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Retorica, linguaggi e stili del giornalismo e dellinformazione 2010-11 A.M. Lorusso e P. Violi, Semiotica del testo giornalistico, Roma-Bari, Laterza,

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1 Retorica, linguaggi e stili del giornalismo e dellinformazione A.M. Lorusso e P. Violi, Semiotica del testo giornalistico, Roma-Bari, Laterza, 2004 A.M. Lorusso e P. Violi, Semiotica del testo giornalistico, Roma-Bari, Laterza, 2004 E. Calaresu, Testuali parole. La dimensione pragmatica e testuale del discorso riportato, FrancoAngeli, Milano 2004 (fino a p. 123) E. Calaresu, Testuali parole. La dimensione pragmatica e testuale del discorso riportato, FrancoAngeli, Milano 2004 (fino a p. 123) M. Sbisà, Detto non detto, Roma-Bari, Laterza 2007 (Introduzione, capp. 2 e 4) M. Sbisà, Detto non detto, Roma-Bari, Laterza 2007 (Introduzione, capp. 2 e 4)

2 I mestieri della parola e le scienze del linguaggio Stretto rapporto storico tra giornalismo e vicende della lingua italiana Difficile incontro tra la linguistica e la dimensione sociale e comunicativa del linguaggio

3 Sapere e conoscere Sapere = capacità pratica, saper fare Sapere = capacità pratica, saper fare Non implica necessariamente conoscenze formalizzabili Non implica necessariamente conoscenze formalizzabili Conoscenza = sapere esplicito e proposizionale Implica la formalizzazione dei saperi

4 Quine (1970): la scienza è «senso comune autoconsapevole» Continuità tra i processi del ragionamento scientifico e quelli utilizzati nella vita di tutti i giorni. Continuità tra i processi del ragionamento scientifico e quelli utilizzati nella vita di tutti i giorni. I primi sono rallentati e pubblici (cioè analitici e articolati), i secondi sono per lo più rapidi e taciti. I primi sono rallentati e pubblici (cioè analitici e articolati), i secondi sono per lo più rapidi e taciti. Fare scienza significa portare allo scoperto lattività di giustificazione del senso comune, sottoporre a ingrandimento i nostri percorsi quotidiani di pensiero e conoscenza Fare scienza significa portare allo scoperto lattività di giustificazione del senso comune, sottoporre a ingrandimento i nostri percorsi quotidiani di pensiero e conoscenza

5 Gorz, Limmateriale, Boringhieri, 2003 Il rapporto tra le conoscenze e i saperi, tra le scienze e le pratiche influisce in modo decisivo sulla vitalità della società e della cultura, che dipende dalle possibilità di integrare le conoscenze nei saperi. Al contrario una mancata integrazione tra scienze e cultura comune determina il progressivo deperimento di questultima. Il rapporto tra le conoscenze e i saperi, tra le scienze e le pratiche influisce in modo decisivo sulla vitalità della società e della cultura, che dipende dalle possibilità di integrare le conoscenze nei saperi. Al contrario una mancata integrazione tra scienze e cultura comune determina il progressivo deperimento di questultima. Il pericolo riguarda a maggior ragione la sfera del linguaggio. Il pericolo riguarda a maggior ragione la sfera del linguaggio.

6 Sensibilità ecologica: Sensibilità ecologica: Resistenza al divorzio tra conoscenze e saperi vissuti Resistenza al divorzio tra conoscenze e saperi vissuti Sul piano linguistico: opposizione alla alienazione linguistica (ripetizione irriflessa di schemi linguistici altrui, stereotipi linguistici) Sul piano linguistico: opposizione alla alienazione linguistica (ripetizione irriflessa di schemi linguistici altrui, stereotipi linguistici) Terapia: pensare nella lingua e pensare la lingua, le sue strutture, i suoi usi e le sue variazioni Terapia: pensare nella lingua e pensare la lingua, le sue strutture, i suoi usi e le sue variazioni

7 Epilinguistico e Metalinguistico Sapere epilinguistico Coscienza epilinguistica Conoscenza metalinguistica Sapere linguistico pratico conoscenza implicita ed interna allindividuo conoscenza implicita ed interna allindividuo Usi linguistici ordinariUsi linguistici ordinari Sapere riflessivo-pratico rapporto cosciente con certi contenuti del sapere epilinguisticorapporto cosciente con certi contenuti del sapere epilinguistico Arti della parolaArti della parola Sapere riflessivo-teorico conoscenza esplicitamente rappresentata ed esterna allindividuo conoscenza esplicitamente rappresentata ed esterna allindividuo Scienze del linguaggioScienze del linguaggio

8 Arti della parola Ars o Téchne: indica originariamente una forma di conoscenza finalizzata alla produzione di fenomeni empirici. Retorica Retorica Dialettica Dialettica Grammatica Grammatica Il sapere riflessivo nasce dalle pratiche linguistiche, la cui elaborazione non può essere disgiunta da una qualche forma di speculazione: la tecnica procede congiuntamente alla scienza

9 Rastier, Arti e scienze del testo, Meltemi, 2003 Le arti sono discipline pratiche o comunque empiriche: possono essere comprese solo nellorizzonte della prassi e hanno bisogno di unetica. Le arti sono discipline pratiche o comunque empiriche: possono essere comprese solo nellorizzonte della prassi e hanno bisogno di unetica. Il testo è la dimensione fondamentale della lingua. Il testo è la dimensione fondamentale della lingua.

10 Mestieri della parola Narrazione / poesia (accento sulla funzione espressiva) Narrazione / poesia (accento sulla funzione espressiva) Attività giuridica / politica (accento sulla funzione argomentativa) Attività giuridica / politica (accento sulla funzione argomentativa) Ricerca e narrazione storica / Giornalismo (accento sulla funzione rappresentativa/informativa) Ricerca e narrazione storica / Giornalismo (accento sulla funzione rappresentativa/informativa) Problema della ibridità e della mescolanza dei generi (Fairclough)

11 Lavoro del linguista sottoporre alla riflessione metalinguistica (filosofica e scientifica) le potenzialità e le modalità linguistiche espressive (studio dei rapporti del parlante con la lingua) espressive (studio dei rapporti del parlante con la lingua) informative (studio della capacità semantica e referenziale) informative (studio della capacità semantica e referenziale) argomentative (analisi dei modi in cui linguisticamente riusciamo ad agire sugli altri e, mediatamente, sul mondo). argomentative (analisi dei modi in cui linguisticamente riusciamo ad agire sugli altri e, mediatamente, sul mondo).

