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LINTERPELLO 1 Corso di Diritto Tributario Prof. C. Buccico.

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Presentazione sul tema: "LINTERPELLO 1 Corso di Diritto Tributario Prof. C. Buccico."— Transcript della presentazione:

1 LINTERPELLO 1 Corso di Diritto Tributario Prof. C. Buccico

2 E una istanza rivolta allAmministrazione Finanziaria per conoscere la corretta interpretazione di una norma e la relativa applicazione ad un caso concreto. 2 INTERPELLO INTERPELLO

3 In base alla normativa vigente esistono le seguenti forme di interpello: 1. Interpello ordinario 1. Interpello ordinario di cui allarticolo 11 della legge 27 luglio 2000, n.212 (nota come Statuto del contribuente) 2. Interpello speciale 2. Interpello speciale (antielusivo) di cui allart. 21 della legge 30 dicembre 1991, n Interpello speciale 3. Interpello speciale (disapplicativo) di cui al comma 8 dellart. 37-bis del D.P.R. n. 600/73 4. Interpello CFC 4. Interpello CFC di cui allart.167 e 168 del TUIR 3 DIRITTO DI INTERPELLO

4 4 Interpello ordinario di cui allarticolo 11 della legge 27 luglio 2000, n.212 (Statuto del contribuente)

5 LE FONTI INTERPELLO ORDINARIO 5 Norma introduttiva Norma introduttiva -» Articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (cd. Statuto dei contribuenti) Regolamento attuativo Regolamento attuativo -» Decreto del Ministro delle finanze 26 aprile 2001, n. 209, emanato in attuazione dellart. 11, c.5, L. n.212/2000 Prassi amministrativa Prassi amministrativa -» Circolare del Ministero delle finanze 18 maggio 2000, n. 99/E; Circolare dellAgenzia delle Entrate 31 maggio 2001, n. 50/E; Circolare n. 7/E del 3 Marzo 2009.

6 LE FONTI INTERPELLO ORDINARIO 6 Articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (cd. Statuto dei contribuenti) 1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto allAmministrazione Finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria … segue

7 7 … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n La risposta dell'amministrazione finanziaria, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l'amministrazione concordi con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, é nullo. 3.Limitatamente alla questione oggetto dell'istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dall'amministrazione finanziaria entro il termine di cui al comma 1. LE FONTI INTERPELLO ORDINARIO

8 8 … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n Nel caso in cui l'istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l'amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell'articolo 5, comma 2. … segue LE FONTI INTERPELLO ORDINARIO

9 9 … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza, sono determinati gli organi, le procedure e le modalità di esercizio dell'interpello e dell'obbligo di risposta da parte dell'amministrazione finanziaria. 6. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, relativo all'interpello della amministrazione finanziaria da parte dei contribuenti. LE FONTI INTERPELLO ORDINARIO

10 AMBITO SOGGETTIVO INTERPELLO ORDINARIO 10 CHI PUÒ PRESENTARE ISTANZA DI INTERPELLO 1. Tutti i contribuenti che vantano un interesse personale, concreto ed esistente (non è necessaria lassistenza di professionisti) 2. I soggetti tenuti per legge ad adempimenti tributari per conto di altri. CHI NON PUÒ PRESENTARE ISTANZA DI INTERPELLO 1. I soggetti che non hanno un interesse immediato e personale; 2. Le associazioni di categoria o enti rappresentativi di interessi diffusi (quali ad esempio gli ordini professionali).

11 PRESUPPOSTO PER LA PRESENTAZIONE DELLISTANZA INTERPELLO ORDINARIO 11 Obiettiva condizione di incertezza di una norma primaria o secondaria 1. Mancanza dinterpretazione da parte dellA.F. (non ha fornito soluzione interpretative a casi analoghi a quello prospettato mediante circolari, risoluzioni, istruzioni o note pubblicate nella banca dati Documentazione tributaria disponibile sul sito internet 2. Previsioni normative equivoche Non può essere presentata istanza per i casi per i quali è previsto il ricorso all interpello speciale di cui alla L. n. 413/91 (d.m. n 209 del 26/04/2001, art.1, co 1)

