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Il codice dei beni culturali e del paesaggio Lindividuazione, la protezione e la conservazione dei beni culturali.

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Presentazione sul tema: "Il codice dei beni culturali e del paesaggio Lindividuazione, la protezione e la conservazione dei beni culturali."— Transcript della presentazione:

1 Il codice dei beni culturali e del paesaggio Lindividuazione, la protezione e la conservazione dei beni culturali

2 Il codice e le altre fonti 1. Il valore legislativo del codice 2. Lentrata in vigore (art. 183, comma 7) e la delega per ladozione di disposizioni correttive e integrative (art. 10, comma 4, l. n. 137/2002) 3. Le norme abrogate dal codice (art. 184) 4. Il codice e le autonomie speciali (art. 8) 5. Il codice e i provvedimenti legislativi particolari (art. 129) 6. Il codice e le disposizioni regolamentari precedenti (art. 130) 7. Il singolare caso del d.P.R. n. 283/ I principi del codice e la legislazione successiva (art. 183, comma 6)

3 Le disposizioni generali del codice 1. La struttura del codice: parti, titoli, capi e sezioni 2. La tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale: i principi e i soggetti del sistema (artt ) 3. La tutela del patrimonio culturale: nozione; distribuzione delle funzioni amministrative (artt ) 4. La valorizzazione del patrimonio culturale: nozione; ruolo della legislazione statale (artt ) (rinvio alle lezioni sulla valorizzazione)

4 Precisazioni in merito alla tutela 1. La priorità della tutela (artt. 1, comma 6, e 6, comma 2) 2. La tutela anche attraverso provvedimenti amministrativi (art. 3, comma 2) 3. La spettanza statale delle funzioni di tutela e le perplessità sollevate dal loro possibile conferimento alle Regioni da parte del Ministero (art. 4) 4. Le funzioni regionali sui beni librari (art. 5, commi 2 - 3) 5. Le funzioni regionali sui beni paesaggistici (art. 5, comma 6) (rinvio alle lezioni sul paesaggio) 6. La cooperazione e il coordinamento tra il Ministero, le Regioni e gli altri enti territoriali (art. 5, commi 1 e 4 - 5) 7. Lindirizzo, la vigilanza e i poteri sostitutivi del Ministero nei confronti degli altri enti (art. 5, comma 7)

5 I beni culturali di interesse religioso (art. 9) 1. La norma è immutata rispetto allart. 19 del testo unico del 1999 (rinvio alla lezione precedente) 2. Brevi osservazioni sul concetto di interesse religioso 3. Brevi osservazioni sullappartenenza dei beni

6 I beni culturali oggetto di tutela (artt ) 1. I beni immobili e mobili di interesse culturale intrinseco dello Stato, degli altri enti pubblici e degli enti privati non lucrativi 2. Le raccolte, gli archivi e i singoli documenti dello Stato e degli altri enti pubblici 3. I beni immobili e mobili di interesse culturale intrinseco «particolarmente importante» di soggetti privati diversi dagli enti non lucrativi 4. Gli archivi e singoli documenti privati di interesse storico «particolarmente importante» 5. Le raccolte librarie private di «eccezionale» interesse culturale 6. I beni immobili e mobili di interesse culturale estrinseco «particolarmente importante» 7. Le collezioni di «eccezionale» interesse artistico o storico 8. I beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela

7 Precisazioni 1. Insieme alle norme sullindividuazione dei beni, le disposizioni dell'art. 10 servono a identificare la sfera di applicazione del titolo II della parte II del codice, dedicato alla tutela dei beni 2. Lart. 11 ha invece un valore ricognitivo della sfera applicativa di specifiche disposizioni del codice riguardanti determinati beni 3. Linteresse culturale intrinseco dei beni è il loro interesse «artistico, storico, archeologico o etnoantropologico» 4. Linteresse culturale estrinseco dei beni è linteresse «a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose»

8 Ulteriori precisazioni 1. Le raccolte dello Stato e degli altri enti pubblici sono le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi, nonché le raccolte librarie delle biblioteche 2. Le collezioni o serie di oggetti devono essere di eccezionale interesse artistico o storico «come complesso», «per tradizione, fama e particolari condizioni ambientali» 3. Il codice enumera alcuni particolari esempi di beni di interesse culturale intrinseco 4. I beni di interesse culturale intrinseco e le collezioni di eccezionale interesse artistico o storico non devono essere opera di autore vivente e la loro esecuzione deve risalire ad oltre cinquanta anni 5. Il codice enumera i beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela, per i quali non vale la regola in base alla quale i beni non devono essere opera di autore vivente e la loro esecuzione deve risalire ad oltre cinquanta anni