12 Linguistica e giornalismo Critiche ricorrenti sullo stato della lingua nel giornalismo. Critiche ricorrenti sullo stato della lingua nel giornalismo. Eco, in Gli italiani e la lingua, a cura di Lo Piparo e Ruffino, Sellerio, 2005 Eco, in Gli italiani e la lingua, a cura di Lo Piparo e Ruffino, Sellerio, 2005 Perché se esiste la critica televisiva e cinematografica non può esistere la critica dello stile e del linguaggio giornalistico? Perché se esiste la critica televisiva e cinematografica non può esistere la critica dello stile e del linguaggio giornalistico? Bisogna lasciare che la gente parli come vuole ma non permettere questo lusso ai giornali e alla radiotelevisione, a cui bisognerà imporre attraverso un controllo serrato che parlino come si mangia, ovvero usando coltello e forchetta.

13 Tranfaglia, La lingua dei giornali oggi, nello stesso volume: Tranfaglia, La lingua dei giornali oggi, nello stesso volume:..la cosa preoccupante è che della formazione linguistica nessuno si occupa per cui noi avremo dei giornalisti che, usciti dalluniversità, spesso conosceranno quello che io insegno, la storia contemporanea, ma non sapranno esprimersi in italiano. mi sembra che proprio questi mezzi di comunicazione in generale tendano a portare a una lingua più povera, a una lingua semplificata e più povera anche di quella che si parla, oltre che di quella che si scrive, e questo ha una serie di effetti, soprattutto se poi viene mescolata al linguaggio pubblicitario.

14 Che cosè il linguaggio giornalistico? Esiste una specificità della comunicazione verbale giornalistica, un codice linguistico a cui in qualche modo i giornalisti fanno riferimento quando scrivono i loro articoli? (Marrone, Corpi sociali, 2001) De Mauro, Giornalismo e storia linguistica dellItalia unita, in Castronovo e Tranfaglia (a cura di), La stampa italiana del neocapitalismo, 1976, pp : Non si può parlare del linguaggio giornalistico come di una lingua speciale: il giornale è un coacervo di lingue speciali (finalizzati a raggiungere una tipologia eterogena di lettori e a trattare diversi argomenti nelle diverse sezioni). Beccaria, I linguaggi settoriali in Italia, 1973, p. 64 sg.: Più che un linguaggio settoriale, quello giornalistico è lo specchio di molteplici linguaggi settoriali che sono presenti nella società, la cui risultante è ovviamente la lingua come codice più o meno condiviso.

15 Anche dal punto di vista dellanalisi del discorso (vedi oltre) non è possibile pensare a un genere discorsivo compatto ma è opportuno pensare a una costellazione di generi (o sottogeneri) che comprendono forme e soprattutto situazioni molto diverse in cui si esplica lattività giornalistica in senso lato: Importanza del concetto di fuzzy set, utilizzato da van Dijk per lanalisi del discorso politico: problema epistemologico del rapporto tra discreto e continuo. Vedi anche il concetto sociolinguistico di testi misti.

16 Possibili percorsi di analisi linguistica La prospettiva sociolinguistica, fondamentale, può mettere in luce soprattutto questioni di stile, differenti da epoca a epoca ma anche da giornale a giornale. Ad esempio, sono stati evidenziati nei giornali degli anni Settanta fenomeni apparentemente eterogenei come la contemporanea presenza di forestierismi, regionalismi, gerghi giovanili, forme colloquiali, neologismi, eufemismi, formule burocratiche, forme letterarie desuete e ampollose, tendenza alla economia linguistica (nominalizzazioni, abbreviazioni, ellissi, parole macedonia, ecc.). Queste ricerche sono alla base di una delle direttrici dello studio linguistico dei giornali: rapporto che il linguaggio giornalistico intrattiene con la lingua comune.

17 Rilevanza in questo contesto degli studi di De Mauro, Giornalismo e storia linguistica dellItalia unita, cit. Rilevanza in questo contesto degli studi di De Mauro, Giornalismo e storia linguistica dellItalia unita, cit. Complicato intreccio tra vicende della società italiana e vicende linguistiche, tra conformazione della realtà linguistica italiana e modo di scrivere i giornali; contributo della scrittura giornalistica alla trasformazione della lingua nazionale.

18 Evidentemente questa varietà in diafasia, si interseca con le varietà diamesiche disponibili (ovvero con le numerose variazioni mediali entro cui il discorso giornalistico può avvenire, che polarizzano verso il basso o verso lalto, a seconda dei casi, il registro di formalità) (vedi Cortelazzo e Paccagnella 1981). De Mauro, 1976: Lattenzione sempre più diffusa agli aspetti linguistici della comunicazione di massa deve tradursi nel riconoscimento analitico della grande varietà di tendenze di stile e usi della lingua nel vario mondo della stampa italiana.

19 Contributi della stampa alla lingua italiana Allargamento del lessico attraverso ladozione di parole straniere nella forma di esotismi, adattamenti o calchi Allargamento del lessico attraverso ladozione di parole straniere nella forma di esotismi, adattamenti o calchi De Mauro registrava nel 1976: De Mauro registrava nel 1976: Boom, gap, sputnik, coupè, golpe, kibbutz, fellah Sveltimento della sintassi (diffusione della frase nominale) (ma anche tendenza allappesantimento: se -> nella misura in cui; su -> relativo a Sveltimento della sintassi (diffusione della frase nominale) (ma anche tendenza allappesantimento: se -> nella misura in cui; su -> relativo a Tecnicismi (ma anche inutili pseudotecnicismi): Tecnicismi (ma anche inutili pseudotecnicismi): fare una scelta -> operare una scelta; rimandare -> dilazionare; politico -> politicizzato

20 In questo contesto si collocano due linee di ricerca: 1. Lindagine storica intorno a quella parte del linguaggio giornalistico che coincide con la storia della lingua italiana (Bonomi, L'italiano giornalistico: dall'inizio del '900 ai quotidiani on line, Firenze, Cesati, 2002; Gualdo, Litaliano dei giornali, Carocci, 2007). 2. Una seconda linea di ricerca riguarda la comprensibilità del linguaggio giornalistico (Eco, De Mauro), a fronte di livelli di alfabetizzazione e scolarizzazione che tradizionalmente, nel caso italiano, sono stati tra i più bassi dellOccidente. In questo caso lo spunto è stato dato da alcune pioneristiche indagini del Servizio Opinioni della Rai intorno alla reale comprensione, da parte di campioni di cittadini di svariata provenienza socio-culturale, di parole elementari delluso politico ed economico (dove compare la mitica casalinga di Voghera). Denuncia delloscurità del linguaggio giornalistico e interventi di semplificazione (es. Manuale di stile, 1997).

