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LE OPERAZIONI STRAORDINARIE 1 Giulio Andreani. 2 LE OPERAZIONI STRAORDINARIE LE OPERAZIONI STRAORDINARIE I PRINCIPI DELLA LEGGE DELEGA art. 4, comma 1,

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1 LE OPERAZIONI STRAORDINARIE 1 Giulio Andreani

2 2 LE OPERAZIONI STRAORDINARIE LE OPERAZIONI STRAORDINARIE I PRINCIPI DELLA LEGGE DELEGA art. 4, comma 1, lett. m, Legge n. 80/2003 Abolizione dellimposta sostitutiva di cui agli artt. 1, 2 e 3 D.Lgs. n. 358/1997 Abolizione della possibilità, prevista dallart. 6 D.Lgs. n. 358/97, di affrancamento dei disavanzi di fusione e scissione Mantenimento e razionalizzazione dei regimi di neutralità fiscale e di determinazione del reddito imponibile previsti dal D. Lgs. n. 358/1997 e dal D. Lgs. n. 544/1992

3 Giulio Andreani 3 LE OPERAZIONI STRAORDINARIE LE OPERAZIONI STRAORDINARIE Operazioni straordinarie intracomunitarie Operazioni straordinarie nazionali Il D. Lgs. n. 544/1992, relativo a fusioni, scissioni, conferimenti di attivo, scambi di azioni concernenti società di Stati membi diversi è stato trafuso negli artt. 178 e 181del nuovo Tuir, rimanendo sostanzialmente immutato Il D. Lgs. n. 358/1997 e le disposizioni del D.p.r. n. 917/1986 sono state trafuse con modificazioni negli artt. 170 e 177del nuovo Tuir La trasformazione di società artt. 170 e 171 La fusione di società art. 172 La scissione di società art. 173 Gli scambi di partecipazioni art. 177 La cessione di azienda art. 86 Il conferimento di aziende e di partecipazioni di controllo o collegamento artt. 175 e 176

4 Giulio Andreani 4 LA TRASFORMAZIONE LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La disciplina della trasformazione tiene conto delle nuove disposizioni del codice civile che introducono, accanto alla trasformazione omogenea, quella eterogenea (artt septies e 2500-octies) Trasformazione da società commerciali di persone in società di capitali e viceversa (art. 170 Tuir) Trasformazione da società di capitali in enti associativi diversi e viceversa (art. 171 Tuir) Tra gli enti associativi rientrano i consorzi, le società consortili, le società cooperative, le comunioni dazienda, le associazioni non riconosciute e le fondazioni. I consorzi, le associazioni e le fondazioni possono essere enti commerciali o non commerciali a seconda che essi abbiano per oggetto esclusivo o principale lesercizio di attività commerciale.

5 Giulio Andreani 5 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione omogenea Continua a non essere disciplinata fiscalmente la data di effetto delloperazione, che coincide pertanto con quella civilistica, in funzione delliscrizione dellatto nel registro delle imprese. Secondo il nuovo art c.c. la trasformazione ha effetto dallultimo degli adempimenti pubblicitari relativi allatto di trasformazione e allatto di cessazione dellente che si è trasformato.... segue La trasformazione da un tipo di società commerciale (società non soggetta ad Ires) ad un altro tipo di società commerciale (società soggetta ad Ires) è disciplinata in modo sostanzialmente identico: neutralità fiscale della trasformazione; separazione in due periodi di imposta dellesercizio interessato dalla trasformazione assoggettati allimposizione propria del gruppo di appartenenza in base alle risultanze di un apposito conto economico; le riserve costituite prima della trasformazione conservano il regime del momento in cui sono state costituite, a condizione che esse vengano distintamente indicate in bilancio dopo la trasformazione.