9 Le novità più significative rispetto al passato 1. Le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi sono beni culturali in quanto tali se appartengono a qualsiasi ente pubblico, non solo quindi se appartengono allo Stato o a un altro ente territoriale (non solo quindi se sono beni demaniali) 2. I beni che possono rivestire un interesse culturale estrinseco non sono più soltanto cose immobili 3. Tra i beni di interesse culturale estrinseco figurano nel codice anche le cose che sono testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose (in precedenza le cose di questo tipo erano contemplate soltanto dalle disposizioni regolamentari del d.P.R. n. 283/2000, concernenti le alienazioni degli immobili del demanio storico-artistico, allo scopo di vietare le alienazioni degli immobili documentanti «lidentità e la storia delle istituzioni pubbliche, collettive, ecclesiastiche»)

10 SEGUE: Le novità più significative rispetto al passato 4. Tra i beni di interesse culturale intrinseco elencati a titolo esemplificativo sono stati aggiunti i seguenti: «le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio»; «le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico»; «i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico»; « le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico»; « le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale tradizionale» 5. Tra i beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela enumerati dal codice sono stati aggiunti i seguenti: «le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi oggetto d'arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni»; «le opere dell'architettura contemporanea di particolare valore artistico»; «le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale»

11 Lindividuazione dei beni culturali 1. I beni pubblici e degli enti non lucrativi di interesse culturale intrinseco semplice sono beni culturali ex lege, sebbene sia prevista la verifica del loro interesse culturale 2. Le raccolte, gli archivi e i singoli documenti dello Stato e degli altri enti pubblici sono beni culturali ex lege, senza che sia prevista alcuna verifica o dichiarazione del loro interesse culturale (anche quando gli enti pubblici sono trasformati in soggetti formalmente privati) 3. I beni privati o pubblici il cui interesse culturale intinseco o estrinseco devessere particolarmente importante o eccezionale sono beni culturali in seguito alla dichiarazione ministeriale del loro interesse culturale

12 La verifica dellinteresse culturale dei beni pubblici (art. 12) 1. Lindividuazione dei beni culturali pubblici prima del codice: il sistema degli elenchi descrittivi nel testo unico del 1999 e nel d.P.R. n. 283/ Origine e ratio delle disposizioni sulla verifica dellinteresse culturale dei beni pubblici: lart. 27, d.l. n. 269/2003, e le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico 3. La presunzione generale di culturalità dei beni pubblici che siano opera di autori non più viventi e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni 4. La soppressione degli elenchi descrittivi 5. Liniziativa del procedimento di verifica 6. Il procedimento di verifica: in particolare, il decreto 6 febbraio I possibili esiti del procedimento: in particolare, il cd. silenzio-assenso 8. I beni degli enti pubblici trasformati in soggetti formalmente privati

13 La verifica dellinteresse culturale dei beni degli enti non lucrativi (art. 12) 1. Lindividuazione dei beni culturali degli enti non lucrativi prima del codice: il sistema degli elenchi descrittivi 2. La giurisprudenza costituzionale e penale in materia 3. Lestensione delle disposizioni sulla verifica dellinteresse culturale dei beni pubblici ai beni degli enti non lucrativi 4. La presunzione generale di culturalità dei beni degli enti non lucrativi che siano opera di autori non più viventi e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni 5. La soppressione degli elenchi descrittivi 6. Liniziativa del procedimento di verifica 7. Il procedimento di verifica 8. I possibili esiti del procedimento: in particolare, lesclusione del cd. silenzio-assenso 9. I beni degli enti non lucrativi che mutano la propria natura giuridica

14 La dichiarazione dellinteresse culturale dei beni (artt ) 1. I presupposti (v. retro) 2. Linizio del procedimento e i suoi effetti 3. Lo svolgimento del procedimento (v. anche lart. 183, comma 1) 4. La conclusione del procedimento (la cd. notifica) e i suoi effetti 5. La disciplina è sostanzialmente invariata, tolte alcune precisazioni sul procedimento (es.: latto di avvio è di competenza del soprintendente; la notifica avviene tramite messo comunale o a mezzo posta raccomandata con a. r.) 6. Le vicende relative alle notifiche effettuate a norma della legislazione precedente (art. 128)