21 La questione della semplificazione È uno dei grandi temi dellanalisi linguistica: il problema del giornalese. È uno dei grandi temi dellanalisi linguistica: il problema del giornalese. Nel 1971 Eco si chiedeva perché il giornale italiano fosse difficile da leggere: si trattava di una radicale incompetenza linguistica del pubblico o di una mancata attenzione delle redazioni alle esigenze dei loro lettori? Nel 1971 Eco si chiedeva perché il giornale italiano fosse difficile da leggere: si trattava di una radicale incompetenza linguistica del pubblico o di una mancata attenzione delle redazioni alle esigenze dei loro lettori? Risposta di Eco: loscurità ha una funzione strategico-comunicativa molto precisa con esito ideologico-politico regressivo: Il giornale è il bollettino di un gruppo di potere che fa un discorso ad altri gruppi di potere. E molte volte questo discorso deve passare sopra la testa del pubblico. Cioè il grosso pubblico non deve sapere quale sia il discorso che un quotidiano fa al governo o alla Fiat, o allIri, perché questo discorso lo turberebbe(Eco, Guida allinterpretazione del linguaggio giornalistico, cit. in Marrone, 2001: 69) In tal modo la funzione informativa viene sostituita con una funzione fatica In tal modo la funzione informativa viene sostituita con una funzione fatica

22 Dalla oscurità alla semplificazione Oggi loscurità della lingua dei giornali è stata sostituita da un linguaggio alla portata di quella entità magmatica che si chiama la gente (Eco, Cinque scritti morali, Bompiani, 1997, p. 54). Oggi loscurità della lingua dei giornali è stata sostituita da un linguaggio alla portata di quella entità magmatica che si chiama la gente (Eco, Cinque scritti morali, Bompiani, 1997, p. 54). Come nel linguaggio politico, anche in quello giornalistico si può parlare di approdo al gentese (Gualdo, La faconda repubblica, 2004): abuso di frasi fatte e luoghi comuni che non informano su nulla. Come nel linguaggio politico, anche in quello giornalistico si può parlare di approdo al gentese (Gualdo, La faconda repubblica, 2004): abuso di frasi fatte e luoghi comuni che non informano su nulla. Vedi anche Loporcaro, Cattive notizie, Feltrinelli 2005 per la critica alla semplificazione del linguaggio giornalistico Vedi anche Loporcaro, Cattive notizie, Feltrinelli 2005 per la critica alla semplificazione del linguaggio giornalistico

23 Questione delle formule e dei luoghi comuni La formula è una frase breve, efficace, facile da ricordare, la cui funzione è condensare un pensiero complesso dandogli maggiore forza a partire da tale condensazione. Figura della chiusura. La formula è una frase breve, efficace, facile da ricordare, la cui funzione è condensare un pensiero complesso dandogli maggiore forza a partire da tale condensazione. Figura della chiusura. La parola non serve a fornire serie valutazioni dei fatti ma a riproporre proverbi e detti popolari (forza conservatrice, punto di vista delluomo qualunque) La parola non serve a fornire serie valutazioni dei fatti ma a riproporre proverbi e detti popolari (forza conservatrice, punto di vista delluomo qualunque)

24 Es. (primi decenni del 900): Bastone nodoso, questione annosa, sentiero tortuoso Es. (primi decenni del 900): Bastone nodoso, questione annosa, sentiero tortuoso Criticati da Mussolini giornalista, poi insaziato violentatore semantico (De Mauro, 1976): Criticati da Mussolini giornalista, poi insaziato violentatore semantico (De Mauro, 1976): Figura maschia, sagoma romana, forgiato nel bronzo, dura vigilia, immancabili mete, democrazie agnostiche e imbecilli, invocazione incontenibile, grido oceanico Figura maschia, sagoma romana, forgiato nel bronzo, dura vigilia, immancabili mete, democrazie agnostiche e imbecilli, invocazione incontenibile, grido oceanico Le formule più ricorrenti oggi Le formule più ricorrenti oggi Tirare per la giacchetta Tirare per la giacchetta Mettere le mani nelle tasche del consumatore Mettere le mani nelle tasche del consumatore Anche le formiche nel loro piccolo.. Anche le formiche nel loro piccolo.. La prima gallina a cantare ha fatto luovo La prima gallina a cantare ha fatto luovo Cantar vittoria Cantar vittoria Vedi anche le funzioni retoriche della ripetizione Vedi anche le funzioni retoriche della ripetizione

25 Dalla lingua al discorso Ogni considerazione sulla lingua dei giornali non può prescindere dalla loro forma testuale Ogni considerazione sulla lingua dei giornali non può prescindere dalla loro forma testuale La notizia ha sempre un duplice riferimento al contesto (interno e esterno) di enunciazione, dunque è un discorso. La notizia ha sempre un duplice riferimento al contesto (interno e esterno) di enunciazione, dunque è un discorso. Il discorso infatti (Adam 1999), diversamente dal testo, comprende anche le condizioni extralinguistiche della sua produzione (il contesto). Il discorso infatti (Adam 1999), diversamente dal testo, comprende anche le condizioni extralinguistiche della sua produzione (il contesto).

26 Che cosè il discorso? Discorso è una unità minima significante superiore alla frase e che ha una sua riquadratura formale: un unizio, uno sviluppo e una conclusione. Discorso è una unità minima significante superiore alla frase e che ha una sua riquadratura formale: un unizio, uno sviluppo e una conclusione. Discorso è anche ragionamento o modo di ragionare (logos). Discorso è anche ragionamento o modo di ragionare (logos). Un buon contributo alla comprensione del termine è dato da Maingueneau (1976), che individua sei significati del termine: Un buon contributo alla comprensione del termine è dato da Maingueneau (1976), che individua sei significati del termine:

27 1. discorso come parole (linguistica strutturale): uso della lingua soggettivamente caratterizzato 2. discorso come enunciato, unità linguistica di dimensione superiore alla frase (dimensione transfrastica) 3. insieme di meccanismi di incatenamento della frase (simile al 2; utilizzato in particolare da Harris) 4. condizioni di produzione di un enunciato: riferimento alla ideologia e allessere sociale di chi lo produce 5.discorso come enunciazione. Lenunciazione opera la conversione della lingua in discorso, attraverso questa conversione scatta linterazione tra chi parla e chi ascolta. Ovviamente è di massimo rilievo lintenzione del destinatore di fare del suo discorso uno strumento di influenza sul destinatario. Da questo punto di vista la teoria della enunciazione confina con quella degli atti linguistici 6. discorso come luogo della creatività linguistica, che conferisce al testo un effetto contestuale inprevedibile.

28 Guespin, Dictionnaire danalyse du discours, 2002: Uno sguardo al testo dal punto di vista della sua strutturazione in lingua ne fa un enunciato; uno studio linguistico delle condizioni di produzione di questo testo ne fa un discorso. Guespin, Dictionnaire danalyse du discours, 2002: Uno sguardo al testo dal punto di vista della sua strutturazione in lingua ne fa un enunciato; uno studio linguistico delle condizioni di produzione di questo testo ne fa un discorso.

