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COXARTROSI. ANATOMIA FUNZIONALE ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE ENARTROSI ( 3 assi e tre gradi di liberta) FATTORI DI STABILITA: Legamenti Muscoli Orientamento.

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Presentazione sul tema: "COXARTROSI. ANATOMIA FUNZIONALE ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE ENARTROSI ( 3 assi e tre gradi di liberta) FATTORI DI STABILITA: Legamenti Muscoli Orientamento."— Transcript della presentazione:

1 COXARTROSI

2 ANATOMIA FUNZIONALE ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE ENARTROSI ( 3 assi e tre gradi di liberta) FATTORI DI STABILITA: Legamenti Muscoli Orientamento del collo femorale F. Di gravita Capsula articolare( le fibre arciformi e circolari dal ciglio cotiloideo avvolgono la testa femorale)

3 La funzione dellanca nella motricita Punto dinamico di transizione tra i movimenti del tronco e quelli degli AAII Adattabilita dellarticolazione alle caratteristiche del cammino e del piano dappoggio

4 PERIARTRITI Gruppo eterogeneo di patologie che coinvolgono le strutture adiacenti allarticolazione (Borsite ischiatica, del grande trocantere, Ileo-pettinea, S. del muscolo Piriforme ) ARTROSI Affezione degenerativa della CARTILAGINE ARTICOLARE Eziopatogenesi multifattoriale Progressiva Affezioni che possono colpire larticolazione dellanca Squilibrio sintesi/degradazione condrale

5 Classificazione Eziologica PRIMARIA O IDIOPATICA SECONDARIA (Malformazioni congenite, coxopatie dellinfanzia o adolescenza, turbe statiche, reumoartropatie, traumi, sovraccarico funzionale)

6 Obesità Familiarità Sesso F Menopausa (+) Osteoporosi (-) Ipermobilità Fumo Altre malattie (diabete, siderosi, etc) Traumi Congruità articolare Abuso articolare Professionale Sports Suscettibilità Fattori meccanici Coxartrosi secondaria

7 Forma SENILEForma NON senile Classificazione Patogenesi Attivita metaboliche condrali condroblasti Infiammazione della sinovia con sofferenza condroblasti Proteoglicani Idrofilia condrale Elasticita Alterato assemblaggio proteoglicani e della matrice cartilaginea Rottura fibre collagene, liberazione collagenasi FLOGOSI CRONICA

8 Coxartrosi

9 SINTOMI Dolore aggravato dal carico, esacerbato da movimenti di abduzione e rotazione esterna (irradiato allinguine) Rigidità (lieve al mattino, intensa dopo immobilità) Limitazione funzionale Senso di instabilita SEGNI Punti dolenti alla pressione intorno al margine articolare Edema duro al margine articolare Scrosci e crepitii articolari Rigidita articolare Instabilita Riduzione ROM SINTOMI E SEGNI DELLARTROSI Lorganizzazione del passo e alterata: arto inferiore flesso, addotto, ed extraruotato, zoppia (ridotta fase di appoggio), compensi.

10 DOLORE Danno meccanico Propensione genetica Danno cartilagineo IL1 TNFα IL6.. Attivazione delle MMP Infiammazione. Acido arachidonico Prostaglandine Dolore

11 Test funzionali Test di Trendelemburg: caduta dell emibacino sano verso il basso in appoggio monopodalico sul lato malato (insuff. mm. pelvi-trocanterici) in statica e durante la deambulazione. Flessione ABduzione ExtRarotazione

12 Molti pazienti con marcate deformazioni artrosiche non lamentano sintomi (e vice-versa). La prevalenza di artrosi aumenta con letà: segni radiologici di artrosi sono presenti in > 90% degli ultra-ottanta.