12 QUANDO PRESENTARE LISTANZA INTERPELLO ORDINARIO 12 Listanza può essere presentata solo prima di porre in essere il comportamento rilevante ai fini tributari La presentazione dellistanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria Se listanza non è preventiva 1. LAgenzia può fornire la risposta 2. Non si producono però gli effetti tipici dellinterpello (quali il vincolo per gli uffici ad emettere atti di accertamento conformi alla soluzione interpretativa fornita)

13 PRESENTAZIONE DELLISTANZA INTERPELLO ORDINARIO 13 Modalità (Art. 1, c. 4) 1. Consegna a mano, ovvero 2. spedizione tramite servizio postale, in plico senza busta, raccomandato con avviso di ricevimento (A.R.) 3. La forma è libera Da indirizzare (Art. 2, c. 2) 1. alla Direzione Regionale delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente -» Tutti i contribuenti 2. alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso -» solo le amministrazioni centrali dello Stato gli enti pubblici a rilevanza nazionale soggetti con ricavi > a 500 mld di lire D.M. 26 aprile 2001 n. 209 Emanato in attuazione della L.212/00

14 PRESENTAZIONE DELLISTANZA INTERPELLO ORDINARIO 14 La trattazione delle istanze di interpello è ripartita in ragione della competenza a gestire il tributo. Tra le competenze dell Agenzia delle Entrate vi sono: Le imposte sui redditi; Limposta sul valore aggiunto; Limposta di registro; Limposta sulle successioni e donazioni; Limposta di bollo; Le tasse sulle concessioni governative; Limposta sugli intrattenimenti; LIRAP (la competenza a gestire linterpello spetta allamministrazione che esercita sulla stessa imposta i poteri di accertamento, e quindi allAgenzia delle Entrate, salvo che non sia diversamente previsto dalle leggi regionali e dalle convenzioni intervenute in materia) Altri tributi minori Oggetto

15 CONTENUTO DELLISTANZA INTERPELLO ORDINARIO Dati identificativi dellistante 2. Circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e personale con lindicazione della soluzione proposta 3. Indicazione del domicilio al quale far pervenire la risposta (anche fax o ) 4. Sottoscrizione da parte dellistante o da chi ne ha la rappresentanza -» violazione sanabile in caso di richiesta dellufficio entro 30 gg dalla presentazione dellistanza Art. 3 D.M. n. 209/2001 listanza deve contenere a pena di inammissibilità

16 CONTENUTO DELLISTANZA INTERPELLO ORDINARIO Allegazione della documentazione non in possesso dellufficio Art. 4, c. 4, D.M. n. 209/2001 -» lufficio può chiedere, una sola volta, lintegrazione della documentazione. La richiesta interrompe i termini per la risposta, che ripartono dalla data di ricezione da parte dellufficio dellintegrazione che deve essere fornita con le stesse modalità per linoltro dellistanza

17 RISPOSTA DELLAGENZIA INTERPELLO ORDINARIO 17 LAgenzia deve fornire una risposta scritta e motivata entro 120 giorni dal ricevimento della istanza In caso di mancata risposta nel termine si forma il silenzio – assenso (vedi differenze con interpello disapplicativo art.37-bis comma 8) La Direzione Centrale Normativa e Contenzioso ha il potere di sostituirsi alla D.R.E. competente per fornire la risposta ai quesiti inviati allorgano periferico

18 RISPOSTA DELLAGENZIA INTERPELLO ORDINARIO 18 In caso di un elevato numero di istanze presentate da più soggetti relativi alla stessa questione o questioni analoghe lA.F. può fornire una risposta collettiva attraverso una circolare o risoluzione da pubblicare suDocumentazione tributaria e comunicando agli interessati gli estremi del provvedimento Art. 4, c. 5, D.M. n. 209/2001

19 CALCOLO DEI GIORNI UTILI PER LA RISPOSTA INTERPELLO ORDINARIO In caso di consegna diretta -» dalla data del protocollo dellufficio; 2. In caso di raccomandata con A.R. -» dalla data dellA.R. 3. In caso di richiesta di regolarizzazione della sottoscrizione dellistanza -» dalla data dellavvenuta sottoscrizione …segue