6 Giulio Andreani 6 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA Reddito di capitale negli altri casi (ritenuta del 12,50% se partecipazione non qualificata; tassazione per il 40% se partecipazione qualificata) La trasformazione omogenea Le riserve concorrono alla formazione del reddito dei soci come segue: Nel caso di trasformazione da società di capitali in società di persone, il credito dimposta sui dividendi, che in vigenza della vecchia normativa veniva ricono- sciuto ai soci della società di persone nel caso di distribuzione delle riserve costituite prima della trasformazione, è ora sostituito dal regime applicabile alla distribuzione delle riserve delle società di capitali (art. 170, comma 5, Tuir). Soci-soggetti passivi Iref/Ire Soci-soggetti passivi Ires: Dividendi tassati per il 5% Dividendi tassati per il 40%, nel caso di partecipazioni detenuta nellesercizio di impresa

7 Giulio Andreani 7 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea L Le situazioni considerate sono il passaggio da società di capitali in ente associativo (art septies) e il passaggio da ente associativo in società di capitali (art octies). In entrambi i casi può verificarsi un mutamento del regime impositivo, che pone il problema della sorte delle plusvalenze maturate sui beni prima della trasformazione e realizzate successivamente. Possono verificarsi tre ipotesi: a)trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale; b)trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale; c) trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali.... segue Le ipotesi

8 Giulio Andreani 8 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea I regimi fiscali La trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale (es. consorzio, società cooperativa) non è disciplinata dallart Tale trasformazione non determina nessuna particolare conseguenza – salvo lobbligo di comunicare la variazione della tipologia - in quanto sia il soggetto preesistente che quello nuovo sono tassati su un unico risultato determinato con le regole del reddito dimpresa.... segue A) Trasformazione di società di capitali in altro soggetto commerciale Regime di neutralità fiscale

9 Giulio Andreani 9 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea I regimi fiscali La trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale (es. fondazione) determina il realizzo dei beni della società in base al valore normale e quindi la tassazione delle plusvalenze in regime dimpresa. Tuttavia per i beni che confluiscano nellattività dimpresa del soggetto non commerciale il passaggio avviene in regime di neutralità. Le riserve di utili, costituite prima della trasformazione, sono assoggettate a tassazione nei confronti dei soci o associati, secondo i criteri previsti per la trasformazione da società di capitali in società di persone.... segue B) Trasformazione di società di capitali in altro soggetto non commerciale Regime del realizzo a valore normale dei beni salvo confluenza degli stessi nellazienda dellente

10 Giulio Andreani 10 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea I regimi fiscali La trasformazione di società di capitali in comunione dazienda, per effetto di tale assimilazione, determina la produzione di un reddito diverso. Tale reddito sarà tassato per trasparenza nei confronti dei partecipanti alla comunione. La comunione dazienda si configura alla stregua di una società semplice, in quanto soggetto non svolgente attività commerciale. Il nuovo Tuir non disciplina la trasformazione in società semplice; tuttavia, poichè, per effetto di tale trasformazione la società commerciale esce dal regime di impresa, essa non può beneficiare della neutralità propria della trasformazione.... segue B.1) Trasformazione di società di capitali in comunione dazienda Stesso trattamento previsto per laffitto dellunica azienda da parte dellimprenditore individuale (art. 67, comma 1, lett. h), Tuir)

11 Giulio Andreani 11 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea I regimi fiscali... segue C) Trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali Regime dei conferimenti limitatamente ai beni non compresi nellazienda dellente La trasformazione di un soggetto non commerciale in società di capitali determina il realizzo delle plusvalenze sui beni in regime di redditi diversi, ricorrendone le condizioni (art. 67, comma 1, lett. n). Pertanto, lente sarà tassato solo nel caso in cui i presupposti per limposizione si manifestano anche nel realizzo mediante vendita a terzi (es. lente che trasferisce un fabbricato posseduto da più di 5 anni non dovrà pagare nulla). Tali beni sono presi in carico dalla società in base al valore normale. Tuttavia, per i beni già rientranti nella sfera commerciale dellente il passaggio avviene in regime di neutralità, con mantenimento dei costi fiscalmente riconosciuti.

12 Giulio Andreani 12 LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA LA TRASFORMAZIONE DI SOCIETA La trasformazione eterogenea I regimi fiscali C) Trasformazione di soggetto non commerciale in società di capitali La norma non specifica alcunché riguardo ai partecipanti allente non commerciale che diventano soci della società, per i quali non è prevista alcun tipo di tassazione in dipendenza della trasformazione. Resta imprecisato, tra laltro, quale è il costo di carico della partecipazione societaria acquisita (ragionevolmente il costo originariamente sostenuto).