15 Il ricorso amministrativo avverso la dichiarazione o la verifica (art. 16) 1. Una novità importante: il ricorso al Ministero avverso la dichiarazione, per motivi di legittimità e di merito 2. La possibilità di presentare il ricorso anche avverso la verifica 3. Il termine per la proposizione del ricorso 4. Gli effetti della proposizione del ricorso 5. Il procedimento (v. anche lart. 18, comma 2, lett. d), del d.P.R. n. 173/2004) 6. La decisione del ricorso

16 Catalogazione (art. 17) 1. La norma sviluppa ulteriormente le disposizioni del t. u., soprattutto in tema di cooperazione e coordinamento tra Ministero, Regioni e altri enti 2. Le procedure e le modalità della catalogazione sono stabilite con decreto ministeriale, con la cooperazione delle Regioni, ai fini dellintegrazione in rete delle banche dati dello Stato (il catalogo nazionale dei beni culturali), delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali 3. La consultazione dei dati concernenti le dichiarazioni dellinteresse culturale dei beni deve garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza 4. Una novità importante è rappresentata dalla previsione che il Ministero e le Regioni, anche con la collaborazione delle Università, concorrano alla definizione di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di metodologie di catalogazione e inventariazione

17 Vigilanza e ispezioni (artt ) 1. I poteri di vigilanza e ispezione sono poteri generali del Ministero strumentali allesercizio delle funzioni di tutela dei beni culturali sia pubblici sia privati 2. La vigilanza spetta sempre al Ministero, anche nei confronti dei beni statali non tenuti in uso o in consegna dallo stesso 3. Sono possibili forme di intesa e di coordinamento con le Regioni in ordine alla vigilanza sui beni delle Regioni e degli altri enti territoriali 4. Per lesercizio dei poteri ispettivi dei soprintendenti è previsto ora un preavviso non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza (nei quali il preavviso potrà essere inferiore ovvero omesso)

18 Le misure di protezione e conservazione dei beni culturali A. Gli interventi vietati (art. 20) B. Gli interventi soggetti ad autorizzazione (artt. da 21 a 27) C. Le misure cautelari e preventive (art. 28) D. La conservazione e gli obblighi conservativi (artt ) E. Gli interventi conservativi volontari (art. 31) F. Gli interventi conservativi imposti (artt , comma 1) G. La custodia coattiva (art. 43) H. Il deposito e il comodato di beni culturali (art. 44) I. Le altre forme di protezione (artt. da 45 a 52)

19 A. Gli interventi vietati (art. 20) 1. Divieto di distruzione o danneggiamento 2. Divieto di usi incompatibili o pregiudizievoli 3. Divieto di smembramento degli archivi

20 B. Gli interventi soggetti ad autorizzazione (artt. da 21 a 27) 1. La demolizione dei beni, anche con successiva ricostruzione 2. Lo spostamento anche temporaneo dei beni (salvo il caso dello spostamento dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore e il caso degli archivi pubblici) 3. Lo smembramento di collezioni, serie e raccolte 4. Lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante 5. Il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi organici di documentazione di archivi pubblici e di archivi di soggetti giuridici privati 6. L'esecuzione di interventi edilizi sui beni (art. 21, comma 4)

21 SEGUE: Precisazioni in materia di autorizzazioni degli interventi edilizi 1. I termini del procedimento di autorizzazione (art. 22) 2. I rapporti dellautorizzazione con la denuncia di inizio attività (art. 23) 3. Le autorizzazioni degli interventi sui beni pubblici (art. 24) 4. Lautorizzazione in sede di conferenza di servizi (art. 25) 5. Le autorizzazioni relative a opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale (art. 26) 6. Gli interventi provvisori urgenti (art. 27)

22 C. Le misure cautelari e preventive (art. 28) 1. I presupposti 2. Le misure 3. Le misure provvisorie nei confronti dei beni di cui non è stato ancora verificato o dichiarato linteresse culturale

23 D. La conservazione e gli obblighi conservativi (artt ) 1. Le nozioni di prevenzione, di manutenzione e di restauro 2. La definizione da parte del Ministero delle linee di indirizzo, delle norme tecniche, dei criteri e dei modelli di intervento, anche con il concorso delle Regioni e con la collaborazione delle Università e degli Istituti di ricerca competenti 3. Listituzione congiunta da parte del Ministero e delle Regioni, anche con il concorso delle Università e di altri soggetti pubblici e privati, di centri cui affidare attività di ricerca, sperimentazione, studio, documentazione e attuazione di interventi di conservazione e restauro su beni culturali, di particolare complessità 4. I professionisti della conservazione, la loro formazione e la loro qualificazione (v. oltre) 5. Gli obblighi conservativi dei soggetti pubblici, degli enti privati non lucrativi e degli altri soggetti privati (art. 30)