29 Discorso come enunciazione Autori di riferimento sono Benveniste, Greimas (ma anche Austin e Searle). Autori di riferimento sono Benveniste, Greimas (ma anche Austin e Searle). Per Benveniste lenunciazione è la messa in funzione della lingua per mezzo di un atto individuale di utilizzazione, latto stesso di produrre un enunciato, e non il testo dellenunciato (Lapparato formale dellenunciazione, in Benveniste, Essere di parola, 2009, p. 120). Per Benveniste lenunciazione è la messa in funzione della lingua per mezzo di un atto individuale di utilizzazione, latto stesso di produrre un enunciato, e non il testo dellenunciato (Lapparato formale dellenunciazione, in Benveniste, Essere di parola, 2009, p. 120). Lenunciazione presuppone un parlante e un enunciatore, e lintenzione del primo di inflluenzare in qualche modo il secondo (Le relazioni di tempo nel verbo francese). Lenunciazione porta un messaggio e al tempo stesso è strumento di azione (Note sulla funzione del linguaggio nella scoperta freudiana, 1956). Per Bally lenunciazione è interpretabile come la distanza più o meno grande, al limite nulla, tra il locutore e il suo enunciato (Bally, Linguistique générale e linguistique francaise, Paris, 1932):. Per Bally lenunciazione è interpretabile come la distanza più o meno grande, al limite nulla, tra il locutore e il suo enunciato (Bally, Linguistique générale e linguistique francaise, Paris, 1932):.

30 Distanza/vicinanza Tratto comune a tutti i significati di enunciazione è il rapporto di coinvolgimento che nel testo si stabilisce tra il locutore e ciò che dice. Tratto comune a tutti i significati di enunciazione è il rapporto di coinvolgimento che nel testo si stabilisce tra il locutore e ciò che dice. Può essere più o meno individuale, perché lenunciatore può coinvolgersi con maggiore o minore intensità nelle proposizioni dellenunciato (affermazioni, negazioni, descrizioni), può conferire ad esse una marca soggettiva e produrre un discorso in senso proprio, o più o meno oggettiva, fino alla completa oggettività del racconto o recit. Può essere più o meno individuale, perché lenunciatore può coinvolgersi con maggiore o minore intensità nelle proposizioni dellenunciato (affermazioni, negazioni, descrizioni), può conferire ad esse una marca soggettiva e produrre un discorso in senso proprio, o più o meno oggettiva, fino alla completa oggettività del racconto o recit. Cfr. con quanto afferma J. B. Thompson(1995), The Media and Modernity: A social theory of the media, Cambridge, Polity Press: la distanza spazio-temporale tra emittente e ricevente è condizione preliminare nella definizione di notizia (news) Cfr. con quanto afferma J. B. Thompson (1995), The Media and Modernity: A social theory of the media, Cambridge, Polity Press: la distanza spazio-temporale tra emittente e ricevente è condizione preliminare nella definizione di notizia (news)

31 Teoria dellenunciazione vs analisi sociologica Diversamente dallanalisi sociologica, che si rivolge ai soggetti empirici, la teoria della enunciazione si occupa di come si costruiscono i soggetti nel discorso. Diversamente dallanalisi sociologica, che si rivolge ai soggetti empirici, la teoria della enunciazione si occupa di come si costruiscono i soggetti nel discorso. Distinzione tra piano dellenunciato (contenuti) e piano dellenunciazione (struttura comunicativa) Distinzione tra piano dellenunciato (contenuti) e piano dellenunciazione (struttura comunicativa)

32 Analisi del discorso A partire dagli anni Ottanta si assiste a una proliferazione del termine discorso nelle scienze del linguaggio, tanto al singolare (dominio del discorso, analisi del discorso) quanto al plurale (i discorsi), a seconda che ci si riferisca alla attività verbale in generale oppure a particolari eventi discorsivi. A partire dagli anni Ottanta si assiste a una proliferazione del termine discorso nelle scienze del linguaggio, tanto al singolare (dominio del discorso, analisi del discorso) quanto al plurale (i discorsi), a seconda che ci si riferisca alla attività verbale in generale oppure a particolari eventi discorsivi. La diffusione di questo termine è il sintomo di una modificazione nel modo di concepire il linguaggio. Parlando di discorso si prende posizione a favore di una particolare concezione del linguaggio e della semantica, che dipende dalla influenza di diverse correnti pragmatiche che hanno sottolineato un certo numero di idee forza: La diffusione di questo termine è il sintomo di una modificazione nel modo di concepire il linguaggio. Parlando di discorso si prende posizione a favore di una particolare concezione del linguaggio e della semantica, che dipende dalla influenza di diverse correnti pragmatiche che hanno sottolineato un certo numero di idee forza:

33 Il discorso assume una organizzazione transfrastica: mobilita strutture che appartengono a un ordine diverso da quello della frase. Il discorso assume una organizzazione transfrastica: mobilita strutture che appartengono a un ordine diverso da quello della frase. Il discorso è orientato, si costruisce in funzione di un fine: Ducrot radicalizza questa idea, iscrivendo un orientamento o una funzione argomentativa nelle unità stesse della lingua. Il discorso è orientato, si costruisce in funzione di un fine: Ducrot radicalizza questa idea, iscrivendo un orientamento o una funzione argomentativa nelle unità stesse della lingua. Il discorso è una forma di azione (Austin). Ad un livello superiore gli atti linguistici si integrano nelle attività linguistiche di un genere determinato anche in relazione ad attività non verbali Il discorso è una forma di azione (Austin). Ad un livello superiore gli atti linguistici si integrano nelle attività linguistiche di un genere determinato anche in relazione ad attività non verbali Il discorso è interattivo Il discorso è interattivo È contestualizzato È contestualizzato È preso in carico: esiste solo se riferito a una istanza che al tempo stesso si pone come riferimento personale, temporale, spaziale e modalizzante: la riflessione sulle forme di soggettività che sottendono il discorso è uno dei grandi assi dellanalisi del discorso È preso in carico: esiste solo se riferito a una istanza che al tempo stesso si pone come riferimento personale, temporale, spaziale e modalizzante: la riflessione sulle forme di soggettività che sottendono il discorso è uno dei grandi assi dellanalisi del discorso È regolato da norme È regolato da norme È sempre preso in un interdiscorso. È sempre preso in un interdiscorso.