13 Giulio Andreani 13 LA FUSIONE LA FUSIONE DI SOCIETA La disciplina della fusione è contenuta nellart. 172 del nuovo Tuir, il quale oltre a dare attuazione ai principi della legge delega relativi allabrogazione della possibilità di affrancamento dei disavanzi di fusione, ha introdotto altre novità rispetto alla disciplina in tema di fusione dettata dallart. 123 del vecchio Tuir. T Le novità rispetto al regime ante-riforma riguardano i seguenti aspetti: la neutralità fiscale; la ricostituzione delle riserve in sospensione dimposta; lavanzo di fusione e laumento di capitale; il riporto delle perdite fiscali.

14 Giulio Andreani 14 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale... segue Situazione ante-riforma Impossibilità di affrancare il disavanzo (sia a pagamento che gratuitamente) I maggiori valori iscritti con lutilizzo del disavanzo non hanno valenza fiscale Possibilità di ottenere il riconoscimento fiscale del disavanzo di fusione (da annullamento/concambio), imputato ai beni patrimoniali o allavviamento dellincorporante, mediante pagamento dellimposta sostitutiva del 19%. Possibilità di operare laffrancamento gratuito del disavanzo da annullamento. Situazione post-riforma

15 Giulio Andreani 15 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale... segue Abrogazioni e disciplina transitoria Lart. 3, comma 2, del D.Lgs. n. 344/2003 dispone labrogazione delle disposizioni del D.Lgs. n. 358/1997 con riguardo alle operazioni di fusione perfezionate successivamente al 31 dicembre Tuttavia laffrancamento gratuito del disavanzo da annullamento continua ad essere possibile in relazione ad operazioni di fusione deliberate dalle assemblee delle società partecipanti entro il 30 aprile 2004 (art. 4, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 344/2003) Tale disposizione consente il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti per effetto del disavanzo di annullamento anche se le operazioni stesse sono perfezionate successivamente alla data del 30/4/2004. Si deve ritenere che tale disposizione si applichi anche allle operazioni di fusione perfezionate dopo il 31/12/2003 e prima del 30/4/2004.

16 Giulio Andreani 16 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale... segue Abrogazioni e disciplina transitoria Si pone la questione se ai fini del riconoscimento gratuito del disavanzo da annullamento rilevino le plusvalenze tassate in capo al cedente derivanti da operazioni di cessione attuate a decorrere dal 1/1/2004. Uninterpretazione letterale dellart. 6, comma 2, del D.lgs. n. 358/1997 lett. a), sembrerebbe impedire laffrancamento gratuito. Tale norma, infatti, fa riferimento alle plusvalenze rilevanti ai fini dellapplicazione dellimposta sostitutiva ai sensi del comma 1 dellart. 5 del D.Lgs.n. 461/1997.Tuttavia tale soluzione non sembra accettabile da un punto di vista sistematico.

17 Giulio Andreani 17 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale... segue Società incorporante o risultante dalla fusione Assoluta neutralità fiscale delloperazione di fusione con riguardo ai vari soggetti interessati dalloperazione Situazione post-riforma Plusvalenze e minusvalenze dei beni di tali società Irrilevanza reddituale del disavanzo e avanzo da fusione Irrilevanza fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio a seguito dellimputazione del disavanzo Concambio di partecipazioni Società incorporate o fuse Soci delle società La questione del rapporto di derivazione tra questi due regole

18 Giulio Andreani 18 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale... segue Neutralità fiscale con riguardo alla società incorporante o risultante dalla fusione Situazione post-riforma Lirrilevanza fiscale dei disavanzi iscritti sulle poste della società incorporate o fuse comporta che i beni ricevuti sono valutati fiscalmente in base allultimo valore riconosciuto ai fini delle II.RR.. E previsto lobbligo a carico della società incorporante di predisporre un apposito prospetto di riconciliazione nella dichiarazione dei redditi tra i valori civilistici esposti in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti. La questione del rapporto di derivazione del principio dellirrilevanza fiscale delle rivalutazioni eseguite mediante imputazione del disavanzo dal principio dellirrilevanza fiscale delle differenze di fusione assume rilevanza in alcune fattispecie (ad es. se il disavanzo viene utilizzato per rivalutare elementi patrimoniali della società incorporante o per rivalutare elementi patrimoniali delle società incorporate o fuse diverse da quelle dalla cui incorporazione è emerso il disavanzo).