24 E. Gli interventi conservativi volontari (art. 31) Rinvio alla disciplina delle autorizzazioni degli interventi edilizi (v. retro) Rinvio alla disciplina delle autorizzazioni degli interventi edilizi (v. retro)

25 F. Gli interventi conservativi imposti (artt , comma 1) 1. Limposizione degli interventi o la diretta esecuzione degli stessi da parte del Ministero, a carico dei proprietari, possessori o detentori dei beni 2. Il procedimento di esecuzione degli interventi

26 G. La custodia coattiva (art. 43) La norma semplifica la corrispondente disposizione del testo unico attraverso il rinvio allart. 29 del codice La norma semplifica la corrispondente disposizione del testo unico attraverso il rinvio allart. 29 del codice

27 H. Il deposito e il comodato di beni culturali (art. 44) La norma è nuova, anche se deriva dalla disposizione del t. u. relativa al deposito presso gli archivi di Stato, ed è particolarmente vantaggiosa per i soggetti privati, oltre che per la fruizione collettiva dei beni (comodato almeno quinquennale con spese di conservazione e copertura assicurativa a carico del Ministero; v. però lart. 183, comma 2, del codice) La norma è nuova, anche se deriva dalla disposizione del t. u. relativa al deposito presso gli archivi di Stato, ed è particolarmente vantaggiosa per i soggetti privati, oltre che per la fruizione collettiva dei beni (comodato almeno quinquennale con spese di conservazione e copertura assicurativa a carico del Ministero; v. però lart. 183, comma 2, del codice)

28 I. Le altre forme di protezione (artt. da 45 a 52) a) Le prescrizioni di tutela indiretta (artt. da 45 a 47) b) Lautorizzazione per mostre ed esposizioni (art. 48) c) I manifesti e i cartelli pubblicitari (art. 49) d) Il distacco di beni culturali (art. 50) e) Gli studi dartista (art. 51) f) Lesercizio del commercio in aree di valore culturale (art. 52)

29 SEGUE: Precisazioni sulle prescrizioni di tutela indiretta 1. Le prescrizioni adottabili e la loro finalità 2. Linizio del procedimento e i suoi effetti 3. La notifica e lefficacia delle prescrizioni (v. anche lart. 183, comma 1) 4. Il ricorso amministrativo avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta

30 SEGUE: Precisazioni sullautorizzazione per mostre ed esposizioni 1. La sfera di applicazione della norma 2. La richiesta di autorizzazione 3. Le condizioni per il rilascio dellautorizzazione (v. anche lart. 183, comma 5)

31 La formazione e la qualificazione dei restauratori 1. La cooperazione tra Stato e Regioni nella formazione dei professionisti della conservazione (art. 29, commi da 7 a 11, del codice) 2. Il regolamento sulla qualificazione dei restauratori approvato con il decreto ministeriale 3 agosto 2000, n In particolare, la figura del restauratore di beni culturali (art. 7, d.m. n. 294/2000; art. 182, commi 1 - 2, del codice)

32 Le sanzioni amministrative per le violazioni 1. Ordine di reintegrazione (art. 160) 2. Violazioni in materia di affissione (art. 162) 3. Violazioni in atti giuridici (art. 164)

33 Le sanzioni penali per le violazioni 1. Opere illecite (art. 169) 2. Uso illecito (art. 170) 3. Collocazione e rimozione illecita (art. 171) 4. Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta (art. 172) 5. Inosservanza dei provvedimenti amministrativi (art. 180)

34 Lintesa del 2000 su archivi e biblioteche 1. Le disposizioni sulla conservazione e sulla consultazione degli archivi ecclesiastici di interesse storico A. Principi generali B. Interventi della Chiesa cattolica C. Interventi dello Stato D. Interventi in collaborazione 2. Le disposizioni sulla conservazione e sulla consultazione delle biblioteche ecclesiastiche A. Principi generali B. Interventi della Chiesa cattolica C. Interventi dello Stato D. Interventi in collaborazione

35 La convenzione del 2002 per linventario e il catalogo dei beni culturali mobili 1. Il ruolo dellI.C.C.D. 2. La programmazione degli interventi 3. Gli standard metodologici 4. Le campagne di schedatura 5. La regolamentazione dei diritti dautore 6. Le modalità per lintegrazione delle banche dati


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