20 CALCOLO DEI GIORNI UTILI PER LA RISPOSTA INTERPELLO ORDINARIO In caso di richiesta di integrazione della documentazione -» riparte dalla data di ricezione della documentazione integrativa 5. Nel caso di presentazione dellistanza ad ufficio incompetente -» dalla data di ricezione da parte dellufficio competente

21 EFFETTI DELLA RISPOSTA INTERPELLO ORDINARIO 21 Il contribuente può non uniformarsi alla risposta dellA.F. La risposta vincola loperato degli uffici, che non potranno emettere atti di accertamento in contrasto con la soluzione interpretativa fornita (vedi anche art. 11, comma 2, L. n. 212/2000) La risposta è efficace esclusivamente nei confronti del contribuente istante e limitatamente al caso prospettato nellistanza (ciò comporta che la risposta resa dallAgenzia non produce gli stessi effetti vincolanti in relazione a casi analoghi relativi a soggetti diversi dallinterpellante) - circolare 7/E del 3 Marzo

22 EFFETTI PRODOTTI DAL SILENZIO – ASSENSO INTERPELLO ORDINARIO 22 Il silenzio assenso si forma trascorsi inutilmente 120 gg dalla presentazione dellistanza; Si intende che lA.F. concordi con la soluzione prospettata dallistante; Eventuali atti di accertamento (a contenuto impositivo o sanzionatorio) emessi in contrasto con la soluzione prospettata dal contribuente sono nulli

23 SUCCESSIVA RETTIFICA DELL A.F. ALLA RISPOSTA FORNITA SULLINTERPELLO INTERPELLO ORDINARIO 23 SE IL CONTRIBUENTE SI E GIA ADEGUATO ALLA PRIMA RISPOSTA - non gli si può contestare alcunché; - eventuali atti dellA.F. sono nulli SE IL CONTRIBUENTE NON SI E GIA ADEGUATO ALLA PRIMA RISPOSTA - sono dovute solo le imposte e gli interessi, scaturenti dal mancato adeguamento alla nuova risposta - non sono dovute le sanzioni (Stesso criterio si applica nel caso in cui la prima risposta sia stata fornita in assenza di esposizione in modo chiaro e univoco del comportamento e della soluzione prospettata)

24 24 Interpello speciale (Antielusivo) (art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413)

25 LE FONTI INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 LE FONTI INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ Norma introduttiva -» Norma introduttiva -» Articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 Regolamenti attuativi-» Regolamenti attuativi -» Decreti del Ministro delle finanze 13 giugno 1997, n. 194 e 195 Prassi amministrativa-» Prassi amministrativa -» Circolari del Ministero delle finanze 28 maggio 1998, n. 135/E; 18 maggio 2000, n. 99/E; Circ 5/E del 24/02/2009; Circ. 7/E del3/03/2009.

26 INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ E` istituito, alle dirette dipendenze del Ministro delle finanze, il comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive (soppresso), cui è demandato il compito di emettere pareri su richiesta dei contribuenti. 2. La richiesta di parere deve riguardare l'applicazione, ai casi concreti rappresentati dal contribuente, delle disposizioni contenute negli articoli 37, comma terzo, e 37 bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. La richiesta di parere può altresì riguardare, ai fini dell'applicazione dell'articolo 108, c. 2 (già art.74, c.2) del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, la qualificazione di determinate spese, sostenute dal contribuente, tra quelle di pubblicità e di propaganda ovvero tra quelle di rappresentanza. 3. Il parere reso dal comitato ha efficacia esclusivamente ai fini e nell'ambito del rapporto tributario. Nella eventuale fase contenziosa l'onere della prova viene posto a carico della parte che non si è uniformata al parere del comitato. …omissis …segue

27 INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/1991 (2) 27 9.Il contribuente, anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo all'applicazione delle disposizioni richiamate nel comma 2, può richiedere il preventivo parere alla competente direzione generale del Ministero delle finanze fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini della corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata. La mancata comunicazione del parere da parte dellAgenzia delle Entrate entro 120 giorni e dopo ulteriori 60 giorni dalla diffida ad adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio-assenso (dal 29/11/2008). 10.In caso di mancata risposta da parte della direzione generale, trascorsi sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, ovvero qualora alla risposta fornita il contribuente non intenda uniformarsi, lo stesso potrà richiedere il parere in ordine alla fattispecie medesima al comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive. La mancata risposta da parte del comitato consultivo entro sessanta giorni dalla richiesta del contribuente, e dopo ulteriori sessanta giorni da una formale diffida ad adempiere da parte del contribuente stesso, equivale a silenzio assenso (abrogato). 11. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti i termini e le modalità da osservare per l'invio delle richieste di parere alla competente direzione generale e per la comunicazione dei pareri stessi al contribuente.