19 Giulio Andreani 19 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La neutralità fiscale Neutralità fiscale con riguardo ai soci delle società incorporate o fuse Situazione post-riforma Viene ribadito il principio di intassabilità del cambio delle partecipazioni a seguito della fusione. Tale principio viene mitigato dalla previsione di tassabilità dei conguagli in denaro ai soci. Tale tassazione avviene, a seconda della natura giuridica del socio, come reddito di capitale ai sensi dellart. 47, comma 7, o, se ne ricorrono i presupposti come reddito dimpresa ai sensi degli artt. 58 (plusvalenze tassate in misura pari al 40%) e 87 (plusvalenze).

20 Giulio Andreani 20 LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle riserve in sospensione dimposta.... segue Le riserve in sospensione dimposta vanno distinte in due categorie: - riserve tassabili in ogni caso; - riserve tassabili solo in caso di distribuzione. Situazione ante-riforma · Devono essere ricostituite dalla società incorporante, perchè in caso contrario concorrono alla formazione del reddito di questultima. · La ricostituzione può avvenire usando lavanzo di fusione, vincolando una riserva o una parte ideale del capitale sociale dellincorporante dandone evidenza nella nota integrativa. · Non vi è lobbligo di ricostituzione nel patrimonio della società incorporante. · Tuttavia lo stato di sospensione si trasferisce sulleventuale avanzo di fusione e/o sulleccedenza dellaumento di capitale dellincorporante rispetto al capitale complessivo delle società che partecipano alla fusione che viene concambiato.

21 Giulio Andreani 21 LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle riserve in sospensione dimposta.... segue Le riserve in sospensione dimposta vanno distinte in due categorie: - riserve tassabili in ogni caso; - riserve tassabili solo in caso di distribuzione. Situazione post-riforma · Devono essere ricostituite dalla società incorporante, perchè in caso contrario concorrono alla formazione del reddito di questultima. · Introduzione di un criterio di priorità circa lutilizzo delle poste del patrimonio netto della società risultante dalla fusione o incorporante: la loro ricostituzione deve avvenire in via prioritaria utilizzando leventuale avanzo di fusione. · Si applicano le regole ante-riforma. In particolare resta confermato che, per questo tipo di riserve, linesistenza di avanzo o di eccedenza del nuovo capitale sociale, rispetto alla somma dei capitali delle società partecipanti, determina lestinzione del vincolo di sospensione di imposta.

22 Giulio Andreani 22 LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle riserve in sospensione dimposta Poichè lavanzo di fusione assume rilevanza ai fini della ricostituzione di entrambe i tipi di riserve in sospensione dimposta, sorge la necessità di coordinare le due disposizioni. In particolare occorre stabilire se, in presenza di entrambi i tipi di riserve nellultimo bilancio delle società incorporate o fuse, lavanzo di fusione che rileva per le riserve tassabili solo in caso di distribuzione sia lintero avanzo di fusione o soltanto la quota di tale posta di equilibrio contabile che (eventualmente) residua dopo il suo utilizzo per ricostituire le riserve tassabili in ogni caso. Nel caso di adesione alla seconda soluzione potrebbe venire definitivamente meno la possibilità di assoggettare a tassazione le riserve tassabili solo in caso di distribuzione, qualora lavanzo di fusione venga interamente utilizzato per ricostituire laltro tipo di riserve in sospensione (non sembra possibile). Situazione post-riforma

23 Giulio Andreani 23 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle altre riserve E stato previsto un criterio in base al quale le riserve in oggetto vengono ricostituite nel bilancio alla società risultante dalla fusione o incorporante secondo un criterio di proporzionalità (art. 171, comma 6, Tuir). Allaumento di capitale o allavanzo di fusione che eccede la ricostituzione delle riserve in sospensione, si applica il regime fiscale delle riserve della società incor- porata o fuse (diverse da quelle in sospensione) che hanno proporzionalmente concorso alla relativa formazione. Situazione ante-riforma Lart. 123 del Tuir non prevedeva specifiche modalità di ricostituzione, in capo alla società risultante dalla fusione o incorporante, delle altre riserve (di utili e di capitali) delle società incorporate o fuse. Situazione post-riforma Trattasi di un principio, di fatto già seguito nella prassi, per individuare la natura fiscale dellincremento di patrimonio netto che si origina nel bilancio della società risultante dalla fusione per effetto dellannullamento della partecipazione nella società incorporata o del concambio.... segue

