione di identità e valori sintetizzati in sette parole chiave (5 blocchi concettuali) - valori, famiglia e identità - autorità - ordine - responsabilità - federalismo al potenziamento della funzione democratica del Parlamento Europeo * Giulio Tremonti - Mondadori - marzo 2008

281 R. Boni Lez La crisi americana Congresso USA - Parlamentari Pennsylvania richiamano spirito del 1776 per trovare soluzione a pignoramenti e crisi bancaria marzo 2008 Banca daffari Bear Stearns assorbita dalla Jp Morgan Chase Governo americano salva Fannie Mae e Freddie Mac, colossi dei mutui Banca daffari Lheman Brothers fallisce (debiti: $ 613 miliardi) Merrill Linch acquisita da Bank of America ($ 50 miliardi) Fed assume il controllo del 79,9 % della AIG e acquisisce diritto di veto sul versamento di dividendi (con 85 miliardi di $) Washington Mutual fallisce - acquistata dalla JP Morgan - 13^ banca americana a fallire Senato e Congresso approvano piano anticrisi del Presidente George W. Bush e maxi finanziamento per le banche ($ 700 miliardi)

282 R. Boni Lez Linnesco della crisi europea e mondiale Mario Draghi Governatore della Banca dItalia - la crisi richiede interventi urgenti sul fronte monetario, fiscale e regolamentare per ripristinare la stabilità dei prezzi, necessaria per sostenere la crescita Crollano le borse in tutto il mondo 2 ottobre 2008 Jean-Claude Trichet presidente della BCE annuncia che il tasso di riferimento resta invariato al 4,25 % Perdite pesanti per le Borse europee - Milano: - l8,24 % - Londra: - 7,25 % Global Financial Stability - crisi dei mutui USA costerà $ miliardi (circa miliardi)

283 R. Boni Lez Autunno 2008 La crisi, partita dagli Stati Uniti, ha investito lEuropa e tutto il mondo Si è capito che è necessario un coordinamento senza frontiere per contrastare il panico e riportare leconomia su un terreno più solido a livello mondiale è stato deciso il taglio di 1/2 punto del costo del denaro. La Fed ha portato i tassi all'1,5% e la Bce al 3,75%. Hanno partecipato Banca d'Inghilterra, Banca del Canada, Banche centrali di Svezia e Svizzera e Banca centrale cinese ( - 0,27%) Governo inglese - piano per dare liquidità alle Banche. Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi - decreto legge che impedisce fallimento delle banche e fornisce garanzia pubblica ai depositi bancari fino a euro in aggiunta a quella del Fondo Interbancario

284 R. Boni Lez Autunno Primi accordi Il Presidente francese Nicolas Sarkozy, Presidente di turno della Comunità Europea, in acccordo con Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, convoca i 15 capi di governo dellEurogruppo per varare un piano di ricapitalizzazione delle banche, sul modello di quello britannico Laccordo, condiviso dal Governo Americano, è sottoscritto dai 27 capi di governo dellUnione Europea Il coordinamento euro americano restituisce un po di fiducia ai mercati

285 R. Boni Lez novembre 2008 Presidente Bush convoca una riunione dei 20 paesi più industrializzati del mondo (G20) per - fronteggiare la crisi finanziaria - frenarne limpatto sulleconomia reale - evitare la paventata recessione mondiale I risultati dellincontro sono poco significativi Lattesa è focalizzata su quel che farà il nuovo Presidente USA Barak Obama che subentrerà a Bush dal febbraio 2009

286 R. Boni Lez Autunno 2009 Nel 2009 il nuovo Presidente USA Barak Obama partecipa alle riunioni del G8 e del G20 Lauspicio è che si avvii una nuova Bretton Woods, basata su una ampia visione del mondo, per riformare profondamente le regole e gli istituti di governo delleconomia globale e tenere conto della finanza, ma anche del lavoro, delle materie prime e dellenergia Il si è svolta a Pittsburgh lultima riunione del G20 per il 2009 Conclusione: tante raccomandazioni sottoscritte da tutti, pochi passi concreti su singoli problemi - Esempio: è stato impossibile formulare tetti precisi e gabbie visibili per i bonus ai banchieri responsabili di perdite finanziarie