28 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ può essere utilizzato per conoscere il preventivo parere dellA.F. sulla correttezza fiscale degli adempimenti contabili conseguenti a determinate operazioni, potenzialmente elusive, già poste in essere o da compiere (anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo allapplicazione di determinate disposizioni) ; linterpello può essere esercitato solo se il contribuente non ha ancora posto in essere il comportamento sul quale intende avere chiarimenti (ris. 140/E del 2001);

29 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ linterpello può riguardare esclusivamente lapplicazione a casi concreti rappresentati delle disposizioni contenute nelle seguenti norme: a) articoli 37, comma 3, e 37-bis del DPR n. 600/73; b) articoli 108, comma 2, (già art. 74, c.2); che sostanzialmente riguardano: a) interposizione fittizia; operazioni elusive; b) spese di pubblicità o rappresentanza;

30 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 Aspetti sostanziali INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ Articolo 37, comma 3, DPR n. 600/73 3.In sede di rettifica o di accertamento d'ufficio sono imputati al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti quando sia dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l'effettivo possessore per interposta persona.

31 Interposizione fittizia Cioè tale disposizione consente allAmministrazione finanziaria, in sede di accertamento, di imputare al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti quando sia dimostrato che egli ne è leffettivo possessore.

32 Operazioni elusive Larticolo 37-bis del D.P.R. 600/73, concerne linopponibilità allAmministrazione Finanziaria di atti, fatti e negozi, anche collegati tra loro, privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti dellordinamento tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti indebiti, qualora siano utilizzate una o più delle seguenti operazioni:

33 Operazioni elusive a) trasformazioni, fusioni, scissioni, liquidazioni volontarie e distribuzioni ai soci di somme prelevate da voci del patrimonio netto diverse da quelle formate con utili; b) conferimenti in società, nonché negozi aventi ad oggetto il trasferimento o il godimento di aziende; c) cessioni di crediti; d) cessioni di eccedenze d'imposta; e) operazioni di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 544, recante disposizioni per l'adeguamento alle direttive comunitarie relative al regime fiscale di fusioni, scissioni, conferimenti d'attivo e scambi di azioni; f) operazioni, da chiunque effettuate, incluse le valutazioni e le classificazioni di bilancio, aventi ad oggetto i beni e i rapporti di cui all'articolo 67, comma 1, lettere da c) a c quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; f bis) cessioni di beni effettuate tra i soggetti ammessi al regime della tassazione di gruppo di cui allarticolo 117 del testo unico delle imposte sui redditi;

34 Spese di pubblicità o rappresentanza Articolo 108 TUIR Tale Interpello riguarda la qualificazione di determinate spese sostenute dal contribuente, tra quelle di pubblicità e di propaganda ovvero tra quelle di rappresentanza.

35 Aspetti procedurali INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 Art. 1, c. 1,2, D.M. n. 195/1997 Aspetti procedurali INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/1991 Art. 1, c. 1,2, D.M. n. 195/ Listanza di parere deve essere inoltrata alla Direzione Generale dellAgenzia delle Entrate. A pena di inammissibilità (da comunicare allistante), listanza deve contenere: 1. I Dati identificativi del contribuente o del legale rappresentante e delle altre parti interessate; 2. Esposizione dettagliata del caso concreto e indicazione della soluzione interpretativa prospettata; 3. Indicazione del domicilio fiscale al quale far pervenire la risposta; 4. Sottoscrizione da parte dellistante o da chi ne ha la rappresentanza;