34 Radici dellanalisi del discorso Contesto della linguistica americana degli anni 50: Harris introduce il problema della transfrastica; Contesto della linguistica americana degli anni 50: Harris introduce il problema della transfrastica; 1976: Halliday-Hasan, Cohesion in English Linguistica tedesca: Lang, Weinrich, Schlieben-Lange Linguistica tedesca: Lang, Weinrich, Schlieben-Lange Contesto francese: componenti filosofiche dellanalisi del discorso (Foucault) e linguistiche (Benveniste: teoria della enunciazione) Contesto francese: componenti filosofiche dellanalisi del discorso (Foucault) e linguistiche (Benveniste: teoria della enunciazione) Nuova retorica (Perelman) Nuova retorica (Perelman) Sociolinguistica (Labov) Sociolinguistica (Labov)

35 Matrice filosofica: Foucault Larcheologia del sapere (1969) Lordine del discorso (1971: 39) Quale civiltà ha avuto più della nostra rispetto per il discorso? Dove lo si è meglio e più onorato? Dove lo si è, pare, più radicalmente liberato dalle sue costrizioni e più universalizzato? Ora mi sembra che dietro questa apparente venerazione del discorso, dietro questa apparente logofilia, si celi una sorta di timore […]. Cè sicuramente nella nostra società, e immagino in tutte le altre, per quanto con un profilo e scansioni diverse, una profonda logofobia, una sorta di sordo timore contro questi eventi, contro questa massa di cose dette, contro il sorgere di tutti questi enunciati, contro tutto ciò che ci può essere, in questo, di violento, di discontinuo, di battagliero, di disordinato e di periglioso, contro questo brusio incessante e confuso del discorso.

36 Prospettiva post-strutturalista Prospettiva post-strutturalista Critica dellidea denotativo-referenziale del linguaggio Critica dellidea denotativo-referenziale del linguaggio Critica dellidea del soggetto parlante Critica dellidea del soggetto parlante Il discorso è una costruzione della realtà (non è uno specchio di ideologie e conoscenze) Il discorso è una costruzione della realtà (non è uno specchio di ideologie e conoscenze) Il linguaggio è linsieme dei discorsi che vengono pronunciati e scritti in un determinato momento storico Il linguaggio è linsieme dei discorsi che vengono pronunciati e scritti in un determinato momento storico Importanza di unanalisi discorsiva che porta ad esistenza diversi oggetti Importanza di unanalisi discorsiva che porta ad esistenza diversi oggetti Legame tra discorso e potere: lordine del discorso, in quanto delimita lo spazio del dicibile, non è solo espressione del potere ma generatore di potere. Legame tra discorso e potere: lordine del discorso, in quanto delimita lo spazio del dicibile, non è solo espressione del potere ma generatore di potere.

37 Il potere del discorso Come per la magia, le parole non hanno un senso, hanno un potere; un potere che è inversamente proporzionale al loro senso. (Reboul, Langage et idéologie, 1980)

38 Lanalisi critica del discorso Adotta il termine nellaccezione di uso del linguaggio in quanto parte della vita sociale (Antelmi) Adotta il termine nellaccezione di uso del linguaggio in quanto parte della vita sociale (Antelmi) Pone al centro della ricerca la relazione tra potere e discorso Pone al centro della ricerca la relazione tra potere e discorso Si occupa del discorso pubblico e in particolare dei media: testi non letterari ma di rilevanza sociale Si occupa del discorso pubblico e in particolare dei media: testi non letterari ma di rilevanza sociale Studia come i media costruiscono le espressioni, le argomentazioni, la gerarchia degli argomenti che vanno a costruire i giudizi diffusi sul mondo Studia come i media costruiscono le espressioni, le argomentazioni, la gerarchia degli argomenti che vanno a costruire i giudizi diffusi sul mondo Analizza i rapporti tra le pratiche linguistiche (in particolare di categorizzazione) e le pratiche di esclusione allopera nei Paesi occidentali: distribuzione non equa fra i diversi gruppi sociali delle opportunità di dare senso Analizza i rapporti tra le pratiche linguistiche (in particolare di categorizzazione) e le pratiche di esclusione allopera nei Paesi occidentali: distribuzione non equa fra i diversi gruppi sociali delle opportunità di dare senso

39 Scuola di Londra approccio socioculturale N. Fairclough. Ogni evento discorsivo è al tempo stesso testo (contenuto, struttura e significato), pratica discorsiva (forma di interazione discorsiva) e pratica sociale (contesto in cui levento discorsivo ha luogo) (rinvio al modello di Foucault). Le pratiche discorsive sono forme specifiche di pratica sociale, che si legano ad altre forme di attività sociali. N. Fairclough. Ogni evento discorsivo è al tempo stesso testo (contenuto, struttura e significato), pratica discorsiva (forma di interazione discorsiva) e pratica sociale (contesto in cui levento discorsivo ha luogo) (rinvio al modello di Foucault). Le pratiche discorsive sono forme specifiche di pratica sociale, che si legano ad altre forme di attività sociali. Fairclough, Language and Power, London, 2001 Fairclough, Language and Globalization, London 2006

40 Scuola di Amsterdam approccio sociocognitivo T. van Dijk. Centralità del concetto di intenzionalità (mente individuale) e della teoria degli atti linguistici. In ogni discorso si riflettono i modelli mentali dellindividuo e le rappresentazioni sociali (atteggiamenti e ideologie) del gruppo di riferimento. Lideologia, intesa come struttura dei valori e degli interessi che danno forma alle nostre rappresentazioni della realtà, compenetra il discorso. T. van Dijk. Centralità del concetto di intenzionalità (mente individuale) e della teoria degli atti linguistici. In ogni discorso si riflettono i modelli mentali dellindividuo e le rappresentazioni sociali (atteggiamenti e ideologie) del gruppo di riferimento. Lideologia, intesa come struttura dei valori e degli interessi che danno forma alle nostre rappresentazioni della realtà, compenetra il discorso. T. A. van Dijk, Ideologie. Discorso e costruzione sociale del pregiudizio, Carocci, 2004.