24 Giulio Andreani 24 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riforma Società incorporante A – ante fusione Partecipazione 100% in B 250 Capitale sociale 20 Riserve di utili libere 30 Debiti segue Società incorporanda B – ante fusione Patrimonio netto 500, così suddiviso: Capitale sociale 40 Riserve di utili libere 310 Riserve di utili in sospensione dimposta 150 Esempio n. 1

25 Giulio Andreani 25 LA FUSIONE DI SOCIETA LA FUSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle altre riserve Situazione post-riforma Società incorporante A – post fusione Patrimonio netto 300, così suddiviso: Capitale sociale 20 Riserve di utili libere 30 Avanzo di fusione 250 Poi: Riserve di utili in sospensione dimposta 150 Avanzo di fusione residuo 100 Lavanzo di fusione residuo dopo la ricostituzione delle riserve in sospensione dimposta avrà la seguente natura fiscale: - riserve di capitale (40 / 350 x 100) = 11,43 - riserve di utili (310 / 350 x 100) = 88,57 Esempio n. 1 (segue)

26 Giulio Andreani 26 LA FUSIONE DI SOCIETA Il riporto delle perdite fiscali Lutilizzo delle perdite fiscali pregresse relative alle società partecipanti alla fusione da parte della società risultante della fusione o incorporante soggiace ad una serie di limitazioni.. · Il riporto è possibile per la parte dellammontare delle perdite che non eccede il patrimonio netto aziendale risultante dallultimo bilancio (delle società incorporate o fuse) o se, inferiore dalla situazione patrimoniale di cui allart quater del c.c. Il patrimonio netto che rileva quale ammontare massimo della perdita riportabile deve essere computato senza tener conto dei conferimenti e versamenti fatti negli ultimi 24 mesi dalla data cui si riferisce la situazione patrimoniale. · Occorre verificare la vitalità della società, rappresentata dai ricavi e dai proventi [voce A)1] e dalle spese per prestazioni di lavoro subordinato e relativi contributi [Voci B)9)a) e B)9)b)] quali risultano dal conto economico dellesercizio precedente a quello in cui la fusione è stata deliberata: limporto di tali parametri deve essere superiore al 40% della media degli ultimi due esercizi anteriori. Situazione ante-riforma... segue

27 Giulio Andreani 27 LA FUSIONE DI SOCIETA Il riporto delle perdite fiscali · Viene chiarito che i contributi erogati a norma di legge dallo Stato o da altri enti pubblici non sono compresi tra i conferimenti e versamenti fatti negli ultimi 24 mesi a decurtazione del patrimonio della società le cui perdite sono riportabili; · Al fine della verifica della condizione di vitalità della società, non è più previsto alcun riferimento diretto alla voce A)1) del conto economico, assumendo rilevanza i ricavi e proventi dellattività caratteristica. Situazione post-riforma A seguito della seconda modifica possono usufruire del riporto delle perdite anche le holding e le società finanziarie, e in generale le società che svolgono unattività i cui ricavi non sono contabilizzati nella voce A)1). Peraltro, le incertezze applicative relative alle holding erano state già risolte dalla risoluzione n. 337/E del 29/10/ segue

28 Giulio Andreani 28 LA FUSIONE DI SOCIETA Il riporto delle perdite fiscali Situazione post-riforma Trattasi di una modifica meramente formale. Tale previsione era, in effetti, da ritenersi implicitamente abrogata in seguito allintroduzione dellart. 27, Legge n. 724/1994 (cfr. la circolare ministeriale n. 108/E del 3/5/1996 e la circolare Assonime n. 42 del 27/5/1998). · E stata eliminata la previsione che stabilisce la rilevanza delle perdite fiscali pregresse dellincorporata soltanto per la parte di esse che eccede lammontare dei plusvalenze iscritte nel bilancio della società incorporante o risultante dalla fusione per effetto dellimputazione del disavanzo da annullamento.

29 Giulio Andreani 29 LA SCISSIONE LA SCISSIONE DI SOCIETA La disciplina della scissione è contenuta nellart. 173 del nuovo Tuir, il quale riproduce le disposizioni dellart bis del vecchio Tuir, con modifiche analoghe a quelle evidenziate a proposito della fusione. T Le novità rispetto al regime ante-riforma riguardano i seguenti aspetti: la neutralità fiscale; la ricostituzione delle riserve della società scissa da parte delle società beneficiarie; il riporto delle perdite fiscali.