36 … segue: Art. 1, c. 3, D.M. n. 195/ Nella richiesta di parere va esposto dettagliatamente il caso concreto, nonché la soluzione interpretativa prospettata; ad essa va allegata copia della documentazione, con relativo elenco, rilevante ai fini dellindividuazione e della qualificazione della fattispecie prospettata. Il difetto di idonea di documentazione e la mancanza della soluzione interpretativa prospettata, non comporta linammissibilità dellistanza e la Direzione può procedere a richiedere al contribuente la documentazione necessaria allesame della fattispecie. -» Lufficio può chiedere lintegrazione della documentazione; -» Le richieste istruttorie interrompono il termine, mentre quelle indirizzate a soggetti diversi dallinterpellante sospendono il termine per un periodo non superiore a 30 gg.

37 Silenzio-assenso 37 Con lintroduzione della nuova disciplina (D.L. 185 del 29/11/2008 convertito dalla Legge n.2 del 28/01/2009) e la conseguente soppressione del comitato consultivo per lapplicazione delle norme antielusive è cambiata la procedura che regola la risposta da parte dellAgenzia delle Entrate, infatti al comma 9 dellArticolo 21 L.413/91 è stata aggiunta la seguente dicitura La mancata comunicazione del parere da parte dellAgenzia delle Entrate entro 120 giorni e dopo ulteriori 60 giorni dalla diffida ad adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio-assenso

38 Silenzio-assenso 38 Pertanto per effetto delle nuove disposizioni, lAgenzia delle Entrate, tramite la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, deve comunicare il proprio parere al contribuente entro 120 giorni dalla richiesta (cioè dalla data di presentazione dellistanza alla Direzione Regionale competente); In caso di mancata risposta entro tale termine il contribuente potrà diffidare lAgenzia ad adempiere entro i successivi 60 giorni; La mancata risposta da parte della Direzione Centrale entro 60 giorni dalla data di ricevimento della formale diffida ad adempiere del contribuente equivale a silenzio- assenso sulla soluzione prospettata dal contribuente.

39 EFFETTI INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 EFFETTI INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ art. 6, c.2, D.Lgs. N. 472/97 (sanzioni tributarie non penali) 2. Non è punibile l'autore della violazione quando essa e` determinata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferiscono, nonché da indeterminatezza delle richieste di informazioni o dei modelli per la dichiarazione e per il pagamento. Non sono applicabili le sanzioni amministrative in riferimento a fattispecie oggetto di parere favorevole, in seguito disattesi dallA.F., in virtù di obiettive condizioni di incertezza.

40 EFFETTI INTERPELLO SPECIALEArt. 21 L. n. 413/1991 EFFETTI INTERPELLO SPECIALE Art. 21 L. n. 413/ art. 16 D.Lgs. N. 74/2000 (sanzioni penali tributarie) 1. Non dà luogo a fatto punibile a norma del presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita dall'articolo 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si è uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni, ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell'istanza sulla quale si è formato il silenzio-assenso. La condotta conforme allinterpello non dà luogo a fatto punibile ai fini penali.

41 Impugnabilità del parere 41 In nessun caso è impugnabile in via amministrativa un atto non avente la natura di provvedimento amministrativo; Il parere reso risulta vincolante unicamente per la medesima Amministrazione – i cui atti eventualmente emessi in difformità dalla risposta fornita al contribuente in sede di interpello sono da ritenersi NULLI – e non anche per il contribuente istante, il quale non è obbligato ad uniformarsi al parere espresso.

42 42 Interpello speciale di cui al comma 8 dellart. 37-bis del D.P.R. n. 600/73 ( Interpello disapplicativo )

43 LE FONTI LE FONTI Interpello disapplicativo 43 Norma introduttiva -» Norma introduttiva -» articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n » Norma di riferimento -» articolo 37-bis del D.P.R. n. 600/73 Regolamento attuativo-» Regolamento attuativo -» Decreto del Ministro delle finanze 19 giugno 1998, n. 259 Prassi amministrativa-» Prassi amministrativa -» Circolari del Ministero delle finanze 19 dicembre 1997, n. 320/E e 18 maggio 2000, n. 99/E; Circolare 7/E del 3 Marzo 2009.