41 Scuola di Vienna approccio storico-discorsivo Ruth Wodak. Rifiuta esplicitamente le teorie foucaultiane e postmoderne del discorso e del potere, in quanto reificano o personificano la lingua e il discorso come attori autonomi, collusivi, che guidano i parlanti e tengono le redini (2003: 262). Rifiuta anche limpostazione sociocognitivista di van Dijk, in quanto inconciliabile con limpostazione ermeneutica. Il riferimento teorico è alla teoria critica della scuola di Francoforte e di Habermas. Altre matrici: tradizione della linguistica sistemica funzionale di Halliday, retorica classica e moderna, teoria dellargomentazione (Toulmin e Perelman) -> sguardo illuminista sulle pratiche discorsive nelle società contemporanee Ruth Wodak. Rifiuta esplicitamente le teorie foucaultiane e postmoderne del discorso e del potere, in quanto reificano o personificano la lingua e il discorso come attori autonomi, collusivi, che guidano i parlanti e tengono le redini (2003: 262). Rifiuta anche limpostazione sociocognitivista di van Dijk, in quanto inconciliabile con limpostazione ermeneutica. Il riferimento teorico è alla teoria critica della scuola di Francoforte e di Habermas. Altre matrici: tradizione della linguistica sistemica funzionale di Halliday, retorica classica e moderna, teoria dellargomentazione (Toulmin e Perelman) -> sguardo illuminista sulle pratiche discorsive nelle società contemporanee

42 Discorso: Fascio complesso di atti linguistici simultanei e sequenziali interrelati, che si manifestano allinterno e attraverso i campi dazione sociali sotto forma di occorrenze semiotiche, scritte o orali, interrelate, molto spesso sotto forma di testi, che appartengono a tipi semiotici specifici, ad esempio i generi (Wodak e Reisigl, Semiotica del razzismo e dellantisemitismo, in Giannini e Scaglione (a cura di), Introduzione alla sociolinguistica, Carocci, 2003: 268)

43 Livelli di interrogazione del discorso giornalistico LivelloDomanda Dellespressione Comè formulato? Della funzione Perché è così formulato? Del contenuto Cosa asserisce? Della destinazione A chi è diretto Del contratto Che cosa offre/chiede?

44 Livelli di analisi del modello storico-discorsivo Campi dazione Campi dazione Generi Generi Discorsi/testi Discorsi/testi

45 Testo Testo interpretato nel significato corrente della linguistica pragmatica come il prodotto materialmente durevole di unazione linguistica (atto individuale in cui il discorso si manifesta) e ricondotto nel contempo alla accezione transduttiva della poetica semiotica (il testo è anche prodotto della ricezione che il pubblico esercita attivamente ogni volta che legge, ascolta (o osserva) un insieme di enunciati) interpretato nel significato corrente della linguistica pragmatica come il prodotto materialmente durevole di unazione linguistica (atto individuale in cui il discorso si manifesta) e ricondotto nel contempo alla accezione transduttiva della poetica semiotica (il testo è anche prodotto della ricezione che il pubblico esercita attivamente ogni volta che legge, ascolta (o osserva) un insieme di enunciati) Genere Genere modo socialmente ratificato di utilizzare il linguaggio in connesione con un particolare tipo di attività sociale (livello immediatamente superiore a quello del testo, prima cornice testuale); governa i criteri di codificazione del testo, secondo criteri di adeguatezza pragmatica) Campi dazione Campi dazione cornici di perimetro esterno e di contesto, segmenti della specifica realtà della società (es.formazione dellopinione pubblica, emanazione delle leggi, macchina pubblicitaria, ecc.)

46 Genere I generi sono forme dellenunciazione, legate a particolari pratiche sociali, che sono date allindividuo (anche se mutevoli, elastiche, storicamente e culturalmente formate). I generi sono forme dellenunciazione, legate a particolari pratiche sociali, che sono date allindividuo (anche se mutevoli, elastiche, storicamente e culturalmente formate). Corrispondono a situazioni tipiche della comunicazione verbale, a temi tipici e a contatti tipici tra i significati delle parole e la concreta realtà effettiva in circostanze tipiche Corrispondono a situazioni tipiche della comunicazione verbale, a temi tipici e a contatti tipici tra i significati delle parole e la concreta realtà effettiva in circostanze tipiche Il genere accomuna un insieme di opere omogenee per contenuto, stile e struttura compositiva (Corti, La comunicazione letteraria, 1976: 156). È costituito da caratteristiche tematiche e retoriche (es. epico, lirico, drammatico, didascalico, ecc,) Il genere accomuna un insieme di opere omogenee per contenuto, stile e struttura compositiva (Corti, La comunicazione letteraria, 1976: 156). È costituito da caratteristiche tematiche e retoriche (es. epico, lirico, drammatico, didascalico, ecc,) Secondo Halliday (Il linguaggio come semiotica sociale, p. 153) una caratterizzazione completa della testualità non può prescindere dal riferimento al genere Secondo Halliday (Il linguaggio come semiotica sociale, p. 153) una caratterizzazione completa della testualità non può prescindere dal riferimento al genere Il genere determina fattori come la lunghezza, i partecipanti ecc. e soprattutto determina un orizzonte di attese nel destinatario. Il genere determina fattori come la lunghezza, i partecipanti ecc. e soprattutto determina un orizzonte di attese nel destinatario.

47 Bachtin Tutti i molteplici campi dellattività umana sono legati dalluso del linguaggio […]. Luso del linguaggio si effettua sotto forma di singole enunciazioni concrete (orali e scritte) ei partecipanti di un determinato campo di attività umana. Queste enunciazioni riflettono le specifiche condizioni e finalità di ognuno di questi campi non soltanto col loro contenuto (tematico) e col loro stile linguistico, cioè con la selezione dei mezzi lessicali, fraseologici e grammaticali del linguaggio, ma, prima di tutto con la loro struttura compositiva. Tutti questi tre momenti – contenuto tematico, stile e struttura compositiva – sono indissolubilmente legati nella totalità dellenunciazione e sono del pari determinati dalla specificità della data sfera di comunicazione. Ogni singola enunciazione è naturalmente individuale, ma ogni sfera duso del linguaggio elabora propri tipi relativamente stabili di enunciazioni, tipi che chiameremo generi del discorso…il problema generale dei generi del discorso non è mai stato posto veramente... Tutti i molteplici campi dellattività umana sono legati dalluso del linguaggio […]. Luso del linguaggio si effettua sotto forma di singole enunciazioni concrete (orali e scritte) ei partecipanti di un determinato campo di attività umana. Queste enunciazioni riflettono le specifiche condizioni e finalità di ognuno di questi campi non soltanto col loro contenuto (tematico) e col loro stile linguistico, cioè con la selezione dei mezzi lessicali, fraseologici e grammaticali del linguaggio, ma, prima di tutto con la loro struttura compositiva. Tutti questi tre momenti – contenuto tematico, stile e struttura compositiva – sono indissolubilmente legati nella totalità dellenunciazione e sono del pari determinati dalla specificità della data sfera di comunicazione. Ogni singola enunciazione è naturalmente individuale, ma ogni sfera duso del linguaggio elabora propri tipi relativamente stabili di enunciazioni, tipi che chiameremo generi del discorso…il problema generale dei generi del discorso non è mai stato posto veramente... Di particolare importanza è qui rilevare la differenza essenziale tra i generi del discorso primari e secondari (complessi): questi ultimi comprendono oltre a drammi, romanzi, lavori scientifici anche generi pubblicistici di varie dimensioni, e sorgono allinterno di una più sofisticata e organizzata comunicazione culturale (soprattutto scritta). Nel corso della loro formazione, essi assorbono e rielaborano vari generi primari (semplici) formatisi allinterno della comunicazione verbale immediata (conversazione quotidiana, lettera, racconto). Questi generi primari, nel momento in cui entrano a far parte dei generi complessi, vi si trasformano e acquistano un particolare carattere. La differenza tra generi primari e secondari (ideologici) è di grande importanza. Di particolare importanza è qui rilevare la differenza essenziale tra i generi del discorso primari e secondari (complessi): questi ultimi comprendono oltre a drammi, romanzi, lavori scientifici anche generi pubblicistici di varie dimensioni, e sorgono allinterno di una più sofisticata e organizzata comunicazione culturale (soprattutto scritta). Nel corso della loro formazione, essi assorbono e rielaborano vari generi primari (semplici) formatisi allinterno della comunicazione verbale immediata (conversazione quotidiana, lettera, racconto). Questi generi primari, nel momento in cui entrano a far parte dei generi complessi, vi si trasformano e acquistano un particolare carattere. La differenza tra generi primari e secondari (ideologici) è di grande importanza. (Lautore e leroe (1929), 1977:245-48)

