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Istituzioni di Economia prof. Leonardo Ditta La domanda individuale Facoltà di Giurisprudenza Università di Perugia Presentazione tratta da materiale del.

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Presentazione sul tema: "Istituzioni di Economia prof. Leonardo Ditta La domanda individuale Facoltà di Giurisprudenza Università di Perugia Presentazione tratta da materiale del."— Transcript della presentazione:

1 Istituzioni di Economia prof. Leonardo Ditta La domanda individuale Facoltà di Giurisprudenza Università di Perugia Presentazione tratta da materiale del prof. Rodano

2 Lutilità: un ripasso y1y1 y2y2 0 A B Abbiamo visto che alla posizione di una curva di indifferenza può essere associato un indice di utilità del consumatore: curve più in alto sulla mappa indicano una maggiore utilità ( U ). Come si misura lutilità? Basta attribuire lo stesso grado di utilità ai panieri sulla stessa curva di indifferenza e valori via via maggiori ai panieri sulle curve di indifferenza più elevate. C U(A) = U(C); U(B) > U(A)

3 Scelta del consumatore e utilità marginali Abbiamo visto che, in equilibrio, il saggio marginale di sostituzione è uguale al prezzo relativo: SMS p 1 / p 2 Uguaglianza delle utilità marginali ponderate Um 1 / Um 2 p 1 / p 2 Um 1 / p 1 = Um 2 / p 2 Relazione tra SMS e utilità marginali: SMS = Um 1 / Um 2 ) Perciò:

4 La scelta e le variabili che la determinano Perciò la quantità acquistata di y 1, è una funzione di quelle tre grandezze. Scriveremo y 1 = d 1 (p 1, p 2, R). Lo stesso vale per y 2. Queste funzioni si chiamano funzioni di domanda. Sappiamo che la scelta delle quantità da acquistare (identificata dal punto di tangenza tra curva di indifferenza e retta del bilancio) dipende da tre grandezze date (i due prezzi p 1 e p 2 e il reddito monetario ) e dalle preferenze assunte come date e invarianti. Ora dobbiamo studiare come varia la domanda di y 1 (o di y 2 ) al variare di una delle tre grandezze date.

5 Semplifichiamo il modello Cambiamo il nome (e il significato) delle variabili e dei dati. Fatto ciò, riscriviamo il vincolo di bilancio: py y a = R ( y a rappresenta la spesa per gli altri beni ) Useremo questo modello semplificato per studiare gli effetti sulla domanda del bene y provocati da variazioni del suo prezzo p e del reddito monetario R a disposizione del consumatore. (1) Sostituiamo al bene 2 il bene composito y a (tutti gli altri beni), il cui prezzo p a rappresenta il prezzo medio degli altri beni. (2) Per semplificare ulteriormente poniamo p a = 1.

6 Un aumento di p Il grafico della retta del bilancio si costruisce sempre nel solito modo. Si noti che stavolta è tutto più semplice: il termine noto è R e il coefficiente angolare è p. Sappiamo che un aumento di p fa ruotare la retta facendo perno su R (la matematica e leconomia sono concordi nellaffermarlo.). Vediamo cosa succede alla scelta. y yaya 0 - p v R V N Questa passa dal punto V, sulla vecchia retta del bilancio al punto N, sulla nuova. La domanda di y diminuisce (in N il valore dellascissa è minore che in V ). Ovvero laumento del prezzo di y ne ha ridotto la domanda. Questo risultato era atteso. Ma laumento di p ha ridotto anche la domanda di y a. Come mai? - p n al punto N, sulla nuova.

7 Effetto reddito e sostituzione La risposta allinterrogativo sta nel fatto che la variazione del prezzo ha due effetti sulla domanda del bene: (2)Effetto reddito ( ER ). Laumento del prezzo riduce il reddito reale rendendo il consumatore più povero. Leffetto reddito provoca una riduzione (bene normale) oppure un aumento (bene inferiore) della domanda. (1)Effetto sostituzione ( ES ). Laumento di p accresce il prezzo relativo del bene rendendolo più caro; ciò spinge a ridurne il consumo. Leffetto sostituzione é sempre di segno negativo ( ad un aumento del prezzo corrisponde sempre una riduzione della quantità domandata del bene e viceversa). Nel primo caso i segni sono uguali (negativi entrambi), nel secondo no (leffetto reddito è positivo).

8 Effetto sostituzione (ES) (1)Il consumatore sceglierà il paniere per cui: SMS = p/p a (2)Lincremento di p accresce il prezzo relativo ( p / p a ), quindi, per lequilibrio, anche SMS (3)Il consumatore deve perciò incrementare il suo SMS; ma questo aumenta se lutilità marginale del bene cresce. Ma ciò avviene quando se ne riduce il consumo. Il risultato di questo processo è una: RIDUZIONE DELLA DOMANDA DEL BENE

9 Effetto reddito (ER) Leffetto reddito provocato dallaumento del prezzo di solito riduce la domanda del bene, ma non sempre è così. y yaya 0 V N R vR v R nR n Per isolare l ER consideriamo un aumento di R. In questo caso non cé ES perché il prezzo relativo non cambia. Ci aspettiamo un aumento della domanda di y : Il consumatore dispone di un maggior reddito e compra una quantità maggiore del bene (e anche degli altri beni). Questa è la situazione descritta Questa è la situazione descritta nel grafico, la situazione normale. Ma, come vedremo, non è lunica possibilità.