287 R. Boni Lez Prof. Romano Boni Un nuovo sistema di regole

288 R. Boni Lez Un nuovo sistema di regole A fronte dellultima crisi mondiale iniziata nel 2007 e nonostante le deludenti risposte fornite dai vari G8 e G20, abbiamo preso coscienza che: Non esistono formule magiche per risolvere i problemi, non solo economici Facciamo tutti parte di una comunità globale e dobbiamo darci delle regole che ci permettano di convivere e di progredire Queste regole devono: - essere, ed essere considerate, eque e giuste - tener conto dei poveri e dei potenti - essere animate dai principi fondamentali della decenza e della giustizia sociale - non devono lasciare spazio a estremismi o fondamentalismi sia economici che religiosi

289 R. Boni Lez Una speranza per il futuro La soluzione non è facile perché queste regole devono contemperare - democrazia, capitalismo, ridistribuzione della ricchezza, - stato sociale e stato di diritto (complemento indispensabile) È però giunto il momento di preoccuparsi che le cose funzionino e di ripensare a come vengono prese le decisioni e nellinteresse di chi Una globalizzazione gestita in modo equo e giusto permetterà di creare una nuova economia mondiale la cui crescita sarà più sostenibile, più equamente distribuita e potrà contribuire al progresso di tutti

290 R. Boni Lez Una prospettiva positiva 12 settembre Evento di grande valore simbolico Dichiarazione di Interdipendenza - Filadelfia (USA) Istituzione della Giornata dInterdipendenza - promossa dal Prof. Benjamin R. Barber - celebrata nel 2003 a Filadelfia e a Budapest 12 settembre ^ Giornata dInterdipendenza - celebrata a Roma - Intervenuti: Prof. Benjamin R. Barber, Sindaco di Roma (Walter Veltroni), eminenti personalità, rappresentanti del Segretario dellONU (Kofi Hannan) e del Presidente della Commissione Europea (Romano Prodi)

291 R. Boni Lez La dichiarazione di Interdipendenza Filadelfia, 12 settembre 2003 Noi, il popolo del mondo, con la presente dichiariamo la nostra interdipendenza come individui e membri di comunità e nazioni distinte. Ci impegniamo ad essere cittadini di un unico CivWorld: un mondo civico, civile e civilizzato. Senza pregiudizio per le risorse e gli interessi delle nostre identità nazionali e regionali, riconosciamo le nostre responsabilità nei confronti delle risorse comuni e delle libertà dellintero genere umano. …

292 R. Boni Lez La dichiarazione di Interdipendenza ( 12 sett ) Ci impegniamo altresì ad operare sia direttamente sia tramite le nazioni e le comunità cui pure apparteniamo come cittadini, per: garantire giustizia ed uguaglianza per tutti … forgiare un ambiente globale sicuro e sostenibile per tutti … offrire ai bambini, nostro futuro comune, particolare attenzione e protezione nella distribuzione delle risorse comuni …. mettere in atto forme democratiche di governance globale, civile e legale, che consentano di garantire i nostri comuni diritti … promuovere la realizzazione di politiche e istituzioni democratiche in grado di esprimere e salvaguardare la nostra appartenenza alla medesima comunità umana sostenere spazi liberi in cui le nostre particolari identità religiose, etniche e culturali possano prosperare e dove le nostre esistenze – tutte di pari valore – possano essere condotte con dignità, al riparo da qualsiasi forma di egemonia politica, economica e culturale

293 R. Boni Lez – 60° anniversario delle Nazioni Unite Dichiarazione del summit – Un passo significativo enumera - nuovi diritti e nuovi obblighi della comunità internazionale relativi allintervento nelle questioni interne del Darfur Il Nobel per leconomia Joseph Stiglitz ha commentato positivamente - stiamo diventando un mondo nel quale ciascuno di noi è responsabile dei propri fratelli

294 R. Boni Lez – Tribunale dellAja il Tribunale dellAja ha dichiarato che avvierà una procedura di incriminazione del Presidente del Sudan per crimini contro lumanità in Darfur Purtroppo il problema del Darfur, è ancora irrisolto così come tante altre gravi situazioni a livello mondiale


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