44 LE FONTI LE FONTI Interpello disapplicativo 44 articolo 7, comma 1, d.lgs. 8 ottobre 1997, n Dopo l' articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, concernente il controllo delle dichiarazioni dei redditi, è inserito il seguente: "Art. 37 bis (Disposizioni antielusive)… 8. Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi. A tal fine il contribuente deve presentare istanza al direttore regionale delle entrate competente per territorio, descrivendo compiutamente l'operazione e indicando le disposizioni normative di cui chiede la disapplicazione. Con decreto del Ministro delle finanze da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988 n. 400, sono disciplinate le modalità per l'applicazione del presente comma.

45 Aspetti sostanziali Aspetti sostanziali Interpello disapplicativo 45 può essere utilizzato per ottenere la disapplicazione di una norma antielusiva nel caso concreto prospettato, attraverso la dimostrazione dellimpossibilità pratica del verificarsi degli effetti elusivi temuti dal fisco

46 Aspetti sostanziali Aspetti sostanziali Interpello disapplicativo 46 La tipologia di interpello in esame non è finalizzata a fornire al contribuente un parere in ordine ad una questione interpretativa, ma attraverso un provvedimento del Direttore Regionale, viene eccezionalmente disapplicata una norma antielusiva che, altrimenti, troverebbe applicazione nel caso specifico da lui prospettato

47 Aspetti procedurali Aspetti procedurali Interpello disapplicativo 47 - Presentazione dellistanza di parere, utilizzando plico raccomandato con A.R., alla Direzione Regionale delle Entrate competente per territorio, per il tramite dellufficio competente per laccertamento in base al domicilio fiscale del richiedente - a pena di inammissibilità (da comunicare allistante), listanza deve contenere: 1. Dati identificativi dellistante; 2. Esposizione dettagliata del caso concreto al quale ritiene non applicabili le disposizioni normative che limitano deduzioni, detrazioni, crediti dimposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammessi dallordinamento tributario; 3. Indicazione del domicilio fiscale al quale far pervenire la risposta; 4. Sottoscrizione da parte dellistante o da chi ne ha la rappresentanza; 5. Allegazione della documentazione rilevante ai fini dellindividuazione e qualificazione della fattispecie prospettata -» lufficio può chiedere lintegrazione della documentazione -» le richieste istruttorie indirizzate al contribuente o a soggetti diversi dallinterpellante sospendono il termine fino al giorno di ricevimento della risposta

48 Aspetti procedurali Aspetti procedurali Interpello disapplicativo 48 Listanza deve essere preventiva: La preventività si intende rispettata se listanza è presentata presso il competente Ufficio Locale in tempo utile per ottenere una risposta prima della scadenza del termine di presentazione della dichiarazione

49 Aspetti procedurali Aspetti procedurali Interpello disapplicativo 49 La risposta del Direttore della D.R.E deve essere fornita entro 90 giorni dalla presentazione dellistanza da parte dellinteressato La procedura dellinterpello disapplicativo, da esaurirsi complessivamente in 90 giorni, prevede 2 fasi: 1. Una prima fase di istruttoria dellistanza da parte dellufficio locale, al termine della quale esso redige un proprio parere motivato da trasmettere al Direttore Regionale, entro 30 giorni dalla ricezione dellistanza; 2. Una seconda fase di istruttoria e di decisione, di durata pari a 60 giorni, presso la Direzione Regionale che termina con un provvedimento definitivo del Direttore Regionale da emanarsi entro 90 giorni dalla presentazione dellistanza.

50 RISPOSTA DELLA D.R.E. RISPOSTA DELLA D.R.E. Interpello disapplicativo 50 In caso di assenza di risposta da parte dellA.F. la normativa di riferimento non prevede la formazione del silenzio assenso. LA.F. è comunque tenuta a fornire una risposta

51 Diversa applicazione dellinterpello ordinario 51 Il legislatore ha previsto anche un diverso utilizzo dellinterpello ordinario (vedi art.167 Tuir disciplina CFC) In taluni casi da strumento a favore del contribuente (nel senso sopra visto di richiesta di interpretazione di una norma per unapplicazione della stessa ad un caso concreto) si trasforma in strumento a tutela dellAmministrazione finanziaria italiana (il contribuente deve cercare di dimostrare che il suo comportamento è corretto)