10 Beni normali e beni inferiori Un bene viene detto normale se il suo consumo aumenta al crescere del reddito. Il bene y visto prima è normale. y yaya 0 V N R vR v R nR n Un bene viene invece definito inferiore se il suo consumo diminuisce quando il reddito cresce. Un esempio di bene inferiore è riportato nel grafico. Si ha R n R v (il reddito aumenta) ma la nuova scelta è y n y v (il consumo del bene diminuisce). Si possono fare molti esempi di beni inferiori: tutti quelli, appunto, il cui consumo si riduce quando il consumatore diventa più ricco. ynyn yvyv

11 il livello di p e la retta del bilancio Sappiamo che p è il coefficiente angolare della retta del bilancio. Possiamo calcolarlo come lordinata della retta del bilancio in corrispondenza di y = 1 (partendo dallintercetta sullasse delle ascisse). Si ha infatti p = y a / y, sicché quando y = 1 segue che p = y a, y yaya 0 dbca 0 p pcpc pbpb Nel grafico sono indicati i coefficienti delle rette a,b,c,d. Essi misurano il prezzo, che aumenta man mano che ci si sposta dalla retta a verso la retta d. pdpd papa

12 Costruiamo la curva di domanda y yaya p pcpc pbpb pdpd papa y a b c d ydyd yaya ybyb ycyc yaya ybyb ydyd ycyc Curva di domanda Nel grafico superiore sono riportate le varie scelte del consumatore al crescere del prezzo (i valori di p sono quelli del lucido precedente). Si passa dal punto a, in cui domanda y a, al punto b, in cui si domandate nel grafico inferiore (allineato), Nel quale in ordinata che in A p a corrisponde y a, ecc. Tutte queste combinazioni di prezzi e quantità costitui- scono la curva di domanda. al punto b, in cui domanda y b, al punto c, ecc. Riportiamo queste quantità punto c, ecc. poniamo i prezzi (ricavati dal grafico precedente).

13 La curva di domanda y p La curva di domanda identifica, per ogni dato livello del prezzo p, la quantità del bene y che il consumatore intende acquistare. La quantità domandata y è una funzione del prezzo p. Si scrive: In modo più preciso si scrive: y = D(p) La funzione D non è per forza una retta, ma è decrescente : la quantità domandata aumenta se il prezzo diminuisce. papa pbpb yaya ybyb D b 0 p 0 y 0, e viceversa. dove D(p) indica una relazione funzionale, ad esempio una retta. a

14 Lelasticità della domanda Come si può misurare leffetto di una variazione del prezzo p sulla quantità domandata y ? il rapporto y / p misura di quanto cambia y quando p varia di 1. Il coefficiente misura lelasticità della domanda Non va bene perché prezzo e quantità non sono grandezze omogenee. La misura giusta è perciò il rapporto tra le variazioni percentuali: Si devono usare le variazioni percentuali, che rendono possibile il confronto.

15 Ancora sullelasticità della domanda Il rapporto (percentuale) tra la variazione della quantità domandata e quella del prezzo è sempre negativo (quando p aumenta y diminuisce, e viceversa). Perciò, quando si calcola, si può trascurare il segno meno (si considera il valore assoluto). Lelasticità della domanda misura la Δ % di y quando p varia delluno per cento. Quando 1 si dice che la domanda è rigida (o anelastica) (reagisce meno che proporzionalmente alla variazione del prezzo). Quando 1 si dice che la domanda è elastica (reagisce più che proporzionalmente alla variazione del prezzo).

16 Domanda, reddito e prezzi La curva di domanda mette in luce la relazione (decrescente) tra la quantità domandata, y, e il prezzo del bene, p. Ma, come sappiamo dal modello della scelta del consumatore, la quantità domandata dipende anche dai prezzi degli altri beni e dal reddito. La funzione di domanda riflette tutto ciò, nel senso che la quantità domandata y dipende non solo da p ma anche da R e dagli altri prezzi: y = D(p 1, p 2,…p i … p n ;R) Per semplicità consideriamo solo altri due prezzi: p s (prezzo di un bene sostituto) e p c (prezzo di un bene complementare). La formula della funzione di domanda sarà allora: y = D(p, p s, p c, R)

17 Gli effetti delle altre variabili Sappiamo che laumento del prezzo fa diminuire la quantità domandata di un bene: p 0 y < 0. Laumento del prezzo di un bene sostituto fa (di solito) aumentare la quantità domandata di y : p s 0 y > 0 (si tende a sostituire con y, il bene succedaneo, ora più caro; [Esempio: caffè e tè ] questo purché leffetto reddito non neutralizzi quello di sostituzione). Laumento del prezzo di un bene complementare fa diminuire la quantità domandata di y : p c 0 y < 0 (si riduce il consumo dei due beni che vengono usati insieme). [Esempio: zucchero e caffè] Laumento del reddito del consumatore fa (di solito) aumentare la quantità domandata di y : p c 0 y < 0 (Fanno eccezione i beni inferiori).

18 N Movimenti lungo la curva e spostamenti della curva Quando aumenta (o diminuisce) p, il nuovo valore di y (la nuova quantità domandata) viene trovato sulla curva di domanda in corrispondenza del nuovo prezzo. Come si fa a rappresentare, sul grafico della curva di domanda, leffetto della variazione di un altro prezzo o del reddito? Quando cambia il valore di una variabile diversa da p (come R, p s o p c ) la quantità domandata di y cambia (nei modi che abbiamo visto): a parità di p, y aumenta (o diminuisce). Nel grafico si vede leffetto di R > 0 su un bene normale. Questo significa V p p*p* D(Rv)D(Rv) 0 yvyv y D(Rn)D(Rn) ynyn R n > R v Questo significa che la curva di domanda si sposta.


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