48 Genere e stile È proprio nellenunciazione che prende forma il problema del rapporto tra ciò che è comune e ciò che è individuale nella lingua. Le enunciazioni e i loro tipi, cioè i generi del discorso, sono le cinghie di trasmissione dalla storia della società alla storia del linguaggio. Nessun fenomeno nuovo (fonetico, lessicale, grammaticale) può entrare nel sistema del linguaggio se non ha compiuto un lungo e complesso cammino di verifica sul piano dello stile e del genere. Quando ci si rivolge ai corrispondenti strati non letterari della lingua popolare, inevitabilmente ci si rivolge anche ai generi del discorso in cui questi strati si realizzano. Si tratta per lo più di vari tipi di generi dialogico-parlati; di qui la più o meno netta dialogizzazione dei generi secondari, lattenuarsi della loro composizione monologica, il nuovo modo di sentire lascoltatore come interlocutore-partner, le nuove forme di compimento del tutto. È proprio nellenunciazione che prende forma il problema del rapporto tra ciò che è comune e ciò che è individuale nella lingua. Le enunciazioni e i loro tipi, cioè i generi del discorso, sono le cinghie di trasmissione dalla storia della società alla storia del linguaggio. Nessun fenomeno nuovo (fonetico, lessicale, grammaticale) può entrare nel sistema del linguaggio se non ha compiuto un lungo e complesso cammino di verifica sul piano dello stile e del genere. Quando ci si rivolge ai corrispondenti strati non letterari della lingua popolare, inevitabilmente ci si rivolge anche ai generi del discorso in cui questi strati si realizzano. Si tratta per lo più di vari tipi di generi dialogico-parlati; di qui la più o meno netta dialogizzazione dei generi secondari, lattenuarsi della loro composizione monologica, il nuovo modo di sentire lascoltatore come interlocutore-partner, le nuove forme di compimento del tutto.

49 Generi e tipi Antelmi, Il discorso dei media, 2006:44 Antelmi, Il discorso dei media, 2006:44 una considerazione comprensiva dei generi non letterari deve dunque prendere in considerazione oltre alle caratteristiche tematico-formali che definiscono una categoria omogenea di testi, il contesto comunicativo e le funzioni, lo scopo comunicativo di un determinato testo. La nozione di genere sembra dunque confondersi con quella di tipo testuale, essenzialmente basata sul particolare atto linguistico che viene attualizzato e che identifica le caratteristiche di diversi procedimenti comunicativi in base agli scopi del mittente. In realtà le due nozioni non dovrebbero essere confuse, legata comè la prima a fattori sociali e culturali, oltre che storici, che permettono, ad esempio, di seguire levoluzione dei generi stessi o le loro caratteristiche in culture diverse dalla nostra. Viceversa il tipo ha una minore contingenza e inoltre è un concetto astratto, non legato a testi particolari, ma semmai a porzioni di questi, classificate secondo i parametri descrittivo, narrativo, argomentativo, espositivo, regolativo (Werlich, 1976)

50 Tipologia di Werlich Basata sui seguenti criteri: Basata sui seguenti criteri: Modalità basilari di conoscenza Modalità basilari di conoscenza Percezione dello spazio Percezione dello spazio Percezione del tempo Percezione del tempo Comprensione mediante analisi e sintesi Comprensione mediante analisi e sintesi Valutazione di concetti messi in relazione Valutazione di concetti messi in relazione Pianificazione di comportamenti Pianificazione di comportamenti Intenzione comunicativa Intenzione comunicativa Focalizzazione (sfondo e primo piano) Focalizzazione (sfondo e primo piano) Strumenti sintattici Strumenti sintattici Distinzione tra realtà e finzione Distinzione tra realtà e finzione

51 Tipo narrativo raccontare un fatto, una storia Funzione: raccontare un fatto, una storia Foreground: azioni, eventi, relativi a persone, oggetti, relazioni, concetti colti nel contesto temporale Matrice cognitiva: capacità di cogliere le differenze e interrelazioni tra le percezioni relative al tempo (schemi) Strumenti sintattici: subordinazione Struttura: tipo predicativo Generi e forme finzionali: racconti, romanzi, novelle, poesia epica, barzelletta Generi e forme non finzionali: biografie, articoli di cronaca, relazioni di viaggio, corrispondenze di inviati speciali Risponde alla domanda: Chi ha fatto cosa quando?

52 Tipo descrittivo Funzione: delineare le caratteristiche di una persona, un paesaggio, un oggetto Foreground: fenomeni (persone, cose, stati di cose, relazioni) colti nel contesto spaziale Matrice cognitiva: Capacità di cogliere le differenze e interrelazioni delle percezioni relative allo spazio. Schemi di rappresentazione mentale di oggetti o ambienti tipici colti nella loro staticità (frames e schemata). Generi e forme non finzionali: descrizione interna a testi che narrano eventi reali; descrizione interna a testi espositivi (enciclopedie, dizionari, ecc.); descrizione tecnico-scientifica, indovinello, carta di identità Generi e forme finzionali: descrizione interna a testi narrativi finzionali, poesia lirica. Risponde alla domanda: che cosa è dove rispetto a cosa?

53 Tipo argomentativo Funzione: sostenere una tesi su basi logiche Foreground: relazione tra concetti (similarità, contrasti ecc.), argomento, valutazione Matrice cognitiva: giudizio, capacità di giudicare e di scegliere tra i concetti esaminati quelli più convincenti e probanti (Plans) Strumenti testuali: parallelismo, parafrasi Generi e forme non finzionali: arringa giudiziaria, saggi scientifici, discorsi politici e dibattiti in generale, articoli di fondo, recensioni Generi e forme finzionali: poesia celebrativa, dialogo filosofico. Risponde alla domanda: perché?