30 Giulio Andreani 30 LA SCISSIONE DI SOCIETA La ricostituzione delle riserve della società scissa Viene estesa alla scissione non solo la disciplina prevista in tema di fusione con riferimento alle riserve in sospensione dimposta, ma anche la nuova disciplina prevista con riferimento alla ricostituzione delle altre riserve. Situazione post-riforma Situazione ante-riforma Alle riserve in sospensione dimposta iscritte nellultimo bilancio della società scissa si applica la disciplina prevista in tema di fusione.

31 Giulio Andreani 31 LA SCISSIONE DI SOCIETA Il riporto delle perdite fiscali Lutilizzo delle perdite fiscali pregresse relative alle società partecipanti alla scissione soggiace alle stesse limitazioni previste per la fusione. Lart. 173, comma 10, specifica che le limitazioni previste dallart. 172, comma 7, per le fusioni si applicano sia alla società scissa (equiparata alla società fusa o Incorporata) sia alla beneficiaria (equiparata allincorporante o alla società risultante dalla fusione). Situazione post-riforma Situazione ante-riforma La disciplina relativa al riporto delle perdite si applica con riferimento alle perdite della sola società scissa.

32 Giulio Andreani 32 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA Il trasferimento dazienda può essere effettuato mediante: - la cessione diretta dellazienda stessa; - la cessione delle partecipazioni di controllo e di collegamento nella società che detiene lazienda. Il regime fiscale di tali operazioni è stato modificato per effetto: - dellabrogazione dellimposta sostitutiva del 19% prevista dallart. 1 del D.Lgs. n. 358/97 sulle plusvalenze derivanti da cessioni di aziende e partecipazioni; - dellintroduzione della participation exemption (art. 87 nuovo Tuir). Le innovazioni introdotte nel trattamento tributario dei trasferimenti di azienda tendono ad avvantaggiare i trasferimenti operati attraverso le partecipazioni societarie (beni di secondo grado) anzichè quelli attuati mediante la cessione dei beni di primo grado. Ciò però impedisce alla società acquirente di recuperare fiscalmente il maggior costo sostenuto.

33 Giulio Andreani 33 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA La cessione dazienda Situazione ante-riforma Fiscalità del cedente E prevista limponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a) tassazione ordinaria con aliquota IRPEG del 34%; b) possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se lazienda è posseduta per almeno 3 anni; c) possibilità di usufruire della tassazione al 19% se è soddisfatto il requisito della detenzione triennale. Situazione post-riforma Fiscalità del cedente E prevista limponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a) tassazione ordinaria con aliquota IRES del 33%; b) possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se lazienda è posseduta per almeno 3 anni.... segue

34 Giulio Andreani 34 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA La cessione dazienda Situazione post-riforma - È stata prevista la permuta neutrale di aziende. Infatti, lart. 86, comma 2, Tuir, ha esteso alle operazioni sulle aziende la disciplina della permuta già prevista per i beni ammortizzabili costituenti corrispettivi della cessione plusvalente. - E da ritenere che se, nellambito dellazienda sono comprese partecipazioni dotate dei requisiti per lesenzione, la quota di plusvalenza ad esse attribuibile possa usufruire della non imponibilità. Tuttavia la questione merita un chiarimento ufficiale. - Sarà comunque possibile usufruire di un regime di esenzione sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di aziende tra società appartenenti al medesimo gruppo fiscale per effetto del consolidato domestico. Tale istituto consente il trasferimento infragruppo senza realizzo di plusvalenze o minusvalenze e senza alterazione dei valori fiscalmente riconosciuti dei beni diversi da quelli che producono ricavi.... segue

35 Giulio Andreani 35 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA La cessione dazienda Situazione ante-riforma Fiscalità del cessionario Lazienda acquisita è iscritta sulla base del costo di acquisto, con corrispondente ammortamento degli assets. Situazione post-riforma Fiscalità del cessionario lazienda acquisita è iscritta sulla base del costo di acquisto, con corrispondente ammortamento degli assets. NESSUNA MODIFICA (fatti salvi gli effetti della permuta di azienda)