13 CARATTERISTICHE RADIOLOGICHE DELLARTROSI Riduzione della rima articolare Osteofitosi Irregolarietà del margine osseo Sclerosi e cisti subcondrali Calcificazioni periarticolari Tumefazione dei tessuti molli

14 Obiettivi del trattamento Riduzione dolore (terapie fisiche, massoterapia, tp farmacologica). Miglioramento della funzionalità(massoterapia, chinesiterapia, idrochinesiterapia, potenziamento e allungamento muscolare di flessori anca adduttori, bendelletta ileo tibiale, gastrocnemio e ischiocrurali). Educazione del pz (riduzione carichi, attivita fisica e tempo libero, bicicletta, ausili).

15 …esercizi consigliati..

16 PROTESI DI ANCA

17 Cause COXARTROSI PRIMARIA COXARTROSI SECONDARIA (displ. Cong. Anca, Morbo di Perthes, epifisiolisi, fratture peritrocanteriche femorali) FRATTURE (sede ed eta del pz)* NECROSI AVASCOLARE DELLA TESTA DEL FEMORE PATOLOGIE ARTRITICHE (ARTRITE REUMATOIDE)

18 Età Sesso femminile Familiarità Fumo Inadeguato apporto di calcio e vitamina D Magrezza Sedentarietà Malattie e Farmaci (es. cortisone) Osteoporosi: Forti Fattori di Rischio

19 Cooper C et al. J Bone Miner Res Fractures As a Function of Age 4,000 3,000 2,000 1,000 35–39> 85 Age Group, yr Incidence/1,000,000 Person-Year MenWomen Hip Vertebrae Colles

20 INCIDENZA ( 0 / 00 ) FRATTURE FEMORALI IN VENETO-FRIULI PER GRUPPI DI ETA maschi: femmine: Casi annui stimati in Italia

21 Displasia congenita dellanca

22 ASSOLUTE Infezioni in fase attiva(sistemica e/o articolare) Articolazione neuropatica Neoplasie ossee RELATIVE Infezione localizzata (vie urinarie, polmone, cute, ecc) Muscolatura abduttoria assente o gravemente deficitaria Deficit neurologico progressivo Processi degenerativi ossei Interventi chirurgici di altro genere (es odontoiatrici o urologici) meglio se precedono limpianto Controindicazioni alla protesi

23 TIPI DI PROTESI ENDOPROTESI (solo componente femorale dellarticolazione) PROTESI DI RIVESTIMENTO ARTROPROTESI NON CEMENTATE ARTROPROTESI CEMENTATE - INVASIVE + INVASIVE Fattori importanti per la scelta: eta del pz, patologia di base, caratteristiche ossee. Eta media durata 10 anni; Si cerca di preferire dapprima approcci meno invasivi, riservando approcci piu invasivi per i reimpianti.

24 PROTESI DI RIVESTIMENTO ENDOPROTESI ARTOPROTESI

25 Complicanze Infezioni post-operatorie Lesioni nervose es. nervo femorale (valutazione clinica postoperatoria) Mobilizzazione della protesi settica Mobilizzazione della protesi asettica Lussazione

26 TRATTAMENTO RIABILITATIVO E OBIETTIVI FASE PRE- OPERATORIA Soprattutto nel pz artrosico, finalizzato a migliorare le funzioni residue e mantenere/recuperare il tono-trofismo muscolare. Gli esercizi sono i medesimi consigliati nel trattamento della coxartrosi. FASE POST- OPERATORIA Prevenzione delle complicanze Recupero dellarticolarita e potenziamento muscolare. Educazione sui movimenti che proteggono larticolazione Educazione alla deambulazione dapprima con ausili e poi in carico totale

27 Trattamento post-operatorio Va iniziato il piu precocemente possibile per ridurre il rischio di complicanze (TVP, sindrome da allettamento) Importante fornire al pz una EDUCAZIONE MOTORIA (informazione sui movimenti e posizioni consigliate e quelle sconsigliate, usare strategie motorie per cercare di sfrutare le capacità residue)

28 Il trattamento FKT coadiuva il trattamento farmacologico. Prevenzione delle complicanze secondarie Decubiti Contratture Retrazioni Rigidita Polmoniti TVP ( Pumping surale, contrazioni isometriche quadricipite femorale)