54 Tipo informativo Funzione: fornire notizie utili su personaggi, argomenti o fatti Foreground: analisi (scomposizione) e sintesi (composizione) degli elementi costitutivi dei concetti Matrice cognitiva: comprensione (capacità di capire) (schemata) Generi e forme non finzionali: lezione, manuale scolastico, saggio divulgativo, recensione informativa, abstract, orari dei treni, avvisi Generi e forme finzionali: poesia didascalica

55 Tipo regolativo Funzione: indicare norme da rispettare. Foreground: comportamento futuro altrui (e/0 proprio Matrice cognitiva: capacità di pianificare il comportamento e di smembrarlo in una successione di azioni (Plans) Generi e forme non finzionali: enunciazione di norme da rispettare, obblighi e divieti, istruzioni, regole di giochi, ricette di cucina, regolamenti, statuti, leggi, testi pubblicitari (però anche argomentativi e informativi) Generi e forme finzionali: poesia (o canzone di lotta), di incitazione allazione, di propaganda politica Tono perlocutivo, frequenza di forme imperative

56 Nella CdA Importanza del genere in quanto legato a una particolare pratica sociale. Importanza del genere in quanto legato a una particolare pratica sociale. Marca caratterizzante diverse attività comunicative. Marca caratterizzante diverse attività comunicative. Modo socialmente ratificato di utilizzare il linguaggio in connessione con un particolare tipo di attività sociale (Fairclough 1995:14) Modo socialmente ratificato di utilizzare il linguaggio in connessione con un particolare tipo di attività sociale (Fairclough 1995:14) Il genere determina lorizzonte di attese per il fruitore. Il genere determina lorizzonte di attese per il fruitore.

57 Antelmi: La nozione di genere occupa un posto speciale: in quanto legato a una specifica pratica sociale, il genere diventa una marca caratterizzante diverse attività comunicative umane. Si considerano generi anche la conversazione e la telefonata, le lettere agli azionisti e le conferenze stampa. Lo spostamento di attenzione verso le attività e gli scopi della interazione umana determina uno slittamento dei generi classici in funzione del raggiungimento di un determinato scopo. Ad esempio ladozione del genere conversazione in trasmissioni televisive trasforma il rapporto istituzione-cittadino (asimmetrico e sbilanciato per autorità e potere) in un rapporto tra privati e pari, con leffetto di naturalizzare la rappresentazione del reale

58 Esempio Campo dazione: formazione della pubblica opinione e autopresentazione Generi Generi Comunicati stampa Comunicati stampa Conferenze stampa Conferenze stampa Interviste Interviste Talk show Talk show Tavole rotonde Tavole rotonde Articoli Articoli Libri Libri Discorsi istituzionali Discorsi istituzionali Ecc. Ecc.

59 Campo dazione della propaganda politica Generi: Generi: programmi elettorali, programmi elettorali, slogan, slogan, discorsi in campagna elettorale, discorsi in campagna elettorale, manifesti, manifesti, opuscoli, opuscoli, propaganda a mezzo posta, propaganda a mezzo posta, dibattiti televisivi, dibattiti televisivi, ecc. ecc.

60 Linguaggio come semiotica sociale Duplice funzione del linguaggio Riflettere sulle cose Riflettere sulle cose Agire simbolicamente (sulle persone) Agire simbolicamente (sulle persone) Lindividuo membro di una società è una persona che significa, esprime significati e attraverso questi atti di significazione la realtà sociale viene creata, mantenuta in buon ordine e continuamente rimodellata

61 Modello di Halliday Funzione ideativa Rappresentazione del mondo Sistema della transitività (forme attive e passive del verbo, nominalizzazioni) Funzione interpersonale Interazione verbale, relazioni di ruolo, di potere, obbedienza ecc. Sistema semantico del modo (affermazione, domanda, ipotesi, per convincere, minacciare, chiedere): valutazione della probabilità Funzione testuale Costruzione del messaggio in base a regole codificate Sistema semantico del tema (tema, rema)

62 Rappresentare la realtà Una stessa realtà può essere rappresentata in modi differenti: nascondendo o evidenziando attori, specificando o meno le circostanze. Una stessa realtà può essere rappresentata in modi differenti: nascondendo o evidenziando attori, specificando o meno le circostanze. Ogni rappresentazione è parziale e prospettica e dunque costruisce differentemente la percezione della realtà Ogni rappresentazione è parziale e prospettica e dunque costruisce differentemente la percezione della realtà

63 Metafora grammaticale Spostamento nella transitività: dalle forme attive alle forme passive o impersonali; da forme verbali a forme nominali Spostamento nella transitività: dalle forme attive alle forme passive o impersonali; da forme verbali a forme nominali Spostamento nel tipo di processo: da azioni, che implicano un agente attivo (responsabile) e un oggetto su cui si compie lazione a evento, che rappresenta qualcosa che accade indipendentemente dallagente responsabile Spostamento nel tipo di processo: da azioni, che implicano un agente attivo (responsabile) e un oggetto su cui si compie lazione a evento, che rappresenta qualcosa che accade indipendentemente dallagente responsabile

64 Effetti prodotti dalla componente verbale Nominalizzazioni (frequenti nel discorso scientifico): effetto di astrazione Nominalizzazioni (frequenti nel discorso scientifico): effetto di astrazione Diatesi passiva del verbo: trasformazione degli attori in pazienti di azioni Diatesi passiva del verbo: trasformazione degli attori in pazienti di azioni Entità astratte nel ruolo di agenti: mascheramento delle responsabilità di persone concrete e organizzazioni Entità astratte nel ruolo di agenti: mascheramento delle responsabilità di persone concrete e organizzazioni

65 Livelli di esercizio del controllo: Livelli di esercizio del controllo: Controllo del contesto: Controllo del contesto: Scelta del genere Scelta del genere Controllo sul testo/discorso: Controllo sul testo/discorso: scelta dellargomento; scelta dellargomento; posizione dellargomento nella pagina; posizione dellargomento nella pagina; titolazione; titolazione; piano semantico/sintattico: scelte lessicali, impliciti, figure piano semantico/sintattico: scelte lessicali, impliciti, figure

66 Il linguaggio giornalistico conserva una forte funzione di costruzione (e perciò di potenziale manipolazione della realtà). Questa dimensione può essere analizzata solo con gli strumenti dellanalisi semiotico-retorica. Il linguaggio giornalistico conserva una forte funzione di costruzione (e perciò di potenziale manipolazione della realtà). Questa dimensione può essere analizzata solo con gli strumenti dellanalisi semiotico-retorica.


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