36 Giulio Andreani 36 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA La cessione di partecipazioni Situazione ante-riforma Fiscalità del cedente E prevista limponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a)tassazione ordinaria con aliquota IRPEG del 34%; b)possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se trattasi di partecipazioni iscritte negli ultimi 3 bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie; c)possibilità di optare per la tassazione sostitutiva al 19% se trattasi di partecipazioni di controllo o collegamento. Situazione post-riforma Fiscalità del cedente E prevista limponibilità della plusvalenza secondo le seguenti regole: a)tassazione ordinaria con aliquota IRES al 33%; b)possibilità di rateizzazione fino a 5 esercizi se trattasi di partecipazioni iscritte negli ultimi 3 bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie; c)possibilità di beneficiare della participation exemption (art. 87 Tuir)... segue

37 Giulio Andreani 37 IL TRASFERIMENTO DAZIENDA IL TRASFERIMENTO DAZIENDA La cessione di partecipazioni Situazione ante-riforma Fiscalità del cessionario Il cessionario iscriveva la partecipazione in bilancio sulla base del costo di acquisto. Tale partecipazione era valutata secondo i criteri previsti dallart. 61 Tuir. Situazione post-riforma Fiscalità del cessionario Il cessionario iscrive la partecipazione in bilancio sulla base del costo di acquisto. È prevista lindeducibilità delle eventuali minusvalenze iscritte.

38 Giulio Andreani 38 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI La disciplina del conferimento di azienda e di partecipazioni di controllo e di collegamento è contenuta negli artt. 175 e 176 del nuovo Tuir, i quali hanno sostituito le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 358/1997. Il legislatore della riforma, nellabrogare il D. Lgs. n. 358/1997 (in particolare limposizione sostitutiva del 19% sulle plusvalenze derivanti dai conferimenti), ha riproposto alcune disposizioni già contenute nel suddetto decreto legislativo. Sono state inoltre introdotte nuove disposizioni per estendere lambito di applicazione di alcune operazioni e per coordinare la disciplina con il regime di participation exemption previsto dallart. 87 Tuir.

39 Giulio Andreani 39 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI La plusvalenza realizzata è tassata con aliquota IRPEG al 34%, con possibilità di rateizzazione fino a 5 anni (se lazienda è posseduta da almeno 3 anni e se le partecipazioni sono iscritte negli ultimi tre bilanci tra le immobilizzazioni finanziarie). E prevista la possibilità di optare per la tassazione sostitutiva del 19% su detta plusvalenza (art. 1 del D.Lgs. n. 358/1997)... Situazione ante-riforma Il D.Lgs. n. 358/1997 prevede due particolari regimi: - il regime di determinazione della base imponibile ancorato ai valori contabili per i conferimenti di aziende e partecipazioni di controllo e collegamento (cd. regime del realizzo controllato); - il regime di neutralità fiscale (cd. doppio binario) per i conferimenti di aziende possedute da almeno 3 anni tra società di capitali residenti.

40 Giulio Andreani 40 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI.. - La plusvalenza realizzata è tassata con aliquota IRES al 33%, con possibilità di rateizzazione fino a 5 anni. - In caso di conferimenti di partecipazioni che godono dei requisiti previsti dallart. 87 si ha lesenzione della plusvalenza. - E stata abrogata la possibilità di optare per limposta sostitutiva del 19%. Situazione post-riforma Sono mantenuti, con modifiche e integrazioni, il regime del realizzo controllato e il regime di neutralità fiscale. E stato modificata, in particolare, la disciplina dei conferimenti di azienda da parte di imprese individuali.

41 Giulio Andreani 41 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Il regime del realizzo controllato Tale regime di determinazione della base imponibile non può essere applicato per i conferimenti di partecipazioni di controllo/collegamento, prive dei requisiti per fruire dellesenzione, qualora la partecipazione ricevuta in cambio abbia invece i suddetti requisiti. In questo caso, il valore di realizzo è pari al valore normale della partecipazione (art. 175, comma 2). Situazione post-riforma Per effetto di tale regime si considera valore di realizzo il maggiore tra: - il valore di iscrizione contabile, da parte del conferente, delle partecipazione ricevute; - il valore di iscrizione contabile, da parte del conferitario, dellazienda ovvero della partecipazione conferita.