52 INTERPELLO CFC 52 La normativa CFC prevede che il reddito conseguito dalla controllata estera è imputato – a prescindere dalla sua effettiva percezione – al soggetto residente controllante (in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili). Quindi per procedere allimputazione dei redditi per trasparenza è necessario che: oltre al controllo, esista una partecipazione agli utili del soggetto non residente ancora posseduta alla data di chiusura dellesercizio della controllata

53 INTERPELLO CFC 53 La normativa in materia di imprese estere partecipate non si applica se i soggetti residenti, tramite apposita istanza di interpello, dimostrino alternativamente: Che la società non residente svolga uneffettiva attività industriale o commerciale nello stato o territorio nel quale ha sede; Che dalle partecipazioni possedute non consegue leffetto di localizzare i redditi in Stati o territori in cui sono sottoposti a regimi fiscali privilegiati.

54 INTERPELLO CFC 54 Al fine di ottenere la disapplicazione della disciplina CFC è necessario inoltrare in via preventiva listanza di interpello allAgenzia delle Entrate. E sufficiente dimostrare anche una sola delle cause di disapplicazione per ottenere laccoglimento dellistanza da parte dellAgenzia delle Entrate.

55 INTERPELLO CFC 55 Ai sensi dellarticolo 167, comma 5 TUIR, linterpello da presentare allAgenzia delle Entrate è quello di cui allarticolo 11 della Legge 212/200 (statuto del contribuente) Tuttavia il richiamo allarticolo 11 individua solo ed esclusivamente le procedure indicate nella disposizione suddetta, essendo profondamente diverse le finalità dellinterpello.

56 56 TABELLE DI CONFRONTO

57 Sintesi Confronto tra le forme di interpello 57Antielusivo (art. 21, L. n. 413/91) Disapplicativo (art. 37-bis, D.P.R. n. 600/73) Ordinario (art. 11, L. n. 212/2000) Presuppos ti per la presentazi one dellistanz a casi concreti ai quali non si rendono applicabili le disposizioni casi concreti ai quali non si rendono applicabili le disposizioni contenute nelle seguenti norme : a) articoli 37, comma 3, e 37-bis del DPR n. 600/73; b) articoli 108, comma 2, del Tuir; impossibilità pratica del verificarsi degli effetti elusivi impossibilità pratica del verificarsi degli effetti elusivi temuti dal fisco obiettiva incertezza obiettiva incertezza di una norma primaria o secondaria 1. Mancanza di interpretazione da parte dellA.F. 2. previsioni normative equivoche

58 Sintesi Confronto tra le forme di interpello AntielusivoDisapplicativoOrdinario PresentazioneIstanza preventiva Istanza preventiva (il mancato rispetto non preclude in via di principio la possibilità di acquisire il parere dellA.F. ma non si producono gli effetti tipici Tempistica della risposta 120 gg gg120 gg Effetti della mancata risposta in caso di mancata risposta entro 120 gg -» diffida in caso di mancato parere entro ulteriori 60 gg - » silenzio-assenso Non si produce silenzio - assenso in caso di mancato parere -» silenzio-assenso 58

59 Sintesi Confronto tra le forme di interpello AntielusivoDisapplicativoOrdinarioEffetti ottenimento di un parere valido ai fini e nellambito del rapporto tributario e solo per operazioni potenzialmente elusive Il parere reso risulta vincolante unicamente per la medesima Amministrazione – i cui atti eventualmente emessi in difformità dalla risposta fornita al contribuente in sede di interpello sono da ritenersi NULLI – e non anche per il contribuente istante, il quale non è obbligato ad uniformarsi al parere espresso. ladeguamento al parere comporta la non punibilità ai fini penali disapplicazione di una norma antielusiva nel caso concreto prospettato ottenimento di un parere, al quale il contribuente può non uniformarsi la risposta è efficace esclusivamente nei confronti del contribuente istante e limitatamente al caso prospettato nellistanza la risposta vincola loperato degli uffici, che non potranno emettere atti di accertamento in contrasto con la soluzione interpretativa fornita 59


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