29 Valutazione clinica post- operatoria Allineamento AI Valutazione deficit neurologici (stupore, lesione n. femorale) Forza muscolare

30 Programma riabilitativo 1 Giornata:controllo posizionamento dellAI (rotula allo zenit per evitare extra o intrarotazioni; lieve abduzione; evitare adduzione e rotazioni). Possibili movimenti flesso-estensione. Epresente una limitazione antalgica alla flessione. Contrazioni isometriche quadricipite (10 sec contrazione, 10 sec riposo serie da 10; 10 volte al giorno) Mobilizzazione rotulea

31 2 Giornata:chinesiterapia (dopo rimozione drenaggi) passiva (con terapista o con Continuous Passive Motion) e attiva con movimenti di flesso-estensione in scarico. Raggiunti gli 80° circa di flessione il pz può assumere la postura seduta evitando movimenti di intra-extra rotazione e abduzione Il pz può essere posizionato in poltrona Possibile eseguire qualche passo con carico parziale (con bastoni o girello). Programma riabilitativo

32 Dalla 3° giornata:il paziente continua gli esercizi di chinesi attiva e passiva. Per prevenire contratture in flessione si invita il pz a estendere il ginocchio del lato operato e flettere sul letto il controlaterale. Potenziamento muscolare in particolare dei mm che stabilizzano anca mm. Gluteo (ponte monopodalico, abduzione in decubito laterale sul lato sano) Ciclettes (senza resistenza) Esercizi di leg extension dalla posizione supina Programma riabilitativo

33 A CUTE INTEGRA (guarigione della ferita) : IDROCHINESITERAPIA (meglio se in acqua termale) effetto antalgico potenziamento muscolare con carico parziale IMPORTANTE PROGRAMMARE LA PROGRESSIONE DI CARICO (CARICO TOTALE in media a CIRCA 1 MESE dallintervento). Programma riabilitativo

34 Trattamento riabilitativo : presupposti Il tattamento riabilitativo è subordinato alle condizioni generali del pz e al grado di collaborazione del pz.

35 IL CAMMINO IL pz con coxartrosi giunge allintervento di artroprotesi con un assetto posturale generale alterato (di cui spesso non ne è cosciente). Lorganizzazione del passo e modificata con strategie alternative (antalgiche): arto inferiore flesso, addotto, ed extraruotato, zoppia (ridotta fase di appoggio), allungamento dei tempi di contrazione, largo uso di compenso.

36 Dopo lintervento si ha un miglioramento dei parametri del passo (chinesiologici, lunghezza, velocità, tempo e cinetica articolare). La fase di carico va a lungo esercitata.

37 Movimenti a rischio di lussazione Via chirurgica anteriore espone a meno rischi rispetto la via di accesso postero- laterale (tecnica operatoria facilitata) Decombere sul lato sano che favorisce adduzione del lato operato ( posizionare un cuscino tra gli AAII, e mantenere il tronco in asse) Alzarsi o sedersi su sedie troppo basse, su sanitari bassi (mantenere sempre una leggera abduzione dellanca, usare sanitari a seduta modificata) Nei passaggi dalla postura supina alla seduta prima spostare le gambe giu dal letto e quindi appoggiarle su uno sgabello. NON ACCAVALLARE LE GAMBE

38 Movimenti a rischio di lussazione IL pz dopo lintervento tende a godere di un maggiore grado di liberta articolare, per di piu in assenza di dolore senza però diporre di un adeguato supporto muscolare di protezione. Il rischio di manovre incaute aumenta molto se si superano i 90 ° di flex anca Necessita di una EDUCAZIONE MOTORIA

39 …alcuni consigli Preferire la doccia alla vasca da bagno. Sedere sullauto a piè pari e poi portare gli AAII allinterno dellabitacolo. Fare un gradino alla volta nel salire e scendere le scale. Usare indossa calzari. Evitare sport di contatto (come corsa o calcio) preferendo nuoto o ciclismo. Non aumentare di peso corporeo. Sebbene il rischio di lussazione si riduca con il tempo queste precauzioni vanno sempre osservate.


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