42 Giulio Andreani 42 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Il regime di neutralità fiscale.. Lart. 176 del Tuir, riproduce il regime di neutralità fiscale dei conferimenti di azienda previsto dallart. 4 del D.Lgs. n. 358/97. Le modifiche e le integrazioni apportate a tale regime riguardano: - l estensione dellambito soggettivo di applicazione per consentire a tutti i soggetti imprenditori (e non solo alle società di capitali) di poter effettuare conferimenti in doppio binario a favore di società di capitali residenti. - l eliminazione del requisito del possesso triennale dellazienda per poter utilizzare detto regime. - l esplicita previsione dellirrilevanza, ai fini dell applicazione della norma antielusiva di cui all art. 37-bis D.p.r. n. 600/73, dell operazione di conferimento dazienda in doppio binario, seguito dalla cessione della partecipazione ricevuta, in esenzione totale o parziale. Situazione post-riforma... segue

43 Giulio Andreani 43 Il regime di neutralità fiscale Situazione post-riforma Coordinando il regime del conferimento neutrale di azienda con quello dellesenzione sulle plusvalenze da realizzo delle partecipazioni, il conferente potrebbe cedere pressochè immediatamente la partecipazione ricevuta, accedendo al regime di esenzione sulla plusvalenza, nel rispetto delle altre condizioni previste dallart. 87 Tuir. In questo modo, le plusvalenze sul trasferimento di azienda vengono tramutate in plusvalenze da cessione di partecipazioni con relativa monetizzazione in esenzione fiscale dei plusvalori sospesi sullazienda conferita. Lart. 176, comma 3, Tuir, afferma esplicitamente che tale operazione non è considerata operazione elusiva da sanzionare ai sensi dellart. 37-bis D.p.r. n. 600/73. Tale principio dovrebbe valere anche per i conferimenti realizzati secondo il regime del realizzo controllato previsto dallart. 175 Tuir, dove lazienda non è trasferita in neutralità ma con assoggettamento a tassazione di una parte della plusvalenza.... segue IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI

44 Giulio Andreani 44 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Il regime di neutralità fiscale Trattasi di una disposizione del tutto innovativa, in quanto il regime di continuità previsto dallart. 176 opera solo rispetto agli elementi dellattivo e del passivo dellazienda conferita e non riguarda, diversamente da quanto accade nelle fusioni e scissioni, le posizioni soggettive del conferente. Lart. 176, comma 5, disciplina il trasferimento al conferitario dei regimi di sospensione di imposta di cui allart. 109, comma 4, Tuir, sorti in capo al conferente. Trattasi della possibilità di dedurre le spese e gli altri componenti negati- vi senza la loro imputazione a conto economico, subordinata al vincolo sul patrimonio. Il conferimento in regime di neutralità fiscale non fa venir meno tali sospensioni di imposta, che si trasferiscono al conferitario, a condizione che questi istituisca il vincolo sulle proprie riserve del patrimonio netto. Situazione post-riforma

45 Giulio Andreani 45 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Il conferimento di impresa individuale.. Per il conferimento dellunica azienda da parte dellimprenditore individuale (che determina lestinzione dellimpresa) è consentita la possibilità di mantenere latenti le plusvalenze implicite nei beni, utilizzando il regime del realizzo controllato. La successiva cessione delle partecipazioni ricevute per effetto del conferi- mento, se effettuata entro 3 anni dalla data del conferimento, si considera effettuata nellesercizio di impresa. Limposta sostitutiva sui capital gain si applica solo alle cessioni effettuate oltre il triennio. Situazione ante-riforma

46 Giulio Andreani 46 IL CONFERIMENTO DI AZIENDA E DI PARTECIPAZIONI Il conferimento di impresa individuale Per il conferimento dellunica azienda da parte dellimprenditore individuale è stabilito che la successiva cessione delle partecipazioni ricevute per effetto del conferimento non si considera effettuata nellesercizio di impresa. Pertanto la tassazione ha luogo secondo il regime di capital gain, previsto per la cessione di partecipazioni qualificate ex art. 67, comma 1, lett. c) e art. 68, assumendo come costo delle partecipazioni il valore attribuito alle stesse ai sensi del suddetto regime. Situazione post-riforma Tale disposizione si applica nel caso di conferimento dellunica azienda, effettuato sia secondo il regime di realizzo controllato sia secondo il regime di neutralità fiscale.


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